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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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1 luglio 2009

Quella sinistra che specula anche davanti ai bambini bruciati vivi…


La tragedia di Viareggio con il suo alto tributo di vite umane arse vive da una tempesta di fuoco, avrebbe dovuto smuovere a compassione, avrebbe dovuto indurre a rispettare il dolore di chi ha visto trasformarsi i propri cari in torce umane e i veleni avrebbero dovuto essere messi da parte insieme alle tempestive strumentalizzazioni, con i corpi ancora fumanti, dei soliti noti.
Sempre le stesse facce e sempre gli stessi toni da rissa.
Avrebbe dovuto ma non  è successo, nessun rispetto e nessun silenzio, gli sciacalli rossi sono usciti dalle tane e hanno iniziato il loro osceno banchetto. Come sempre d’altronde. C’è da stupirsi? Ogni occasione è buona per attaccare Berlusconi e gettare ombre sul governo.
Ha aperto i "giochi" Epifani che, senza sapere nulla, ha subito accusato le Ferrovie per “l’uso di materiali troppo vecchi”, peccato che i materiali non fossero delle Ferrovie, ma di una società privata, la Gatx Rail Austria, impresa americana con sede a Vienna e ammessa a circolare dall’agenzia per la sicurezza ferroviaria tedesca. Austria, Stati Uniti, Germania: le Fs che c’entrano con quei materiali? 
Forse Epifani potrebbe illuminarci o tacere o meglio INFORMARSI sugli standard di sicurezza delle FS a livello europeo, che le assicurano il record in Europa.

Quando è arrivato il Premier a Viareggio, come suo DOVERE (altrimenti sai che titoloni su Berlusconi che trascura il luogo della tragedia)  il solito gruppo di facinorosi imbecilli ha pensato bene  di insultarlo, perché?
Per quale ragione oltre a quella di essere Sivio Berlusconi? Possibile che l’odio sconvolga al punto da non comprendere che in certi momenti il Premier rappresenta l’Italia e gi italiani?
Avete mai visto Bush fischiato a Ground Zero, o Aznar alla stazione di Madrid? Davanti alle tragedie un popolo si unisce nel dolore e non si mette a far politica con i morti ancora allineati sul marciapiede.
Per le contestazioni ci sono luoghi e modi adeguati.
Ma questo sarebbe niente se la contestazione di quattro imbecilli, non fosse stata presa al balzo come una ghiotta opportunità ed enfatizzata da repubblica, ormai deprimente oltre ogni dire, a cui si è aggiunto Ferrero di Prc che ha ringraziato i quattro imbecilli “che hanno contestato il premier Silvio Berlusconi al grido di 'buffone' e 'vergogna'”, tirando in ballo i pendolari, l’alta velocità e naturalmente le “colpe” del Governo.
Bugiardi e infami,  avremmo potuto avere le ferrovie più funzionanti del pianeta, la tragedia SAREBBE ACCADUTA UGUALMENTE: il treno  è esploso non per colpa di un macchinista stanco o di un binario curato male, ma per colpa di un  convoglio ARRIVATO DALL’ESTERO. Il problema sono le norme europee.
Quell’Europa che i buffoni rossi sono sempre ad INCENSARE. Da quando l’Ue si è allargata sono stati abbassati i parametri di sicurezza, per adeguarli a quelli dei paesi dell'est, in ritardo sui nostri parametri. E così nel nostro Paese entrano convogli, come quello esploso a Viareggio, che superano tutti i controlli, ma non si capisce come mai, sono pericolosi.
Ma che gliene frega di questo a Ferrero e a tutta la banda degli sciacalli rossi? 
Gli importa sola di aizzare gli animi, di fomentare malcontento, di mettere in cattiva luce il Governo, anche strumentalizzando  i corpi carbonizzati di tanti bambini.
A Ferrero si sono accodati altri sciacalli: “Il Codacons chiede addirittura di sospendere la licenza alle Fs (sì, e poi? Il patibolo per i dirigenti?), Adusbef e Federconsumatori tirano in ballo i treni pendolari, che non c’entrano nulla, i sindacati ne approfittano per accendere la polemica sull’Alta Velocità (in virtù della quale sarebbe stato trascurato, chissà perché, il trasporto merci). Spuntano fuori persino personaggi da museo della ribellione ferroviaria, come Enzo Gallori, che se la piglia con l’introduzione del macchinista unico. Come se uno, due o dieci macchinisti potessero cambiare qualcosa quando si rompe una cisterna...” .
Con questo osceno banchetto una certa sinistra tenta di tirar fuori  il massimo vantaggio politico da una simile tragedia.
Non ci sono parole, e siccome questi meschini, sono italiani, come me, purtroppo: MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA. All’estero come al solito arriverà l’immagine di noi che ci sbraniamo sulle vittime innocenti di una simile tragedia.
Ma si può tacere davanti a tante e tali spregevoli strumentalizzazioni?
Orpheus


3 dicembre 2007

Quel gran genio del Ferrero sull'allarme droga...

 










Nel 2010 gli italiani che consumano cocaina potrebbero aumentare del 40% rispetto ad ora. E' quanto prevede uno studio fatto a Milano. Secondo il PrevoLab, il numero dei consumatori di cocaina nel 2010 sara' compreso fra gli 800 mila e 1,1 milioni di individui. Per l'eroina e' previsto un aumento tra il 10% e il 20%, soprattutto nella fascia dei giovani. Per la cannabis, la previsione e' quella di 'un forte aumento del numero di consumatori, dai 3,5 a circa 4,5 milioni'. Il mercato offrirà una sostanza "potenziata", con un principio attivo sempre più alto (la concentrazione è fra il 18% e il 24%).(da Ansa)
Il quadro é preoccupante, per i danni personali e sociali che il consumo di droga comporta.
Come pensa di risolvere il problema quel gran genio del Ferrero, non che ministro (purtroppo per noi) della solidarietà sociale: "Per evitare che si verifichino quegli aumenti occorrono politiche efficaci di prevenzione e di riabilitazione, ma soprattutto di prevenzione, su un complesso di sostanze, alcol compreso. Giusto per carità ma lui "pensa" che per  fare tutto ciò sia "necessario modificare l'attuale normativa sulle dipendenze, la Fini-Giovanardi"...
E cioè liberalizzare la droga con tanto di stanze del buco?
Questa é prevenzione?
La prevenzione in prima battuta si fa con una radicale campagna d'informazione nel quale si mostra gli effetti DEVASTANTI della droga sul cervello umano. O no?

Il cielo ci liberi dagli stolti e dai comunisti, ma in particolar modo dai comunisti stolti,  perchè dove allignano, fanno terra bruciata.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 3/12/2007 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 novembre 2007

