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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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20 febbraio 2011

L'ultima della Turchia: TROPPI cristiani in Europa!


Le
parole esatte di Alì Babacan vicepremier turco, ospite al Wef di Davos rammaricato per l'assenza di progressi nel processo di entrata della Turchia nella Ue, sono: “Una delle ragioni principali per cui la Turchia non può diventare un membro dell’Unione europea è che questa è diventata un club cristiano, ripiegato su se stesso. Ai nostri occhi è molto pericoloso” ha sottolineato Babacan, aggiungendo che: “la politica delle porte aperte non esiste più. Abbiamo sempre creduto che l’Unione europea fosse un grande progetto di pace, poi il processo di allargamento si è semplicemente bloccato”.
Per colpa di quei "cristianacci" che nei loro Paesi vogliono continuare a professare il LORO CREDO e l'impudenza di non voler saltare in aria in nome di Allah quando prendono il treno o la metro per andare a lavorare (Londra, Madrid docet).
E magari desiderano non leggere di fanatici religiosi indottrinati nelle moschee o nelle scuole musulmane (che abbiamo permesso costruissero a iosa) che confezionano bombe fai-da-te in cucina per ridurre a brandelli i "porci cristiani" e conquistarsi le 72 vergini in paradiso.
Quanto poi a come sono trattati i cristiani nel "tollerante" Islam, non passa giorno che uno di loro non sia perseguitato, costretto ad abbandonare casa e averi, sgozzato o fatto saltare in aria in qualche paese musulmano.
E ai NOSTRI OCCHI anche questo è MOLTO PERICOLOSO.
Posso suggerire una proposta a Babacan che risolverebbe questo "guaio" dell'Europa "troppo" cristiana: decapitare il  30% dei cristiani e sostituirli con musulmani di fede provata.
Ma quando APRIRANNO gli occhi i politici, la Chiesa e tutti coloro che appoggiano questa follia multiculturalista, non vogliono convivere con noi, ma invaderci con le nostre leggi e sottometterci con le loro!
(aggiungo una chicca su Barack Al-Obama: Babacan ordina e Barack OBBEDISCE).
Siamo messi bene la barbarie medievale è alle porte.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 20/2/2011 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (31) | Versione per la stampa

3 giugno 2010

Possiamo ancora fidarci della Turchia?


Interessante articolo di Marcello Foa che riporto riassunto:

Le responsabilità della Turchia nella vicenda della flottiglia di pacifisti sono evidenti. A organizzare il convoglio è l’Ihh, che non è certo neutrale e che da tempo appoggia Hamas e i terroristi. E’ saltata fuori anche la complicità di un’altra organizzazione italiana l’Associazione benefica per la solidarietà al popolo palestinese, sospettata di aiutare i kamikaze. Le sei nave erano composte 5 da veri pacifisti, una da militanti arabi e palestinesi. E infatti solo su quest’ultima sono sorti problemi, con quello che ne è conseguito.

In altri tempi, quando la Turchia era laica, filo occidentale e amica di Israele, il problema sarebbe stato risolto alla fonte ovvero il governo di Ankara non avrebbe permesso la partenza di un convoglio di questo tipo. Ma da quasi dieci anni la Turchia è retta dall’Akp ovvero da un partito islamico che pretende di essere moderato e che tale è stato considerato dagli occidentali.

Eppure proprio Erdogan è stato il capo di governo che ha usato i toni più duri contro Israele, accusandolo di terrorismo di stato (ma non solo ha permesso che partisse una nave con terroristi aspiranti martiri e civili, e io ritengo con la volontà di provocare, quelloi che è successo n.d.O)

La svolta filo araba e filoislamica della Turchia è sotto gli occhi di tutti

Alcuni autorevoli commentatori, come Sergio Romani sul Corriere e Vittorio Emanuele Parsi sulla Stampa sostengono che a provocare l’allontanamento della Turchia dall’Occidente sia stata l’Europa, quando ha di fatto escluso la sua adesione all’Unione europea.

