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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

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                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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2 maggio 2008

Avvelenatori di pozzi

 









Hanno fatto come i ragazzini che l’ultimo giorno di scuola, prima di uscire dall’aula, si girano e tirano sul pavimento una fialetta piena di liquido puzzolente. Solo che Vincenzo Visco e Lidia Turco scolaretti non lo sono più da un pezzo: ora fanno (anzi, per fortuna degli italiani, ormai hanno fatto) i ministri e le loro «fialette» rischiano di avere conseguenze ben più serie del disgusto o della nausea.
Il primo ha buttato in rete, ossia in piazza, le dichiarazioni dei redditi 2005 di tutti gli italiani. Par di vederlo stropicciarsi le mani al pensiero di quel che sarebbe successo: gelosie, ricatti, delazioni, amicizie che si rompono, rapporti di buon vicinato che vanno a quel paese, vecchi rancori che sfociano in nuove rappresaglie. (E giustificato la sua bestiata con una sonora frottola, dev'essere convinto che gli italiani sono tutti come i suoi elettori, pronti a bersi qualsiasi panzana denza controllare  n.dO).

Già, perché un conto è divulgare i guadagni di personaggi pubblici, un altro è compiere la stessa operazione su chi ha fatto scelte diverse e conduce un’esistenza «privata», che non prevede di dare in pasto a tutti gli affari propri, anche se in quegli affari non c’è nulla di illecito. La differenza è ovvia per tutti, tranne che per Visco, il quale ama ribaltare gli schemi comuni: meno di due anni fa perseguiva chi andava a curiosare tra i proventi di Prodi, oggi sollecita l’istinto voyeuristico che c’è in ognuno di noi, incurante delle conseguenze, con la perfidia di chi ritiene che in Italia non ci siano contribuenti onesti ma solo evasori ancora da scoprire e quindi si possa tranquillamente buttare fango nel ventilatore. Tanto, a pulire non dovrà certo pensarci lui.
Vecchia scuola Botteghe Oscure.
Lezione perfettamente appresa anche dalla compagna Livia Turco.
La quale, per la verità, ha fatto quasi di peggio.
Prima di sgomberare l’ufficio del ministero della Salute ha firmato una cosuccia che, semplicemente, capovolge lo spirito di una legge varata dal governo Berlusconi nel 2004 e confermata da un referendum popolare un anno dopo (ah, quella democrazia che dà tanto fastidio alla sinistra quando non collima con i suoi desideri). Era stato detto e ribadito che non si potevano fare diagnosi sull’embrione prima dell’impianto? Chi se ne frega. La ministra con la lacrima in tasca la pensa diversamente, quindi: oplà, un bel provvedimento in articulo mortis e il gioco è fatto. Con buona pace degli elettori. Del resto, quelli che non votano come dicono loro sul manifesto li definiscono «subumani» e può darsi che con un po’ di sana eugenetica in un prossimo futuro li si possa portare a un livello tale da non sbagliare, almeno, a mettere la crocetta sulla scheda elettorale.
In più c’è il sapore della vendetta, il gusto monello del bastone messo tra le ruote del governo venturo, dell’imbarazzo creato al nuovo Parlamento che dovrà sbrogliare la matassa e in particolare al neo eletto presidente della Camera, che sulla materia non era propriamente in sintonia con il suo partito. Queste sono soddisfazioni: dell’Italia, degli italiani a loro che volete che importi?
Riassunto dal Giornale
Quello che ha fatto la Turco é indecente. Si può essere d'accordo o meno sulla diagnosi prenatale, ma annullare con un atto di prevaricazione UNILATERALE, ciò che é stato CONFERMATO CON UN REFERENDUM, é veramente da comunisti, che se ne fottono delle basilari regole della democrazia. Oltretutto la sig.ra Turco é appena stata SFIDUCIATA dagli italiani ed ha già le valigie pronte.
Come ci si può fidare di gente simile?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 2/5/2008 alle 10:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

30 aprile 2008

PD-Partito Delatori: in rete i redditi di tutti gli italiani

 fora11.jpg
Da questa mattina il sito internet dell'agenzia delle entrate (
www.agenziaentrate.gov.it) ha pubblicato tutte le dichiarazioni dei redditi del 2005 di tutti i contribuenti italiani. Personaggi più o meno famosi, ma anche più semplicemente il capo ufficio, il collega, il vicino di casa. Tutto pubblico, tutto free. Con tanti saluti e buona pace della privacy.
L’idea non poteva che essere partorita dalla mente prolifica di Vincenzo Visco, che la giustifica affermando che "E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano".
Dimentica il buon Visco che però in tutto il mondo non c’è camorra, mafia, sacra corona e n’drangheta, che fino a pochi anni fa avevano avviato una lucrosa attività di rapimenti e poi magari hanno anche un corpo di polizia meglio preparato ed equipaggiato per contrastare il crimine, ma i nostri carabinieri, non il RIS di Parma, mi riferisco a certe realtà di molte cittadine meridionali e non...
Inoltre vorrei sapere qual’è il grande vantaggio, che procura un simile provvedimento, al popolo italiano. Mi sfugge.
Mi sembra solo un’inutile violazione della privacy, messa in atto senza nemmeno consultare il garanteL’iniziativa dell’agenzia delle entrate non è mai stata sottoposta all’attenzione del Garante della privacy.
Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione" comunica l'ufficio del medesimo (a loro tutto é permesso, l'avesse fatto il cdx, avremmo avuto battaglioni d'indignati per l'attentato alla democrazia). 
L’Adoc, (associazione per la difesa e orientamento consumatori) consultato da migliaia di cittadini, ha emesso una nota asserendo che considera l’iniziativa "una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali.
Il provvedimento "era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi" dichiara Visco. Diciamo che più delle polemiche ha avuto paura di una ripercussione negativa alle urne (adesso lo può fare, la batosta l’hanno già presa).
 Detto questo il primo ad arrabbiarsi, perchè gli hanno scoperto gli altarini é stato Grillo, ma pare che i grillini non abbiano gradito,  che forse abbiano capito chi é il loro mentore? ...
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 30/4/2008 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

