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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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1 dicembre 2008

Da Mumbai a Roma il filo rosso dell'antisemitismo

 
Il giorno dopo il barbaro assassinio di otto ebrei fra cui Gabriel e Rivka Holtzberg di 29 e 28 anni, lui rabbino e lei sua moglie e condirettrice del Centro Chabad di Mumbai, trucidati mentre la baby-sitter scappava con Moshe, il loro bambino di due anni che, altrimenti avrebbe fatto la fine dei genitori, il giorno dopo, dicevo, si svolgeva a Roma la solita manifestazione filo-palestinese, condita dai soliti ripugnanti slogan “Israele assassina, giù le mani dalla Palestina” e “l'antisionismo non è un reato”.
Questa volta all’indecente manifestane razzista non è stato data alcuna risonanza, forse perché dopo essersi arrovellati nel dubbio, gli organizzatori hanno rinunciato al solito falò con la bandiera israeliana o forse perché, anche alla vergognosa esibizione dell’antisemitismo, c’è un limite.
Quello del rispetto per le vite stroncate dall’odio dell’integralismo islamico.
Quei “signori” scesi in piazza erano in dubbio infatti se fosse opportuno o no, bruciare la bandiera israeliana (dopo un simile eccidio), per attirare l’attenzione dei media. In un comunicato infatti si chiedevano “se lo facciamo i giornali scrivono che siamo dei criminali anti semiti ma se non lo facciamo allora non scrivono niente”. Della serie mi si nota di più se ci vado o se non ci vado. Questo dopo la carneficina di Mumbai.
Gabriel, Rivka e gli altri ostaggi uccisi tutti e duecento meritavano un po’ di rispetto, perché sono morti per l’odio antisemita che infiamma il mondo arabo e che trova corrispondenza anche qui da noi, nei “circoli” della sinistra radicale, dove brulicano i sostenitori di Hezbollah e di Hamas, infaticabili nella caccia all’ebreo: “Se l’ebreo si nasconderà dietro un cespuglio o una pietra, essi lo indicheranno al buon musulmano e gli diranno: “Uccidilo”.
Non ha importanza quante altre vite umane saranno sacrificate.

Scendere in piazza con le bandiere di Hezbollah il giorno dopo una simile carneficina è veramente ignobile. Non credo si possa scendere più in basso di così.

Orpheus

6 maggio 2008

Gianfranco Fini ha ragione, strumentali le polemiche sinistre


Faccio una piccola premessa, mi ha molto rattristato la morte assurda di Nicola, ma come ho scritto qui sotto, la si può definire una morte annunciata, visto le abitudini violente del branco, note alla Digos. Rimane solo da chiedersi perché lo Stato non interviene MAI prima che ci scappi il morto.
Detto questo ho visto la puntata di Porta a Porta, con la dichiarazione contestata a Gianfranco Fini.
Immagino, che chiunque, prima di sparar cazzate, dovrebbe ascoltare le parole del Presidente della Camera.
Fini ha invocato la "tolleranza zero" contro "i pazzi criminali" di Verona che "vanno messi in galera" ma, fa notare, che "la violenza che c’è nei confronti di Israele è di tipo politico-ideologico. I due fenomeni non sono paragonabili".
Quindi "nessun tipo di solidarietà" verso gli aggressori neonazisti che hanno causato la morte del giovane Nicola, ma le bandiere bruciate a Torino sono "molto più gravi perché non è la prima volta che frange della sinistra radicale danno vita ad azioni contro Israele che poi cercano di giustificare con una politica antisionista". Episodi, questi, messi in atto "con il consenso della sinistra radicale" che mantiene "una posizione di tipo preventivo verso gli ebrei che si nasconde dietro l’antisionismo".
Adesso, se Fini ha premesso che i due episodi NON SONO PARAGONABILI, è OVVIO per chi non abbia la mente ottenebrata dall’ideologia, che il più grave è riferito al contesto politico e solo a quello, perché se i nazi sono quattro deficienti senza rappresentanza in parlamento (e ci mancherebbe) coloro che bruciano le bandiere israeliane sono molti di più e hanno fior fiori di rappresentanti a partire da Bertinotti (che li ha definiti una “nuova generazione politica”) a Di liberto (so'ragazzi!) sempre in prima fila nella manifestazioni antisraeliane. Questo crea un clima di antisemitismo molto grave per un PAESE CIVILE, ed anche vergognoso.