 Io invece penso che l’allontanamento è avvenuto prima dei problemi sulla candidatura turca alla Ue, come dimostra il rifiuto di concedere agli americani le basi  aeree ai tempi della guerra in Irak. Da tempo scrivo, in perfetta solitudine, che l’Akp promuove un’agenda occulta per islamizzare la Turchia, privandola sempre più dei suoi connotati laici e occidentali, e che in politica estera i suoi veri referenti sono nel mondo arabo islamico, non in Occidente .

Penso inoltre che la candidatura della Turchia alla Ue sia impropria e innaturale. Impropria perché se la Turchia entrasse nella Unione, il paese più popoloso della Ue diventerebbe musulmano; in contrasto con le radici, le tradizioni, la cultura europea che è cristiana e/o laica, non certo islamica. Innaturale perchè da sempre l’Europa si ferma al Bosforo. La Turchia non è in Europa, è in Asia. Che senso ha chiamare europea un’Unione se poi non se ne rispettano i confini?

A volere la Turchia nella Ue sono gli Usa, per ragioni esclusivamente strategiche. E ho l’impressione che questa volta abbia sbagliato di grosso: da un lato tentando di forzare la mani agli europei, che si sono ribellati; d’altro canto dando fiducia a Erdogan e all’Akp senza verificarne davvero le credenziali.

Ora la situazione è davvero ingarbugliata. L’Akp mostra il suo vero volto e svela le sue intenzioni. Dunque mi chiedo, possiamo ancora fidarci della Turchia?

La risposta è no, ovviamente. L'Akp non è piovuta dal cielo per intervento divino, è l'espressione della maggioranza del Paese, una maggioranza che non è né laica e né filo-occidentale, permettere l'invasione dell'Europa da parte di un Paese pieno di estremisti religiosi che imporrebbero le loro regole e i loro dogmi, è una follia suicida che ucciderebbe in primis la nostra libertà di parola.

Detto questo a sinistra si interpretano sempre le cose con il solito leif-motif del "mea culpa" , per gli islamici c'è sempre la scusante dell'Occidente Kattivo, lo trovo veramente idiota e autolesionista. In Turchia ha vinto un partito se non integralista, comunque islamico, perchè questo è lo stato attuale del Paese. Farla entrare in Europa non avrebbe fermato un cambiamento che è in atto in quasi tutti i paesi islamici, che si stanno radicalizzando a prescindere.

Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 3/6/2010 alle 12:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa

18 maggio 2009

Bambine asfissiate con il gas e donne mutilate: ordinaria follia dell'islam più barbaro

 
Ci sono notizie che scivolano via inosservate, come “lacrime nella pioggia”, notizie di mondi lontani, di sofferenze lontane, di diritti negati lontani.
Come il diritto allo studio delle bambine afgane.
Come la barbarie di chi glielo nega in tutti i modi:  asfissiandole con il gassfigurandole con  l’acidobruciando le scuole e uccidendo le insegnanti,  per terrorizzarle, per impedir loro di appropriarsi dello status di persone e affrancarsi da quello di bestie da soma e schiave del maschio-padrone.
Donne senza la gioia di essere tali, perché essere donna nei paesi islamici è quanto di peggio possa capitare ad un essere umano.
Questa nostra assurda società si premura di rilasciare “patentini” di rifugiati a chiunque, in nome di una ipocrita carità pelosa, ma preferisce ignorare cosa accade in certi paesi. Si trincera dietro il mito ingannevole del multiculturalismo, per giustificare gli usi e gli abusi più spregevoli nei confronti delle donne.
Mi è rimasto impresso a fuoco il commento di una forumista di sinistra su quanto fosse “carino” infondo il burqa, con quei colori così accessi…si certo, carino, quanto lo può essere la “vergine di Norimberga”.
L’unico cosa giusta da fare è squarciare il velo del conformismo multiculturalista, e raccontare i soprusi a cui sono condannate le donne in certi paesi.
Raccontare cosa fanno i talebani alle bambine innocenti.
Raccontare la storia di donne mutilate nel modo più orrendo, com’è successo alla giovane turca, a cui sono state mozzate naso e orecchie perché sospettata di adulterio.
Non biosgna stancarsi mai di raccontare perché il nostro silenzio significa la loro condanna ad una vita terribile, senza nemmeno un briciolo di speranza in un futuro migliore.
Orpheus

