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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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30 maggio 2008

Myanmar:la giunta non servono aiuti stranieri, i superstiti di Nargis possono nutrirsi di rane


Per sopravvivere le vittime del ciclone Nargis in Myanmar “non hanno bisogno degli aiuti alimentari dall’estero, possono mangiare le rane e i pesci, che si trovano in abbondanza nelle zone colpite”. È la tesi pubblicata oggi dall’organo di stampa della giunta birmana, The New Light of Myanmar, che torna ad attaccare i Paesi donatori, colpevoli di “legare gli aiuti economici con il pieno accesso alle regioni del delta dell’Irrawaddy”.

 Dopo alcuni giorni in cui i media di Stato hanno elogiato il lavoro delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie, oggi tornano i toni della solita propaganda anti-occidentale: “I birmani sono in grado di risollevarsi da soli da questo disastro naturale, anche senza l’assistenza internazionale”. Probabilmente il regime militare non ha gradito i risultati “esigui” ottenuti alla conferenza dei Paesi donatori svoltasi a Yangon il 25maggio. Degli 11 miliardi di dollari chiesti dal governo, le 52 nazioni e 25 organizzazioni partecipanti hanno stanziato “appena” 100 milioni di dollari, esigendo trasparenza dai militari, che di solito intascano le donazioni destinate alla popolazione. I Paesi occidentali dicono che la maggior parte del denaro sarà consegnato solo se il regime di Naypydaw concederà accesso alla regione del Delta, per lo più off limits a media e soccorsi.
 Gli strali del New Light of Myanmar hanno colpito anche i Paesi che continuano a mantenere sanzioni economiche contro il regime, nonostante la distruzione causata dal ciclone. “Queste nazioni – si chiede il quotidiano – hanno veramente uno spirito umanitario?”. Il chiaro riferimento è agli Stati Uniti, il più critico nei confronti della giunta birmana.
 La macchina della propaganda di regime aziona di nuovo uno dei suo strumenti preferiti: l’Ufficio della censura nazionale, riferisce l’agenzia Mizzima News, ha vietato ad alcuni settimanali di Yangon di pubblicare storie sulla devastazione nelle zone di Nargis e sulla seguente crisi dei prezzi del riso dovuta alla distruzione dei raccolti nel Delta. Secondo il direttore di uno dei settimanali, si possono coprire solo notizie “sulla ricostruzione portata avanti dal governo”.
 Nonostante ciò, le agenzie umanitarie riferiscono che in questi giorni sono stati rilasciati numerosi visti di ingresso a soccorritori  stranieri. Finora, a più di tre settimane da Nargis, per lo staff internazionale Onu sono stati rilasciati 137 visti. Al momento su 2,4 milioni di sfollati bisognosi di aiuto, solo un milione è stato raggiunto.
Da Asia news
Mica scemi, vogliono i soldi senza però dare ampie assicurazioni che saranno destinati ai superstiti del ciclone, perchè evidentemente se li vogliono intascare.
Questa giunta "militare" a cui bisognerebbe aggiungere comunista, é il più lampante esempio di quanto certi regimi hanno rispetto della popolazione.
Orpheus


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28 ottobre 2007

Appello Amnesty per il Myanmar

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Non dimentichiamoci di loro.
Orpheus


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8 ottobre 2007

Myanmar, Oppositori gettati vivi nel forno crematorio di Yangon

 
La repressione in Myanmar diventa aperta persecuzione religiosa e la crudeltà usata contro i manifestanti, che chiedono la fine della dittatura, supera ogni immaginazione. Fonti di AsiaNews confermano l’esistenza di un forno crematorio alla periferia di Yangon, dove i militari gettano oltre ai cadaveri degli oppositori anche i detenuti feriti gravemente e arrestati durante le dimostrazioni anti-regime di queste settimane. In questo modo la giunta militare spererebbe di rendere impossibile un conteggio certo delle vittime.

