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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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21 dicembre 2009

Meno povertà, Moody's: Grande balzo in avanti dell'Italia


C'é l'Italia della sinistra, afflitta dai Cavalieri dell'Apocalisse: carestia, guerra, morte e pestilenza e l'Italia reale,
quella che ha fotografato Moody's la nota agenzia di rating.
L'Italia sarà tra le nazioni meno povere e più virtuose nel 2010?
Si, secondo un nuovo indice "della povertà", segnalato ieri dal Sole 24 Ore, il nostro Paese si piazzerà tra i migliori, al secondo posto, subito dopo la Repubblica Ceca e prima della Germania.
Nel 2010 solo tre Paesi, tra quelli presi in esame dall'indice, faranno registrare una somma tra tasso di disoccupazione e rapporto deficit/Pil sotto quota 15,1 per cento: Repubblica Ceca, Germania e Italia, che evidentemente sono riuscite a tenere sotto controllo la disoccupazione senza far esplodere il deficit.
Grazie alla politica economica di Giulio Tremonti, che sarà antipatico e saputello, ma di economia ne "mastica" e sa quel che fa.
Sui Tg impazzano i cavalieri, e il Paese sembra sull'orlo dell'Apocalisse berlusconiana, dove violenza e carestia, lascivia e corruzione, imperversano e hanno trasformato l'Italia, nel Regno di Mordor di tolkieniana memoria.
In effetti i problemi non mancano, ma questo Governo sta cercando di risolverli: la crisi in primis, i cui effetti però sono meno gravi come Moody's certifica.
Abbiamo una magistratura che é peggiore di quella di Angola, Gabon e Guinea, con magistrati che fanno i politici: una vergogna ed un indicenza per quanto costano ai cittadini e alle casse dello Stato.
Abbiamo una sinistra che ormai non si può nemmeno più commentare, che ha perso tutto, anche la faccia, tranne l'arroganza.
E abbiamo la "rogna" non da poco, dell'immigrazione e le sue implicazioni, compresa la criminalità.
Ma questo Governo fin'ora si é mosso bene, risolvendo anche emergenze come quella della spazzatura di Napoli e del terremoto d'Abruzzo. Ha una maggioranza solida, la fiducia degli italiani, malgrado la disinformazione capillare e giornaliera in atto (evidentemente non incanta chi vive al di fuori dagli studi televisivi e dai palazzi) e, in particolare, Berlusconi é un premer amato, mi dispiace per i quattro di cui sopra cioè "Di Pietro, Casini, Bersani ed Epifani", ma se sperano di convincere gli italiani a votarli menando disgrazie e pericoli inesistenti, hanno di che allungare il collo....
Orpheus

4 novembre 2009

4 Novembre una festa troppo a lungo dimenticata





    GRAZIE RAGAZZI !!!

Un tributo d’affetto a tutti i soldati italiani e un’occasione per rilanciare con forza i valori legati al servire la nostra Patria.
Servire la Patria vuol dire anche non cedere davanti a coloro che vogliono trasformare il nostro paese in un crogiolo di razze, di tutti e di nessuno.
Vuol dire lottare perchè ciò non accada.
Non rassegnamoci, impariamo dai popoli che hanno combattuto per la libertà!
E' un obbligo morale insegnare a chi viene in Italia, ad amare la nostra nazione, con la sua millenaria storia, la sua arte incomparabile, le sue tradizioni e le sue radici religiose.
E a rispettare noi e la nostra cultura. 
Orpheus