Chiarito ciò che ha detto Fini, e che chiunque può ascoltare mi si deve spiegare quali sono le parole con le quali Fini "assolve i picchiatori fascisti e si prepara a scatenare nuove repressioni violente come quelle che egli comandò a Genova nel 2001" (Jacopo Venier, che deve aver ascoltato “una vocina” nella sua testa e non Fini a PaP) e Ferrero Prc :"Credo che quelle di Fini siano parole incredibili e indegne di chi occupa un ruolo istituzionale di quel peso”

Fini è riuscito a ribadire, GIUSTAMENTE, durante il corso della puntata: "Non capisco certe polemiche. Bisognerebbe preoccuparsi di dichiarazioni come queste, non so quanto autorevoli. Quando non si hanno argomenti per polemizzare si inventano. Questi signori sono gli stessi che stavano contestando la Fiera del Libro, gli stessi che impediscono al capo dello Stato di andarci a porte aperte. Poi non si lamentino se rimangono fuori dal Parlamento. Sono portatori di opinioni talmente minoritarie nel paese da non raggiungere neanche il quorum per entrare in Parlamento". Male hanno fatto Veltroni e Finocchiaro a tenere bordone alle scomposte e inattendibili dichiarazioni degli estremisti.

E non mi si venga a dire che non è gravissimo per la DEMOCRAZIA di un paese, che il Capo dello Stato debba inaugurare un avvenimento CULTURALE a porte chiuse, per paura dei disordini, e che il Papa non ha potuto tenere una lezione in una università sempre sotto il ricatto dei medesimi VIOLENTI.
Adesso con tutto il rispetto che la morte richiede (ma che però muta di peso a seconda della situazione e dei colpevoli) i due fatti non sono paragonabili, e giustamente il secondo è più grave del primo, perché la libertà e la democrazia di un paese, non possono essere ostaggio di uma minoranza arrogante e VIOLENTA.

Orpheus

1 aprile 2008

Perché l'Occidente non protesta per le vignette antisemite?

 

Le vignette su Maometto hanno incendiato le piazze arabe. I governi musulmani accusano la stampa occidentale di propagandare una visione distorta dell’Islam.
Ma qual è la situazione nei media arabi? Antisemitismo e razzismo a go-go.
Quella che segue è una selezione di vignette apparse sui giornali arabi e di altre nazioni occidentali dopo l’11 Settembre. L’antisemitismo viene declinato in tutte le sue coniugazioni: la teoria della cospirazione, il negazionismo, la trivializzazione dell’Olocausto, l’antisionismo, le nuove forme di antisemitismo diffuse dai media indipendenti e governativi.

1.png
Questa vignetta è apparsa il 23 giugno del 2002 su Al-Watan, il quotidiano del Qatar. Raffigura il defunto presidente Ariel Sharon che osserva un aereo israeliano in procinto di conficcarsi nel World Trade Center. La parola che appare sotto il disegno significa “Pace”. La vignetta fa riferimento alla nota manipolazione cospirativa, e persecutoria, per cui gli ebrei furono avvisati di non recarsi a lavoro nelle Torri Gemelle il giorno dell’attacco.

2.png 
Queste due vignette sono apparse nella serie coreana Distant Countries and Neighboring Countries del disegnatore Lee Won Bok. La serie è stata pubblicata nel 2007 da Gimm-Young, una casa editrice per l’infanzia. Nella prima vignetta vediamo un giornale, una rivista, una televisione e una radio, gli emblemi del controllo giudaico sui media. Nella didascalia si può leggere che “il dibattito pubblico negli Stati Uniti si concentra sugli ebrei e non è esagerato dire che i media americani sono la voce degli ebrei”. La vignetta accanto mostra un uomo che sta risalendo una collina fino a quando si trova di fronte un muro con la Stella di Davide e la scritta “Stop”. Il commento nella didascalia è “l’ostacolo finale al successo è sempre una fortezza chiamata Giudei”. La serie ha venduto oltre dieci milioni di copie.

3.png
Ancora più chiaro il quotidiano Al-Bayan, uno dei più diffusi giornali dei paesi arabi. Nel dicembre del 2005 pubblica questa vignetta in cui si vede un rabbino che gioca con il mondo come se fosse uno yo-yo. L’anno dopo lo stesso quotidiano offre un editoriale intitolato “Sionismo e arabismo” in cui ci si chiede se “i sionisti fanno parte dell’umanità”.

