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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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24 febbraio 2011

Spregevoli ipocriti: gli "inchini" della sinistra ai più spietati tiranni mondiali


Prodi e Napolitano ricevono con tutti gli onori Omar al-Bashir incriminato per genocidio

Sempre Prodi con quel "buontempone" di Ahmadinejad che ha l'hobby di far tortura e impiccare i dissidenti e gli avversari politici e lapidare le adultere.

Assistere all'ennesimo avanspettacolo di moralismo e doppiopesismo della sinistra non so quanto possa essere esilarante, ma sicuramente è disgustoso.

Loro se la cantano e se la suonano e non potendo nascondere che, con i peggiori dittatori e GENOCIDI del mondo, sono stati "culo e camicia" ricorrono al loro status per nascita, direttamente impartitogli dal Supremo, di Esseri "antropologicamente superiori".
Gheddafi è diventato un "tiranno sanguinario e genocida" e Berlusconi, orrore!!!!...il suo lacchè.
Quando invece erano loro a genuflettersi davanti al leader libico, Gheddafi era un amico, un caro amico 
supportato ed aiutato nel riportare la Libia nella comunità internazionale. Non hanno problemi a stringere mani grondanti sangue, si sa sono mani "antropologicamente superiori" le loro, autopulenti e anti-macchia.
Altrimenti ci sarebbe da chiedersi come si possa stringere quelle di Al-Bashir e Ahmadinejad, quelle del compagno Fidel e degli assassini Hezbollah.
Quando il genocida sudanese fu accolto con tutti gli onori da Prodi&C. Amnesty e tutta l'Europa protestarono.
La politica estera italiana è ancora una volta al centro della bufera. Stavolta a finire sul banco degli imputati è il presidente del Consiglio Romano Prodi (e anche quello della repubblica Giorgio Napolitano) per l'accoglienza con tutti gli onori riservata al presidente golpista della repubblica islamica del Sudan, Omar Hassan el Bashir, da ieri notte in visita ufficiale nel nostro paese. Ad aprire le ostilità contro la scelta italiana di ricevere un dittatore che molti vorrebbero davanti al tribunale dell'Aja per i crimini contro l'umanità sono stati 25 deputati inglesi e francesi al parlamento europeo che hanno scritto una pesante lettera aperta allo stesso Prodi. E ieri la polemica era stata ripresa anche da Amnesty international, per una volta non strabica nelle proprie denuncie contro chi viola i diritti umani. Oggi poi l'International Herald Tribune dava molto risalto a questa polemica in un articolo intitolato "La visita in Italia del leader del Sudan fa crescere la preoccupazione internazionale".

Ma il vero sconcio, non è il doppiopesismo della miserrima sinistra italiana a cui siamo abituati,  è che si parla del "baciamano di Berlusconi" e non delle NAVI DA GUERRA IRANIANE entrate nel mediterraneo e in "visita amichevole" alla Siria. Non si fa nemmeno cenno alle spaventose conseguenze a cui ciò potrebbe portare.
E non si proferisce sillaba sulla deriva integralista che ha alzato la cresta nei paesi "liberati", e non si fiata nemmeno in questo caso, delle gravissime ripercussioni che ciò potrebbe significare per l'Occidente, tanto per gradire chiusura del Canale di Suez.
Si piccano per le "200 ragazze islamizzate" a Roma e non gliene frega nulla se "fondamentalizzarsi" sarà l'intero Maghreb. Più idioti di così!!!
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 24/2/2011 alle 12:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