26 aprile 2008

Visco ha già nostalgia della poltrona

 

A leggersi i titoli di Unità e Sole 24 Ore di giovedì c’è realmente da sganasciarsi dalle risate.
L’Unità: “Vince la destra e riprende il vizio dell’evasione”.
Il Sole: “Visco: ‘L’evasione è già in ripresa”.
Non è tutto: i due articoli che trattano della presentazione del Libro Bianco sull’IRPEF riportano abbondanti citazioni da Vincenzo Visco in persona che rasentano la fantascienza.
Come – commentando le entrate - “I primi tre mesi sono andati benissimo ma il quarto ho l’impressione che non andrà tanto bene, sarà meno brillante. Ci sono segnali di ripresa di mancata emissione di scontrini e ricevute già dall’inizio della crisi di Governo ma accelerati negli ultimi due mesi”.
Il Visco indovino, anche questa ci toccava. Manco è finito il mese di aprile, e lui già a predire impennate nell’evasione, professionisti che si tuffano voluttuosi nelle braccia della dea Evasione, cassieri stitici che durano fatica a farti lo scontrino, e chi più ne ha più ne metta.
Mentre sul “tesoretto”, il feticcio di cui si è fatto forte per tutti questi mesi, chiarisce prudentemente che bisogna aspettare i dati a consuntivo delle dichiarazioni…
Forse quelli di Visco sono solo gli ultimi spasmi di una fallimentare ideologia al potere. Secondo la quale a evadere è il popolo della partita IVA, mentre i dipendenti sono immacolati nella loro integrità fiscale.
Dimenticando che commercianti, ristoratori, professionisti – il famigerato popolo della partita IVA, per l’appunto - già da anni sono “catastalizzati” da studi di settore e infinite altre gabole che fanno loro maledire di avere partita IVA e stare in proprio. Mentre i dipendenti, Visco se lo è scordato, sono nelle condizioni perfette per affiancare un secondo lavoro rigorosamente in nero a quello in chiaro e, loro sì, evadere in santa pace.
Quel che è certo è che fino all’ultimo Visco ha voluto lasciare un pessimo ricordo di sé. Lo sanno bene quei contribuenti che queste ore stanno affannosamente districandosi in mezzo a pile di fatture per compilare i benedetti moduli dell’elenco clienti-fornitori.
Cioé l’ennesimo orpello che Visco ha tirato fuori dal proprio armamentario medievale pur di poterne “incrociare” i dati con quelli di dichiarazione e – ma siamo certi che già non bastasse? - comunicazione annuale dati IVA.
E che dire poi del Libro Bianco sull’IRPEF, al cui happening romano il nostro si è dilungato in previsioni sul futuro?
 Il team di Visco ha iniziato a lavorarci la primavera dell’anno scorso, verosimilmente con l’intento di scrivere una summa del Visco-pensiero, come per solito sono i Libri Bianchi.
Ma, come illustra Mattia Sinigaglia sulla prima pagina di Libero Mercato di giovedì (“Libro Bianco IRPEF, l’epitaffio di Visco”) adesso quel mattone di 436 pagine suonano più come un epitaffio funebre alla Spoon River.
Da L'Occidentale
Che forza il governo Berlusconi!
Ancora non ci sono i nomi dei ministri, ma già si macchia di ogni nefandezza...d'altronde solo disonesti, ignoranti  e idioti imboniti hanno potuto preferire il Cav. al sommo Walter, al sopraffino D'Alema, allo strabiliante Visco, che addirittura possiede l'arte della divinazione...peccato che tutti questi signori sono stati al governo fino a quando il medesimo non si é autodistrutto, e l'Italia tutta da nord a sud ha festeggiato. Si sa, i geni sono incompresi, l'informazione é in mano al Berlusca, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio...
E io che, in preda all'entusiasmo, ho parlato di una sinistra di stampo europeo, moderna e liberale, chissà che avevo bevuto quella sera.
Questi sono sempre gli stessi tromboni antiquati, dediti alla mistificazione, che hanno cambiato solo il look esteriore, sotto la patina di buonismo e pseudo-modernità sono sempre i soliti vecchi comunisti livorosi dediti all'esercizio del potere per il loro unico e personale interesse.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 26/4/2008 alle 22:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