2 aprile 2008

Eurabia: Bruxelles difende il partito islamico contro la laicità

 

Ora che finalmente gli anti corpi laici della Turchia kemalista avevano trovato un potente antidoto contro l’islamismo in doppio petto di Recep Tayyip Erdogan e di Abdullah Gul mettendo sotto accusa il loro partito davanti alla corte costituzionale di Ankara, che cosa fa la solita Europa dell’islamically correct? Solidarizza con i due sotto accusa.
E’ la stessa storia che è andata avanti negli ultimi sette anni dopo l’11 settembre. E l’altro ieri non c’è stata neanche l’eccezione che conferma al regola. Tutti infatti sanno, anche i sassi, che i due governi Erdogan stanno riportando la Turchia nel baratro del confessionalismo islamico. Certo non ancora wahabita o estremista, ma comunque a un passo dal Medio Evo. Con donne indotte a usare il velo e con altre fanatiche dell’hijab. Il tutto condito da sfoggi televisivi delle teste velate da parte delle consorti del premier e del capo dello Stato.
Che cosa doveva fare la Corte Costituzionale turca di fronte a queste constatazioni di attentati permanenti alla laicità dello stato? Niente altro che accogliere, come ha fatto, la richiesta avanzata il 14 marzo scorso dal procuratore della Corte di Cassazione, Abdurrahman Yalcinkaya, di chiudere il filo-islamico Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), al governo, e di interdire per cinque anni da ogni attività politica i suoi massimi dirigenti, tra cui il presidente Abdullah Gul ed il premier Recep Tayyip Erdogan. Le esperienze pregresse ci portano a preconizzare molto presto un intervento riequilibratore da parte dell’esercito. Magari con un “sano golpe bianco” come già accaduto negli anni ’70 e negli anni ’80. Ma l’Europa che se la fa sotto con la Cina, fa invece la voce grossa contro la Corte Costituzionale di Ankara solidarizzando con il premier e il capo di stato islamisti.
Come ha riferito ai giornalisti il vice presidente della Corte Costituzionale, Osman Paksut, la decisione di procedere all’esame del merito sulla richiesta di chiusura dell’Akp è stata presa all’unanimità dagli 11 giudici della Consulta. Quattro giudici hanno chiesto l’esclusione dal caso del presidente Gul che, in quanto fondatore ed ex dirigente dell’Akp, è stato incluso dal procuratore Yalcinkaya nella lista dei 71 esponeti del partito per cui è stata chiesta l’interdizione dalle attività politiche per 5 anni. La maggioranza, tuttavia, aveva votato contro questa Richiesta di esclusione. Ora bisognerà attendere un anno per la sentenza ma forse meno per il golpe dell’esercito. Tra le righe si capisce che la Turchia laica, che vorrebbe entrare nell’Ue e restare alleata di Usa e Israele, piuttosto che strizzare l’occhio all’Iran come sta facendo Erdogan, si sta giocando quest’ultima chance per entrare in Europa al termine delle lunghissime trattative in corso. E per il bene loro e nostro, e alla faccia della Ue, dell’Onu e di tutti quelli che tifano sempre dalla parte sbagliata, sarà molto meglio che in Europa entri una Turchia laica piuttosto che quella odierna di Erdogan.
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
Un'Europa non solo filo-islamica in nome del multicuturalismo, ma addirittura filo-fondamentalista....il bello é che si proclama laica e in nome della laicità ha intrapreso una guerra contro la religione cristiana. Per estirparne le radici.
Se non ci andassero di mezzo le nostre vite, ci sarebbe da ridere, davanti a tanta idiozia...
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 2/4/2008 alle 22:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

9 marzo 2008

Peccato che sia femmina

 