 Le stesse fonti - anonime per ovvi motivi di sicurezza - parlano di misure assurde e persecutorie contro i monasteri buddisti, da dove è partita la sollevazione pacifica contro i generali. Il governo, porta avanti una campagna diffamatoria contro i monaci, i quali - secondo i media di Stato – non vivono secondo l’insegnamento di Budda e per di più, violando anche la legge, meritano solo di essere puniti. Ma come criminali, sottolineano, e non come prigionieri politici. La macchina della propaganda, intanto, continua ad inscenare cortei a sostegno del governo in tutto il Paese: ogni famiglia deve “contribuire” con uno o due membri, altrimenti rischia una multa o addirittura 3 mesi di carcere, spiegano alcuni cittadini birmani. Che aggiungono: “La gente partecipa, ma ormai rifiuta di gridare gli slogan imposti dalla giunta”.
I toni ormai sono quelli di una vera e propria persecuzione religiosa. Le autorità nel fine settimana hanno chiamato gli abati dei monasteri più grandi del Paese e imposto il trasferimento dei maggiori centri religiosi fuori dalle città nel tentativo di sedare le proteste. “Siamo preoccupati per la sorte di questi monaci – dicono da Yangon – non sappiamo di cosa vivranno fuori dalle città, dove sarà difficile raccogliere le elemosine, su cui si basa la loro sussistenza”. Il governo teme soprattutto l’attività dei novizi buddisti, in prima fila nelle manifestazioni che vanno avanti da fine agosto. Per questo ha chiesto la chiusura dei seminari buddisti, ordinando che tutti gli studenti facessero ritorno ai villaggi di origine.
Le dure critiche internazionali e l’ipotesi di sanzioni Onu non sembrano intimorire i generali birmani, che da 45 anni reggono il Paese con pugno di ferro. Ieri sono stati condotto nuovi rastrellamenti e arresti. Le autorità sostengono di aver trovato armi, come coltelli e proiettili, in alcuni monasteri. Secondo il quotidiano governativo “The New Light of Myanmar”, sono almeno 135 i monaci ancora agli arresti e 78 le persone detenute da ieri per interrogatori. Stime ritenute false da ambienti diplomatici e attivisti, che fissano ad oltre 6mila gi arresti e in “centinaia” i morti. “I soldati -raccontano testimoni oculari ad AsiaNews – spogliano i monaci arrestati delle loro tuniche, come per non compiere un sacrilegio, e poi durante gli interrogatori li colpiscono e li torturano”.
Da Asianews
E' ora di passare dalle belle parole ai fatti: sanzioni ed embargo ormai sono impellenti.
E una forza multinazionale che si rechi sul posto ad appurare cosa realmente sta succedendo. Una forza che possa però fermare gli eccidi. Se il genocidio del Rwanda ha insegnato qualcosa.
Orpheus


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5 ottobre 2007

La fame di riso dei bambini birmani

 
Le proteste in Myanmar sono esplose non solo per la fame di libertà, ma anche di riso, in una terra dove le molte risorse naturali arricchiscono la dittatura militare mentre la popolazione muore letteralmente di fame. La protesta dei monaci è iniziata a Pakkoku e si è estesa a Sittwe, capitale dello Stato Rakhine: due delle zone più povere, dove la malnutrizione infantile raggiunge il 20%: è “solo” del 18% nel misero Niger.
La regione intorno Pakkoku è chiamata la “zona secca”, una desolata terra di confine tra montagne e foreste, con molti abitanti ma scarsi raccolti di riso. Mancano dati ufficiali, ma secondo fonti private c’è una mortalità infantile di oltre due morti al giorno su 10mila abitanti. Non solo per malnutrizione ma anche per l’assenza di cure mediche. Nel 2007 si stimano morti in Myanmar  più di 3mila bambini per la peggiore epidemia di Dengue del decennio. Ma ai media è proibito parlarne.
I giovani si allontanano per cercare lavoro. Le madri stanno via mesi per mandare qualcosa da mangiare ai figli lasciati a casa: fanno le operaie nelle fabbriche che lavorano il pesce, le cuoche nelle piantagioni di gomma, si prostituiscono presso le miniere.
Il Paese è ricco di legname pregiato, rubini e gas naturale, ma se ne arricchiscono solo i capi militari e le compagnie che li sostengono. Secondo un rapporto congiunto delle Nazioni Unite e del governo del Myanmar, il 36% della popolazione vive sotto la soglia della povertà (chi ha meno di un dollaro al giorno per vivere), ma il dato reale è ritenuto molto maggiore e ogni anno la povertà peggiora. Le sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa hanno avuto poco effetto, con Cina, India e Paesi dell’Asean che sfruttano le ricchezze del Paese.
L’agenzia umanitaria Azione contro la fame, che ha centri nel Rakhine settentrionale, dice alla Reuters che la situazione era già peggiorata ma è precipitata con l’aumento del prezzo della benzina a metà agosto. In un mese il prezzo del riso, alimento essenziale per i poveri, è cresciuto di un terzo.
Per anni i monaci hanno assistito a questa realtà quotidiana, prima di scendere in piazza e protestare per la gente che muore di fame.
Fonti locali osservano che il coprifuoco non ha molto colpito la classe media, che lavora ogni giorno dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio, ma è stato disastroso per i più poveri: per le madri che ogni giorno si alzano alle 2 di notte per andare al mercato del pesce o delle verdure e comprare una cassetta di merce, per rivenderla e guadagnare quanto basta per sfamare i figli quel giorno.
da Asianews
Tutti parlano della "liberazione" dei prigionieri politici e dei monaci, nessuno di quello che ha fatto questo regime comunista alla Birmania. Della povertà, della fame, delle malattie, della morte di migliaia di bambini. Un regime che ha depredato un paese ricco e l'ha trasformato in un paese dove la malnutrizione infantile é più alta che nel poverissimo Niger. Un paese dove l'unica libertà concessa é quella di morire di fame.
Con una dittatura come questa non si può "ragionare", si può solo destituirla.
Orpheus