13 dicembre 2007

Tre milioni di "ragioni" per il Gen. Roberto Speciale

 
L''affaire Visco-Speciale ha tenuto banco per parecchio tempo quest'estate ed é stato uno degli atti di più indecente arroganza, dell'attuale maggioranza.
Roba che se l'avesse fatta Tremonti sarebbe stato ghigliottinato  in pubblica piazza, con tanto di tricoteuse rosse intente a sferruzzare.
E invece Visco l'ha sfangata e alla grande senza nemmeno, per amor di giustizia, rimettere il mandato.
Che il Gen. Roberto Speciale sia stato sottoposto a indebite pressioni, alle quali NON ha ceduto,  e per questo sia stato perseguitato e calunniato, é STORIA nota e documentata, che nemmeno gli "utili idioti" possono negare.
Ed é in base a questo che il Tar del Lazio ha accolto  il ricorso di Roberto Speciale contro la sua rimozione da comandante generale della Guardia di finanza. La notizia circolava da tempo nei corridoi del ministero dell’Economia. Non senza qualche disappunto. Dopo il caso di Angelo Maria Petroni (reintegrato dal Tar nel consiglio d’amministrazione della Rai) Padoa-Schioppa incassa la seconda sconfitta. Con l’aggravante, questa volta, del potenziale "danno erariale" quantificato in tre milioni di euro.
Mica briciole.
D'altronde e a ragione, il Generale Speciale aveva chiesto cinque milioni di euro, di compensazione per il danno alla sua immagine ad opera di TPS (al Senato l’ha accusato di «slealtà» nelle istituzioni), per la poco nobile ragione di salvare "le chiappe" al buon Visco. Il Tar sarebbe orientato ad accordargliene tre. A pagarli deve essere lo Stato (ergo "noi"). Ed è probabile che la Corte dei conti avvii una procedura di danno erariale nei confronti di chi, con la rimozione, ha innescato il procedimento. Vale a dire, Prodi e Padoa-Schioppa in primo luogo; più qualche alto dirigente del ministero dell’Economia.
A questo punto e dopo una sequela di abusi d'ufficio, ingerenze indebite, calunnie e relative "scornate" pubbliche, non sarebbe il caso che in blocco presentassero le loro dimissioni?
E già che ci siamo un esecutivo che copre in modo talmente sfacciato comportamenti illeciti, non dovrebbe fare altrettanto? Sarebbe il miglior regalo di Natale per milioni d'italiani.
Orpheus



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7 ottobre 2007

Brutti, sporchi e cattivi


E vendicativi aggiungo io.
A "toccare" un comunista (anche se appartenente alla cosiddetta sinistra moderata) si paga sempre pegno (emblematico fu ciò che successe a Forattini con il famoso sbianchettamento di D'Alema). A parole sono democratici, progressisti, liberali e blablabla... con i fatti, passata la bufera, sono guai per il malcapitato che ha osato sfidare il loro arrogante e spocchioso potere.
Sotto le forche caudine, questa volta c'è finito il generale Roberto Speciale reo di aver portato alla luce le indebite pressioni del vice-ministro Visco, definite ILLEGITTIME anche se non illecite dalla Procura di Roma. Lo scandalo venuto alla luce, avrebbe dovuto portare, quanto meno alle dimissioni di Visco, e invece lui è rimasto dov'è, protetto da un esecutivo che ha la sua stessa levatura morale e il Generale Roberto Speciale é indagato dai soliti PM, sempre a disposizione della "Parrocchia Rossa", per violazione del segreto di ufficio: nel luglio del 2006 Speciale avrebbe rivelato allo stesso Visco l'esistenza di indagini su fondi elettorali ai ds in Puglia.  Ma è una storia che non sembra stare in piedi. Innanzitutto perché in Puglia non ci sono indagini sui fondi dei Ds. Lo ha verificato direttamente l'Ansa
che ha mandato in rete la notizia. E quindi se non ci sono indagini sui ds non si capisce quale segreto Speciale abbia mai potuto confidare a Visco su inchieste inesistenti.
 "Le dichiarazioni di Visco ancorché destituite di ogni fondamento - spiega il difensore di Speciale, l'avvocato Ugo Longo - rappresentano una notizia criminis per cui è tecnicamente possibile la sua iscrizione. Il generale Speciale confida di dimostrare, non appena sarà possibile, di essere assolutamente estraneo alla vicenda. D'altronde non aveva la possibilità di essere informato su indagini in corso in Puglia sui Ds. Insomma ciò che ha detto Visco è falso e se sarà dimostrato dalla magistratura si potrebbe aprire un procedimento per calunnia"
.
Visco avrebbe fatto meglio a lasciar cadere la cosa, non é detto che a salvare lui e il governo, saranno ancora presenti, in caso di necessità,  i "sempiterni" senatori a vita, .L'inverno é alle porte e potrebbero prendersi l'influenza.
Orpheus




10 settembre 2007

Qualcuno svegli Prodi...


Ricordo ancora nel corso del faccia-faccia elettorale fra Berlusconi e Prodi, quest’ultimo affermare “che gli italiani avevano “bisogno di un po’ di felicità”.
Detto, fatto in poco di un anno lapressione fiscale è salita al 42,8 costringendo gli italiani a tirare la cinghia. Come se ciò non bastasse il 2007 è stato un anno di rincari che porteranno a una somma supplementare di 6004 euro a famiglia.
Sono aumentati i prezzi dei generi alimentari essenziali (pane, pasta, latte), abbigliamento, trasporti, spese auto e moto e casa, alberghi, ristoranti,bar, benzina, libri scolastici, servizi bancari e tariffe di luce, gas e trasporti per una spesa complessiva del 7,4% in più rispetto al 2006.
Fra rincari e tasse sono così “felici” gli italiani che 51% di loro non ha fatto vacanze. Da quanto riferito da Gian Franco Fisanotti, presidente di
UnionTurismo "solo 22 milioni di italiani maggiorenni hanno trascorso le vacanze estive in un luogo diverso dalla propria residenza abituale".
Tutti impegnati a “ballare” per la felicità in città sempre più degradate e a rischio delinquenza.
Malgrado tutto questo il “nostro” caro presidente del consiglio insiste che La vera emergenza nazionale è l’evasione delle tasse e il suo degno viceministro sputa sui veneti.
Qualcuno gli dia una sveglia.
Orpheus


