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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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4 novembre 2010

IPSE DIXIT: Di Pietro meglio "tombeur de femme che tombeur d'homme"


E' meglio tombeur de femme che tombeur d' homme
e alla domanda lei è macho?: Grazie a Dio!!! Risponde Tonino.
Se qualcuno a sinistra volesse essere così gentile da spiegarmi la differenza fra la frase di Di Pietro (a parte l'italiano maccheronico) e quella di Berlsuconi, ne sarei felice.
E come mai Arcigay, i Radicali, i Verdi, Italia dei valori (???), il Partito democratico, Sinistra e liberta’ e il circolo omosessuale ‘Mario Mieli non hanno organizzato nessun sit in di protesta per la frase "omofoba" di Tonino? Nè cori di sdegno e richieste di dimissioni?
E ancora come mai per i radicali, che sostenevano:
“è del tutto inaccettabile la criminalizzazione di un orientamento sessuale in quanto tale. Si tratta di affermare il diritto di tutti e di ciascuno a non essere condannati e nemmeno giudicati, sulla base della riprovazione morale che altri possono provare nei confronti delle loro preferenze sessuali. Criminalizzare i pedofili in quanto tali, al contrario, non serve a tutelare i minori, ma solo a creare un clima incivile…” adesso la pedofilia è un crimine da condannare?
Eh, domande che rimarranno senza risposta, perchè non hanno risposta se non nell'ipocrisia, nell'opportunismo, nell'assoluta disonestà intellettuale e morale di una sinistra che smentisce se stessa, un giorno si e l'altro anche, incapace di trovare contenuti nella sua linea poltica, che NON passino per la camera da letto di Berlusconi.
Chi é meglio? Lui o questa gentaglia, culo e camicia con i pedofili, che si indigna solo per la pedofilia dei preti e di Berlusconi e facendolo specula sulla pelle di milioni di bambini abusati, torturati e violentati in tutto il mondo.
Orpheus

27 febbraio 2010

Fin..almente la patente viola a Granata. Ci mancava proprio!



"Meno male che Granata c’è", potrebbe essere il nuovo slogan del popolo viola (di bile) degli antiberluscones d'assalto con a capo, il Giano bifaccia (di bronzo) Tonino, che da una parte si erge a  difensore della giustizia, dall'altra appoggia candidature di inquisiti, condannati e sospetti sodali dei camorristi. Che dire ha un bel coraggio il Popolo Viola a scendere in piazza, con i compari di Bassolino e con chi lo appoggia, Bindi in primis e ad "indignarsi per quel che succede sul versante giustizia". Chapeau!

Quindi Granata che ha ricevuto la "patente viola"  non sfigura per nulla nel movimento che accoglie qualsiasi "scarto" basta che proclami il proprio odio viscerale per Berlusconi.
Ha un curriculum di tutto rispetto: due giorni fa, durante la discussione sulla norma dei "sorvegliati speciali", ha ricevuto applausi scroscianti dalla sinistra; dieci giorni prima ha chiesto la testa del coordinatore nazionale del suo (?) partito Denis Verdini. Prima ancora si è scagliato contro il reingresso della Santanchè nel Pdl ("Esprime le posizioni più retrive della società", ndr); ha criticato chi aveva criticato la gola profonda Spatuzza; ha presentato con il piddino Sarubbi un testo per dimezzare i tempi per la concessione della cittadinanza; ha  tuonato contro i "medici spia" e contestato la legge "salva Eluana".

Mi chiedo solo, perchè si ostina a stare.-
 in un Governo di cui non approva NULLA.
Un briciolo di coerenza e di onestà e cambi partito.

Ma forse come il suo mentore Gianfranco Fini, ha un  "sens of humor" spiccato e molto "british", visto che ogni sua esternazione è una "freddura" e un bagno gelato per la maggioranza.
L'ultima di GianFuffa:"Non va bene che ognuno coltivi il proprio orticello e che ogni ministro voglia salvare se stesso e le proprie competenze a scapito di altri".
E lui che cosa ha fatto fin'ora? Non ha perseguito una linea politica, incomprensibile all'intero centro destra, (fatto salvo quei 4 gatti dei finiani) per portare avanti un suo cammino politico personale?
Il PdL sta galleggiando a causa sua, e fa anche la morale con il solito ditino alzato?
Non crede che vada ancor meno bene, che non si lasci sfuggire l'occasione per criticare il Governo e il Premier, ma soprattutto  che è disdicevole tradire il proprio elettorato, dopo che con i suoi voti è diventato Presidente della Camera?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 27/2/2010 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

18 febbraio 2010

La faccia tosta di Di Pietro merita il podio d'onore


Un pubblico ministero che ha indagato per 9 anni su una parte politica, mettendola sulla graticola e, (per usare un eufemismo) non ha “calcato la mano” con l’altra parte politica, viene candidato nella Regione, in cui ha svolto la sua attività, da quest’ultima. Tutto normale? Tutto regolare?

Nessuno sente il tanfo inequivocabile del cancrenoso conflitto d’interessi che sta erodendo lo stato di diritto e minaccia la Democrazia, nel nostro Paese?  Che ha umiliato, annientato e ridotto a livelli da terzo mondo, la giustizia italiana?

A nessuno viene voglia di sputare in faccia, e non solo metaforicamente, a chi con una faccia di bronzo da primato, si sente anche orgoglioso di contribuire a questo immorale scambio fra politica e magistratura? Se ne vanta in TV, conscio di essere un intoccabile?

Tutto normale, siamo in Italia, e in Italia i PM hanno il loro partito delle manette.

Un partito che prende voti applicando il più becero giustizialismo,  la “presunzione di colpevolezza”,  la legalità a senso unico,  sempre pronto per bocca dei suoi “questurini” a puntare il dito contro le candidature  “opache”, ma che ne appoggia ben tre (per non parlare della sua alleanza con il Pd di Bassolino): Vincenzo De Luca, due volte rinviato a giudizio per reati contro la Pubblica amministrazione. Agazio Loiero, e Nichi Vendola, la cui giunta è stata azzerata da un'inchiesta per corruzione. Tutti indagati, tutti appoggiati dal “partito della legalità”.

Non solo nelle Marche il "partito della legalità" corre l'UDC di Cuffaro, un partito cioè che è presente in parlamento solo per i voti assicurati dallo stesso Cuffaro, condannato già in secondo grado per i suoi rapporti con la mafia.

Si può VOTARE un partito che chiede le dimissioni di Guido Bertolaso per un’informazione di garanzia e negli stessi giorni candida alla carica di Governatore di regione ben tre inquisiti e corre con un condannato in secondo grado per i suoi rapporti con la mafia?

Evidentemente si, se si hanno due neuroni, uno dei quali impegnato ad odiare Berlusconi.

Ma non basta sempre il “partito della legalità” degli altri, perché la propria non viene mai messa in discussione, nemmeno quando con il caso Porfidia ci sono legami con la camorra e condannati come Alessio Lizzano, 43 anni, di Albidona. Un partito che persino Salvatore Borsellino, ha mollato come un pesce marcio e puzzolente. Mai più agende rosse con Di Pietro e compagnia.

Orpheus

 


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permalink | inviato da Orpheus il 18/2/2010 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

4 febbraio 2010

Io speriamo che me la cavo...