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28 settembre 2009

Souad Sbai: vogliono giudici islamici in Italia


Giudici islamici per omicidi commessi da islamici. In Italia. È questa la richiesta fatta da una convertita all'Islam, durante Domenica 5, trasmissione a cui hanno partecipato anche Daniela Santanchè e Souad Sbai.
La Sbai é imbufalita (e a ragione): "Sono sdegnata. Questa signora italiana convertita da anni all'Islam si è presentata in tv con il velo, copertissima e applauditissima dalle colleghe che ha portato con sé in studio. Si parlava dei terribili fatti di sangue legati all'intolleranza religiosa e lei ha dichiarato con freddezza che servirebbe una corte islamica per tutti i reati che coinvolgono l'Islam".
E perchè no? In Gran Bretagna i tribunali shariatici affiancano già quelli inglesi e le giovani musulmane fino alla terza generazione, vengono giudicate da giudici islamici (sono già arrivati a quota 85 e si può facilmente immaginare con quali risultati).
Le sentenze sono: "Permissive e maschiliste. La donna vale la metà. Quando ci sono maltrattamenti e violenze, i giudici chiamano il marito e gli consigliano solo di fare più attenzione. È una cosa aberrante. Anche nell'eredità la donna ha diritto a un quarto dei beni".
Aberrante é il termine giusto, in nome del politicamente corretto gli inglesi permettono gli abusi più abietti sul corpo delle donne inglesi, si inglesi perchè le ragazze muslmane di seconda e terza generazione sono cittadine inglesi.
A che prò dar loro la cittadinanza in fretta e furia quando poi, di fatto le si condanna alla ghettizzazione, all'estremismo religioso, alla discriminazione più anacronistica e becera?
Anche in Italia dice la Sbai, l'estremismo avanza, il che dovrebbe far ben MEDITARE chi straparla un giorno si e l'altro anche, della cittadinanza come mezzo per favorire l'integrazione. Se gli esempi servono a qualcosa Gran Bretagna, Svezia, Olanda docet...


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15 maggio 2009

Maroni "obbedisca" all'Onu-Faccia come Zapatero

[ceuta2.jpg] 

L’Onu ci intima di riprenderci i migranti respinti e d'interrompere i respingimenti, altrimenti ne saremo responsabili. Boom!!! E allora?
Consiglio ad ogni buon conto al ministro Maroni  di“obbedire” e fare come il Premier Josè Luis Zapatero, ossia dia ordine alle motovedette di sparare sui barconi, perché così facendo l’ Onu tace.
In alternativa sulla spiaggia di Lampedusa innalzi una bella barriera di filo spinato alta sei metri, con trappole anti-clandestini al peperoncino, militari armati che sparano sui migranti e cani feroci che li azzannano. Perché così facendo l’Onu non proferisce verbo.
In questo caso l’alto commissario non considera responsabile delle conseguenze della sorte di centinaia di migranti respinti nel deserto e gettati nelle mani delle feroci guardie marocchine, né la Spagna né Il suo Governo.
Macchè l’Alto commissario in questo caso specifico si fa un pisolino, e al risveglio volge il suo sguardo vigile sulla Italia razzista e xenofoba.
D’altronde chiedere all’Onu di far rispettare i diritti umani nei paesi dove VERAMENTE vengono vergognosamente e sfacciatamente violati è come chiedere ad bimbo di sei anni di pilotare lo shuttle.
Per caso i caschi blu sono riusciti ad arginare il genocidio in Ruanda? Macchè stavano a guardare, perfettamente armati di fucili e mitragliette, lo smembramento a colpi di machete di un 1.000.000 di Tutsi, da parte degli Hutu, in 100 giorni
E a Srebrenica? I Caschi Blu erano anche lì, senza per altro impedire che circa 10.000 bosniaci venissero giustiziati dai serbi di Ratko Mladic in una zona che l’Onu aveva dichiarato sotto la propria tutela. Addirittura, i Caschi Blu incaricati di proteggere i civili finirono per collaborare alla divisione tra uomini e donne previa alla mattanza, “per tenere la situazione sotto controllo”. Se non fosse per il bagno di sangue, ci sarebbe da ridere.
Infine l’opera omnia dell’incapacità dell’Onu: il Darfur. Nel 2006 l’Onu propose di mandare in loco 20.000 Caschi Blu il governo sudanese disse che gli avrebbe sparato addosso, e l’Onu soprassedette con la coda tra le gambe. Dopo lunghe trattative nel dicembre del 2008 sono stati inviati in zona oltre 15.000 Caschi Blu.
E’ cambiato qualcosa?Nulla il disastro umanitario procede senza intoppi e l’aver dichiarato Al-Bashir criminale di guerra ha fatto “preoccupare”l’Onu e sganasciarsi dalle risate il medesimo Al-Bashir (ma veramente questi ridicoli burocrati credono di fermare questi tiranni genocidi a colpi di carte bollate?)
Non solo ma nel Sud del paese i Caschi Blu della missione Unmis sono stati accusati di abusi sessuali ai danni di minori, da almeno 20 vittime.
Simili accuse sono state anche in Congo dove era nata anche l’etichetta di scandalo Sex for Food, per il cibo che veniva dato agli affamati ragazzini e ragazzine in cambio delle “prestazioni” e in Liberia, Haiti e Timor Est.

