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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

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                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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15 gennaio 2010

Padova=Rosarno, Alabama -il muro e il muretto in stile “Ku-klux-klan” della giunta piddina


Continua la sarabanda di disinformazione operata dai media, integrazione e problemi dell’immigrazione,  vengono tutti rapportati ad un’unica equazione  razzismo degli italiani e destra xenofoba che lo alimenta. Si, perché se ad essere “xenofobi e razzisti” sono appartenenti del centro-sinistra, scatta la minimizzazione quando, non addirittura l’insabbiamento.
A Padova hanno costruito nel 2006, un vero e proprio ghetto in stile nazista, con tanto di muro e posto di blocco e dentro ci hanno rinchiuso centinaia di immigrati. Padovani razzisti? Andate a chiedere cos’era diventata la vita per chi era costretto a interagire giorno e notte con i poveri “migranti”. Scippi, aggressioni, spaccio di droga, guerriglie notturne.
Poi ci devono aver preso gusto perché hanno costruito anche un “muretto” (coperto di fiori, però) per separare gli alunni delle elementari dagli studenti stranieri che frequentano il corso diurno di lingua italiana. Zanonato ha potuto e può farlo, prendendosi anche i complimenti dei soliti ipocriti sinistri, l’avesse fatto Tosi,  sindaco leghista di Verona, sarebbero piovute critiche, scomuniche e il solito ciarpame mediatico dell'allarme razzismo.
I padovani, quindi come i rosarnesi onesti,  si sono ribellati ad una situazione ormai intollerabile. L’unica differenza è stata l’intervento tempestivo, delle autorità locali, prima che la situazione degenerasse. Cosa che non è successa a Rosarno.
Qui un interessante disanima sui fatti di Rosarno,  di cui condivido particolarmente la seguente conclusione, che ho riassunto.
Rosarno conta quasi 16.000 abitanti, con un tasso di penetrazione della ‘ndrangheta nella società civile stimato  dagli esperti del settore, in circa circa 300 unità locali, considerate “affiliati” o comunque “vicini” alle cosche Pesce e Bellocco.  Ciò significa che gli altri 15.700 cittadini di Rosarno sono onesti.
Sono persone perbene, vittime della ‘ndrangheta, costretti a subirla quotidianamente.
Sono persone perbene che in questi giorni si sono  visti criminalizzati e assaliti dai mass media di tutto il mondo solo perchè si sono difesi da chi ha messo mano, con violenza, su donne e bambini.
Dirlo è raccapricciante, ma se ci mettiamo nei panni dei Rosarnesi ci renderemo conto che la cosa più vera l’hanno detta gli ‘ndranghetisti del clan Bellocco intervistati dall’inviato di Matrix , gli unici che hanno scelto di stare dalla parte di Rosarno, che hanno difeso i cittadini, che hanno spiegato perchè avevano ragione: ecco la ragione per cui in Calabria vince la ‘ndrangheta e perde lo stato, inteso come  società civile, ormai preda dei soliti ipocriti buonisti, dediti alla carità pelosa del "volemose 'bbene" sulle spalle altrui, infarcita del peggior catto-comunismo, i cui effetti sono ben lungi dal provare personalmente. A loro le belle parole ai poveracci dei rioni periferici, lo scotto del degrado e della criminalità.

Da questi fatti si può solo dedurre che il problema dell’integrazione, non deve essere solo a carico di chi accoglie, ma anche e soprattutto di chi arriva. Infine l’accoglienza sarà anche cristiana, ma accogliere indiscriminatamente tutti, non ha nulla di cristiano se poi, gli immigrati vivono come bestie e rendono la vita infernale a chi convive con loro.
Orpheus


27 settembre 2009

Tunisino massacra di botte un frate capuccino


Un marocchino di 20 anni ha massacrato un frate cappuccino a colpi di bottiglia, infierendo sull'uomo con calci e pugni anche quando era ormai a terra; mentre portava a compimento il pestaggio del povero religioso di 76 anni (e sottolineo 76 anni, nemmeno un briciolo di rispetto per l'età) ha gridato "Allah-akbar".
Ma le menti acute del Corsera e degli inquirenti non ravvedono un movente religioso, evidentemente per  loro"Allah é grande" non è l'invocazione che gli islamici usano in queste e altre occasioni (ossia quando puniscono infedeli, adultere, apostati ecc.), macchè é un  intercalare come un altro, chessò "Perbaccolina" "Acciripicchia" o "Perdindirindina".
 
Pare inoltre che il povero frate abbia negato l'elemosima al marocchino ma il vero movente é l'ODIO contro gli infedeli e più in generale contro gli autoctoni, siamo arrivati al punto che a negare l'elemosina ci infilano un pugnale nel cuore o ci massacrano di botte, che a discutere sul metro ci infilano un ombrello in un occhio. Questo é ODIO. Questo è RAZZISMO. Eppure, nessuna fiaccolata, nessun politico in gramaglie con la faccia compunta e contrita a condannare l'infame gesto.
Per Abba, il ladruncolo ucciso in una rissa c'è stata una levata di scudi nazionale, per il sig.Mariso, per Vanessa e per tutti gli italiani ammazzati dagli immigrati un paio di articoli sui giornali e poi l'oblio. Abba "continua a vivere" un simbolo del nostro PRESUNTO razzismo, questi poverini li seppelliscono in fretta e furia per non smontare l'immagine dell'immigrato buono a cui dobbiamo eterna gratitudine.
Quanti italiani sono stati AMMAZZATI  dagli immigrati? E quanti italiani hanno ammazzato un immigrato? Facciamo un conto e già che ci siamo facciamo anche le dovute proporzioni fra il numero di italiani e quello degli immigrati.

