.
Annunci online

 
Orpheus 
CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE E' PADRONE DEL MONDO
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Dallapartedeltorto
Alessandro/Orcinus
Miralanza-Roberto
Angelo D'Amore
Alman's page
Maralai
Press
Blog.it
300705
Il Berretto a sonagli
Il Fazioso Liberale
Fort
Gabbiano urlante
Invisigoth-Bounty Hunter
Mara Carfagna
A DESTRA-L'italia agli italiani
Luigi Turci
Il lupo di Gubbio
MILLEEUNA DONNA
Simpaticissima Clio-Endor
Caffé nero-Cap e Pike
Alef
L'angolo di Bolina-un punto di vista di sinistra
il blog di Barbara
Il cielo sopra Kabul
CONTROCORRENTE
Countrygirl
Cavmi-La grande forza delle idee
C'é Walter
Deborah Fait
Esperimento
Fanny
Germanynews
Il Giulivo
Hoka Hey
imitidicthulhu-satira intelligente
Italian blog4Darfour
Informazione corretta
L'importanza delle parole
Lisistrata
Liberali per Israele
Legno storto
Luca-Liberodipensare
Lontana
Max-Altrimenti
Magdi Allam Forum
Manu
Maedhros
Max-Altrimenti
PA
Pseudosauro
La pulce
Periclitor
PARBLEU! di Jeanne ed Emile de la Penne
Il Reazionario
Sauraplesio
Sarcastycon
Tocqueville
Una voce che urla nel deserto
Zanzara
  cerca

Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

una testata giornalistica in quanto

viene aggiornato senza alcuna
periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto ed
itoriale ai sensi della legge
n. 62
del 7.03.2001.Questo blog è un sito
no-profit.
Le mie fonti sono sempre indicate da un
link,
quando il materiale pubblicato non è
stato
creato da me, e non vi è alcuna
intenzione
di infrangere copyrights
esistenti.
Se il titolare di testi o immagini da me
postate
desiderasse la rimozione
del materiale
di sua proprietà,
basta contattarmi.

directory blog italia



Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

Diario | l'Asinistra | Diritti Umani | Islam | PDL | Vittime del terrorismo | Sprechi rossi e tasse | Etica e religione | EVIDENZA: immigrazione | cronaca | Nessuno tocchi i bambini | crimini e censura rossa | Amici a quattro zampe | Appelli e petizioni | Giustizia indecente | Sinistra indegna | Eurabia | Israele nel cuore | Elezioni | America | Satira | EVIDENZA: emergenza stupri | INFORMAZIONE SCORRETTA | Lotta alla mafia e all'evasione | PILLOLE di buon senso | Berlusconi persecuzioni sinistre | Zingaropoli |
 
Diario
1visite.

9 marzo 2011

Tiranni di serie A e tiranni di serie Z, la cecità e l'ipocrisia dell'Occidente



Non c'è 8 marzo, non c'è libertà, non ci sono diritti per queste donne...e nemmeno l'attenzione dei media occidentali, sono torturate, stuprate e ammazzate nella più totale indifferenza del mondo "civile".
Perchè certe feroci oppressioni sono taciute?
Perchè certi genocidi sono dimenticati?

E, perchè altri no?
Qual'è il discrimine che fa di Gheddafi un tiranno da buttar giù con ogni mezzo, e di Ahmadinejad un "capo di stato" invitato persino all'Onu e nelle Università americane a parlare? Di che?
Di come si impiccano 20 studenti alla volta o gli omosessuali? Di come si lapidano le adultere nel rispetto della sharia?
Di com
e si stupra e si tortura nelle carceri iraniane?
Il Popolo iraniano lotta da anni contro una tirannia sanguinaria, migliaia di donne e uomini, sono stati torturati e uccisi, le piazze piene di giovani che lottano per la libertà si sono tinte del loro sangue innocente, le forche continuano a lavorare a pieno ritmo. Eppure nemmeno, tanta crudeltà e ingiustizia, fa alzare la cortina di cecità che affligge l'occidente.
E ancora perchè a Mubarak è stato intimato di andarsene dal suo Paese e contro Al-Bashir, tiranno saguinario che ha sulla coscienza uno dei più spaventosi e noti genocidi dell'Africa subsahariana (500.000 uomini, donne e bambini, stuprati e sgozzati, milioni di sfollati) si levano timide voci e condanne che non servono a nulla?

E il genocidio spietato e inarrestabile dei cristiani in Nigeria, un massacro continuo con attacchi e stragi immotivate che vedono vittime i cristiani e che sta trasformando tutta la Nigeria in un grande cimitero cristiano? Chi ne parla? Forse i cristiani nigeriani, trucidati sono meno meritevoli degli egiziani? dei libici?
E i media tacciono...
Già perchè?
Il fatto incontestabile è che l'Occidente, vittima della sua coglionaggine, stà dalla parte degli integralisti, che stanno prendendo il potere in Tunisia, Egitto, Libia, gli unici paesi, che avevano dei dittatori filo-occidentali e di certo non SPIETATI come Ahmadinejad, Al-Bashir e compagnia. Ergo le rivolte in atto trasformeranno il Maghreb in un'unica teocrazia di stampo iraniano!
E i nostri coglioni giornalisti...parlano di democrazia e libertà, e gli, ancor più, coglioni illusi con il cervello all'ammasso,  si riempiono la bocca, con tali concetti, mentre si schierano dalla parte dei carnefici. Dalla parte di chi ci cancellerà.
Orpheus







Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Diritti umani

permalink | inviato da Orpheus il 9/3/2011 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

18 gennaio 2011

Roshan sposa a 10 anni, una delle circa 60 milioni di "spose bambine" nel mondo


Ultimamente ero stanca di orrori, ne ho visti così tanti e ne ho parlate così tante volte che mi sentivo solo ferita dalle storie terribili che leggevo e impotente, perchè nulla cambiava se ne parlavo. Nulla. Anzi sono sempre stati i post meno commentati.