Questo pezzo lo devo mettere per regalare 5 minuti di autentica ilarità ai miei lettori, preso dal blog dell'Attila della lingua italiana, dove passa lui non cresce più un verbo, figuramoci un congiuntivo.
PRIMA PARTE - Sono orgoglioso di aver accettato l’invito a una cena prenatalizia insieme al comandante dei carabinieri di Roma, al questore Contrada e ad altri esponenti delle istituzioni. A differenza di altri che vanno con le veline io sono andato con i carabinieri che lavoravano con me e non in un night o in un ristorante, ma in una mensa dei carabinieri. Non sapevo neanche che esistessero le foto, le avranno fatte i carabinieri.
L’invito “ad” una cena sarebbe stato lessicalmente più corretto, la virgola dopo il termine “veline” non avrebbe di certo stonato, il termine carabinieri è ripetuto tre volte nel giro di due righe;
SECONDA PARTE - Se ha fatto qualcosa di sbagliato per cui è stato arrestato e condannato è lui ad aver sporcato quella cena, non io. A queste cose si poteva prestare un giornaletto di provincia, ma il Corsera... Non sanno più cosa inventare, perché l’Idv è l’unica forza di opposizione e l’unica pecora fuori dal gregge.
Chi è che avrebbe fatto “qualcosa di sbagliato”?
Eppure, fin dalle scuole elementari, ci era stato insegnato che il soggetto è parte determinante di una frase… Comunque, sia pure fuori dal gregge, abbiamo appreso che l’IdV è una pecora;
TERZA PARTE - Se fosse come dicono loro i 2mila miliardi di lire sequestrati nell’inchiesta Mani Pulite chi li avrebbe messi, io con gli straordinari fatti da metalmeccanico in Germania? io stavo facendo il metalmeccanico in Germania ad un certo punto sono stato contattato da un agente del Kgb, anzi era della Cia, che mi ha parlato in inglese e mi ha detto: "ti regalo una laurea, poi ti faccio vincere un concorso di commissario di polizia, poi quello in magistratura poi ti faccio entrare nel pool di Milano, poi ti faccio mettere nel sacco e tutti insieme sconfiggiamo questa prima Repubblica del Caf (Craxi, Andreotti e Forlani, ndr)".
E vissero tutti felici e contenti, anzi e vissero tutti con Berlusconi alla Presidenza del Consiglio...ma per favore, fateci lavorare per tentare di rimettere insieme i cocci di questo Paese allo sfascio.
Ci risiamo: la punteggiatura è un optional (almeno Totò esagerava con il suo “punto punto e virgola, due punti…”), il soggetto è altrettanto facoltativo.
“Secondo questi disinformatori vorrebbero sentirsi raccontare la favola che mentre…”: chi è che vorrebbe “sentirsi raccontare la favola”?
Per favore, ditecelo: abbiamo anche noi bisogno di certezze!
Però, già il fatto di sapere che c’è qualcuno che dice di rimettere insieme i cocci del nostro Paese, ci rende felici: il problema è che, purtroppo, conosciamo il protagonista del gravoso tentativo.

Non so se Di Pietro é stato al soldo della Cia, sicuramente chi gli ha dato la laurea doveva aver gravi disturbi psichici...
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 4/2/2010 alle 18:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

3 febbraio 2010

Dieci domande all'ex magistrato Di Pietro



Ecco dieci domande per il gran censore Antonio Di Pietro, il Torquemada sgrammaticato ma sempre in cattedra a dar lezioni di etica:

1) Se in quelle foto con Contrada, una settimana prima dell'arresto, vi fosse stato Berlusconi, cosa gli sarebbe successo?

2) Se lei era in rapporti con la Procura di Palermo, probabilmente sapeva che Contrada stava per essere arrestato: perché è andato a mangiare con lui?

3) Perché quelle foto sono state occultate per anni?

4) All'epoca che danni avrebbe provocato al pool di mani pulite la pubblicazione di quelle immagini?

5) Perché dopo l'arresto di Contrada non avvertì il capo del pool, Borrelli, di essere andato a cena con un capo dei servizi segreti in odore di mafia?

6) Nel 1992 si seppe che la mafia preparava attentati contro Borsellino e Di Pietro. Perché lei fu mandato in Costa Rica con un passaporto falso e Borsellino fu lasciato a Palermo?

7) In quei giorni avvertì o no Borsellino della minaccia che vi riguardava entrambi?

8) Lei interrogò a Rebibbia il mafioso Vito Ciancimino. Perché non lo disse ad "Annozero" quando fu affrontato l'argomento? E cosa le aveva rivelato l'ex sindaco di Palermo?

9) Cosa fu davvero Mani pulite?

10) Perché tutti i vecchi partiti finirono in galera mentre l'ex Pci finì al governo?

Aggiungo una nota Bruno Contrada é stato condannato per essere stato legato organicamente ala mafia, e sedere accanto a lui, per certi pagliacci forcaioli, che hanno costruito la propria fortuna su illazioni, mezze verità e distorcimenti completi della stessa, é prova di colpevolezza.
Non per me è ovvio, ma per Di Pietro e il suo amichetto manettaro, che va in vacanza con i mafiosi, ma spara a zero su chiunque si accosti ad uno di esso.
Bruno Contrada, è stato condannato unicamente sulla base di dichiarazioni di "pentiti" ergo non esistono riscontri oggettivi, ergo è la vittima di un sistema marcio, che ha trasformato pluri-assassini che sciolgono bambini nell'acido,  in  "star" corteggiate e strapagate (con i soldi dei contribuenti) se avvantaggiano il "teorema" giudiziario di qualche toga in cerca di fama e prebende.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 3/2/2010 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

2 febbraio 2010

La prima gallina che canta ha fatto l’uovo: Di Pietro, Contrada e la Cia

Antonio Di Pietro aveva messo le mani avanti, un paio di settimane fa. "Usciranno notizie false su di me, parleranno di alcuni miei rapporti con i servizi segreti". E come vuole il proverbio l’uovo è arrivato: una foto datata 15 dicembre 1992.  Allo stesso tavolo siedono Antonio Di Pietro e il numero 3 del Sisde Bruno Contrada. La notizia dell’esistenza di questa foto, potrebbe non avere alcuna importanza, se non fosse che tutte le altre otto fotografie scattate quella sera, furono fatte sparire.  Puff…volatilizzate. Per 17 anni, tutto è rimasto top secret. Perché Di Pietro su quella cena mise una “pietra tombale”, non ne parlò con nessuno nemmeno con i magistrati che il 24 dicembre disposero l'arresto di Contrada.

Scrive Felice Cavallaro sul Corriere: "Le foto documentano solo una cena. Ma è anche vero che il ruolo di Contrada era già discusso e che non sfuggiva a Di Pietro il quadro insidioso dei misteri legati alla strage di via D'Amelio. Dopo 17 anni è stato lo stesso Di Pietro, l'8 ottobre scorso a rivelare, durante una puntata di Annozero, presente Massimo Ciancimino, di essere stato informato alcuni giorni prima della strage di una relazione dei Ros su un attentato preparato contro lo stesso magistrato e contro Paolo Borsellino. Con una differenza. Che a Borsellino la nota fu inviata per posta e mai recapitata. Mentre a lui fu consegnato un passaporto con il nome di copertura, Mario Canale, per rifugiarsi all'estero. Come fece". Insomma, i conti non tornano. Una fuga taciuta per 17 anni, come queste foto.  Scrive ancora Cavallaro: "Per chi indaga da vent'anni sui pasticci italiani è scontato cercare di mettere a fuoco la controffensiva di potentati allarmati dall'eventualità di un incrocio fra le inchieste di Palermo e Milano sui grandi affari. Proprio quel che rischiava di accadere dal febbraio '92 in poi con Falcone e Borsellino ancora vivi e con il pool di Milano al lavoro. Da qui l'importanza di quella minaccia della mafia a Borsellino e Di Pietro insieme".

Borsellino ha pagato con la vita il suo impegno contro la mafia, ma “l’eroico” Di Pietro” fatto passare dai media come una specie di “San Giorgio” arma in pugno contro i potenti di allora che a furor di popolino sconfisse, in “soldoni” che fece realmente?