Ora padre Riccardo rischia di perdere l'uso di un occhio ed é fortunato che il marocchino, per giunta clandestino e pregiudicato, non l'abbia ammazzato, com'è successo al povero Sig. Mariso Mordini.
Orpheus


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2 settembre 2009

Il burqa del crimine


Burqa e niqab non sono solo strumenti di sottomissione e annullamento della donna islamica, ma costituiscono anche, per la comunità,  dei veri e propri pericoli legati alla criminalità e al terrorismo.
Lo spiega molto bene Daniel Pipes nel suo articolo. In Giordania negli ultimi due anni 50 persone hanno commesso 170 crimini indossando indumenti islamici, all'incirca un episodio ogni quattro giorni, un'ondata di crimini che ha indotto qualche giordano a chiedere delle limitazioni all'uso o perfino il divieto di far indossare questi copricapo islamici.
Anche i Paesi occidentali denunciano innumerevoli crimini legati alla pratica di indossare questi indumenti. Rapine, omicidi, rapimenti tutto e più facile e sicuro con il corpo intabarrato in quegli informi pastrani. L'uomo che ha rapito la quattordicenne Elizabeth Smart l'ha costretta a indossare un indumento simile al niqab che l'ha celata alla vista altrui per nove mesi.
Dal versante del terrorismo la situazione è ancora peggiore, i talebani lo usano per nascondere armi e bombe ed è spesso adoperato negli attentati suicidi che causano vere e proprie stragi fra i civili. Anche in Iraq e Pakistan la tecnica è apprezzata dai terroristi jiadisti. Persino fra gli attentatori di Mumbai (circa 200 morti) c'era una misteriosa donna in burqa. Altrove, altri episodi riguardano un attacco sferrato contro turisti francesi in Mauritania ed uno con cocktail Molotov in Bahrein.
Tutto ciò dimostra quanto sciocco e pericoloso sia permettere l’uso di simili indumenti nei nostri Paesi. Purtroppo anche in questo caso i soliti “progressisti” e multiculturalisti, quelli che pontificano di chissà quali vantaggi nella società multiculturale (anche se proprio non capisco come si possa definire cultura questo triste corollario della società islamica), si scagliano contro chi vieta l’uso di burqa, niqab e infine burkini, tacciandolo d’ignoranza, stupidità, razzismo e blablablabla…

Proprio a causa di quest’ultimo è nata una diatriba fra un sindaco leghista che ne ha vietato l’uso in piscina (per ovvie norme igieniche), ma anche nei luoghi pubblici (fiumi ecc.), e le solite anime belle, che hanno lanciato la prevedibile provocazione beota: tutti in burkini a Varallo.
Ha risposto bene il sindaco a questi cervelloni che si prostrano davanti alle usanze più anacronistiche, misogine e discriminatorie, spacciandole per kultura: “Se proprio hanno coraggio, vadano a fare il bagno in due pezzi, in un paese islamico”…fossero scemi, la nostra cultura in quei paesi è considerata oscena e diabolica, e chi osa mostrare un pezzo di pelle in più, rischia non una multa, ma un linciaggio.
Orpheus


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9 luglio 2009

Che cosa ha prodotto l'immigrazione musulmana in Svezia

In Svezia il 4% della popolazione è musulmana (raggiunge un terzo a Malmo)  con il risultato che le città svedesi  si stanno trasformando in succursali di Rabat, di Gaza, di Ramallah, ossia di tutti quei Paesi dove la religione è Stato, non esiste né libertà né tolleranza e nemmeno le più elementari norme igieniche. Con l’aggravante di una criminalità efferata,  a danno degli autoctoni, donne e bambine in particolar modo, alimentata dall’odio e dal disprezzo contro gli infedeli, da una giustizia politically correct  e da un’informazione che censura i crimini violenti a carico degli immigrati.
 
Daniel Wreström  17 ani  è stato brutalmente torturato da una banda di sette immigrati che lo hanno poi sgozzato.  L'assassino, Khaled Odeh, è stato condannato per omicidio colposo con l’attenuante dell’incapacità temporanea d’intendere e di volere, il che vuol dire che già dopo un anno se dichiarato sano, può essere rilasciato. Altri tre sono stati condannati a quaranta ore di servizio sociale.  Gli ultimi tre sono stati condannate a pagare 1.800 corone svedesi (circa 200 euro) in multe. Tanto vale la vita di un ragazzo svedese.
La stampa ha nascosto che gli assassini di due giovani svedesi Malin e Amanda,  stuprate e picchiate a morte erano somali.
Quanto odio ci vuole per uccidere a pugni e calci due ragazze?
Orribile crimini come questo sono in continuo aumento in Svezia.
 