Ogni giorno una dose di orrori che mi hanno sfiancato e sfiduciato.
Poi, ieri sera ho letto la storia di Roshan e mi sono vergognata, si...io ..donna occidentale privilegiata, avevo smesso di lottare, per vivere lontana da sofferenze immani e brutture tali, che non riuscivo più a gestire. Io mi sentivo ferita, io che ho tutto, in primis la LIBERTA' di gestire la mia vita e il mio corpo.
Davanti alla storia della piccola Roshan mi sono vergognata di me stessa...perchè avevo abbandonato tutte quello povere infelici, torturate, schiavizzate, ammazzate in modi orribili, dimenticate e occultate all'opinione pubblica, presa dai miei problemi e dalla stanchezza di "svuotare il mare con un ditale".
Sono sessanta milioni solo le spose bambine...sessanta milioni. Ho letto di bambine morte dissanguate la prima notte di nozze,  altre morte di parto, o per le percosse o per le torture. Avevo inziato a denunciare questi orrori per Samia...ora riprendo per Roshan, per le sue sofferenze e per il suo coraggio.
Orpheus
 Leggete...leggete tutto fino in fondo, Roshan ce l'ha fatta ma tante muoiono in questo modo barbaro.
La cerimonia è sbrigativa, gli sguardi pesanti, più dei vestiti ricamati. Sono le nozze di Roshan. Ha 10 anni. Wasir, il marito, ne ha 30 di più. È suo cognato. Solo sei mesi prima, aveva sposato Amina, la sorella maggiore, come seconda moglie. Ma la ragazza non è stato un buon affare, è scappata di casa. Nessuno l’ha più vista. Wasir, offeso, pretende Roshan come riparazione. Il padre non può rifiutare. Il torto va riparato e l’uomo ha i mezzi per essere convincente. È potente nel villaggio, poco a sud di Kabul. Roshan dovrà essere una sposa migliore della sorella. Nella nuova famiglia, deve trovare il suo posto in fretta, non c’è tempo per lo sgomento. Non è un buon posto, questo lo capisce subito. I muri alti della casa chiudono lo spazio. Le toccano i lavori più pesanti: prendere la legna, l`acqua, fare le pulizie, Wasir, la notte.
I muri della famiglia sono ancora più soffocanti. A loro piace umiliarla, per quell’ombra di vergogna che si porta addosso per la fuga della sorella. Impara ad obbedire. La salvezza è nel fare tutto come vogliono loro, nei minimi particolari. Ma la routine a volte si inceppa. Basta poco. È mattina, il tandur, il forno, è acceso. Un buco profondo di argilla con il fuoco dentro, un vulcano addomesticato. Oggi tocca a Roshan fare il pane. Ha aiutato la mamma, sa come fare. La pasta, spianata, si lancia contro le pareti roventi, dove si attacca, per cuocere. Ha le lacrime agli occhi, per il fumo, per la paura di sbagliare. È inesperta e le tremano le mani.
La pasta rotola giù, sul fondo. È persa. Come lei. La suocera e il marito la buttano dentro, sulla brace. Le ustioni sono gravi ma nessuno la cura, per una settimana la pelle brucia. La famiglia di Roshan viene a saperlo. La portano in ospedale, ci rimane per mesi, sono necessarie diverse operazioni. Vede la madre solo all’inizio, due volte. Poi nessuno. Ad aspettarla, fuori dall’ospedale, c’è ancora Wasir. Il caso è liquidato: incidente. Anche la sua famiglia ritira le accuse, ha paura. Wasir ha minacciato di prendersi la terza sorella se Roshan non tornerà a casa. All’inizio le cose migliorano, ha le mani fasciate, le bende sulle gambe, non può lavorare, è inutile, la ignorano, come fosse un fantasma. I mesi passano e, lentamente, tutto ricomincia. C’è sempre un po’ d’acqua che cade dalla brocca sul pavimento, il tè troppo leggero o troppo forte, una parola inopportuna, qualche moneta persa.
Ha le mani grandi Wasir e una rabbia che scoppia come una mina, basta calpestarla per sbaglio. Nemmeno suo figlio cambierà le cose, nemmeno la bambina. Sono la sua debolezza, l’arma del ricatto. Wasir minaccia di portarglieli via se non si comporta bene. Fuori, al mercato, cammina nell’ombra di un uomo di famiglia. Gli odori, la polvere, i rumori che stordiscono, sotto il burka. Ruba immagini, cattura gesti. Forse c’è un’altra vita, oltre il cortile. Quella che cercava Amina. Resiste per i figli, fa troppo male lasciarli. Sogna, scappa via con la mente. Ma nemmeno con quella sa dove rifugiarsi. L’ultima volta che ha parlato con la vicina, ci ha rimesso due denti. A Wasir non piace. Non le permette di far visita ai suoi.
Vorrebbe vedere la madre, le sorelle. Il padre no. I giorni sono tutti uguali, come una rotaia di ferro dalla quale non si può uscire senza deragliare. Anzi no. Ci sono i giorni senza botte, i migliori. I pensieri cominciano a ingarbugliarsi. Il pianto dei bambini è insopportabile. Sembra che anche loro ce l’abbiano con lei. Una mattina, oltre il cortile, scoppiano le grida. Roshan non ne ha mai sentite così. La vicina, con cui aveva parlato, si è data fuoco. È sopravvissuta. La vede passare, il viso è una foglia secca. I pensieri impazziscono. Sparire da tutto, in una fiammata. Ci pensa, cerca la benzina, mette da parte i fiammiferi. Ma conosce già il morso del fuoco, ha paura. Forse c’è un’altra scelta, quella di Amina. Forse adesso è libera, non vuole pensare che sia morta. Il pomeriggio è caldo, tranquillo, è sola in casa. Mette a dormire i bambini, sul toshak, il cuscino fiorato, li bacia, come per sempre, infila il burka ed esce. Chiude la porta.
Ruba qualche spicciolo. I fiammiferi li ha sempre in tasca. Prende l’autobus, arriva a Kabul. Cammina fino a sfinirsi, non sa dove andare. Il buio arriva e ha paura. Si accoccola per terra, come fanno i cani. La trova la polizia. Racconta la sua storia, parole confuse, lacrime, il tremito che non dà pace. Ha fortuna, Roshan, il poliziotto è un brav’uomo. Impedisce agli altri di violentarla e la mette nella prigione temporanea, per proteggerla. La porta al Ministero per gli Affari Femminili. Viene affidata alle donne di Hawca. Con i gesti discreti, con le parole, accolgono. La portano allo «Shelter». Roshan è stordita. Il suono delle parole, diverso. Solo il suono, non riesce nemmeno a capire cosa dicono, la dottoressa, la psicologa, le insegnanti, le assistenti legali. Sono donne combattive, testarde, coraggiose. Non ne ha mai viste così.
Le ripetono che ce l’ha fatta, che è al sicuro. Quando la mente e il corpo sono più forti, le avvocatesse si danno da fare per il divorzio. Parlano con la famiglia. Il marito si oppone ma il caso sembra facile: il matrimonio prima dei 16 anni è contro la legge. Ma la legge del giudice è un’altra. Capiscono subito che è un osso duro. Wasir ha conoscenze anche a Kabul. Forse paga o minaccia o, semplicemente, trova solidarietà.«Devi restare con tuo marito anche se dovesse ammazzarti». È questo il verdetto. La sua colpa, la fuga, prevede sei mesi di prigione. Nega il divorzio e la condanna. Ma anche le donne di Hawca sono un osso duro. Ricorrono. Ci sarà un altro giudice. Se il marito è troppo crudele, il divorzio si può ottenere anche senza il suo consenso. Dove comincia il «troppo»? Wasir continua a fare pressioni sulla famiglia. Roshan non esce mai dallo «Shelter». Il suo corpo offeso la difende. I referti medici, stilati al suo arrivo, parlano chiaro. Questa volta il nuovo giudice applica la legge, concede il divorzio. Wasir è arrestato.
La porta si apre ma, di nuovo, Roshan non sa dove andare. Il padre non la vuole più. Una figlia divorziata è una vergogna. Roshan dovrà arrangiarsi. Lo farà ma le mancano i bambini. Ha diritto alla custodia dei figli, finché sono piccoli. Ma deve essere in grado di mantenerli, e, per ora, non può badare nemmeno a se stessa. Per questo rimane alla casa protetta. Tra poco arriveranno anche la madre e le due sorelle. Hanno paura di Wasir. È uscito dal carcere, dopo nemmeno un mese, e continua a minacciare. Ora è qui, Roshan, con le altre ragazze, ha 18 anni adesso. Allo «Shelter», Roshan impara a leggere e a scrivere, studia i diritti delle donne e i diritti umani, ora sa che la violenza è un delitto, impara ad amarsi, a proteggersi e a fare la sarta. È brava, le è sempre piaciuto



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diritti umani spose bambine

permalink | inviato da Orpheus il 18/1/2011 alle 18:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