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6 luglio 2007

Dieci, cento, mille Visco, gli autogol sono la sua specialità

 
Dieci, cento, mille Visco. Il viceministro dell’Economia avrebbe il dovere di dimettersi per la vicenda della Guardia di Finanza, ma la verità è che sarebbe proprio un peccato veder uscire dal pacchetto difensivo della squadra di governo un giocatore tanto prezioso (per il centrodestra), visto che gli autogol sono la sua specialità.
Fischiato dai lavoratori autonomi e ormai sull’orlo di una crisi di nervi, a Genova se l’è presa con i giornalisti, in particolare con i cronisti del Secolo XIX: “No, con voi non parlo, perché mi siete antipatici”. Il suo nervosismo ha contagiato anche la scorta: “Non permettetevi di avvicinarvi al ministro, altrimenti vi sbattiamo fuori”. Ma perché tanta acrimonia nei confronti di un quotidiano locale, non certo imputabile di simpatie verso la destra?
Niente di meglio, per saperlo, che riferire quanto scrivono oggi i cronisti del quotidiano genovese, sotto accusa perché “non scrivono quello che lui vorrebbe”. Ecco i fatti.
“Tutto nasce nel marzo scorso quando il Secolo XIX viene a conoscenza di una circostanza: Visco e Bersani hanno fondato un’associazione (Nens) che ha sede in viale Angelico 163 a Roma. L’appartamento è di proprietà della famiglia Spitz, di cui fa parte la signora Elisabetta, nominata alla direzione del Demanio dallo stesso Visco (e moglie di Follini)”.
Dubbi di opportunità, ma soprattutto “non si riesce a trovare la denuncia del contratto, che sarebbe obbligatoria”. E poiché “non si può accettare nemmeno il dubbio che il viceministro che chiede agli italiani di pagare le tasse possa aver ottenuto un appartamento in nero o, peggio, gratis dai familiari di una sua dipendente”, ecco che il cronista telefona al ministro. Di questa telefonata, il Secolo XIX fornisce la registrazione: A che titolo occupate l’immobile? “Affitto…non permettetevi di scrivere più su questa storia”. "Signor ministro, se lei ci fornisse gli estremi del contratto, noi non avremmo motivo di scrivere una riga…Silenzio, poi “a questa richiesta il ministro risponde sbattendo il telefono in faccia al cronista”.
da Potere Sinistro
Predica bene e zoppica male, in perfetto stile comunista. E non é la prima volta che viene beccato con le mani nel vasetto della marmellata....
Orpheus


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2 luglio 2007

Non é successo nulla di « speciale »

 Visco indagato

Un generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, destituito dal suo incarico, perché non si è piegato alle minacce del viceministro all’economia con delega alle Finanze, Vincenzo Visco che gli ordinava di rimuovere quattro alti funzionare che indagavano su uno scandalo (Unipol) che vedeva implicati i DS, partito dello stesso Visco.
Le lettere che provano le colpe di Visco pubblicate sui giornali
Il tentativo maldestro di salvare la faccia e la poltrona del viceministro Visco, in parlamento da parte del Ministro all’economia TPS con il benestare di Prodi, tramite l’uso di pesanti calunnie nei confronti del generale Speciale.
L’iscrizione di Visco nel registro degli indagati per reati gravissimi come l'abuso in atti d'ufficio secondo l'articolo 323 del codice penale, e per minacce secondo l'articolo 612 dello stesso codice.
E ciliegina sulla torta "Il generale Speciale ha dato mandato ai propri legali di querelare per diffamazione e calunnia il ministro dell'Economia, TPS e il presidente del Consiglio Romano Prodi in relazione alle gravi accuse mosse contro il generale durante il dibattito al Senato sulla sua rimozione”.
Tutto questo NON IMPENSIERISCE minimamente il governo, secondo quanto ha affermato il portavoce del Governo, Silvio Sircana. Che al contrario si STUPISCE del fatto che Speciale “abbia bisogno di un portavoce, nella persona del senatore De Gregorio” e dall’alto della sua ‘integerrima’ statura morale stigmatizza De Gregorio per aver “agito in questo caso con lo stesso zelo con cui ha agito nel saltare da una parte all'altra degli schieramenti politici all'inizio di questa legislatura''. DA CHE PULPITO VENGONO LE PREDICHE. E mai possibile che mai per una volta facciano uno “zic” di autocritica? MAI,
Forse De’Gregorio avrà saltato il fosso (come d’altronde ha fatto Follini con il plauso della sinistra, in questo caso, che l’ha difeso dagli attacchi del cdx), ma il suo comportamento NON ha nulla a che vedere con la grave crisi istituzionale a cui stiamo assistendo per il comportamento inqualificabile dei membri di questo governo. Una squadra di moralizzatori in pectore, sempre pronta a stigmatizzare il comportamento degli avversari con aria di sufficienza, ad emanare diktat in spregio di leggi e regolamenti, a usare mezzi poco democratici ed eticamente molto discutibili per tacitare gli scandali.
Insomma la solita sinistra cialtrona, a cui elettori porgo una domanda.” Cosa avreste detto e fatto se questo ignobile pasticcio l’avessero ordito e gestito Berlusconi e Tremonti durante la precedente legislatura?
Orpheus