4.png
La fonte di tutte queste teorie sono i tristemente noti “Protocolli dei Savi di Sion”. Qui sopra riportiamo la copertina dell’edizione apparsa a Damasco nel 2005, autorizzata dal ministro dell’informazione siriano. Nel libro si dice che gli attacchi dell’11 Settembre furono un congiura sionista e viene predetta la fine dello Stato di Israele. I Protocolli sono un bestseller in Siria, Turchia e Libano. Sono stati presentati dal governo iraniano al Salone del libro di Francoforte nel 2005 e hanno ispirato popolari serie televisive in Egitto e negli altri stati arabi. Dal 2003, nuove edizioni sono apparse in Gran Bretagna, Ucraina, Indonesia, Giappone, Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Russia e Serbia.   

 5.png
Questa vignetta è apparsa sul quotidiano saudita Al-Ittihad nel 2006. Mostra un ebreo che sventola un pistolone chiamato “Olocausto” sotto il naso di un uomo che rappresenta il resto del mondo. Il senso è chiaro: gli ebrei hanno ricattato la comunità internazionale con la scusa dell’Olocausto per ottenere i territori palestinesi. Il negazionismo nei paesi arabi è un fenomeno abbastanza recente, risale al 1990, quando Balsam, un giornale legato all’OLP, pubblicò un articolo sulle “bugie delle camere a gas”. Iran, Siria e il movimento di Hamas, hanno sistematicamente proseguito in questa campagna di denigrazione della più grande tragedia del Novecento.

6.png
Collegato al negazionismo è l’assioma per cui lo Stato di Israele sarebbe una reincarnazione del Reich nazista, come dimostra questa vignetta di Stathis Stavropoulos, apparsa sulla rivista greca Eleftherotypia nel 2006. La didascalia recita “Paura e miseria nel Quarto Reich”.

8.png
Il concetto è espresso più limpidamente in questa vignetta di Yassin Khalil, disegnatore di Teshreen, quotidiano filo-governativo siriano (il secondo per numero di lettori). Sullo sfondo di un mare di teschi, si vede un soldato israeliano in divisa da SS che fa il saluto nazista ad Hitler, dicendogli “Noi siamo uguali”. La vignetta è apparsa nell’aprile del 2007.

9.png
Il negazionismo e la teoria della cospirazione sono legate all’antisionismo, la lotta contro il movimento che diede vita allo Stato d’Israele. Il termine antisionismo, con il passare del tempo, ha assunto molteplici significati tutti più o meno collegati all’antisemitismo. Oggi le parole ‘sionisti’ ed ‘ebrei’ sono intercambiabili, non si fa più differenza tra gli ebrei di Israele e quelli che vivono in altri paesi, tra quelli che appoggiano la politica di Tel Aviv e chi la critica da posizioni pacifiste. Nella vignetta precedente, firmata dal disegnatore Ahmed Tohgan nel 2007, la pettorina del soldato porta la scritta “Sionismo”, mentre nella bandiera vediamo la Stella di Davide equiparata alla svastica nazista. L’editore è il quotidiano egiziano Al-Gomhouriyya.

10.png
In questa vignetta di Al-Wasat, edita dal quotidiano del Bahrain nel 2002, c’è un ebreo che corre stringendo una lancia dove tiene impalato un bambino innocente. Il disegno allude a un altro antico stereotipo della fantasia antisemita: gli ebrei uccidono i bambini per fare sacrifici con il loro sangue. Secondo il mito, gli ebrei vanno in cerca di sangue cristiano (e arabo) per produrre il matzoh, il pane sacro consumato durante la festività del Pesah, la Pasqua ebraica.     
Le nuove forme di antisemitismo sono rifiorite anche nei paesi occidentali. Buona parte dei maggiori incidenti antisemiti degli ultimi anni sono avvenuti in Europa occidentale e negli Stati Uniti. L’antisemitismo è un fenomeno mainstream, che sentiamo in tante conversazioni di ogni giorno, ripetuto da persone che non si considerano razziste. Il nuovo antisemitismo è quasi sempre un riflesso dell’antisionismo e della opposizione all’esistenza o alla politica dello stato di Israele.