5 ottobre 2010

Begum e Noshee schiave nel nostro Paese


Madre e figlia. Begum la prima morta "lapidata" per aver tentato, di sottrarre la figlia al furore omicida del marito, e al medesimo destino di donna "venduta e comprata", come un pezzo di carne, al supermercato degli orrori islamici.
Nosheen, la figlia ventenne, che voleva studiare e innamorarsi e non essere obbligata a sposare un uomo che nemmeno conosceva.
Due vite spezzate, due vite da schiave, e non in Pakistan, dove il martirio delle donne è quotidiano, dove il 70% delle donne è vittima di atroci violenze domestiche che vanno dai pestaggi selvaggi alla tortura, allo stupro, allo sfregio con l'acido, all'essere bruciate vive. No, è successo a Novi nel modenese, in Italia dove la barbarie islamica, sta prendendo piede incontrastata, in nome del multiculturalismo e dell'integrazione.
Ma quale integrazione? Domando ai soloni, che pontificano sull'argomento.
Questi due scarti viventi, padre e figlio vivevano in Italia, da 10 anni. Eppure non hanno esitato a massacrare moglie e sorella.
E mi domando, come sia possibile, che ciò accada.
Perchè permettiamo nel nostro Paese burqa, infibiluazione, poligamia, schiavitù, (macellazione halal), permettiano che esseri umani inermi, vengano trattati  peggio dei nostri animali da compagnia, e che le nostre leggi siano bellamente ignorate.
E pongo anche un'altra domanda "
siamo noi ad avere l'onere d'integrarli o non dovrebbero essere loro a conformarsi alle nostre leggi e alle nostre usanze?
Hamad Khan Butt, non è un clandestino: vive e lavora regolarmente nel nostro Paese come saldatore. Il figlio è cresciuto addirittura qui.
Ma non si sono integrati, semplicemente per­ché non hanno VOLUTO inte­grarsi. I nostri costumi gli fan­no schifo, le nostre leggi gli fanno un baffo.

Non ci sarà nessuna manifestazione per Begum e Nosheen, nessuna maglietta, nè articoli indignati delle femministe d'assalto. Niente, oggi sono state già dimenticate.
Com'è possibile? Perchè NESSUNO protesta, chiede a gran voce la liberazione delle musulmane nel nostro Paese, donne senza difesa e senza giustizia?
Stiamo ancora impantanati in questione di lana caprina, sul burqa e il niqah, il simbolo più atroce della misoginia islamica. C'è qualcuno che li vede come una "bizzarra" usanza, quando non legittima, della loro  "cultura": ma  sotto il velo integrale, c'è il martirio di milioni di donne.
Come dico sempre, se non vogliamo farlo per loro, facciamolo per noi, per le nostre figlie.
Questa gente non vuole integrarsi, non si integrerà mai, e un domani voterà un partito islamico, che imporrà la loro legge, la sharia. Un domani, se non li fermiamo sarà anche la nostra legge. Perchè in democrazia, comanda chi ha la maggioranza.
Ci fotteranno, con le nostre stesse leggi, e i minus abens del multiculturalismo coatto, dell'integrazione inesistente, faranno il mea-culpa. Ma sarà troppo tardi per tutti.

Nosheen andava all'istituto tecnico intabarrata in una veste lunga fino a i piedi e un velo bianco che, le lasciava scoperti solo gli occhi. Questo ha decretato la sua tragedia, e la morte di sua madre. Non voleva vivere come una schiava nel nostro Paese, ma il nostro Paese non ha fatto nulla perchè ciò non accadesse.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Islam italia diritti umani

permalink | inviato da Orpheus il 5/10/2010 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

9 settembre 2010

USA: Un Silenzio Assordante


Nella vicenda Sakineh, solo due paesi Francia e Italia hanno speso parole forti, per tentare di salvarla da una pena inumana e atroce, ma anche il resto dell'Europa si é mobilitato.

Mentre la maggioranza delle anime belle di sinistra, quelle che s'impietosivano per i detenuti di Guantanamo, tagliagole (nel senso reale del termine) e terroristi tacciono e fischiettano, con la speranza che la vicenda si chiuda in fretta.
Ma più di tutti colpisce il silenzio-assenso del Messia Nero, quello del "Yes, we can", certo si può e si deve chiudere gli occhi e voltare la testa dall'altra parte. E potrei anche capirlo, chiamasi real-politck, se questo uomo, nell'opinione pubblica mondiale, non rappresentasse la "summa" degli ideali più alti, il paladino difensore dei diritti dei più deboli e diseredati, la svolta, il cambiamento e cianfronate simili.
Certo, non era necessario un suo coivolgimento personale, poteva "protestare" un suo rappresentante, un membro del suo Governo, e invece l'unica dichiarazione fatta a tutt'ora, è quella della Clinton, durante un importante discorso sulla politica estera dove ha spiegato che ci troviamo a vivere in un "momento americano", e che l'ingaggio diplomatico con i mullah che l'amministrazione sta portando avanti da quando Obama è diventato presidente ha funzionato (per ingaggio diplomatico intende la genuflessione completa e totale).

Detto questo, passo ad un aggiornamento del caso Sakineh, la sua lapidazione è stata sospesa, ma rischia sempre di essere impiccata.
Ieri sera ho sentito l'ambosciatore
iraniano in Italia, Seyed Mohammad Ali Hosseini, ha detto che è stata condannata, per un grave "reato", ma in Iran, la lapidazione è applicata solo per le adultere. E i suoi ipotetici complici, nell'efferato delitto, dove sono, in galera, in attesa anche loro di essere impiccati? Perchè nessuno ne parla?
Ci si attacca a "questioni di lana caprina" per giustificare questa barbarie, chiudendo gli occhi sulle macroscopiche contraddizioni che lo riguardano.
Orpheus



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Sakineh diritti umani lapidazione usa

permalink | inviato da Orpheus il 9/9/2010 alle 10:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

6 settembre 2010

Sakineh e le altre


Tutti conoscono il volto di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Il mondo si è mobilitato per salvarla da una morte orribile. E nessuno più di me ne è felice, perchè da anni scrivo della sofferenza e della morte di donne, che pagano un prezzo altissimo, la sfortuna di essere nate in paesi dove, non hanno nessun diritto, spesso nemmeno quello supremo della vita.
Ma Sakineh è una delle decine di milioni di donne musulmane ridotte in schiavitù.
Il suo nome è l'ultimo di una lunga lista, di nomi e volti di donne, barbaramente trucidate in nome di Allah e dell'Islam più retrivo e inumano.
C'é quello di
Medine Memi nata in Turchia aveva 16 anni, è morta sepolta viva nel giardino di casa, perché il padre e il nonno SOSPETTAVANO che frequentasse uomini.
Quello di Du’a Khalil Aswad, 17 anni colpevole  di aver “disonorato” la sua religione e la sua famiglia. Aswad  è stata portata nella piazza cittadina, trascinata per i capelli, denudata e lapidata.
Come ho detto la lista è lunga e gronda sangue innocente, qui alcune di queste martiri sconosciute ai più.
La salvezza di Sakineh, pur se pregevole e auspicata con tutto il cuore, non cambierà una virgola della situazione delle donne nei paesi islamici.
E spenti riflettori sulla sua vicenda, tornerà il silenzio e l'omertà verso un credo, che odia le donne, che le vuole schiave e sottomesse, la cui legge sharia è un condensato di orrori, contro il genere umano in generale e contro le donne in particolare.
Orpheus



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Sakineh diritti umani lapidazione

permalink | inviato da Orpheus il 6/9/2010 alle 17:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