L’ho letto recentemente in  un’antologia di articoli di un giovane e sfortunato giornalista, Mario Yuri Grasso,  che riporto: “ Di Pietro ha attaccato solo quando Craxi e Andreotti erano già politicamente sconfitti dal voto per la Lega Nord e dalla difficoltà del pentapartito. I potenti del tempo di Di Pietro si chiamavano e si chiamano Agnelli, Romiti, De Benedetti, Violante, Cuccia...nessuno di costoro è stato mai sfiorato dall'eroico magistrato. Ed un capitolo a parte, tutto da scrivere, meritano i rapporti dell'uomo simbolo del pool con i servizi segreti italiani e le grandi centrali politico-finanziarie del Nord America".

Un segreto ben custodito fra le pagine buie della storia della nostra Repubblica, un segreto che se venisse finalmente a galla, non potrebbe che fare chiarezza sulla degenerazione di una certa magistratura (principale responsabile della morte della Giustizia nel nostro Paese) di cui Di Pietro é l'uomo simbolo il più autorevole rappresentante.

Orpheus


23 dicembre 2009

L’Italia dei Violenti: Barbato e la sua voglia di “lapidare” Berlusconi


Sport preferito dei sodali, nonché deputati di Di Pietro è l’incitamento all’odio e alla “lapidazione” del Premier con statuette del Duomo, così si é espresso Francesco Barbato: “Per ogni operaio della Fiat buttato fuori, la tiro io in faccia la statuetta a Berlusconi. Un governo serio - ha aggiunto - si deve preoccupare di chi perde il posto di lavoro e di chi non l'ha mai avuto”.
Senza entrare nel merito perché il discorso Fiat è troppo complesso, la frase è degna di un “talebano”, fanatico e violento. Non merita commenti, ma una bella denuncia per direttissima.
Barbato non è un’eccezione, anche Pancho Pardi ha dato una bella dimostrazione in Tv, del perché, più che  per valori, quella “V” sta a significare violenti.
“La campagna d'odio?" esplode Pardi a Omnibus, su La7. "E' orchestrata dal premier".
D’altronde è la tesi del suo capoccia, che in barba alla richiesta del Presidente Napolitano, continua la sua campagna d’odio, accusando la vittima, cioè Berlusconi di esserne l’autore.
Il Presidente del Consiglio dal canto suo, ha risposto alla politica violenta dell’idv,  perdonando il suo aggressore dal punto di vista umano e auspicando che sia punito come merita, perché non passi il messaggio che si possa aggredire il Premier e farla franca.
Questo partito che ha come obiettivo “sfasciare” Silvio Berlusconi, è entrato in Parlamento grazie al Pd, è suo alleato e lo rimarrà anche in futuro, nel caravanserraglio che sta allestendo Bersani: Casini, Pd, idv e sinistra estrema.
Bersani parla di riforme concordate, ma è aria fritta:  sul lato pratico rimane la sua alleanza con i “talebani” e il ritornello delle leggi ad personam, unica freccia spuntata al suo arco: peccato che la legge ad personam sul processo breve, l’abbiano proposta i Ds nel 2004 "Disposizioni in materia di prescrizione del reato alla luce del principio di ragionevole durata del processo".
Mi dica Bersani è diventata ad personam perché adesso la propone il PdL?
Una sinistra violenta e cianfrona, possibile che questo Paese non possa avere di meglio?
Orpheus


15 dicembre 2009

Chissà se un elettore del PdL avesse spaccato la faccia a Prodi…



Chissà se un elettore del PdL avesse spaccato la faccia a Prodi?


Se  il forcaiolo Di Pietro avrebbe detto che lui “istiga”?

e la “cattolica adulta” Bindi  gli avrebbe detto di non fare la “vittima”?

Se il  Travagliato, giustizialista (inde)Fesso e indecente avrebbe avallato un simile e grave atto di violenza fisica e privata e sociale, perché Berlusconi è il capo di un grande partito, con parole da Torquemada di Tor pignattara? “Chi l’ha detto che non posso odiare un politico? Chi l’ha detto che non posso augurarmi che se ne vada al più presto? E che il Creatore se lo porti via al più presto?”
Lo dice il BUON SENSO e lo dice il RISPETTO della democrazia.
E’ grazie a queste parole che Tartaglia ha fracassato la faccia del Premier.
E’ grazie a lui, Santoro, Grillo e Di Pietro e alla sinistra "cosiddetta moderata", ma che é solamente ipocrita perchè il "lavoro sporco" lo fa fare ai mastini di cui sopra.

E il popolo della sinistra che non festeggia, minimizza: “In fondo era “solo” un souvenir”…che gli ha spaccato il setto nasale, rotto due denti e provocato una lesione interna ed esterna al labbro….ma era solo un souvenir.
La prossima volta quando sarà un fucile o una pistola che  diranno? “ Non tutto il male viene per nuocere, il tiranno è stato abbattuto”, viva la NOSTRA libertà e la NOSTRA democrazia e inizieranno le purghe per quelli come noi?
Sono anni che ci insultano per il solo fatto che votiamo PdL, immagino che il loro sogno sia “rieducarci” alla maniera di Pol Pot, per farci apprezzare quella fogna, corrotta, violenta, camorrista, antidemocratica, forcaiola, che si chiama SINISTRA.
 
Picchiano la gente che legge Libero o il Giornale sul tram, bruciano le nostre sedi di partito, attaccano chi fa volantinaggio, danno l’assalto ai nostri gazebo e punti elettorali, picchiano i nostri politici e VOGLIONO AMMAZZARE il nostro capo e leader indiscusso. Un vero esempio di vera libertà democratica.
Che cos’altro devono farci, perché noi reagiamo?
Entrare nelle nostre case con i bastoni come facevano gli studenti maoisti?
La misura è colma, le parole sono pietre e in questo caso statuette lanciate in faccia al Premier di un altro partito e alla democrazia. Sono le parole di Bindi e sodali.

Questa gente è nipote di chi nel dopo-guerra ha fatto un bagno di sangue, di chi negli anni di piombo sparava ALLE SPALLE del “nemico”.
Sono vigliacchi ma pericolosi.
Orpheus




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6 dicembre 2009

L'Italia dei pentiti mafiosi e delle escort...


L'onda viola é scesa in piazza. E cosa ha chiesto? Come da copione le dimissioni di Berlusconi. E perchè dovrebbe dimettersi? Perchè un individuo non catalogabile nemmeno fra gli esseri umani, visto che con una mano scioglieva bambini nell'acido e con l'altra mangiava un panino, è stato elevato al rango di ultimo paladino temporale e morale, della sinistra forcaiola e imbevuta d'odio. Un odio che non conosce nemmeno i limiti del buon senso, un odio che santifica i peggiori tagliagole, pur di abbattere l'unico "criminale" , il nemico pubblico numero UNO: Silvio Berlusconi.
Lungi dal provocare quel che ha chiesto, questa furia distruttrice, nuoce all' immagine dell'Italia onesta che aborrisce i tagliagole e alla sinistra stessa, perchè la fagocita in una "guerra" fraticida.
Il Pd, molto più di Berlusconi, é stata la vera vittima della manifestazione "dipietresca", un Pd, indeciso, imbelle, in "piazza contro Berlusconi, ma anche no", balbettante, confuso e confusionario, che ha incassato i fischi dell'onda viola.
Se Di Pietro, come credo, voleva "killerare" la presidenza di Bersani, ha raggiunto il suo obiettivo.
Se, con un manipolo di utili idioti, voleva dare "una spallata" al Governo, una "risata lo ha seppellito". Di viola ci sono state solo le facce di Bersani, Bindi e Franceschini nel quantificare il travaso di voti, che gli é costata questa ennesima pagliacciata.
Gli altri, quelli che guardano i risultati del Governo Berlusconi e non ascoltano le "sputazzate" come oro colato, non solo sono solidali con il Premier e il Governo, ma se la ridono davanti al teatrino di un'opposizione impegnata a scannarsi per accaparrarsi il voto di pagliacci come quelli della foto...
Orpheus


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15 novembre 2009

Col Governo Berlusconi si arrestano 3 camorristi al giorno. Preso anche il numero 2 di Cosa Nostra