Quindi qual’è la brillante idea dei capoccioni Onu, visto che sono totalmente incapaci di far rispettare i diritti umani (persino ai propri uomini) nei paesi dove vengono violati, promuovere lo spostamento di quelle popolazioni in Italia e paesi limitrofi? Berlusconi faccia come Bush, mandi questi cianfroni dei diritti umani a quel paese.
Orpheus

12 maggio 2009

La beffa dei diritti umani all'Onu: priorità i respingimenti, indifferenza per le impiccagioni in Iran

 
In due giorni in Iran sono state impiccate sei persone fra cui due minorenni e una donna e LAPIDATO un adultero.
Nonostante la moratoria entrata in vigore nel 2002, Teheran prosegue la sua politica del terrore e della più CRIMINALE violazione dei diritti umani.
Facendosi beffe dell'Onu e delle sue moratorie: marameo Ban Ki-moon, attaccati al tram che i tribunali iraniani continuano allegramente ad attaccare gente alle forche, nel più fragoroso silenzio internazionale di chi dovrebbe occuparsi di diritti umani (290 esecuzioni in 5 mesi).
E perché non dovrebbe farlo? L’Onu tace e fa la voce grossa SOLO con l’Italia dalla quale pretende che riammetta i clandestini respinti.
Roba da non credere!
C'è da sperare solo che il Governo non si faccia INTIMIDIRE da tanto ipocrita zelo a senso unico.
Domani in tanto, si voterà alla Camera sulle tre questioni di fiducia poste dal governo sul ddl sicurezza.
Già le sirene del buonismo d'accatto esercitano l'ugola per gridare al Governo "razzista e fascista", le prime pagine dei giornali parleranno di "leggi razziali" e "campi di concentramento", le solite pallide entità sinistre si stracceranno le vesti fino alle mutande per tanta inumana crudeltà.
Gli italiani ancora volta ringrazieranno la loro previdenza alle ultime elezioni nell'aver messo la croce sul simbolo giusto. E le previsioni parlano di trionfi della Lega.
Orpheus
Un consiglio a Berlusconi per l'Onu, faccia come Bush boicotti  il Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, fra gli stati membri figurano paesi di "grande" rispetto dei diritti umani come Cina, Cuba, Pakistan e Arabia Saudita, vorrà mica sedersi accanto a chi pratica torture ed esecuzioni di massa?

2 febbraio 2009

British jobs for British workers

 

Continuano gli scioperi dei lavoratori inglesi scesi in piazza al grido di “British jobs for British workers” per protestare contro italiani e portoghesi, rei di “rubare” posti di lavoro agli inglesi. Per oggi era prevista una grande manifestazione, e gli organizzatori avevano avvertto che le loro iniziative si allargheranno “come incendi” finché italiani e portoghesi non se ne andranno. Gordon Brown ha bocciato tali iniziative definendole “inaccettabili” ma il suo ministro dell’Ambiente, Hilary Benn, anche lui membro del Partito laburista, non ha avuto problemi a schierarsi dalla parte dei manifestanti: “I nostri lavoratori hanno diritto ad avere una risposta”. D’accordo anche l’opposizione e il sindacato Unite (di sinistra) che tramite un dirigente ha fatto sapere che “È una lotta per il diritto al lavoro degli inglesi e non un attacco razzista”.
I media inglesi,unanimi hanno ribadito lo stesso concetto non è una protesta xenofoba, è “una lotta per l'occupazione nel bel mezzo di una profonda recessione e una reazione violenta al modello neoliberista difeso da Brown per oltre un decennio” (Guardian) ecc.