1 maggio 2010

BuffONU


I membri dell'Onu sono dei buffoni e per giunta in malafede, altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che l'Iran, mercoledì  sia stato ammesso per acclamazione  come membro per un mandato di 4 anni con inizio nel 2011 alla "Commission on status of women dell’Onu", ovvero l’organismo dedicato alle donne del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
Devono avere molto senso dell'humor da quelle parti, sarebbe come dare il Nobel della Pace alla memoria di Hitler, che ha scatenato la seconda guerra mondiale, con annessi e connessi.
Quali siano i parametri che hanno portato a questa decisione sono inspiegabili, al pari dei tre misteri di Fatima.
In Iran i diritti umani non sono nemmeno al minimo e quelli della donna, se possibile, sono messi ancora peggio.
 Il suo ordinamento giuridico, prevede la LAPIDAZIONE dopo il seppellimento dalla vita in giù;  violentare la moglie non è illegale, e in generale la questione della violenza è messa in modo tale che la donna è quasi sempre violentabile e anche colpevole se denuncia l’accaduto.
Infatti sono richiesti quattro testimoni maschi e due femmine per istruire un processo; una donna (o un uomo, bontà loro!) che sostengono di essere stati violentati senza le prove richieste, subiscono la pena di 80 frustate. La conseguenza è che le donne violentate preferiscono tacere, il fenomeno è di massa e praticamente impunito. Le donne in Iran sono soggette per strada a punizioni e arresti immediati se non sono velate e non si comportano secondo le regole del regime degli Ayatollah; un uomo che uccide la moglie scoperta in flagrante adulterio non viene condannato, nel 2008 in sette mesi sono stati riportati 70 casi di delitti d’onore. E' permassa la poligamia.
In generale, la testimonianza di due donne vale quella di un uomo,  le leggi che regolano il reclutamento al lavoro favoriscono i maschi e e le leggi che regolano il diritto all’eredità danno alle donne la metà dei diritti di un maschio. In generale, l’Iran è per le donne un abisso di proibizioni e le ribelli pagano il doppio.
 Le donne sono eversive in potenza proprio in quanto hanno un corpo e un volto negato: il National iranian american council ha presentato all’Onu un suo disperato rapporto che testimonia come «nell’anno passato l’Iran ha accusato le donne alla ricerca di conferme nella sfera sociale di minacciare la sicurezza nazionale.. e in carcere le guardie hanno picchiato, torturato, assalito sessualmente e violentato dissidenti donne e uomini. Nelle università il governo bandisce le donne dai corsi chiave, i centri che si prendono cura dei bambini vengono chiusi per bloccare il lavoro femminile
Questo è il quadro terribile, che a quanto pare non ha impedito all'Iran di entrare a far parte del CSW, si vede che all'Onu hanno un visione singolare dei diritti umani, che non ha nulla da invidiare a quella di Pol Pot o Stalin o Pinochet.
D'altronde non ha adottato una sola risoluzione in cui si accusasse per nome un Paese violatore dei diritti delle donne, non l’Iran, non la Cina, non i Paesi in cui le donne vengono vendute come schiave... fuorché Israele quando si è parlato delle donne palestinesi, che non soffrono, no,per i delitti d’onore, per una posizione di enorme inferiorità sociale e culturale, ma per la solita cattiveria degli israeliani. Il Csw è "molto preoccupato" per le vessazioni israeliane a quelle povere donne.
Anche Ahmadinejad, com’è noto.
In parte riassunto da qui
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Diritti umani Onu Iran

permalink | inviato da Orpheus il 1/5/2010 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

10 marzo 2010

“Gendercide” Il genocidio silenzioso del sesso femminile


 
Decine di milioni di  bambine mancano all’appello nella popolazione mondiale, una guerra globale contro il genere femminile, un genocidio di genere, o come scrive l’Economist, un “gendercide”  con conseguenze devastanti, per l’umanità.

Uccise, abortite o lasciate morire, sono almeno 100 milioni le bambine scomparse. In Cina e nell’India del nord, per ogni 120 maschi nascono 100 femmine. La media mondiale è di 103-106 maschi ogni 100 femmine. In molti stati, siamo a 130 maschi contro 100 femmine. Addirittura,  secondo i dati della Conferenza asiatica sui diritti riproduttivi, sono 163 milioni le bambine mancanti in Asia”. Uno sterminio di massa portato avanti grazie all’aborto selettivo e alle tecniche pre-natali, che  permettono fin dalla quinta settimana di stabilire il sesso del nascituro e abortirlo, se “sgradito”.

Cosa che succede anche in Occidente, infatti lo stesso squilibrio rilevabile in Cina si trova replicato, (in particolare per i terzogeniti,) nelle comunità cinesi in Italia. Ed è, a sua volta, molto simile a quello rilevato negli Stati Uniti nelle comunità cinese, coreana e indiana. Si tratta di uno squilibrio impossibile da spiegarsi in modo “naturale”. I ricercatori della Columbia citati all’inizio hanno scritto che i dati indicano come “nel segmento di popolazione considerato, le tecnologie vengono utilizzate per assicurarsi la nascita di maschi quando i parti precedenti hanno prodotto figlie femmine”.

Si è arrivati all’orrore, più grande, all’ aborto eugenetico di massa,  una violazione dei diritti umani senza pari e un’emergenza umanitaria, di proporzioni bibliche, trascurata e coperta da un silenzio omertoso. Guai a toccare l’aborto ai patrocinatori del più vigliacco gesto che l’essere umano abbia mai concepito nella sua lunga lista di orrori, l’assassinio del più indifeso, fra gli indifesi: Il feto.

Dicono che è un grumo che si può aspirare con la “pompa di una bicicletta”, bene quel “grumo”, potrebbe segnare la fine del genere umano, se non si porrà un rimedio a questo massacro silenzioso.

Anche chi, come me non reputa la vita umana sacra fin dal concepimento, dovrebbe riflettere sui danni che provoca questa pratica nefasta. Perché non sono i più poveri ed emarginati a scegliere di abortire,  ma come fa notare l’Economist “in Cina e in India le aree con le peggiori statistiche demografiche sono quelle più ricche e istruite”, ergo chi può permettersi ecografia, indagini pre-natali e aborto.

Si sta riscrivendo la storia dell’evoluzione, falcidiando a colpi di aborto una delle più fondamentali costanti biologiche della specie umana: la superiorità numerica, delle femmine sui maschi. Cosa produrrà tanta criminale insensatezza lo sapranno le future generazioni.

Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Aborto selettivo eugenetivo diritti umani

permalink | inviato da Orpheus il 10/3/2010 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

3 febbraio 2010

Arabia “inaudita”: 80 enne "sposa" bimba di 12 anni

i


Quando scrivo che in molti paesi islamici vige la pedofilia di Stato, riferisco un semplice dato di fatto e sfido chiunque a smentirmi. Sfido chiunque a dimostrare che uno Stato che concede ad un adulto di sposare bambine dagli otto anni in su, non accordi la pedofilia a livello istituzionale, per altro già permessa e sancita nel Corano.

Quando scrivo che le donne sono trattate come animali, vessate, maltrattate e vendute come pecore, dico un’ ovvietà, che solo una bieca immoralità e parzialità, impedisce di vedere. Anche in questo caso non si tratta di casi isolati, ma di leggi che stabiliscono giuridicamente l'inferiorità e quindi  proprietà e la sottomissione di una categoria umana all'altra. 

Esiste altra forma di razzismo al mondo più bestiale e conclamata? No, eppure tutte le anime putride, che si riempiono la bocca, con il razzismo e i diritti umani, in questo caso tacciono o in alternativa balbettano infami giustificazioni.