Sconfiggere il crimine organizzato? Si può è solo questione di volontà, di fatti e poche chiacchiere.
Il “modello Caserta”  concepito dal Ministro Maroni e applicato anche altrove, sta dando frutti insperati; i numeri parlano chiaro, prima si contavano 2-3 morti ammazzati al giorno in Campania oggi si viaggia alla media di 3,2 arresti quotidiani di esponenti della malavita. Solo nei primi 13 mesi del governo Berlusconi si contano 1.186 arresti in Campania, fra cui pezzi da novanta come i fratelli Pasquale, Salvatore, Carmine Russo di Napoli, Maurizio Errichelli, Luigi Esposito, Andrea Letizia, Mario Russo, Michele Maietta, Gabriele Rusciano, Nicola di Febbraro, Raffaele Diana.
Anche all’estero sono stati arrestati super-latitanti: in Slovenia Salvatore Zazo, in Spagna Antonio Caiazzo, Raffaele Amato, Vincenzo D’Avino. A Santo Domingo Ciro Mazzarella e a Bucarest Paolo Romagnoli.
Ieri sera la notizia dell'arresto nel trapanese, del capo dei capi, il numero due di Cosa Nostra, Domenico Raccuglia. Era ricercato da 15 anni.
Lo Stato FINALMENTE è tornato ad esserci in quelle terre, e la beffa per gli antimafiosi da barzelletta, è che ciò è avvenuto grazie al partito “mafioso” del “mafioso” Berlusconi.
Loro gli onestini che predicano bene, combattono le infiltrazioni camorristiche nel Pd campano, con “giurin giurella” mano sul cuore.
E gli onestini che scendono in piazza accanto ai parenti delle vittime di mafia tacciono su queste vergognose vicende. Il "silenzio é mafioso",  solo quello degli altri, però: a Castellamare di Stabia, paese del Killer tesserato Pd, gli iscritti dovranno giurare contro la camorra, questo il "grave" provvedimento preso per far pulizia nel partito…e Di Pietro tace.
Buffoni, se non peggio.
Orpheus

10 ottobre 2009

Un esempio del "kulturame sinistro"


L'altro giorno mi é capitato di andare su un sito, dove ho potuto rileggere le pompose chiacchiere del  "supermegapozzodiscienza", architetto Fuksas, la cui spocchia é nettamente superiore alla sua Kultura, a quanto pare, ve le ripropongo, perché il "riso fa buon sangue" e certi avversari é meglio prenderli per i fondelli,  piuttosto che sul serio.
Buon divertimento (particolarmente divertente lo scambio Fuksas versus Di Pietro:-)


DA "ANNOZERO" DEL 17 APRILE: "L'IMPORTANZA DELLA KUL...TURA"

FUKSAS : Io non penso che (gli Italiani)  sono stupidi, però penso che sono, come avevo già detto, ...non sono i tedeschi, e non sono neanche  i francesi.
E lo si vede dal traffico… Lo si vede dai comportamenti, dalla violenza individuale, dalla violenza verbale, dal modo di gesticolare.
C’è qualche cosa di differente.
E poi c’è questa cosa della cultura, che è una bruttissima parola in questo periodo…però la cultura è importante…eehhh…
Quando un popolo non si stupisce che un signore che deve fare il Presidente… che faceva il Presidente del consiglio dice “…come Romolo e RemoLO “  tutti sappiamo, io lo dico perché può essere che qualcuno non lo sa, che era “Romolo e Remo”… oppure dice…con una citazione….
 
FACCI: era un lapsus….
 
FUKSAS: …allora quest’altra citazione, vediamo che lapsus era… al congre…al….all’ultimo eehhhhmm…  comizio a Roma…in cui dice…non so se ve ne siete accorti…ha detto una cosa molto semplice…“Io non vorrei essere eh.. come…come diceva Giulio Cesare…ehhmm.. primo in un villaggetto che a Roma”…prima di tutti non era Giulio Cesare…tu lo sai chi era?
Lei lo sa chi era? No? E’ questo il guaio. Cicerone!
 Eh beh.. …dovete studiare ragazzi! Era Cicerone. 
(e invece era proprio Cesare. Almeno, era Cesare secondo quanto si legge nelle “Vite parallele” di Plutarco, volume 4°, Filopemene e Tito Quinzio Flaminino,Pelopida e Marcello, Alessandro e Cesare)
Ma forse Fuksas conosce qualche trattatello dell’epoca un po’ alternativo che la racconta diversa-nda)

 
FACCI: …siamo al cuore del problema.
 
FUKSAS: No no…tu mi fai parlare…tu mi fai parlare…tu devi finirla di provocare. Basta.
 
FACCI: Provocare io?
 
FUKSAS. Si, perché non devi interrompere.
 
FACCI:  Sissì vabbè..prego…prego…accidenti! Non ho fatto…
 
FUKSAS L’altra cosa da dire… è …Se io chiedo a loro…io non sono le iene…però gli chiedo…chi era Euclide e che cosa ha fatto di importante…o quando…. no ..no…
 
SANTORO: eh,..stasera…mi sa che…mandiamo via tutti eh.…non è che qui…
 
FUKSAS: No…spero di no,  se non sappiamo chi era Euclude
(sic: Euclude. Questa fa il pari con Remolo-nda) e se non sappiamo chi era Cicerone e se non sapp…vuol dire che non abbiamo fatto la scuola media…vuol dire che non abbiamo…Se non si sa che l’algebra è arrivata nel 1200…eh?... in Europa, (peccato che le versioni in latino del trattato di algebra di al-Khwarizmi, redatte da Robert of Chester a Segovia, e da  Gherardo da Cremona a Toledo,  siano del secolo precedent –nda) vuol dire che c’è qualche cosa che non funziona…allora io credo che c’è un problema di fondo di questo paese. Questo paese è profondamente ignorante. Profondamente…e lo è nella classe dirigente…(se nella classe dirigente si comprendono anche certi architetti, quoto – nda) …cioè un signore che dice … “uòterlo” non sapendo che si trova in Belgio e si pronuncia vàterlo …. (non proprio, caro Fuksas. La pronuncia esatta, la puoi sentire cliccando QUI, ed è uaterlò, d’altro canto è località dell’area del Brabante Vallone, zona in cui la pronuncia della "W" si differenzia  dalla pronuncia Belga classica....- ndr)  e gli danno un milione di euro all’anno …ed è un personaggio delle Telecom…più importante delle Telecom…e poi dice che a uòterlo Napoleone ha vinto con strategia straordinaria io dico questo…Io lo caccerei via dalla quinta elementare. Cioè…un popolo così…che è diretto in questo modo, che ha questo livello di conoscenze e di cultura….Io dico a mia figlia…studia storia a 14 anni…non puoi non conoscere le guerre persiane…non puoi non conoscere…questo è un popolo che non conosce, al momento.
 
SANTORO:  Di Pietro non è convinto…di questa…eh?  …c’è qualcosa…
 
FUKSAS: Cioè Euclide è ricordato perché ha tradotto la geometria..
 
DI PIETRO: No no, io credo….Io credo che gli italiani vanno rispettati tutti…e che credo che sia importante per la crescita dell’Italia…chissà co….ovviamente lui tira l'acqua al suo mulino;-) NdO
 
FUKSAS: Io non faccio mica la campagna elettorale eh…?? Anche quelli che non sanno…eehhh….
 
DI PIETRO: No no no no no…scusa… con tutto il rispetto…con tutto il rispetto … per uòterlo euàterlo…che, voglio dire, per l’amor di Dio…
 
FUKSAS:  VAterlo…VAterlo…te lo dico così non sbaglia: VAterlo
 
DI PIETRO: No, sto dicendo… proprio apposta …con tutto il rispetto per questi….io credo che abbiano diritto di essere rappresentati e di poter, …ehh..diciamo così, essere considerati. Quelli che sanno come si coltiva un ettaro di terra….quelli che sanno come si fa comunicazione…eccome se TIRA l'acqua al suo mulino, sta affogando:-DDDD... NdO
 
FUKSAS: Ma non ci sono più quelli che fanno un ettaro di terra….addipietrooo…
 
DI PIETRO: vi prego…vi prego…vi prego…guardi, io sono orgoglioso del fatto che so come si coltiva  un ettaro di terra.
 