Il numero di stupri é quadruplicato in venti anni.  E molti stupri coinvolgono bambini fra i 6 e 15 anni. Inoltre gli stupri sono particolarmente violenti perché le vittime vengono mutilate, come succede nelle culture islamiche africane, per lasciare sulla vittima una “firma” che la segni per tutta la vita.
Marocchini, libici, tunisini e algerini sono ai primi posti dei condannati per stupro. Secondo queste statistiche, quasi la metà di tutti gli autori sono immigrati. Anche Norvegia e Danimarca, sono alle prese con questo grave problema degli stupri ETNICI. A Oslo, Norvegia, gli immigrati sono coinvolti in due casi su tre e stessi numeri si riscontrano anche in Danimarca, a Copenaghen, tre su quattro stupri sono a carico di stranieri.
Ann Christine Hjelm avvocato dell’Alta Corte, che ha indagato  sui crimini violenti in Svezia ha rilevato che l'85 % degli stupratori condannati  sono immigrati di prima e anche di seconda generazione.
Tutto questo manco gratis, le stime indicano che l'immigrazione costa alla Svezia ogni anno, diverse centinaia di miliardi di corone e ha notevolmente contribuito a portare il welfare svedese sull'orlo del fallimento.
Un costo dell'immigrazione stimato in 225 miliardi di corone nel 2004  é pari al 17,5% delle entrate fiscali della Svezia, un pesante fardello per un paese che ha già uno dei più alti livelli di tassazione in tutto il mondo. 
E per che cosa? Aumento della violenza esponenziale con l'immigrazione e disoccupazione degli immigrati a livelli record (la maggioranza non lavora nemmeno!)
L’integrazione non esiste e il problema degli stupri di branco non è il solo, gli islamici nati in Svezia infatti, ben lungi dal sentirsi svedesi, si definiscono di Gaza, di Rabat, di Sarajevo , del Cairo. Sono ragazzi disadattati che si riuniscono in branchi e devastano tutto ciò che gli viene a tiro, come succede a Malmo. 
In Svezia fino a 14 anni fa c’erano solo 3 ghetti ora ce ne sono 136.
Sono succursali dell’inferno dove il 60% (ma arriva fino all’80%) non lavora, non vota e non va a scuola. I ragazzi crescono nutrendo un’odio terribile, verso chi li ospita e lo esternano con stupri, atti vandalismo e furti (il 90% delle rapine é a carico loro).  A Malmo, concentrati a Rosengard e dintorni ci sono 100mila immigrati, i locali sono dovuti fuggire.
Ogni sera, da mesi, cassonetti, cabine, e qualunque struttura pensata per la città si trasformano in roghi appiccati da molotov lanciate direttamente dal salotto di casa. I vigili del fuoco, stanchi di essere bersagliati hanno deciso di ritirarsi nella loro caserma di Rosengard. Henrik Persson, il comandante della stazione dei pompieri del quartiere, si è dimesso , impossibilitato di far fronte a questa situazione. Stessa sorte ad autopattuglie e autoambulanze.

Tutto questo succede in Svezia,  che è un MODELLO di stato sociale e gli Svedesi sono un popolo fortemente etico. Eppure non è servito per integrare gli immigrati islamici  e convincerli ad adottare quel modello, quei valori, quello stile di vita e nemmeno il più basilare RISPETTO DELLE LEGGI.
Cosa succederà da noi quando i musulmani raggiungeranno un terzo della popolazione italiana?
Mi sembra lecito porsi questa domanda, seriamente e senza sentimenti razzisti.
Molti degli immigrati in Svezia sono entrati come rifugiati politici, e il risultato è tutto da vedere, sono fatti nero su bianco, numeri di statistiche, ma dietro a  quelle parole e numeri ci sono personale reali Malin, Amanda e Daniel, persone come me che scrivo e voi che leggete.
E’ così sbagliato se proviamo paura per noi e per i nostri cari?
E’ così orribile se  vogliamo difenderci e difenderli?
Salvare il nostro Paese, la nostra civiltà?
Dobbiamo indurre i nostri Governi a rivedere l’accoglienza indiscriminata, perché allevare "vipere in seno" è la cosa più stupida che un essere umano possa fare.
Sul Blog di Bisquì ci sono altre notizie sulla Svezia. E chi mi legge diffonda queste notizie, anche senza citare il mio blog, non scrivo per farmi pubblicità. Ogni riga é a disposizione di chi legge senza vincoli.
Se amiamo il nostro Paese non possiamo stare inermi a guardare la sua disgregazione.
Orpheus
Ci ho messo tre giorni a scrivere questo post, spero servirà a qualcosa...