Questo ennesimo caso dimostra la verità di quanto ho scritto fin qui.

Una 12enne è stata venduta (come fosse una cavalla da riproduzione) dal padre per 16.000 euro, ad un vecchio laido e pedofilo di 80 anni, e sottolineo ottanta, lasciando immaginare a chi ha lo stomaco forte, cosa possa provare,  un’innocente la cui femminilità sta sbocciando, nelle mani e nel letto di uomo che potrebbe essere il suo bis-nonno.

La madre della bambina all’inizio si è ribellata, osteggiando il destino che il padre-padrone e schiavista aveva inflitto a sua figlia. Poi, inaspettatamente la bimba “accetta” la volontà del suo aguzzino (chiamarlo padre disonora la categoria) e la madre ritira la denuncia.

Il perchè lo si legge poche righe più sotto: é stata denunciata da marito (incredibile, ma vero) e ha perso (o rischia di perdere) la custodia dell'altro figlio, più chissà quali barbare sanzioni. Per queste ragioni ha chiesto alla bambina di sacrificare la sua vita e la sua innocenza, e la bimba ha acconsentito, chiedendo in cambio, solo la possibilità di continuare a studiare. Si perchè in quei paesi, per una donna, anche poter studiare è a discrezionalità del maschio-schiavista e padrone.

Morale, chi tace davanti a questo scempio, chi volge lo sguardo dall'altra parte, é alla stregua di un laido 80enne che stupra e tortura una bambina di 12 anni.

Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pedofilia diritti umani islam spose bambine

permalink | inviato da Orpheus il 3/2/2010 alle 10:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

27 giugno 2009

Cronaca di un massacro annunciato: il regime affila la scure


“Chiunque prende le armi per combattere contro il nostro popolo si merita l’esecuzione - avverte Khatami - per questo chiediamo al potere giudiziario di fronteggiare i capi dell’opposizione e i responsabili di tutte le violazioni, di infliggere una spietata lezione a tutti coloro che sono appoggiati da Stati Uniti e Israele”.

Parole che pesano come macigni e che hanno un solo significato la persecuzione, la tortura e l’impiccagione di migliaia di ragazzi iraniani pronti a morire pur di non perdere la speranza di un Iran libero.
Fin dove si spingerà il regime e cosa succederà a chi ha osato ribellarsi è sintetizzato dalle foto che ho messo.  Sono scioccanti lo so. Si fa fatica a guardarle, ma è l’inferno in cui saranno catapultati i ragazzi insorti.
Bisogna mostrare senza reticenze di cosa sono capaci i boia iraniani, perché nessuno possa illudersi sulla sorte di coloro che sono scesi in piazza.
Le torture di Abu Graib che hanno fatto inorridire il mondo sono nulla a confronto, perché al mondo non é mai stato mostrato cos’è la tortura nei paesi islamici.
E L’Iran è  fra i peggiori da questo punto di vista.
Ci saranno rastrellamenti a tappeto e torture inimmaginabili, gli arrestati crolleranno perché nessuno può resistere a quel dolore inflitto con inumana ferocia, e denunceranno altri, in una catena che non finirà fino a quando l’ira degli ayatollah non l’avrà vinta sulla volontà dei giovani.
Vi pare impossibile? Non lo è, perché la paura di atroci sofferenze e della morte fiaccherà anche i più forti. E’ con il terrore che gli ayatollah da trenta anni, tengono in ginocchio il popolo iraniano.
Il ragazzo della foto si chiamava Shovan Seyed Ghader e apparteneva a un gruppo politico-etnico è stato arrestato dalla milizia iraniana nel luglio del 2005, torturato in modo orrendo ed infine è morto sotto tortura.
Neda a confronto è stata “fortunata”, se non altro perché non è morta invano, è diventata un simbolo, il simbolo della lotta dei giovani iraniani contro la tirannia.
Del povero Shovan nessuno, tranne pochi, ha mai saputo niente.
Dal canto suo la comunità internazionale non sembra intenzionata a prendere serie misure contro l’Iran e continua nell’imbelle politica delle proteste  proforma il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha detto che gli Stati Uniti "hanno visto gli inizi del cambiamento" in Iran, ma non danno l'appoggio alle richieste di uno sciopero generale. "Penso - ha spiegato Gibbs - che i manifestanti abbiano ottenuto qualcosa, hanno attirato l'attenzione su quel che sta succedendo in Iran".
Cioè hanno ottenuto di farsi ammazzare? E gli USA continuano a proporre un dialogo? Al quale Ahmadinejad, come da copione risponde in modo arrogante e villano.
E sul versante europeo la musica cambia di poco, niente documento unitario di condanna dopo il "niet" di Mosca.
Cosa si possa fare per aiutare il popolo iraniano proprio non lo so.
Possiamo solo impedire che sulle sue sofferenze cada l’oblio.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diritti umani Iran Comunità internazionale

permalink | inviato da Orpheus il 27/6/2009 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

18 maggio 2009

Bambine asfissiate con il gas e donne mutilate: ordinaria follia dell'islam più barbaro

 
Ci sono notizie che scivolano via inosservate, come “lacrime nella pioggia”, notizie di mondi lontani, di sofferenze lontane, di diritti negati lontani.
Come il diritto allo studio delle bambine afgane.
Come la barbarie di chi glielo nega in tutti i modi:  asfissiandole con il gassfigurandole con  l’acidobruciando le scuole e uccidendo le insegnanti,  per terrorizzarle, per impedir loro di appropriarsi dello status di persone e affrancarsi da quello di bestie da soma e schiave del maschio-padrone.
Donne senza la gioia di essere tali, perché essere donna nei paesi islamici è quanto di peggio possa capitare ad un essere umano.
Questa nostra assurda società si premura di rilasciare “patentini” di rifugiati a chiunque, in nome di una ipocrita carità pelosa, ma preferisce ignorare cosa accade in certi paesi. Si trincera dietro il mito ingannevole del multiculturalismo, per giustificare gli usi e gli abusi più spregevoli nei confronti delle donne.
Mi è rimasto impresso a fuoco il commento di una forumista di sinistra su quanto fosse “carino” infondo il burqa, con quei colori così accessi…si certo, carino, quanto lo può essere la “vergine di Norimberga”.
L’unico cosa giusta da fare è squarciare il velo del conformismo multiculturalista, e raccontare i soprusi a cui sono condannate le donne in certi paesi.
Raccontare cosa fanno i talebani alle bambine innocenti.
Raccontare la storia di donne mutilate nel modo più orrendo, com’è successo alla giovane turca, a cui sono state mozzate naso e orecchie perché sospettata di adulterio.
Non biosgna stancarsi mai di raccontare perché il nostro silenzio significa la loro condanna ad una vita terribile, senza nemmeno un briciolo di speranza in un futuro migliore.
Orpheus