A questo punto bisogna chiedersi è lecito comportarsi così? In periodi di vacche magre è giusto proteggersi dalla “concorrenza” degli stranieri e avere l’appoggio di politici, sindacati e organi di stampa?
Io penso di si. Solo in Italia abbiamo lo sconcio di tutta una classe politica, con annessi e connessi (sindacati e media) che remano sempre contro i propri connazionali, in nome di un ipocrita concetto di solidarietà, estremamente solerti nel fare i generosi con le tasche altrui.
Non solo impongono la parità di trattamento come un diktat, ma spesso arrivano all’ “affirmative action”, la disparità in favore dei nuovi arrivati. Grazie a ciò “molte amministrazioni locali sono arrivate a finanziare, tramite prestiti e agevolazioni fiscali, le piccole imprese degli immigrati. Il risultato, ad esempio, è che gli stra-tassati negozianti italiani finanziano, con le loro imposte, i loro concorrenti immigrati, che così riescono facilmente a cacciarli fuori dal mercato. Chi avesse dubbi, vada a fare un giro nelle strade del centro di città come Bologna, e chieda a un fruttivendolo autoctono, se ne è rimasto qualcuno, come se la passa” (come ha scritto Fausto Carioti l’altro ieri su Libero).
L’affirmative action si allarga anche ad altri settori, come quello scolastico: in provincia di Como, il Consiglio d’istituto cui fanno capo tutte le scuole dall’asilo alla medie della Val d’Intelvi ha stabilito che nell’iscrizione alle scuole Materne i bambini stranieri, anche quelli appena arrivati , abbiano diritto di precedenza su quelli indigeni.
Tutto ciò a sfavore delle italiane che lavorano e magari si vedono scavalcate, dalle immigrate, meritevoli del posto, anche se a casa, per il solo fatto di essere immigrate.
Questo è sbagliato perché non solo è penalizzante per gli italiani, ma ben lungi dal favorire l’integrazione, scatena rancori e malumori, e crea razzismo, quello vero dalle conseguenze nefaste, per chi arriva e per chi già vive qui.
Orpheus

19 gennaio 2009

Bene la proposta di Fini, ma non basta...

 colosseo roma

La proposta del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dagli Emirati Arabi: “Il Corano venga predicato nella lingua del Paese in cui si trova il musulmano. Quindi, in italiano nelle moschee in Italia. Ciò per evitare il rischio di istigazione all'odio e alla violenza”.
E’ una proposta sensata, ma è una voce in una lunga lista e non è nemmeno la prima.
Non basta chiedere prediche in italiano, quando poi si permette che gli stessi estremisti invadano le nostre piazze e gli spazi antistanti alle nostre Chiese, per “pregare” e incitare all’odio contro gli ebrei e gli infedeli. E’ successo a Milano e a Bologna e un paio di giorni fa a Roma, dove gli islamici hanno conquistato il piazzale di fronte al Colosseo.
Per il 24 Gennaio a Bologna era stata prevista un’altra preghiera in pubblico, è stata vietata, sarà interessante notare la reazione dei musulmani, se accetteranno il divieto, se lo contesteranno o se lo aggireranno calandosi nel ruolo di vittime lese nella loro libertà di religione, ben sicuri che troveranno sponde nei beoti politically correct.
Queste manifestazioni pro-Gaza con preghiera all’aperto in luoghi simbolo per i cristiani (nel Colosseo venivano immolati), dimostrano che non si tratta di iniziative estemporanee, ma di provocazioni nell’ambito di una precisa strategia da parte dei fondamentalisti islamici che fanno parte dell’Ucoii.
E con questa gente bisogna stare all’erta. Non si possono opporre proclami, il più delle volte fini a se stessi, ma bisogna passare ai fatti. Necessita quindi una risposta ferma da parte dello Stato, della società civile e della Chiesa. Con questa gente non si può dialogare, non concepiscono il dialogo, ma solo la superiorità della loro religione. L’Italia non ha bisogno di questo tipo d’immigrazione ed è bene che questa presa di posizione arrivi loro forte e chiaro,  non bastano quindi le esternazioni meritevoli del presidente della Camera negli Emirati, perché il messaggio produca effetti.