20 aprile 2009

Che si aspettava l'Onu? Ahmadinejad é Ahamadinejad e non Albert Schweitzer

 
Era già tutto previsto, eppure si è voluto dare corso ugualmente a quella pagliacciata iniqua che é la conferenza sul razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia promossa dall’Onu, nota come "Durban 2".
Solo una massa di beoti può organizzare una simile conferenza e chiamare a parlare Ahmadinejad, è come invitare il Dottor Mengele ad un convegno sui diritti dei malati o affidare la direzione di un asilo ad un pedofilo recidivo.
Cosa pensavano dicesse, le teste d’uovo dell’Onu, un matto fondamentalista, che da anni auspica la cancellazione d’Israele dalle carte geografiche?
Veramente hanno creduto per un solo secondo che Ahmadinejad sarebbe stato sobrio e moderato?
Bene ha fatto L’Italia a disertare l’iniqua pagliacciata, anche perché tutta questa manfrina delle “discriminazione razziali” imbastita dall’Onu, ha un solo obiettivo, imporre al mondo l’Islam e le sue usanze più esecrabili come la poligamia, già accettata dalla Ue.
Lo ha detto CHIARAMENTE il segretario generale Ban Ki moon stamattina invitando tutti ad accettare l'islam, a non averne paura, farneticando anche dell "islamofobia" come nuova forma di razzismo. 
E la presenza
di paesi islamici RAZZISTI che praticano orribili discriminazioni verso donne, gay e “infedeli”, ad un simile convegno, ne é la conferma più eclatante.
Forse non sapevano i capoccioni dell’Onu, che in Iran s’impiccano i gay, si lapidano le adultere e amenità simili? E invitano AHAMADINEJAD a parlare? Che avrebbe mai potuto dire? Che tipo di corda usare per le forche?
Pagliacci e pericolosi.
Quanto ad Obama, è ancora dell’idea di tendere la mano aperta? Anche a Ginevra Ahmadinejad non si è lasciato sfuggire l’occasione di attaccare gli Usa. E fin’ora alla mano aperta ha replicato con sonori sganassoni diplomatici.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 20/4/2009 alle 18:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

12 giugno 2008

Ma che "simpaticone" Ahmadinejad

 
A Shahrekord, nell’Ovest dell’Iran, ieri, il presidente Mahomoud Ahmadinejad si è fatto da solo i complimenti per la sua partecipazione al Vertice Fao a Roma: “Un viaggio coronato da un grande successo (...) erano giunti a Roma 800 giornalisti da ogni angolo della terra per ascoltare le mie proposte”.
I giornalisti, secondo quanto ha detto Ahmadinejad, avrebbero manifestato “tutti il loro pieno sostegno alla Repubblica Islamica”. Ahmadinejad ha definito l’Italia come “un paese controllato dalla lobby sionista”. Secondo il presidente islamista, “gli industriali che ho incontrato a Roma mi hanno supplicato di aiutarli a poter esprimere liberamente le loro opinioni sull’Iran, visto che in Italia domina un clima di forte repressione e una totale carenza di libertà di espressione”. Contrariamente all’Iran che è, notoriamente, un Paese in cui la libertà di stampa è garantita dalla legge: ieri il quotidiano Etemad ha dovuto riscrivere un editoriale considerato troppo “critico”.
Da Opinione.it
Non é che, visto che siamo un paese controllato dalla lobby sionista, il "simpaticone" di Teharan decide di cancellare anche noi dalle carte geografiche???
Orpheus


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5 giugno 2008

E poi ci sono quelli che con Ahmadinejad ci fanno affari...

 

