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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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7 ottobre 2008

Giustizia creativa: per i giudici di Cagliari è lecito ripudiare la moglie

Photo
In Italia non abbiamo nemmeno bisogno dei tribunali coranici come in GB, ci pensano i nostri “valorosi” giudici ad applicare la sharia. Quelli politicamente corretti che hanno le idee confuse fra il rispetto per le professioni di fede e l’applicazione, grazie a “pasticci” degni di un azzecarbugli, di sentenze che legittimano usanze contrarie alla nostra Costituzione ed al patrimonio di valori, sui quali si regge la nostra civiltà..
Maschi dell’italico suolo se vi siete, invaghiti di una giovane ucraina e la vostra vecchia consorte non la sopportate più, appellatevi alla legge islamica potrete ripudiarla e magari maltrattarla, sequestrarla e picchiarla. Troverete sicuramente delle toghe creative, che, in nome del relativismo giuridico, vi daranno ragione.
Il precedente c’è già e proviene dalla Corte d’Appello di Cagliari che ha riconosciuto “efficace nell’ordinamento italiano il provvedimento di divorzio, ordinando la trascrizione del provvedimento egiziano nel Registro di Stato civile del Comune di Cagliari”.
Efficace?
Eppure, si tratta di un divorzio incivile. Un egiziano si toglie dai piedi la vecchia consorte, limitandosi a recitare la formula rituale di ripudio (Talaq) davanti a un delegato canonico del tribunale civile egiziano. Da notare che la moglie, trattata come un randagio, prima adottato e poi abbandonato, si ritrova divorziata probabilmente senza essere stata informata.
La nostra giustizia, insomma, ha convalidato una sentenza di divorzio fondata sul rituale, arcaico e inaccettabile, del ripudio, in uso anche in Italia, certo, ma nella Roma del IV secolo a.C.

Ovviamente, le ddonne con due “d”, le compagne femministe, gli esibizionisti dei diritti civili del terzo e quarto sesso hanno girato la testa dall’altra parte, (come fanno sempre quando i “compagni” migranti “sbagliano”) evitando di sdegnarsi per i vulnerati artt. 2, 3, 29, 111 della Costituzione. Del fatto che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione...” tranne le donne islamiche.

Se n’è ricordata e fatta carico solo Souad Sbai, che ha proposto un’interrogazione al Guardasigilli, mettendo in guardia contro tali ignobili sentenze, che avranno come diretta conseguenza il legalizzare due società affiancate: quella delle donne con parità di diritti e quella delle schiave islamiche.
E, ora, si attende la sentenza del Tribunale di Genova sul marocchino colpevole di lesioni e sequestro ai danni della moglie, dopo che i giudici marocchini, seguendo il codice del maschilismo più impudente, hanno dato ragione al bruto, ordinando alla povera vittima di tornare dal marito e di pagare pure le spese processuali.
Farà testo anche a Genova la giustizia islamica, estendendo, per analogia, anche al maschio italico il diritto-dovere di sequestrare, massacrare di botte e ripudiare la propria consorte? Riassunto da Libero
Orpheus

2 ottobre 2008

Arabia Inaudita-Ulema: Serve un velo che mostri un solo occhio


Una rete di leggi, regole, costumi e fatwa (editti religiosi) interviene in tutti gli aspetti della vita delle donne saudite. Ad esempio le donne possono andare all’estero solo se accompagnate da un maharam (guardiano maschio) o provviste di un suo consenso scritto. Il Codice del Lavoro saudita, inoltre, contiene esplicite clausole discriminatorie nei confronti delle donne. Alle saudite è severamente proibito guidare l’auto. Ogni tanto qualche femminista trova il coraggio di ribellarsi, sfidando l’autorità della polizia religiosa. Ora è partita la campagna per imporre un velo islamico con un occhio solo. Sono troppi, davvero troppi i centimetri di pelle che il niqab, il tradizionale velo islamico, permette di vedere. Per gli ulema sauditi, la sensibilità d’un uomo potrebbe essere turbata osservando le fessure che mostrano gli occhi, spesso truccati, delle donne musulmane. Quindi, il dotto islamico Mohammed al Habdan ha invitato i mariti a fare pressione sulle loro mogli per utilizzare un niqab con una sola fessura e, possibilmente, piccola: in fondo, guardare da un solo occhio è sufficiente per non inciampare. Il sito web della tv al Arabiya riporta in modo esteso il nuovo editto religioso del predicatore, noto per le sue apparizioni televisive. “Una donna pia non esce di casa truccata anche se coperta con il niqab - premette il dottore della legge -. Quindi è opportuno che le donne indossino un velo che non permetta d’intravedere la lascivia del trucco. Cioè, un niqab con una sola fessura, possibilmente piccola, giusto per non inciampare quando si cammina”.

