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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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11 giugno 2011

Ma i nostri giudici usano il codice civile o la sharia?


E’ un dubbio, poco amletico che nasce dopo aver letto l’ennesima sentenza, di un giudice italiano,  prona ai più retrivi dettami islamici. Un padre-padrone che per un anno ha impedito alla figlia di andare a scuola in ottemperanza della sharia, è stato assolto perchè il “fatto non costituisce reato”. Ma come?
Esiste nel nostro codice penale l’articolo 731 che sancisce il reato di “Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori”, ragion per cui il giudice di pace Salvatore Corsico si dev’essere rifatto alla sharia, per poter assolvere il “bravo” paparino. Lui Omar, è un musulmano salafita di Reggello, in provincia di Firenze. Nella sua famiglia decide lui e nessuno può opporsi o interferire, evidentemente nemmeno la Legge Italiana può dirgli come comportarsi, con le “schiave” di casa sua.
Tutta colpa dell’ora di musica, “robaccia” da infedeli, che la bambina non può ascoltare, Omar lo aveva già detto a chiare lettere nel 2009 quando aveva deciso di tenere a casa la figlia. Nessuna possibilità per quella bambina di frequentare la prima media come i suoi coetanei.
A niente erano serviti i tentativi degli insegnanti e del preside, alla fine dell’anno era stata bocciata per le troppe assenze, anche se brava e diligente. Dopo un anno di tentativi, la soluzione era arrivata con un paio di assurde cuffie da mettere alle orecchie della bambina nell’ora di musica.
E anche allora ad avallare l’incredibile accordo era sceso in campo lui: Salvatore Corsico. “Una vittoria per la bambina”, era stato il suo “illuminato” commento.

L’unica a vincere è stata la sharia. La bambina ha perso la speranza in una vita normale,  succube di un padre-padrone e impossibilitata ad integrarsi anche volendolo (ve la immaginate la reazione di un bruto simile, se la figlia smette il velo e vuole mettersi la minigonna? O se s’innamora di un infedele?).
Hanno perso le nostre istituzione che per ben due volte sono state prese a schiaffi da un retrogrado, arrogante immigrato, che vuole fare i comodi suoi nel nostro paese (e noi glielo permettiamo).
Che futuro toccherà ai nostri figli, quando milioni di questi individui ci avranno invasi?
Quando si moltiplicheranno come le cavallette (basta dare un'occhiata al tasso di natalità) e le seconde e terze generazioni saranno fanatiche e retrograde come i genitori e i nonni?
Non ci vuole molto ad immaginarlo.
Orpheus





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permalink | inviato da Orpheus il 11/6/2011 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

11 febbraio 2010

Macellazione Halal in una Coop di Roma: BOICOTTAGGIO senza se e senza ma




In un supermercato Coop romano hanno avuto la bella pensata di vendere carne macellata secondo il metodo Halal, cioè la bestia sgozzata senza essere stordita e lasciata morire per dissanguamento, il tutto venduto da commesse con il velo.


"Difficilmente metterò piede in una Coop e spero che siano in tanti a farlo. Ci stiamo muovendo perché questo accada".

A dirlo Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali. Il boicottaggio è annunciato. "Riceviamo dalle 40 alle 50 telefonate al giorno – spiega Carla Rocchi – non soltanto di soci, ma anche di persone comuni che vogliono sapere cosa s’intende per macellazione rituale in Italia, tanto più perché non c’è garanzia che la normativa, sia pure scarsa, sia rispettata dagli sportelli Coop".

A parte il discorso animalista, c'è da indignarsi per questo passo indietro rispetto agli standard raggiunti dalla nostra CIVILTA', abbiamo lottato decenni per i diritti delle donne e degli animali, e adeso dobbiamo retrocedere per accontentare gli islamici? La Coop è una vergogna nazionale, boicottare i suoi supermercati UN DOVERE morale!
Anzi, cominciamo a protestare telefonicamente. NUMERO VERDE GRATUITO PER I RECLAMI 800805580 (
ho appena chiamato risponde una signorina PROTESTATE!!!)
Orpheus

PS prima incavoltaura mattutina!
Per chi volesse protestare al Comune di Roma, o all'Asl per il vergognoso episodio, il Berretto a Sonagli mo ha gentilmente recuperato gli estremi:
Poliziamunicipale@comune.roma.it
Asl per chiedere che vengano rispettate le leggi sanitarie
Tel: 06/68352553 Fax 06/68352589
email: area.creripa@asl-rme.it


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permalink | inviato da Orpheus il 11/2/2010 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

28 gennaio 2010

Dire no alla moschea può far nascere kamikaze


A
leggere la dichiarazione di M’Hamed Lekroune, presidente di "Italia Colorata" (movimento politico nato nel 2005 e che si occupa dell’integrazione degli immigrati in Italia) c'è da preoccuparsi e seriamente: " E' difficile spiegare ai ragazzi, soprattutto ai più giovani, ai nuovi arrivati, perchè non ci permettono di costruire la moschea. Questo clima d'odio nei nostri confronti, questa guerra tra poveri generata dalla Lega, ci hanno portato a non riuscire più a controllare la rabbia dei nostri ragazzi. Che é arrivata al massimo, tanto che potrebbero compiere gesti di ogni tipo, anche farsi saltare in aria".
Una minaccia e nemmeno tanto larvata, vogliono la moschea con le buone o con le cattive, e sperano di spaventare i genovesi, per indurli a più miti consigli.
La prima considerazione é che razza di giovani sono arrivati nelle nostre città, se sono disposti a farsi saltare in aria, per la costruzione di una moschea, come minimo sono dei fanatici religiosi e integralisti, che avuta la moschea predicheranno l'odio contro gli infedeli.
L'integralismo islamico, infatti auspica la conversione o la morte di chi non é di religione islamica. Pratica la sharia, la jihad, la sottomissione della donna ecc. e chi minaccia di farsi saltare in aria o anche solo lo pensa, non può essere altro che un fondamentalista.
Dargli la moschea, dopo un simile ricatto, é cadere dalla padella nella  brace e bisogna stare anche attenti a chi dice di voler seguire le "nostre" leggi, ma contro di noi, per questo signore, dobbiamo rassegnarci ad essere invasi. Non minaccia di farci saltare in aria, ma la sua sicurezza è ancor più intimidatoria dell'avvertimento "mafioso" di cui sopra.

Le stime sulla crescita degli islamici in Europa  (e quindi anche nel nostro paese) sono da allarme rosso, 52 milioni attualmente, destinati a raddoppiare i prossimi  20 anni, 104 milioni, i fedeli musulmani hanno superato i fedeli cattolici, e nei prossimi 5/10 anni la religione islamica sarà quella dominante.
Tanto per la "cornice al quadro"  del futuro che ci aspetta.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 28/1/2010 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

20 gennaio 2010

Eurabia: il jihad degli stupri


In Europa, ormai all'integrazione non ci crede più nessuno, basta leggere cosa succede negli altri Paesi europei, oltre che in Italia, per comprendere quanto illusoria sia la promessa dell'integrazione, spacciata come "araba fenice", ma che é, di fatto inattuabile, su larga scala.

Troppi stranieri, che arrivano e si ritrovano per la strada, ammesso e non concesso, che abbiano tutte le intenzioni di lavorare, non trovandolo, come campano?
Si formano ghetti, come a Modena, dove il tessuto sociale non è riuscito ad assimilare le troppe presenze straniere, con il risultato di una criminalità fuori controllo. Cittadine una volta tranquille, trasformare in "bronx" nostrani.
A Milano gli stupri occasionali, sono all'ordine del giorno, gli stupratori al 90% immigrati, come l'ultimo preso, un senegalese, colpevole di tre attacchi ad altrettante donne, sole.
Lo stupratore che ha brutalmente assalito quella povera senza tetto, e l'ha ammazzata é risultato essere un bulgaro. Questo tanto per fare pochi esempi recenti.
E come l'Italia anche la Norvegia, dove gli stupri aumentano di anno in anno, a Oslo la polizia ha rivelato che nel 2009, rispetto l'anno precedente, i reati di stupro a danno delle norvegesi sono raddoppiate. La Danimarca, la Svezia. GB ecc. Una scia di donne stuprate da far rabbrividire.