Non sono un’ingenua “pecunia non olet” , ma quando gronda sangue innocente, occorrere porsi una domanda.
Fin dove ci si può spingere nel solleticare l’ego di un feroce despota, per “vil denaro”?
Ci si può spingere fino ad applaudire le sue aberranti farneticazioni razziste?
Evidentemente si, perché è quanto accaduto al convegno “Possibilità di sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Iran” che si è tenuto all’Hilton, dove Ahmadinejad è stato applaudito dopo aver tuonato contro l’America ed Israele.
Trecento e passa rappresentanti della piccola, media ma anche grande industria italiana si sono messi in fila per fare affari con il regime iraniano, insieme ad alcuni rappresentanti del ministero per lo sviluppo economico.
Non c’erano personalità di spicco all’Hilton, hanno preferito mandare le seconde file, le terze e anche le quarte piuttosto che apparire di persona.
Meglio defilarsi e mandare i “gregari” non si sa mai che nei paesi che hanno visto le immagini vergognose degli applausi, si possa “equivocare” e, quindi perdere fette di mercato.
Gli addetti ai lavori sanno benissimo che il giro d’affari dell’Italia con l’Iran è secondo solo a quello della Germania.
I nomi visti ieri all’Hilton si possono leggere sulle brochure distribuite all’Hilton: Finmeccanica, Banca Intesa, Banca Ubae, Assocarni, TecnoEffe, Fedrlegno -Arredo, Gruppo Fata, Sacmi, Pedrini, Landi Renzo, ma anche Mediobanca, Enel, Snam progetti e Assolombarda hanno mandato i propri uomini. Sia pure non di prima fila. Altri nomi sono quelli di Selex communication, Afrimeds, Morando srl, Packing srl, Pert srl, Safe srl, Keller elettrodomestici.
Quasi tutte piccole e medie imprese che con le commesse, strappate anche a suon di applausi diplomatici agli ignobili discorsi di Ahmadinejad, magari ci campano per anni.
Resta da vedere se nel tempo l’imbarazzo per questo episodio avvenuto in uno dei più lussuosi alberghi di Roma potrà portare non desiderati e soprattutto non previsti effetti collaterali. Alla camera di commercio italo iraniana nessuno vuole sentire parlare di queste cose e l’impressione che si ricava è che non si veda l’ora di tornare sotto traccia a fare affari, una volta spente le luci su questo ambiguo evento tenutosi all’Hilton, in un giorno in cui tutta l’Italia gridava “vattene” ad Ahmadinejad, contribuendo non poco alla sua precipitosa partenza da Roma con un giorno di anticipo sul programma.

Una lezione impartita ad Ahmadinejad dalla maggioranza degli italiani, che non é come quei 300, non applaude alle sue odiose farneticazioni, ai suoi orrendi crimini contro il suo stesso popolo. Per la maggioranza degli italiani un tiranno sanguinario rimane tale, anche se procura proficue commesse.
Vattene al diavolo Ahmadinejad, dal più profondo del cuore.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 5/6/2008 alle 19:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

29 maggio 2008

Coraggio compagni fate vedere che siete uomini e non caporali

 
Cari “pacifisti”, no-global, girotondini, arci-gay, verdi e disobbedienti, Agnoletti, Grillini, Ferrandi e Pecorari, No-Tav, No-Molin, Si-Monnezza, avete una buona occasione per DIMOSTRARE che non siete solo contro l’America e Israele, che non strumentalizzate la Pace per propagandare odio contro americani e israeliani.
Che non siete solo schifosamente razzisti e antisemiti e ignobilmente ipocriti.
Avete l’occasione per dimostrare che vi stanno a cuore i diritti umani, che siete contro la guerra e il proliferare del nucleare per uso militare, infinitamente più pericoloso di quello per uso civile.
Ahmadinejad è forse il più spietato e folle dittatore in circolazione, i suoi boia impiccano 200 esseri umani l’anno uomini, donne e persino minorenni. Le adultere vengono lapidate i gay impiccati,
E poi ci sono le torture, quelle vere, arti amputati, occhi accecati, frustate e percosse fino alla morte. La macchina del terrore in patria va di pari passo con la macchina del terrorismo internazionale. L’islam professato da Ahmadinejad vuole la cancellazione di Israele e la conquista dell’Occidente. E c’è poco da scherzare a dare un’occhiata al suo arsenale missilistico.
Quindi cari pacifisti, voi che siete sempre in piazza, contro la guerra, contro il razzismo, contro la xenofobia, contro le discariche, contro la Tav, contro le basi americane, contro il fascismo, voi che siete i paladini della pace e dei diritti umani, avete il diritto e il dovere, di organizzare una bella manifestazione contro Ahmadinejad in visita nel nostro paese, come avete fatto per Bush l’anno scorso che, a confronto del tiranno iraniano, è un frate trappista.
Il governo non incontrerà Ahmadinejad, al popolo della pace arcobaleno l'onere e l'onore di gridare il proprio dissenso contro un dittatore sanguinario. 
Una buona occasione anche per l'arci-gay di protestare contro l'esecuzioni di omosessuali in Iran, invece che strepitare per il diniego "inaccettabile" di concludere il gay-pride a P.zza san Giovanni. 
Su, Coraggio compagni fate vedere che siete uomini e non caporali...
Orpheus 


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26 maggio 2008

Iran: l'Italia non é più tanto un paese amico...