FUKSAS: E va a coltivare un ettaro di terra, allora. (detta con eloquente inflessione ciociara, tipo: "ma vai a zappare" -ndr)
 
DI PIETRO: Io credo, io credo, io credo che… io credo….che bisogna rispettare tutti: i grandi…eeh…filosofi come te…
 
FUKSAS:  No, io faccio l’architetto…
 
DI PIETRO: I grandi architetti….quello che vuoi…i grandi…
 
FUKSAS : Facciamo casino però a questo punto…..
 
DI PIETRO: Abbiate pazienza…no..guardate io credo che sia …io credo….io credo che sia una grande manifestazione di arroganza quella di pensare che.. quel che..se uno che pensa... lui è bello e tutti gli altri son tutti cretini, questa è una manifestazione di arroganza che non fa… che non fa onore a nessuno… haheia…. e non sia rispettoso per gli italiani.
 
SANTORO: Poi uno che non sa leggere e scrivere ha diritto di voto, e può sciegliere la persona…
 
DI PIETRO: Ee… lasciamo ai  cittadini, scegliere…e già perchè se s'introduce il parametro della cultura, questo torna a zappare l'orto NdO
Io credo che gli italiani abbiano fatto una scelta e vadano rispettati per questo. Ribadisco.
Ribadisco  che l’Italiano è un po’ come il paziente quando va al medico. Se il medico gli dice: eeh…questa è la cura che devi prendere l’italiano pensa che quella è la malattia che ha.
Io credo quindi che Berlusconi sia riuscito ad ottenere tutto questo vantaggio perché ha illuso gli italiani grazie ai mezzi d’informazione che ha.
E non lo dico io…e questo rispondo a Facci…oggi… oggi leggo oggi il Consiglio…  dice il commissario Cres della… della Commissione Europea… il Consiglio di Stato deve riconoscere il danno subito dall’emittente Centro Europa 7 per la mancata assegnazione delle frequenze che le spettavano e che sono state lasciate invece a Rete 4. Allora: il domando è questo. Eh…
(peccato che qui Di Pietro venga interrotto da Santoro, sarebbe stato interessante udire il domando che si stava per porre l'ex PM, nonchè il risposto che si aspettava - ndr)
 
SANTORO: Il danno...perchè mi è sfuggita questa cosa…
 
DI PIETRO: Il danno, si.
 
SANTORO: …solo il danno gli riconosce?
 
DI PIETRO: Io non voglio leggerlo tutto (e ce' credo perchè di Rete4 non fa menzione NdO).
 
Più che trasmissione d'informazione sembra la scenetta di un cabaret con Di Pietro primo comico, d'altronde ci vuole un bel coraggio ad invitarlo ad una trasmissione sull'importanza della Cultura, oddio visto che era presente Fuksas...
Orpheus


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10 settembre 2009

Piccoli Di Pietrini crescono


Di Pietro ha un “allevato” proprio bene l’ex pm De Magistris.
Pari pari al suo mentore nel sciorinare la solita litania di sconcezze e panzane sul Premier, stessa faccia di bronzo, solo più belloccia: Berlusconi mafioso, piduista, bugiardo, ecc. (per la serie che in Italia non c’è libertà d’informazione, ma c’è quella di diffamazione, si).
Detto questo mi piacerebbe sapere perché i giornalisti, invece di riportare pedissequamente le solite "bubbole" non chiedono all’adamantino De Magistris come mai lui così puro come un giglio, fa parte di un partito che a differenza di tutti gli altri,  presenta due soggetti distinti ma omonimi: il “partito” Italia dei Valori (il movimento che si presenta alle elezioni) e l’ “associazione” Italia dei valori (che incassa i soldi ed è composta da soli tre soci, Di Pietro, sua moglie Susanna Mazzoleni e la deputata Silvana Mura).
2)Il partito politico Idv non ha un codice fiscale. Il codice fiscale a cui viene erogato il rimborso pubblico è quello dell’associazione Idv. Vuol dire che il partito non ha una posizione fiscale, e questo è un fatto molto strano.
3)Come mai sulla delibera per i rimborsi elettorali c’è la firma di un tale (Di Domenico) che afferma di non essere stato presente all'asemblea perché quel giorno era a Roma in tribunale, come prova un fascicolo di un processo?
Come fa notare il deputato della Lega Nord, Matteo Brigandì, in un’interrogazione parlamentare, presentata ieri in merito: "I punti sono due - dice il deputato -. Se a prendere i fondi pubblici non fosse un partito politico ma un’associazione di tre persone, si pone il problema delle tasse da pagare su quella ingente somma. Secondo: Silvana Mura è uno dei tre soci Idv e contemporaneamente è anche nell’ufficio di presidenza della Camera, l’organo parlamentare a cui spetta la ripartizione dei rimborsi ai partiti». In altre parole, controllore e controllato coincidono nella deputata-tesoriera Idv.
4)Nessuno ravvede, nemmeno il solerte De Magistris, un conflitto d’interessi?
C’è infine un’ultima domanda: lui potrebbe esternare liberamente quello che ha detto in questa intervista, se fossimo in una dittatura e Berlusconi un dittatore sud-americano come ciancia il suo maestro?
No. Quindi non crede che Di Pietro menta, quando fa simili affermazioni?
E lo stesso De Magistris non mente?
Ecco nessun giornale, malgrado l’informazione sia "controllata" da Berlusconi, fa domande di questo tenore al più scatenato detrattore della sua persona e nemmeno ai suoi delfini.
Orpheus

10 luglio 2009

Guardian: speriamo in un altro terremoto E Di Pietro pure si scusa, "a nome dell'Italia"

Il guardian s'è risentito.
Berlusconi e Frattini l'hanno chiamato "piccolo giornale" (in effetti avrebbero dovuto chiamarlo carta igienica N.d.O), dopo la polemica dei scorsi giorni. E la risposta dei giornalisti inglesi non si è fatta attendere. E' stata affidata ad Alexander Chancelor, il quale non si spiega perché il nostro primo ministro se la sia tanto presa dopo aver letto che "l'Italia non merita di stare tra i grandi, e potrebbe presto essere defenestata per lasciare spazio alla Spagna".
Per avvalorare la sua filippica in difesa del Guardian, Chancelor ricorda tutti i guai di Silvio, e dice che, prima o poi, cadrà.
Finemente, poi chiosa: "But if you're in a hurry to see the back of him, the best thing to hope for is another earthquake during the summit in L'Aquila, where there was an encouraging little earth tremor only yesterday morning".
Cioé: "Volete vedere accelerati i tempi della scivolata? La cosa migliore da augurarsi è un'altra scossa di terremoto durante il G8. Ce n'è stata una incoraggiante l'altra mattina".
Perdonerà, Chancelor, se tocchiamo ferro. A chi in questi mesi ha soffiato sul fuoco degli stranieri, per incattivirli fino a questo punto verso il nostro Paese, chiediamo: soddisfatti, ora che arrivano a tanto?
 Contenti di sentire gli inglesi che ci fanno tanti auguri?
 