Sindaco di Cittadella persegui(ta)to per un'ordinanza a favore della legalità


Usurpazione di funzione pubblica.
Il procuratore di Padova Pietro Calogero, ha disseppellito un reato semisconosciuto per il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, e la sua discussa ordinanza. Secondo la disposizione, chi chiede la residenza nel suo comune deve avere un lavoro oppure un reddito minimo di 5.000 euro. La sinistra con il Ministro Ferrero in prima linea ha bollato il provvedimento come ‘razzista’, mentre centinaia di sindaci in tutta Italia (e non solo i leghisti di Verona e Treviso) si apprestano a fotocopiarlo e adottarlo. Una decina l’hanno già fatto. E fanno bene, perché questa è una battaglia per la libertà e per la sicurezza dei cittadini
Mi domando dove sia il razzismo nel chiedere ad un immigrato, quello che un italiano è tenuto a fare, avere un reddito proveniente da un lavoro ONESTO e una residenza fissa, e nel limitarsi a segnalare lo status di pericolosità sociale di un soggetto, alla PS.
Dal canto suo Massimo Bitonci ha precisato alcuni punti per fare chiarezza in merito alla questione della sua ormai celeberrima ordinanza numero 258: «Il reato contestato per costante e anche recentissima giurisprudenza di può configurare esclusivamente se il soggetto che usurpa la funzione pubblica ha agito per fini esclusivamente propri in contrasto con quelli della pubblica amministrazione e senza legittima investitura”. “Io ho sempre agito legittimamente nella veste di sindaco - ha spiegato Bitonci - ed ho esercitato nelle forme di legge il mio potere in materia di sicurezza pubblica. “Nell’ordinanza numero 258 dispongo - prosegue il sindaco - che venga data informazione alla prefettura e alla questura qualora sia stato accertato un presunto status di pericolosità sociale in campo ad un soggetto richiedente, senza specificare se questi sia cittadino o meno o sia soggetto comunitario».
Per la verifica di questo status, sottolinea il sindaco di Cittadella, “ho istituito la commissione contestata alla quale non viene attribuito altro potere se non quello di stabilire la necessità di inoltrare l’informativa preventiva alle autorità di pubblica sicurezza”. Secondo Bitonci dunque, la commissione “incriminata” da Calogero
“non ha poteri di diniego sulla richiesta del soggetto e certamente non va ad usurpare cioè ad esercitare arbitrariamente
poteri di chicchessia
”.
Bitonci ha quindi agito sulla base di un decreto legislativo, “partorito” dal governo Prodi. Peccato però che ci sia qualcuno tra i ministri a cui questo decreto non piace proprio e guarda la coincidenza trattasi del solito Ferrero, che evidentemente razzista lo è anche lui, ma nei confronti degli italiani. “Oggi per la prima volta - ha spiegato ieri Bitonci - mi sono sentito con il ministro Ferrero e gli ho ribadito che la mia ordinanza fa riferimento al decreto 30 che ha approvato lui. Ebbene Ferrero mi ha risposto che non era d’accordo con il decreto e ne proporrà in Consiglio dei ministri la cancellazione o la modifica. Demagogia pura. Demagogia, certo, ma Ferrero la vede in modo molto diverso dai cittadini del Veneto, dal popolo della Lega". Intervista da La Padania
Direi che Ferrero la vede in modo diverso dal 94% degli italiani, eppure detta legge nella maggioranza e fa quel che gli aggrada in spregio al suo ruolo istituzionale. A quanto pare è intenzionato a lasciare che stupri e assassini di donne indifese, diventino un’allegra abitudine dei poveri “migranti”, che avranno così il modo di mantenersi e” sollazzarsi” sulla pelle delle donne italiane. Una vergogna inaccettabile, questo pseudo-ministro, la cui demagogia è criminale e pericolosa.
Il razzismo non ha nulla a che vedere con la lotta alla criminalità proveniente da altri paesi. Simili ordinanze non sono contro gli immigrati onesti, ma UNICAMENTE contro i delinquenti. Lo sa bene Ferrero, ma preferisce "intorbidare le acque" tirando in ballo il razzismo.
Orpheus

9 novembre 2007

Per il professor Prodi: basta la parola...


 "Abbiamo cercato di fare un pacchetto equilibrato che ponga rimedio ad una situazione di pericolo vero, rispetti i diritti e possa fare appello ai magistrati però con la dovuta rapidità perché non si venga meno all'obiettivo". (Ansa)
Dopo gli emendamenti imposti da Rifondazione Comunista, il pacchetto della sicurezza avrà lo stesso effetto dei confetti Falqui...
Davvero il professor Prodi crede che "basta la sua parola"?
E se il ministro Ferrero tuona: "Un voto bipartisan con chi ha posizioni razziste, mai" . La CDL gli deve rispondere "Un voto bipartisan con chi tradisce il proprio elettorato, mai. Con chi svende la propria patria men che meno"
Perché se  le destre hanno una cultura xenofoba, le sinistre hanno una cultura prettamente anti-italiana e razzista nei confronti di chi in Italia c'è nato (ma anche di chi ci vive onestamente). Nessuno vuole allontanare gli immigrati che si sono integrati e lavorano nel nostro paese, ma solo coloro, venuti qui a delinquere o a farsi mantenere senza fare NULLA.
Possibile che questo semplice concetto non riesca ad arrivare alle menti ottenebrate dall'ideologia?
Possibile che dobbiamo sobbarcarci l'onere di migliaia di persone che non vogliono  lavorare, alle quali immolare anche la nostra sicurezza?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/11/2007 alle 21:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 novembre 2007

Ma quale pacchetto sulla sicurezza! Questo é il solito "pacco" del governo Prodi a danno degli italiani


La montagna ha partorito il solito topolino. Dopo giorni, di promesse elettoralistiche di un “giro di vite” agli immigrati che delinquono, di ciance sulle espulsioni per chi è pericoloso, di assicurazioni sullo smantellamento dei campi nomadi, dopo le lacrime di coccodrillo versate sul feretro di Giovanna Reggiani e le accorate partecipazioni al dolore del marito, dei politici di sinistra, che mentono come respirano, cosa ci rimane?
Nulla o quasi, il famoso decreto sulla sicurezza è diventato la solita ‘fuffa’ data in pasto ai media per calmare gli italiani infuriati. Il peggior ministro degli interni della Repubblica ha ceduto ai diktat dei COMUNISTI e alcuni degli emendamenti di Prc, a quello che ormai è diventato il “pacco” sicurezza, verranno accolti. Primo fra tutti il passaggio delle pratiche di espulsione al giudice di pace.
"Con Ferrero abbiamo ripreso il discorso- ci informa Amato- Il decreto non prevede espulsioni per motivi non gravi, ma non ho difficoltà a specificare ulteriormente”. Quindi addio, espulsione per chi non ha residenza e reddito, Ergo gli zingari continueranno a soggiornare sui nostri lidi. Amato ha poi attaccato le “politiche della destra” e la “fantasia malata” della stampa. D’altronde loro hanno “la correttezza politica di dire che i diversi devono stare insieme”. Pazienza se i “diversi” stuprano, massacrano di botte, violentano con sbarre di ferro le donne italiane. Pazienza se rubano, rapinano e aprono crani d’italiani a bastonate, pazienza se falciano i nostri ragazzi a quattro alla volta pieni di alcool comprato con i portafogli che ci hanno sfilato da tasca. Pazienza se infilzano l’ombrello nell’occhio di una povera ragazza che ha osato rivolgergli la parola, alzando la voce. Pazienza se riducono le nostre città a favelalas dove all’imbrunire scatta il coprifuoco, pena il rischio, ormai alto, di una morte tremenda come quella della sig.ra Reggiani….Pazienza, loro sono così corretti da IMPORCI la convivenza con i diversi (che fra l’altro non pagano tasse).
Ma non è finita, i “diversi” non solo devono stare insieme a noi, ma bisogna farne entrare sempre di più,  perchè quelli che abbiamo sono troppo pochi per le "eminenze rosse" e così giù una bella sanatoria segreta da parte del Viminale,  un "asilo" sicuro al riparo dalle espulsioni, chiudono la porta, ma aprono le finestre...
Orpheus