E se prendiamo in considerazione i "regolari", quelli che hanno una casa e un lavoro e magari anche la cittadinanza, la situazione non brilla per nulla.
Mantengono anche nei nostri Paesi, usanze aberranti e barbare, come la poligamia o quella di sgozzare figlie ritenute troppo "integrate", darle in moglie ad un età in cui dovrebrbero studiare a uomini scelti dalla famiglia e molto più vecchi e via dicendo, delitti d'onore, donne segregate, persecuzione di chi si converte ad altra religione ecc.
Questa é integrazione?
No, non finirò mai di ripeterlo. Come si suol dire "carta canta" e riferire

numeri e cifre non é razzismo, come blaterano i soliti beoti etnicamente corretti, ma non nascondere la testa sotto la sabbia.

Oppure in nome di un feticcio inesistente, quale l'integrazione dobbiamo essere stuprate, stare in silenzio e ringraziare perchè gli immigrati contribuiscono al Pil? Ovvio che chi lavora onestamente, non è da accomunare alla feccia che stupra, ma in ambo i casi si tratta di stranieri. Accettare i primi (sempre che rispettino le nostre leggi e la nostra CIVILTA'), non vuol dire automaticamente giustificare gli altri. Certe verità , vanno URLATE altrimenti si finisce per nascondere la sporcizia sotto il tappeto.

Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 20/1/2010 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

7 dicembre 2009

Niente croci altrimenti la comunità musulmana si offende


Tre anni fa i rappresentanti di san Nicola, fondatore olandese della figura di Babbo Natale, furono costretti a girare scortati per le strade di Amsterdam dopo un pestaggio violento da parte di giovani islamici. Per non offendere i musulmani, e per fare di san Nicola un “simbolo universale” (e immagino per evitare problemi), quest’anno il Natale degli olandesi sarà celebrato senza la croce cristiana. Quella di San Nicola è una tradizione risalente al 13°secolo, la festa olandese più tipica, che apre il periodo natalizio. Ma nei municipi del paese la croce non comparirà quest’anno e nemmeno sul copricapo di San Nicola.
Nel 2006 un manuale per le scuole in Olanda stabilì che “Cristo” doveva essere scritto con la “c” minuscola, per non offendere la comunità musulmana sempre più numerosa.
Anche in Inghilterra si parla di rimozione della croce. Il ministro laburista Christ Bryant ha chiesto di adottare un altro simbolo per la Croce Rossa a causa dei supposti legami con le crociate.
In contro partita, sul versante islam aumenta lo scontro sul referendum che in Svizzera ha messo al bando i nuovi minareti. Dopo le "minacce" di Erdogan, la Libia ha chiesto ufficialmente il trasferimento delle sedi delle Nazioni Unite dalla Svizzera in segno di protesta contro il referendum e Gheddafi ha definito il divieto svizzero “un provvedimento razzista”.
Chissà se la stessa cosa verrà detta a proposito della croce che adorna da sempre il cappello del San Nicola olandese?
Intanto l’ex ministro dell’Integrazione Rita Verdonk, a cui un imam olandese in pubblico si rifiutò di stringere la mano, denuncia il rischio di un collasso della democrazia olandese: “Se continuiamo così entro cinque anni figlie e nipoti andranno tutte in giro con il velo islamico”.
A me non rimane che dire “meditate gente” ai  beoti multiculti e politically correct…
Orpheus
(fonte)


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permalink | inviato da Orpheus il 7/12/2009 alle 20:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

26 novembre 2009

Il tramonto della civiltà europea sotto il peso dell'Islam


Lungi dal promuovere comportamenti civili e il rispetto delle regole negli immigrati che approdano in Europa da paesi culturalmente e socialmente arretrati, sono i Paesi europei che stanno scendendo al loro livello, ossia regrediscono dai loro standard di cultura e progresso per adottare gli usi antiquati e barbari degli immigrati più retrogradi.
In Belgio, la sconvolgente inchiesta di Gaia, un'associazione animalista, ha portato alla luce la barbara pratica della macellazione halal, in ben 11 mattatoi belgi. Il video é sconvolgente. Inguardabile. Vi si vedono animali che restano coscienti per minuti dopo lo sgozzamento e che soffrono inutilmente.
 Inoltre, oltre allo sgozzamento a vivo, nessun' altra caratteristica del rito musulmano è rispettata. Il sacrificatore è raramente musulmano, gli animali vedono i loro simili farsi sgozzare, soffrono e non sono orientati verso La Mecca e ciliegia sulla torta, secondo Gaia, questi animali abbattuti secondo il rito halal si ritrovano spessissimo nel circuito di distribuzione classica senza alcuna menzione destinata al consumatore.

In Francia é appena uscito un rapporto edificante firmato dalla signora Sonia Imloul, che rivela che 500.000 bambini, africani e musulmani sono nati in famiglie poligame.
Un uomo e due, tre e persino quattro mogli "fattrici", l'imbarbarimento della società che ripristina l'egemonia del maschio-marito-padrone sulla donna. Questo malgrado, in Francia la poligamia sia illegale, ma le autorità competenti preferiscono chiudere gli occhi per non “stigmatizzare„ le popolazioni che praticano la poligamia.
Il rapporto cita di famiglie poligame composte da un uomo e due o tre donne, a volte quattro, ed una folla di bambini (che può arrivare fino a trentacinque e passa) - ammucchiati in due o tre camere. I proprietari di questi harem prendono ovviamente assegni familiari. Tuttavia, ci spiega l'autrice
 di questo rapporto, molti tra di loro inviano una grande parte di queste risorse sul continente africano.
Arretrati negli usi, ma eccezionalmente scaltri nel saper spremere a dovere i "babbei" europei che assecondano tutte le loro istanze, pur di non "offendere" i loro sentimenti.
Ma si può essere più scioccamente autolesionisti di così?

PS Questo é futuro che ci vuol "scodellare" Farefuturo?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 26/11/2009 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

3 novembre 2009

Eurodeliri: via il crocifisso dalle aule scolastiche


La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo  ha stabilito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni".
Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale di Abano Terme, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione. Il perchè è ovvio, "Scristianizzare" l'Europa é uno degli obiettivi della Ue, già nella stesura della Costituzione europea, infattisi é evitato accuratamente di menzionare le nostre radici cristiane.
Lapidario e condivisibile al 100% il giudizio del Ministro Zaia: "Chi offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo è senza dubbio la Corte di Strasburgo. Senza identità non ci sono popoli, e senza cristianesimo non ci sarebbe l'Europa. Che destino paradossale: proprio coloro che dovrebbero tutelare il senso comune si danno da fare per scardinare la nostra civiltà. Si vergognino!".
Si spera che dalla parole di sdegno che in varie forme e misure sono arrivate sia da destra che da sinistra (fatto salvo la sinistra estrema) si passi ai fatti.
E' inaccettabile che i burocrati di Bruxelles possano cancellare l'identità dei Paesi membri a loro piacimento, che i governi si diano una smossa.
Orpheus


