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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

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                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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9 febbraio 2010

Eluana un anno dopo


Non ho dimenticato Eluana, un anno fa, il nove febbraio 2009 moriva, vittima sacrificale di una società che impone come modello la “perfezione” fisica e scarta tutto ciò che se ne allontana. Una società dell’apparire, politicamente corretta ma crudelmente insensibile, che discrimina fino a negargli la vita, proprio chi è più debole e indifeso.

Eluana è stata messa a morte, togliendole acqua e cibo ricordiamolo, da un provvedimento della magistratura basato principalmente su due assiomi: il primo verte sul fatto che Eluana era in stato di coma “irreversibile” e  il secondo che senza una “pienezza di facoltà motorie e psichiche» quella di Eluana era una "vita non degna di essere vissuta".

A smentire il primo punto è una ricerca fatta su un paziente in stato vegetativo, incapace di emettere suoni e persino di sbattere le palpebre, che riesce comunicare con i medici. Lo hanno allenato a evocare due immagini mentali - una partita a tennis o una passeggiata in ambienti familiari - e a utilizzarle alternativamente per rispondere in modo affermativo o negativo a domande personali, ad esempio sulla composizione della sua famiglia.  Inoltre in Belgio, un giovane in stato vegetativo persistente a seguito di un incidente d’auto, si è risvegliato dopo 23 anni (cinque più di Eluana), ciò non sarebbe accaduto, se lo avessero fatto morire per il suo "bene".

Il secondo punto é smentito dal buonsenso, ultimamente smarrito nella melassa finto-buonista del politically correct, la deriva di "quantificare" la qualità della vita, e su quando sia degna di essere vissuta, può portare a estreme conseguenze. Chi lo decide? Chi pone i parametri? La legge?

I giuristi nazisti,negli anni trenta coniarono il termine "lebenesunwertes leben"  (la vita non più degna di essere vissuta) il Führer in persona il 1 settembre 1939 diede avvio a quel mostruoso programma di estendere le competenze di alcuni medici da loro nominati, autorizzandoli a concedere la morte per grazia (Gnadentod) ai malati considerati incurabili secondo l'umano giudizio, previa valutazione critica del loro stato di malattia". Tale provvedimento acquisiva effetti giuridici attraverso la nota in calce per “presa visione” del Ministro della Giustizia del Reich Franz Gürtner, giurista noto per il suo puntiglioso legalismo borghese. Spesso le aberrazioni possiedono i crismi della formalità e della legge.

E fu un massacro di innocenti colpevoli di non essere "perfetti" secondo gli standard della razza ariana.

Il caso Englaro è di una gravità inaudita perchè il potere giudiziario ha conferito il formale avvallo dello Stato alla morte di un innocente incapace di difendersi e di far valere le proprie ragioni, sulla base del principio per cui "una vita è degna solo se vissuta con pienezza di facoltà motorie e psichiche".

Conviene meditarci ancora, un anno dopo.

Orpheus


 


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20 febbraio 2009

Testamento biologico, Englaro testimonial del "popolo" dell'eutanasia

 