9 ottobre 2007

Bindi e Ferrero ministri pro-burqa

 
La
notizia é di quelle che fanno rabbrividire perchè é indicativa di come l'Italia stia sempre più scivolando verso l'accettazione incondizionata della sharia, in spregio ai diritti umani, alla democrazia, alla libertà e infine per ultima, ma non meno importante, alla sicurezza.
In poche parole il solito prefetto politicamente corretto e integralmente idiota ha pensato bene di legittimare il burqa, non il semplice velo, ma il burqa con l'alibi indegno della "libertà" di religione: "Se per motivi religiosi una persona indossa il burqa, lo può fare, basta che si sottoponga all'identificazione e alla rimozione del velo".
Questo sarebbe il  "male"minore" perchè quello "maggiore" é stata la benedizione di questa pazzesca presa di posizione del prefetto di Treviso, da parte di ben due ministri di questo governo indecente, che ogni giorno da prova d'inettitudine, e i cui danni dovremo scontare chissà a quale prezzo.
Rosy Bindi ha dichiarato che prima di vietare l'uso del burqa «occorre pensarci bene», perchè se esso è «segno di oppressione» va combattuto, ma se «è simbolo di una cultura liberamente scelta» allora va tollerato.
Per il bindi-pensiero esistono donne che liberamente scelgono di vivere in una prigione di stoffa, che rende diffilcotoso anche il semplice gesto di mangiare.
Appoggia il provvedimento anche il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero (poteva mai mancare sto' stalinista!). "A mio giudizio - spiega Ferrero - il provvedimento del prefetto di Treviso sul burqa è intelligente ed evita contrapposizioni fittizie, perché permette di identificare una persona ma non impedisce l’utilizzo di un costume religioso. Si dovrebbe imparare dal buon senso del prefetto - conclude il ministro per la Solidarietà sociale - e fare finalmente una legge sulla libertà religiosa che disciplini il modo in cui le diverse fedi possono esprimersi nel nostro Paese".
Al di là del discorso che é INUMANO appoggiare questa pratica preistorica e incivile di sottomissione imposta alle donne musulmane, hanno pensato i due intelligentoni dei problemi di sicurezza che verrebbero a crearsi?
Concludo con un pensiero di Magdi Allam perchè io non ho più parole:
 "S'impone una seria riflessione su che cosa sta succedendo in quest'Italia che dopo essersi innamorata del velo islamico e aver legittimato la presenza delle donne velate in tutti i luoghi pubblici, si sta piegando sempre più ai diktat dei predicatori della sharia, la legge islamica, permettendo che seppur clandestinamente stiano proliferando le scuole coraniche all'ombra di moschee dove si predica l'odio, che negli ospedali pubblici le pazienti islamiche possano essere assistite solo da donne medico e che possano disporre di piscine e spiagge separate perché le loro nudità non vengano viste dai maschi, che le ragazze crescano discriminate e talvolta segregate nelle proprie case-carceri affinché non vengano «contaminate» dalla società occidentale «perversa». Ci rendiamo conto che il vero velo, questo sì integrale, è quello che ci sta obnubilando la mente e portandoci diritti verso il suicidio della nostra civiltà?"
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/10/2007 alle 22:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

1 ottobre 2007

Venite, immigrati

 copertina

Mercoledì scorso, alla Commissione Affari costituzionali della Camera, è stato illustrato il contenuto della delega al governo per la modifica della disciplina dell'immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero. Ecco alcuni dei passi saliente della relazione: «Si prevede la figura dello sponsor con la possibilità di offrire ulteriori garanzie a coloro che entrano in Italia per la ricerca di lavoro. È semplificata la richiesta di visto di ingresso con l'obbligo di motivazione in caso di rifiuto. L'abolizione del contratto di soggiorno è un chiaro segnale della precisa volontà tesa a voltare finalmente pagina riguardo l'ormai superato binomio soggiorno-lavoro». E' chiara e palese la volontà di minare alla base il concetto stesso di immigrazione economica. Essa è, attualmente, l'unica possibile politica in materia di immigrazione; infatti, delineando un'inscindibile rapporto tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, crea un canale controllato che permette di gestire realisticamente i flussi migratori, tenendo conto in maniera bilanciata dei vari interessi in campo, ivi compreso il rispetto dei diritti fondamentali nei riguardi degli immigrati.
E ancora: «È semplificata la procedura di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno per la quale si prevede anche il coinvolgimento degli Enti locali». Proprio da questi ultimi (attraverso il presidente dell'Anci, il diessino Domenici, e da quello dell'Upi, il diellino Melilli), in sede di Conferenza unificata, sono emerse forti preoccupazioni in relazione alle diverse competenze aggiuntive per le amministrazioni locali, a partire dal sostegno alle politiche abitative, all'integrazione scolastica e sociale, ai servizi di orientamento lavorativo, che necessiterebbero, a loro avviso, di un potenziamento e di un incremento di risorse. I Comuni sottolineano come, a fronte di nuove competenze, le risorse non siano state parimenti trasferite.
Continua la relazione: «Un altro aspetto rilevante della riforma è la modifica della durata dei documenti. Il primo permesso avrà una durata di un anno per chi ha un lavoro sino a sei mesi, due anni per tutti gli altri contratti a termine, tre anni per gli autonomi e i lavoratori a tempo indeterminato. Il rinnovo avrà validità doppia rispetto al permesso iniziale. Chi entra in Italia per meno di novanta giorni non dovrà più chiedere alcun permesso, basterà la sola dichiarazione di presenza. Viene riportata ad un anno, rispetto all'originario termine di sei mesi, la durata del permesso per chi perde il lavoro con la possibilità di rinnovo qualora lo straniero possa dimostrare di avere i mezzi per mantenersi». Insomma, coerentemente con la rottura del rapporto contratto di lavoro-permesso di soggiorno, si prevede una dilazione dei periodi di permanenza in Italia per gli immigrati senza impiego, con il rischio di creare una sorta di buco nero in cui non sarebbe chiaro a quale titolo, con quali motivi e con quali garanzie lo straniero rimarebbe sul nostro territorio.
Prosegue ancora la relazione: «Il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, già definita Carta di soggiorno, apre le porte all'elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative. Lo sforzo di allargare l'accoglienza non riguarda però solo i diritti civili, ma si estende anche ai diritti sociali: chi soggiorna regolarmente da almeno un anno avrà accesso alle misure assistenziali e alla pensione di invalidità. Molto importante è l'aver riconosciuto le stesse prerogative che hanno gli italiani di pari età ai giovani stranieri maggiorenni ancora a carico dei genitori, garantendo loro un permesso per motivi familiari senza esporli necessariamente alla ricerca di un lavoro finalizzato esclusivamente all'ottenimento di un titolo di soggiorno». La relazione parla solo di diritti. E doveri? Responsabilizzare l'immigrato con una serie di doveri ben precisi e codificati servirebbe a rendere meno difficoltosa l'integrazione nel tessuto sociale del Paese ospitante e, soprattutto, a scoraggiare alla fonte chi viene in Italia solo per delinquere pensando di avere una altissima probabilità di farla franca. Se al contrario, invece, si dà l'idea di un Paese che, al di là dei comportamenti criminali o rispettosi delle leggi, è sempre clemente, allora non si fa altro che incentivare l'immigrazione criminale, con il rischio di trasformare il nostro territorio nell'Eden della malavita.
Si legge poi nel testo in questione: «Nascerà un Fondo nazionale rimpatri teso al rientro assistito nei luoghi di origine per coloro che hanno subito un decreto di espulsione, ma anche per chi intenda ritornare nel proprio Paese e non è in possesso dei mezzi per farlo. Il Fondo si avvarrà della contribuzione degli stessi datori di lavoro, di enti o associazioni, di cittadini che garantiscono l'ingresso degli stranieri e degli stranieri medesimi. L'introduzione del Fondo nazionale rimpatri, unitamente ad una politica di incentivazione al rimpatrio spontaneo, dimostra una ragionata volontà di un approccio concertativo tra Stato, associazioni datoriali e sindacali e stranieri interessati».
A tal proposito, vale la pena riportare un passaggio del «Rapporto sulla criminalità in Italia. Analisi, Prevenzione, Contrasto», presentato, nel corso di una conferenza stampa, dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, il 20 giugno scorso: «In Italia operano da diversi anni anche aggregazioni criminali costituite da cittadini stranieri, le cosiddette "nuove mafie", che presentano caratteristiche proprie a seconda dell'etnia di cui sono espressione. Tali gruppi interagiscono non solo con le organizzazioni di riferimento nei Paesi d'origine, ma anche con i sodalizi criminali dei Paesi di transito e di destinazione dei traffici illeciti internazionali a cui si dedicano. A tal ultimo riguardo, ferma restando l'assoluta centralità del narcotraffico, annoverabile tra gli interessi più remunerativi e tra gli strumenti più efficaci di coesione tra i vari clan coinvolti, e non tralasciando la valenza del contrabbando, del commercio di armi e del conseguente riciclaggio di danaro "sporco", il volano finanziario delle organizzazioni criminali a base etnica appare costituito oggi dal traffico di immigrati clandestini e dalla connessa tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e lavorativo».
E' lo stesso Viminale, quindi, che segnala come la tratta degli esseri umani sia una delle più grosse forme di finanziamento per la criminalità organizzata straniera ed individua nel riciclaggio del denaro «sporco» una tra le fonti privilegiate di reddito. Il rischio è che il suddetto Fondo, senza la previsione di adeguati strumenti di controllo (che comunque appesantirebbero fortemente le procedure di rimpatrio, facendo venir meno la ratio stessa della norma tesa a snellire l'iter de quo), si trasformi in uno strumento per il riciclaggio del denaro «sporco» da parte di organizzazioni criminali italiane e, soprattutto, straniere, visto che proprio queste ultime gestiscono già la tratta degli esseri umani verso il nostro Paese, e potrebbero vedere il Fondo come una ghiotta occasione per unire due business criminali in uno.
In conclusione, il progetto governativo che dovrebbe modificare la legge Bossi-Fini fa acqua da tutte le parti e, qualunque sia l'angolo di lettura critico, la bocciatura senza appello sembra oggettivamente inevitabile.
Da Ragion Politica.it
Orpheus