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permalink | inviato da Orpheus il 9/7/2009 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa

16 maggio 2009

Dopo la mafia, la criminalità più grave é quella degli immigrati clandestini



Le cifre sono le stesse che ormai da anni il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ripete quasi fosse un disco rotto, ma che evidentemente a certe orecchie sorde, proprio non arrivano.
Sono cifre che Manganelli commenta così:"Si tratta del più grave fenomeno registrato dagli anni ’90 dopo la criminalità mafiosa".
Sono cifre che spaventano gli italiani, costretti in certe zone degradate, a vivere come se fossero in guerra, con il coprifuoco.
Pena... uscita con scippo o stupro o la testa aperta a randellate da un "povero migrante" che voleva fregarsi il portafoglio, piuttosto che il cellulare o la bici.
Sono cifre che nessun politico sano di mente, si sognerebbe di confutare, attribuendo ad una reale esigenza di sicurezza, un fenomeno strampalato come "l'insicurezza" percepita, frutto della propaganda della destra razzista e xenofoba.
A Franceschini e soci consiglio di andare in certi rioni trasformati in ghetti, per capire quanto strumentale e capziosa sia la loro tesi, smentita in primis dalle cifre di cui sopra, le quali regolarmente testimoniano che i cittadini non percepiscono altro che la realtà.
Una realtà spaventosa se a fronte di un milione di clandestini, al Nord, sette reati su dieci sono opera degli stessi. Ma se ne lasciassimo entrare altri due o tre milioni, che fine faremmo? A quanti reati saremmo esposti? Come e CHI potrebbe difenderci?
Bene fa quindi il Ministro Maroni a proseguire per la sua strada sui respingimenti, senza lasciarsi intimidire dalle sparate dell’Onu o influenzare dalla lagne buoniste delle beghine catto-comuniste (una per tutte l’antipaticissima Rosy Bindi), sempre pronte a preoccuparsi delle esigenze dei clandestini e a fregarsene alla grande di quelle del popolo italiano, che fra l’altro, passa loro stipendio.

Ho solo un dubbio amletico ma chi sarà il c****e che vota per Rosy Bindi dopo averla vista e sentita parlare a Matrix, l’altra sera?
Orpheus
La foto sopra mostra un appartamento abitato da un marocchino irregolare, già espulso ed arrestato più volte per traffico di stupefacenti.
Lascio immaginare il tanfo nauseabondo che invadeva i locali e gli spazi circostanti. In nome di che gli italiani SONO COSTRETTI a sopportare tutto questo?


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10 febbraio 2009

Il Governo Romeno chieda scusa al Governo e agli Italiani



Non se ne può più del solito ministro romeno, che INVECE DI CHIEDERE SCUSA, per la violenza inflitta agli italiani, da parte dei suoi connazionali, ci fa pure la morale.

Ma come si permette?

Come si permette di sproloquiare di “alcuni atteggiamenti, soprattutto da parte di alcuni rappresentanti del governo italiano volti, attraverso una retorica molto aggressiva e provocatrice, a incitare alla xenofobia”.

Stupri, rapine, e i nostri figli, parenti e amici “arrotati” da romeni ladri e sbronzi, lui la chiama “retorica aggressiva e provocatrice”.
Già perché non si può dire che quelli che delinquono di più in Italia sono i romeni, è xenofobia.
Nel 2007 ci sono stati 203mila reati commessi da stranieri ,32.468 sono a carico di cittadini romeni.
32.468 famiglie hanno subito un furto, una rapina, un omicidio, uno stupro, e il sig. ministro si permette anche di farci la morale e darci lezioni di “bon ton”?
Ma come si permette, ripeto?
Chieda scusa alla sig.ra Reggiani e a quelle italiane e straniere che come lei sono state vittime della più bruta bestialità dei suoi connazionali,
Chieda scusa ai genitori di Eleonora, Alex, Danilo e Davide e a tutti coloro che hanno pianto un loro parente ammazzato da un romeno ladro e sbronzo.
Chieda scusa al figlio dei coniugi Pellicciardi torturati e massacrati da un suo connazionale in compagnia di due albanesi.
E si domandi se il “clima xenofobo” non l’hanno creato i suoi connazionali, venuti nel nostro paese a rapinarci, sgozzarci, stuprarci e non il Governo, che tenta di mettere un freno alla loro barbarie. Cosa pensa che ci siamo pecore al mattatoio?

Si vergogni, sig. ninistro lei ha offeso il Popolo Italiano e chieda scusa per le sofferenze che i suoi compatrioti ci infliggono quotidianamente, prima di alzare il ditino e impartire lezioni di etica.
Orpheus 


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permalink | inviato da Orpheus il 10/2/2009 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa

7 febbraio 2009

Il tempo dei linciaggi

 Il romeno, che non si è fatto nulla nell'incidente, non solo non ha prestato soccorso ma è entrato in un bar vicino chiedendo una birra (Claudio Peri/Ansa)
Queste sono immaggini che non si dovrebbero MAI vedere in un paese civile.
Eppure stanno diventando una deprimente routine.
E' successo con gli stupratori di Guidonia é successo con questo pirata della strada romeno.
E' vero, anche questa é una gran brutta storia, un romeno ubriaco ruba una macchina, investe un'altra vettura, uccide il giovane alla guida e ferisce gravemente la sua compagna. Li molla lì come "cani" sull'asfalto e se ne va in un bar a bere altra birra.
Gli spettatori della terribile scena lo trascinano fuori dal bar e iniziano a picchiarlo, i carabinieri lo salvano.
Come dicevo una gran brutta storia che però ha fatto semplicemente "traboccare il bicchiere" di una "miscela" esplosiva. Da una parte l'aumento inarrestabile, di furti, rapine, stupri e pirateria stradale, dall'altro una classe politica fin'ora immobile e una magistratura incapace di assicurare la certezza della pena.
Il vedere pluriassassini di giovani italiani messi agli arresti domiciliari in residence sul mare, non giova certo a calmare gli animi.
Roma, poi ha il problema di un numero preoccupante di campi nomadi abusivi, che solo adesso con il sindaco Alemanno sono stati censiti e si é dato il via agli sgomberi, ma la situazione di degrado e di illegalità è pesante. Come l'aria che si respira nei quartieri più a contatto con i rom.
Ritornando al merito in questione quelle persone sono incivili o sono semplicemente esasperate?
Io dico ESASPERATE, e se quello che hanno fatto é da condannare, si può, però comprendere lo stato d'animo che ha portato a questo comportamento estremo.
Orpheus



