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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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5 ottobre 2009

Obama "paladino" degli oppressi non riceve il Dalai Lama


Ma come l’anima bella per eccellenza, il pacifista in servizio permanente attivo, quello che offre una mano aperta PERSINO al macellaio Ahmadinejad, Barack Sant’Obama, ha deciso di sbattere la porta in faccia al Dalai Lama.
Il Dalai Lama signori, non un qualsiasi tiranno sanguinario.
Il Dalai Lama, quel mite e ascetico signore di una certa età, che è l’emblema vivente delle sofferenze di un popolo, un messaggero universale di Pace, il capo SPIRITUALE dei tibetani.
La Colomba Obama non riceve il Dalai Lama per “non irritare” Pechino, in vista della prossima visita del presidente americano in Cina, e il falco Bush che fece, nel 2007?  E’ stato il primo presidente americano a incontrarlo in pubblico, davanti a fotografi e telecamere in una cerimonia a Capitol Hill. In quell'occasione al leader spirituale tibetano fu consegnata la medaglia d'oro del Congresso, la più alta onorificenza civile degli Usa. Ma Bush era un falco, mica una tenera colomba con il ramoscello d’ulivo farlocco nel becco.
Obama invece svicola perché ormai si fa dettare l’agenda, dai più sanguinari regimi del pianeta.
D’Altronde l’ha detto chiaro e tondo Hillary “che la difesa dei diritti umani umani non deve "interferire con la crisi economica globale, con la crisi dei cambiamenti climatici e con quella della sicurezza". Massì che s’arrangino i tibetani massacrati da Pechino, gli iraniani giustiziati in massa nelle piazze e nelle prigioni per un po’ di quella democrazia, della quale Mr. Obama si fa paladino mondiale.

"Cosa deve pensare un monaco o una suora buddhista rinchiusi nella prigione di Drapchi nell'apprendere che Obama non riceve il leader spirituale tibetano?"
Che l’America di Obama è un’America PAVIDA riverente con i carnefici prepotenti e indifferente con le loro vittime, un’America VENALE che (s)vende i propri ideali in nome del dio denaro , un’America IPOCRITA che si riempie la bocca di nobili parole, ma con i fatti piega la schiena davanti ai peggiori regimi e solo per interesse.
Un’America FINTA, tutta “chiacchiere e nemmeno distintivo”. Un’America VINTA e che ha già perso la sua partita per la supremazia mondiale, è seconda alla Cina e ai ricchi stati arabi, finirà per essere il fanalino di coda mondiale, lacchè dei signori del petrolio e della tirannia "made in China".
E mi potrebbe stare bene tutto, so come “gira il mondo” e che pecunia non olet nemmeno se è l’odore é quello del sangue umano innocente, ma almeno la piantasse Obama di recitare la parte dell’anima bella, perché questa ipocrisia è veramente spregevole.
Orpheus
Ps. sarebbe molto gradito un commento degli "obamiani" quelli che dipingono Obama come il "nonplusultra" dei politici, come giustificano questa vigliaccata?


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permalink | inviato da Orpheus il 5/10/2009 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

10 giugno 2009

Amnesia sinistra a proposito di Gheddafi: quando il Governo Prodi riceveva il genocida sudanese Al-Bashir



Le anime belle dedite alla difesa dei Diritti umani a intermittenza, sono sul piede di guerra e pronte a dar battaglia al Governo per la visita del leader libico Muammar Gheddafi.
 
Pd, radicali e italia dei valori hanno definito questa scelta “una vergogna”, i radicali minacciano il solito sciopero della fame e la Finocchiaro ha già annunciato che i senatori del Pd diserteranno l’aula quando domani alle 11, Gheddafi parlerà in qualità di Presidente dell'Unione africana.

Ma dove erano quando, circa tre anni fa l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi (e anche quello della repubblica Giorgio Napolitano) accolsero con tutti gli onori il presidente golpista del Sudan, Omar Hassan el Bashir?
Ah… già erano al Governo perché facevano parte di quella maggioranza. In quella circostanza i principi umanitari li seppellirono sotto la solita montagna di doppiopesismo, ipocrisia e falsità che li contraddistingue sempre.
Al-Bashir è mille volte peggio di Gheddafi, è un dittatore sanguinario, condannato dal tribunale dell'Aja per i crimini contro l'umanità, accusato di sostenere le milizie arabe Janjaweed, responsabili di gran parte dei massacri in Darfur (450.000 morti e 2.700.00 profughi). In poche parole un genocida.

La visita fu aspramente criticatada Amnesty international e dall'Europa, l'International Herald Tribune diede molto risalto al fatto, con un articolo intitolato "La visita in Italia del leader del Sudan fa crescere la preoccupazione internazionale"(Ah l’avesse fatto Berlusconi le veline rosse avrebbero parlato subito di brutte figure dell’Italia all’estero).
Amnesty accusò l’Italia di essere l’ unico paese a essersi sbilanciato così tanto con il Sudan. E Romano Prodi dovette risponderne anche all’Europa, perché 25 eurodeputati francesi e inglesi (tra cui Glennys Kinnock) gli chiesero conto di questa, a loro avviso, "improvvida iniziativa". Per questa circostanza Prodi usò l'espressione "occasione utile". In Europa tutti però si chiesero in cosa consisteva questa presunta utilità. E se non ci fosse invece il rischio di legittimare un governo andato al potere con un colpo di stato islamista.

La sinistra ha trattato con tutti i peggiori boia del mondo, da Ahmadinejad, ad Assad di Siria, passando per i leader di Hamas, e Fidel Castro. Vergognoso e immorale il biglietto di commossi auguri di buon compleanno, inviato dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti a Fidel Castro.

E tanta indignazione la tirano fuori a comando SOLO per Gheddafi che non sarà uno stinco di santo ma NON E’ NEMMENO UN GENOCIDA ? Di vergognoso c’è solo il comportamento di una parte politica allo sbando che non sa più a che santo votarsi per rialzare un gradimento in picchiata libera.
Quanto ai Radicali, la Bonino come Ministro del Governo Prodi andò in Cina, ma se ne guardò bene dal menzionare nemmeno di striscio, i diritti umani, cosa che fece persino quell’anima nera di Bush.
Della serie ci si ricorda dei diritti umani solo quando non si ha una comoda poltrona di ministro.
Orpheus

14 dicembre 2008

Boicottate gli alberi di Natale che grondano sangue umano

 Le illuminazioni che addobbano i nostri alberi di Natale e rendono le nostre case allegre in questi giorni, provengono da un girone infernale, quello dei laogai cinesi.
Il “made in China” che garantisce un prezzo basso a noi, costa un prezzo altissimo a centinaia di migliaia di uomini e donne, imprigionati soltanto per le loro idee o la loro religione  che vengono usati come schiavi di stato dal regime di Pechino.
Per capirlo basta visitare il museo del Laogai inaugurato a Washington da Harry Wu, il dissidente sopravvissuto a 17 anni di campi di lavoro. Nelle sale del museo dedicato ai gulag del comunismo cinese sono esposti bulbi fluorescenti, nastri argentati, lampadine colorate. Arrivano dai campi di lavoro, da quei "laogai" dove dissidenti e prigionieri trasformati in schiavi, garantiscono esportazioni a basso costo.
Secondo i dati dell’associazione raccolti in un documento intitolato “Manuale dei Laogai” operano in Cina 1.422 campi di lavoro. Uno dei centri più famosi per la produzione di luci e addobbi natalizi è la prigione di Fanjiatai nella città di Shayang, provincia di Hubei. In questa prigione-azienda sono detenuti, torturati e spesso uccisi centinaia di membri del Falung Gong il movimento religioso nel mirino della persecuzione cinese.
Jennifer Zheng, una militante del Falung Gong arrestata per quattro volte e detenuta senza processo per oltre un anno, ha descritto nel libro “Testimone per la storia” la sadica alternanza di tortura e lavoro forzato praticata in quel centro di detenzione. “Lavoravamo sette giorni alla settimana, dalle cinque e mezzo di mattina fino alle due di pomeriggio, ma se c’era bisogno di aumentare la produzione venivamo costretti a turni che arrivavano anche 15 ore. Chi smetteva di lavorare o si rifiutava di ammettere le proprie colpe subiva la pena del bastone elettrico. Sono stata torturata fino a quando ho perso conoscenza e costretta a imporre quello stesso supplizio ai miei compagni di detenzione. Quello secondo i responsabili della prigione era l’unico modo di dimostrare la mia redenzione”.
Delle sofferenze inenarrabili dei Falung Gong, ho scritto più volte, ma penso che le immagini, in questi casi, valgono più di milioni di parole, mi scuso se sono forti, se vi accingete a comprare addobbi di Natale, ricordatevi che “Made in China” non vuol dire solo risparmio, ma tortura e morte per migliaia di innocenti.