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26 settembre 2007

Emergenza rom: troppo tardi


Non fosse che il nostro problema è quotidiano e angosciante, che la condizione di vita nelle città sta diventando insopportabile, che crimini, disagi, prepotenze sono stati per un anno denunciati ogni giorno dall’opposizione e bollati ogni giorno dal governo come forme pericolosissime di razzismo risorgente, si potrebbe con umorismo residuo commentare il grido d’allarme di Giuliano Amato, e i gridolini di Paolo Ferrero, ricorrendo alla saggezza popolare: tanto tuonò che piovve, chiudete la stalla quando i buoi sono scappati, e via con tanti altri proverbi. Ma questi sono i ministri che si compiacciono di dichiararsi «ministro dei clandestini» e invitano gli immigrati alla ribellione, che scrivono saggi supponenti contro l’imperialismo dell’Occidente, solo perché la maggioranza degli occidentali disapprova l’imposizione del velo e la segregazione delle donne musulmane nel nostro Paese. Questi ministri e il governo che esemplarmente rappresentano si apprestano oggi a benedire la discussione in Parlamento di una nuova legge, che sostituirà la Bossi-Fini, che tutti già chiamano legge dell’immigrazione libera, e che porta i loro due nomi. Non sono colpevoli solo di un deplorevole ritardo, sono inaffidabili. La sicurezza dei nostri confini è preziosa, loro la disprezzano.
Nel gennaio scorso Romano Prodi ha firmato l’ingresso della Romania nell’Unione Europea, da allora a oggi l’esodo dei rom è stato incessante. Nessuno ha il coraggio di fare dei numeri realistici, Ferrero azzarda uno spaventoso centocinquantamila, ma sono molti di più; forse nessuno ci riesce, troppe sono le baraccopoli nascoste lungo i fiumi dove una volta passeggiavamo, sotto le pinete dove facevamo le gite alla domenica, a pochi metri dai condomini dove la gente viene derubata quando esce a fare la spesa. Solo a Milano, il primo Comune che si è provato a dire basta, ce ne sono diecimila, e i quattro milioni di euro che il ministro della Solidarietà Sociale ostenta come il miracolo, servono a ben poco. Sarebbe bastato applicare una moratoria, uno stop per due anni, invece il governo e i due ministri che ora si dicono preoccupati hanno detto no. Sarebbe bastato che l’Italia facesse non dico come Sarkozy, ma seguisse la direttiva europea che parla chiaro: o hai un lavoro che ti consente di mantenerti o non entri nel nuovo Paese dove vorresti risiedere. Non hanno voluto fare niente, troppo impegnati a tenere buoni i comunisti loro compagni, troppo occupati a fingersi i nuovi paladini di un mondo più buono.
Anche ora non hanno cambiato idea. Si sono spaventati, questo sì, dell’invasione dei rom e dello sdegno degli italiani, e tentano di scaricare le responsabilità di un problema ormai al precipizio sulle istituzioni locali, le stesse che prima hanno spocchiosamente ignorato, accentrando tutte le decisioni al Viminale. Incapaci, in mala fede, pericolosi.
Maria Giovanna Maglie-Il Giornale
Servono a ben poco ormai le preoccupazioni di Amato e Ferrero. Le dimissioni sono troppo poco, bisognerebbe prenderli a calcioni nel di dietro.
Loro e loro famiglie vivono blindati al riparo dalle conseguenze della loro inettitudine e malafede, e noi paghiamo un conto salato da tutti i punti di vista.
Orpheus


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17 settembre 2007

Grillo, longa manus della sinistra radicale e Ferrero il traditore


Grillo tiene banco e tutta l’opinione pubblica si occupa delle sue “grillate”, che altro non sono, che il solito fumo del populismo più stantio elevato a rango di antipolitica, termine à la page che ha entusiasmato immediatamente gli intellettuali di sinistra e purtroppo anche molti sprovveduti. Ma quale antipolitica se adesso fonda un partito? E posso già sottoscrivere di chi sarà servo questo "partito contro i partiti", sarà la "longa manus" del peggior bubbone maligno che abbia mai infestato la politica nostrana: la sinistra radicale.
Senza contare che le emergenze in Italia sono ben altre, ma che essendo state causate, per l'appunto, dalle idee anti-italiane, anti-democratiche e anti-progressiste della sinistra estrema, ben si guarda il sig.Grillo di additarle al pubblico ludibrio. Non lo fa perché lui combatte dalla parte della sinistra radicale, fa parte dell’esercito della Forleo contro la sinistra moderata, quella di Prodi e Mastella. E’ indubbio che sia in atto una guerra intestina fra le due sinistre, e applaudendo Grillo aggiungiamo un chiodo alla bara che i comunisti stanno allestendo alla nostra nazione e quindi a noi. Apriamo gli occhi, non facciamoci intortare da questo buffone rosso,  la corruzione è l’altra faccia della politica, lo è anche nei paesi comunisti, con l’unica differenza che democrazia e la libertà sono un pio desiderio.
E mentre Grillo fa discutere, “quatto quatto” Ferrero ministro della solidarietà (ai migranti) rema contro il governo di cui fa parte (e questo non sarebbe un gran male) e contro gli italiani, il motivo è semplice la riconquista di una sostanziosa base elettorale.
Le dichiarazioni di Ferrero, passate sotto silenzio, sono un tradimento del patto che un ministro fa con la nazione. Lui é un traditore.  Come chiamereste voi, infatti, un ministro, che si vergogna del governo di cui fa parte, ma decide di restarci come infiltrato della controparte? Una spia, un traditore, uno che rema contro chi lo ha votato.
«Per il ruolo che ricopro non posso commentare le proposte di un ministro», così il presidente della Camera Fausto Bertinotti, a Parigi per la festa del Pcf, una specie di cadaverino del comunismo, ha risposto a chi gli chiedeva commenti sulle esternazioni di Ferrero. Le ha chiamate proposte (per inciso Bertinotti è il peggior presidente della camera che mai l’Italia abbia avuto).La verità è che Ferrero sta cercando di attirare gli immigratii alla manifestazione del 20 ottobre, così avrà un po' di disperati da manipolare, coloro che non ha regolarizzato, quelli che attendono una sanatoria da quando questo governo è salito al potere. Forse il ministro ha dimenticato che il centrodestra ha avuto il coraggio di regolarizzare 800mila immigrati, dando loro una dignità nel nostro Paese? Lui preferisce far entrare chiunque e non garantire nulla a centinaia di migliaia di clandestini, per poi portarli in piazza contro l'Italia. Io dico che andrebbe fermato.
E io la penso come Maria Giovanna Maglie.
Orpheus

16 settembre 2007

Ferrero aizza gli immigrati «Vi aspetto in piazza»