"di pietro" e le scuse infami
"di pietro" ha voluto invece rispondere di persona, a questo articolo del Guardian.
Ovviamente alla sua maniera, ossia per scusarsi a nome dell'Italia.
Ora ci si chiede con che diritto di pietro parla "a nome dell'Italia".
"Mi scuso, a nome dell'Italia, con la redazione di The Guardian per la reazione prevedibile del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del ministro degli Esteri, Franco Frattini. The Guardian è un prestigioso giornale che svolge al meglio il suo lavoro e assolve al dovere di informare i cittadini. In Italia questo governo non è abituato al contraddittorio, nè tanto meno a sentirsi dire la verità" ...i vaneggiamenti spudorati di questo ******continuano qui
Forse che il MISERO 8%  raggiunto alle europee, sgomitando, tramando, insultando e pugnalando alle spalle persino i SUOI alleati, gli conferisce il diritto di parlare a NOME DI TUTTI GLI ITALIANI?
Se la pensa così è della gran lunga più megalomane del premier il cui gradimento non scende MAI sotto il 50%.  E sarebbe Berlusconi il "ducetto"?
E taccio perchè non ho parole, su quel che penso, di un infame che si scusa con un giornale ancora più infame che scherza su una tragedia come é stata quella del terremoto dell'Aquila, su quelle 205 bare allineate a Coppito.
Dove sono tutte le anime belle politicamente corrette che si sono stracciate le vesti per "l'abbronzato" ad Obama, adesso che il  Guardian schernisce persino i nostri connazionali colpiti da un terribile terremoto?
Dove sono adesso che "di pietro" sta coprendo l'Italia di fango pur di accaparrarsi un po' di visibilità? Dove sono davanti a questa ennesima vigliaccata in nome dell'odio contro Berlusconi?
E poi che la pianti una buona volta "di pietro" di menare il torrone con il Lodo Alfano, visto che lui ha fatto ben di peggio: l’Europarlamento di Bruxelles, il 22 aprile scorso, lo ha protetto con l’immunità parlamentare come aveva espressamente richiesto nel gennaio 2007. Sarebbe stato condannato al cento per cento per diffamazione. Evidentemente diffamare é il suo sport preferito.
Orpheus



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9 luglio 2009

L'Appello di Di Pietro che farà ridere gli inglesi ma insulta il Governo e il Colle


Di Pietro ha fatto il suo compitino in un inglese poco meno che scolastico e vagamente "maccheronico", ma che riesce nel suo intento:  denigrare UN GOVERNO DEMOCRATICAMENTE ELETTO, con il rischio dittatura,  eventualità che già fa ridere gli italiani, figuriamoci gli stranieri che lo leggono in un SIMILE inglese!
Grazie Dottor Di Pietro ma non poteva almeno assumere un madrelingua per "sputtanare" il suo Paese?
Per lanciare questa panzana stratosferica s'è comprato una pagina sull'edizione europea del New York Times, dove campeggia una sua foto a tutta pagina e l'appello alla comunità internazionale che deve far pressione per "garantire che i principi democratici della libertà e dell'indipendenza sanciti dalla Carta Costituzionale vengano rispettati, in modo da evitare che la nostra democrazia in Italia sia trasformata de facto in una dittatura". A causare l'allarme per la democrazia, secondo Di Pietro, il varo del Lodo Alfano, la legge che concede l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato.
Poi ci domandiamo come mai all'estero ci considerano buffoni, rissosi, caciaroni, ignoranti e irrimediabilmente "kitsch"? Basta solo una cialtronata come questa per assicurarci anni di insulti.
Non solo, cosa ne ha fatto Di Pietro dell'invito di abbassare i toni del Presidente?
E Napolitano non ha proprio nulla da dire su un parlamentare che "sputtana" all'estero, ANCHE LUI, colpevole di NON aver OSTEGGIATO il Lodo Alfano e di NON GARANTIRE, quindi i principi della libertà e dell'indipendenza sanciti dalla nostra Costituzione di cui il Presidente della Repubblica é il GARANTE.
Perchè Napolitano é "complice" del Governo nel suo disegno di instaurare una dittatura, anche se Di Pietro NON lo dice a chiare lettere, al punto che lui Di Pietro  deve chiedere L'INTERVENTO DELLA COMUNITA' INTERNAZIONALE, scavalcando il Presidente Napolitano.
E l'opposizione che fa dorme? Lascia che Di Pietro INSULTI  l'Italia, il Governo e il Quirinale?
Tutti zitti, davanti a questo ex-PM che non conosce nemmeno l'ABC del rispetto istituzionale e della fedeltà al proprio PAESE, i cui interessi DEVONO VENIRE PRIMA, dei propri interessi di bottega.
Io trovo che ciò che ha fatto Di Pietro é gravissimo, spero di non essere la sola a pensarlo.
Orpheus



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25 maggio 2009

Le domande di Repubblica sul "caso" Noemi e le domande di questo blog sul caso campano dell'IdV


Mentre mezza stampa “nazional-popolare” con Repubblica in testa si occupa dell’affaire Noemi stilando liste di domande al Premier che fanno concorrenza a Novella 2000 e incassando querele per diffamazione, questo insignificante blog tenuto da una casalinga con l’hobby della politica, s’interessa a un’altra “liaison dangereuse, quelle dell’IdV campana di Di Pietro e della camorra. Che immagino sia molto più interessante per gli italiani delle vicende di “Alicella” e del suo ex-fidanzato “Porcellino Gurgh”.
A meno che non vogliamo ridurre il dibattito politico in questo paese alle elucubrazioni bigotte di una congrega di spioni che scrutano nelle mutande altrui, per racimolare una manciata di voti.

Prima domanda per il paladino giustiziere e per il suo partito di presunti intonsi. Che fine hanno fatto le dimissioni di Cosimo Boemio tesoriere provinciale dell’Idv?
Boemio é stato anche ex consigliere della Arzano Multiservizi, società del settore rifiuti poi sciolta dopo aver ricevuto un’interdittiva antimafia dalla prefettura di Napoli.
Inoltre Boemio ha avuto a febbraio una nomina nel Cda della società che gestisce l’università Federico II di Napoli, niente meno che da Antonio Bassolino, giusto poche settimane dopo che Di Pietro aveva sbandierato l’uscita dell’Idv da tutte le giunte campane. Gli sono state richieste le dimissioni “perché in contrasto con la linea di Di Pietro: se non ti dimetti, gli ha intimato il partito, sarai espulso”. Com’è andata a finire? È finita che 15 giorni fa Boemio, che continua a tenere tutte le cariche, è stato anche candidato alle Provinciali di Napoli nel collegio di Afragola, città natale di Bassolino. Quando si dice il “caso”.

Seconda domanda, come si concilia la sbandierata richiesta di candidati “legalitari” con la presenza di Nicola Marrazzo dello staff di Cosimo Boemio?
Nicola Marrazzo è capogruppo regionale per la Campania dell’Idv. Anni fa era assessore comunale nel Comune di Casandrino (alle porte di Napoli), che fu sciolto per infiltrazioni camorristiche. La famiglia di Marrazzo opera con diverse società nel settore dei rifiuti, società che hanno avuto la sospensione dal prefetto di Napoli per sospetti collegamenti con i clan dei casalesi. Si aggiunga che Marrazzo a gennaio annunciò pubblicamente - in conferenza stampa con Tonino - le sue dimissioni dall’importante carica di presidente della commissione Bilancio della Campania. Poi però due mesi fa ha scritto alla presidente del Consiglio regionale per ritirare le sue dimissioni. Insomma il gioco delle tre carte.