Se volete saperne di più su cosa succede ai Falung Gong in Cina, qui c'è il link da dove ho preso queste foto...ma stampatevele bene in mente, se andate a fare acquisti per addobbare le vostre belle case.
Orpheus
PS. Senza mettere in conto che questa concorrenza "sleale"  distruggerà l'Occidente, perchè le nostre ditte, non potendo scendere ai prezzi cinesi, chiudono o delocalizzano. Salviamo loro, ma salviamo anche il futuro dei nostri figli.


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permalink | inviato da Orpheus il 14/12/2008 alle 11:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

9 dicembre 2008

Pechino “arresta” i diritti umani, Manu Chao li “svilisce”

 
Domani l' Onu celebra il 60mo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dellìUomo.

Il gruppo Chinese Human Rights Defenders 
ricorda i molti cittadini detenuti, interrogati o minacciati perché vogliono commemorare l’evento.
Zhang Zuhua e Liu Xiaobo hanno firmato “Carta 08”, un documento presentato oggi per chiedere maggiore democrazia e tutela dei diritti umani, sottoscritto da attivisti democratici. Ieri notte a Pechino la polizia li ha interrogati, ha sequestrato computer, agende, passaporti e carte di credito e Liu è ancora trattenuto in caserma.
Wen Kejian, pure firmatario di Carta 08, ammonito dalla polizia di non frequentare altri attivisti e non lasciare la città di Hangzhou. Chen Xi, Shen Younian e Du Heping, arrestati dalla polizia il 4 dicembre a Guiyang (Guizhou), perché – dicono amici – vogliono celebrare l’anniversario del 10 dicembre. Intanto ieri il governo di Xintai (Shandong) è stato accusato di avere internato in ospedale psichiatrico, dal 2006, almeno 18 persone che volevano presentare petizioni di protesta contro corruzione e malgoverno.

Altro giro, altro regalo: a Genova una due giorni di musica dedicata al sessantennio della Dichiarazione dei Diritti umani. Guest star Manu Chao, il ‘clandestino’ che ha scalato le classifiche definendo Bush  “fascista e terrorista”.
Icona di No-Global e centri sociali (si può quindi immaginare quale fior fiore di gioventù richiamerà il suo concerto).

Per coloro che si recheranno a Genova la solita “sviolinata” furiosamente antiamericana, che ha ridotto il valore umano, culturale e storico della dichiarazione dei Diritti umani ad una “pagliacciata terzomondista” propinata da Manu Chao e compagni, decisamente strabica in fatto di Diritti umani.

Dopo decenni di propaganda occidentalista non è più chiaro se i diritti umani sono rimasti quelli di una volta – e cioè il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona – oppure sono diventati qualcosa di aleatorio come quelli propugnati dalla Cina durante le Olimpiadi, dall’Urss nell’ex Patto di Varsavia, o in altri paradisi comunisti tipo Cuba o il Venezuela di Chavez. Riassunto Occidentale
O appunto quelli cantati da Manu Chao.
Orpheus


9 novembre 2008

Distruggere il Tibet e chiamarlo progresso

 

Vi ricordate le espressioni di Massimo Troisi e Roberto Benigni in una delle ultime scene di Non ci resta che piangere, quando Leonardo da Vinci compare alla guida di una locomotiva?
Chi pensa che siano state le stesse del popolo tibetano alla vista della ferrovia e dei primi vagoni cinesi sulla traiettoria Pechino-Lhasa alzi la mano.

Perché ciò che accadde nel 2006 purtroppo non è stata una commedia surreale, ma il culmine della tragedia che il Tibet vive dai tempi dell’occupazione comunista cinese. Anno 1950.
Un viaggio nel tempo, che in poco più di mezzo secolo ha visto pianificare scientificamente la “liberazione” di un territorio e di un popolo. Condotta estirpando la millenaria cultura monastica tibetana, distruggendo tradizioni artistiche e spirituali, violentando e massacrando individui e comunità, spazzando via i delicati meccanismi su cui si reggeva il sistema economico preesistente. In nome delle uniche religioni ammesse agli altari votivi dalla satrapia cinese: il comunismo e Mammona.

Nel suo ultimo libro Il grande treno, edito per i tipi di Longanesi, Abrahm Lustagrten, attraverso le vicende che hanno riguardato la costruzione della ferrovia Pechino-Lhasa, inaugurata nel 2006 ma progettata fin dai tempi del “Grande balzo in avanti” maoista, racconta lo scorcio di storia asiatica che ha coinvolto Cina e Tibet in una delle pagine più drammatiche delle relazioni tra due popoli. Giornalista e reporter americano, Lustagrten ha viaggiato dalla Cina al Tibet per scoprire attraverso racconti e testimonianze le sensazioni, i progetti, le miserie di chi ha vissuto e sta vivendo la cancellazione identitaria e il soffocamento culturale del proprio popolo. E della propria anima.

L’abilità di Lustgarten sta nell’aver dato vita a un romanzo-reportage con le lenti distaccate dell’osservatore informato dei fatti, ciò che gli ha consentito di indagare anche le ragioni di chi in quei progetti aveva creduto fermamente e sinceramente (come molti funzionari di partito), con la convinzione che questa fosse la soluzione per lo sviluppo del popolo tibetano e la sua uscita definitiva dallo stato di povertà nel quale versava. Senza che nessuno si fosse chiesto – d’altronde come aspettarselo da una dittatura sanguinaria, che già aveva macellato la cultura e la filosofia cinesi e ricoperto di malversazioni e cemento la vecchia Cina urbana e rurale – cosa ne pensassero a Lhasa.
Dove oggi, anche grazie alla ferrovia, che in due giorni trasporta da Pechino migliaia di colonizzatori, uomini d’affari e faccendieri, è stato sfigurato il quartiere storico di Barkhor, con l’avvento di alberghi luccicanti e bar americanizzanti, di negozi di cineserie al posto delle botteghe tradizionali, di case di prostituzione in cui esercitano donne cinesi e tibetane, non avendo più, queste ultime, altre forme di sostentamento. Dove oggi le campagne sono state spopolate e sostituite da cantieri in cui trovano lavoro solo i cinesi Han, l’inquinamento ha raggiunto livelli notevoli e le malattie alimentari hanno iniziato a diffondersi con insolita rapidità tra gli allevamenti.

Sviluppo, progresso. Membrane ideologiche sapientemente utilizzate dalla propaganda del Partito comunista cinese per coprire interessi geopolitici e geoeconomici. Perché il Tibet è ricco di risorse minerarie, tra cui gas, rame, oro e petrolio. Perché il Tibet costituisce un bacino di approvvigionamento di acqua potenzialmente infinito per un paese immenso, che cresce a ritmi ineguagliabili e succhia risorse da ogni parte del pianeta per sostenere la propria industrializzazione. Perché il Tibet è la periferia dell’impero, al crocevia con India e Pakistan, che non poteva certo essere lasciata scoperta in un mondo globalizzato, ma dove i vicini di frontiera diventano presto scomodi.