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3 ottobre 2008

Italiani "razzisti"? Ma nessuno si chiede il perchè

 
La puntata di Anno Zero di ieri sera verteva sul razzismo, la tesi portata avanti (che poi è anche quella di Veltroni e furbetti del quartierino rosso), é quella di un’ondata “razzista e xenofoba” che improvvisamente ha sconvolto la mente agli italiani, obnubilata dai messaggi razzisti e xenofobi di un governo razzista e xenofobo, il quale ha indotto nei suddetti italiani la paura dello straniero dal colore della pelle diverso.
Una tesi talmente ridicola che solo Gad Lerner, Santoro e Veltroni la possono formulare senza scoppiare a ridere.
Anche se c'è ben poco da ridere la paura c’è ma non è lo specchio delle fisime di casalinghe annoiate e ricchi “cumenda”, no questa paura è reale perché reale è il pericolo per la sicurezza alla propria persona. Ed è una paura che attanaglia i ceti meno abbienti, perché sono quelli più esposti ai reati commessi dagli extra-comunitari regolari e irregolari.
Quello che si nasconde in quelle patetiche trasmissioni di finti buoni sentimenti, ma di vero odio per il popolo italiano, sta tutto nel rapporto sulla criminalità in Italia del Ministero degli Interni.
Un rapporto che se letto nella sua interezza fa rizzare i capelli in testa e spiega il perché dei supposti venti “razzisti e xenofobi” che stanno soffiando sul nostro paese.

La cifra assoluta totale dei detenuti stranieri nelle carceri è del 38% e cresce di continuo nel 2007, su 94.000 "nuovi ingressi" più di 45.000 erano di stranieri: quasi la metà (facendo la proporzione fra la popolazione italiana e quella straniera, se ne deduce che è una cifra enorme, assolutamente allarmante). C’è una forbice non indifferente fra Nord e Sud: al Nord i carcerati hanno raggiunto punte che arrivano al 70 ma anche all’85%, com’è accaduto a Milano dove i non italiani rappresentano ormai la quasi totalità dei "nuovi ingressi”.
Dati del DAP (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria).
Ergo se ne deduce che la delinquenza al Nord è imputabile quasi interamente agli immigrati, il che SPIEGA come mai il Nord sia diventato “razzista e xenofobo” come biascicano i furbetti del quartierino rosso. Chi abita al Mord non ha paura del colore dell'immigrato, ma di quello che l'immigrato può fare a lui, ai suoi cari alle sue cose.
Sono cifre che dovrebbero far riflettere, invece di starnazzare sul pericolo inesistente per adesso, della deriva razzista del paese: più di un reato su tre è commesso da extracomunitari clandestini: 12 di loro ogni giorno ammazzano, stuprano, usano violenza , rubano. E al Nord sono molti di più.
Dovrebbero anche riflettere sul fatto che gli atti razzisti provengono da chi è più esposto alla criminalità degli immigrati, gli abitanti di quartieri popolari come Tor Bella Monaca o il Pigneto, dove risiedono  operai, piccoli artigiani ecc. che sono costretti a fare i conti con furti, aggressioni, stupri, mafia cinese, nigeriana, albanese, traffico di droga a cielo aperto, tratta di esseri umani.
Questa gente non ne può più, e il negare questa realtà porta solo all’esasperazione.

Non l’ha capito Veltroni che fa, ancora e malgrado la batosta elettorale, l’asino nel lenzuolo e imperterrito parla di: “un clima pesante di intolleranza e di violenza che va combattuto da tutti e invece fino ad oggi abbiamo visto più volte da parte della destra il tentativo di nascondere la realtà. Battersi contro questo clima e questi fenomeni è un dovere di tutti, i rischi del ripetersi di simili gravissimi episodi sono enormi in un Paese in cui qualcuno ha speculato sulle paure dell'altro, dello straniero, di chi ha la pelle di un colore diverso.”
E chi nasconde il reale bisogno di sicurezza del popolo italiano, per speculare su alcuni episodi ISOLATI di violenza contro gli immigrati, che cos’è?
Che cosa fa al suo popolo e a coloro che l’hanno votato e gli hanno accordato la propria fiducia?
Ma evidentemente certi politici non hanno onore, né coscienza, né dignità.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 3/10/2008 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