La settima scorsa sul Corriere  il sig. Englaro ci aveva avvertiti: “scenderò in campo”, il silenzio invocato per la morte della figlia, è durato pochi giorni.
si appresta a continuare l’offensiva rilasciando interviste al vetriolo: “"La legge sul testamento biologico che il parlamento si appresta ad approvare è una vera e propria barbarie”. I cittadini, secondo lui, hanno le “idee molto più chiare dei nostri parlamentari, devono tutelare i propri diritti fondamentali che questa legge mette in discussione preparando il terreno per un vero e proprio Stato etico”.
Sembra di sentir parlare Pannella, manca solo lo slogan “No Vatican, No Taliban”.
Questione di punti di vista come sempre, per me è ingiusto usare la disgrazia di un congiunto per portare avanti battaglie personali.
E’ ingiusto lasciarlo anni in un letto, fra parentesi dalle suore che fanno parte di quello “Stato Etico” che si combatte, ma che evidentemente va bene se presta le cure dovute al congiunto, in SUA vece.
E’ ingiusto lasciarlo morire senza nemmeno il conforto di una mano amica.
E’ ingiusto non andare al suo funerale, a causa della “pubblicità”, quando poi si scende in piazza, e si rilasciano interviste.
E’ ingiusto imporre il silenzio a chi dissente, in rispetto al “dolore di padre”, dopo aver fatto per anni una questione PUBBLICA di quel "dolore".
Infine il sig. Englaro parli a nome suo e dei suoi “discepoli” e non dei cittadini, perché la maggioranza dei cittadini, non la pensa come lui. E presto lo toccherà con mano. Ha orrore di una legge che permette di far morire un altro essere VIVENTE (anche se gravemente disabile) di fame e di sete, con una lenta agonia. Perchè é questa é la verità. In tutti questi anni l’ho sempre visto parlare con voce, ferma, polemica, mai un tremore, mai un accenno di lacrime nel suo sguardo tagliente, quando parlava “della ragazza” , Eluana.
 Non è stata la sola ad essere in stato vegetativo persistente, non è la sola in Italia centinaia di giovani sono tuttora nelle sue condizioni. Ma é stata l'unica ad avere un padre come lui. Povera Eluana.
Con tutto il dovuto rispetto per questo tipo di tragedie, chi fa del suo dolore una pubblica battaglia, non ci si può, poi nascondere DIETRO, per evitare le critiche.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 20/2/2009 alle 11:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa

15 febbraio 2009

“La legge vi farà liberi”, nuovo motto per la nuova Aushwitz del "libero" pensiero

 

Lasciamo stare le cene funebri e i brindisi della buona morte con le penne all’abbuffata dei giornalisti. Inutile scandalizzarsi se il legale della famiglia Englaro ha voluto festeggiare con la stampa, la notte prima del funerale, la «vittoria della pietà». Prosit. La “cena delle beffe” è nulla rispetto a quello che ancora viene servito da chi ha usato della povera Eluana come scudo umano per l’offensiva mortifera.

Pure ieri, sulla Stampa, il guru Guido Ceronetti, poeta e scrittore torna sulla questione, con parole degne di un fuochista crematorio.
Il titolo è «Eluana e gli stormi di avvoltoi» e non è detto che nell’osceno rassemblement dei pennuti lo stesso scrittore non abbia invece un posto da capo squadriglia. Si sa come la pensi sull’eutanasia: è un «colpo di grazia», «un'invenzione tra le più umane». Il suo infatti è un elogio della morte degno di un kamikaze islamico e la dice lunga su quanta parte della nostra cultura e dei suoi profeti da best seller si nutra, come i condor, di carne putrefatta.
Ceronetti denuncia «un estremismo cattolico, materialstico e anticristico», felice di torturare le creature con «sondini e cure di coma irreversibili criminalmente protratte». Avvoltoi che «hanno voliere, spalti e più di una cupola a Roma (leggi Vaticano ndr)» ma fortunatamente sconfitti da «pensieri silenziosi ma renitenti ai ricatti e alle violenze cattoliche».
Di contro, si erge «l’Italia dei giusti, che cerca la libertà nella legge».
Il pensiero di Ceronetti dà i brividi: libertà nella legge, fossero anche quelle sulla razza pura e sullo sterminio dei disabili o dei dementi. “La legge vi farà liberi”, nuovo motto per la nuova Aushwitz con il copyright del torinese.

Ecco dove può arrivare il nazi-pensiero delle pietose dame di carità dell’alimentazione interrotta.
Costoro sanno che il loro primo nemico è la Chiesa di Papa Ratzinger, che si ostina a difendere l’intangibilità della vita contro le pretese di giudici, politici, padri e poeti chi si arrogano il potere di spegnerla a loro piacimento. Che minacciano querele e tribunali militari per chi non s’adegua e si ostina a chiamare omicidio la fine di Eluana: questi vanno trascinati a giudizio mentre loro possono insultare i cattolici chiamandoli “avvoltoi”. Solo perché non incensano approdi nirvanici, liberazioni corporali e omicidi a spese della mutua.