Sviluppismo e progressismo. Due ideologie senza valori e senza idee, che hanno contaminato l’Occidente ben prima delle remote periferie d’Asia, e che rischiano ora di tramutarsi da ideologie in barbarie. Anzi, per molti aspetti lo sono già.
Da l'Occidentale
Finite le olimpiadi, è calata una cortina di silenzio sulla tragedia tibetana, ma il genocidio di quel popolo continua, indisturbato sotto gli occhi del mondo "civilizzato" che con la Cina fa "business"...questo libro lo ricorda.
Orpheus 


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permalink | inviato da Orpheus il 9/11/2008 alle 19:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 giugno 2008

La Cina non solo e vicina, ma ci alita sul collo: Il “Lingotto” chiede scusa per lo spot con Richard Gere

 L'attore Richard Gere nello spot della nuova Lancia Delta

Ieri la Fiat ha diffuso un comunicato di scuse per la pubblicità della Lancia Delta, che ha come testimonial Richard Gere e che ha provocato l’irritazione di Pechino.
Il perché è presto detto:lo spot è una sorta di “poesia” politica che parla di valori umani condivisi. Diretto da Harald Zwart, lo spot mostra Richard Gere che guida da Hollywood… (ahi noi) fino al Tibet per lasciare l'impronta delle mani, come ha fatto nella celebre “Walk of Fame”, anche nelle immacolate nevi tibetane.
Gere percorre una strada che lascia alle spalle le luci di Los Angeles e che lo porta, attraverso un viaggio spirituale, a Lhasa, la capitale del Tibet. Arriva alla guida della sua Delta in un villaggio dove un gruppo di piccoli monaci tibetani lo accoglie. Insieme ad uno di questi piccoli monaci, posa le mani sulla neve, lasciando le impronte vicine, a mostrare una comunione di sentimenti, preannunciata dallo scambio di un sorriso complice.
Tanto è bastato per provocare le critiche cinesi e il conseguente comunicato con il quale, il Lingotto si è affrettato a sottolineare, che le scelte di Gere e del tema “non hanno mai avuto nulla che fare con ragioni politiche o con l’intenzione della Fiat d’interferire con il sistema politico interno di nessun paese, tanto meno nei confronti della Repubblica popolare cinese”.Nel caso in cui la pubblicità della Lancia Delta possa aver dato origine a fraintendimenti circa una consolidata posizione di neutralità dell'azienda, si legge ancora nella nota, il Gruppo Fiat intende presentare le proprie scuse al Governo della Repubblica Popolare Cinese e al popolo cinese.
Siamo arrivati a questo punto, a scusarci per una pubblicità.
Orpheus


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1 aprile 2008

Chapeau!!!!

 
Bhaichung Bhutia non porterà la torcia olimpica durante il passaggio in India, per protestare contro l’uso della violenza da parte delle autorità cinesi in Tibet. ù
È il secondo atleta a mandare un segnale a Pechino.
Vuoi vedere che saranno gli atleti a stigmatizzare  l'arroganza e la violenza dei cinesi nei confronti del Tibet?
Sarebbe una bella lezione per quei governanti che non sono andati oltre a qualche vaga protesta di rito.
Orpheus



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31 marzo 2008

Il sens of humor di Hu Jintao

 
Devo ammettere che Hu Jintao, il despota cinese, ha "sens of humor" perché lui se la ride, alle spalle di tutti: dei tibetani che continuano ad essere massacrati da 57 anni, dei governi che fanno finta di minacciare, delle organizzazioni per i diritti umani che strepitano al vento...
Dopo l'infame lettera ai vip della terra, dove magnifica tutto quello che Pechino ha fatto per il Tibet,  ha acceso la fiaccola olimpica in Piazza 
TIENANMEN, la piazza del massacro.
Una piazza dove il 4 Giugno 1989, migliaia di giovani furono sterminati perchè colpevoli di chiedere libertà. Le stime esatte non sono mai state rivelate dal governo cinese, abituato a fare i propri comodi, 3.000, 7.000, 12.000, a cui vanno aggiunti i giustiziati per "ribellione", "incendio di veicoli militari" e reati simili ...
Chissà quanti giovani sono stati trucidati in Piazza Tienanmen, intrisa del sangue di migliaia d'innocenti, simbolo nell'immaginario collettivo di oppressione, violenza, morte e scelta da Hu Jintao per riaccendere  la torcia olimpica, simbolo di Pace e Fratellanza fra i popoli. 
Ed é per questo che dico che ha "sens of Humor" e arroganza da vendere , i governi occidentali con la loro codardia glieli permettono entrambi.
Orpheus

29 marzo 2008

La Cina ha già il suo oro olimpico per la maestosità della sua faccia di bronzo

 
Di seguto la lettera del presidente cinese Hu Jintao a Richard Gere, Beppe Grillo, Nancy Pelosi e altri, fattami pervenire da  Cittadino Perplesso...il mio commento questa volta l'ho messo all'inizio ed é condensato nell'immagine qui sopra.
“Ritengo di grande importanza che i leader che influenzano l’opinione pubblica, come voi siete, conoscano la verità sul Tibet.
L’antica città di Lhasa è ricoperta da decorazioni di gala con bandiere rosse al vento nella piazza Potala e il fiume Yarlung Zambo gorgoglia deliziosamente. (ha detto giusto gorgoglia del sangue dei monaci NdO)
Noi membri della delegazione del Governo Centrale, insieme ai quadri e alla gente di tutti i gruppi etnici tibetani, stiamo tenendo questa grande celebrazione per rimarcare il 57 anniversario della pacifica liberazione del Tibet con gioia e esultanza. (e panzer, fucili, carneficine, pezzi di monaci vari N.d.O)
57 anni fa, il Comitato Centrale CPC e il compagno Mao Zedong, avendo correttamente valutato la situazione, hanno preso una previdente, risoluta e significativa decisione politica di liberare pacificamente il Tibet. (infatti hanno liberato migliaia di tibetani dalla "fatica di vivere" N.d.O)
Il Governo Centrale del Popolo e il precedente Governo locale del Tibet firmarono l’ “Accordo sulle Misure per una Pacifica Liberazione del Tibet”. La liberazione pacifica del Tibet (sempre con panzer e mitragliatrici N.d.O) è stata uno degli eventi più importanti nella Storia moderna della Cina e un punto di svolta epocale per lo sviluppo del Tibet. (che ingrati i tibetani N.d,O) 
Simbolizza che il Tibet, una volta per sempre, si è liberato dalla schiavitù dell’aggressione imperialista (questa é proprio buona!!!!! ci vuole coraggio a dirlo. Chapeau!!! N.d.O.) e che la grande unità della nazione Cinese e la sua grande volontà di riunificazione sono entrati in un nuovo periodo di sviluppo.
Ci ha introdotto in una nuova era in cui il Tibet passa dal buio alla luce (eterna N.dO), dall’arretratezza al progresso, dalla povertà all’abbondanza, dall’isolamento all’apertura.
Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto un balzo in avanti nello sviluppo storico di sistemi sociali per camminare nella via del socialismo. Con l’abolizione della servitù feudale, sotto la quale il popolo tibetano è stato a lungo soffocato e sfruttato, milioni di servi di allora, che non avevano neppure i minimi diritti umani, si sono ora alzati in piedi e sono diventati padroni delle loro vite. Oggi tutti i gruppi etnici godono pienamente dei diritti politici, economici, culturali e di altri ancora con un controllo completo del loro destino.
Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto sostanziali progressi nel suo sviluppo economico, e il tenore di vita della gente è migliorato significativamente. Attraverso riforme democratiche, trasformazioni socialiste e aperture, le forze sociali produttive del Tibet si sono emancipate e sviluppate senza precedenti.
Durante gli ultimi 57 anni, la civilizzazione spirituale socialista in Tibet è stata fermamente diffusa e la società si è sviluppata in ogni aspetto. Iniziative nell’educazione, scientifiche, tecnologiche, nella salute pubblica e altre di indirizzo sociale sono state sviluppate vigorosamente. Le popolazioni di tutti i gruppi etnici in Tibet hanno in generale aumentato la consapevolezza politica,più alti standard etici e livelli scientifici e di educazione. La meravigliosa tradizionale cultura in Tibet non solo è stata protetta, ereditata e trasmessa, ma anche sostanziata per riflettere la nuova vita delle persone e andare incontro alle nuove richieste di sviluppo sociale.
Durante gli ultimi 57 anni, la solidarietà tra tutti i gruppi etnici in Tibet è stata costantemente rinforzata ed è stata mantenuta la stabilità sociale nel suo complesso.La libertà religiosa del popolo è stata pienamente rispettata e protetta. Tutti i gruppi etnici hanno lavorato in unità e hanno avuto successo nel mettere in luce le attività separatiste e distruttive della cricca del Dalai e delle forze contrarie alla Cina, e così salvaguardando la stabilità in Tibet e l’unità nazionale e la sicurezza dello Stato.
Il corso di questi 57 anni di tempeste e vicissitudini ha portato alla luce una grande verità: soltanto sotto la guida del Partito Comunista Cinese, solo nell’abbraccio della madrepatria e solo mantenendo la via socialista con le caratteristiche cinesi, il Tibet può godere oggi della prosperità e del progresso e pensare a un domani persino migliore. Questa è la nostra più importante conclusione dopo 57 anni di sviluppo del Tibet e anche il principio fondamentale da seguire nella costruzione e nello sviluppo del Tibet nei giorni che verranno.
Il Tibet è una bella regione, riccamente dotata, della nostra grande madrepatria. La gente industriosa e di talento di tutti i gruppi etnici del Tibet ha, in un lungo storico sviluppo, dato contributi eccezionali alla creazione di una cultura gloriosa della nazione Cinese e di una civiltà multi etnica. Nell’ultimo mezzo secolo, in particolare, il popolo tibetano ha scritto brillanti capitoli nello sviluppo e nel progresso del Tibet e ha aggiunto nuova gloria alla grande famiglia della nostra madrepatria socialista.
Io sono orgoglioso di invitarvi personalmente a Pechino per i Giochi Olimpici. Sarà una grande opportunità per vedere insieme i progressi e lo sviluppo della Cina. Grazie.” ??? Hu Jintao
 