 
Meno di due anni fa, l'Iran considerava l'Italia un paese amico, Prodi s'incontrava con Ahmadinejad e stringeva la sua mano senza che nessun comunista arcobaleno, al governo avesse nulla da obiettare, anche se il  despota iraniano predica un altro Olocausto, in patria impicca i dissidenti a tre per volta, e ha imposto un regime teocratico sanguinario che si accanisce contro donne e gay.
Il cambio di Governo e la dichiarazione di Frattini  che
''tutta l'Europa, Italia compresa, dovrebbe essere unita sulla linea delle sanzioni all'Iran'', ha provocato, quindi aspre critiche da parte della diplomazia iraniana.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Mohammad Ali Hosseini s
i tratta di ''reazioni negative e illogiche'' e l'Iran si aspetta ''reazioni logiche dai Paesi europei, e specialmente da Paesi amici come l'Italia''.
Evidentemente, grazie a Frattini l'Italia ha smesso di essere un paese amico, perchè chiunque tenti di bloccare i progetti nucleari dell'Iran, é "illogico" e "negativo", bisogna lasciare che il buon Ahmadinejad arrivi a cancellare dalle mappe Israele, allora si che si é "logici e positivi".
 C'é da sperare solo, che questa linea sia portata avanti e non si ceda ai ricatti più o meno velati.
Il regime di Ahmadinejad non é solo una tragedia per il popolo iraniano, ma quando arriverà ad avere armi nucleari, sarà un tremendo pericolo per il mondo intero e non solo per Israele.
Orpheus


