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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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7 giugno 2009

Un infoibatore alla "corte" di Piero Marrazzo

 [foibe.jpg]
La sinistra moralmente superiore, quella che sale in cattedra ad ogni stormir di fronda, per tacciare di razzisti, nazisti e attentatori della democrazia gli aderenti al cdx, non disdegna di annoverare fra le sue fila, non pochi rappresentanti che si prostrano in esternazioni di stima verso ex-terroristi e assassini di guerra. Si, proprio quegli assassini che hanno approfittato del dopoguerra per infliggere torture e morte ad innocenti.
In questo caso la solita deprimente e ipocrita sceneggiata ci è fornita su un piatto d’argento dal governatore del Lazio Piero Marrazzo, che al convegno “Resistenza e comunità europea” ha pensato bene d’invitare un infoibatore iugoslavo, elevato al rango di “comandante partigiano dell’esercito di liberazione iugoslavo”.
In effetti le foibe sono state riempite di italiani “liberati” dai titini, come non essergliene grati!!!
Si tratta di Zarko Besenghi la cui storia, imporrebbe di fargli pagare il suo debito nelle patrie galere, come è successo e succede per gli aguzzini tedeschi.
Il 5 maggio 1945 Zarko Besedniak (che poi cambiò in Besenghi), capo della sezione criminale della Difesa Popolare di Opicina (organo dei partigiani comunisti iugoslavi che avevano occupato Trieste) diede ordine di arrestare Vittorio Cima, Luciano Manzin e Mario Mauri accusati di aver rubato un maialetto.
Un reato “gravissimo” che fra l’altro NON E’MAI STATO PROVATO. Ergo quei poveracci non avevano rubato un bel nulla (come confermò nel 1948 la Corte d’Assise di Trieste) ma furono ugualmente torturati e dopo un processo sommario in una locanda, furono costretti a denudarsi, gli venne sparato un colpo di pistola alla nuca e i corpi furono gettati in una foiba.
L’omicidio fu talmente ignobile che “il prode comandante partigiano”e i suoi sodali furono condannati sempre nel 1948 a Trieste, Besedniak a 15 anni, pena che non scontò MAI perché fuggì nella zona di Trieste sotto l’occupazione iugoslava. Sembra però, che il paradiso comunista di Tito, non fu di gradimento per Zadko perché nel 1950 riparò in Italia. Qui invece di finire in galera e pagare il suo debito, cambiò il suo il cognome in Besenghi e ridiventò italiano a tutti gli effetti ed eroe partigiano della sinistra.
Adesso porge la sua mano sporca di sangue italiano a Marrazzo e lui la stringe senza provare ribrezzo per un essere simile. E hanno anche il coraggio d’impartire lezioni di democrazia e moralità a Berlusconi e alla Lega.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 7/6/2009 alle 22:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

16 febbraio 2009

Il comunista perde il pelo ma non il vizio: "tovarich" Luciano, Polito e le foibe

 

Possono togliere la falce e il martello dalle loro bandiere, metterci querce, ramoscelli d’ulivo e viole mammole, ma restano comunisti perché la falce e il martello ce l’hanno stampigliata nell’anima.
E’ il caso di Luciano Violante, che sadicamente, Cossiga aveva soprannominato il “piccolo Vishinskij” (pubblico accusatore nei processi staliniani), che si è vergognato di essersi vergognato, scusate il giro di parole, ma è una sintesi perfetta.

Il compagno Violante, in occasione della commemorazione delle Foibe, ha scritto le seguenti parole “(…)Mi sono reso conto, per la prima volta, che la mia storia politica era stata dalla parte degli aggressori, di chi legava il fil di ferro ai polsi delle vittime prima di precipitarle, non dalla parte di chi aveva i polsi legati”.
Il Riformista ha riassunto la dichiarazione con il titolo “Mi vergogno di essere stato comunista” che rispecchia senza tema di offesa, il sentimento che dovrebbe provare, chi è stato dalla parte di Stalin, ben sapendo che era il boia del suo stesso popolo, chi è stato a favore dei carri armati sovietici a Budapest nel 1956, chi è stato complice e occultatore della pulizia etnica dei Titini, delle terribili rappresaglie del dopo-guerra ad opera dei partigiani rossi.
“I Violante, come i Veltroni ed i D’Alema, intere generazioni, non devono vergognarsi (solo) per quel che hanno fatto i loro compagni di fede, ma per quello che hanno fatto essi stessi. Napolitano era presidente della Camera quando Moroni si sparò una fucilata in testa. Non si mosse un fiato, non si lesse il gesto disperato di chi non voleva vergognarsi, ma dire la verità: certo, abbiamo raccolto soldi, abbiamo finanziato illegalmente il partito, e, certo, fra di noi ci sono lestofanti e ladri, ma con questi non possiamo e non dobbiamo essere confusi, perché noi eravamo tenuti a non soccombere a vantaggio del più grande e ricco partito comunista d’occidente, che prendeva più tangenti di noi ed a quelle sommava i soldi sporchi di sangue, elargiti dalle dittature. Di questo, devono vergognarsi. Anche Violante, personalmente, che grazie a quei soldi sporchi ha vissuto una vita da parlamentare saccente e giustizialista.”