15 maggio 2009

Non c'è pace né libertà per Aung San Suu Kyi


 Aung San Suu Kyi, premio Nobel 1991 per la pace e leader storica dell’opposizione birmana, ha trascorso ben 13 degli ultimi 20 anni tra carcere e arresti domiciliari.
Ma per la giunta militare birmana non é ancora giunta l'ora di mettere la parola fine alla persecuzione di questa fragile all'apparenza, ma indomita e coraggiosa donna, che ultimamente purtroppo, ha avuto anche problemi di salute.
Il prossimo 27 maggio, sarebbe scaduta la pena a cui era stata condannata Aung San Suu Kyi, così il regime ha messo in atto l'ennesimo ignobile escamotage per impedire alla leader dell’opposizione birmana di essere libera e preparare la campagna elettorale in vista delle elezioni multipartitiche, promesse dalla giunta militare nel 2010.
Martedì ci sarà la sentenza e Aung San Suu Kyi rischia altri5 anni di carcere per violazione della reclusione domiciliare.
Le proteste internazionali forse sortirebbero qualche effetto se le voci non fossero "come sempre deboli, afferma -Aye Chan Naing- E, fino a quando paesi come la Cina o il Pakistan continueranno con gli scambi commerciali e l’appoggio politico, la giunta non sarà mai realmente isolata.
L'arresto della leader dell'opposizione é un messaggio molto eloquente: non non ci sarà democrazia in Birmania" e le elezioni imminenti sono solo fumo negli occhi. 
"Per lei e per i 1200 detenuti politici rinchiusi nelle carceri non si apriranno le porte delle celle. Per milioni di persone, la Birmania sarà ancora una prigione a cielo aperto".
Con l'Onu che anche in questo caso fa l'asino nel lenzuolo.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diritti umani arresto aung san suu kyi

permalink | inviato da Orpheus il 15/5/2009 alle 20:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

15 maggio 2009

Maroni "obbedisca" all'Onu-Faccia come Zapatero

[ceuta2.jpg] 

L’Onu ci intima di riprenderci i migranti respinti e d'interrompere i respingimenti, altrimenti ne saremo responsabili. Boom!!! E allora?
Consiglio ad ogni buon conto al ministro Maroni  di“obbedire” e fare come il Premier Josè Luis Zapatero, ossia dia ordine alle motovedette di sparare sui barconi, perché così facendo l’ Onu tace.
In alternativa sulla spiaggia di Lampedusa innalzi una bella barriera di filo spinato alta sei metri, con trappole anti-clandestini al peperoncino, militari armati che sparano sui migranti e cani feroci che li azzannano. Perché così facendo l’Onu non proferisce verbo.
In questo caso l’alto commissario non considera responsabile delle conseguenze della sorte di centinaia di migranti respinti nel deserto e gettati nelle mani delle feroci guardie marocchine, né la Spagna né Il suo Governo.
Macchè l’Alto commissario in questo caso specifico si fa un pisolino, e al risveglio volge il suo sguardo vigile sulla Italia razzista e xenofoba.
D’altronde chiedere all’Onu di far rispettare i diritti umani nei paesi dove VERAMENTE vengono vergognosamente e sfacciatamente violati è come chiedere ad bimbo di sei anni di pilotare lo shuttle.
Per caso i caschi blu sono riusciti ad arginare il genocidio in Ruanda? Macchè stavano a guardare, perfettamente armati di fucili e mitragliette, lo smembramento a colpi di machete di un 1.000.000 di Tutsi, da parte degli Hutu, in 100 giorni
E a Srebrenica? I Caschi Blu erano anche lì, senza per altro impedire che circa 10.000 bosniaci venissero giustiziati dai serbi di Ratko Mladic in una zona che l’Onu aveva dichiarato sotto la propria tutela. Addirittura, i Caschi Blu incaricati di proteggere i civili finirono per collaborare alla divisione tra uomini e donne previa alla mattanza, “per tenere la situazione sotto controllo”. Se non fosse per il bagno di sangue, ci sarebbe da ridere.
Infine l’opera omnia dell’incapacità dell’Onu: il Darfur. Nel 2006 l’Onu propose di mandare in loco 20.000 Caschi Blu il governo sudanese disse che gli avrebbe sparato addosso, e l’Onu soprassedette con la coda tra le gambe. Dopo lunghe trattative nel dicembre del 2008 sono stati inviati in zona oltre 15.000 Caschi Blu.
E’ cambiato qualcosa?Nulla il disastro umanitario procede senza intoppi e l’aver dichiarato Al-Bashir criminale di guerra ha fatto “preoccupare”l’Onu e sganasciarsi dalle risate il medesimo Al-Bashir (ma veramente questi ridicoli burocrati credono di fermare questi tiranni genocidi a colpi di carte bollate?)
Non solo ma nel Sud del paese i Caschi Blu della missione Unmis sono stati accusati di abusi sessuali ai danni di minori, da almeno 20 vittime.
Simili accuse sono state anche in Congo dove era nata anche l’etichetta di scandalo Sex for Food, per il cibo che veniva dato agli affamati ragazzini e ragazzine in cambio delle “prestazioni” e in Liberia, Haiti e Timor Est.

Quindi qual’è la brillante idea dei capoccioni Onu, visto che sono totalmente incapaci di far rispettare i diritti umani (persino ai propri uomini) nei paesi dove vengono violati, promuovere lo spostamento di quelle popolazioni in Italia e paesi limitrofi? Berlusconi faccia come Bush, mandi questi cianfroni dei diritti umani a quel paese.
Orpheus

13 maggio 2009

Bangladesh in corteo le donne sfigurate dall'acido

 (Afp)
(Afp)
(Afp)
(Afp)

Oggi a Dakha in Bangladesh hanno sfilato in corteo le donne vittime dell’acido solforico, hanno sfilato su carri variopinti, circondate da fiori multicolori quasi a voler stemperare l’orrore che hanno stampato sui loro volti e sui loro corpi martoriati dalle cicatrici indelebili dell’acido.
Nasima ha una figlia ritardata mentale che all’età di 11 anni è stata violentata. Ha denunciato i colpevoli nel 2006 e da allora ha subito continue minacce, finché le hanno devastato torace e schiena con l’acido. Ora promette che non denuncerà i colpevoli e ritirerà l’accusa precedente.
Parul ha 30 anni è stata sfigurata nel 2000 dal marito perché i famigliari non pagavano la dote concordata. La mamma della vittima ha presentato denuncia pochi mesi fa, perché fino ad allora non aveva potuto lasciare la figlia, sempre in ospedali vari. Il marito, che tutti sanno essere colpevole, è in libertà.
Shelina, tredici anni, accecata e sfigurata dall’acido da un ragazzo di diciotto anni al quale lei continuava a dire di no. Lui si è dato alla macchia, non pagherà mai per il suo misfatto e la gente dice che se una donna offende l’orgoglio di un uomo, una punizione se la deve aspettare

Per legge, l’acido può essere comprato solo su licenza, ma chiunque può procurarselo facilmente al prezzo di circa 0,6 euro per un chilo: quanto basta a sfigurare una persona, spesso “sciogliere” completamente gola, trachea, esofago, fra sofferenze atroci.
I danni funzionali sono permanenti. Spesso si perde la vista, i capelli non ricrescono più e ne è condizionato il movimento facciale. Le persone colpite sono costrette ad alimentarsi di liquidi per mezzo di una cannuccia. L’acido può penetrare fino alle ossa, intaccando i muscoli. A volte la sua azione devastante continua nel tempo e se gli interventi non sono immediati, in alcuni casi le vittime muoiono. Alcune tentano il suicidio.
Il primo caso di acidificazione è stato nel 1967, dopo 40 anni la pratica continua indisturbata, malgrado sia prevista la pena di morte per i colpevoli.
Dopo un certo calo dei casi, nel 2008 è stata segnalata una ripresa, ultimamente le vittime non sono più soltanto giovani donne, ma anche bambini, per vendetta contro i genitori e uomini, specialmente per dispute su terreni e rivalità in amore.