E io sarei orgogliosa di sputargli in un occhio.
Chissà perchè si ostinano a farsi ammazzare, visto le gioie e le delizie che gli ha propinato il regime comunista in questi 57 anni...
Orpheus


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5 febbraio 2008

Cina: 70.000 bambini all'anno spariscono in virtù della "pianificazione familiare"

 

In Cina spariscono 190/ 200 bambini ogni giorno. Una coraggiosa inchiesta di Clare Dwyer Hogg, dell'Ob server Magazine ( il domenicale del quotidiano britannico The Observer) assieme alle indagini del regista Jezza Neuman e di Save the children hanno permesso di svelare questa atrocità di cui a Pechino nessuno vuole parlare: settantamila bambini cinesi spariscono ogni anno, nell'indifferenza totale.
Affrontare l'argomento significa inoltrarsi su un terreno estremamente pericoloso, perché questo è il risultato della politica della "pianificazione familiare" che ha abbassato notevolmente il tasso di natalità poiché il figlio cinese "deve essere unico e maschio", il che ha incentivato anche la pratica dell'infanticidio femminile.
In Cina dal 1979 (anno in cui è stata varata la prima regola del figlio unico) a oggi si è arrivati a 40 milioni di bambine vittime dell'aborto selettivo. Secondo l'organizzazione Save the Children «in Cina è in atto un esperimento di massa sulla vita familiare che non ha precedenti nella storia mondiale».
Prima del concepimento i futuri genitori devono ottenere un permesso dallo Stato.
Le famiglie contadine possono essere autorizzate ad avere un secondo figlio, ma solo se il primo è femmina. Le coppie cinesi che vivono in città no, se violano la norma del figlio unico devono pagare una multa di 8.000 yuan, quasi 800 euro, una cifra enorme se si considera che lo stipendio di un operaio specializzato annuo è inferiore ai 2.000 euro.
Ma non tutte le donne cinesi sono disposte ad abortire per sopprimere la propria figlia, piuttosto preferiscono nasconderla finché possono e quando ciò diventa troppo rischioso affidarla agli huagiao, i cinesi emigrati d'oltremare, che spediscono le bambine nelle comunità cinesi in Asia Sudorientale, America, Europa, (Milano compresa) dove vengono impiegate come schiave del lavoro. Sempre meglio che metterle negli orfanotrofi statali cinesi, veri e propri lager, dove maltrattamenti, sevizie, violenze di ogni genere, sessuali comprese, così come i test per sperimentare nuovi farmaci, sono la quotidianità.
Solo l'anno scorso il ministero della Pubblica sicurezza cinese ha ammesso per la prima volta che nel 2007 ci sono stati 2.500 rapimenti di donne e di bambini. Un dato molto inferiore rispetto alle stime di Save the Children che indicano in almeno 70.000 i bambini cinesi che vengono rapiti ogni anno in Cina. Per la legge cinese è illegale il sequestro di donne e bambini destinati a essere venduti, ma non esistono disposizioni sul rapimento per fini diversi dalla vendita. Chi viene rapito per diventare schiavo in una fabbrica o per prostituirsi non conta. La polizia segreta cinese ha occhi e orecchie ovunque, non gli sfugge nulla, tranne l'identità dei trafficanti di bambini, di chi li compra e di chi dirige questo lucroso traffico.
I maschietti cinesi sono molto richiesti dalle neo ricche famiglie di Pechino, Tientsin, Anshan, Dalian. Ma la legge del figlio unico e maschio costringe anche famiglie normali, con un reddito annuo pari a 1500 euro, ad indebitarsi pur di avere un erede di sesso maschile e non rischiare di sopprimere la propria bambina. Nella torbida ombra cinese agisce, con il benestare delle Triadi, una rete criminale molto bene organizzata e protetta. In Cina non è illegale comprare un bambino, i trafficanti non hanno quindi difficoltà a giustificare le loro azioni: cercano di soddisfare una domanda che di per sé non è reato. Mentre ovviamente in realtà lo è. Un bambino può fruttare circa 10.000 yuan (1.000 euro, una grossa cifra in Cina).
A livello mondiale i trafficanti di bambini muovono un "giro d'affari" di 22 miliardi di euro l'anno. I bambini cinesi che scompaiono ogni giorno non si trovano perché nessuno, a parte i loro genitori, li vuole trovare.
Riassunto da Libero
Ahh..le "gioie" del comunismo. Indignarsi sarebbe il minimo, eppure sia il "partygiano" Bertinotti, tanto dedito al pacifismo, che la paladina dei diritti umani, Emma Bonino, in Cina non hanno emesso una "sillaba", di sdegno davanti a tanti orrori.
Il commercio dei bambini non é l'unico, nel paese di Mao, ci sono i laogai, c'è il commercio degli organi dei condannati a morte, c'è la pena di morte, c'è lo schiavismo, la persecuzione religiosa, la pratica diffusa della tortura...
Un vero paradiso. BOICOTTARE LE OLIMPIADI sarebbe il minimo.
Orpheus


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18 gennaio 2008

Monaci tibetani “suicidi”, vittime della repressione pre-Olimpiadi

 
 Il suicidio di due anziani e rispettati monaci tibetani, avvenuto nei mesi scorsi, “è pieno di particolari misteriosi, e deve essere inquadrato all’interno di uno spaventoso aumento della pressione da parte delle autorità cinesi sui tibetani. Prima delle Olimpiadi, infatti, il governo sta cercando di ripulire ogni segmento sociale che potrebbe causare problemi”. Lo dice ad AsiaNews Urgen Tenzin, direttore del Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia.