La controversa fatwa è stata pronunciata in una trasmissione dell’emittente satellitare religiosa, al Majd. L’imam ha invitato gli uomini a “fare pressione sulle proprie donne” perché adottino il niqab monocululare. E ha dato diverse motivazioni. L’argomento più forte è quello sessuale. Le donne, con quel filo di trucco che s’intravede tra le fessure del niqab, “inducono in tentazione i giovani, facendo loro salire il sangue al cervello”. Non parliamo del colmo di quelle donne, anche sposate, che osano truccarsi sotto il velo. “A che pro lo fanno?” chiede lo sceicco, facendo intendere d’essere ben informato sugli scopi reconditi d’un comportamento così “provocatorio”. Come si rimedia, allora? Facile, le donne guardino da un solo occhio. L’imam sostiene che bisognerebbe vietare “la vendita dei niqab non consoni alla sharia”, i quali “hanno ben due fessure e, per giunta, sono spesso talmente grandi da fare intravedere le guance”. Bisogna, continua il dotto, ritornare ai saggi discepoli del Profeta, che hanno imposto alle loro donne un velo casto “con una fessura piccola per un solo occhio”. In fin dei conti cosa è peggio? “Inciampare su una pietra per la strada, oppure fare incendiare le voglie d’un giovane, guadagnandosi la dannazione eterna?”.
Da il Velino
Quando leggo queste notizie provo a immaginare come ci si possa sentire ad essere donna in questi paesi barbari...non ci riesco, non credo si possa riuscire a capire fino in fondo cosa voglia dire.
Un carcere duro e una tortura a vita.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 2/10/2008 alle 20:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

4 settembre 2008

Una colpa imperdonabile che merita una fine terribile: scegliere il proprio uomo



Non c'è nessuna speranza per le donne musulmane, bambine giovani o anziane di sfuggire alla furia distruttiva della supremazia maschilista dei loro uomini.
Fauzia aveva 18 anni, un'amica 17, la più piccola 16.

Quando sono arrivati i sette killer sul gippone con targa governativa, erano in una casa del villaggio di Baba Kot con una mamma e una zia (Fatima Umrani 45 anni, Jannat Bibi 38).
Si preparavano a partire. Andavano a nozze. Le loro.
Appuntamento in città. Rito civile, cerimonia quasi clandestina.
Fatima e le amiche adolescenti volevano sposare i ragazzi che amavano. Avevano chiesto il permesso alla jirga, l'assemblea degli anziani.
Che aveva detto no.
Una colpa imperdonabile, terribile che meritava una fine terribile.
Sono morte tutte, sepolte vive.
A guidare lo squadrone della morte
Abdul Sattar Umrani, fratello del ministro delle Case del Baluchistan
Sadik Umrani, membro del Partito Popolare guidato dal vedovo di Benazir Bhutto,
Asif Ali Zardari, che sabato a Islamabad potrebbe essere eletto Presidente dal Parlamento e dalle quattro Assemblee Provinciali.
Non quattro scalmati ignoranti e integralisti che hanno agito al di fuori della legge.
E' stata "aperta un'inchiesta" per appurare le circostanze della morte delle spose di Mir Wah, un'inchiesta che ha il sapore di una macabra e ignobile beffa messa in atto per darla bere agli idioti occidentali che si ostinano a non capire che l'islam é integralismo, e che gli islamici moderati sono più rari delle mosche bianche. 
Non c'è giustizia da quelle parti, perchè la "giustizia" prevede il delitto d'onore.
Non c'é speranza per le donne, perchè i loro uomini al 99% hanno nel loro Dna la distruzione dell'anima e della personalità femminile, in nome della loro barbara supremazia.
Pochi giorni fa Israr Ullah Zehri, senatore che rappresenta il Baluchistan, in Parlamento a Islamabad ha replicato alle denunce di alcune colleghe dicendo che la fine delle cinque donne di Mir Wah rientra nelle "legittime tradizioni secolari del Paese".
Già come sfigurare con l'acido le giovani donne ribelli, condannandole ad un abisso infernale di dolore, o come cospargerle di benzina e bruciarle vive.
Non c'è speranza per le donne musulmane.
Nemmeno se sei una pop star all'apice del successo,come Suzanne Tamim.
La bellissima Suzanne, si era nascosta per sfuggire ad una morte atroce, ma é stata trovata, accoltellata e decapitata.

Orpheus

29 giugno 2008

Le attrici in Iran? Fantasmi dal viso e dal corpo totalmente coperti

 


Questi “fantasmi” irriconoscibili sono attrici, ma non sono così “bardate” per esigenze di copione, lo sono per non offendere la vista dei “sensibili” maschi iraniani.