11.png
In questa vignetta del disegnatore inglese Martin Rowson, pubblicata dal Guardian nel 2006, un guanto chiodato con le stelle di Davide colpisce con inaudita violenza un ragazzino palestinese. Stretto nel pugno israeliano s’intravede il profilo del presidente George W. Bush.

12.png
Anche il presidente israeliano Olmert è diventato il protagonista di numerose vignette a sfondo antisemita. Qui lo vediamo mentre si fa la barba. Lo specchio rimanda l’immagine di Hassan Nasrallah, il leader del movimento di Hezbollah. Notiamo che i piedi di Olmert hanno sembianze mostruose e vagamente rettili (un altro cliché antisemita, rappresentare gli ebrei come dei subumani). La caricatura è apparsa sul quotidiano norvegese Verdens Cang nel 2006. Negli ultimi anni, in Norvegia, molti articoli hanno ridimensionato l’Olocausto e criticato aspramente la politica israeliana, soprattutto durante il conflitto libanese tra Israele e gli Hezbollah.

12_1.png
In quest’altra vignetta del giornale norvegese Dagbladet, Olmert appare come il capo di un campo di sterminio che imbraccia un fucile di precisione per colpire qualche vittima a caso. Lo fa per divertimento.  

13.png
L’antisemitismo è anche sponsorizzato dagli stati e dai movimenti che si oppongono all’esistenza di Israele. In Arabia Saudita molte di queste forze operano sotto l’egida ufficiosa della monarchia Saud. La vignetta precedente è stata pubblicata dal quotidiano saudita Al-Yawm il primo dicembre del 2005. Il disegno è di Imad Hajaj.  

14.png
In quest’altra, pubblicata da Teshreen nel marzo del 2007, un soldato israeliano legge i Protocolli di Sion mentre pugnala a morte un povero arabo. Il disegno è di Yassin Khalil.

15.png
In questa lo Zio Sam viene stritolato dal serpente sionista. La vignetta è apparsa sul quotidiano governativo egiziano Al-Gumhuriyya nel 2007. Nell’immaginario storico europeo dell’antisemitismo, il serpente è stato usato spesso per rappresentare il ‘tradimento’ degli ebrei.

16.png
Il Venezuela del presidente Chavez è un altro nido di antisemiti. Il caudillo latinoamericano ha accusato Israele, il Mossad e la comunità ebraica del suo paese di essere responsabili del colpo di stato del 2002. La vignetta è tratta dal quotidiano di regime Diario Vea che vende fino a 85.000 copie al giorno. Il disegno non ha bisogno di commenti.    

17.png
Che ci fa Topolino sugli schermi di Al-Aqsa, la televisione di Hamas? Semplice, nel programma Farfour, andato in onda in West Bank e a Gaza nel 2007, Topolino spiega ai più piccoli come si diventa bombe umane. Come si organizza un attentato kamikaze contro Israele, come si prega per la vittoria finale dell’Islam. Nell’episodio finale della serie, “I pionieri di domani”, agenti del Mossad inseguono Topolino per farlo fuori.  

C’è tempo per un ultima considerazione. Nei paesi occidentali nessuno si sognerebbe mai di vietare le vignette che abbiamo scelto come esempi del vecchio e del nuovo antisemitismo. La libertà di espressione è uno dei pilastri della nostra democrazia. Il punto è ancora una volta la mancanza di reciprocità. Se i vignettisti danesi vivono sottoscorta non si capisce perché ai disegnatori arabi debba essere concessa tutta questa libertà di satira.   

Le vignette apparse in questo articolo sono tratte dal Report sull’Antisemitismo pubblicato dal Dipartimento di Stato americano nel 2008.
Da l'Occidentale
L'Europa non protesta contro le vignette antisemite perchè gli antisemiti abbondano anche fra i politici di sinistra e relativo "retroterra" intellettual-chic europeo.
Come non protesta per le vignette offensive contro i cristiani e i simboli del cristianesimo.
Noi permettiamo che nei nostri paesi, i musulmani offendano i nostri simboli e arriviamo all'assurdità di toglierli per non offendere la sensibilità islamica.
Superfluo sottolineare a cosa porterà tutto questo.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 1/4/2008 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