 
«È ora che gli immigrati facciano sentire la loro voce e diano vita ad una manifestazione per spiegare fortemente le loro ragioni». Adesso il governo si aggrappa pure agli extracomunitari. E li chiama a raccolta in piazza. Regista dell'auspicata mobilitazione è il rifondarolo Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, alla seconda "convocazione" degli immigrati: lo aveva già fatto lo scorso 23 giugno da Genova, quando aveva definito la legge Bossi-Fini «una cac...». Ferrero ha fatto il bis a Milano, a margine di un incontro alla Camera di commercio con alcuni rappresentanti dei lavoratori immigrati. «È giusto che siano incazz... come delle bestie», ha detto riferendosi agli extracomunitari. Poi il ministro ha invitato coloro che hanno delle storie particolari a raccontargliele. Le storie, poi, «verranno pubblicate a mie spese sui maggiori organi di informazioni. Inoltre li invito a denunciare alla magistratura chi, come ambasciate o consolati, mette dei vincoli al rinnovo dei permessi di soggiorno». Proprio sui permessi di soggiorno Ferrero ha ascoltato numerose testimonianze degli immigrati. A Milano, ha denunciato, sono fermi da parecchi mesi. «L'immigrato è visto sempre più come un delinquente, mentre qui in Italia c'è gente che lavora ormai da più di 15 anni, ma che non può andare in ferie, né far ritorno al suo Paese, perchè al rientro trova difficoltà a rinnovare il permesso di soggiorno». Poi l'attacco ai colleghi di governo. «In realtà il problema dei permessi di soggiorno è di competenza del ministero dell'Interno e non mia, ma la situazione è così assurda perchè da una parte c'è la destra che pianta casino, dall'altra l'Unione che ha paura di essere sconfitta». Conclusione: «A volte mi vergogno di far parte di questo governo, ma anche se me ne andassi la situazione non sarebbe di facile soluzione ed è per questo che rimango e continuerà la mia battaglia all'interno. Ci sarà chi parlerà di un conflitto, ma non vedo altra strada che questa». Riferendosi agli immigrati presenti in sala, Ferrero ha fatto mea culpa: «Non posso che chiedere scusa a tutta questa gente, senza paura della campagna che la destra farà e sapendo bene che a volte non siamo la maggioranza». Al termine dell'incontro, i rappresentanti della Camera del lavoro di Milano hanno consegnato al ministro un documento in cui è spiegata la situazione del capoluogo lombardo, dove sono 33mila le domande di ingresso con decreto flussi presentate dal 14 marzo al 21 luglio scorso, e dove le pratiche di ricongiungimento presentate sono più di 2mila. Non è la prima volta che Ferrero chiama gli immigrati in piazza. Il ministro rifondarolo l'aveva già fatto a giugno, quando all'università di Genova, nel corso di un convegno, aveva sferrato un attacco violentissimo alla Bossi-Fini, definita appunto «una cac..., una schifezza che produce sofferenza, ma finché non c'è un'altra legge io sono obbligato a farla rispettare». Quel giorno Ferrero aveva auspicato per l'autunno «una grande mobilitazione degli immigrati per far capire alla gente che ci sono tre milioni di stranieri, di cui due milioni che lavorano. Una percentuale superiore a quella degli italiani». La sortita del ministro della Solidarietà sociale si inserisce all'interno della strategia della sinistra radicale in vista dell'autunno. Il 20 ottobre, infatti, ci sarà la manifestazione su welfare, pensioni e legge Biagi da cui ieri, però, il leader di Sinistra democratica Fabio Mussi, ministro di Università e ricerca, ha preso le distanze: «Non sono superate le nostre obiezioni, è un passaggio sul quale non c'è identità di vedute».
Andrea Valle-Libero
Cosa non si fa per acchiappare voti...Ferrero ha un sogno: diventare il Bertinotti di domani, e i voti degli immigrati lo possono far realizzare.
Orpheus


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14 settembre 2007

Amato e Ferrero ministri da Eurabia


Qualche giorno fa gli italiani egli europei hanno potuto constatare sulla propria pelle cosa significhi arrendersi ideologicamente alla prepotenza jihadista: il sindaco di Bruxelles, altrimenti detto  "il Gran Muftì del Belgio", ha rifiutato di fare svolgere una manifestazione in memoria dell'11 settembre e contro l'estremismo islamico e chi lo tollera. In Italia, possiamo consolarci così: non stiamo molto meglio. Basta prendere ad esempio due ministri a caso: quello dell'Interno Giuliano Amato e quello delle politiche per la solidarietà sociale Paolo Ferrero. Il primo parla di tolleranza zero solo in riferimento ai clienti delle prostitute o ai lavavetri o ai piccoli rapinatori, ma regolarmente omette di elencare i predicatori di odio nelle moschee e anche quelli tra questi predicatori che siedono nella sua Consulta Islamica. Il secondo, Paolo Ferrero, proprio nei giorni scorsi ha fatto un'altra gaffe di cui, per sua fortuna e per servilismo dei mezzi di comunicazione, sembra non essersi ancora accorto nessuno.
Ferrero infatti, dopo le polemiche estive che lo avevano travolto, allorchè presentò nell'Aula Magna della Grande Moschea di Roma il primo programma pilota di una serie di progetti di integrazione per extracomunitari di religione islamica, incredibilmente delegati proprio ai centri islamici italiani (nei quali, proprio con l'unica eccezione della Moschea di Roma, di solito si predica la non integrazione quando non l'odio con chi non è musulmano) che costeranno al contribuente italiano 50 milioni di euro, alcuni giorni fa se ne è uscito fuori dicendo che il suo ministero ancora non aveva stanziato un euro e che era da poco stato pubblicato il bando per partecipare a detti progetti. Questa doppiezza, unita al fatto che il bando di concorso su Internet è una copia scannerizzata male e quindi illegibile, aveva fatto infuriare Souad Sbai, la presidentessa dell'Associazione delle Donne Marocchine in Italia, raro esempio di islamica moderata e anti terzomondista.
Infatti delle due l'una: o quando Ferrero fece la prima conferenza stampa alla Moschea di Roma questi corsi di integrazione per extracomunitari li aveva già finanziati oppure non si capisce in che modo siano stati tenuti e chi li abbia pagati. Il comunicato messo su Internet dal sito del ministero di Ferrero non scioglie l'enigma: "I finanziamenti del ministero della Solidarietà sociale per i corsi di italiano per immigrati attendono ancora un regolare bando per essere utilizzati, e le iniziative già svolte hanno visto la partecipazione del ministro Ferrero solo per le conferenze stampa di apertura e chiusura". Eppure a fine giugno, quando scoppiò la polemica, almeno i primi due corsi per insegnare l'italiano in moschea, sia quella moderata di Monte Antenne, sia quella salafita della Magliana, si erano già svolti a detta dei loro stessi organizzatori. Resta da capire chi e come li abbia finanziati se il bando di gara per il laboratorio di cittadinanza deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, come ammette una nota dello stesso ministero in risposta ad interrogazioni parlamentari sulla delicata materia.
Giuliano Amato, se possibile, è anche un po' peggio: ieri infatti molti hanno letto con sgomento le idiozie contenute nell'articolo sulla tolleranza che verrà pubblicato da "Reset" e che il "Corriere" ha dato in anteprima.
Oltre a occuparsi, sproloquiando del presunto significato simbolico del Ramadan, come se questa festività debba costituire una notizia per tutti noi, fra le altre cose Amato dice che non è vero che con l'Islam sarebbero incompatibili ideologicamente la libertà e la democrazia come invece lo erano con il comunismo. Ma Amato, conosce e sa indicarci un singolo stato della galassia arabo islamica che abbia mai conosciuto democrazia e libertà dai tempi del Profeta a oggi?
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
Orpheus

14 settembre 2007

Dall'invasione dell'islam ci salveranno i maiali. O no?