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1 novembre 2009

Sotto il "tocco"... il burqa


Da Cartesio a Maometto, si potrebbe parafrasare, infatti nel tempio del sapere, la prestigiosa università di Cambridge, le studentesse islamiche hanno avuto il permesso di indossare il burqa alla cerimonia di laurea, il "dress code" il rigido regolamento dell'abbigliamento degli studenti nelle occasioni formali, é stato modificato in virtù di un multicultiralismo ottuso e pericoloso. Non solo ma anche retrogrado e discriminatorio, l'uso del velo integrale implica una diversa concezione della parità fra uomo e donna, che si potrebbe tranquillamente collocare nei secoli bui dell'umanità.
Tutto questo mentre in Egitto il ministro dell’Istruzione Yustri el-Gamal ha deciso di riesumare una direttiva ministeriale del 1995 per vietare nelle scuole pubbliche il velo integrale detto niqab. Nel Paese arabo, a maggioranza sunnita, sta destando preoccupazione l’uso in aumento del niqab, espressione delle scuole di pensiero più estremiste che il governo egiziano sta cercando di arginare fin dagli anni Novanta. Nei paesi islamici comincia ad affermarsi la volontà di impedire il sopravvento del fondamentalismo religioso, nell' Europa beota-correct, lo si favorisce, creando il terreno fertile per il suo attecchimento.
Finirà che i muslmani moderati se ne torneranno nei loro paesi e gli integralisti, quelli che lapidano adultere e omosessuali, troveranno in paesi come la GB la loro terra promessa...
Orpheus


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22 ottobre 2009

L'islam é un "virus" che assogetta l'organismo ospitante


Il credo islamico è una religione prevaricatrice che ha come obiettivo l’asservimento dei non islamici ai dogmi del Corano e ai precetti della sharia, non vuole convivere con altri credo o con la laicità, vuole sostituire i primi, e riempire il vuoto della seconda.
Per rendersene conto basta dare un sguardo all’involuzione e alla perdita di libertà subite dalla Gran Bretagna a causa dell’immigrazione islamica.
Già nel 2001 la polizia di Londra dotò il personale femminile musulmano dell’hijab, seguito a ruota da altre polizie, da un corpo dei vigili del fuoco e persino dalla catena di mobili Ikea.
Il successivo passo, è stato quello di dotare anche il personale femminile NON musulmano di Avon e Somerset del velo islamico.
 Rashad Azami della Bath Islamic Society  ha trovato “molto piacevole” che la polizia abbia adottato questo provvedimento e una delle sette poliziotte non-musulmane che ha ricevuto un hijab tutto suo, il vice-capo della polizia della contea Jackie Roberts (quella nella foto), lo definisce “un'aggiunta molto positiva alle uniformi e di quelle che sono sicura sarà gradita a molte delle nostri agenti”. Come si suol dire “cornute e contente”.
Meno contenti invece gli ospiti del Queens Care Centre, un pensionato per la terza età, nella cittadina di Maltby ad est di Manchester, che hanno visto sparire dal loro menù bacon, salsicce, panini al prosciutto e tortini a base di carne di maiale tritata sostituiti con carni rigorosamente halal, anche se nessuno dei 37 membri del personale o dei 40 residenti del centro è musulmano. Ma lo è il  proprietario Zulifikar Ali Khan e tutti si devono adeguare al suo regime alimentare di islamico.
Le prevaricazioni, però spaziano ben oltre veli e salsicce, anche solo discutere in toni critici di islam può causare seri guai giudiziari. Poi ci sono i tribunali shariatici che dal 1982 affiancano quelli inglesi. Infine la pressione da parte della comunità islamiche di avere scuole, ospedali e carceri, conformi alla sharia, col denaro dei contribuenti, per non parlare poi di taxi e piscine comunali. Il risultato è uno solo: l’islamizzazione dell’occidente, che si modifica per andare incontro alle esigenze dei musulmani, i quali rimangono impermeabili a qualsiasi influsso occidentale (basti vedere cosa succede alle figlie che vogliono integrarsi sul serio).
Ed è per questo che chi apre sconsideratamente alle istanze islamiche, o è uno stolto o è un traditore della sua gente. In ambo i casi indegno di ricoprire ruoli pubblici.
Orpheus


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6 luglio 2009

Eurabia: chi tocca l’islam muore mentre la censura ai cattolici in Occidente si sta trasformando in persecuzione


Due notizie che se affiancate non possono che destare indignazione e timore per il nostro futuro e quello dei nostri figli.
La prima riguarda una cellula di Al Qaida in Italia,  scovata e denunciata dal Giornale che mediante un blog, un forum e un video su Youtube indica i nemici da eliminare come Magdi Cristiano Allam, Souad Sbai, l’avvocato Loredana Gemelli (che ha difeso la memoria di Hina Salem), costretti a vivere nella paura dalle minacce degli estremisti.  Che siano molto pericolosi, anche senza progettare attentati spettacolari, è un dato di fatto.
Questi fanatici religiosi entrano indisturbati in Italia da più di 10 anni, tengono segregate l’85% del mezzo milione di donne musulmane che vivono nelle nostre città, spacciano il velo per difesa della tradizione, praticano la poligamia, fondano moschee illegali e sognano la riconquista dell’Europa.  Non dobbiamo fare il gravissimo errore di ritenerli evoluti perché usano il PC, il cellulare e girano in automobile,  per tutto ciò che riguarda la sfera sociale e familiare sono rimasti a 1.400 anni fa. Pochi giorni fa un turco residente da 17 ANNI ha massacrato con 11 coltellate  la figlia 15enne perché “non voleva seguire la strada musulmana”. Se sgozzano i loro stessi figli cosa dobbiamo aspettarci nel caso prendano la supremazia nei nostri Paesi?
Però sanno benissimo come usare le nostre regole per rivoltarcele contro, così scrive Usama, il loro capo: “Credo che la Costituzione italiana sia un mezzo temporaneo che deve essere sfruttato al meglio per far valere i nostri diritti da musulmani, in quanto è la stessa Costituzione che garantisce ciò, in più articoli”.  Definire la nostra Costituzione un “mezzo temporaneo” il che vuol dire una sola cosa, che il loro obiettivo è arrivare a vivere nei NOSTRI paesi dettando le loro regole.

La seconda notizia riguarda l’idiozia pericolosa del “politicamente corretto” che ormai come un cancro ha infettato le istituzioni occidentali a qualsiasi livello, che se non sarà debellato causerà la nostra morte (e non solo metaforica).
La Fifa, cioè il governo mondiale del calcio, ha inviato un «ammonimento» ufficiale alla Federazione brasiliana i cui calciatori, al termine della finale vittoriosa nella recente Confederations Cup in Sudafrica, hanno ringraziato Dio con una preghiera collettiva in mezzo al campo. Una preghiera esplicitamente cristiana vista la fede comune in Brasile. La Fifa censura: la religione deve stare alla larga dal calcio.
Peccato però che per i musulmani questa censura NON valga: Pochi giorni prima la Fifa non ha fiatato per una manifestazione altrettanto plateale, e anch’essa trasmessa in mondovisione e cioè la preghiera islamica dei calciatori egiziani i quali, subito dopo la partita vinta contro l’Italia, hanno pregato in mezzo al campo tutti quanti rivolti alla Mecca.
Sbaglio o questa è cristianofobia? Sbaglio o è persecuzione contro i cristiani?