Manco per sogno: "tovarich" Luciano, rispolvera il vecchio complesso di SUPERIORITA’ COMUNISTA e s’inalbera: “Quel titolo è falso, è offensivo, è volgare” e interrompe la sua collaborazione con il Riformista.
Replica Antonio Polito :"Un titolo è un titolo e se l’autore dell’articolo non vi si riconosce, c’è poco da fare. Ma in quell’articolo Violante scriveva, rivivendo al teatro il ricordo delle foibe: “Mi sembrava che le implicite accuse delle parole della piece riguardassero anche me. Perché l’aver appartenuto al partito comunista e il sentirmi tutt`ora dentro quella rigorosa educazione politica e quel complesso di valori civili e repubblicani mi faceva sentire tra quegli assassini'. Ammettere di sentirsi tra “quegli assassini” ci era parsa un’umile e nobile ammissione di vergogna. Violante ci informa invece che non prova vergogna. Ne prendiamo atto con mestizia".
Contrordine compagni si ritorna dalla parte di chi “legava i polsi alle vittime con il fil di ferro, prima di precipitarle”.
Adesso ditemi come si può sperare di avere MAI una sinistra moderna e occidentale, con sti’ reperti fossili?
E’ caduta l’Urss, è caduto il muro ma loro stanno sempre in piedi.
Orpheus
Stampatello tratto da un articolo di Giacalone che consiglio di leggere


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permalink | inviato da Orpheus il 16/2/2009 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

11 febbraio 2009

Ieri era la Giornata del ricordo, o l'ennesima giornata antifascista?

 

Quando si tratta di temi etici e ideologici, Napolitanno non si conferma un presidente super-partes, un presidente per tutti gli italiani.
Divide invece che unire, in nome del suo passato comunista. Perché solo un comunista può (ri)tirare fuori la stucchevole retorica antifascista nella Giornata del ricordo delle vittime delle foibe.

Dice Napolitano: “La memoria che coltiviamo innanzitutto è quella della dura esperienza del fascismo e delle responsabilità storiche del regime fascista, delle sue avventure di aggressione e di guerra». Per questo motivo occorre ricordare «le sofferenze inflitte alla minoranza slovena negli anni del fascismo; ma non possiamo nemmeno dimenticare le sofferenze, fino a un'orribile morte, inflitte a italiani assolutamente immuni da ogni colpa”.

Insomma l’omaggio al ricordo delle vittime delle foibe, arriva alla fine, dopo aver ricordato le colpe fasciste e le sofferenze della minoranza slovena, quasi a minimizzare le feroci persecuzioni dei titini”.
Beh io lo trovo un discorso ipocrita che offende più che omaggiare.
Per decenni lui e i suoi accoliti di partito HANNO NEGATO, NASCOSTO, MINIMIZZATO le sofferenze e la morte atroce di migliaia di italiani, adesso che finalmente sono stati costretti a celebrare quel genocidio, lo fanno allungando il “brodo” con i soliti, ciacolamenti antifascisti.
Hanno trasformato questa giornata di risarcimento morale, alle vittime delle foibe e alle loro famiglie, nell’ennesima celebrazione dell’antifascismo. Come se non ce ne fosse già abbastanza di retorica antifascista, nel nostro paese!
Ricordo a Napolitano che in Italia il fascismo è fuori legge da 60 anni.
Ricordo a Napolitano che tranne quattro scalmanati (assimilabili ai molti leninisti e stalinisti di sinistra) il fascismo è stato rinnegato e definito il “male assoluto” dalle forze politiche di destra.
Ricordo a Napolitano che il comunismo ha provocato un numero infinitamente superiore di morti, sia nel nostro paese (vogliamo parlare della rappresaglie a fine guerra dei partigiani rossi, delle vittime delle Brigate rosse?) che nel mondo.
Ricordo a Napolitano che a sinistra ci sono ancora molti illustri politici che agognano la mummia di Lenin e si prosternano davanti a Castro, Mao e Stalin e solo due anni fa erano ancora in parlamento.
Ricordo a Napolitano che il comunismo in Italia non è ANCORA STATO MESSO FUORI LEGGE, e che nessuno dei politici di sinistra ha mai definito il comunismo come il male assoluto.
Se è questo è il modo di celebrare tale Giornata, ne facciamo volentieri a meno, perché vedere tirare in ballo le colpe di Mussolini, è strumentalizzare tale celebrazione.