 I due monaci - Gyaltsen Tsepa Lobsang e Yangpa Locho, entrambi di 71 anni – sono stati ritrovati impiccati nel monastero di Tashilhunpo, sede ufficiale del Panchen Lama e teatro di una delle più violente manifestazioni anti-cinesi mai avvenute in Tibet.
 Secondo alcuni lama locali, il governo e gli abati del monastero hanno sempre umiliato ed ostracizzato i due monaci, “colpevoli” di aver educato gli istigatori della più imponente rivolta anti-cinese (avvenuta nella prima metà degli anni ’90) e, soprattutto, autori del riconoscimento dell’undicesimo Panchen Lama, sequestrato poi dalle autorità comuniste.
Inoltre, i monaci che riconoscono il Panchen Lama – se sono ancora in vita – vengono consultati per il riconoscimento del nuovo Dalai Lama: entrambi i “suicidi” erano quindi nella lista di coloro che avrebbero dovuto trovare la reincarnazione dell’attuale leader tibetano, considerato da Pechino “uno scissionista”.
 Secondo Tenzin, “la mancanza di libertà religiosa e le severe restrizioni imposte dal governo cinese alla pratica del buddismo tibetano conducono alla disperazione i nostri religiosi, che spesso arrivano a compiere gesti estremi. Tuttavia, in questo caso, non siamo sicuri che i due monaci si siano suicidati: non ne avevano parlato con nessuno, e non hanno lasciato alcun messaggio”.
 Questo atteggiamento da parte della Cina “peggiora di giorno in giorno, mentre si avvicinano le Olimpiadi. Pechino ha dato chiare istruzioni ai dirigenti comunisti del Tibet, che impongono con la violenza ogni metodo che ritengono utile per mantenere la sicurezza e la cosiddetta armonia sociale. Questo non farà altro che inasprire la situazione, perché se persino i nostri monaci arrivano alla disperazione, per la popolazione tibetana la crisi è vicina”.
Da Asianews
Dedicato a coloro che si riempiono la bocca con il comunismo, e rivangano ciò che la Chiesa ha compiuto in un lontano passato e di cui ha chiesto e chiede sempre scusa.
Mentre la "parrocchia" comunista non solo non chiede perdono, ma continua allegramente ad uccidere.
Orpheus


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12 gennaio 2008

L'Italia "generosa". Nel 2008 regalerà alla Cina 250 milioni di euro

 
Nella classifica delle sovvenzioni elargite da Roma, dopo Iraq e Nigeria che occupano i primi due posti, viene Pechino.
La differenza è però evidente: nel caso di Iraq e Nigeria si tratta di interventi a sostegno di economie distrutte o in gravissima sofferenza, nel caso della Cina si parla della seconda economia al mondo in termini di prodotto interno lordo. E allora la domanda è d'obbligo: ha senso finanziare attraverso la cooperazione progetti in un Paese che ha nel suo portafoglio 1500 miliardi di dollari di riserve valutarie, che ha segnato nel 2007 un surplus commerciale record di 262,2 miliardi di dollari (il 47,7 per cento in più che nel 2006, dato di ieri), che è oggi il motore più potente della globalizzazione?
Tema spinoso che si presta a mille interpretazioni e a frettolose conclusioni ma il dubbio è legittimo. I governi europei si sono interrogati sulla opportunità di attingere alla cassa per sostenere la risalita della Cina e si sono chiesti se ciò sia ancora al passo con la realtà evidenziata dai numeri e dalle statistiche. E pure la Farnesina non è rimasta insensibile alla questione. Il ministro D'Alema (lo rivela la Newsletter dell'ufficio di cooperazione allo sviluppo dell' ambasciata italiana a Pechino) parlando col direttore Giorgio Sparaci, l'uomo che in Cina segue le sorti dei fondi pubblici destinati alle nazioni in via di sviluppo, ha messo sul piatto il problema: dobbiamo andare avanti?
Buoni propositi. Era il novembre 2006, la cifra stanziata dall'Italia era di 179 milioni di euro. E pareva che la storia potesse concludersi lì. Allineandoci, così, alla scelta che stavano compiendo, già allora, altri «donatori » europei (Germania, Francia, Inghilterra, Olanda): una strategia di uscita dalla politica di aiuto «cieco» e l'adozione di una «equal partnership» con il Dragone.
Nel dicembre 2006 il governo italiano è venuto in missione ufficiale a Pechino e dal cilindro degli accordi bilaterali è spuntato un rifinanziamento della cooperazione per 70 milioni di euro. Risultato: nel 2008 l'Italia, come da intese, porterà da 179 a 250 milioni di euro il suo «aiuto» pubblico alla crescita cinese.
Parigi o Berlino o Londra — considerando i sorpassi effettuati da Pechino — adottano proprio dal 2008 e per 5 anni una strategia di «phase out», di riduzione per gradi delle sovvenzioni, Roma tarda a indirizzarsi sulla medesima strada.
Dicono le istituzioni finanziarie internazionali che Pechino in questi anni, con la sua poderosa crescita, abbia contribuito a ridurre del 75 per cento la povertà sul globo. La scalata lascia segni profondi, le disuguaglianze si acuiscono ma l'accumulazione di fondi e di patrimoni è inarrestabile.
Fra qualche settimana vi sarà l'annuncio che il Pil della Germania è nel mirino o addirittura superato. Con il suo fondo sovrano che ha in tasca 200 miliardi di dollari la Cina si compera il 10 per cento di Morgan Stanley e va a fare spesa a Wall Street. Ha davvero bisogno di una «mancia» da 250 milioni di euro?
Riassunto dal Corriere.it-Fabio Cavalera
No, che non ne ha bisogno. Mi piacerebbe sapere cosa c'è dietro. Perchè questi fondi elargiti e se per caso non c'è una qualche contropartita a favore di qualche calibro da 90 dell'industria italiana.
A parte questo trovo indecente "passare fondi" ad un paese che viola i diritti umani in ogni modo possibile e immaginabile, che opera discriminazioni razziali, religiose e sessuali, che mette in atto una politica demografica da lager nazista (quella del figlio unico che ha prodotto un genocidio femminile, e che obbliga le donne ad "abortire" fino allo ottavo mese di gravidanza), che detiene il record di condanne a morte, sia come quantità sia come varietà di motivi per i quali viene comminata. Un paese dove non c'è libertà di stampa, né di parola. Dove si pratica lo schiavismo. Dove esistono campi di concentramento, in cui i detenuti sono sottoposti ad un regime di lavori forzati che causa la morte della maggior parte di essi. Un paese tracotante che ha schiacciato il Tibet, e fa sentire la sua longa manus anche nell'ex-Brimania. Sodale dell'Iran e alle peggiori dittature mondiale.
E con i soldi delle nostre tasse, gli regaliamo 250ml di euro per "solidarietà"????
Orpheus