Chiudo questo post con un video terribile (il terzo dall’alto) segnalatomi da Bisquì, di cui sconsiglio VIVAMENTE la visione alle persone sensibili, perché mostra immagini di cruda violenza della jihad islamica in Indonesia (anche qui ci sono immagini molto cruente) prevalentemente contro i cristiani, ma non sono risparmiati nemmeo ebrei, indù, buddisti.
Non solo adulti, ma bambini. Bambini piccoli trucidati, con ampie porzioni dei loro piccoli corpicini massacrate da tagli bestiali.
Mi chiedo come mai queste immagini non arrivano mai ai circuiti dei media nazionali?
E a parti inverse, cioè se fossero i cristiani a macellare bambini islamici come agnelli sacrificali ci sarebbe la stessa indifferenza?
Lo stesso silenzio?
E quanto potrebbe diventare pericoloso per noi se l’Islam prenderà il sopravvento?
Orpheus




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22 giugno 2009

Eurabia: un cieco obbligato a scendere dall'autobus dalla scenata di una famiglia islamica


E' incredibile fin dove può arrivare l'idiozia politicamente corretta degli inglesi (ma noi, se avessimo avuto per così tanto tempo un governo di sinistra, gli faremmo concorrenza).

Il conducente di un autobus ha chiesto ad un cieco che soffre di cancro di scendere dal suo autobus perché una donna ed i suoi bambini sono diventati isterici alla vista del suo cane-guida. Naturalmente la donna, un’islamica ottenebrata dal suo estremismo religioso che considera i cani “impuri”, non si è nemmeno posta il problema delle condizioni della persona contro la quale si è scagliata. GeorgeHerridge, 71 anni, ha raccontato come la madre si è messa a gridare su di lui in una lingua straniera. Un passeggero gli ha spiegato che voleva che scendesse dall'autobus.

L'autista (un emerito deficiente che non ha scusanti nemmeno nell’estremismo religioso) gli ha detto: “Ascolti, amico, potrebbe scendere?” Mufti Zubair Butt consigliere in materia di sharia, ha ammesso che i musulmani hanno bisogno di essere istruiti sui cani-guida. Per me hanno bisogno di essere rispediti a casa loro se non sono in grado o non hanno voglia di adeguarsi ai nostri standard di civiltà. Il Sig. Herridge è palesemente cieco, e l’attacco isterico contro di lui è palesemente una deroga inaccettabile al nostro sistema di vita (fonte Scettico). 

Orpheus


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30 aprile 2009

La legge del Corano non deve valere in Italia

 

Con la globalizzazione e la presa d’assalto dei nostri Paesi da parte degli stranieri, il termine integrazione è diventato usato e abusato, e soprattutto esaltato.
Se consultiamo un vocabolario leggiamo alla voce integrarsi: “cercare di inserirsi in un ambiente, in un certo tipo di società, adattandosi ad esso”.  Ergo chi arriva ha il dovere, in cambio dell’ospitalità concessagli dal popolo autoctono, di adattarsi agli usi dello stesso e non viceversa. Mi sembra un concetto, oltre che GIUSTO, indiscutibile.
Regola che puntualmente viene disattesa dalle istituzioni a tutti i livelli, che intendono che l’integrazione sia un NOSTRO dovere nei confronti di chi arriva.
E’ successo così anche a Bergamo, dove i gestori della piscina Siloe hanno stabilito che per un’ora, ogni giovedì mattina, gli spazi della loro struttura verranno riservati alle donne islamiche, per permettere loro di stare al riparo dagli occhi maschili, come detta il Corano.
Il Corano “detta” anche molte altre cose, tipo giustiziare apostati e infedeli, far sposare uomini adulti con bambine di otto anni, la poligamia ecc. Finiremo per accettare tutto?
E in nome di che? Di quanto “è-bello-il-multicultiralismo”?
Non solo trovo che accettare questa cultura di discriminazione e segregazione della donna sia un ritorno al passato, di cui proprio non se ne avverte la necessità, ma è un “modus operandi” esattamente contrario al processo d’integrazione, che anzi favorisce l’insorgere di ghetti, perché noi non accetteremo mai certi usi e costumi, com’è giusto che sia.
Orpheus


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21 marzo 2009

Eurabia: prove tecniche di fondamentalismo a Sarajevo

 Sarajevo.jpg

A Sarajevo, nel cuore dell’Europa balcanica, c’è la moschea King Fahd. È una moschea enorme, che durante il Khutbah, la preghiera del venerdì arriva a contenere oltre a 4.000 persone.
E che si chiama così in onore del re saudita Fahd Bin Abd al-Asis Al Saud. Cosa c’entri il monarca dell’Arabia Saudita con Sarajevo, è presto detto: ha semplicemente finanziato con milioni di petrodollari la costruzione della moschea. Dove ora, davanti a uomini e donne rigorosamente divisi, gli imam parlano dei «sionisti terroristi», di come «animali in forma umana abbiano trasformato Gaza in un campo di concentramento», dell’«inizio della fine» per lo Stato ebraico.
Sarajevo è alla porta d’Europa, e tradizionalmente islamici, cattolici e ortodossi vi hanno convissuto; dove Ottomani e impero asburgico si sono incontrati.
Dove ora, però, i musulmani radicali stanno piano piano crescendo di numero. Sarà la propaganda (e il denaro) arrivata dai paesi arabi; saranno forse le ferite di una guerra etnica che non si sono mai sanate e che hanno visto i fedeli di Maometto morire più di tutti gli altri. Solo nella capitale della Bosnia, ci sono 60mila wahabiti e la moschea King Fahd è guardata da molti con sospetto. «Perché l’Occidente è semplicemente seccato che molti musulmani stiano tornando alla loro fede invece di strisciare fuori dalle moschee per andare in un bar, a bere alcolici o a mangiare maiale», chiosa Nezim Halilovic, l’imam del grande luogo di culto.
Da dopo l’11 settembre, tuttavia, i cosidetti “estremisti islamici” sono stati guardati con sospetto e questo li ha spinti a tenere un basso profilo. Spesso, però, nei momenti in cui c’è meno gente, questi fedeli ortodossi si possono facilmente riconoscere dagli altri musulmani: per come si tengono in disparte, innanzitutto; per come non vogliono fare parte della Jamaat, la comunità, perché pregano in maniera diversa. Perché, alla fine dei rituali, non dicono “salam”, scambiando l’usuale segno di pace. Molti sostengono che wahabiti è uguale ad Al Qaeda. «Non ho niente a che fare con questo movimento – ha raccontato l’imam Halilovic – Ma di certo non intendo escludere dalla mia moschea i salafiti perché pregano secondo i loro riti». A gambe larghe e tutti uniti in una stretta fila, «così il demonio non può passare».
E secondo uno studio dell’intelligence tedesca sul forum del sito bosniaco Studio Din, tramite cui i salafiti di Sarajevo spiegano cosa sia “halal” e cosa “haram” (concesso o proibito), come la guerra santa sia la strada diretta per raggiungere Allah, e come, per esempio, anche fare la donna delle pulizie in una banca che presta denaro con interesse sia un peccato, nella capitale bosniaca si sta delineando sempre più netta una frazione fra i musulmani di vecchia generazione e i nuovi arrivati radicali. «È un virus potenzialmente mortale», ha avvisato per primo Resid Hafizovic, professore all’università islamica e anche la polizia ha recentemente ammesso «l’esistenza di una crescente minaccia terroristica». Lo scorso marzo le forze speciali antiterrorismo hanno arrestato 5 uomini, fra cui 4 salafiti: il loro leader, un ex combattente della brigata Al-Mujahedeen, aveva contatti in Austria e Germania, che gli servivano per procurarsi esplosivo per possibili attentati suicidi. Per ora non è successo nulla, ma nel settembre 2008, in occasione della prima parata omosessuale in Bosnia, un gruppo di musulmani si è lanciato sui manifestanti al grido di “Allah akbar” , costringendo la polizia a intervenire e a sospendere la manifestazione per paura di incidenti. Una paura che, a otto mesi dalla firma del Patto di stabilità che rappresenta il primo passo per l’ingresso nell’Unione Europea, resta viva.
Da L'Occidentale
E così siamo riusciti ad avere uno stato islamico estremista e radicale nel cuore dell'Europa. Chapeau!
Orpheus


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27 settembre 2008

Europa terra di conquista: "L'Islam trasformerà l'Occidente"..parola di sceicco

Photo
(Europa tu striscerai quando i mujadideen verranno ruggendo....)