Magari la prossima volta che sentiranno il bisogno impellente di pregare davanti al Duomo, una squadra di poliziotti in tenuta antisommossa, che sciolga l’allegra adunata, senza ricorrere a nessun tipo di violenza, ma fermamente, non sarebbe male…

Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 19/1/2009 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa

11 gennaio 2009

Da che pulpito....

 
Passi il no alla proposta del simbolico gesto di riconciliazione fra Italia, Croazia e Slovenia, ma le motivazioni addotte da parte di Danilo Turk, il presidente della Slovenia sono vergognose, oltre che ridicole per quanto anacronistiche e dettate da un ottuso senso di pregiudizio.
Secondo le parole 'dell' illuminato' Turk riportate dal quotidiano di Lubiana Delo, la classe politica italiana viene accusata di "deficit etico" sulle colpe del fascismo.
 Il presidente sloveno sale in cattedra e chiede all’Italia "un più chiaro confronto con i crimini del fascismo, che fu il primo totalitarismo in questa parte d'Europa".
Evidentemtemente ha dimenticato:
1. Tito, i titini, le foibe e le migliaia di italiani infoibati.
I lager di Tito che nulla hanno da invidiare a quelli nazisti: Borovnica, Skofja loka, Osseh, Stara Gradiska, Siska, Goli Ottok, Isola Calva. In cui vi erano internati migliaia di giuliani deportati dalla Venezia Giulia alla fine della 2° guerra mondiale e per tutta il tempo dell'occupazione titina.
2. L'unico totalitarismo che ha conosciuto l'Europa dell'Est é stato quello dei COMUNISTI, che hanno 'convinto' le popolazioni con i carrarmati e le stragi.
Turk non può dimenticare "i molti crimini fascisti (contro le popolazioni slave) rimasti impuniti durante l'occupazione italiana". Ma quelli comunisti beh...quelli li ha già cancelalti.
La solita nauseante rimozione dei genocidi comunisti e demonizzazione del fascismo.
Non capisco perchè dobbiamo tendere la mano a questa gente.
Orpheus


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6 novembre 2008

Libera droga in libero stato: è boom di polvere bianca in Italia

 

Ieri un rom drogato ha falciato ben 13 persone in attesa dell’autobus.
Pochi giorni fa un bimbo di un anno è morto per aver bevuto il metadone dei genitori.
Cioè una “dose” sotto forma di farmaco, direttamente fornita dallo stato e pagata da noi contribuenti.
L’ennesima vittima innocente delle conseguenze di una politica sciagurata e di una ancor più sciagurata cultura, che non vuole o non sa dare una risposta al problema della droga. Una realtà che provoca morti dirette (per uso di droga) o di riflesso (su chi ne subisce indirettamente gli effetti devastanti), tutti i giorni.
Tutto questo è stato originato dalla follia culturale “radical-chic” che l’uso di droga, in fondo, non è poi così dannoso, che anzi è un passo verso l’autodeterminazione personale. Che i drogati nuocciono solo a loro stessi, che ognuno dev’essere libero a casa su di fare quel più gli aggrada (peccato che poi in preda all’euforia chimica esca di casa e asfalti 13 persone), che non bisogna criminalizzare un drogato, che rendere il consumo illegale equivale a incentivarne il mercato, quindi via libera alle cure di stato e a proposte DEMENZIALI come le camere del buco (presenti in alcune regioni rosse) ecc.ecc.