Terza domanda ma non ci sono un po’ troppe “indagati” per essere un partito che vuol essere l’emblema stesso della legalità?
Nello Formisano, deputato ed ex braccio destro di Di Pietro quando era ministro alle Infrastrutture. Formisano allora (era senatore Idv) curava le questioni infrastrutturali campane, dove lavorava anche il solerte Mario Mautone, ex provveditore delle opere pubbliche finito agli arresti nell’ambito dell’inchiesta sul “sistema Romeo”. Anche Formisano è finito dentro quella inchiesta, insieme ad Aniello Di Nardo, senatore Idv.
Poi c’è Americo Porfidia, deputato “sospeso” dal gruppo parlamentare Idv alla Camera dopo le notizie dell’indagine dell’Antimafia a suo carico. Porfidia avrebbe in corso due procedimenti penali dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e che riguardano la sua attività di sindaco di Recale. La sospensione di Porfidia dall’Idv è virgolettata, perché di facciata: il deputato continua a partecipare agli esecutivi nazionali dell’Idv e anche alle cene di partito. Niente è cambiato, malgrado i proclami.
Ma chi ha sollevato il coperchio di questo “bidone dell’immondizia” da cui esce un gran brutto tanfo? Nientepopodimenoche Beppe Grillo.
Infine ci sono le domande poste dal Giornale ad Antonio Di Pietro e alle quali lui non ha MAI risposto.
4-Perché dice via dalle giunte campane e poi accetta altra poltrone?

5-Perché i suoi si sospendono se non c'è la questione morale?

6- Perché fa il giustizialista ma non caccia gli indagati?

7-Perché un suo consigliere lavora a fianco di Bassolino?

8-Perché tiene nel partito personaggi chiacchierati?

9-Perché al posto di Mautone ha messo un "parente"?

Certo non sono le domande impegnate di Repubblica  con tanto di versione inglese, su "Alicetta" e "Porcellino Gurk" ma fanno il loro bel figurone, soprattutto per chi PROCLAMA ai quattro venti che il "silenzio uccide" quando si tratta di mafia.
Orpheus


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22 maggio 2009

Tonino alleato dei No-Global anti-sbirri


Gianni Vattimo ha detto: "Ai manifestanti di Torino va tutto il mio sostegno, anche per quella robustezza di reazione che dimostrano di saper mettere in campo".
Vattimo,candidato non smentito da Di Pietro, sostiene un
gruppo di teppisti che scende in piazza con lo scopo di cercare lo scontro diretto con le forze dell’ordine ( ferendo 24 poliziotti) e fare uso sistematico del vandalismo e della distruzione di "simboli del capitalismo", ergo tutto ciò che gli si para davanti: macchine, cassonetti, vetrine di negozi ecc.
 Ecco chi sono i nuovi alleati di Di Pietro e dei suoi filosofi.
"Questa storia va capita. Come mai un ex poliziotto, un ex magistrato, uno che un tempo si mostrava al mondo come uomo d’ordine, ora fiancheggia il vandalismo ideologico?
La politica, l’odio e il potere. Di Pietro sa che in Parlamento non ha grandi margini di manovra, considera i suoi alleati del Pd una fanfara di smidollati e l’antiberlusconismo è la sua unica bandiera politica. Cosa può fare?
Cavalcare qualsiasi rivolta sociale si affacci sulla scena. Non importa quale, non importa chi
."
Molto probabilmente ha fatto, furbescamente sua, la lezione di Bertinotti, che grazie alla stessa strategia, ha portato il suo partito ad un risultato di tutto rispetto (diventando presidente della camera).
Peccato poi (per lui) che il pacco che ha tirato agli italiani, gli é esploso in faccia. Perché non si può governare un Paese con la "dittatura" delle minoranze ( e per giunta violente), le quali vistosi tradite, hanno boicottato le urne, e la sinistra estrema, ha avuto l'estrema unzione. Pace all'anima sua.
Detto questo, é molto probabile che l'IdV faccia la stessa fine di Prc, perchè perderà la faccia.
Orpheus


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22 aprile 2009

Le "palle" eoliche di Di Pietro

                                            

Proprio nel giorno in cui il presidente della commissione europea Barroso lanciò un appello ai partner europei, chiedendo di coprire, entro il 2020, con fonti rinnovabili pulite almeno il 20% dei consumi energetici, in Italia, l’allora ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro,bocciò il più imponente progetto italiano di fonti rinnovabili pulite: un parco eolico offshore di 162 megawatt, nell'Adriatico, al largo della coste del Molise che prevedeva 54 pale, alte tra i 60 e gli 80 metri, da far sorgere a circa tre chilometri dalla costa tra Vasto e Termoli. Una centrale che, sfruttando i venti marini, avrebbe potuto produrre corrente per i consumi di almeno 120mila famiglie, con un tempo di realizzazione stimato in un anno e mezzo.
Un progetto che aveva avuto l’approvazione sia di Legambiente e Greenpeace e che ci avrebbe liberato dall’onere di
100 mila tonnellate l'anno di idrocarburi risparmiando alla nostra atmosfera 420 mila tonnellate l'anno di anidride carbonica, oltre a una valanga di inquinanti ordinari.
Ma Di Pietro bocciò il progetto, perchè doveva sorgere sulla costa di Termoli, ben visibile dalle colline della sua Montenero di Bisaccia e i sindaci, puntarono i piedi, sempre per la logica del NYB (
Not In My Back Yard).
Da ministro delle infrastrutture la decisione finale spettava a lui e dopo un “summit” con un
consigliere provinciale del Molise, il figlio Cristiano (attualmente inquisito) , l’uomo del monte(nero) disse no.
E va beh… ma, adesso questo signore in vista delle elezioni europee ha disseminato le strade di manifesti pieni di pale: con su scritto "Per un’Europa delle energie rinnovabili" e poi un’immagine con delle pale eoliche che troneggiano su uno sfondo di centrali nucleari sporche e cattive.
Per un Europa si, davanti a "casa sua" no.
Se questo non è prendere per i fondelli i propri elettori, ditemi voi, cos’è?
Orpheus
Ps, Bello anche il manisfesto in stile leghista, che affianca quello delle "palle" eoliche:
I manifesti anti-Lega Nord di Rifondazione Comunista, PD e IdV mani 
Da notare il riferimento ai finanziamenti a Roma (ladrona) e per l'emergenza rifiuti i Campania...nemmeno Bossi, avrebbe potuto fare di meglio
Povera Italia (dei Valori):-)))))


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2 aprile 2009

Grullo chi gli crede

 
Con il suo tanto atteso ritorno (non si sa bene da chi) in televisione, Grillo ha fatto il ‘botto’ in perfetto stile ‘vaffaday’, ma senza parolacce, almeno credo, visto che i resoconti non ne riportano e io mi sono ben guardata dal sottopormi alla tortura della dialettica sputacchiante da imbonitore televisivo del comico genovese. 
In collegamento da Bruxelles, dove è stato invitato dal Parlamento Europeo, Grillo si è esibito in una ventina di minuti di urla, strepiti e smorfie, legate dal ‘fil rouge’ dell’invettiva contro tutti, senza contraddittorio, un fiume in piena di attacchi e demonizzazioni, a cui i presenti in sala non hanno potuto replicare, perché Grillo s’è alzato e se n’è andato.
Dimostrando un enorme rispetto per quei principi morali che impongono, di NON sottrarsi al confronto con chi si accusa di ogni nequizia. Non si è salvato nessuno: governo, opposizione, manager, banche, borsa, mafia, camorra, n’drangheta…cani e gatti, passando dalla tappa obbligata dei 100 condannati in parlamento che “fan le leggi” e dall’immancabile ‘favoletta’ del falso in bilancio legalizzato (come ovviamente non lo spiega, tanto gli basta dirlo).
Per lui tutti i Cda di notai, commercialisti, di banchieri, di uomini d’affari, e politici, sono mafiosi e camorristi: “Un’associazione a delinquere".
L’Italia è in mano ai delinquenti, gli unici 'puri' lui e Di Pietro, con le quali divide le piazze e la barca sgangherata del qualunquismo ‘giustizialista’ più becero, e che immagino incarni ai suoi occhi il ‘non plus ultra’ dell’onestà.
Pazienza se le candidature di Tonino per le europee sono ben lungi dall’essere così etiche, visto che per ora le punte di diamante sono un indagato che ha fatto dei 'giochi poco chiari' grazie al suo ruolo, un filosofo marxista che ha promosso un appello contro i monaci tibetani, definendo i disordini di Lhasa del 2008 “un pogrom anticinese” e la hostess pasionaria dell’Alitalia, il cui unico merito è essersi definita “delusa da Berlusconi”. Non c'è che dire.