L’Islam ha le idee chiare e programmi precisi sull’Occidente, ma l’Occidente li ha sull’Islam?
Lo sceicco Omar Bakri, originario della Siria, ha istituito e dirige l’Islamic Religious Court a Londra ed è a capo dell’organizzazione islamica Al-Muhajiroun.
Tiene lezioni e conferenze in Inghilterra e nel mondo. Queste sono alcune sue tipiche interviste rilasciate recentemente a quotidiani e televisioni.
Le sue dichiarazioni e i suoi insegnamenti sono emblematici dei piani islamisti contro le democrazie europee.
Il quotidiano arabo-londinese Al-Hayat, per esempio, in una serie di articoli sulla comunità musulmana in Gran Bretagna, ha raccolto queste sue affermazioni trascritte dal Middle East Media Research Institute.

Intervistatore: Ho ascoltato la sua lezione sulle fondamenta del credo, e sembra che non siate interessati a portare gli studenti nella società britannica, cioè non li aiutate a essere musulmani britannici.

Bakri: Nel mio metodo di educazione sono contrario all’idea di integrazione. Non crediamo che sia consentito integrarsi nelle società in cui viviamo. Non sono un sostenitore dell’isolamento dalla società e non sono un sostenitore dell’integrazione in essa. Sono un sostenitore di cambiare la società per mezzo della mia religione, non per essere cambiato da essa.

E dove condurrà questa vita di separazione?
La vita di separazione condurrà a un cambiamento nella situazione del paese in cui viviamo, come i musulmani hanno cambiato la situazione in Abissinia e in Indonesia. Trasformeremo l’Occidente in un regime islamico per invasione esterna o culturale
.

Se Allah vuole, trasformeremo l’Occidente in Dar Al-Islam [cioè, in una regione sotto la regola islamica, ndr] per mezzo di un’invasione dall’esterno. Se uno Stato islamico cresce e invade l’Occidente noi saremo il suo esercito e i suoi soldati dall’interno.
Altrimenti cambieremo l’Occidente attraverso un’invasione ideologica da qui, senza guerra e uccisioni. O noi predicheremo a loro ed essi accetteranno l’Islam, o noi vivremo tra loro ed essi saranno influenzati dalle nostre vite e accetteranno l’Islam come una soluzione politica ai loro problemi, non come una soluzione ideologica. Gli occidentali ci hanno imposto una legge artificiale, e il futuro regime islamico imporrà loro regole islamico-religiose. Il musulmano agirà secondo questa legge volontariamente e chiunque non sia musulmano farà questo per forza di legge. Io non obbedisco alla legge artificiale. Anche se non la vìolo, non obbedisco ad essa. Allah ha detto: Non obbedite agli infedeli e agli ipocriti.

Come si può vivere in una società in cui si è un estraneo?
L’Islam è una religione della legge della natura. Quando un uomo incontra problemi egli utilizza la legge della natura. In America si è sviluppata recentemente una discussione sulla separazione tra uomini e donne nelle università. Perché? Perché ci sono problemi. Ci sono ragazze che restano incinte a un’età giovane, senza marito. Non c’è alcun motivo di mischiare i sessi all’interno delle università. Io vivo ai margini della legge esistente, finché ciò sia compatibile con la legge naturale e non sia in conflitto con l’Islam. Alcuni paesi hanno cominciato a discutere la questione della punizione dei ladri. Nell’ex Unione Sovietica dicevano che avrebbero tagliato la mano del ladro. Questa è la legge di natura, perché è la legge severa che dissuade il ladro dal commettere il reato.

Lei è accusato di legami con organizzazioni verso le quali la Gran Bretagna è ostile e che essa vede come nemici. Lei predica ai suoi alunni di vedere il movimento talebano e Osama bin Laden come il gruppo che sarà salvato il Giorno del Giudizio.
Finché le mie parole non diventano azioni, non fanno del male!

La seguente intervista, invece, è stata rilasciata alla Tv libanese OTV e riportata da Memri Tv.

Intervistatore: Perché lei ce l’ha con l’Inghilterra?
Bakri: I miei problemi con la Gran Bretagna sono causati dal fatto che la sua legge non è la legge di Allah. Io seguo il vero Salafismo: pregare una religione pura e completa, dove noi brandiremo le armi contro chiunque ci combatterà. Se mi s’impedisce di seguire la legge di Allah, allora non mi rimane che emigrare in Libano. In Gran Bretagna, nelle università, l’Islam si sta diffondendo in misura mai vista prima, e i non musulmani vi si stanno convertendo alla media di 21 persone al giorno. Nel giro di vent’anni la società britannica avrà una maggioranza musulmana. È per questo che le istituzioni di questo regime laico stanno combattendo chiunque si avvicini all’Islam.

Come giudica le vittime innocenti di attentati islamisti?
In caso di autodifesa ci sono vittime innocenti. Vengono uccise per sbaglio, come danni collaterali, non intenzionalmente. Quando le bombe americane colpiscono i musulmani hanno il diritto di fare rappresaglie, e possono esserci vittime.

C’è una differenza tra combattere un soldato americano o un militare israeliano impegnato in operazioni belliche?
Forse che quando un soldato americano si toglie la divisa e si mette in pigiama diventa proibito colpirlo?

C’era una base militare nelle Twin Towers?
Non si è trattato di un attentato solo alle Twin Towers ma anche al Dipartimento della Difesa statunitense. L’Undici settembre è stata un’operazione che ognuno giudica a suo modo, c’è chi è contrario e chi favorevole.

E quando gli esplosivi sono messi sui treni o nei bar? Se si è sotto occupazione nemica e si compiono attacchi è una cosa...
Voi potete definire queste operazioni come terrorismo. Ma oggi l’America rappresenta il campo del terrorismo occidentale. Ci sono due tipi di terrorismo: quello benedetto e quello deplorevole. Lo stesso è per la violenza. La violenza può uccidere o salvare vite. La violenza americana uccide, così il suo terrorismo è condannabile, laddove la violenza dei mujahidin è usata per difesa e come rappresaglia per proteggere vite e onore. Il loro terrorismo è benedetto. Non ogni terrorismo è deprecabile.

Quindi perché lei ha preso la cittadinanza inglese?
Io non l’ho presa. Loro me l’hanno data. Io appartengo all’Islam. Non appartengo all’Inghilterra. Io ero un musulmano che viveva in Inghilterra, ora vivo in Libano.

E allora perché non l’ha rifiutata?
Io non uso i loro documenti, non ho il passaporto inglese, ne ho uno libanese.

Ospite in trasmissione: Quello inglese gliel’hanno tolto.