6 marzo 2008

Torture all'ebreo che voleva la pace con gli arabi

 
Sei giovani in Francia sono stati arrestati con l'accusa di aver torturato un ragazzo ebreo, prendendolo a pugni, infliggendogli umiliazioni sessuali e scrivendogli sulla fronte "sporco ebreo". Lo ha reso noto il Crif, Consiglio rappresentativo delle organizzazioni ebraiche in Francia. La vittima, 19 anni, era andato da solo, di sua spontanea volontà in un quartiere periferico di Parigi, Bagneux, a casa di uno di questi ragazzi per cercare di aprire un dialogo con loro. Il ragazzo è stato accusato di aver rubato un telefono, cosa che lui ha smentito, e da quel momento è iniziato il pestaggio. Il caso ha riportato indietro di due anni la città di Bagneux, nella banlieue di Parigi, dove all'inizio del 2006 era stato ucciso Ilan Halimi, ebreo di 23 anni, tenuto sotto sequestro dalla cosiddetta «gang dei barbari». L'amministrazione comunale e gli investigatori chiedono di non mescolare i due casi, eppure le somiglianze sono tante, e Bagneux è tornata ad essere teatro di un crimine a sfondo antisemita. La vittima è questa volta un giovane di 19 anni, sequestrato e torturato per diverse ore da sei suoi coetanei. Questi, accusandolo del furto di un cellulare e di una telecamera, lo hanno attirato a casa di uno di loro, poi trasferito in un garage, e qui gli hanno fatto subire, per circa nove ore, numerose sevizie soprattutto a sfondo sessuale. Lo hanno attaccato con le manette e lo hanno colpito più volte. Sul suo volto hanno scritto con un pennarello «sporco ebreo» e «sporca checca». Lo hanno in seguito obbligato a ingoiare alcune cicche di sigaretta e a succhiare un preservativo infilato in un bastone. I fatti sono avvenuti lo scorso 22 febbraio, ma se ne è avuta notizia solo ieri sera. Gli aggressori, tra i 17 e i 25 anni - uno dei quali con precedenti giudiziari per violenze - hanno riconosciuto la loro colpevolezza e hanno parlato di «una festa finita male». Ora sono accusati dalla procura della repubblica di Nanterre di «sequestro e atti di torture e barbarie per motivi di religione e orientamento sessuale». È ancora vivo a Bagneux il ricordo delle violenze subite da Ilan Halimi, sequestrato per quasi un mese e morto per le torture che avevano lasciato i segni sul suo corpo, poi ritrovato nudo, ferito e bruciato. I seviziatori erano allora una banda di giovani balordi il cui presunto capo, Youssuf Fofana - «il cervello dei barbari», come si faceva chiamare - è ancora sotto processo. Alcune fonti vicine all'indagine escludono ora ogni accostamento con il calvario subito da Halimi. Non si sarebbe di fronte ad una gang organizzata «alla Fofana». Ma la città della banlieue parigina è di nuovo sotto shock, mentre sono arrivate le condanne delle associazioni SOS Razzismo, Licra, Mrap e 'Ni putes ni soumises' che hanno definito questa nuova aggressione un «atto ignobile», «barbaro» e «indegno» per il Paese.
Da Libero
Ricordo la vicenda di Hilan, terribile. Questo succede quando, nel proprio paese non s'impone il rispetto delle proprie regole.
Orpheus