Sono stati 1.428 dal 2002 al 2007, 116 casi da gennaio ad agosto 2007, saliti a 125 nello stesso periodo dell’anno scorso. Dal 2002, solo 190 i processi, in cui 254 colpevoli sono stati condannati: 11 a morte, 89 all’ergastolo. Nessuna autorità sa dire quante condanne sono state eseguite e quanti condannati siano di fatto in carcere.
Le leggi non servono se NON vengono applicate.
E per somma ironia il Bangladesh fa parte del Consiglio per i diritti umani dell'Onu...
Orpheus

12 maggio 2009

La beffa dei diritti umani all'Onu: priorità i respingimenti, indifferenza per le impiccagioni in Iran

 
In due giorni in Iran sono state impiccate sei persone fra cui due minorenni e una donna e LAPIDATO un adultero.
Nonostante la moratoria entrata in vigore nel 2002, Teheran prosegue la sua politica del terrore e della più CRIMINALE violazione dei diritti umani.
Facendosi beffe dell'Onu e delle sue moratorie: marameo Ban Ki-moon, attaccati al tram che i tribunali iraniani continuano allegramente ad attaccare gente alle forche, nel più fragoroso silenzio internazionale di chi dovrebbe occuparsi di diritti umani (290 esecuzioni in 5 mesi).
E perché non dovrebbe farlo? L’Onu tace e fa la voce grossa SOLO con l’Italia dalla quale pretende che riammetta i clandestini respinti.
Roba da non credere!
C'è da sperare solo che il Governo non si faccia INTIMIDIRE da tanto ipocrita zelo a senso unico.
Domani in tanto, si voterà alla Camera sulle tre questioni di fiducia poste dal governo sul ddl sicurezza.
Già le sirene del buonismo d'accatto esercitano l'ugola per gridare al Governo "razzista e fascista", le prime pagine dei giornali parleranno di "leggi razziali" e "campi di concentramento", le solite pallide entità sinistre si stracceranno le vesti fino alle mutande per tanta inumana crudeltà.
Gli italiani ancora volta ringrazieranno la loro previdenza alle ultime elezioni nell'aver messo la croce sul simbolo giusto. E le previsioni parlano di trionfi della Lega.
Orpheus
Un consiglio a Berlusconi per l'Onu, faccia come Bush boicotti  il Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, fra gli stati membri figurano paesi di "grande" rispetto dei diritti umani come Cina, Cuba, Pakistan e Arabia Saudita, vorrà mica sedersi accanto a chi pratica torture ed esecuzioni di massa?

1 maggio 2009

Addio Delara

 
...Dopo questo purgatorio che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore dai rancori
se la figlia della luna si innamora, donerà sorrisi
se il cuore della montagna si intenerisce,
nascerà verde erba...

Molti ormai conoscevano il bel viso di Delara Darabi, per anni la comunità internazionale ha lottato per salvarle la vita. Anch'io ho tenuto fin'ora in homepage, una petizione a suo favore. A nulla é servito l'impegno di tutti, Delara é stata giustiziata oggi in Iran.
La giovane pittrice era stata condannata a morte per un omicidio commesso a 17 anni.
Non sono mai state chiare le dinamiche del crimine di cui era stata incolpata, insieme al suo fidanzato, sta di fatto che l'uomo é stato condannato a dieci anni, lei l'hanno appesa ad una forca. Così funziona la giustizia in Iran e nei paesi islamici, una donna paga sempre un tributo altissimo, addirittura se viene stuprata, rischia pene più severe degli stupratori.
Con l'esecuzione di Delara sale a 140 il numero delle vittime nel 2009 del bestiale regime iraniano, una media di 35 esecuzioni al mese.
Ho una domanda che mi riempe di una frustrazione amara e incontenibile, a che servono le petizioni e la mobilitazione, se il principale responsabile di queste orrende esecuzioni,
viene invitato a parlare ad una conferenza dell'Onu sul razzismo?
Orpheus
P.S. i versi sotto la foto di Delara, sono di Nadia Anjuman Herawi, la giovane poetessa afgana picchiata a morte dal marito perchè aveva scritto un libro di poesie, che parla d'amore, Gul-e-dodi' (Fiore rosso scuro).
Nadia era madre di una bimba di sei mesi

31 marzo 2009

Karzai si arrende ai talebani "Stuprare la moglie si può per legge"

 

Non c’è libertà né diritti per le donne afgane, TUTTT’ORA VESSATE da una mentalità arretrata, e a quanto pare il governo di Hamid Karzai, invece di garantire leggi che vietino e puniscano qualsiasi discriminazione, ha deciso di far concorrenza al sanguinario regime talebano, mantenendo l’Afghanistan nel più truce oscurantismo.
Secondo fonti delle Nazioni Unite il governo afgano ha recentemente votato una legge (ancora non pubblicata) che legalizza lo stupro all'interno del matrimonio in quanto vieta alla moglie di rifiutare di avere rapporti sessuali con il marito. Inoltre vieta alle donne di uscire di casa, sia per cercare lavoro che per andare dal medico, senza il permesso del coniuge e garantisce la custodia dei figli esclusivamente al padre e ai nonni. La legge, che regola il diritto di famiglia per la comunità sciita, non ha nulla da invidiare a quelle dei talebani. La Costituzione afghana consente agli sciiti, che rappresentano circa il 10% della popolazione, di avere un diritto di famiglia separato, basato sulla loro giurisprudenza tradizionale, sembra quindi che dietro queste concessioni, ci sia la volontà di Karzai di cercare consensi fra gli sciiti, in vista delle prossime elezioni presidenziali di agosto.
Sia la Costituzione che diversi trattati internazionali firmati dall'Afghanistan garantiscono pari diritti alle donne, evidentemente sono carta straccia, davanti alle mire del presidente afgano.
Dalla situazione afgana si può facilmente evidenziare come la sharia si insinui e si imponga negli ordinamenti giuridici, grazie all’ambizione dei singoli politici che per tornaconto elettorale sono disposti a “sorvolare” sui diritti umani.
Una lezione che l’Occidente deve imparare prima di elargire concessioni in deroga ai nostri principi e alle nostre leggi.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. afghanistan diritti umani sciiti karzai

permalink | inviato da Orpheus il 31/3/2009 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

13 marzo 2009

La sharia uccide anche nei nostri paesi, ricordiamolo sempre

Gulsum_s Amina_sarah_said
Gülsüm picchiata a morte   Amina e Sara, sorelle rapite e uccise
Princelss_sahariLidia motylask
Sahar 33 anni                               Lydia 19 anni

Morsal o2Photo
Morsal 23 anni pugnalata              Hatin sparata
Banazmahmood_468x351Photo
Banaz uccisa per aver amato         Aqsa uccisa perchè non voleva l'hijab

Che cosa ha portato alla morte queste povere ragazze: un padre, un fratello, un fidanzato o marito musulmano e la loro voglia di vivere la vita a modo loro.
Ne parlo perchè ho letto
un'intervista che mi ha lasciata sconcertata.
Le dichiarazioni della mamma del bimbo ucciso dal padre egiziano a San Donato Milanese, la sig. ra Antonella Penati, sono a mio parere fuorvianti, lei parte dal presupposto che la “differenza è nelle persone e non nella religione”, afferma anche che “la Sharia islamica, la cultura musulmana è una cultura molto complicata nel rapporto tra uomo e donna”.
Definirla “complicata” è, come si suol dire, un eufemismo che induce ad un grave errore di valutazione, per la sig.ra Penati, infatti occorre fare patti chiari prima del matrimonio: “Se i patti vengono messi prima per iscritto, sicuramente alleviano tanti dolori ai bambini. E’ l'unico consiglio che posso dare. Non voglio dire: non sposatevi con un egiziano, piuttosto che con un tunisino o un marocchino. Dico solo: mettete le cose in chiaro prima. Mettete tutto nero su bianco, così tutelate il vostri figli nel caso il vostro matrimonio non vada bene.”