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4 ottobre 2007

Dopo la visita dell’Onu, delusione e rabbia tra i birmani

 
Continuano senza sosta i rastrellamenti notturni e gli arresti indiscriminati in Myanmar, mentre tra la popolazione birmana di ogni religione – buddista, cristiana, musulmana – crescono “rabbia e delusione” per la recente visita dell’inviato Onu, Ibrahim Gambari, ripartito ieri “senza nulla in mano” e per l’atteggiamento delle grandi potenze confinanti. Fonti di AsiaNews a Mandalay raccontano di “numerosi arresti” condotti anche la notte scorsa dalle forze di scurezza birmane,. Stessa situazione a Yangon, centro delle proteste nazionali contro la dittatura militare. Testimoni riferiscono di raid in diversi quartieri, durante le ore di coprifuoco; in particolare le zone dove si sono svolte le manifestazioni, come la famosa pagoda Shwedagon. Le forze governative catturano anche i passanti casuali, senza distinzione. Un cittadino comune, che chiede l’anonimato, racconta di essere stato detenuto per tre giorni alla vecchia Università di tecnologia di Yangon solo perché si trovava a “passare vicino ad un corteo”. “Nell’edificio – continua – sono ammassate decine di migliaia di persone in condizioni igieniche disperate, mentre i bonzi rifiutano di mangiare il cibo che passano i carcerieri”. Con vere e proprie tecniche di terrorismo psicologico i soldati pattugliano le strade della città di notte urlando dai megafoni che sono in possesso delle foto dei ricercati, i quali “verranno presto catturati”.

Condizioni peggiori dell’88
Impossibile stabilire quanti siano gli arresti compiuti da quando la protesta ha raggiunto il culmine orami quasi 3 settimane fa. Quel che è certo è che rispetto all’ultima grande sollevazione popolare - quella del 1988, soffocata nel sangue con 3mila morti – “le vittime sono di meno, ma il disagio e la repressione maggiori”, si dice tra la gente. Attivisti stimano in oltre 6mila i detenuti e gli scomparsi, di cui circa 1400 monaci buddisti e un funzionario dell’Onu con tre membri della sua famiglia. Il bilancio ufficiale dell’intervento militare contro le manifestazioni pacifiche è di 10 morti, ma secondo diplomatici e gruppi internazionali supererebbero i 200.
Peggiore rispetto all’88 è anche la condizione della popolazione: il flusso turistico è calato drasticamente e con lui anche i guadagni già miseri della gente, i taxista si lamentano che nessuno prende il taxi e non hanno lavoro, al mercato anche i beni alimentari di prima necessità sono aumentati di prezzo. 
 Delusione e rabbia tra la gente
Intanto c’è attesa oggi in serata per il rapporto di Gambari al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, sulla sua visita di 4 giorni nell’ex Birmania; qui l’ex ministro nigeriano degli Esteri ha incontrato il capo della giunta Than Shwe e la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi.
Ma la gente non nutre grandi speranze nell’Onu e monta la rabbia per la politica di accondiscendenza di governi internazionali con il regime militare. “Dopo la partenza di Gambari – sottolineano fonti anonime – la repressione è ripresa anche in modo più grave, ci sentiamo abbandonati dalle potenze mondiali, siamo arrabbiati con i nostri vicini Cina, India e Thailandia, che non adottano misure forti contro il regime, ma anzi lo sostengono per continuare a sfruttare i nostri prodotti e le nostre risorse naturali”. Ma la rabbia è prima di tutto contro il governo e i soldati, che “hanno profanato i templi e monasteri buddisti e usato la forza contro i bonzi, a cui persino gli stranieri portano rispetto”.
Nonostante tutto la popolazione crede ancora fortemente di avere il “dovere di manifestare”. Cattolici e musulmani si uniscono ai buddisti nel pregare per la democrazia e la fine delle violenze – raccontano da Mandalay – la cosa positiva è che ora tutto il mondo consoce la nostra tragedia, speriamo solo che tra poco i riflettori non si spengano, aiutateci a portare avanti la nostra causa per la libertà”.
Da Asianews
Sarebbe un mircolo se l'ONU  riuscisse a combinare qualcosa di positivo, ma soprattutto di reale per far rispettare i diritti umani al dittatore di turno.
Già che ci siamo é d'uopo ricordare che il regime che sta affogando nel sangue la protesta dei monaci
é comunista oltre che militare.
IN MYANMAR C'E' UN REGIME COMUNISTA !  
In Italia, dove i media non lo ricordano, il regime comunista si sta facendo strada ogni giorno...
Orpheus