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1 luglio 2007

Il Generale Speciale denuncia per diffamazione Prodi e TPS

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E' scattata la controffensiva del generale Roberto Speciale, rimosso dal suo incarico, dopo aver denunciato le indebite pressioni di Visco per l'avvicendamento di quattro ufficiali che indagavano sul caso Unipol. "Il generale Speciale ha dato mandato ai propri legali di querelare per diffamazione e calunnia il ministro dell'Economia, TPS e il presidente del Consiglio Romano Prodi in relazione alle gravi accuse mosse contro il generale durante il dibattito al Senato sulla sua rimozione".
Questa la dichiarazione del presidente della commissione Difesa del Senato,Sergio De Gregorio (molto vicino a Speciale).
Nel centrodestra la decisione di Speciale suona come qualcosa di inevitabile. "C’è un conflitto tra istituzioni", afferma Altero Matteoli, presidente dei Senatori di An. "In 25 anni di Parlamento non ricordo una situazione simile. Sbagliavamo a prendercela con Visco, perché la responsabilità è di tutto l’esecutivo e non del singolo. Ora capisco Padoa-Schioppa, proteggeva il suo vice per difendere il governo". E sulla querela Matteoli rilancia: "Sentendo tanta cattiveria nel suo intervento in aula ho notato imbarazzo anche nella maggioranza. Non è possibile accusare un militare così in Parlamento. E mi sarei meravigliato - conclude - se Speciale non avesse fatto niente. Non solo per se stesso, ma per la divisa che indossa".
Ho seguito l'intervento di TPS per intero in televisione, ed é stato vergognoso, oltre al fatto che, né lui, né Visco HANNO MAI spiegato, PERCHE'  un militare con così GRAVI MANCANZE, E' STATO PROMOSSO  alla Corte dei Conti, invece di essere espulso dall'arma con disonore.
La verità é che prima hanno provato con le minacce (Visco), poi a torta fatta con le lusinghe (Corte dei Conti), ma gli é andata buca e allora da bravi comunisti hanno usato la diffamazione, convinti così di mettere un coperchio a questo pasticcio e salvare la faccia dell'esecutivo, hanno fatto male i loro conti: Speciale non s'è piegato, e grazie a Dio, ancora non si finisce in un gulag, se si muovono critiche al governo.
Orpheus
PS. Io me la rido, già immagino Repubblica che parla di "trame oscure" "poteri forti" e altre amenità da spystory di pessimo livello, per salvare la faccia al peggior governo del dopoguerra ad ora.
Chissà cosa avrebbe scritto se questo pasticciaccio fosse successo con Berlusconi premier...