Non credo che esista a memoria d’uomo un regine più misogino di quello di Ahmadinejad, che, recentemente ha portato sul palcoscenico di un teatro di Teheran questo spettacolo terrificante, le cui attrici “recitano” coperte dalla testa a i piedi, volto compreso, in modo che nemmeno un centimetro di pelle, possa profanare la “moralità” di un paese, dove le adultere vengono lapidate e gli omosessuali impiccati.

Guardate bene queste foto e provate ad immaginare lo stato d’animo in cui vivono le donne iraniane. Un’infernale prigionia che inizia nell’istante in cui aprono gli occhi la mattina.

Tutte le mattine.

Così per ogni giorno dell’anno.

Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 29/6/2008 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

1 febbraio 2008

Terrorismo islamico: due giovani down usate come bombe umane

 
Non esistono in circolazione insulti "degni" dei terroristi islamici   che hanno imbottito di esplosivo due donne affette da sindrome di Dowm e le hanno usate come bombe umane.
Questi esseri indegni hanno provveduto a farle esplodere, da lontano con un radiocomando, un'aberrazione ulteriore nella mostruosità di far saltare in aria civili innocenti.
Evidentemente i "valorosi combattenti" si sono fatti furbi e usano bambini e portatori di handicap per fare il loro immondo "lavoro".
Quello che fa più specie, e che questi feroci assassini, nel nostro Bel Paese hanno la loro schiera di difensori (quelli che scendono in piazza per dire NO alla guerra, ma SI al terrorismo omicida), incluse parecchie toghe che li rimettono in libertà, qualora siano stati arrestati.
Come possa dormire un magistrato che ha liberaro una di queste belve, per me é un  mistero. Posso solo sperare che le urla di dolore di tanti poveri innocenti, riempiano i suoi sogni.
Anche se ne dubito certa gente, semplicemente non ha una coscienza.
Orpheus


29 novembre 2007

Durante la giornata internazionale contro la violenza Ahmadinejad "cancella" le donne dalla società iraniana

 

Ahmadinejad odia Israele, questo è risaputo, ogni volta che esterna il desiderio di “cancellare” Israele dalle cartine geografiche, i media rilanciano in tutto il mondo le parole del satrapo di Teheran, giustamente condannandole.
Al contrario della sua intenzione di “cancellare” la figura femminile in Iran, si parla pochissimo. La condizione delle donne, da aprile ad oggi è precipitata in modo preoccupante , il severissimo codice morale ha reso la loro vita un inferno, migliaia di donne hanno ricevuto avvertimenti a causa di abiti stretti, cappotti corti e sciarpe sgargianti e per aver violato il codice di abbigliamento islamico, che prevede che ogni donna adulta copra i capelli e il contorno del corpo, "indossare stivali con pantaloni corti, cappelli o sciarpe, che non coprano completamente i capelli e il collo, in testa anziché il velo appropriato e truccarsi in modo evidente, contraddicono la castità pubblica e quindi sono vietati (la
lista completa è molto più lunga).
La polizia ferma e arresta ogni donna che viola questo codice "barbarico", e l’arresto é sempre una tremenda incognita, può capitare che gli sgherri di Ahmadinejad ci vadano giù pesante, e la malcapitata si "suicidi", almeno ufficialmente, come é accaduto alla povera Zahra Bani-Ameri, medico ventiseinne. La verità é che queste donne sono ammazzate di botte , torturate e forse anche stuprate, prima di morire.
Non contento di averne cancellato l'aspetto esteriore, Ahmadinejad, adesso cancella anche il suono delle parola "donna" in Iran, infatti è stato proibito, pronunciare la parola "donna" in tv.  Al posto di questa parola sulla televisione di Stato sarà obbligatorio utilizzare il termine "famiglia".
Con un feroce sarcasmo, degno di un demonio il cambio di rotta è avvenuto durante la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si è celebrata lo scorso 25 novembre. In quell'occasione in tutti i reportage trasmessi dalla tv iraniana è stata utilizzata la parola "famiglia" al posto di "donna".
Immagino che se potesse risolvere il problema della procreazione, limitandola solo al sesso maschile, Ahmadinejad attiverebbe i forni crematori per tutte le donne iraniane.
Staremmo ugualmente a guardare?
Si perchè, migliaia di donne in Iran vivono nel terrore, sono perseguitate, rischiano l'impiccagione e la lapidazione e dall'Occidente non si leva un sussurro di protesta.
Orpheus