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29 novembre 2007

Per Lewis, accettare lo stato ebraico è la condizione per la pace

 
Ci sono da fare alcune considerazioni sulla conferenza di pace di Annapolis e, soprattutto, sull’approccio da tenere nei confronti del conflitto arabo israeliano. Prima domanda: qual è la ragione del conflitto? Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una domanda ovvia, in realtà non è così. Due, fondamentalmente, sono le possibilità: nel primo caso, la ragione è da cercare nelle dimensioni di Israele; nel secondo, riguarda l’esistenza stessa dello stato ebraico. In un caso abbiamo a che fare con un problema strettamente legato ai confini, come in Alsazia– Lorena e in Texas: so che non è facile da dire, ma si potrebbe convivere con il problema nell’attesa di una soluzione a lungo termine. Se, invece, il motivo del conflitto fosse l’esistenza stessa di Israele, allora la soluzione non potrà certo arrivare con i negoziati. Non c’è un compromesso possibile tra l’esistenza e la non esistenza dello stato ebraico, e nessun governo israeliano accetterà di negoziare sul fatto che Israele debba o non debba esistere. Di tanto in tanto, nei loro discorsi diplomatici pronunciati in inglese, l’Olp e altri rappresentanti palestinesi forniscono indicazioni ufficiali sul riconoscimento dello stato di Israele. Ma quel messaggio non è lo stesso che arriva nelle case arabe o sui libri di testo delle scuole elementari, nei dibattiti politici o nei sermoni religiosi. Perché i termini utilizzati in lingua araba non rimandano certamente alla fine delle ostilità, bensì a un armistizio o a una tregua destinata a terminare quando la prospettiva di una guerra contro Israele avrà maggiori possibilità di successo. Non ci sarà un negoziato di pace senza una genuina accettazione del diritto di Israele a esistere in quanto stato ebraico nello stesso modo in cui i paesi membri della Lega araba sono riconosciuti come stati arabi o quelli della Conferenza islamica come paesi islamici. Un buon esempio di quanto questo problema influenzi i negoziati è la questione dei profughi. Durante la guerra del 1947-48, 750mila arabi volarono o furono trasportati fuori da Israele trovando rifugio nei paesi confinanti. Nello stesso periodo, un numero crescente di ebrei subì la stessa sorte: furono costretti a lasciare prima la parte della Palestina controllata dagli arabi (a nessuno di loro fu permesso di rimanere), poi i paesi confinanti dove i loro antenati avevano vissuto per generazioni. La maggior parte di questi profughi trovò riparo in Israele. Quel che accadde fu, in effetti, uno scambio di popolazione non diverso da quello che aveva preso corpo un anno prima nel subcontinente indiano, dove l’India britannica fu divisa in due parti, India e Pakistan. Milioni di profughi lasciarono le terre di origine, gli hindu furono trasportati in India, gli islamici in Pakistan. E’ possibile rintracciare un altro buon esempio in quel che accadde nell’Europa orientale alla fine della Seconda guerra mondiale, quando l’Unione sovietica decise di annettere una larga parte di Polonia orientale e compensò Varsavia con una fetta di Germania. Questo portò ad un grande movimento di profughi. I polacchi furono trasferiti dall’Unione sovietica alla Polonia, i tedeschi dalla Polonia alla Germania. I polacchi e i tedeschi, gli hindu e i musulmani, gli ebrei costretti a fuggire dagli stati arabi: tutti trovarono una sistemazione nei nuovi paesi senza l’aiuto della comunità internazionale. L’unica eccezione riguarda gli arabi palestinesi e i paesi confinanti. Il governo giordano ha garantito una forma di cittadinanza agli arabi palestinesi, ma di fatto li ha lasciati nei campi profughi. In altri paesi arabi, i palestinesi sono rimasti senza uno status giuridico, senza diritti e opportunità, mantenuti soltanto grazie ai fondi delle Nazioni Unite. Paradossalmente, se un palestinese fosse andato in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, avrebbe potuto ottenere la nazionalità nel giro di cinque anni, mentre i figli venuti al mondo in quei paesi sarebbero stati cittadini per diritto di nascita. Se, invece, la stessa persona avesse trovato rifugio in Siria, Libano o Iraq, sarebbe rimasta senza uno status per generazioni. La ragione di questo fenomeno è stata analizzata da diversi politici arabi: è il bisogno di preservare questo popolo come un’entità separata sino al momento in cui sarà possibile rivendicare l’intera Palestina, dalla Striscia di Gaza sino allo stesso Israele. La richiesta di un ritorno dei profughi significa, in altre parole, la distruzione dello stato ebraico. Ed è altamente improbabile che il governo israeliano prenda in considerazione una richiesta del genere. Ci sono segnali di cambiamento nei circoli arabi. C’è la possibilità che Israele venga accettato e che lo stato ebraico fornisca un contributo positivo alla vita pubblica della regione. Ma opinioni come queste sono espresse solo furtivamente. Qualche volta, chi le esprime viene quantomeno incarcerato. Sono opinioni che incidono ancora poco o niente sulla leadership. Il che ci porta indietro al summit di Annapolis. Se la questione non riguarda le dimensioni di Israele bensì la sua esistenza, i negoziati saranno inutili. Alla luce di quanto avvenuto in passato, è chiaro che questa rimarrà la questione cardine sino a quando i paesi arabi raggiungeranno o rinunceranno al loro obiettivo: la distruzione di Israele. Ma nessuna delle due ipotesi, al momento, sembra potersi verificare.
Da Il Foglio
La ragione del conflitto ormai é da cercare nell'esistenza stessa di Israele.
Hamas ha già
commentato negativamente la dichiarazione congiunta israelo-palestinese di Annapolis definendola "solo parole, e una perdita di tempo". E Ahamadinejad ha giudicato, la stessa "un fallimento" che a suo parere è stata soltanto un esercizio di "propaganda politica". "Non è possibile che il regime sionista duri", ha ribadito Ahmadinejad, citato dall'agenzia Isna. "E' nella sua stessa natura l'impossibilità di continuare a esistere - ha aggiunto il presidente iraniano - perché basato sul male, l'aggressione, la menzogna, la tirannia e il crimine, e tutto questo finirà". 
Queste parole seppelliscono ogni accordo, a mio parere, perchè il terrorismo ai danni d'Israele continuerà, provocando la sua reazione, che innescherà la solita rappresaglia...
Orpheus

 


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14 novembre 2007

L'asse del male Pechino-Teheran

 
Comunismo e fondamentalismo islamico viaggiano su binari paralleli, non deve quindi stupire l'asse del male Teheran-Pechino, ma preoccupare si, e anche molto.
 