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10 febbraio 2008

La mia vita blindata per colpa degli antisemiti

 
In realtà mi aspettavo di trovarmi in lista fra Nelken e Nivarra; ci sono rimasta quasi male, dato che in fondo faccio un corso tutti gli anni all’università, quando sono andata a controllare se mi trovavo fra i professori ebrei da boicottare «ideologizzati culturalmente e politicamente solidali a un’entità politica extranazionale quale Israele rappresenta».
Me l’aspettavo, perché quel sito, come altri, si è già occupato di me.
È un modo (spero) ironico per dire che l’odio dei cretini è un onore e che l’antisemitismo di quel genere è un contrappasso ben modesto per il grande dono di un’identità democratica e umanista che l’ebraismo ti regala.
I professori in lista sul sito in realtà sono ebrei solo in piccola parte, la pecioneria è spesso parte del delirio antisemita, non per questo meno pericoloso. E pensare che chi ha messo in giro la lista poteva verificare su un altro elenco messo in circolazione un paio d’anni fa con tutti i nomi ebraici italiani.
Dunque, pensavo di essere stata marchiata e messa in lista perché quel sito antisemita che ha messo in rete una lista di professori che avrebbero inquinato l’Università italiana con la loro cospirazione giudaica, nel passato recente si è occupato anche di me come di altri amici e colleghi; l’istinto è quello di alzare le spalle di fronte alla stupida ossessività dei blogger antisemiti, ma alla fine anche un blog, se unito a tante altre minacce, può renderti la vita amara ed essere pericoloso.
I professori nella lista sono presentati come ciniche spie, perfidi israeliani travestiti da italiani per deviare la nostra cultura e impossessarsene, loschi profittatori: insomma, non nascondiamocelo, si invita a schiacciarli come insetti.
Non è un caso isolato: quando sei perseguitato dalla diffamazione antisemita possono scriverti sulla porta dell’aula in cui insegni «Cane di un ebreo» come hanno fatto al professor Giorgio Israel; possono costringerti, raccontando per iscritto e alla radio, che invece di una giornalista sei una colonna israeliana, a vivere protetta ormai da tanti anni, come capita a me.
E oltre alla scorta ti aiuta anche il fatto che l’Italia non è cretina e cattiva, e capisce, e legge, e sa, come si è visto durante la polemica per il Salone del Libro e come riscontriamo ogni giorno personalmente. L’antisemita è tuttavia forte, pericoloso, ricco di alleanze. È diventato soprattutto un paladino del pregiudizio antisraeliano perché esso è il ponte verso una massa che magari non crede che gli ebrei debbano scomparire, ma pensa che Israele, invece, sì. I siti che criminalizzano gli ebrei e Israele insieme sono tanti, e di tutte le parti estreme. Il complotto è una bestiaccia che si arrampica facilmente nei cervelli, rende la bugia verità e la fantasia realtà, rende il pubblico succube di visioni politiche antiamericane e antisraeliane che impediscono all’opinione pubblica di maturare e ragionare con realismo. Le orride balle come quella che accusa gli americani di essersi autodistrutte le Twin Towers con l’aiuto del Mossad lanciano sempre l’idea di una cospirazione giudaico-americana.
L’odierno antisemitismo, che a loro piaccia o no, è nutrito da personaggi noti come Giulietto Chiesa, come Blondet, come Gianni Vattimo che originano e rilanciano opinioni complottiste antisraeliane e antiamericane. Di questo i blog sono veicoli potentissimi. In secondo luogo: non è un caso che la lista antisemita esca mentre vibra la tensione legata al Salone del Libro. Per quanto minoritario, qui si è presentato, duro e cretino, un sentimento antisraeliano che non conosce neppure il confine della libertà di opinione, di scrittura, di romanzo. Adesso, accusando i professori di essere la quinta colonna di oscure trame, si riprende il filo della polemica e si rilancia l’idea che vedere con senso di storica soddisfazione l’esistenza di Israele sia in sé indecente. Israele deve morire: su questo, mentre sull’antisemitismo non c’è accordo perché la sinistra non ammetterà mai che il suo pregiudizio antisraeliano sia antisemita, l’estrema destra e l’estrema sinistra convergono. Le accuse contenute nel misero delirio di chi ha messo in Rete la lista sono molto comuni, i professori seguono interessi stranieri, insomma complottano per dominare il mondo... inquinano i pozzi, diffondono la peste. Anzi, peggio, sono filoisraeliani.
Fiamma Nirenstein
Estrema destra ed estrema sinistra sono speculari.
Il problema é che la seconda ha avuto fin'ora molto più peso politico e pubblico.
Bertinotti, Diliberto, Pecoraro sono "leaders" che hanno molto visibilità, e quindi molta attenzione dai media.
Ed é appunto questa ribalta mediatica di cui godono che incentiva l'odio verso Israele.
Il bello é che gli stessi, poi approvano e applaudono regimi sanguinari come quello cubano e cinese. Se non fosse tragico per le conseguenze su persone innocenti come Fiamma Nirenstein, sarebbe da sganasciarsi dalle risa.
Orpheus
 

11 dicembre 2007

Il Venezuela antisemita di Chavez che piace tanto a Bertinotti

10/05/2006 - Il Presidente della Camera Fausto Bertinotti incontra il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chavez 