22 aprile 2008

Un reato su tre compiuto da clandestini

 
Il rapporto tra immigrati e criminalità è inquietante: ogni giorno gli irregolari colpevoli di due violenze sessuali. L'allarme del capo della polizia Manganelli: "Al Nord oltre la metà dei delitti è commesso da stranieri"
Ogni volta che in Italia viene commesso un omicidio, o una violenza sessuale, o una rapina in casa, un furto,
c’è una possibilità del 38% che l’autore sia un clandestino. (però al Nord, dove ci sono più clandestini, questa percentuale sale alla cifra impressionante del 50%-60%).
Più di un reato su tre è commesso nel nostro Paese da chi è irregolare: 12 clandestini al giorno ammazzano, commettono violenze su donne o stuprano. Sono i dati ufficiali del Viminale a dirlo, gli ultimi disponibili, per questo tipo di analisi, quelli del rapporto del 2007.
Cifre che preoccupano e che il capo della polizia Antonio Manganelli aveva trasmesso alle Camere in un’audizione del 3 luglio scorso
.
E sulle quali il governo Prodi ha fatto spallucce, e da quella audizione di Manganelli, nessuno parlò più in questi termini di quell’ allarme: il rapporto tra clandestini e delinquenza.
D'altronde la sinistra radicale che teneva in ostaggio il governo non lo avrebbe mai permesso, perchè é da "xenofobi" esternare una REALTA'. 
L’elenco dei reati è lungo, e va dal delitto fino al furto dell’auto, ma a titolo di esempio si possono prendere i cinque delitti che più fanno paura alla gente: su 11.378 arrestati o denunciati per omicidio consumato e tentato, violenza sessuale, furto, rapina in casa, 4405 sono clandestini.
La metà sono stranieri in generale: sono stati 5.857 i denunciati non italiani per i delitti presi in considerazione.
 La differenza nord-sud è evidenziata anche dal dossier del Viminale:
quattro omicidi su dieci nell’Italia settentrionale vengono commessi da stranieri, mentre al sud questa percentuale crolla al 15%.

La prima nazionalità per numero di denunciati è quella romena
, e lo stesso vale per le violenze sessuali.
Sul totale degli stupri, quattro su dieci vengono compiuti da non italiani Più di due clandestini al giorno sono fermati come colpevoli di stupro (817 nel 2006 su un totale di 3.381).
Due campi criminali in cui i clandestini detengono un primato di denunce è quello delle rapine in abitazione dei furti con destrezza: su 5.009 scippi, 2.724 nel 2006 sono stati a opera di stranieri abusivi in Italia. Più di uno su due. Quasi il 50% delle rapine in casa viene commesso da clandestini (424 su 1.016). In questo caso al primo posto nella lista delle nazionalità ci sono gli albanesi: una rapina su dieci è opera loro.
Riassunto da Giornale
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 22/4/2008 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