Secondo Yang Jiechi, ministro cinese degli esteri in visita a Teheran: "Rafforzare i rapporti fra Cina e Iran aiuta la pace regionale e internazionale. E su questo francamente ho molti dubbi.  La  Cina appoggia il dittatore iraniano per motivi d'interesse, e c'è da sperare, che quest'ultimo non metta in atto i suoi folli propositi, altrimenti potrebbero esserci conseguenze disastrose a livello mondiale.
Yang è in Iran da ieri, dove ha incontrato Mottaki e il presidente Ahmadinejiad. Questi ha messo in guardia “i nemici” di Cina e Iran, affermando che “nulla può scuotere”  l’amichevole  rapporto “fra le due nazioni”. 
In tutti i suoi colloqui Yang ha parlato della crisi nucleare iraniana. Teheran continua a rivendicare che i suoi progetti nucleari sono tutti finalizzati a scopi pacifici, ma la comunità internazionale 'sospetta' che "Iran stia preparando un’escalation militare nucleare" (si spera che quando smetterà di 'sospettare' non sia troppo tardi).
 La Cina, ovviamente difende il diritto di Teheran all' un uso 'pacifico' del nucleare ed apprezza le ripetute dichiarazioni di Teheran sul non voler usare l’energia atomica per mezzi di distruzione di massa.
Un po' come come Capuccetto Rosso che credeva al Lupo, travestito da nonna...solo che credere alle favole di Ahmadinejad può costare all'Occidente svariati milioni di morti.
Yang ha anche "chiesto" maggior cooperazione dell’Iran con la Iaea, l’ente atomico dell’Onu, e con l’Unione europea. Giusto per dare un colpo alla botte e una al cerchio...
La Cina però è contraria alle sanzioni, quindi esaurisce tutto il suo impegno nel consigliare, appunto, maggiore collaborazione 
Non bisogna essere dei geni analisti di politica internaziole per capire che l’opposizione della Cina si spiega con il suo interesse a non minare i rapporti economici con l’Iran.
Dalla metà degli anni ’90 ad oggi il volume degli affari Cina-Iran è salito da 200 milioni a 20 miliardi di dollari. La Cina importa circa l’11% del suo fabbisogno petrolifero dall’Iran,che nel 2005 ha raggiunto la quota di 14 milioni di tonnellate.
Pechino, oltre ad offrire copertura diplomatica, opponendosi a sanzioni, vende a Teheran missili terra-aria e missili navi-aria, che possono essere lanciati da navi da guerra.
Notizia Da Asianews

19 ottobre 2007

Putin fa il pesce in barile di petrolio: Non è Guerra fredda, ma propaganda pericolosa

 
Il gioco di Putin è pericoloso, ma per ora è soprattutto caro, nel senso del petrolio. Piani atomici “grandiosi”, ultimatum un po’ troppo perentori per non sembrare propagandistici sulla presenza americana in Iraq, minacce contro lo scudo che Bush continua a presentare a Mosca anche come un’opportunità di collaborazione. Ovviamente viaggi e parole buone per Teheran e per qualunque tipo di dittatore in giro per il mondo. La tattica di Putin, da mesi, è sempre la stessa: "recito la parte del più buono tra i cattivi e del più cattivo tra i più buoni, così esercito il potere reale che mi è rimasto, quello di fungere da destabilizzatore costante, per di più fingendomi mediatore paziente, e così agisco da livellatore al rialzo del prezzo del greggio".
"Il petrolio gli ha dato alla testa", titolava ieri l’israeliano Maariv. La Russia di Putin ha costruito per sé un’economia drogata dalle rinazionalizzazioni delle grandi industrie e dall’alto prezzo delle risorse energetiche. Ha accolto soltanto in parte e sotto stretto controllo gli investimenti e i partner stranieri. Ha usato la leva del gas e del petrolio per trattare con i vicini europei e non solo. Fino a poco tempo fa poteva contare su altri due attori eterni mediatori con i cattivi, ovvero Chirac a Parigi e Schröder a Berlino. Adesso con Sarkozy e Merkel la doppia sponda non c’è più, dunque a Putin tocca fare tutto il lavoro (disturbatore) da solo. Se a ciò si aggiunge il clima elettorale a Mosca, si coglie al meglio la portata e l’origine da propaganda – non da Guerra fredda, visto che non è più realizzabile un equilibrio del terrore da mondo bipolare – della retorica del presidente russo.
Il dramma è che, mentre l’emiro Putin pompa i prezzi del greggio e mercanteggia col gas, la minaccia iraniana cresce come un rumore di fondo. Il pericolo tutti o molti lo sentono, ma i tempi si allungano, il programma atomico va avanti e la comunità internazionale vive lo stallo tipico di un periodo di precrisi mondiale, come ha detto Bush. E pensare che tutti o molti sanno bene che, nel caso dell’Iran, serie sanzioni funzionerebbero davvero.
Da Il Foglio
Ottima analisi, condivisibile delle sparate di Putin.
Orpheus