In India il governo ha varato in questi giorni un programma per scoraggiare l'aborto di feti femminili, diffusissimo benché illegale. Tale pratica, resa possibile da quando le ecografie consentono di individuare il sesso del nascituro, si è andata affiancando a quella più antica, e tuttora in uso, dell'infanticidio, anch'esso selettivo e mirato a sopprimere le neonate. La funzione di entrambe le pratiche è contenere il numero delle femmine, la cui nascita è accolta senza entusiasmo ed è tanto più sgradita quando, seguendo la tradizione, una famiglia deve fornire ogni figlia di una dote per sposarla: un onere che naturalmente ogni nuova bambina non fa che aumentare.
Una delle soluzioni più frequenti è maritare alcune delle figlie con uomini di poche pretese, ad esempio molto anziani o dalla cattiva reputazione. Un'altra è semplicemente smettere di pagare, dopo aver versato un acconto e promesso di saldare il debito durante i primi anni di matrimonio. Se questo succede, il marito spesso diventa insofferente e violento: sono frequenti i casi in cui si libera della moglie uccidendola e, per simulare un incidente domestico, lo fa chiudendola, ad esempio, in cucina e dandole fuoco.
La soluzione alla radice è appunto l'aborto selettivo o l'infanticidio. Negli Stati più colpiti dal fenomeno, ad esempio nel Punjab, mediamente nascono 793 femmine ogni 1.000 maschi e, secondo le stime correnti, negli ultimi 20 anni di aborti e infanticidi ne sono stati praticati circa 10 milioni. Questo ha determinato una situazione demografica anomala: mentre a livello mondiale si calcolano 1.050 femmine ogni 1.000 maschi, in India il rapporto è di 927 femmine su 1.000 maschi.
Il programma annunciato dal governo indiano, e in procinto di essere attuato in via sperimentale in sette Stati, prevede incentivi economici alle famiglie povere che decidono di far nascere le loro figlie. Per ogni bambina nata, ai genitori verranno assegnati 3.000 dollari, suddivisi in rate; essi inoltre usufruiranno di servizi assistenziali e di una copertura assicurativa fino a quando compirà 18 anni e, se allora risulterà che è andata regolarmente a scuola e non le è stato imposto un matrimonio precoce, saranno premiati con un'ulteriore somma di denaro.
L'iniziativa costerà 1,6 milioni di euro e si spera che possa salvare la vita di circa 100.000 bambine.

Se in India le bambine rischiano di non nascere, in Turchia molte donne adulte rimpiangono di essere al mondo. Come in India, infatti, anche in Turchia esistono leggi a loro tutela, ma non bastano a proteggerle da abusi e discriminazioni. I risultati di una recente indagine svolta dalla Federazione delle donne turche hanno rivelato che l'87% delle donne subisce abitualmente qualche forma di violenza in ambito familiare: sia essa fisica, sessuale o morale. Il 40% delle donne, inoltre, è costretto ad accettare un matrimonio combinato dalla famiglia, il 20% patisce l'incerto status di donna sposata senza contratto, pratica che serve a mascherare la poligamia, il 20% non sa leggere né scrivere, il 64% partorisce senza aver mai effettuato una visita ginecologica durante la gravidanza. A peggiorare la situazione è il fatto che moltissime bambine non vengono registrate all'anagrafe al momento della nascita, il che rende più facile non mandarle a scuola e imporre loro dei matrimoni forzati; e, naturalmente, l'omicidio d'onore - praticato in Turchia come in altre nazioni dell'area per punire comportamenti ritenuti scandalosi e lesivi del decoro familiare - resta impunito se inflitto a una donna che ufficialmente non esiste. La contraddizione profonda è che tutto questo succede in un paese che, grazie al fondatore del moderno Stato turco, Mustafa Kemal Ataturk, ha attuato da decenni numerose riforme in favore delle pari opportunità. Basti pensare che le donne turche hanno acquisito il diritto di voto nel 1934, 11 anni prima di quelle italiane.
Per questo, in occasione dell'8 marzo, è stata indetta a Smirne, patria del kemalismo, una grande manifestazione il cui fulcro sarà appunto la commemorazione dell'opera svolta da Ataturk e la rivendicazione di azioni concrete a tutela dei diritti delle donne. È troppo comodo - sostengono i promotori dell'iniziativa - parlare di libertà e diritti solo quando si tratta di autorizzare l'uso del velo nelle università mentre tutti sanno che il velo spesso non è una scelta, bensì un'imposizione alla quale si associano discriminazioni e violenze.
Anna Bono-RagionPolitica-it
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/3/2008 alle 22:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