29 giugno 2007

VISCO, ORA VATTENE

 Che cosa dovrebbe avvenire, in un Paese ordinato, quando un viceministro con delega alle Finanze si trova indagato per reati gravissimi come l'abuso in atti d'ufficio secondo l'articolo 323 del codice penale, e per minacce secondo l'articolo 612 dello stesso codice? E quando entrambe le ipotesi di reato si riferiscono al comportamento che ha messo in atto nei confronti del comandante generale della Guardia di Finanza, rispetto al quale egli aveva una delega di collegamento e supervisione dei compiti istituzionali del Corpo, ma senza potersi mai spingere a prendere di petto il suo intero vertice promettendo sfracelli, se non gli avessero trasferito sue due piedi alcuni ufficiali di stanza in Lombardia destinandoli ad altro compito? La risposta è una sola. Dimettersi. Alzare i tacchi. Consegnare la lettera di addio al governo. Per questioni elementari di opportunità politica, di sensibilità istituzionale, di consapevolezza democratica. Oltretutto, l'indagine aperta presso la procura di Roma, dalla quale ieri il viceministro è stato interrogato per ben tre ore alla presenza del Procuratore Capo Giovanni Ferrara e dal sostituto Angelantonio Racanelli , smentisce in maniera diretta e inequivocabile l'immediata difesa d'ufficio che a Visco fu approntata dal procuratore generale di Milano, Mario Blandini, il quale all'emergere dello scontro con il generale Roberto Speciale si precipitò a dichiarare che non sussistevano gli estremi per l'abuso di ufficio, e che tale insussistenza si riscontrava nell'atteggiamento stesso tenuto dal comandante della Finanza. Ora, evidentemente, alla Procura di Roma la cosa si valuta invece assai diversamente. E non può far velo il fatto che Visco, accompagnato dal senatore Guido Calvi in veste di legale, ieri si sia spontaneamente presentato in Procura. Al solo scopo di evitare una convocazione formale che sarebbe stata dovuta, e che avrebbe implicato un ulteriore motivo di imbarazzo per Visco e l'intero governo. Calvi ha chiesto l'immediata archiviazione: noi riteniamo che a questo punto sia tre volte giusto che una sede giudiziaria diversa da quella milanese si occupi di stabilire le eventuali responsabilità penali della vicenda. Non poteva essere Milano, presso la quale i quattro ufficiali della Finanza che Visco intendeva defenestrare hanno prestato per anni delicate funzioni di polizia giudiziaria. Funzioni assai apprezzate, visto che il procuratore Manlio Minale non ebbe esitazioni, e su due piedi avvertito da Speciale scrisse che la richiesta di Visco non poteva e non doveva essere accolta. Noi abbiamo chiesto sin dall'inizio, che sulla vicenda si aprisse un'indagine terza e indipendente, rispetto alla farsesca defenestrazione che il governo Prodi avviò su due piedi contro Speciale, per di più incappando nell'estrema e inqualificabile gaffe di dimenticare che per la sua rimozione occorreva un motivato decreto di sollevamento dal comando, prima di procedere alla nomina del suo sostituto nella persona del generale Cosimo d'Arrigo. Ora quell'indagine finalmente è aperta. E poiché Speciale non è più al comando, travolto dal vulnus che il governo ha ritenuto opportuno infliggere all'intera GdF, ma sarebbe il caso che Visco comprendesse che non può attendere un minuto di più, per le sue dimissioni. E' vero, non è il viceministro da solo, a portare la responsabilità della gravissima crisi istituzionale che è sfociata nell'offesa alla GdF. Ad averlo difeso con parole di incredibile e sfrenato eccesso, in Parlamento, è stato Padoa-Schioppa. E il premier Romano Prodi per primo, porta la responsabilità di aver coperto e autorizzato la vergognosa copertura politica del gravissimo atto compiuto da Visco, tentando di ordinare ciò che non poteva e non doveva in quelle forme ordinare a chicchessia. E' l'intera squadra dei moralizzatori al governo, a essere toccata dal fango di questa indagine sacrosanta. Di moralizzatori buoni a emanare diktat in spregio di leggi e regolamenti, una Repubblica ordinata non ha bisogno certo al governo. Abbiamo scritto che la crisi apertasi era grave, e il governo ha tentato di tacitare il tutto coprendo la vicenda con giustificazioni inaccettabili. Ieri il pur ottimo avvocato Calvi ha tentato di presentare la vicenda come se i vertici della Finanza sotto Speciale fossero renitenti al comando di intensificare la lotta all'evasione fiscale. Ma fateci il piacere. E' pura incontrollata libidine di potere, quella per la quale la procura di Roma ha interrogato ieri colui che porta la responsabilità personale più seria e determinata, della politica fiscale fatta di imposizioni unilaterali e gravami intollerabili, che gli italiani respingono da mesi nei sondaggi. A casa, subito, dunque. In altri tempi, per una simile ipotesi di reato, ci sarebbe stato ben altro, che un semplice interrogatorio.
Oscar Giannino-Libero
Sono pronta a scommettere che 'don' Visco non mollerà la poltrona.
Loro sono comunisti, usi a infischiarsene della "sen
sibilità istituzionale e della consapevolezza democratica". L'unica consapevolezza che hanno é arraffare il potere e tenerselo con ogni mezzo, la mafia rossa se ne fotte di tutto tranne che della 'famigghia'.
Rispondono solo alla loro legge, quella dei comuni mortale è spazzatura. A loro tutto é permesso, possono sguazzare nel fango, averne fin sopra i capelli, e con arroganza affermare di essere candidi come la neve.
Non conoscono onestà e verità.
Non conoscono il rispetto.
Non conoscono la coerenza.
Non conoscono doveri verso il paese e verso i loro compatrioti, che pensando di essere in democrazia li hanno votati.

E' per quello che me la rido quando presentano l'ennesimo "uomo nuovo" quello che trasformerà la fetida sinistra italiana , in una sinistra riformista e moderna, é solo fumo negli occhi, é solo l'ennesimo 'uomo di paglia' da bruciare per abbindolare gli allocchi, e poter fare i propri comodi come è successo negli ultimi 60 anni.
Orpheus


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20 giugno 2007

Ancora Visco dietro la Guardia di Finanza?

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Quanto poco trasparente sia questo governo l’ha dimostrato (se mai ce ne fosse stato bisogno) la vicenda Visco-Speciale, che ogni giorno s’arricchisce di strabilianti colpi di scena, fatti che se fossero successi durante la precedente legislatura avrebbero provoca un vero e proprio terremoto mediatico. Ma a Visco è tutto perdonato e permesso, e ciò che lo riguarda viene fatto passare in sordina.
Ultima in ordine di tempo la notizia, alquanto singolare, che martedì mattina il neo comandante generale della GdF Cosimo D’Arrigo ha avuto un incontro di oltre mezz’ora con Visco, nell’ufficio di quest’ultimo a Roma. Un appuntamento che suscita stupore visto TPS almeno ufficialmente aveva ritirato «temporaneamente» le deleghe sulla Guardia di finanza al suo vice.
Come mai D’Arrigo è quindi andato in visita da Visco? I casi non sono molti. O il ritiro delle deleghe ancora non è stato ufficializzato; il ritiro in pratica è rimasto tanto annunciato quanto mai concretizzatosi, determinando così un altro pasticcio ai tanti che hanno già segnato questa storia. Oppure tra i due c’è stato un incontro informale, non ufficiale. E di certo non per parlare del tempo sorseggiando un tè…
Del resto quanto Visco ci tenga alla Guardia di finanza lo si era capito, ce ne fosse ancora bisogno, non più tardi di lunedì. Proprio alla cerimonia di insediamento di D’Arrigo Visco si era presentato con al seguito il suo staff. Insomma chi tira le fila non è difficile da capire, e l’esecutivo ha recitato la solita “sceneggiata” a favore dei media e del” popolo-bue”. Cvd la serietà al governo.
Orpheus


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14 giugno 2007

Le "fiscoballe" del Governo su evasione e Tav

 