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13 dicembre 2007

La UE condanna le pressioni della Cina agli Stati "amici" del Dalai Lama


La Cina è tornata ad esprimere la sua contrarietà per la visita a Roma del Dalai Lama, a conclusione di un viaggio in Italia di dieci giorni.
Il governo cinese ha reso noto tramite il suo ministero degli Esteri di non apprezzare il sostegno o le manifestazioni di simpatia nei confronti del leader tibetano in esilio.
Il Dalai Lama, oggi a Roma per il Summit della Pace, ha parlato in  Campidoglio al fianco del sindaco della capitale Walter Veltroni. Incontrerà il presidente della Camera Fausto Bertinotti, ma non è stato invitato in Vaticano da papa Ratzinger. (se per questo nemmeno da Prodi, D'Alema o Rutelli NdO)
Intanto, con una risoluzione votata da tutti i gruppi politici, tranne gli euroscettici di Ind/Dem, il Parlamento europeo ha votato a Strasburgo una risoluzione che mette le autorità di Pechino sul banco degli imputati, ricordando tutte le violazioni dei diritti umani e condannando le pressioni della Cina agli "Stati amici" del Dalai Lama.
Il Parlamento europeo chiede al governo cinese di avviare degli autentici negoziati con il Tibet "tenendo in debita considerazione le richieste di autonomia per il Tibet da parte del Dalai Lama" e invita ad "astenersi dall'esercitare pressioni su Stati che hanno relazioni amichevoli con il Dalai Lama".
Gli eurodeputati, inoltre, ribadiscono la loro preoccupazione per le notizie di continue violazioni di diritti umani che "riguardano torture, arresti arbitrari e detenzioni, repressione della libertà religiosa, limitazioni arbitrarie del libero movimento e riabilitazione attraverso i lavori forzati".
Deplorano l'intensificazione della campagna "di educazione patriottica" in atto dal 2005 nei monasteri e nei conventi tibetani, che obbliga "i tibetani a sottoscrivere dichiarazioni di denuncia del Dalai Lama come pericoloso separatista".
Per l'Assemblea di Strasburgo l'Ue non ha colto "l'opportunita' dell'imminenza dei giochi olimpici per affrontare i casi scottanti dei diritti umani in Cina".
Gli europarlamentari ritengono infatti che le Olimpiadi di Pechino del 2008 "dovrebbero costituire un'importante occasione per focalizzare l'attenzione del mondo sulla situazione dei diritti dell'uomo in Cina". Quanto alle violazioni della liberta' di espressione il Parlamento europeo si dice preoccupato per il controllo e la censura dell'informazione via internet e invita le autorita' cinesi "a porre fine al blocco di migliaia di siti web, tra cui quelli di mezzi d'informazione europei" e a rimettere in liberta' lo scrittore Yang Maodong e gli altri 50 cyber-dissidenti e utenti del web detenuti in Cina.
Le relazioni commerciali dell'Ue con la Cina, chiedono gli eurodeputati, "siano subordinate a riforme in materia di diritti dell'uomo
"Per quanto riguarda la visita del Dalai Lama in altri paesi, abbiamo spiegato nei dettagli la nostra posizione in diverse occasioni", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang.
Da L'Occidentale
Era ora....
Orpheus


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12 dicembre 2007

Per gli atleti tibetani in esilio niente olimpiadi

 

Il Comitato olimpico internazionale (Cio)  nei giorni scorsi ha “rigettato la richiesta di tibetani, in esilio di partecipare con propri atleti alle Olimpiadi di Pechino”, come spiega il coordinatore regionale dell’International Tibbet Support Network (Itsn) Choedup ad Asianews :“Abbiamo circa 30 atleti professionali, tutti esiliati. Vogliono rappresentare il Tibet alle Olimpiadi e sono atleti capaci, anche se magari non vinceranno medaglie. Ora, ripresenteranno la domanda per le Olimpiadi di Londra 2012, sono ottimisti”. “Stiamo organizzando manifestazioni e proteste in tutto il mondo prima delle Olimpiadi per far conoscere lo scarso rispetto del governo cinese per i diritti umani e l’occupazione del Tibet e la soppressione dei diritti fondamentali per la nostra popolazione.” Le Olimpiadi sono presentate come un evento di festa e amicizia tra i giovani, ma “i giovani tibetani vivono un senso di frustrazione, dicono che “non appartengono al luogo dove stanno e non possono stare nel luogo cui appartengono”. “Pechino – conclude – per ottenere le Olimpiadi del 2008 ha assicurato che avrebbe migliorato la situazione dei diritti umani.  Ora diciamo al Cio di chiedere conto di queste promesse”. Il presidente dell’Itsn, ricorda che “nel 2002  Jacques Rogge ha promesso che il Cio avrebbe preso iniziative se non fosse stato soddisfatto sul miglioramento dei diritti umani in Cina, ma da allora ha condonato in silenzio ogni abuso”. “Tre settimane fa un tibetano di 52 anni è stato condannato a 8 anni di carcere per avere chiesto in pubblico il ritorno del Dalai Lama in Tibet. Il Cio, con il rifiuto di parlare dei diritti umani, permette che le Olimpiadi siano usate dal governo cinese per coprire la sua politica repressiva e per presentarsi al mondo con una nuova immagine”.

Sempre a proposito dei Diritti Umani,  un gruppo internazionale di scrittori ha inviato una lettera aperta
al presidente Hu Jintao per la liberazione, prima delle Olimpiadi, di 40 giornalisti e scrittori dissidenti  detenuti in carcere,
per “avere esercitato il loro diritto di parlare e scrivere con libertà”. Tra loro c’è Lu Gengsong, arrestato nel 2007 per avere posto su internet articoli critici sul controllo del Partito comunista su internet. Ching Cheong, reporter a Hong Kong, condannato a 5 anni di prigione quale presunta spia di Taiwan. Lu Jianhua, sociologo implicato nella vicenda di Ching e condannato a 20 anni. Shi Tao, condannato a 10 anni per avere “divulgato segreti di Stato". Il gruppo chiede “clemenza” a Hu e alle più alte autorità giudiziarie, ricordando che nel 2008 “gli occhi di tutti saranno sulla Cina” a causa delle Olimpiadi.
Le Olimpiadi, quindi sarebbero un'occasione OTTIMA per chiedere a Pechino un avanzamento nel rispetto dei Diritti umani, basterebbe la minaccia di bocoittarle per portare la Cina a più miti consigli.
Ma come al solito l'arroganza e la prepotenza del governo cinese avrà la meglio, e le paventate ripercussioni economiche, faranno chiudere ambedue gli occhi sulla situazione disastrosa dei diritti umani.
Orpheus