17 dicembre 2007

L’attentato al frate, frutto di una campagna di odio

 
 I giornali turchi di oggi si dicono rammaricati per l’ennesima aggressione contro un religioso cristiano. Dopo la pugnalata ricevuta ieri all’intestino, p. Adriano Franchini, 65 anni, cappuccino italiano da 27 anni in Turchia, è fuori pericolo. Ma nessun giornale mette in luce la campagna di diffamazione che i cattolici subiscono in Turchia.

 L’autore del gesto, Ramazan Bay, 19 anni, a poche ore dall'accoltellamento, si è costituito spontaneamente alla polizia turca. Il ragazzo si era dileguato dopo l'aggressione avvenuta in presenza di vari testimoni nella chiesa di Barakli a Smirne, subito dopo la messa. Era stato subito identificato in un giovane turco che aveva affermato di volersi convertire dall'islam al cristianesimo e lamentandosi della lunghezza della procedura imposta dalla chiesa cattolica in Turchia per le conversioni. In realtà, interrogato dalla polizia il ragazzo ha confessato di essere arrivato a compiere questo gesto dopo aver fatto diverse ricerche via Internet sulle attività dei cristiani e dopo essere stato colpito dall’ultima puntata dell’incriminato telefilm “La Valle dei Lupi” in cui vengono mostrate diverse attività di propaganda e proselitismo cristiano.
 Ali Babacan, ministro degli Esteri, dopo aver appreso la notizia dell’accoltellamento di p. Franchini, ha augurato una pronta guarigione al sacerdote, ma ha subito dichiarato il suo disappunto e criticata l’azione del giovane aggressore, sostenendo che la Turchia è una nazione in cui da secoli diverse religioni, culture ed etnie convivono in modo pacifico e condanna chi cerca di distruggere questa armonia, qualunque sia la motivazione sottostante questo gesto. Tutto qui. Sembra che governanti, politici, autorità civili turche evitino di riflettere con serietà su questi avvenimenti. E si rischia ancora una volta di liquidare tutta questa violenza dicendo solo che non si è d’accordo, che è il gesto di un pazzo isolato, un gesto occasionale di un giovane fanatico dell’Islam.
 La lista è lunga: prima del ferimento di p. Franchini, vi è quello di p. Roberto Ferrari, minacciato con un coltello da Kebab nella chiesa di Mersin l’11 marzo 2006;  p. Pierre Brunissen accoltellato in un fianco il 2 luglio 2006 fuori della sua parrocchia a Samsun. Questi tre attentati si sono conclusi senza conseguenze fatali.
Non così è stato per don Andrea Santoro, ucciso a colpi di pistola il 5 febbraio 2006 mentre pregava in chiesa a Trabzon; stessa sorte per il giornalista armeno Hrant Dink assassinato il 19 gennaio 2007 appena fuori dalla sua redazione in una via affollata di Istanbul. E ancora più tragica la morte il 18 aprile 2007 di tre cristiani protestanti, tra cui uno tedesco, torturati, incaprettati e uccisi a coltellate mentre lavoravano a Malatya nella casa editrice Zirve, che pubblica Bibbie e libri di matrice religiosa cristiana.
 Strano a dirsi, tutti i colpevoli sono giovani turchi, ritenuti “squilibrati, pazzi, deboli mentalmente”. E a margine delle indagini si dichiara che tutti, ma proprio tutti, sono arrivati a compiere questi gesti dopo aver letto, visto, consultato su Internet o in televisione delle attività “missionarie” di questi cristiani, religiosi o laici che siano.
 