Fausto Bertinotti ha spesso definito in pubbliche dichiarazioni il presidente venezuelano Hugo Chavez come “mio fratello”. Ecco da oggi Bertinotti deve sapere che ha un fratello accusato di incoraggiare l’antisemitismo. Anzi di usarlo in chiave di ricerca del consenso nel Venezuela e di giocarlo in chiave di diplomazia internazionale per rafforzare la propria sconcia alleanza economico politica con l’Iran di Mahmoud Ahmadienjad. Che invece è un antisemita dichiarato. L’Anti Defamation League (Adl) di Abraham Foxman ha recentemente pubblicato sul proprio sito internet un nutrito dossier di episodi di antisemitismo contro la locale comunità ebraica di Caracas. L’ultimo oltraggio risale allo scorso 1 dicembre, alla vigilia del referendum istituzionale indetto (e poi perso) da Chavez per tentare di cambiare la Costituzione. Ebbene all’alba di quel giorno il club “La Hebraica” è stato perquisito come se fosse stato un covo di terroristi e narco-trafficanti con un mandato che faceva riferimento ad armi e droga. E’ stato devastato dai poliziotti, più che perquisito, ma, inutile a dirlo, della droga cercata e delle armi nemmeno traccia.
Strano che Chavez, amico da sempre dei narco-trafficanti delle Farc, cerchi la cocaina in un circolo culturale ebraico, si sono detti sarcasticamente alcuni osservatori esterni e interni al Venezuela. Che da anni criticano il fatto che il paese sia diventato in realtà il secondo paradiso dei narcos a ridosso della Colombia, dopo la scelta di Chavez di allearsi anche con le Farc nel quadro del famigerato Foro di Sao Paulo. Il dossier della Adl sugli episodi di odio anti ebraico in Venezuela è diviso in nove sezioni, tra cui: Hugo Chavez che supporta l’islam fanatico, Hugo Chavez nelle sue stesse parole, dichiarazioni di istituzioni governative, antisemitismo nei media vicini al governo, dimostrazioni antisemite e vandalismo, gli alleati di Chavez, gli hezbollah in America Latina. A Chavez viene contestato il fatto di aver favorito la diffusione dell’Islam più fanatico tra le tribù povere degli indios, dove già si vedono imam e burqa da anni, e che abbia fatto del Venezuela un porto sicuro per terroristi islamici rifugiati all’estero.
Nutritissimo il florilegio delle dichiarazioni antisemite di Chavez durante alcuni viaggi all’estero, tra cui quello in Cina nell’agosto 2006, quando esplicitamente paragonò Israele a Hitler e ai nazisti. Per non parlare di quando, il 30 luglio 2006, in visita ufficiale nell’Iran di Ahmadinejad, parlò di Israele fascista e terrorista e di “un demone che hanno dentro” le persone che vivono in Israele. Poi c’è tutto il capitolo dei giornali sponsorizzati dal governo in cui la campagna antisemita ha assunto accenti più espliciti contro gli ebrei. Basterebbe ricordare la copertina incredibile di “Docencia participativa”, il mensile pedagogico di Chavez per le scuole e le università a Caracas: una bella stella di Davide con dentro circoscritta la svastica nazista e la frase in spagnolo “Nazis siglo XX, Judios siglo XXI, Nuremberg”. Non si contano episodi di violenza veri e propri, di solito ignorati dalla polizia. Aggressioni a esponenti della comunità ebraica venezuelana, profanazione di Sinagoghe e cimiteri. Chavez non si è fatto mancare nulla. E da oggi il suo “fratello” Fausto Bertinotti non faccia finta di non conoscere l’entità delle colpe e dei crimini del “caudillo” di Caracas. E se vuole continuare a chiamarlo “mio fratello”, almeno non dica poi di sentirsi ebreo e di essere amico degli ebrei nel mondo. Alcuni di loro potrebbero rivoltarsi nella tomba.
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
L'ipocrisia dei politici é cosa nota. Ma Bertinotti supera tutti di una spanna. Ha saputo mettere a frutto, con successo, una politica opportunistica per accaparrasi i voti dei  violenti e facinorosi, nonchè notoriamente antisemiti. Grazie a loro, ed a un notevole pelo sullo stomaco é divenato presidente della camera. Quest'uomo non nutre alcun ideale, (e questo fra i politici é comune), tranne quello della sua affermazione personale. Si, neanche del suo partito importa nulla, il sodalizio con Prodi, é costato una batosta di consensi a Rifondazione.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 11/12/2007 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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