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2 ottobre 2007

Giovani birmani: per aiutare il Myanmar, boicottate le Olimpiadi di Pechino

 
“Fate pressioni sulla Cina, boicottate le Olimpiadi: solo lei ha le chiavi per risolvere la questione birmana”: è l’appello che è giunto ad AsiaNews da un gruppo di giovani che a fianco di tutta la popolazione del Myanmar, continua manifestazioni sporadiche in varie parti del Paese, ma soprattutto a Yangon e Mandalay.
“Le strade di tutte le città, – dice uno dei giovani, traboccano di militari e tutto sembra essere immerso in una calma surreale. Anche i monasteri e le pagode sono sotto il controllo dei soldati. Ma questo non frena le manifestazioni della gente. Dopo la risposta crudele della giunta, che ha sparato sulla folla e ha proibito assembramenti, è difficile organizzare incontri di massa. Ma le manifestazioni continuano, anche se sporadiche: 50-100 persone manifestano qua e là nelle città e all’arrivo dei soldati si disperdono per non farsi imprigionare”.
Il bilancio della repressione governativa è altissima. Secondo il testimone “almeno 3mila monaci buddisti sono in prigione. I monasteri sono stati razziati e i bonzi sequestrati e portati via. Alcuni membri di un monastero a Yangon dicono che a tutt’oggi, dopo una razzia notturna, mancano 6 loro confratelli. Una cosa simile è avvenuto nelle università e nelle case, dove studenti, adulti e ragazzi vengono portati via in luoghi sconosciuti”.
Nessuno conosce il numero delle vittime di questi giorni. La giunta ha dichiarato ufficialmente che vi sono stati 13 morti. L’opinione della gente è diversa : “Noi temiamo che i morti e gli uccisi siano molti più di quanto il governo dichiari. Ieri è girata una foto del cadavere di un monaco in un fiume. Tutti si domandano quanti altri monaci e giovani sono stati uccisi e gettati via nelle foreste e nei fiumi. I sequestri, le battiture, le uccisioni dei monaci hanno segnato la popolazione, profondamente religiosa, e tutti maledicono questa giunta”.
Oltre alla repressione violenta, il governo sta cercando di restaurare un’immagine di decenza, dopo le forti critiche della comunità internazionale. “In diverse città la giunta sta programmando manifestazioni pro-governo. Camion militari vanno nei villaggi e nei paesi e raccolgono persone obbligandole ad andare con loro. Chi si rifiuta viene penalizzato a pagare una multa di 1500 kyats. La gente è così povera che è costretta ad andarci. Ieri l’inviato Onu è stato portato a Lashio nel nord, proprio per fargli assistere a una enorme manifestazione di questo tipo. La televisione di Stato mostra di continuo queste masse e dice che sono a sostegno della giunta. In realtà la gente, ammassata a forza, grida slogan contro la dittatura e a favore di Aung San Suu Kyi. Il governo sta progettando un’imponente manifestazione di 300-500 mila persone”.
Un ultimo pensiero è su come potrà evolvere la situazione: “Non abbiamo molta fiducia nell’Onu. Da anni gli inviati vengono e vanno e non cambia nulla. L’anno scorso Ibrahim Gambari ha visitato il nostro Paese, Aung San Suu Kyi e alcuni Paesi vicini. La giunta ha fatto promesse e poi non le ha mantenute. Anzi, hanno aumentato di un anno la detenzione per Aung San Suu Kyi. Se la comunità internazionale vuole davvero fare qualcosa per il Myanmar e non riempirsi solo di parole vuote, deve esigere dalla Cina di intervenire. Solo la Cina ha in mano le chiavi per risolvere la questione birmana. Fate pressioni sulla Cina, boicottate le Olimpiadi”.
Da Asianews
Indossata la maglietta rossa e mandato il solito inutile inviato dell'ONU, ci sentiamo molto altruisti, dei veri difensori dei diritti umani. I monaci possono essere accantonati, le loro sofferenze hanno già abbandonato i nostri media e la nostra partecipazione. Abbiamo già voltato pagina e così avanti fino alla prossima manifestazione di solidarietà (a base di magliette, braccialetti, candele o quant'altro) al prossimo paese massacrato da una dittatura, che farà "audience" per qualche giorno per essere poi dimenticato. "Consumiamo" la solidarietà come le mode del momento siano ciabatte o altri gadget. Allegramente e (per nostra fortuna) incosapevoli di cosa sia una dittatura come quella del Myanmar, un genocidio come quello del Darfour, di cosa sia la tortura, il dolore e la morte.
E abbiamo anche la faccia tosta di sentirci tanto nobili per aver indossato una cazzo di maglietta rossa.
Mi spiace ma stasera mi sento veramente impotente.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 2/10/2007 alle 22:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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