Mi piacerebbe rivolgerle una domanda: “ Se lei avesse messo nero su bianco, come consiglia, suo figlio sarebbe vivo?”

No, non sarebbe vivo, Federico è stato ucciso come un animale, solo perché il padre non voleva consentire alla madre di educarlo secondo i principi che riteneva più opportuni, e una carta bollata, non avrebbe cambiato la situazione di una virgola.
Come non la cambia nei numerosi casi in cui i minori vengono rapiti dai padri musulmani per essere portati nei paesi di origine e là educati seconda la cultura vigente.
Come non cambia la sorte di tantissime donne e ragazze che, per il semplice fatto di rifiutare un matrimonio combinato, di chiedere il divorzio o banalmente voler vivere la propria vita come una qualsiasi ragazza occidentale, vengono barbaramente sgozzate, decapitate, picchiate a morte anche nei nostri civilissimi paesi e in barba alla nostra civilissima cultura. 
Le nostre leggi e carte bollate vengono usate dagli islamici nella maggioranza dei casi, unicamente per rivoltarcele contro e mai, e poi mai uno di loro si sognerebbe di rispettarle. Sposare uno di loro è come fare la roulette russa, se una è disposta a rischiare, si accomodi, ma per lo meno non metta di mezzo bambini innocenti.

La sfilza di giovani donne che ho messo in apertura é contenuta in questa galleria degli orrori, che bisognerebbe far vedere e leggere ad ogni donna che pensi di sposare un musulmano e continuare a fare la vita da occidentale.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diritti umani islam matrimoni misti

permalink | inviato da Orpheus il 13/3/2009 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa

12 marzo 2009

Non dimentichiamoci di Aung San Suu Kyi e dei monaci birmani: una firma per loro

                                         
                                       "Per favore usate la vostra libertà
                                per aiutarci ad ottenere la nostra"

 
Obiettivo di due associazioni  (Assistance Association for Political Prisoner Burma eForum for Democracy in Burma) é
raccogliere 888.888 firme per chiedere la liberazione dei detenuti politici in Myanmar e ottenere la revoca degli arresti domiciliari di Aung San Suu Kyi entro il 24 maggio, giorno in cui scade il provvedimento restrittivo della giunta militare.
Si può aderire anche attraverso il social network Facebook (vedi
Free Burma's Political Prisoners Now!). 
PETIZIONE
La campagna ha preso il  via oggi 13 marzo, giornata per i diritti umani in Myanmar. Essa intende dare visibilità e portare a conoscenza dell'opinione pubblica i“soprusi ai danni dei dissidenti” ed esercitare “pressioni sulla dittatura militare al potere”.
Il numero di firme, richiesto ha un significato ben preciso e si rifà ad una data 8 agosto 1988 (8-8-88) giorno in cui la giunta ha massacrato circa 3000 persone che dimostravano in modo pacifico per la democrazia.
Ancora oggi vi sono oltre 2100 prigionieri politici detenuti nelle carceri birmane, dove sono sottoposti  a “interrogatori, torture e minacce fisiche e psicologiche". 
Ricordiamocelo perchè noi abbiamo smesso di 'essere tutti birmani' e non indossiamo più magliette rosse, ma NON per questo la repressione in quel paese é magicamente svanita.
Il popolo birmano ha ancora molto bisogno dell'attenzione e dell'aiuto delle democrazie occidentali.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. diritti umani

permalink | inviato da Orpheus il 12/3/2009 alle 17:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

5 marzo 2009

Storie di ordinaria barbarie nell'Afghanistan "liberato"

Sei anni dopo che gli Stati Uniti hanno 'liberato' le donne afghane dall’ oppressivo regime dei Talebani, la vita per loro è ancora un calvario, di abusi e violenze che spesso portano alla morte.
In hospitalAbused by husband

Fatima ha il volto e il corpo martoriati dalla violenza del marito, le dita dei piedi tagliate con un accetta, il collo e il busto ustionati dall’acqua bollente. Direste che questa donna ha solo 22 anni? No, sembra una vecchia, consumata da una vita bestiale di soprusi.
Nafisa
Nafisa
Nafisa ha avuto il naso e un orecchio mutilati a colpi di coltello.

Gulbar bruciata dal marito
Gulbar punita dal marito, per essere scappata da una vita di torture quotidiane, che le ha versato addosso benzina e ha appiccato il fuoco. 


C'è chi ancor più sfortunata é stata uccisa dal marito. Come queste due poverine massacrate con un'accetta.
The deadbodies of the 2 women

E ci sono bambine come Samia, i cui occhi mi fanno provare una pena immensa, pari solo alla rabbia, che mi prende, quando penso, al silenzio e al menefreghismo generale, del mondo, cosiddetto 'civilizzato'.
SamiaSamia

In Afghanistan lo 87% delle donne subisce gravi abusi fisici e sessuali. Il 60% dei matrimoni sono forzati.
Nonostante una legge ne vieti la pratica, il il 57% delle spose sono di età inferiore ai 16 anni. Il tasso di analfabetismo tra le donne è l' 88%, con solo il 5% delle ragazze che frequentano la scuola secondaria.
 I tassi di mortalità materna sono i più alti del mondo a fianco della Sierra Leone. E 30 anni di conflitto hanno lasciato più di un milione di vedove senza alcun diritto, che mendicano per le strade accanto a un crescente numero di orfani.
L'Afghanistan è l'unico paese al mondo con un più alto tasso di suicidi tra le donne rispetto agli uomini.
Non é difficile immaginare il perchè. La risposta é nei loro occhi, pozzi bui, di dolore e disperazione.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Diritti umani donna Afghanistan

permalink | inviato da Orpheus il 5/3/2009 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

22 gennaio 2009

Iran: uomo impiccato ma "solo" per alcuni minuti

 Iran impiccagione


Iran impiccagione

Troppo impegnata a difendere i diritti dei costruttori abusivi di ecomostri, la Corte europea per i diritti dell’Uomo non ha tempo per i diritti umani in Iran. Per non parlare dell'Onu anche questa in "tutt'altre faccende affacendata".
In virtù di ciò le forche iraniane sono in piena attività al punto che i boia “poverini” per smaltire il super lavoro, ricorrono alle esecuzioni di massa.

Dieci uomini tra i 21 e i 42 anni condannati a morte per omicidio sono stati impiccati nel penitenziario di Evin. Lo ha riferito un quotidiano filo-governativo iraniano, secondo cui le esecuzioni sono avvenute mercoledì mattina. Altre 12 condanne a morte sono state eseguite in altre città della repubblica islamica da martedì scorso, portando a 26 il totale dall'inizio dell'anno.
Nel 2008 sono state 246, al cui numero vanno aggiunte, l’ultima trovata dei seviziatori iraniani: l’impiccagione per “pochi minuti”.
Che consiste nel lasciar pendere il condannato dalla forca solo per "alcuni minuti" per deporlo a terra ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale. I familiari della vittima, infatti avevano accettato denaro per salvarlo solo in extremis.
In un analogo episodio avvenuto lo scorso anno a Bandar Abbas, il condannato aveva riportato danni irreversibili al cervello, appunto grazie a questo “atto di clemenza”.
Non aggiungo commenti, ma l’Onu e le varie corti dei diritti dell’uomo fanno veramente pena.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Diritti umani Iran pena di morte

permalink | inviato da Orpheus il 22/1/2009 alle 18:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
febbraio        aprile