Dopo le ecoballe che non sa come riciclare ecco le fiscoballe che il Governo riesce invece a far circolare ad alta velocità. Come quelle scaricate ieri sui media italiani a proposito di evasione e di Tav. Si comincia al mattino con l’Agenzia delle Entrate. Il Conte Visco ci vuol far credere che, poverini, gli Italiani pagano così tante tasse perché ci sono tanti che – stramaledetti - non le pagano affatto. Il Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, perfino il Tempo, abboccano. E’ il nero, il sommerso, a provocare le vessazioni fiscali. Tanto che l’evasione dell’Iva è salita fino a 43 miliardi di euro, su una base imponibile di 270 (“270 miliardi evasi” titolano però i giornali) . Sono gli onesti che pagano al posto dei disonesti – questo il messaggio: prendetevela dunque con i barbieri e gli idraulici, i vu cumprà e le “fabbrichètte”, non con Visco o Padoa Schioppa, con Prodi o Bertinotti.
Balle, balle, balle. Ieri la notizia era un’altra in realtà: che la pressione fiscale reale è cresciuta fin oltre la metà del reddito, toccando la vetta del 50,7%. Ed è cresciuta indipendentemente dall’evasione, che è un dato strutturale dell’economia italiana, resa possibile e in certi casi necessaria proprio dalla morsa fra la tenaglia del fisco e l’inefficienza dei servizi che il fisco mantiene in piedi. A riprova è arrivata proprio oggi la ricerca della Banca Centrale Europea che ci fa sapere che i contribuenti italiani devono coprire gli stipendi della pubblica amministrazione col 26,8% dei loro salari contro il 14,9% della Germania, che è il paese che spende meno per gli stipendi della PA (e che guida la crescita economica del continente). Seguono a poca distanza Lussemburgo e Paesi Bassi, mentre intorno al 20% si trovano Austria e Irlanda. La Spagna, un altro paese che ha saputo affrontare con coraggio la riforma dello stato sociale, spende il 20,8 % in salari destinati al settore pubblico, mentre a far compagnia all’Italia resta, con il 25,6% la Francia, dove però la presenza pubblica si estende a settori produttivi come l'energia e le telecomunicazioni. L’Italia, a differenza della Francia (che pure verrà ora passata al setaccio dalle riforme di Sarkozy) si è invece liberata (almeno formalmente) della presenza dello Stato nella telefonia, energia e trasporti, ma senza minimamente alleggerire il peso di salari e pensioni. E gli indicatori volgono per giunta al peggio.
E mentre giustamente Giulio Tremonti ha oggi ricordato al Corriere della Sera le –poche ma buone- riforme economiche del Centrodestra, il Governo Prodi si appresta alla dissipazione del cosiddetto tesoretto (estratto non dai sotterranei della Banca d’Italia ma dalle tasche degli Italiani) e alla controriforma delle pensioni e della legge Biagi, e ha già ceduto alla Cgil sul contratto degli statali (di patto parasociale fra Governo e Cgil ha parlato il segretario della Cisl Bonanni, mica un pasdaràn del liberismo).
Quanto all’alta velocità ce li vogliamo proprio vedere i ministri ferroviari del governo Prodi andare a piatire davanti all’Unione Europea i finanziamenti per una Tav che ieri è sprofondata nell’ennesimo “nuovo tunnel”. Cambio di tracciato, nuove obiezioni del ministero dell’Ambiente, però certo, accipicchia, accordo Governo-Sindaci. Su che cosa? Sullo scippare i soldi a Bruxelles, evidentemente. Ma tanto basta per far titolare al Sole 24 Ore: “Si sblocca l’alta velocità”. Ma quando mai! Leggetevi piuttosto Europa, il volonteroso giornale della Margherita, che la verità la dice già nel titolo: “Tav a bassa velocità”, per spiegare subito: “Peccato. Un’altra riunione interlocutoria, l’ennesima riunione interlocutoria”. O, se proprio volete la prova del nove, sintonizzatevi sulle frequenze di radio Onda Rossa, dove, oltre alla bellissima canzone di Rino Gaetano ‘Agapito Malteni’ che ne è la sigla, potrete ascoltare in diretta dalla Val di Susa il programma dei No-Tav: sono trionfanti, il caso è chiuso, “se ne riparlerà fra un anno”.
Hanno ragione. Tutto il resto sono fiscoballe.
Da L'Occidentale-Marco Taradash
Orpheus