 Diversi cristiani e musulmani locali di domandano quanto sia affidabile la Turchia che non sa educare alla tolleranza, al dialogo, al rispetto per il diverso e le minoranze i suoi giovani, futuro della nazione; che non costruisce le sue informazioni sulla verità; che permette ai mass media di diffondere continuamente notizie diffamanti – false e tendenziose - sui cristiani, soprattutto via Internet e nelle ore più piccole della notte in televisione. Basta poi leggere la rassegna stampa della CET (Conferenza Episcopale Turca) per accorgersi di come ogni giorno la popolazione turca è tempestata da notizie scandalistiche, approssimative e ingiuriose contro i cristiani e la loro fede.
Quali frutti ci si può aspettare da una semina del genere? In tal modo si alimenta solo l’ignoranza, il pregiudizio e l’odio.
 Il governo non esita a censurare e condannare coloro che parlano male della “turcità”, ma non prende provvedimenti seri anche contro chi attenta la laicità e la democrazia della Turchia.
Molte sono le voci, laiche, cristiane e musulmane che si augurano che i politici la smettano di attuare la politica dello struzzo, mettendo la testa sotto la sabbia, e invece aiutino la nazione turca a mostrare all’Europa e al mondo il vero volto della Turchia che crede nella libertà, nel rispetto, nella democrazia, nella verità.
 Solo così si potrà spezzare quella spirale di pregiudizio e diffidenza speculare che si è creata nei Paesi europei che dovrebbero aprire le loro porte alla Turchia.
 Da Asianews
Orpheus

12 dicembre 2007

Turchia più lontana dall'Unione europea grazie a Sarkozy

 
Turchia in stand-by. Grazie a uno sforzo diplomatico del presidente francese Nicolas Sarkozy, l'ingresso di Ankara in Europa subisce una battuta d'arresto. Probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto, se il ministro degli Esteri turco Ali Babacan non avesse amplificato con la polemica la bocciatura, col pericolo di aggravare ulteriormente la crisi. In tema di allargamento, invece della solita formula «negoziati di adesione», nelle conclusioni del vertice comunitario di lunedì a Bruxelles, nel comunicato finale, i ventisette ministri degli Esteri europei si limitano a un'affermazione piuttosto generica: «Il Consiglio attende con ansia le conferenze intergovernative con Turchia e Croazia più tardi». Sostituzione non soltanto lessicale, se la si somma alle aperte critiche contenute nel testo verso lo scarso impegno nel processo di avvicinamento. «Il Consiglio si rammarica per il limitato progresso ottenuto nell'ambito delle riforme politiche», anche se i ministri aggiungono di rallegrarsi «per l'intenzione e il rinnovato impegno del governo turco di continuare il processo di riforma e di affrontare le lacune esistenti». Qui c'è lo zampino di Bernard Kouchner, il numero uno del Quai d'Orsay, commentano i turchi senza mai nominarlo, peraltro, incalzati da una raffica di richieste di «significativi sforzi in altre aree con la riforma giudiziaria, la lotta contro la corruzione, i diritti delle minoranze e il rafforzamento dei diritti culturali, delle donne, dei bambini, dei sindacati e il controllo civile dei militari». Ce ne sarebbe già a sufficienza, ma l'elenco viene completato fino in fondo e la Turchia viene nuovamente invitata ad applicare anche alla Repubblica greca di Cipro l'estensione del protocollo di Ankara sull'unione doganale con l'Ue: «Il Consiglio nota con rammarico che la Turchia non ha adempiuto al suo obbligo di piena e non discriminatoria attuazione del protocollo aggiuntivo» e infine sottolinea che «non è stato fatto alcun progresso verso la normalizzazione delle relazioni con la Repubblica di Cipro». In una nota distribuita alla stampa, il ministero degli Esteri turco reagisce contro «l'approccio diverso di uno Stato membro nei confronti della Turchia» e annuncia: «Per noi non è possibile mostrare comprensione per questo approccio. D'altra parte, abbiamo notato con piacere gli sforzi a nostro favore da parte di una larga maggioranza degli Stati membri Ue». Così, tanto per distogliere l'attenzione dai propri problemi interni.
Da Libero
E meno male che almeno ci pensa Sarkò.
Orpheus