In Italia tutto è sempre colpa di Mussolini e di Berlusconi, loro, i discendenti di una dittatura sanguinaria e mostruosa, sono puri come gigli bianchi, si sono riciclati come ex-comunisti, post-comunisti, mai-stati-comunisti alla Veltroni, ma NESSUNO di loro ha mai condannato senza mezzi termini il comunismo.

Ipocriti come sempre.

Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 11/2/2009 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

11 gennaio 2009

Da che pulpito....

 
Passi il no alla proposta del simbolico gesto di riconciliazione fra Italia, Croazia e Slovenia, ma le motivazioni addotte da parte di Danilo Turk, il presidente della Slovenia sono vergognose, oltre che ridicole per quanto anacronistiche e dettate da un ottuso senso di pregiudizio.
Secondo le parole 'dell' illuminato' Turk riportate dal quotidiano di Lubiana Delo, la classe politica italiana viene accusata di "deficit etico" sulle colpe del fascismo.
 Il presidente sloveno sale in cattedra e chiede all’Italia "un più chiaro confronto con i crimini del fascismo, che fu il primo totalitarismo in questa parte d'Europa".
Evidentemtemente ha dimenticato:
1. Tito, i titini, le foibe e le migliaia di italiani infoibati.
I lager di Tito che nulla hanno da invidiare a quelli nazisti: Borovnica, Skofja loka, Osseh, Stara Gradiska, Siska, Goli Ottok, Isola Calva. In cui vi erano internati migliaia di giuliani deportati dalla Venezia Giulia alla fine della 2° guerra mondiale e per tutta il tempo dell'occupazione titina.
2. L'unico totalitarismo che ha conosciuto l'Europa dell'Est é stato quello dei COMUNISTI, che hanno 'convinto' le popolazioni con i carrarmati e le stragi.
Turk non può dimenticare "i molti crimini fascisti (contro le popolazioni slave) rimasti impuniti durante l'occupazione italiana". Ma quelli comunisti beh...quelli li ha già cancelalti.
La solita nauseante rimozione dei genocidi comunisti e demonizzazione del fascismo.
Non capisco perchè dobbiamo tendere la mano a questa gente.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 11/1/2009 alle 22:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

27 ottobre 2008

Alla Sapienza le foibe? Peggio della Gelmini, vietato parlarne

 

All'università Sapienza ricordare la giornata del 10 febbraio dedicata alla commemorazione dei morti e dei profughi italiani perseguitati dai titini, è un atto inammissibile. Assolutamente vietato, perché la legge del 2005 che ha istituito tale giornata, è illegittima. L'ha deciso la Corte Costituzionale?
Macché l'hanno deciso docenti e studenti della  rossa Sapienza. E' cosa loro decidere quali leggi siano legittime o meno, e quella della giornata del Ricordo é una una legge "revisionista" fatta da un governo "fascista" per gettare fango sul valoroso compagno Tito.

A denunciare questo ennesimo stupro della democrazia è stata Azione Universitaria. “Oggi -spiega- si è discusso sul punto all'ordine del giorno del consiglio di facoltà di lettere voluto da Azione Universitaria, con il quale si chiedeva l'istituzione di una giornata commemorativa per le vittime delle foibe. Tale proposta è stata bocciata dalla totalità dei docenti e degli studenti che hanno anche invitato il consigliere di Au a studiare i libri di storia, dichiarando illegittima la formulazione della legge che istituisce il 10 febbraio.
Secondo Cristian Alicata, dirigente provinciale di Azione Universitaria, “questa bocciatura è il frutto di un becero negazionismo al quale il luogo preposto alla cultura non può assistere. E' vergognoso che ancora oggi ci siano professori mediocri che preferiscono le loro idee politiche al sentimento di unità nazionale”.
Evidentemente la Sapienza è un luogo preposto si, alla cultura, ma alla “cultura unica”, quella di stampo leninista..