7 giugno 2007

Aspettiamo gli zombie sulla riva del fiume

 Romano Prodi e la sua armata Brancaleone continuano a ripetere in coro che non è successo niente, illudendosi di potere, in questo modo, archiviare il caso Visco. Il loro atteggiamento, nutrito di un’arroganza da Guinness dei primati, sta, però, diventando patetico. Nessuno, fra i public opinion makers, appare disposto ad avallare la sicurezza ostentata dai prodiani: gli articoli di fondo, persino sulle testate più fedeli al centrosinistra, esprimono la convinzione che lo scandalo sia destinata a lasciare il segno. Il presidente della Camera ha espressamente ipotizzato che vi saranno “ricadute politiche, ed anche molto pesanti”: Bertinotti non può essere certo sospettato di voler agevolare il polverone che, secondo i brancaleonesi, il centrodestra tenterebbe di sollevare. Il centrodestra, una volta tanto, è compatto e determinato e non mollerà facilmente la presa. Ricapitoliamo. Tutto nasce l’anno scorso, con lo scandalo Unipol, una scalata bancaria tentata dagli ex comunisti e fallita con la caduta di Consorte, il finanziere le cui telefonate con Fassino ed altri esponenti diessini, intercettate e pubblicate, rivelarono l’intenzione di disporre d’una banca di partito. A quel tempo risalgono le pressioni di Visco su Speciale, comandante generale della Guardia di finanza, per l’allontanamento degli alti ufficiali responsabili delle indagini. Attenzione: Visco ha negato quelle pressioni ed è stato sbugiardato da testimoni e documenti. Il governo di centrosinistra, intanto, intraprende l’eliminazione delle persone scomode. Il direttore dell’Ansa, Pierluigi Magnaschi, è licenziato perché reo d’aver fatto il proprio dovere di giornalista, diffondendo la notizia delle indebite pressioni di Visco sulla Gdf: la libertà d’informazione, tanto sbandierata dai sostenitori di Santoro e Biagi, non vale più una cicca. I brancaleonesi, in questo caso, preferiscono ispirarsi al dittatore Chavez, che chiude le televisioni non allineate (anche Mediaset, del resto, ne sa qualcosa). È sempre il ministero dell’economia a revocare Petroni, consigliere d’amministrazione Rai, al fine d’avere mano libera nell’occupazione totale dell’ente televisivo: ma il provvedimento non ha adeguata motivazione ed il Tar del Lazio lo sospende. Il resto è storia recente. È “il Giornale” a pubblicare le magagne di Visco e, dopo le indignate smentite, a pubblicare testimonianze e lettere. È Di Pietro, dopo aver precisato, in un memorabile scontro televisivo con il direttore di Liberazione, che si poneva una questione di etica, a puntare i piedi. L’opposizione medita di sfiduciare Visco. Prodi pensa di porre la questione di fiducia in difesa del viceministro diessino, ma deve rinunziarci, dopo aver scoperto che non ha i numeri. Speciale è invitato a dimettersi e rifiuta. Alla fine il compromesso (un rimedio peggiore del male): Visco rinunzia temporaneamente alla delega sulla Gdf, Speciale è rimosso. Non siano ancora all’eliminazione fisica, ma la logica è quella della mafia e del comunismo reale: colpiscine uno per educarne mille. Chi si azzarderà ancora, domani, a non ottemperare agli ordini di questi signori, ancorché illegittimi o addirittura criminali? Fini, una volta tanto, è icastico e definisce una “porcata” il provvedimento del Governo. Il noto skipper D’Alema se ne a Valencia per sostenere “Luna Rossa”, che perde tre regate di fila: si vede che il ministro degli esteri non porta bene. Speciale rinunzia al contentino della Corte dei conti, offertogli dal governo (un piatto di lenticchie, lo definisce) e rinunzia ad impugnare l’atto con il quale è stato “violentato”, pur di restare fedele al dovere militare d’obbedienza. Speciale ne esce bene. È il solo. Giorgio Napolitano si è chiamato fuori dalla vicenda. Egli, però, non ha imitato Ponzio Pilato, il quale sentì il bisogno di lavarsi le mani dal sangue del Cristo innocente. Egli ha firmato l’atto di destituzione. La funzione di capo delle forze armate, assegnatagli dalla Costituzione, forse non gli attribuiva un potere decisionale in materia; ma la prerogativa di morali suasion, costantemente esercitata dai suoi predecessori, lo autorizzava certamente a pretendere spiegazioni da chi gli proponeva il provvedimento. Berlusconi e Bossi s’illudono che Napolitano possa intervenire: ormai ha firmato, avallando la “porcata”. Egli ha dimostrato quanto fosse giusto il calcolo dei suoi elettori, che lo hanno mandato al Quirinale perché sicuri che non avrebbe dato fastidio al manovratore. Napolitano, se il Signore gli darà vita, si pentirà, forse, del male fatto alla Repubblica tra mezzo secolo: il tempo che gli è servito per cambiare idea sulla sanguinosa repressione e della rivolta ungherese. Prodi non farà passi indietro. Non ne ha mai fatti, né ne farà in futuro. Mentire e far finta di nulla è diventata, per lui, un’abitudine. Egli continuerà, per un poco di tempo, a sopravvivere a se stesso, perché il Senato, i cui componenti di prima legislatura non hanno ancora maturato la pensione, non lo manderà a casa. Visco, appena passata la bufera, riprenderà la delega temporaneamente dismessa. È difficile aspettarsi altro da chi, con il primo governo dell’Ulivo, si prese nottetempo i quattrini dai conti correnti dei cittadini. La credibilità dell’armata Brancaleone, però, è ormai al di sotto dello zero, sia in Italia che all’estero. Sono morti che camminano, anche se, come tutti gli zombie, hanno un’ancor maggiore capacità di fare del male. Gli italiani, nonostante tutto, sono brava gente. Essi non innalzeranno le teste mozzate dei colpevoli sulle picche, come costoro meriterebbero. Siederanno, però, sulla riva del fiume in attesa. E magari, alla prima occasione elettorale, daranno una spinta ai cadaveri per avviarli alla foce.
 di Pietro Lignola da
ilroma.net
Infatti noi siamo sulla riva del fiume e aspettiamo, con calma  ma oltremodo fiduciosi.Nel frattempo anche oggi, questa volta dal TAR, l'ineffabile prestafaccia di Visco , Padoa Schioppa, si è preso una bella mazzata con relativo sbugiardamento e domenica ci sono i ballottaggi e a leggere certi sondaggi in rete la gente NON è con Visco, l'arrogante Visco e la sua banda tassotti

Verbena

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