 

Purtroppo la questione islamica è molto più seria di come pensa Roberto Calderoli. Ha proposto di andare a passeggiare con il suo maiale sul terreno dove si dovrà costruire la moschea a Bologna. Le deiezioni della bestia renderebbero infetto e dunque inutilizzabile il luogo. Peccato che sia una balla. Una ruspa porterà via l'humus impuro, e lo studioso del Corano darà il permesso. Non ci salveranno le minzioni dei porcelli. Magari fosse vero. Irroreremmo dal cielo l'odoroso liquido con i Canadair sulle truppe talebane e di Al Qaeda per demoralizzarle. Ahimè, queste del senatore leghista sono barzellette che sembrano scritte dai musulmani per mostrare da che parte sta l'inciviltà. Già le agenzie sono piene di gente che si straccia le vesti: per giorni si parlerà di Calderoli come pericolo pubblico invece di guardare al fatto grave. Che è proprio quello che sottolinea Calderoli con la sua provocazione suicida: una città lascia che una parte di sé sia occupata da chi intenderà per sempre quella porzione di mondo come sottratta a qualunque altra sovranità che non sia l'islam. La libertà religiosa e di culto non c'entra nulla. Purtroppo le moschee sono nella testa di chi le vuole e le dirige il contrario della libertà di religione, il presupposto del dominio di un'unica religione: la loro. Questo è vero in teoria e in pratica. Intellettuali come Tariq Ramadan, con cui si discute se discutere, non vogliono modernizzare l'islam aprendolo alla libertà delle persone (la parola persona non c'è in arabo), ma islamizzare la modernità. Per cui a questo scopo va benissimo la democrazia, il dialogo è un unguento di cui spalmare la propria anima nera, in attesa di travolgere demograficamente questo nostro popolo. Ieri il Corriere della Sera ha ospitato alcune pagine su Oriana Fallaci. C'era un suo bellissimo scritto sul suo Alekos Panagulis. Isabella Rossellini raccontava come amassero mangiare paiolate di coniglio insieme. Magdi Allam si paragonava al suo pensiero con rispetto. In prima pagina il ministro Giuliano Amato, senza citare Oriana, figuriamoci, la collocava tra i manichei occidentalisti, sullo stesso piano dei fondamentalisti islamici. Siamo alla follia pura. Ma non siamo affatto certi che lo scritto, commissionato da Reset, la rivista diretta da Giancarlo Bosetti, autore del pamphlet intitolato alla Fallaci "Cattiva maestra", sia proprio opera di Amato. Dev'essere uno che si crede Amato. Il fine intellettuale, la testa d'uovo della politica italiana, è impossibile scriva questo manifesto del pensiero anoressico, altro che debole. Più che Dottor Sottile qui siamo al Professor Calzetta. No che non è Amato. Il presunto ministro dell'Interno sostiene. 1) L'avversione all'islam è «paura del nuovo in quanto tale», legata a una cattiva lettura della nostra storia. In realtà coloro che ritengono pericoloso il Corano non si rendono conto che l'«identità italiana è un mosaico composto da tessere dalle provenienze più diverse». Giusto. Ma non ci risulta che questo mosaico sia nato in un clima di amicizia e di innamoramenti via Internet. Se ci sono fattezze saracene o cromosomi normanni o aragonesi al sud, e slavi al Nord, questo non è dovuto a improvvisi colpi di fulmine, ma ad invasioni dolorosissime. Quando arrivarono da Nord e da Est unni, vandali, visigoti gli abitanti della penisola erano alcuni milioni, nell'anno seicento erano ridotti a trecentomila. Un bel mosaico, un bel miscuglio. Per fortuna ci furono i monasteri benedettini a permettere un passaggio di civiltà, e a trasformare il meticciato nella rinascita cristiana: ma non è che dobbiamo ripetere adesso l'esperimento, farci invadere per vedere se il cristianesimo regge.
2) Contro il terrorismo e per un'integrazione dove anche gli islamici contribuiscano all'arricchimento sono necessarie «contaminazioni feconde» tra le culture, il dialogo insomma. D'accordo. Occorre desiderare questo. Puntare all'amicizia. Ma non possiamo far finta che qui si tratti di far andare d'accordo un branco d'oche con una di anatroccoli. C'è nell'islam qualcosa di tremendo e invasivo fin dalla sua origine. La questione della libertà e della violenza con cui conquistare il mondo alla fede non sono una fissazione di fondamentalisti, ma un caposaldo inesorabile dei fedeli di Allah. Bisogna aiutare i musulmani che hanno fede perché ammettano il primato della libertà. Il fatto che i cristiani in passato si siano comportati come loro, non è un motivo per assolvere l'attualità di una barbarie. Non è questione - come ridicolizza Amato - delle donne che vogliono essere visitate solo da ginecologhe. Ripeto: è adesso la questione della libertà nelle loro famiglie e fuori. Per favore ministro Amato, rilegga la Fallaci, poi dialoghi anche con noi oltre che con Ramadan. Intanto ieri Francesco Rutelli ha inaugurato come ministro della Cultura la mostra dedicata a Oriana. Ce l'aveva con noi. Ha detto: «Dobbiamo onorare la Fallaci come grande giornalista e grande intellettuale. Appartiene alla preistoria culturale il pensiero di quanti ritengono che per celebrare una persona si debba condividerne il messaggio». Ci mancherebbe. Ci limitiamo a ribadire il concetto: è come celebrare Gesù senza citare i Vangeli e senza dire chi l'ha messo in croce.
Renato Farina-Libero
Ritengo le provocazioni di Calderoli utili perchè portano alla ribalta, notizie altrimenti nascoste dei media. E poi non vedo cosa ci sia di così insultante nella affermare che bisogna arruolare maialini per contaminare i terreni destinate alle moschee.
Nei paesi islamici le chiese le bruciano e i cristiani li sgozzano, e c'è la PENA DI MORTE per chi si converte ad una relione diversa da quella islamica.
Comunciamo ad indignarci per questo.
Ferrero ha detto che si scusa a nome di tutti gli italiani, e no, lo faccia solo a nome di chi lo ha votato. Non mi rappresenta.
Io mi scuserò con i musulmani, quando loro si scuseranno per le persecuzioni dei cristiani nei loro paesi.


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13 luglio 2007

Il ministro di Rifondazione Islamica regala 10ml di euro alle moschee

 

Cinquanta milioni di euro per integrare gli immigrati musulmani, insegnando i valori della Repubblica italiana. I corsi di “educazione civica” verranno impartiti in moschea, e viene spontaneo chiedersi perché per insegnare l'educazione civica bisogna rivolgersi a un centro di culto islamico?
Per l’infaticabile Ministro della “solidarietà ai migranti” (per gli italiani BISOGNOSI non ha ancora mosso un dito):“È la prima volta che in Italia si svolge in una moschea un corso di lingua e di educazione alla cittadinanza. Ed è un primo passo a cui dare seguito”, perché questi “non sono luoghi chiusi, ma di incontro e di discussione"... su come schiavzzare le donne e combattere gli infedeli come mostra un'nchiesta condotta in alcune moschee ITALIANE con una telecamera nascosta.  Malgrado ciò il ministro di Rifondazione "islamica" prevede “di finanziare mille progetti simili a questo”. Sì, proprio mille. Costo: diecimila euro l'uno. Totale dieci milioni di euro, che saranno reperiti tra i 50 milioni di euro destinati all'integrazione degli immigrati.
E chi terrà i corsi? Boh... in sostanza é la risposta Ferrero che si limita ad evocare “il contributo dell'associazionismo e del volontariato”. Il rischio è che ancora una volta dietro la parola magica del volontariato, si nasconda l'ennesimo espediente per creare clientele occulte. Ma non è il solo pericolo.
Critica l’opposizione, che presenterà un’interpellanza su questa ennesima follia sinistrorsa, a SPESE degli italiani, ma ancor più critici alcuni esponenti di spicco dell’Islam moderato fra cui Souad Sbai che ha rilevato una grave anomalia nel progetto di Ferrero:
Gli uomini sono stati separati dalle donne; ai primi è stata insegnata l'educazione civica; alle seconde solo la lingua”, osserva la Sbai, chiedendo le ragioni di questa discriminazione. "Il progetto favorisce la ghettizzazione avanzata. Nemmeno nei Paesi arabi corsi di questo tipo vengono affidati agli imam". E poi, perché distinguere tra musulmani e gli stranieri di altra fede? “Il processo di integrazione deve avvenire all'interno delle istituzioni, senza distinzioni di razza o di fede, non nei centri religiosi», ricorda la Sbai, con tanto buon senso.
Il buon senso che manca a questo governo, che sperpera milioni di euro in progetti per l'integrazione fumosi e a rischio, dopo aver alzato la pressione fiscale al 43%,mettendo in ginocchio gli italiani, con la scusa del risamento dei conti.
Così RISANA i conti Ferrero?
Orpheus