E poi c’è chi ha il coraggio di affermare che la maggioranza delle proteste da parte di questi soloni rossi e dei loro discepoli con il pugno teso, non sono pretestuose e unicamente di carattere politico.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 27/10/2008 alle 18:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

9 febbraio 2008

Foibe, il mio 10 febbraio ricordando il nonno morto

 

La storia è piena di crimini ma spesso i crimini non fanno storia, nel senso che strategie o ideologie dei vincitori di turno (ma spesso anche degli sconfitti) possono mandare rapidamente in archivio le peggiori atrocità dell’uomo. La tragedia istriana, con gli orrori di tanti italiani gettati nelle voragini carsiche dai comunisti jugoslavi e di tanti altri costretti a fuggire per salvarsi, è il classico esempio di una ragion di stato che ha voltato rapidamente pagina. In occasione del «Giorno del ricordo» di domani pubblichiamo un articolo di che nella tragedia istriana ha avuto coinvolti due nonni. (nella foto: esuli italiani abbandonano Pola)

Mio nonno materno, Ezechiele, pur non avendo mai fatto del male a nessuno fu prelevato dalle truppe di Tito che occuparono Trieste nei famigerati «40 giorni» del 1945 e sparì nel nulla dopo essere stato deportato verso Lubiana. Mio nonno paterno, Giacomo, scampò per miracolo ad una sommaria fucilazione dei partigiani, mentre cercava di raggiungere Trieste alla fine della seconda guerra mondiale. Pure lui non aveva mai imbracciato un fucile, ma possedeva un po’ di terre ed una casa colonica. La vera «colpa » dei miei nonni, agli occhi dei «liberatori», era la loro italianità e la scarsa convinzione che il comunismo potesse risolvere i mali del mondo. I nonni non ci sono più, ma ogni anno tornano a vivere il 10 febbraio, Giorno del ricordo della tragedia dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati dopo il 1945. Questo strano articolo, in prima persona, è tratto dagli atti del seminario sull’Esodo dell’Associazione delle comunità istriane di Trieste presentato giovedì in occasione del Giorno del ricordo 2008. Domani si celebrerà in tutta Italia la tragedia dell’esodo e delle foibe. 

 Per cinquant’anni si è volutamente steso il velo dell’oblio sulla tragedia dell’esodo e sui crimini perpetrati contro gli italiani alla fine della seconda guerra mondiale. Si è trattato di una vera e propria «verità negata» e rimossa, che dal crollo del muro di Berlino e dalla disgregazione della Jugoslavia in poi, è venuta pian piano a galla. Come giornalista mi sono occupato dei cosiddetti «boia» titini. Una lunga lista, da Ivan Motika a Ciro Raner, fino a Mario Toffanin. L’unico ufficiale di Tito processato recentemente in Italia, per alcune uccisioni a Fiume, è stato Oskar Piskulic, che alla fine l’ha scampata per carenza di giurisdizione. Anche le notizie più scabrose venivano trattate con cautela, per usare un eufemismo, oppure completamente snobbate dalla grande stampa. Il fatto che Toffanin, massacratore dei partigiani non comunisti a Porzus, avesse una regolare pensione Inps, grazie al servizio militare in Italia, mantenuta per tutta la vita nel suo buon ritiro oltre confine, fece scandalo, ma solo sul Giornale. Lo stesso per Raner, famigerato comandante del campo di Borovnica. Le foto dei soldati italiani sopravvissuti ai Lager titini come quello di Borovnica e ridotti a scheletri ambulanti, non a caso sono rimaste nascoste per anni. Nonostante le difficoltà, penso che i tempi siano maturi per un grande e necessario geso di riconciliazione. I presidenti italiano, sloveno, croato e pure quello serbo devono inginocchiarsi assieme sui luoghi della memoria del Nord Est dalla Risiera di San Sabba alla foiba di Basovizza e se i nostri vicini lo desiderano anche nelcampo di concentramento fascista, per gli slavi, di Gonars. Non si tratta di mettere una pietra sopra il passato e dimenticare, ma di voltare pagina e guardare avanti per il bene delle future generazioni
Purtroppo sono state affrontate in maniera assolutamente insoddisfacente le ferite del passato, con gli eredi della Jugoslavia. Nessuna iniziativa veramente incisiva per ristabilire la verità negata e rimossa è stata messa in piedi. E soprattutto non si è fatta giustizia sui beni non soltanto abbandonati, ma seq u e s t r a t i agli esuli. Forse si è persa per sempre un’occasione, ma la domanda ora è: «che fare?». Il treno della storia non si ferma ed il binario dell’Europa va giustamente percorso, proprio in nome di quella libertà strappata agli esuli. Il famoso striscione «Volemo tornar», innalzato durante una manifestazione sull’esodo in piazza Unità d’Italia a Trieste non deve rimanere uno slogan vuoto. Realizziamolo, torniamo, ora che si può comprare un rudere italiano da ristrutturare o un fazzoletto di terra in prima persona. Non si tratta di una riconquista ma di una presenza, di cultura, di tradizione, di storia nel nome di una terra che fu italiana e ora è europea.
Riassunto dal Giornale
Il 10 febbraio da quando ho aperto il blog metto un intervento di  Franco Giordano (Prc) a Montecitorio sulle foibe.
E' talmente vergognoso e disgraziatamente SEMPRE attuale, che lo ripropongo come "siero" anti-comunismo, ogni anno.
Lo farò anche domani, perchè il comunismo non è ancora stato estirpato e purtroppo ha ancora presa in certi ambienti, come quello universitario.
Con tutta l'anima spero che verrà un giorno, anche in Italia, che il comunismo di Lenin. Stalin, Mao e Tito sarà demonizzato come il nazismo, visto che già dall'Europa gli é stato equiparato il 26 Gennaio 2006. E che i crimini di quei grandi macellai della storia verranno finalmente riconosciuti senza ipocriti distinguo.
Sarà veramente un grande giorno, quello per la nostra democrazia.
Orpheus 