Sentite il bioeticista ateo Maurizio Mori, pure lui primadonna dello staff Englaro e quel che ha scritto sull’Unità, il giorno dopo i funerali. Lui non l’ha fatta lunga come il maestro e poeta: è andato subito al punto. Dice: la morte di Eluana «ha rotto l’incantesimo della sacralità della vita.
Quello secondo cui la vita è un mistero sempre nuovo e imprevedibile, è un dono sempre buono in sé e positivo». Beh, almeno il professor Mori non mena il can per l’aia e nasconde con belle parole il succo velenoso: con l’eutanasia di Eluana abbiamo fatto fuori dalla società italiana la visione cristiana della vita e i suoi «incantesimi» magici.
Forse era questa la vittoria che il legale di papà Beppino festeggiava con i giornalisti. Grazie professore: senza ipocrisie e insulti ceronici ci ha spiegato quello che voi eminenze nere dello “staff Englaro” vi eravate preposti. Bravi, bersaglio centrato.
Ma il colpo ha ferito gravemente non solo la Chiesa e i cattolici nella loro espressione pubblica e civile.
No professore, voi avete disidratato pure la laicità, quella razionale, reale, antidogmatica e non asservita all’ideologia.
Messa al muro pure lei dal plotone di esecuzione dei Mori, dei Defanti e dei Ceronetti. Mica detto però che le loro pallottole riescano pure ad ammazzare il mistero di quella vita che è «sempre nuovo e imprevedibile, è un dono sempre buono in sé e positivo».
È questa la speranza che il popolo, quello con le pezze al culo e le scarpe da tennis ai piedi, attende: «la carezza del Nazareno» che Enzo Jannacci invoca per restituire un senso all’esistenza ferita. I poeti del nulla continuino pure ad abbaiare alla luna.

Luigi Santambrogio-Libero
Quello che ho scritto e detto io, con parole più semplici, perchè infondo ne basta una sola: NAZISTI.
I nazisti inseguivano la mitica della "super-razza", negando ai disabili la vita, cambia la forma per i nazisti del "dovere" alla morte, ma la sostanza é la stessa, chi non rientra nel loro standard di vita, non merita di vivere, per "pietà", ovviamente
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 15/2/2009 alle 20:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

10 febbraio 2009

Abbassiamo i toni ma non dimentichiamo

 È piombato il silenzio martedì 10 febbraio sulla casa  di cura «La Quiete» all'indomani della morte di Eluana Englaro. Dinanzi all'ingresso della casa di cura - fino a lunedì affollato di manifestanti a sostegno della battaglia della  famiglia Englaro o, sul fronte opposto, facenti parte dei  comitati pro-vita - restano solo candele accese,  cartelli e palloncini bianchi in memoria di Eluana. Dopo la veglia di preghiera, protrattasi fino a notte fonda,  l'ingresso della casa di cura è  praticamente sgombro, con  le sole forze dell'ordine a presidiarlo (Emmevi)

Adesso che Eluana non c’è più abbassiamo i toni, in suo rispetto, ma non voltiamo pagina come se nulla fosse successo, non dimentichiamo la sua tragedia come troppe volte è già successo, davanti a tragedie analoghe.
Vite strappate che hanno fatto gridare all’orrore, per un giorno e poi cancellate nella nostra memoria da altre vite che hanno subito altre violenze e morte.
L’Italia è un paese senza “memoria e verità”, ed Eluana ci deve insegnare che a volte dimenticare è un crimine, quanto tacere la verità.
La verità può avere una sola faccia, e non una dieci o cento.
La verità è che Eluana era viva e adesso è morta per intervento medico.
La verità è che nel nostro paese un tribunale ha applicato una legge che NON c’è, che si chiama eutanasia, l’ha fatto “presumendo” la volontà di Eluana, l’ha fatto DECIDENDO che la sua vita era indegna di essere vissuta.
Chi gli ha dato questo diritto?
Hanno il diritto di decidere qual’ è una vita degna di essere ritenuta tale? In che misura?
E questo al di là del dolore per la morte di Eluana, è grave, troppo grave, perché si possa voltare pagina e tacere.
Quel che é successo in quell’aula di tribunale è paragonabile alle vergognose leggi razziali, con cui la sinistra ipocritamente corretta, si riempie la bocca, un giorno si e l’altro anche.
E’ 'razzismo' bell’e buono perché discrimina i disabili, quelli gravi, quelli come Eluana, che NON sono morti cerebralmente, non respirano attaccati ad una macchina, ma vivono, respirano, sentono dolore,sorridono e percepiscono il mondo intorno, come e quanto, NESSUNO lo sa.
Non è vita?
NESSUNO può arrogarsi il diritto di decidere per loro.
Né il padre, né la madre, né tanto meno le istituzioni. Solo loro possono decidere.
Io non grido “assassini”, non serve a nulla, serve lottare perché coloro che hanno utilizzato la tragedia di Eluana per creare un “precedente” non vincano la loro battaglia.
Perché fra non molto tempo, non si passi dai 17 anni, ai 17 mesi, a 17 giorni. E poi dai disabili in stato vegetativo non si passi ai disabili affetti dalle decine di patologie, che portano ad uno stato d’incoscienza o di semi-incoscienza.
E’ una strada che abbiamo già percorso con l’aborto, si è partiti dai casi limite (stupri, gravissime malformazioni) e si é arrivati ad abortire per “non guastarsi la vacanza programmata”, per “non compromettere il lavoro”, semplicemente perché “non è il momento”. Come se l’embrione di oggi, che sarà il bambino di domani, fosse un noia, una seccatura, un impiccio da risolvere con lo stesso spirito di una seduta dal dentista. Cinque milioni di aborti legali in trent’anni e non mi si venga a dire che tutti erano inevitabili o necessari per la salute della madre.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 10/2/2009 alle 17:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