Intervistatore: Perché non l’ha restituito lei prima che glielo requisissero?
Loro mi hanno tolto il mio diritto di cittadinanza. Non mi hanno più dato il passaporto perché mi sono rifiutato di giurare fedeltà alla regina e alla legge inglese. Io obbedisco solo ad Allah e al suo messaggero.
Da L'Occidentale

Molto istruttiva questa testimonianza, sulle vere intenzioni degli islamici che sbarcano in Europa.
Ogni giorno, o quasi piovono prove documentate, di tal fatta sulla testa degli idioti che (stra)parlano d'integazione, ogni giorno si legge dell'arroganza di chi NON si vuol integrare, ma vuole invadere, della violenza, delle pretese e del RIFIUTO da parte di questi immigrati ad accettare le NOSTRE REGOLE, LE NOSTRE LEGGI E LA NOSTRA CULTURA.
Si taccia di razzismo chi vuole difendersi e impedire che le nostre democrazie siano trasformate in teocrazie incivili, barbare e anacronistiche.
Non riesco a capacitarmi di quanta autodistruzione masochistica e totale idiozia necessiti per consegnare il nostro futuro e  QUELLO DEI NOSTRI FIGLI, in mano a figuri come  Omar Bakri. Che deve ringraziare il sostegno degli utili idoti al soldo di chi vuole cancellare la nostra civiltà. 
Orpheus  



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7 luglio 2008

Spose bambine: é in gioco la libertà

 

Trovarsi sposa di uno sconosciuto e mamma a 12 anni senza volerlo, forse senza neanche saperlo. E soprattutto senza nemmeno porsi il problema perché l’usanza è questa. Si fa così, punto e basta. Fatto sta che ora lo sposo, un giovane kosovaro clandestino di 21 anni, è agli arresti con l’accusa di violenza sessuale e riduzione in schiavitù, perché in Italia l’usanza non è la stessa. Infatti, il ragazzo è rimasto zitto quando l’altro giorno gli inquirenti lo hanno interrogato per ricostruire i contorni di un matrimonio imposto a entrambi dalle famiglie di appartenenza. È usanza, credeva il ragazzo. E tanto bastava. Negli stessi giorni, ad Alessandria, un’altra ragazzina veniva raccomandata in sposa a un coetaneo. «Non lo amo; a me piace un altro». E per dispetto si butta giù dal balcone. Viva per miracolo. Non arriva a tanto, a Piacenza, una marocchina di 16 anni, anch’ella costretta a maritarsi per volere delle famiglie. Solo che lui ha sessant’anni. A corto di scuse (come se la sua vera storia non bastasse) inscena un sequestro di persona con tanto di richiesta di riscatto.
Tre ragazzine cooptate spose da una tradizione, da una cultura, da una comunità che impermeabilizza le proprie regole o usanze a dispetto di quelle del Paese ospitanteChe aveva altre donne – italianissime - di cui occuparsi. I pettegolezzi telefonici a sfondo sessuale, certo; ma anche le vicende di ragazzine che vendevano loro foto nude e in pose osé in cambio di una ricarica telefonica o di un compenso per vestire alla moda.
Tre storie inghiottite velocemente dalla cronaca di questi giorni.
Verrebbe da dire: chi sta peggio in questo spaccato di Occidente e Islam? Quale donna è più… schiava? Non ci sono dubbi: mi tengo stretta la libertà di poter scegliere, quand’anche fosse una libertà-libertina à la carte. Quella libertà che manca in una parte (ahinoi maggioritaria) di islam che priva le donne di una scelta per noi scontata qual è il fidanzamento, il matrimonio. Ho scelto di partire dalla cronaca per riprendere il tema dell’islam in Italia e più in generale quello dell’integrazione multiculturale. Ho scelto casi concreti di cronaca mettendo in secondo piano, volutamente, la scelta del ministro Maroni di chiudere il centro culturale adibito a moschea di viale Jenner. Sebbene anche le tensioni tra gli abitanti del posto e la comunità musulmana fossero già alle stelle per l’ostinazione - quasi l’arroganza - di non voler rispettare le più elementari regole di buon vicinato, oltre che quelle urbanistiche.
Ogni qualvolta si parla di immigrazione, si attacca la parola integrazione. Un’integrazione che dovrebbe avvenire nella scuola, nel lavoro, nella socialità più in generale. Come se bastasse la condivisione di un momento della giornata per chiudere il cerchio. Come se fosse sufficiente la condivisione di un nuovo stile di vita per superare le differenze. Le storie delle ragazzine raccontate sopra dimostrano che l’integrazione si ferma sull’uscio quando il mondo di appartenenza rifiuta l’incastro. Hina fu ammazzata perché troppo occidentale da un padre cui lo Stato stava per riconoscere la cittadinanza italiana, perché per la burocrazia era tutto in regola. Ma la burocrazia non sapeva che nella famiglia di quell’uomo i diritti e i doveri fossero declinati in modo diverso a seconda del sesso. Hina fu ammazzata e la madre all’epoca dei fatti non sapeva parlare in italiano, tant’è che aveva bisogno del figlio per la traduzione.

La dodicenne che subisce per ignoranza matrimonio e maternità, la sedicenne che invece si ribella al matrimonio combinato con un sessantenne e la quindicenne che tenta il suicidio per non finire sposa di un ragazzo che non desidera sono tre fallimenti dell’integrazione. Tre che conosciamo, sia ben inteso; perché esiste un sommerso – come da tempo raccontano Daniela Santanchè e Souad Sbai – di casi ben più gravi affondati nel silenzio e nel buio. Per anni abbiamo pensato che il confronto con l’islam si compisse con un sì o un no alle moschee. Non è così. A Novara, amministrazione comunale e comunità di musulmani hanno siglato un accordo per cui l’apertura del luogo di preghiera è blindata al rispetto delle regole fondamentali, tra le quali il rifiuto esplicito dell’integralismo e del fondamentalismo religioso e il riconoscimento dei diritti delle donne.
Non si può pensare di abdicare dalla libertà, dal libero arbitrio perché i tempi “impongono” il multiculturalismo. Il multiculturalismo non ha una tabella di marcia. Né lo si può immaginare prescindendo da un blocco di regole dominante - ripeto: dominante - sull’altro.
Che integrazione ci può essere in un campo nomadi sconosciuto allo Stato, dove abusive non sono tanto le catapecchie ma le persone?
Che integrazione ci può essere quando le donne non hanno diritto a un matrimonio mentre i maschi hanno persino il dovere di maritarsi e se non trovi uno straccio di donna te la procurano pagando un giusto prezzo?
Che integrazione ci può essere quando non si può rompere il vincolo di appartenenza, altrimenti scatta la punizione o la morte?
Ogni comunità straniera - islamica, cinese, rom, nigeriana eccetera eccetera - che arriva in un altro Paese non ha la facoltà di rispettare certe regole, ha l’obbligo. Altrimenti l’integrazione si fa conflitto, disordine.
Gianluigi Paragone-Libero
Il problema é che si spaccia per multiculturalismo, quello che non é altro che, l'imposizione di una, chiamiamola, cultura su quella del paese che ospitante.
Questa imposizione é voluta dalla sinistra, che ha ammantato di nobili ideali la svendita dei nostri valori e del nostro territorio ( e per sinistra intendo quella internazionale).
Perchè l'ha fatto? Perchè non ha altro modo di riappropriarsi di un consenso perduto per mancanza di idee, per incapacità di evolversi al passo con la società.
Orpheus