16 novembre 2007

Nonno Giuseppe, Seviziato dai romeni muore dopo un calvario di 8 mesi

 
Si può dire sia finita la lunga agonia, non che il valoroso nonno di campagna riposi finalmente in pace.
Il funerale non ci sarà, almeno per ora: il magistrato ha disposto altri accertamenti. Vuole capire se nonno Giuseppe sia davvero morto per le mazzate vigliacche di quella terrificante rapina in casa, la sera del 28 febbraio. La legge ha bisogno di perizie e di riscontri scientifici. Ma il giudizio popolare va molto più per le spicce, limitandosi a porre una domanda semplicissima: questo poveretto ha trascorso gli ultimi otto mesi della sua lunga e tribolata vita dentro e fuori dalla rianimazione, davvero qualcuno adesso può pensare sia morto di morte naturale, sereno come un angelo, per sopraggiunti limiti d'età?
Mentre il parentado mormora davanti alla sua povera salma, in attesa che i carabinieri vengano a portarsela via, sono molti i pensieri che sorgono spontanei. Il primo è doverosamente rivolto alla nostra strana sensibilità collettiva, che libera rabbia e sdegno a gittata variabile: per certi delitti, edizioni straordinarie e serrate nazionali, emergenze di governo e provvedimenti di massima urgenza. Per nonno Giuseppe, tutt’al più, solo un poco di pietà. Come se morire a 88 anni, dopo otto mesi d'agonia, per i colpi di mazza presi nella propria casa, sia in fondo meno increscioso e meno choccante che morire in un viottolo buio della periferia romana, per mano di un selvaggio spietato e senza Dio. No, non esiste. Tutte le efferatezze di quest'epoca violenta dovrebbero avere uguale risalto e uguale sdegno. Nonno Giuseppe è martire quanto la signora Reggiani, e anche quanto il medico milanese soffocato dallo scotch nel letto di casa. Questo nonno ha una storia perfettamente italiana, di quell'Italia grande e fiera che ci ha regalato benessere, comodità, pace. Basterebbe sfogliare il suo album di famiglia, per scoprirlo uguale agli album che tante famiglie ancora conservano nel cassetto del tinello. Il bambino Giuseppe (classe '19) che va subito a lavorare nei campi. Il ragazzino Giuseppe che deve partire per la guerra. Il soldato Giuseppe che torna sette anni dopo, stremato e piagato, miracolosamente scampato alla Sacca del Don. E poi l'italiano Giuseppe, che non si perde in lamenti e piagnistei, ma si rimbocca subito le maniche e fa ripartire il suo Paese. Il fidanzato Giuseppe che finalmente sposa l'amata Maddalena, e con lei sforna otto figli, quattro maschi e quattro femmine, perché una volta l'incertezza del futuro non metteva paura, anzi scatenava energia. E poi: il papà Giuseppe che è laborioso, generoso, devoto al Signore. Tanto che neppure quando il Cielo, 25 anni fa, gli rapisce l'adorata moglie, e neppure nel '92, quando gli porta via l'amato figlio Franco, in un incidente stradale, il patriarca Giuseppe si lascia andare sconfitto e vinto. Ancora una volta riparte, mandando avanti l'allevamento con i due figli rimasti in casa, trecento vacche da latte che sono un modello nell'intera zona...
Da qualche anno, ormai, era solo il nonno Giuseppe di diciotto nipoti. Non potendo più sopportare lavori pesanti, teneva dietro all'orto e al pollaio. La sera, preparava la tavola e metteva su il minestrone per i due figli. Guardando qualche volta la televisione, davanti ai crimini e alle efferatezze di questa tetra stagione, si lasciava andare a un commento laconico: «Neanche in Russia ho visto cose del genere...».
Aveva tutto per avviarsi tranquillo ai tempi supplementari della sua lunga partita, nonno Giuseppe. Era sereno. Si sedeva sulla panchina fuori dalla villetta, con vista sulle stalle, e ringraziava Dio per quanto gli aveva concesso. La meritava, una dolce fine nel suo letto. Invece, quella sera, si è trovato in casa tre odiosi criminali. Se l'ambasciatore romeno non si offende, va detto per dovere di cronaca che erano romeni. Una coincidenza, va bene. Ma conta poco. Conta come hanno infierito a colpi di mazza sul nonno d'Italia e sui due figli, e come poi li hanno legati alle sedie e li hanno buttati giù dalle scale. Tutto per settemila euro e due telefonini, che i padroni di casa avevano subito consegnato. Pare che i delinquenti si fossero alterati perché nessuno rivelava dove stava la cassaforte. Che non c'è mai stata.
Da quella sera, nonno Giuseppe non s'è mai veramente ripreso. Prima in rianimazione a Brescia, quindi a Manerbio. Nel mezzo, un veloce ritorno a casa. Coperto di cicatrici, la testa ancora ferita, una paresi a bloccargli per sempre la parte destra. I familiari lo toglievano a peso dal letto e provavano a metterlo sulla sua panchina, sotto il portico, affacciato sulle stalle. Purtroppo, non è mai servito. Nonno Giuseppe era lucido a metà. Concedeva solo qualche timido sorriso, quando qualcuno gli faceva una carezza. Negli ultimi due mesi, non riusciva neppure più a parlare. Di quella sera, non ha mai ricordato nulla. Soltanto, nei mesi a seguire, ha continuato a cercarsi sul polso l'orologio, chiedendosi dove fosse finito. Non ha mai saputo che gli avevano rubato anche quello, la sera del 28 febbraio.
Povero nonno Giuseppe. In attesa che gli concedano l'ultimo omaggio, un bel funerale di paese, tutti quanti con la giacca scura e le scarpe buone, qualcuno ha il dovere di concedergli la giustizia che merita. Anche a lui. Anche se aveva 88 anni. Anche se nessuno strillerà mai il suo nome in televisione.
Cristiano Gatti-Il Giornale
Ho scelto questa storia di nonno Giuseppe, per ricordare che ultimamente nel mirino dei criminali immigrati, ci sono spesso le persone anziane. Il perché é ovvio, nella maggioranza dei casi vivono da sole, sono facilmente raggirabili e inoffensive.
In più la solitudine in cui vivono a volte li rende imprudenti, perchè si fidano a fanno entrare i loro carnefici.
Quindi sono le vittime prescelte.
In più nessuno  si darà troppa pena: tanto sono anziani (vecchi), la gente fa spallucce, come se essere colpito a morte con un bastone sia meno grave o doloroso, se si hanno ottant'anni.
Che società é quella che non tutela coloro che hanno contribuito con il lavoro di una vita a costruirla?
Che società é quella che non difende i più deboli?
Dovrebbero chiederselo quei politici che chiamano xenofobi e razzisti coloro che vogliono solo, che non ci siano più  storie come questa di Nonno Giuseppe.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 16/11/2007 alle 22:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