24 giugno 2007

Il ministro Ferrero istiga la rivolta degli immigrati

Adesso vogliono portare in piazza gli immigrati. In autunno. Il governo che cola a picco si gioca l'ultima carta. L'annuncio è del rifondarolo Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale. «Ci vuole in autunno una grande mobilitazione degli immigrati. Per far capire alla gente che ci sono tre milioni di stranieri, di cui due milioni che lavorano. Una percentuale superiore a quella degli italiani». Parole che si inseriscono all'interno dell'ennesimo affondo contro la legge Bossi-Fini, definita da Ferrero una «cac...». «E noi scenderemo in piazza con quasi 60 milioni di persone normali», promette il leghista Roberto Calderoli. «Annuncio scellerato», rincara la dose Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia. Lo show di Ferrero va in onda a Genova, al convegno organizzato dall'università sulla "seconda generazione di immigrati. «Il governo è obbligato a rispettare le leggi, anche se fanno cac...; a me la Bossi-Fini non piace», attacca il ministro, «penso che sia una schifezza perché produce sofferenza, ma finché non c'è un'altra legge, io sono obbligato a farla rispettare». Per Ferrero sugli immigrati c'è «accanimento» e la colpa è tutta dei giornalisti. «Quando un marito maltratta la moglie, la notizia va cercata nelle pagine interne, ma se il protagonista è un immigrato i titolo sono cubitali». Fortuna, aggiunge, che grazie al governo di centrosinistra qualcosa sta cambiando: «Da giugno 2006 abbiamo aggiunto 350mila permessi di soggiorno alla soglia di 170 mila fissati dalla legge Bossi-Fini e la durata dei permessi è passata da due a tre anni». Per favorire l'integrazione, Ferrero ha già individuato la prossima mossa: «È indispensabile che conoscano la nostra lingua. L'italiano si insegna a scuola, ma i corsi possono essere organizzati anche da associazioni. L'abbiamo già sperimentato nella moschea a Roma d'intesa con il Centro islamico». Avanti tutta con il superamento della normativa attuale, dunque, anche se «il progetto di legge che deve prendere il posto della Bossi-Fini richiede una dannata determinazione, visto che il commissario europeo Franco Frattini ha criticato l'autosponsorizzazione e si rischia quindi di doverla modificare anche su richiesta dell'Ue». La replica del centrodestra non si fa attendere. «Quello di Ferrero è un annuncio scellerato perché si configura come una chiamata a raccolta dei sans papier . Significa premere sulle istituzioni, sul governo, per ottenere una regolarizzazione di massa», osserva Sacconi. La logica, aggiunge, è sempre quella «di un Paese che deve subire i flussi migratori più che governarli. E in un Paese in cui domina l'insicurezza questo significa esaltare i pericoli di una frattura sociale. Ci vuole una con ventio ad excludendum nei confronti di chi si autoesclude dall'arco democratico». Calderoli è pronto a sfidare la piazza di Ferrero: «Da chi scende in piazza per salutare e applaudire il Gay pride non ci si può aspettare altro che un appello agli immigrati. Faccia pure, Ferrero, con i suoi gay e i suoi immigrati. Il giorno in cui lui indirà questa manifestazione noi scenderemo in piazza con quasi 60 milioni di persone normali e nate su questa terra per dimostrare che non siamo terra di conquista o in vendita ad un governo di sbandati».
Da Libero
Visto che le piazze NON LE RIEMPIONO più con i proletari, che ne hanno le scatole piene di questa sinistra più che mai sinistrata, si rivolgono agli immigrati.
svendono le nostre città, le nostre radici e la
nostra sicurezza: un terzo dei reati più gravi é compiuto da stranieri: il 39% dei denunciati per violenze sessuali, il 36% degli omicidi consumati, 31% di quelli tentati, 27% di lesioni dolose, SONO COMMESSI da stranieri. Un reato su tre circa, ma la popolazione immigrata é solo di 3ml.
E poi dicono che non c'é un allarme delinquenza fra gli immigrati. Il fatto é che al Ministro Ferrero importa solo di mantenersi il "sederino" ben comodo, e che gli italiani s'arrangino...
Orpheus


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17 giugno 2007

Prodi Babbeo/ Beccati sto’ corteo!

 
(Emmevi)
(Emmevi)
(Emmevi)
(Agf)
Francesco Talarico
Erano tanti  sentir loro un milione...vogliono il matrimonio e una famiglia, ossia adottare, visto che non possono procreare, ma CHI darebbe un bambino piccolo in mano a questi qui sopra? Oppure nel concedere l'adozione si discrimerebbero questi 'pagliacci' che gettano un'ombra grottesca e indecente sull'omosessualità'?
Ha ragione Mattias Mainiero su Libero:

Fra cinque minuti, più o meno il tempo necessario per arrivare alla fine di quest'articolo, il lettore politicamente corretto, e magari anche un po' sensibile d'animo, potrebbe inorridire. Forse, sentirà il bisogno di protestare. Benissimo, può inviarci un'e-mail ed eventualmente telefonare. Conoscete numeri e indirizzi. Tempo permettendo, risponderemo a tutti. Nel frattempo, procediamo con la domanda: ma a voi ve ne frega veramente del Gay Pride, dell'orgoglio omosessuale, delle sfilate più o meno variopinte, dei cortei e di tutta la cianfrusaglia sessual-politica che ieri ha inondato Roma e mezza Italia? Ve lo diciamo subito: a noi no, non ce ne frega niente. Meno di niente. Beninteso: non ce l'abbiamo con i gay. Meglio: siamo convinti che tutti, nel rispetto degli altrui diritti, possano fare ciò che vogliono, sotto e sopra le lenzuola. Non siamo di quelli che valutano gli uomini in base a quello che hanno nelle mutande o nel portafoglio. E siamo anche convinti che scendere in piazza per chiedere ciò che si desidera non sia un reato. Prego, signore e signori, accomodatevi e sciamate. Tutta la nostra solidarietà. Ma che diamine: ieri in Italia non si parlava altro che di Dico ex Pacs, di contratti matrimoniali o paramatrimoniali, coppie gay, adozioni gay, ambizioni gay, diritti gay. Viviamo in un'Italia gay. È questa la vera emergenza nazionale? C'è un Paese che non funziona o almeno non funziona come dovrebbe. Non scende in piazza, questo Paese, non urla, ma sappiamo benissimo che esiste e soffre, che in questi giorni sta facendo la dichiarazione dei redditi e vorrebbe vivere altrove, lontano da Visco e PadoaSchioppa. Ci sono pensionati, milioni di pensionati, che tirano a campare, diritti calpestati e portafoglio vuoto. C'è uno scippatore, lì all'angolo della strada, che aspetta il nostro passaggio. Non preoccupatevi, non è un funzionario dell'Agenzia delle Entrate, ma rischia di rovinarvi ugualmente. Che fa il governo per fermarlo? Ieri tre autorevoli rappresentanti del governo, tre ministri in carica, Pecoraro Scanio, Ferrero e Barbara Pollastrini, erano in piazza accanto ai gay. Ieri la maggioranza ha vissuto la sua ordinaria giornata di follia politica (sessualpolitica) con una parte della Margherita contraria al corteo e con i Ds che hanno aderito alla manifestazione ma non alla piattaforma di rivendicazione. C'erano, i ds, ma non c'erano del tutto. Erano a metà, un po' di qui e un po' di lì. Transgender, tanto per rimanere in tema. Siamo reazionari se diciamo queste cose? Inguaribili fascisti, omofobi incalliti? Significa che ce l'abbiamo con i gay? E allora ascoltate un signore che sicuramente non è reazionario. E' un operaio di Piombino, già sindacalista Fiom, ala dura e massimalista della Cgil, sinistra e ancora sinistra. L'operaio ha inviato una lettera a Fabio Mussi, ministro dell'Università. Ha scritto: non vi seguo più, ormai vi occupate solo di carcerati, di finocchi e di negri. Ha scritto proprio "finocchi". E proprio "negri". Ha parlato come parla la gente comune che non ne può più degli appelli di Pecoraro Scanio, di Boselli che vuole pungolare il governo sulla questione omosessuale, di Grillini che definisce i gay "partigiani della libertà". Fabio Mussi ha detto che quella lettera gli ha tolto il fiato. Povero compagno Mussi in apnea, e lei cosa credeva? Ci spieghi: lei pensa che gli operai si riempiano la pancia con il Gay Pride, che al supermercato la spesa si paghi con qualche bella parola sugli extracomunitari? Ritiene che si arrivi meglio a fine mese se tre ministri scendono in piazza per manifestare a favore dei diritti degli omosessuali? Eccellentissimo compagno, ma lei dove vive? E dove vivono i suoi colleghi di governo e di maggioranza? Ripetiamo: nulla contro i gay. Ma prendete nota dell'esagerazione mediatica e politica: quaranta carri allegorici, cinquanta associazioni che hanno dato la loro adesione, patrocinio del governo, dichiarazioni di tutti i leader della sinistra (tranne due o tre), immancabili slogan contro il Vaticano, Roma per metà bloccata, dirette televisive, decine e decine di giornalisti al seguito, agenzie di stampa impegnate fin dalle prime ore del mattino. Ciliegina: Pecoraro Scanio che impartisce lezioncine di democrazia spiegando: «Queste manifestazioni si fanno in tutto il mondo, cerchiamo di diventare più europei». No, cerchiamo di diventare più seri. Anche nei confronti degli omosessuali, perché è ovvio: se a migliaia scendono in piazza per rivendicare quelli che ritengono i propri diritti, vuol dire che il governo, quei diritti, non li ha garantiti. Significa che la maggioranza, per raccattare voti, ha promesso e poi non ha mantenuto le promesse perché è una maggioranza spaccata e debole che se ne infischia della parola data. Vuol dire che la sinistra al governo ha tradito gli omosessuali. Pure gli omosessuali. Li ha sfruttati. E peccato che i manifestanti ieri abbiano attaccato il Vaticano, che fa solo il suo mestiere e non è alla guida di un Paese allo sbando, non siede a Palazzo Chigi e nei ministeri competenti e non ha mai fatto promesse. Deve esserci un po' di confusione, non solo sul fronte delle tendenze sessuali. Compagno Mussi, se non è d'accordo, ci mandi un'e-mail. Risponderemo anche a lei. Non perché siamo appassionati di Gay Pride. Lo abbiamo detto: di quel corteo non ce ne importa nulla. Per l'operaio di Piombino e tutti gli altri italiani che non arrivavano a fine mese con il governo Berlusconi e non ci arrivano neppure oggi. Solo che oggi scriverlo è vietato. Parola d'ordine: Gay Pride, con relativa presa per i fondelli degli omosessuali. Tutto il resto può attendere.
Orpheus