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4 giugno 2008

Parigi si piega ad Allah

 
Tutto l’orrendo crimine commesso da Brigitte Bardot consiste in una frase scritta a Nicolas Sarkozy: «Sono stufa di essere presa in giro da tutta questa gente che ci distrugge, distrugge il nostro Paese imponendo le sue pratiche».Riferita ai musulmani, benché nella Nazione che ha proclamato per seconda la Dichiarazione sui diritti dell’uomo e del cittadino, un’opinione può costare anche la galera.
Infatti il 15 aprile scorso l’accusa aveva chiesto per l’ex attrice una condanna a due mesi di reclusione. È finita con una multa da 15mila euro, ma è già la quinta in otto anni in barba alla laicità delle istituzioni e al motto «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire», del loro principale ispiratore, François-Marie Arouet, detto Voltaire. Forse pensando ai tribunali della Rivoluzione francese, che mandavano a morte i reazionari, un giudice di Parigi ha emesso nei confronti della 73enne paladina dei diritti degli animali una condanna penale per incitamento all’odio razziale. E sorge il sospetto che i Parigi si sia piegata alla dhimmitude da cui ci ha messo in guardia la scrittrice Bat Ye’or. Quel che la Bardot ha scritto riguarda la festa musulmana dell’Aid al Adha e la conseguente pratica di sgozzamento dei montoni.
Gli animalisti, di cui si è fatta portavoce la sex symbol degli anni Sessanta, trovano che si tratti di costumi barbari. Non se la prendono tanto per la macellazione ebraica, svolta nel rispetto delle leggi e nei luoghi consentiti.
Sono sconvolti per quanto accade nelle banlieue francesi a maggioranza islamica dove il sangue scorre a fiumi e le vasche da bagno casalinghe si trasformano per l’occasione in are improvvisate, mentre i Municipi predispongono sulla pubblica via cassonetti per raccogliere decine di carcasse
.
Basterebbe convincere gli imam per ridare un volto civile a intere aree urbane e promuovere l’integrazione. Anche nelle campagne italiane si ammazzava il maiale in modo cruento, adesso basta. Non si fa più. Perché non si può più, tanto meno in città.
In Francia, au contraire, è proibito criticare come barbari quei costumi. Per quanto sia stato reso pubblico, il messaggio inviato nel dicembre 2006 dall’ex attrice francese a Sarkozy, all’epoca ministro degli Interni, era un parere personale, anche se polemico. Quel che preoccupa è che non è la prima volta che la reprimono. La Bardot si era già beccata una multa di 4mila euro nel 2001 per istigazione all’odio e alla violenza razziale quando nel libro “Le carré de Pluton” del 1999 aveva attaccato l’invasione islamica, lo sgozzamento dei montoni e la proliferazione di moschee in Francia «mentre i campanili tacciono per mancanza di parroci». Lo stesso testo, pubblicato su Le Figaro il 26 aprile 1997, le era già costato 1.500 e circa 3mila euro di multa. Nel 2004, per gli stessi motivi, un’altra ammenda da 5mila euro per quanto aveva scritto nel suo libro “Un grido nel silenzio”. Nessuno si lamenterebbe se si accusassero gli eschimesi di crudeltà verso i cuccioli di foca. Ma quando c’è di mezzo l’islam non si scherza. Una dozzina di vignette satiriche su Maometto, a tre anni di distanza, provoca stragi: l’ultima lunedì scorso davanti all’ambasciata danese a Islamabad. La denuncia della sottomissione delle donne è costata la vita al regista olandese Theo van Gogh nel 2004. Anche il processo bergamasco a Oriana Fallaci è stato archiviato soltanto dopo la morte della scrittrice, rinviata a giudizio. Dunque rispettare i musulmani non è più una scelta di civiltà, ma un obbligo sotto minaccia, di violenza o di carcere.
Riassunto da Libero
L'assurdo é che gli stessi che chiedono a gran voce la laicità dello Stato quando si tratta della Chiesa, davanti a queste prevaricazioni dell'islam, tacciono, o peggio tentano di farle passare come "cultura".
Se a sgozzare animali per motivi religiosi, fossero i preti sugli altari o i cattolici a casa loro, si moltiplicherebbero le manifestazioni di sdegno di animalisti e non, davanti a queste barbarie, imposte da un  credo arcaico e incivile. Non parliamo poi se chi denuncia tali violazioni fosse condannato, in ossequio a tale credo religioso, le grida degli indignati arriverebbero fino in cielo. Ma si tratta dell'islam, e gli urlatori di professione presunti laici, diventano improvvisamente afoni, per loro laicità dello Stato vale solo nei confronti della Chiesa.

6 gennaio 2008

Eurabia: sempre meno "multi-culti", sempre più musulmana

 
Un paio di chicche dal continente Eurabia, più precisamente dall'ex-Inghilterra, ormai "Islamiterra":
Michael Nazir-Ali, arcivescovo di Rochester ha informato il mondo dalle pagine del Sunday Telegraph di ieri, che in Gran Bretagna ci sono ormai molte zone "off-limits" per i non musulmani, create in seno delle comunità musulmane, dagli estremisti fondamentalisti. (Sai che novità).
Le persone di una razza o di una fede diversa da quella dei fondamentalisti islamici corrono seri rischi per la loro incolumità se si abitano e/o lavorano in un zona dove i precetti musulmani vengono osservati strettamente.
Ma quanto sono babbei gli inglesi?
Nel contempo nello Yorkshire, si trovava in vendita un dvd, prodotto in Egitto e sottotitolato in inglese che mostra una brava mammina che canta canzoncine alla sua bimba piccola, indossa una cintura esplosiva e va a farsi saltare in aria insieme ad un po' di soldati israeliani, e la piccola sogna da grande di fare la fine di mammà...evidentemente, destinato ai bambini islamici che nascono in Inghilterra, non sia mai, che perdano le loro "radici" e vengono contaminati dall'ignobile rispetto per la vita degli occidentali. Qui il filmato
Lo ripeto ma quanto sono babbei gli inglesi?
Meditiamo gente, meditiamo...oggi su Libero c'era un articoletto gustoso che riguardava un marocchino indigente, ospite della Caritas, e che ha fatto lo sciopero della fame perchè offeso da un crocefisso.
Per l'esattezza ha detto "togliete quell'affare o NON mangio", ha chiamato "affare" il crocefisso, dopo che i volontari cattolici,  lo avevavo accolto e gli avevano servito un pranzo caldo gratis.
I cattolici non chiudono mai la porta a nessuno, nemmeno a questi fanatici intolleranti ai quali permettiamo di entrare nel nostro Paese a dettare regole in nome di Allah. E ai quali permettiamo, in nome del laicismo politicamente corretto, di insultare la nostra religione, i nostri principi, le nostre radici più care. La vicenda supera la fantasia, chiedono di TOGLIERE I SIMBOLI CRISTIANI PERSINO NEI LUOGHI CATTOLICI.
Se li lasceremo fare le Chiese non le bruceranno più soltanto nei loro paesi, ma anche nei nostri.
Orpheus


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5 gennaio 2008

L'Inghilterra s'arrende all'Islam


Le autorità inglesi hanno emesso un mandato di cattura per un blogger inglese, per aver denunciato (come spesso facciamo noi in Italia) la strategia islamica di conquista dell'Europa, riportando cose e fatti accaduti e/o in procinto di accadere. I motivi di tale azione da parte dell'autorità non sono nemmeno ben chiari al titolare del blogger e sembrano connessi alla libertà e all’odio religioso verso l’islam che lui avrebbe offeso.
Ma si può definire istigatore all’odio religioso colui che  pubblica foto di questo tipo?