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24 novembre 2007

Birmania: L’indignazione passa presto, per ora vincono le pietre preziose

 
H
anno sperato che per il loro Paese si aprisse una nuova pagina.
Erano convinti che le drammatiche notizie che, per alcuni giorni, hanno tenuto banco sulle prime pagine dei giornali avrebbero aperto uno squarcio nel velo di omertà e silenzio steso negli anni dal regime birmano.
Contavano sull’impatto delle terribili immagini che documentavano la brutale repressione in atto in Myanmar.
Hanno creduto che la comunità internazionale, scossa da tutto ciò, si sollevasse finalmente da un torpore colpevole.
Invece... A distanza di poche settimane dalla 'rivoluzione color porpora' siamo qui a constatare che i cambiamenti sono solo di facciata. Che tutto è rimasto dov’era e com’era. Che le mobilitazioni di piazza in Occidente e le manifestazioni di solidarietà – assai più effimere e molto meno convinte che in altre occasioni – non hanno prodotto effetti di rilievo.
  Come dar torto, a questo punto, agli esuli birmani, alla loro delusione?
I fatti parlano da soli. Lo scandaloso traffico di pietre preziose, una delle principali fonti cui ricorrono i militari per rimpinguare le dissestate casse statali, continua. Come se nulla fosse.
 Nonostante il boicottaggio sui preziosi importati o lavorati dal Myanmar, proclamato da alcune delle più note case di gioielli del mondo e da alcuni governi, nell’ex capitale Yangon è iniziata – e sta proseguendo col vento in poppa – un’asta di pietre preziose che vede in prima fila compratori dalla Cina. Quella Cina che, con ogni probabilità, utilizzerà la giada per realizzare souvenir per i turisti che affolleranno Pechino alle prossime Olimpiadi. Quella Cina che ha in mano, più di tutti, le chiavi per la soluzione del rebus-Myanmar. Ieri, poi, la commissione diritti umani dell’Assemblea generale dell’Onu ha sì approvato una risoluzione di
condanna contro la giunta birmana.
  Ma il documento non è vincolante. Ed è passato con 88 voti a favore, ben 66 astensioni e persino 24 contrari, tra cui – guarda caso – la Cina. Nello stesso giro di ore, l’Asean (Associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico), pressata dalle proteste birmane, cancellava l’intervento dell’inviato speciale Onu in Myanmar, Ibrahim Gambari considerandolo una 'distrazione' nel programma dei lavori. Gambari ha comunque avuto alcuni incontri bilaterali con singoli rappresentanti dei Paesi membri. Col risultato, però, di sentirsi rinfacciare, dai rappresentanti di Malaysia e Indonesia, l’accusa di «ingerenza in affari interni», la stessa – coincidenza eloquente – avanzata dal ministro birmano Thein Sein. Difficile, a questo punto, non condividere il pessimismo e il senso di frustrazione della popolazione birmana. Sul fronte interno tutto sembra come prima. «I gesti di buona volontà del governo come la scarcerazione dei detenuti protagonisti delle proteste di settembre – denunciano fonti locali – sono falsi»; non di rado chi viene rilasciato ha subito violenze talmente gravi da pagarle con la vita. E Aung San Suu Kyi, leader degli oppositori democratici, di fatto non è libera di parlare con i generali, come invece essi vanno raccontando al mondo. Ma è soprattutto sul versante internazionale che la situazione è pericolosamente (e scandalosamente) stagnante. Il neo­inviato Ue per il Myanmar, Piero Fassino, si sta muovendo animato da buona volontà . Tuttavia, attorno, il quadro appare abbastanza desolante.
 La comunità internazionale, nei fatti, si sta dimenticando del Myanmar. Siamo a un momento cruciale. Non possiamo concedere alla giunta militare il lusso di pensare che l’indignazione del mondo sia stata un’emozione passeggera. Che contano più gli affari dei diritti, che il cinismo sia la prima regola della politica... Il popolo birmano non ce lo perdonerebbe mai.
Fonte: La Rosabiancapersempre 
C' é veramente poco d'aggiungere tranne che é sconfortante vedere sempre riconfermata l'inettitudine di organismi nati per difendere la libertà dei popoli e per combattere i genocidi.
Ci sarebbe un modo per far ragionare Pechino: boicottare le olimpiadi.
Non é degno che siano ospitate in una nazione che non ha alcun rispetto dei diritti umani né al suo interno, nè nei paesi ad essa legati.
Orpheus 


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16 ottobre 2007

Bush riceve il Dalai Lama...e la Cina protesta

 
















Dopo Angela Merkel anche il presidente Bush se n'è infischiato delle possibili ritorsioni di Pechino ed ha ricevuto il Dalai Lama, la notizia é positiva perchè la Cina, usando la prepotenza e i  ricatti, ha isolato il Tibet e il suo capo spirituale.
Invece Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto alla Casa Bianca il Dalai Lama, cui il Congresso consegnerà domani la Medaglia d'oro, nonostante le fortissime proteste di Pechino, che ha denunciato «una gravissima interferenza negli affari interni cinesi». Alle accuse di Pechino ha ribattuto il portavoce della Casa Bianca Tony Fratto, secondo cui l'incontro privato tra Bush e il Dalai Lama - il quarto da quando è presidente - non rappresenta alcuna ingerenza negli affari cinesi. «Rispettiamo le preoccupazioni della Cina», ha affermato Fratto.
In realtà, a irritare Pechino, più che l'incontro, sarebbe la presenza di Bush alla cerimonia domani al Congresso per la consegna della Medaglia d'oro: sarebbe la prima volta che un presidente degli Stati Uniti in carica appare in pubblico con il leader buddista, che proclama la lotta pacifica per l'indipendenza del Tibet, invaso dalla Cina nel 1956
Riassunto da QN
Orpheus


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16 ottobre 2007

Non dimentichiamo la Birmania: Boicottare le Olimpiadi di Pechino per la sua liberazione

 
Alcuni amici dalla Birmania mi scrivono: “Aiutateci! Per noi è problema di vita o di morte!”. Da Yangon uno molto ben informato scrive: “Le sanzioni economiche alla Birmania contano nulla, poiché il regime può schiacciare il popolo come vuole e quanto vuole. Ha azzerato l’unica forza di opposizione, i monaci buddisti, e può importare ed esportare tutto quanto gli occorre della Cina: i capitali gli vengono soprattutto dal commercio di oppio e dalla vendita di gas e di petrolio. Se non succede qualcosa in campo internazionale che possa liberarci da questa schiavitù interminabile, fra alcuni mesi tutto ritornerà come prima! A noi, schiavi del nostro tempo, pare che l’unica cosa da fare sia di boicottare le Olimpiadi cinesi. Crediamo sia la sola minaccia che può portare la Cina e poi il regime birmano ad ascoltare il popolo e concedergli la libertà di cui ha diritto”.

 Ancora oggi, dal Myanmar riferiscono della massiccia presenza di militari intorno alle due pagode più famose di Yangon, la Shwedagon e la Sule. Forte è anche la presenza dei soldati intorno alla pagoda Kyaikkasan a Thingangyun, nella quale numerosi monaci sono stati rastrellati e si dice che alcuni siano stati uccisi: 15 camionette sono vicine alla pagoda e l’hanno chiusa, lasciando aperto un solo ingresso.
Già si è parlato di boicottare le Olimpiadi dell’estate 2008 in Cina, ma finora la proposta non decolla. Anzi, due mesi dopo l’inizio della rivolta contro la dittatura militar-socialista della Birmania, la situazione è nettamente peggiorata e non si vedono segni di miglioramento. L’ONU è bloccata da Cina e Russia e sta tramontando l’interesse dell’Occidente per i monaci buddhisti e il popolo birmano, mentre la pesante repressione dei militari è giunta fin dove non erano arrivati né gli spietati imperatori di un tempo (nel 1878 il ventenne Thibaw fece strangolare 86 parenti: arrestato a Mandalay dagli inglesi nel 1886 e mandato in esilio in India) né i colonizzatori inglesi e nemmeno i giapponesi che avevano invaso la Birmania negli anni 1942-1945. Per millenaria tradizione, i luoghi sacri del buddismo erano sempre rispettati. Oggi si hanno notizie di assalti ai conventi e alle pagode, antichi Budda decapitati per ricuperare le pietre preziose incastonate, monaci uccisi, migliaia di loro arrestati: li vedremo nelle regioni remote (non le poche frequentate dai turisti) al lavoro lungo le strade, legati in coppia con una catena (come ho visto personalmente pochi anni fa). Questa la sorte dei monaci buddisti. Facile immaginare la fine delle decine di migliaia di laici che sono scesi in piazza a protestare, in maggioranza giovani!
Anche a noi di AsiaNews il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe l’unica proposta che potrebbe portare a qualche risultato concreto per la liberazione del popolo birmano. Non importa molto che poi possa avere più o meno successo. Da anni la Cina ha investito miliardi e miliardi di dollari nel preparare le Olimpiadi e ci gioca la sua “faccia” a livello mondiale. Vuole apparire un paese moderno, ricco, evoluto, organizzato, affidabile. La minaccia condivisa da molti popoli di un boicottaggio di quell’evento storico per i dirigenti cinesi è peggio di qualsiasi altro insuccesso o bancarotta. Fra due-tre mesi il popolo birmano sarà di nuovo stabilmente sotto il tallone di ferro delle armi birmane e cinesi, chissà per quanti decenni ancora. E noi saremo qui a consolarci facendo marce e fiaccolate e tentando il “dialogo” con  i satrapi birmani e i loro protettori cinesi. Ma è possibile che la Cina continui ad opprimere (o aiuti chi opprime) i diritti umani in Tibet, in Birmania, in Darfur e altrove e sia considerata intoccabile per motivi economici? Sono autentici i nostri pacifismi e le nostre proteste per le violazioni dei diritti dell’uomo?
Da Asianews
Un altro motivo per boicottare le Olimpiadi, oltre che per le violazioni dei diritti umani perpetrate nella stessa Cina. Non dimentichiamo anche i Falun Gong da sempre perseguitati e uccisi in Cina.
Orpheus
 