15 giugno 2007

Ministri gayProde

 
Duecento pullman, 40 carri allegorici, con drag queen e piume brasiliane, famiglie Arcobaleno e gogo boys, personaggi dello spettacolo e politici. Domani pomeriggio dalla stazione Ostiense parte il gay Pride della «parità, dignità, laicità», come dice lo slogan della manifestazione, festa di diritti ma anticlericale nei contenuti, tanto che sarà l’ennesima piazza spacca-governo, perché se alcuni ministri contestano, altri partecipano, mentre non si arrestano le polemiche sulla concessione alla manifestazione del patrocinio del ministero delle Pari Opportunità.
Scontate le presenze dei ministri Paolo Ferrero e Alfonso Pecoraro Scanio, ai quali si uniranno gioiosamente (sicuri questa volta di non fare la figuraccia di sabato scorso) Diliberto e Giordano. I Ds più sobriamente invieranno una rappresentanza e Bertinotti parteciperà con il "cuore" avendo il sedere poggiato sullo scranno di presidente della Camera. Scontate anche le polemiche nella maggioranza, Rosy Bindi ha contestato la partecipazione dei colleghi al gaypride, ed é stata subito rimbeccata da Pecoraro 'Scaltro': "In tutti i Paesi del mondo i ministri sostengono le iniziative contro la discriminazione. Credo sia meglio parlare di meno e mettersi a lavorare".
Già ma in tutti i paesi del mondo i ministri lavorano in parlamento e non per le strade durante il gaypride. Oltretutto ad elargire queste 'perle di saggezza'  é un ministro di questo esecutivo, che a quanto pare parla, parla, parla e nulla fa.
Invece di contestare la Chiesa (che fa il suo dovere) i partecipanti del gaypride DOVREBBERO contestare questo governo che il suo dovere, proprio NON lo fa, hanno la maggioranza, potrebbero approvare i DICO senza colpo ferire e invece scendono in piazza a vendere il solito fumo. Cosa non farebbero per un pungno di voti.
Orpheus




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8 giugno 2007

Droga e governo: dopo i Nas, e l’antidoping a scuola ecco di nuovo la depenalizzazione. Ma la coerenza

 

Poche idee ma confuse: il ministro della “salute” Livia Turco afferma che sarebbe pronta a rifare il decreto (annullato dal Tar ndr) sul raddoppio della modica quantità, che poi modica non era proprio, in quanto si trattava dell’equivalente di 40 spinelli, “perché l’ottica di quel decreto è quella di depenalizzare il consumo, combattere le droghe al di fuori del circuito penale e carcerario con azioni di educazione e prevenzione”. Ed è proprio in questa ottica infatti che, dopo la morte di quel ragazzo a scuola, la Turco ha chiesto l’intervento dei NAS con tanto di unità cinofila, nelle scuole per combattere la droga. I Nas infatti trovata la cannabis, che ormai è presente nelle scuole in quantità industriali, in seconda battuta, possono usare la lavagna “per educare e prevenire”, inseguito per capire se i ragazzi hanno recepito il concetto che il decreto Turco “ non era si' alle droghe leggere, ma 'no al carcere per lo spinello” , possono sempre interrogarli e se la prestazione è sospetta, far fare loro un test antidoping…A questo punto siccome lo stato nella persona della Turco “rifiuta il sistema penale-carcerario come soluzione per il consumo di cannabis e anzivanno ripensate anche le sanzioni amministrative, attualmente troppo pesanti”danno loro un buffetto sulla guancia e gli dicono “Non fatelo più, anche se per il ministro Turco “la cannabis non è fra le droghe più pericolose” “Il consumo di droga fa male sempre e il messaggio da dare ai ragazzi è quello di non drogarsi con nessuna sostanza.” (il tutto affermato nell’ambito della stessa intervista, giusto per chiarire le idee a chi ascoltava)
Quanto al ritiro della patente per chi guida sotto l’effetto della droga, come sanzione amministrativa alla Turco “risulta essere un po' inefficace”. Penserebbe quindi “ad altre misure". Quali non è dato di sapere, l’importante è pensarci (tanto mica succederà ancora a breve che un autista di scuolabus esca fuori strada perché ‘fatto’ e ammazzi un altro bambino ecchèdiavolo, un fulmine non cade mai due volte nello stesso posto…). Il ritiro della patente, ha proseguito, "provoca un disagio… e non ha un effetto educativo
Ovviamente del “disagio” di chi deve usare un mezzo pubblico con la paura di finire fuori strada perché l’autista s’è fatto una canna durante la pausa, chissenefrega. Infine i soliti blablabla sulle “sanzioni alternative” che in un paese come l'Italia hanno un valore prossimo allo zero. Essenziale, vitale e assolutamente non più procrastinabile, pena la sofferenza del popolo italiano, é la riforma della legge sulla droga, ( cioè demolire la Giovanardi-Fini), con l’aiuto del ministro Ferrero (che coordina i lavori) e con cui la Turco è in “grande sintonia”.
Sintonia non vissuta dall’80% degli italiani,che sono preoccupati per l’immane quantità di droga che circola nelle scuole e fuori per le strade, che sono angosciati per l’aumento della delinquenza inerente al mondo della droga, che sono sbigottiti dalle dichiarazioni contrastanti che si susseguono, un giorno ferree, il giorno dopo lassiste sul tema della droga, tutte provenienti dallo stesso governo, quando non dallo stesso ministro. E che infine hanno problemi ben più seri a cui pensare "dello spinello libero". Ma era nel programma quindi...
Orpheus
PS. Tutto chiaro ho un solo dubbio come intendono perseguire gli spacciatori?


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