Fotografie scattate in Inghilterra  in occasioni come la protesta delle donne musulmane per il velo integrale o a seguito delle "famigerate" vignette danesi. Ripeto questa é istigazione all'odio religioso? 
Se lo é, non é certo da imputare al blogger...ma a a quanto pare le autorità inglesi sono gravente affette da "strabismo".
Sicuramente difettano di memoria, visto che hanno dimenticato il terribile attentato che é costato la vita a più di 50 persone e anche quello sventato per un pelo che, se messo a segno, avrebbe avuto ben più gravi conseguenze. 
Detto ciò un inglese ha diritto a criticare il fondamentalismo religioso islamico, o no?
Ha diritto a protestare se vive in un quartiere ormai trasformato in un' "enclave pakistana" off-limits per chi non lo é, e degradato dagli spacciatori a un punto tale che l'inglese in questione ha dovuto chiudere l'attività, o no?
Ha il diritto di lamentarsi se gli aiuti economici ormai vanno tutti agli immigrati islamici e agli inglesi rimangono le briciole, o no?
Ha il diritto di incazzarsi se dopo aver sporto denunce su denuce per minacce di morte che ha ricevuto, non é stato protetto, e ha dovuto abbandonare anche la sua casa, o no?
E ha diritto a pubblicare una foto come questa

 quando gli islamici insultano in modo ben più pesante gli infedeli nelle moschee costruite su suolo inglese, con i soldi inglesi e incitano i fedeli alla guerra santa contro gli stessi inglesi?
 O no? Ormai gli inglesi non hanno più alcun diritto e la loro prospettiva é convertirsi all'Islam, o andarsene dalla propria patria.
Loro sono messi male, ma noi li stiamo raggiungendo...
Riassunto da Lisistrata
Orpheus


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4 dicembre 2007

La riscossa dell'Eurabia parte dagli ex-musulmani

 
E' emblematico che in "Eurabia",  l'opposizione contro l'islam fondamentalista venga portata avanti con grande coraggio e vigore da musulmani laici, che hanno conosciuto gli effetti devastanti dell'islamismo radicale su una società libera e democratica.
Anche questa volta é un giovane ex musulmano a sfidare l’islam con un film-provocazione sul profeta Maometto. Ehsan Jami, 22 anni, di origini iraniane, ma trapiantato in Olanda, sta facendo salire la tensione con la comunità islamica locale che conta un milione di persone. Il nuovo cortometraggio, che dovrebbe uscire in gennaio o febbraio, si intitolerà La vita di Maometto e mostrerà "quanto violento e tirannico fosse Maometto".
Un tema  a dir poco esplosivo se si tiene conto di come qualsiasi presunto "oltraggio" alla figura del profeta, faccia infuriare il mondo islamico. Secondo Jami, il profeta «ha sterminato tre tribù ebraiche, ucciso apostati e si è sposato con una bambina di sei anni con la quale faceva sesso da quando ne aveva nove». Il suo cortometraggio sarebbe "un piccolo passo per l’uomo, ma un passo da gigante per l’umanità e la libertà".
Un passo non tanto piccolo per lui però, in quanto chi ha osato sfidare l'islam fondamentalista o é morto come Theo Van Gogh o deve vivere nascosto per sottrarsi alla vendetta di un qualsiasi "fedele" inferocito.
Molti ritengono che questa pellicola sia una provocazione che segue a ruota l’annuncio di Geert Wilders, leader dei populisti olandesi, erede di Pim Fortuyn. Wilders vuole produrre un film che paragona il Corano al Mein Kampf di Adolf Hitler. Lo scorso settembre, Jami e Wilders, pur su sponde politiche opposte, hanno firmato assieme una lettera aperta in cui si paragona la minaccia dell’islam radicale all’ascesa al potere del Führer negli anni Trenta.  
Il perchè Jami affronti rischi notevoli per aprire gli occhi agli estimatori dell'Islam é contenuto nella sua biografia. 
Nato nella città di Mashad, nell’Iran orientale, è figlio di un medico espatriato per motivi politici. La famiglia è arrivata in Olanda nel 1994. La madre di Jami si sarebbe convertita al cristianesimo. Lui non solo attacca l’islam, ma l’11 settembre scorso, in occasione dell’anniversario degli attentati in Usa, ha fondato l’associazione degli «Ex musulmani». L’obiettivo è aiutare chi vuole abbandonare la fede islamica tenendo conto che, secondo la legge del Corano, l’apostata è punito con la morte. Oltre che in Olanda sedi dell’associazione, che per ora conterebbe su un migliaio di aderenti, sono state aperte in Inghilterra e Germania. Jami è stato picchiato tre volte da estremisti islamici fino a quando le autorità olandesi gli hanno garantito protezione.
Nostro dovere é combattere a fianco di questi uomini e donne, per la loro incolumità e per la NOSTRA futura LIBERTA'.
Qui l'articolo per intero che consiglio di leggere
Orpheus


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15 ottobre 2007

Dall'espulsione al ritorno in grande stile alla predicazione jiadista

 
È tornato a fare l'imam a tempo pieno e, ora, a Varese risuona di nuovo l'allarme terrorismo. Abdelmajid Zergout, arrestato e poi finito sotto processo con l'accusa di aver organizzato in Italia una cellula del Gruppo Islamico Combattente marocchino e poi assolto per mancanza di prove lo scorso 24 maggio, ha ripreso infatti a parlare ai fedeli musulmani della Città Giardino. Questo nonostante su di lui penda ancora una richiesta di espulsione, sulla base del decreto Pisanu, del ministro dell'Interno Giuliano Amato, solo bloccata dal "buonismo" della Corte europea dei diritti dell'uomo. Fatto uscire a giugno dal Centro di permanenza temporanea di via Corelli a Milano, Zergout è così rientrato nella sua abitazione di Malnate e venerdì ha guidato le preghiere, tornando ad essere un punto di riferimento per la comunità islamica varesina, nonostante per il Ministero dell'Interno rappresenti ancora una minaccia. Immediate le polemiche e i campanelli d'allarme legati al terrorismo alla presenza attiva in città di un islam radicale.
"È proprio il rientro in grande stile di Zergout - spiega il segretario varesino della Lega Fabio Binelli - a preoccuparmi. Mi allarma, aldilà degli esiti processuali, la sua contiguità con ambienti dell'islam radicale come con il Gruppo Islamico Combattente responsabile delle stragi di Madrid. E dai dossier provenienti dalla Spagna il suo nome è emerso a chiare lettere». Ma a preoccupare non é solo Zergout, nel mirino finisce anche tutto l'ambiente che gli ruota intorno. «La gente deve sapere - incalza Binelli - che l'imam non è una figura nominata dalla gerarchia. È la comunità che lo sceglie e avere la conferma di una simile indicazione non può certo far dormire sonni tranquilli a Varese». Parole che coincidono pienamente con quelle pronunciate da Roberto Maroni, dopo l'asso luzione di Zergout e dei suoi collaboratori Mohamed Raouiane e Adbellillah El Keflaoui. «Ora - aveva sottolineato - c'è solo da augurarsi che il governo intervenga con un provvedimento d'urgenza per prendere questi terroristi e rimandarli al loro paese». E invece, con il benestare della Corte europea dei diritti dell'uomo, Zergout è più attivo che mai. Il problema per Binelli sta proprio qui, "nell'Europa che impone a Roma, che poi impone a noi amministratori di guardare impotenti il ritorno all'attività di simili figure".
Riassunto Da Libero
Si straparla tanto dei diritti dei terroristi pari a quelli di un qualsiasi cittadino in un processo. Come se il terrorismo possa essere equiparato alla rapina, al furto, all'omicidio. Come se il terrorismo non sia quello che effettivamente é, una guerra dichiarata ad una nazione, che però uccide innocenti: uomini, donne e bambini che ignorano di essere in "guerra" e li  uccide nel modo più subdolo e crudele.
Questo signore é stato assolto con "formula piena" perchè la corte (di buon cuore) ha deciso l'annullamento di due rogatorie internazionali a seguito delle lungaggini burocratiche delle autorità spagnole e marocchine. Non contento il suo avvocato ha fatto annullare l'espulsione con l'aiuto della Corte europea dei  diritti dell'uomo (al suo paese i giudici non gliel'avrebbero certo fatta passare liscia). Non contento ancora l'ha fatto rilasciare dal Cpt di Via Corelli, e adesso questo "signore" é tornato allegramente a predicare la jiad contro gli idioti che hanno permesso tutto ciò. Saltassero loro in aria se lo sarebbero meritato, ma purtroppo ci andranno di mezzo cittadini innocenti il cui DIRITTO alla sicurezza non vale nulla di fronte ai diritti pretestuosi dei terroristi islamici.
Orpheus


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