1 novembre 2007

NOI DONNE DA OGGI SIAMO TUTTE GIOVANNA REGGIANI

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Quante altre donne dovranno essere violentate?
Quante altre donne dovranno morire prima che si faccia qualcosa?
Oggi noi donne siamo tutte Giovanna Reggiani. Aveva 47 anni, era moglie di un ufficiale di Marina, tornava da una passeggiata in centro a Roma, è stata violentata, seviziata selvaggiamente fino alla morte e abbandonata in un fosso.
Noi donne siamo tutte Giovanna Reggiani e i nostri mariti e i nostri cari sono tutti suo marito e i suoi cari. Proviamo dolore, paura, anzi vero e proprio terrore. Dovremo dunque osservare il coprifuoco? Dovremo tornare ai tempi in cui una donna era costretta a rincasare prima del calare delle ombre della sera?
Giovanna Reggiani non si aggirava a notte fonda in luoghi strani, era alle 20,30 nei pressi del comprensorio dove abitava insieme ad altre famiglie di militari. Non era neppure una ragazzina che ha seguito imprudentemente lo sconosciuto che le offriva caramelle. Giovanna Reggiani non era Cappuccetto Rosso che sconsideratamente dà retta al Lupo travestito, era una donna matura che si è difesa con tutte le sue forze. La colpa di Giovanna era forse solo quella di non avere una pistola nella borsetta? Di non aver seguito un corso di difesa personale? O forse la colpa di Giovanna era di non aver marciato con tutte noi per fare come i parigini del 1789 e prendere con la forza il Campidoglio che, quando va bene sposta i campi nomadi, altrimenti li lascia dove sono? La colpa di Giovanna allora è la colpa di tutti noi che protestiamo solo con la democratica e pacifica arma delle parole. Quelle parole che il sindaco usa a profusione e con generosità offre ai cittadini di Roma dopo averle bagnate nella demagogia, o nell'indignazione (come in questo caso), nel pathos, o in un malinteso senso di fratellanza. Sapete cosa mi indigna? Che Veltroni nel corso della ovvia conferenza stampa seguita alla morte di Giovanna ha detto che il pericolo è un'ondata di xenofobia. Perdio, No!
Il pericolo è che le donne continuino a morire, egregio signor sindaco-presidente del Pd. Questo è il pericolo.
E non me ne frega niente della xenofobia, non sono un'anima bella con la scorta come lei. Io non voglio morire per mano di qualcuno da cui lei non mi protegge. Non voglio dover chiedere il porto d'armi per difesa personale, nella motivazione dovrei scrivere "Sono una donna e a Roma le donne muoiono ammazzate dopo essere state violentate" e anche se lo scrivessi non mi concederebbero di avere un'arma per difendermi. Non voglio imparare a ammazzare per sopravvivere, ma sono disposta a farlo se devo vivere in una città dove legge e civiltà sono solo parole prive di contenuti.
La senatrice Heidi Giuliani si è indignata perché è stata respinta la richiesta per l'apertura di un'inchiesta sul comportamento della polizia a Genova. Le avevano ammazzato un figlio che con un estintore cercava di far fuori dei Carabinierii, e Rifondazione Comunista le ha dato un posto in senato per consumare la sua vendetta (come ella ha dichiarato al momento di insediarsi). Chi darà un posto in Parlamento o in Giunta Comunale al marito di Giovanna Reggiani perché possa, con la forza del dolore, della rabbia, garantire ad ogni donna un po' di sicurezza?
Simonetta Bartolini-Libero
Ho messo questo pezzo perchè sono talmente disgustata dalla sfilata di facce ipocrite della sinistra, che mi vengono in mente SOLO INSULTI: feroci, volgari, di ogni genere e grado, insulti che non voglio scrivere, perchè mi abbasserei al loro infimo livello: che Dio li maledica, per quello che stanno facendo all'Italia, agli italiani e alle donne in particolare.
Finiremo per vivere come nel Darfur, dove i "diavoli a cavallo" depredano, stuprano, torturano e ammazzano con il beneplacito del "governo".
Orpheus

3 ottobre 2007

Le invasioni barbariche

Secondo l’Istat, sono tre milioni gli stranieri regolari che vivono nel nostro paese. A questi vanno aggiunti i clandestini che sono più o meno un altro milione. Va bene la società multirazziale, ma c’è un rapporto del Ministero dell’Interno, riferito al 2006, che deve farci riflettere: in Italia un omicidio su tre è commesso da immigrati, che sono i maggiori responsabili anche di rapine (51%) e violenze sessuali (39%). Oltre il 60% dei denunciati per sfruttamento della prostituzione non è italiano. E’ allarme soprattutto per i cittadini rumeni che negli ultimi tre anni sono addirittura triplicati. Queste percentuali salgono in modo strabiliante se si sottrae quella relativa agli immigrati regolari, la percentuale degli stranieri denunciati schizza al 74% per omicidio, al 72% per il tentato omicidio, al 62% per violenza carnale e al 63% per sfruttamento della prostituzione.
Ieri sera al solito Porta a Porta, Giordano magnificava la nuova legge per l'immigrazione Amato e Ferrero, grazie alla quale non ci sarà più NESSUN freno all'invasione del nostro paese.
Poco importa alla sinistra "umanitaria" (che tifa Stalin, come si é visto ieri sera sempre a PaP nella persona di quella specie di naziskin in versione sinistra), quanto pericoloso possa diventare questo fenomeno per gli italiani, né gli importa che gli stranieri vengono da noi a fare la fame, nelle grandi città, sotto i ponti, sono fioriti campeggi abusivi senza acqua corrente, dove vivono (o meglio sopravvivono) clandestini a iosa, a tal punto che 
in Europa siamo ormai conosciuti come “il paese dei campi nomadi”.
Gli importa solo che 3.000.000 di voti metteranno fuori gioco il centro-destra.
Come ho sempre detto il comunismo sopravvive solo grazie alla povertà, e questi paladini dei miei stivali, hanno in mente solo di ricrearsi il loro orticello elettorale, con i poveri del terzo mondo.
Orpheus



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