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10 dicembre 2007

Cancellate la vittoria dell’Inter: ha offeso l’Islam

Interisti all'occhio, la maglietta indossata dai giocatori dell'Inter durante l'incontro di Champions League a San Siro, contro la squadra turca del Fenerbache (partita vinta dai nero-azzurri per 3-0), ha offeso l'Islam e quindi la Turchia tramite Barsia Kaska, un avvocato esperto di diritto internazionale, ha chiesto all’Uefa che la squadra di Moratti venga punita, cancellando i tre gol dell'Inter.
La maglietta incriminata bianca con una grossa croce rossa (simbolo della città di Milano), ha sconvolto i poveri turchi, "personcine" così affabili, miti e rispettose dei diritti umani, perchè ha ricordato loro, 
l’epoca dell’Ordine dei templari delle crociate, intorno all'anno mille.
I templari, infatti indossavano una casacca simile e tanto é bastato per offendere la religione islamica:
“La croce dell’Inter rievoca sanguinosi giorni passati” ha dichiarato Kaska, il quale non ci ha pensato due volte e ha presentato una denuncia a un tribunale che ha rimesso la questione agli organi disciplinari dell’Uefa e della Fifa in Svizzera, chiedendo appunto l'annullamento della vittoria dell'Inter “per aver manifestato in forma esplicita la superiorità razzista di una religione”.
Mi sorgono solo un paio di dubbi, ma questi come pensano di entrare in Europa, se ancora fanno storie, per ciò che é accaduto mille anni fa (quando soprassiedono molto opportunamente sul genocidio armeno di 90 anni fa).
Secondo  se avessero vinto, si sarebbero ugualmente offesi?
Ergo ci sono o ci fanno?
Orpheus


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18 settembre 2007

Cantante turco inneggia agli assassini di don Santoro e di Dink

 
“Smettete di suonare le campane” dice la canzone e sul video appare il volto di don Andrea Santoro, (il sacerdote ucciso nel febbraio 2005); poco più avanti, alle parole “se qualcuno svende la nostra patria, morirà” appare il corpo di Hrant Dink, il giornalista assassinato all’inizio di quest’anno.

 Si intitola “Non fate alcun piano” la canzone del popolare cantante turco Ismail Turut che sta facendo scoppiare polemiche e riapre vecchie ferite. Scritta da Ozan Arif, poeta molto apprezzato dagli ultranazionalisti, la canzone ha ispirato un video apparso su YouTube e poi ritirato dal sito. Al di là delle immagini, delle quali autore e cantante dicono di non sapere nulla, la canzone parla degli autori dei due omicidi, dissimulandone i nomi con comprensibili giochi di parole. Del resto, i riferimenti sono tutti molto chiari: così, per l’assassinio di don Santoro, dopo aver detto di smetterla con le campane, aggiunge: “la gente non vuole mandar giù questo, non nella regione del mar Nero”, nella quale il sacerdote italiano fu ucciso. Da Asianews
Questo triste episodio potrebbe essere annoverato come l’ennesimo esempio dell’imbecillità umana se non fosse un campanello d’allarme sulla situazione turca.
L’elezione di un presidente filo-islamico come Abdullah Gul, che si dichiara “moderato” ma intanto ha una moglie che indossa il velo, cosa per altro gradita al 75% dei turchi, l’opposizione praticamente sparita e l’annuncio pubblico di un pesante giro di vite alla stampa, la dicono lunga sull’effettiva laicità della Turchia.
Non dimentichiamo anche che i simpatizzanti per l'Iran di Alimadinejad sono passati dal 34 al 43 per cento, con il 44 per cento che simpatizza con Hezbollah.
Emblematico il caso del governatore di Mugla,che ha perso il posto perché il suo cuoco aveva cucinato un risotto con del vino bianco.
Tutto è peggiorato: torture, discriminazioni, delitti d'onore, matrimoni forzati, divieto di sciopero, negata libertà religiosa e di espressione.
E non credo proprio che far entrare la Turchia nella Ue possa produrre un’inversione di rotta, considerato anche la mollezza dei governi europei di fronte all’islam radicale. E’ più facile che l’entrata di 71mln di musulmani in Europa provochi un ulteriore avanzamento del fondamentalismo islamico in casa nostra.
Orpheus

 


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