14 novembre 2008

Un errore ed un orrore la sentenza della Cassazione

 

Premetto sono favorevole al testamento biologico.
Sono contraria all’accanimento terapeutico.
Sono disgustata dalla battaglia compiuta sul corpo di Eluana.
Ieri c’è stato chi ha esultato per la condanna a morte di una ragazza in coma, la società “civile” ha vinto.
Cosa? E a che prezzo?
Il prezzo lo sappiamo è stata l’oscena “mediadizzazione” della sua tragedia, la speculazione sulla sua sofferenza da parte di chi ha voluto imporre l’eutanasia di fatto e non per scelta popolare.
Perché togliere il sondino per l’alimentazione e l’idratazione ad una ragazza di 37 anni, viva, che respira autonomamente, che si sveglia e si addormenta, una ragazza che percepisce l’ambiente intorno a sé, per farla morire dopo un’agonia di 15 giorni, non solo è eutanasia, ma anche imposta con brutalità, a chi non l’ha richiesta coscientemente e personalmente.
Eluana avrebbe potuto essere lasciata andare un mese fa, ma è stata “salvata” per essere condannata ad una morta lenta e dolorosa. Loro, quelli che esultano per questo grande passo avanti della "civiltà" dicono di no, ma che ne sanno? Sono mai stati in coma? Oppure hanno avuto assicurazioni direttamene da Terry Schiavo, per essere così incrollabilmente sicuri.
Cos’hanno vinto i fautori si un simile abominio?
NON UNA LEGGE, che regolamenterà tale delicatissima materia, ma una sentenza che legittimerà la stessa pratica su malati gravi che non possono nutrirsi, se un parente lo richiederà adducendo la volontà del malato di “non voler vivere così”. E se vale per chi è in coma perché non per un disabile psichico, incapace di intendere e di volere?
Chi stabilisce il limite per il quale una vita è degna di essere definita tale? Un giudice? E in base a quali articoli, quali comma?
E’ un errore gravissimo scavalcare il parlamento, un errore gravissimo lasciare alla libera interpretazione dei giudici e al desiderio dei parenti la decisione si sopprimere una vita umana. Dicono ora che il Parlamento dovrà decidere: mi viene da ridere amaro. L’ha fatto dopo il caso Welby? No, non lo farà nemmeno ora.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 14/11/2008 alle 12:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

11 luglio 2008

Siamo sicura che ha "vinto" Eluana?