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25 settembre 2007

La Merkel incontra il Dalai Lama malgrado il "dispiacere" della Cina

 
C’è chi usa i diritti umani per il proprio interesse e chi rinuncia a questo per portare avanti battaglie sacrosante contro le dittature e contro coloro che calpestano la libertà e la dignità umana.
Nel primo caso rientra Emma Bonino, che durante il suo viaggio in Cina, non ha proferito verbo contro le persecuzioni in atto in quel paese, malgrado abbia fatto "carriera" come paladina dei diritti umani, nel secondo Angela Merkel che si è tirata addosso le ire di Pechino per essersi schierata dalla parte della causa del Tibet.
Il cancelliere tedesco, infatti ha incontrato il 23 settembre a Berlino il Dalai Lama, nonostante le proteste “ufficiali” della Cina. Jiang Yu, portavoce del ministro cinese degli Esteri, ha dichiarato che il Dalai Lama non è solo un leader religioso ma un esiliato politico che svolge “attività separatiste” e parla di “intromissione negli affari interni cinesi".
Pechino ha quindi cancellato i colloqui, previsti per ieri a Monaco, perchè la Merkel "ha ferito in modo serio i sentimenti della popolazione cinese" e "ha vulnerato i rapporti tra i due Paesi”. “La Cina esprime il suo grande dispiacere”. Su alcuni siti internet cinesi sono apparsi insulti verso la Merkel, definita “una strega” che “gioca col fuoco”, che la pur attentissima censura non ha provveduto a rimuovere.
Nessuno dei precedenti cancellieri aveva mai incontrato il Dalai Lama, perchè "ovunque egli vada, la Cina protesta" e minaccia velatemente ritorsioni di carattere economico, ragion per cui i diritti umani passano in secondo piano rispetto alle ragioni economiche. Mi si dirà così vai il mondo, e io rispondo che questo mondo va CAMBIATO. Si può e si deve fare. Da quando è diventata cancelliere, la Merkel ha posto la difesa dei diritti umani tra i cardini della sua politica estera e durante la sua visita in Cina ad agosto ha più volte sollevato il problema del loro rispetto. Grazie Angela. 
Orpheus 
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12 giugno 2007

Bambini schiavi in fabbrica per produrre i gadget olimpici cinesi

 
Lavorano quindici ore al giorno a due yuan l'ora (l'equivalente di 0,19 centesimi di euro) i baby forzati del merchandising che porta stampigliato il logo dei Giochi 2008 a Pechino: magliette, cappellini, penne, pupazzetti, bloc notes, tutto l'universo della paccottiglia che ogni Olimpiade si lascia alle spalle, dopo aver invaso gli scaffali dei discount di tutto il mondo. I piccoli operai hanno undici, dodici anni, e vengono reclutati durante le vacanze scolastiche. Nel continente asiatico il lavoro minorile rappresenta un vero e proprio modello produttivo; secondo l'Organizzazione mondiale del lavoro, nel mondo i bambini tra i 5 e i 17 anni sfruttati sono 250 milioni, di cui 155 milioni in Asia. Le ditte negano tutto, anche l'evidenza, i capi reparto falsificano i registri del lavoro per far sembrare tutto in regola e spiegano agli operai come mentire agli ispettori: chi non lo fa viene cacciato. La Lekit Stationery, impresa di Taiwan con stabilimenti a Dongguan (Guangdong), che produce bicchieri di carta, blocchi per appunti e adesivi con i simboli olimpici, assicura che tutti i 420 dipendenti percepiscono almeno il salario minimo di 700 yuan al mese (70 euro circa) e che il lavoro straordinario è pagato come per legge. La Headwear Holdings, con fabbrica a Shenzhen, assicura che l'ambiente e le condizioni di lavoro sono "ottime". Ma adesso il dossier "Nessuna medaglia alle Olimpiadi per i diritti dei lavoratori" della Playfair Alliance - diffuso online da Asianews - li ha messi nei guai, attirando l'attenzione dei funzionari del Comitato internazionale olimpico che vogliono far luce sulla vicenda. Il dossier denuncia "gravi violazioni dei diritti dei lavoratori" in 4 fabbriche cinesi in Shenzhen e Guangdong. Ci sono prove che decine di bambini dai 12 anni in su lavorano dalle 7,30 di mattina fino alle 22,30 producendo indumenti e altri articoli con il marchio delle Olimpiadi di Pechino. Una ditta di Shenzhen produce oltre cinquanta diversi articoli; anche il personale adulto deve lavorare fino a 15 ore al giorno per 7 giorni la settimana per 2 yuan, la metà della paga minima legale in Cina. Gli ambienti di lavoro sono insalubri e gli operai respirano polveri e sostanze chimiche nocive. Il Cio promette controlli e assicura che pretenderà, da tutte le ditte autorizzate a far uso del logo olimpico, "un comportamento etico" . Uno dei mille scandali della Cina del boom, grave quasi come il ritrovamento di plasma "finto", albumina contraffatta, senza alcuna traccia della proteina, trovata in 18 ospedali cinesi. Dello stesso prodotto si servivano, oltre ai 18 ospedali, anche 39 aziende che commercializzano prodotti farmaceutici. Ed è arrivata ieri la notizia (censurata da Pechino, emersa grazie a internet)dei gravi scontri avvenuti il 3 giugno scorso a Chongqing, la città col più alto tasso di crescita economica di tutta la Cina: oltre 10mila persone si sono scagliate contro la polizia dopo che gli ispettori municipali hanno picchiato a morte due venditori ambulanti.
LIbero

11 giugno 2007

"La Cina ha quasi completato l’opera di distruzione del Tibet”


Le autorità cinesi costringono i capi delle tribù nomadi del Tibet a spostarsi nelle città per “ripulire” i terreni e destinarli allo sviluppo industriale; in questo modo, li sradicano dai loro territori ancestrali e li costringono alla povertà. Lo denuncia Human Rights Watch (Hrw), organismo internazionale che monitora il rispetto dei diritti umani nel mondo.
Secondo Hrw, i capi tribù vengono obbligati a macellare interi greggi di yak, pecore e capre per poi spostarsi nelle aree urbane: in cambio, le autorità di Pechino pagano risarcimenti minimi per la distruzione dell’economia locale. Sarebbero centinaia di migliaia le persone colpite da questa politica.

Secondo un deportato, “i cinesi distruggono le nostre comunità, non ci permettono di vivere nelle aree di nostra competenza e annientano il nostro stile di vita”. Secondo Pechino, la manovra – che colpisce anche le province confinanti del Sichuan, Gansu e Qinghai – fa parte di un tentativo di sviluppare l’ovest del Paese, povero ed arretrato.
Le manovre del regime comunista sono state denunciate anche dal Dalai Lama che, nel corso di una visita ufficiale in Australia, avvenuta la scorsa settimana, ha dichiarato: “La Cina ha quasi completato l’opera di distruzione del Tibet”.
Da Asianews
E il resto del mondo "civile" guarda altrove (magari sempre alla solita Guantanamo), la Cina é una potenza economica e davanti al "business" si può anche allentare sul rispetto dei diritti umani. Infondo a chi frega dei tibetani...forse giusto a Richard Gere e a qualche altra eccentrica star del cinema, che graziosamente indossano i loro rosari come braccialletti, se sono ancora di moda...
Orpheus


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