Come ho scritto nel titolo grullo chi gli crede e rimpingua il suo conto in banca.
Orpheus



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20 marzo 2009

I diktat di Tonino che Tonino non rispetta

  

Quando penso a Di Pietro mi viene in sempre in mente il vecchio professore di una canzone di De’Andre, che di giorno chiama con disprezzo la prostituta che frequenta “pubblica moglie”  e di notte quella "stabilisce il prezzo alle sue voglie”. Insomma inquadrato il tipo?
Da un tale soggetto non ci si può certo aspettare che sia coerente con i suoi diktat e fustigazioni di costumi altrui.
Ma tanta lapalissiana ipocrisia dovrebbe far meditare chi vede in lui, il 'non plus ultra' della moralità e della rettidudine.
Vediamo nell'ordine i punti in cui predica bene e zoppica male.

1)Di Pietro diceva che non avrebbe mai candidato inquisiti pur modulandosi secondo circostanza: no agli inquisiti, anzi, no ai rinviati a giudizio, anzi, solo ai condannati, ma no, anche gli inquisiti, eccetera. Luigi De Magistris è inquisito, punto: Di Pietro lo sapeva benissimo e ha annunciato con anticipo la sua candidatura per far paventare come una conseguenza ciò che pure era dovuto e inevitabile. Che Di Pietro potesse non sapere è impensabile: si parla dell’uomo che a partire dal 29 luglio 2007 risultava già informato che il provveditore Mario Mautone, uomo suo, sarebbe finito nei guai un anno dopo a Napoli. Va detto che di inquisiti, ormai, nell’Italia dei valori ce n’è più d’uno: a cominciare dal figliolo, Cristiano, che pure continua a prendere uno stipendio per niente morale, più gli altri.
2) Di Pietro diceva, per bene che andasse, che i condannati anche in primo grado dovevano lasciare il Parlamento, figurarsi quella passati in giudicato: in qualsiasi caso non ci avrebbe mai avuto a che fare. Ecco perché deve ancora spiegarci come mai, per il senatore della Margherita Enzo Carra, condannato oltretutto grazie a lui, abbia fatto eccezione. Di passaggio, ora che per le amministrative si è alleato con le liste di Grillo, potrà anche spiegare se le condanne inflitte al comico (diffamazione e omicidio colposo plurimo) siano compatibili col suo slancio etico.
3) Di Pietro diceva che un politico non deve candidarsi per più di due mandati: lo si legge al punto 7 del suo programma, seconda riga: «Limitazione dell’elezione a parlamentare per massimo due legislature». Perfetto: Di Pietro ne ha già accumulati personalmente cinque, di mandati. A meno che per mandati intendesse legislature intere di cinque 5 anni: ma non cambia niente, perché lui in politica dal 1997, e fanno 12 anni. A proposito, e Leoluca Orlando? E il raffinato intellettuale Pino Pisicchio?
4) Di Pietro diceva e ha detto, in ogni circostanza, che occorre rispettare sempre e comunque le decisioni della magistratura: però è stata proprio la magistratura in tutti i gradi possibili ad aver disconosciuto tecnicamente oltreché deontologicamente l’operato del suo candidato De Magistris: Csm, Cassazione, gip, gup, procuratori aggiunti, procuratori capi, giudici, Associazione magistrati, anche un certo capo dello Stato. Questo a ogni livello. Senza contare che l’inchiesta più pompata di tutte, la demenziale «Why not», quella dei contatti dell’imprenditore Saladino, annovera tra i famigerati contatti anche quelli con un certo Di Pietro più altri due esponenti dell’Italia dei valori. I due si videro e frequentarono. Che ha da dire De Magistris?
5) Di Pietro dice cose terribili contro la Casta e i suoi privilegi, ma vediamo lui: ha cooptato la famiglia in politica, ha il figlio indagato, la moglie in tesoreria e il cognato in Parlamento. Ricordiamo che il partito appartiene a lui per statuto (anche i finanziamenti pubblici) laddove si prevede che lui, presidente, non possa decadere mai come neppure Chavez in Venezuela. Poi: lui, ex poliziotto e dipendente comunale e ministeriale, è andato in pensione dopo 13 anni scarsi da magistrato e ora denota un carnet previdenziale che lo farà titolare della somma o dell’incrocio di tre pensioni. Tanti che continuano a macerarsi sul perché Di Pietro decise di dimettersi proprio nel dicembre 1994 (in realtà, formalmente, maggio 1995) seguitano a ignorare che il 14 ottobre precedente, dopo averla celermente chiesta, aveva ottenuto la nomina a magistrato d’Appello che gli permise di elevare la soglia di pensione minima. Poi c’è stata la pensione da europarlamentare, giacché si fece eleggere una seconda volta, e ora attende la terza, così che l’europensione non languisse. In definitiva: a partire dai finanziamenti pubblici, definiti «porcata» e tuttavia incassati personalmente anche nel 2001 quando pure non fu eletto, resta da conoscere anche solo un privilegio a cui Di Pietro abbia rinunciato(punti dall'uno al sei di Filippo Facci).
E malgrado tutto questo c'è ancora chi vede in lui il Salvatore dell'Italia, quando é il degno rappresentante di quella parte di paese che s'arricchisce sull'ingenuità altrui. Svegliatevi!
Orpheus


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9 marzo 2009

Il Grillantonio: attenti a questi due

 

Grillo lancia la sfida, Tonino raccoglie il guanto, un sodalizio scritto nelle ‘liste’, si potrebbe dire.
Poteva essere diversamente? Due populisti dal passato controverso, che hanno deciso di cavalcare l’Onda dell’antiberlusconismo, rimasta orfana della sinistra radicale. Quel pezzetto di paese, che pur di coltivare il proprio odio e disprezzo, si fa menare per il naso dai due in questione e critica ogni provvedimento anche quelli a favore, delle classi disagiate.

.Un 'gancio' formidabile, non al PdL, ma al Pd di Franceschini, il quale ha sacrificato sull’altare della demonizzazione di Berlusconi, l’elettorato più serio e moderato, per fare il controcanto sgraziato a Di Pietro.
E questa super-alleanza lo lascia, come si suol dire, in “brache di tela”, ergo ha perso dei voti, ma non ne recupererà nemmeno uno dal fronte, degli scalmanati di sinistra.
Di Pietro, quindi assesta l’ennesimo siluro nella barca alla deriva del Pd e con Grillo nel centro-sinistra avremo un’opposizione fatta di guitti, buffoni, scriteriati e avidi al punto tale, da giocare un gioco pericoloso per il paese, quello del “tanto peggio, tanto meglio”. Altro che ‘nani e ballerine’!

Intanto il 'documento programmatico' del comico che si crede uno statista, é allucinogeno, nel senso che solo dopo una potente sniffata, lo si é potuto concepire: "ripubblicizzazione dell'acqua, espansione del verde urbano, contrasto all'edilizia speculativa, connettività ad internet gratuita per tutti, sviluppo delle fonti rinnovabili, politica di rifiuti zero e trasporti non inquinanti". No Cementificazione, No incentivi auto.
Tutti temi di importanza vitale, in questo preciso momento dell'economia mondiale, in cui le banche falliscono, le aziende chiudono e si prospettano milioni di disoccupati.
Ma Grillo é fatto così: "Dobbiamo preparaci ad una miseria a cui non siamo assolutamente abituati, ma che ci farà molto bene perché toglierà di mezzo tutti i bisogni inutili. E' una grande opportunità".
E mentre noi dormiamo sotto i ponti e imbracciano una bicicletta scassata, lui con i suoi 4 milioni di euro l'anno, di miseria ne vedrà ben poca.
Come sempre, più sono a sinistra, più offrono brioches quando manca il pane.
Orpheus


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