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10 novembre 2007

"Come picchiare le mogli senza fare peccato"-L'imam dà lezioni in tv

 
Il matrimonio? È un ring dove chi rischia il ko è solo lei.
Certo non tutti i musulmani la pensano così, ma lo zelante predicatore saudita Muhammad Al Arifi, interprete del Corano e del pensiero del Profeta per la televisione libanese Lbc, ha pochi dubbi. I suoi insegnamenti televisivi ai futuri mariti lasciano poco spazio all’immaginazione. Le botte, a sentir lui, sono una componente essenziale della vita coniugale, come il buongiorno del mattino e il bacio della buonanotte. «Allah - spiega ai suoi allievi il religioso saudita - ha dato all’uomo un corpo più forte che alle donne». Quella dotta considerazione diventa la pietra angolare per spiegare l’inevitabilità delle busse, la legge del più forte che ogni moglie farà meglio a comprendere e ad accettare. Altrimenti le buscherà senza manco capire perché.
Loro, le donne hanno, del resto, ben poco da lamentarsi: «Il Signore le ha dotate di corpi delicati, fragili soffici perché loro usano meglio le emozioni del fisico... mentre l’uomo deve per forza usare le mani per riportare la moglie alla disciplina, lei può convincerlo usando le lacrime». Insomma lui magari la picchia, ma lei può rifarsi con un bella frignata. «L’uomo - precisa il dotto Al Arifi - è condannato a infuriarsi, la donna ottiene quel che vuole piangendo e facendo leva sulle emozioni». L’impari battaglia - fa intendere il religioso - è impossibile da vincere e i maschietti dopo aver strillato una, due, dieci volte non possono che passare all’azione. Attenzione, randellare la moglie non è né immediato, né inevitabile. Prima di farla nera ci sono almeno due passaggi obbligati: «Prima mettetela sull’avviso, una due tre quattro anche dieci volte, se questo non basta incominciate con il non farvi trovare a letto». L’abbandono del talamo, assicura Al Arifi, dovrebbe bastare. Una moglie non vedendo il marito coricarsi dopo una giornata di silenzi dovrebbe capire che è ora di far marcia indietro.
Ma ci sono anche le cocciute e le egoiste. Sono quelle così sicure di sé e così convinte di aver ragione da dire fra sé e sé: «Grazie a Dio se n’è andato per i fatti suoi, così avrò tutto il letto per me, potrò dormire da sola e rotolarmi da una parte all’altra come piace a me». Quando la moglie supera anche quell’estrema soglia d’impertinenza, il povero marito deve per forza ricorrere a quella che Al Arifi chiama «terza opzione». «Bastonarla», semplifica soddisfatto il pubblico dello studio televisivo. Al Arifi scuote la testa, sorride per tanto sano e naturale impeto. «Questo è giusto, ma come si fa a bastonarla, sentiamo un po’...». Alla fine tocca al religioso spiegare la raffinata arte delle botte coniugali. Innanzitutto niente colpi al volto. La regola del resto vale anche per asini e cammelli: «Se volete far camminare un cammello o un asino non potete colpirlo in faccia, quel che vale per le bestie deve valere anche per gli esseri umani». Sbaglia anche chi risparmia alla moglie denti rotti e occhi neri, ma la legna sul resto del corpo.
Il segreto, consiglia Al Arifi, sta nell’interpretare la regola islamica che impone di colpirla «con un bastoncino». Se nell’ineluttabile urgenza della «terza opzione» il marito non trova uno stecchino, può usare «qualcosa di simile», ma non mettere mano a bottiglie, a spranghe o coltelli. Quelli - raccomanda il religioso - sono proibiti. «Fate sempre attenzione – aggiunge – a usare un bastoncino sufficientemente gentile» perché menare il somaro o la moglie non è la stessa cosa: «Un asino comprende solo le botte, ma una donna è, in genere, più sensibile alle emozioni». Dunque meglio contenere l’ira, non lasciarle troppi segni addosso e non farla sanguinare. Mai e poi mai imitare quelli che «colpiscono le mogli come se prendessero a pugni il muro, centrandole da destra a sinistra, senza risparmiarle neppure i calci... Fratelli – si raccomanda Al Arifi - così non va bene, non potete trattare così con un essere umano». La moglie va bastonata non per farle male – spiega il predicatore - ma per farle capire di esser andata troppo oltre, di aver superato il limite della maschia sopportazione. Insomma botte a volontà, ma con virile lucidità e mascolino giudizio. Da il Giornale
Che "botta di culo" per una donna essere considerata, IN GENERE, più sensibile di un asino....
Quando Berlusconi disse che da quelle parti, non splendeva, propriamente, la luce della civiltà, si alzarono cori di proteste fino al cielo...quei signori, dovrebbero leggersi questo articolo.
Forse tutti torti non aveva Berlusconi, ad affermare che questa NON é CIVILTA'.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 10/11/2007 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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