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28 settembre 2007

L'asse del male: Ahmadinejad, Chavez e Castro


 Il secondo viaggio di Mahmoud Ahmadinejad in America Latina riscuoterebbe una straordinaria attenzione se l’occidente avesse ancora il gusto di riconoscere l’insorgere di nuove idee e nuove dottrine, anche se di pessima valenza. Invece è quasi ignorato. L’aspetto economico e diplomatico del viaggio è di enorme rilievo, ma non è quel che più conta. Fidel Castro, Hugo Chávez ed Evo Morales mettono in queste ore a disposizione della strategia atomica iraniana il peso di cui dispongono. Castro consolida lo schieramento dei 110 paesi Non Allineati, che spostano le maggioranze all’Onu.
Chávez vi aggiunge aiuti sostanziosi per la boccheggiante economia di Teheran (la joint venture petrolifera irano-venezuelana è gia di 2 miliardi di dollari), investimenti strategici nella raffinazione iraniana e forniture sottobanco di uranio.
Evo Morales ci mette con brio l’essenza, il vero pericolo di questa alleanza: il populismo. L’asse del jihad musulmano – Iran, Siria, Hezbollah e Hamas – ha infatti trovato una naturale sponda amica nel caudillismo populista latino americano, sponda molto più larga e profonda del comune odio antiyankee. Il fondamentalismo messianico jihadista e quello caudillista hanno solidi punti di contatto: un’identica concezione del welfare e della ricerca di consenso tramite erogazione diretta di reddito da petrolio, un’identica vocazione militarista (sempre finanziata col petrolio), un istintivo apprezzamento per il dispotismo monocratico. L’asse Teheran-Damasco-Avana-Caracas non è dunque solo un nuovo schieramento antiamericano. E’ un incontro di demagogie e populismi che oggi – da indistinti movimenti di protesta quali erano – sono riusciti a farsi stato, tendono a integrarsi e riscuotono anche il plauso della platea no global e antimperialista della sinistra euro-americana. Una miscela politica e ideologica mefitica, che è in grado di fare danno e che farà danno, offrendo da subito agli ayatollah molte forze per resistere alle sanzioni che l’Onu, peraltro, stenta a decretare.
Da il Foglio
Chissà perchè questa alleanza fra i dittatori comunisti e il satrapo diTeheran non mi stupisce: come direbbe il Foscolo esiste tra loro un "corrispondenza di affettuosi sensi" e una comune gestione del potere: sopraffazione, fanatismo, forche e torture.
Come dice la saggezza popolare "chi si somiglia si piglia".
Quello che non si comprende é il plauso di tanti beoti, che nei paesi di cui ammirano i despoti non ci vivrebbero nemmeno per un giorno.
E io ce li spedirei con sommo piacere.
Orpheus


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24 settembre 2007

Ahmadinejad: "Niente gay in Iran"