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permalink | inviato da Orpheus il 9/2/2008 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

8 febbraio 2008

Foibe ancora censurate, dai libri di storia al Teatro Brancaccio- vince la censura rossa

La vignetta di Forattini
Il dieci febbraio è la giornata nazionale per il ricordo delle Foibe. Un tributo doveroso al dramma avvenuto nel dopoguerra che ha visto migliaia di civili italiani uccisi e gettati nelle foibe (cavità carsiche) ad opera dei titini rossi. E’ dal 2005, grazie all'ex- Presidente Ciampi, che si celebra tale giornata, ma la sinistra comunista e “pacifista” non ci sta a riconoscere il passato di crimini contro l'umanità e di sangue del comunismo e quindi parla di “revisionismo sulle foibe” e di “propaganda neo-fascista”, continuando a negare la storia e ad offendere la memoria di chi ha subito una morte orribile, "infoibato" dai titini.
Già solo questo sarebbe grave, se la suddetta sinistra non mettesse in atto una vera e propria scandalosa censura.
E’ successo a Roma, ormai diventata “Caput Immundi” per le bravate di questi “nazisti rossi”, che sono arrivati a picchiare un dissidente cinese, alla presentazione del suo libro sui laogai, colpevole di essere un “neo-fascista” e di voler screditare il comunismo cinese, e che ogni anno in questa data non mancano mai di profanare il ricordo delle foibe.
Le polemiche, quindi come da copione, si sono riaccese in questi giorni e sono culminate nella decisione adottata dalla direzione del teatro Brancaccio di annullare il convegno dal titolo "Istria, Fiume, Dalmazia: anche le pietre parlano italiano", al quale avrebbero dovuto partecipare esponenti istituzionali come Silvio Di Francia, assessore alla Cultura del Comune di Roma, e il capogruppo di An in Campidoglio, Marco Marsilio.
Convegno annullato in seguito alle intimidazioni becere dei collettivi che nei giorni scorsi «sono arrivati a lanciare fumogeni tra il pubblico, annunciando contestazioni e manifestazioni violente per impedire che si tenesse la celebrazione. “A questi estremisti», ha dichiarato Marco Marsilio, “hanno dato fiato esponenti della sinistra radicale, ma anche il delegato alla Memoria del sindaco Veltroni, Alessandro Portelli”.
Ovviamente questi “nazisti rossi” si dicono soddisfatti “di una decisione che, oltre ad evitare tensioni, dimostra che la città di Roma non è disposta ad accogliere nel silenzio iniziative di propaganda neofascista”. Chi crede nella democrazia, lo è un po’ meno.
Questa è l’aria che si respira nel nostro Paese: un’aria fetida perché puzza di dittatura, un’aria che si sperava archiviata con la caduta del fascismo e che invece è tornata a soffiare forte, grazie a questi violenti, arroganti, intolleranti, ignoranti, ciechi prevaricatori che adottano gli stessi metodi dello squadrismo fascista, e  hanno la stessa disumanità dei nazisti.
Orpheus


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