 Sono parecchi giorni che sui giornali si legge della vittoria del padre di Eluana, dopo anni di battaglie mediatiche e legali per poter interrompere l'alimentazione artificiale alla figlia in coma da 16 anni.
Non ne ho parlato, semplicemente perchè davanti a queste tragedie immani, non ho certezze.
Beato chi ce le ha, lo invidio.
Non riesco a gioire per questo ennesimo trionfo  della "civiltà" contro l'oscurantismo cattolico.
Spegnere vite inconsapevoli non lo reputo in nessun caso un atto di civiltà. Men che meno se lo si consuma, lasciandole morire di fame e di sete, come già successe per Terry Schiavo.
Forse é un atto di pietà.
Forse é un atto di egoismo.
Forse é un atto di amore o il desiderio di avviarsi verso la vecchiaia senza il pensiero di una figlia in quelle condizioni.
Ma in nessun caso di civiltà.
Non giudico i sentimenti che spingono il padre di Eluana, perchè non li conosco.
Quello che mi turba é tutta questa "frenesia" come se la povera Eluana avesse vinto una lotteria e invece ha vinto solo una morte orrenda. Si perchè nessuno lo dice ma dal momento in cui s'interrompe l'alimentazione al momento in cui Eluana morirà, passeranno giorni, forse settimane, senza acqua nè cibo.
Proprio non ci riesco a gioire per la sua sorte.

Ho trovato questo articolo sull'Occidentale che rispecchia i miei sentimenti.

Tra le tante cose scritte ieri sulla vicenda di Eluana Englaro mi ha molto colpito l’articolo di Umberto Veronesi sul Corriere. Non sembra scritto per una ragazza dalla vicenda tragica e ora destinata a morire; suona piuttosto come una marcia trionfale, scandita dalla ripetizione ossessiva del verbo “vince”. Ma dov’è la vittoria e di chi è?
Ecco l’attacco del pezzo di Veronesi: “La sentenza della Corte di appello su Eluana costituisce una svolta storica. Non solo per il suo contenuto, ma soprattutto per la sua motivazione: la ricostruzione delle volontà precedentemente manifestate. Vince l'autodeterminazione della persona, espressa nel pieno della consapevolezza e lucidità, vince il principio della libertà di decidere della propria vita, vince la possibilità di scegliere dove porre il limite fra accanimento terapeutico e cure, vince il consenso informato ai trattamenti, vince il principio del Testamento Biologico, che di questo Consenso è l'estensione, da applicare nel caso in cui non ci si potesse esprimere di persona”.

Davvero non sembra scritto per una ragazza che è in coma da 17 anni: dov’è infatti la sua auto terminazione, dov’è la sua libera scelta di decidere della propria vita, dov’è la lucidità e la consapevolezza di decidere il confine tra accanimento e cure?
Dov’è il consenso informato?
Di tutto questo in Eluana non v’è traccia, lei si limita a vivere e respirare per suo conto e ad essere nutrita d’acqua e cibo con un sondino nasale
.

Vince semmai la libertà di scelta dei parenti, dei giudici, degli avvocati; vince il frastuono dei “diritti” sul silenzio dei doveri;
vince la paura della morte e della sofferenza;
vince Veronesi, Pannella, Odifreddi e tutta la compagnia cantante del laicismo politico e mediatico.

Io non ci vedo nessuna vittoria per Eluana.
Si dice che “staccare la spina” è quello che avrebbe voluto. Forse, chissà?

Se in punto di morte perdo la testa e lascio tutte le mie sostanze all’amante degli ultimi giorni e lo faccio con tanto di atto notarile e parcella, quella mia volontà sarà certamente impugnata e stravolta da moglie, figli e parenti ingordi. Ma se un giorno dei miei vent’anni mi capitasse di dire “non vorrei mai vivere attaccato a una macchina”, quella frase detta nel rigoglio della vita mi resterà appiccicata per sempre, sarà la mia condanna. Non servono a quanto pare né notai né testamenti per essere inchiodato a quella scelta presa in un giorno di sole, basta che qualcuno se ne ricordi al momento del buio. E’ questa l’autodeterminazione della persona, è questa la libertà di decidere della propria vita che secondo Veronesi avrebbe vinto nella storia di Eluana.