Hanno dovuto invitarlo a tenere una conferenza davanti a centinaia di studenti per accorgersi che Ahmadinejad é un "crudele dittatore".
Così l'ha definito il presidente della Columbia University Lee Bollingere che ha chiesto al presidente iraniano conto e ragione delle persecuzioni di donne, omosessuali, giornalisti come Akbar Ganjoi e altri intellettuali e del negazionismo dell'Olocausto.
Già che c'era poteva anche chiedergli conto dell'esecuzioni giornaliere, di uomini,ragazzi e donne. Chiedergli delle torture e delle fustigazioni. Atrocità all'ordine del giorno in Iran. Persino bere una birra può costare decine di frustate.
Francamente non capisco? A cosa é servito permettere al satrapo diTeheran di pavoneggiarsi davanti agli stutendi e offrirgli una ribalta per esporre le sue inique tesi?
Ahmadinejad,immagino con grande soddisfazione, ha detto che ""In Iran non ci sono omosessuali come invece qui da voi''. Sai che forza c'è la pena di morte per gli omosessuali in Iran.
Amhadinejad dovrebbe essere arrestato e condannato per crimini contro l'umanità invece di andarsene in giro a sproloquiare nelle università. Incredibile.
Orpheus


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22 giugno 2007

Onu: sarà Ahmadinejad a presiedere la prossima commissione sui diritti umani?


E' ora di cambiare L'Onu.
Ormai trasformatisi in un organismo a tutela degli interessi di dittatori e terroristi. Come dice Pezzana su Libero
:"Chi la fa da padrone sono, a maggioranza, gli stati totalitari, le cui risoluzioni devono essere seguite anche da chi non ne approva i contenuti. Fece scandalo nel 2003 l'elezione della Libia di Gheddafi (una delle centrali del terrorismo internazionale), a presidente della Commissione diritti umani.  Con siffatta presidenza nel 2007 é nato lo Human Rights Council, un organismo di controllo del rispetto dei diritti civili in tutti i paesi aderenti all'Onu, e con queste premesse, " Come poteva l'Onu partorire un organismo che vagamente assomigliasse a qualcosa di democratico? Ed infatti i primi segnali di vita sono in linea con la politica precedente. Anche qui, come prima, si fingerà di passare in rassegna i 192 paesi che fanno parte dello screditato consesso, si lascerà credere che verranno esaminate con severità tutte le trasgressioni dei diritti umani. 
Uno dei primi effetti del "rinnovamento" è l'uscita di Cuba e della Bielorussia dai paesi sotto inchiesta. Non sia mai detto che l'isola felice dove regna l'eterno Fidel, debba sottomettersi ancora a umiliante "sorveglianza speciale". D'altra parte è sufficiente che un dittatore neghi a qualsiasi organismo umanitario internazionale il permesso di entrata e verifica di quello che accade nel suo paese, perché, buoni buoni, i valorosi difensori dei diritti umani che operano dietro a migliaia di sigle variopinte, e tutte rigorosamente di sinistra, facciano marcia indietro e mille scuse per il disturbo. Chi ha mai indagato seriamente su Cuba? I cattivi erano gli americani con il loro embargo, altro che Fidel Castro! Fra i pericolosi da sorvegliare, insieme a Nord Corea. Birmania, Zimbabwe e Sudan chi troviamo? Indovinato, Israele ! Che vanta rispetto a tutti i paesi Onu il record delle risoluzionicontro, su iniziativa non solo dei paesi islamici ma anche di parecchie democrazie occidentali. Israele quindi, secondo il rinnovato Consiglio sui Diritti Umani, è considerato uno Stato canaglia. Il rischio di ritrovarci Ahmadinejad a presiedere prossimamente la commissione diritti umani è sicuro".
Lo sbaglio enorme di tutti i paesi occidentali é l'aver lasciato la gestione dei diritti umani, in mano quasi completamente alla sinistra, che ha strumentalizzato la situazione per coprire i crimini comunisti e attaccare i loro nemici: Israele e l'America. 
E' stato come affidare le "pecore al lupo"
o nominare Mengele a tutelare l'etica nella ricerca e questa ONU ne è Il risultato più eclatante.
Orpheus


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