La prossima volta che mi capiterà di vedere un incidente mortale o di vedere qualcuno in coma, non chiedetemi nulla, risponderei con un “no comment”.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 11/7/2008 alle 17:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

22 giugno 2007

Testamento per la vita o la morte?Parlano i medici

 "Se lo scopo del c.d. testamento biologico fosse evitare l'accanimento terapeutico, lo si giudica uno strumento totalmente superfluo perché già vietato dal Codice deontologico; se lo scopo fosse l'introduzione di un mezzo per l'applicazione - più o meno surrettizia - di pratiche eutanasiche, allora sarebbe qualcosa di molto peggio che superfluo".
Così il documento dell'Ordine dei medici e odontoiatri di Milano (la seconda federazione nazionale per importanza) reso noto lunedì, dopo un convegno sull'argomento svoltosi nel weekend. Dell'importanza e del peso di una simile presa di posizione ufficiale - proprio mentre si avvia in commissione Sanità del Senato l'esame dei ben dieci disegni di legge depositati - si è subito accorta l'associazione Luca Coscioni, che per bocca del vicesegretario Rocco Berardo ha attaccato come "inutile e dannoso" l'intervento dell'Ordine milanese. Che invece un peso avrà, in quanto frutto di un percorso tutt'altro che estemporaneo.
Innanzitutto perché i medici di Milano pongono come basilare l'idea di "alleanza terapeutica", "un rapporto tra persone che condividono gli stessi principi... particolarmente importante proprio in fine vita, quando la tecnica medica deve chinare la testa davanti al mistero della morte". In secondo luogo, il documento si colloca all'interno di un acceso dibattito nel mondo medico. Sette mesi fa, il 16 dicembre 2006, proprio nel pieno del caso Welby, la Federazione nazionale dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri presentava a Milano il nuovo Codice deontologico, frutto del lavoro di un comitato ristretto di cinque persone. Testo frutto di compromessi, frizioni, anche contestato, delicato proprio nei passaggi relativi alle problematiche del rapporto con il paziente e della fine vita. Qualche mese dopo, è stato approvato anche il nuovo "Giuramento" professionale, in cui è stato inserito l'impegno a "promuovere l'alleanza terapeutica con il paziente basata sulla fiducia reciproca". Valerio Brucoli, medico e presidente della commissione di Bioetica dell'Ordine di Milano, a quel comitato ristretto ha partecipato e ne spiega i nessi con il documento milanese: "E' stato importante inserire quel comma. Quella definizione, per cui alla fine il paziente diventa colui che decide il 'servizio' e il medico solo un tecnico specializzato, arriva al cuore del problema delle cure in fine di vita. E chiarisce che le decisioni vanno prese, sono di fatto sempre prese, all'interno di un rapporto fiduciario". Ovvio, spiega Brucoli, tutto va bene quando c'è sintonia di valori. Il problema sorge quando non c'è: "La presa di posizione di Milano significa un'opzione perché in questi casi la responsabilità del medico non sia cassata, sminuita. Per questo ribadiamo che una legge è inutile: le regole deontologiche per evitare l'accanimento, o viceversa contro l'abbandono ci sono già. La legge aprirebbe una finestra sulla possibilità che a decidere non sia più il medico assieme al paziente e ai familiari, ma solo il paziente, o peggio ancora un complesso burocratico". Altro punto che Brucoli ritiene infatti importante è quello dell'autodeterminazione, principio affermato dall'articolo 32 della Costituzione. "Al nostro convegno, Paolo Casavola ha però ribadito che l'autodeterminazione non è assoluta, non può mai diventare diritto al suicidio". Ieri, anche un editoriale di Avvenire sosteneva la stessa causa: "Nel momento in cui la vita diviene per legge un bene disponibile tutto può accadere", denunciando poi che il testamento biologico faciliterebbe una "eutanasia per omissione".
Da Il Foglio
Non mi ha sorpreso la posizione dei medici, sono molti coloro che reputano di non poter accettare l'interruzione delle terapie anche in casi estremi. Ritengo comunque che una legge per il testamento biologico sia necessaria per introdurre poche linee guida ben chiare: quando é accanimento terapeutico e il diritto alla persona maggiorenne e in possesso delle proprie facoltà mentali, di rifiutarlo. Ovviamente rispettando l'obiezione di coscienza da parte di quei medici che sono contrari a qualsiasi tipo di sospensione delle cure e in ogni circostanza.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 22/6/2007 alle 18:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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