Adesso la realtà di anni di disonesta e criminale disinformazione ci presenta un conto salatissimo in vite distrutte, come si può dedurre dal rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze sull’evoluzione del fenomeno in Europa.
E’ boom di cocaina, in continuo aumento: in Europa ne fanno ricorso oltre 4 milioni di persone. L’aspetto più impressionante è che aumenta costantemente il numero dei giovani cocainomani: nell’ultimo anno 3,5 milioni tra i 15 e i 34 anni e 2 milioni tra i 15 e i 24 anni.
In Italia il 3,2% della popolazione tra i 15 e i 34 anni ha “tirato”. Percentuali maggiori si incontrano solo in Spagna (5,2%) e nel Regno Unito (5,4%).
Con la Spagna abbiamo anche il record di consumatori di cannabis, malgrado stia passando di moda per le più attuali droghe chimiche.

Purtroppo non si può efficacemente lottare contro l’uso di stupefacenti se si minimizza o peggio si esalta la cultura dello sballo: dallo spinello infatti il passo è breve a sostanze che permettono uno sballo più “sballo”. I giovani si sa, sono la categoria più a rischio perché sottovalutano l’effetto e le conseguenze della droga e sopravvalutano se stessi, della serie “Posso smettere quando voglio”, peccato che ciò sia una frottola colossale, come quella che lo “spinello” è uguale ad un bicchiere di vino.
D’altronde fino all’anno scorso il ministro della salute del Governo Prodi, ha ritenuto giusto alzare la dose per uso personale da 20 (già alta) a 40 spinelli, permettendo così agli spacciatori di agire indisturbati fuori dalle scuole (infatti l'età in cui s'inizia a fare uso di droghe si abbassa sempre di più)per non criminalizzare il drogato. Che non va criminalizzato è vero, ma ostacolato in tutti i modi, il che mette in conto anche l'imposizione da parte dello stato di una cura in strutture adeguate e tolleranza zero con chi lucra sul commercio di droga.
La "liberalizzazione soft" di questi anni ha prodotto solo un calo del prezzo della droga da 16 euro a 6 euro, e un aumento dei consumatori.
Forse necessita un'altra strategia, o no?
Orpheus


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10 ottobre 2008

Euro deliri: per la Ue atei, omosex e islamici devono poter insegnare la religione cattolica

 

La denuncia è partita dal solito Partito radicale e riguarda la violazione della direttiva comunitaria del 2000 contro la discriminazione dei lavoratori per ragioni "fondate sulla religione".
Insomma musulmani, atei e omosessuali devono poter insegnare religione.

L’assurdità di questa pretesa è evidente, come possono un ateo o un musulmano insegnare tale materia con obbiettività e cognizione? Sarebbe come chiedere ad un nazista di insegnare la storia della resistenza…

Poco importa se in virtù dei Patti lateranensi del 1929 rinnovati nel 1985, per diventare insegnante di religione, tra gli altri requisiti occorre l’attestazione della Curia. E trattandosi di insegnanti di Religione, viene da chiedere, chi dovrebbe rilasciare l’abilitazione: il panettiere? L’imam? Grillini?
Ma i radicali sostengono che, in tal modo, ben difficilmente un ateo o un gay otterranno l’incarico  di insegnare religione, dunque si è in presenza di una “discriminazione”, tesi accolta dalla Commissione Ue che ha aperto un dossier ‘niente-po-po-di-meno-che’ per violazione dei diritti umani chiamando in causa il governo Berlusconi: non si tratta, per il momento, di una procedura formale contro l'Italia, ma l'invio di un questionario significa che la Ue ha aperto una pratica il cui fine è quello di portare in cattedra atei, omosex, lesbiche, mussulmani ecc.

Questa gente è pagata profumatamente per scaldare le sedie e partorire simili aberrazioni.
notizia da Lisistrata

Orpheus


7 ottobre 2008

Giustizia creativa: per i giudici di Cagliari è lecito ripudiare la moglie

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In Italia non abbiamo nemmeno bisogno dei tribunali coranici come in GB, ci pensano i nostri “valorosi” giudici ad applicare la sharia. Quelli politicamente corretti che hanno le idee confuse fra il rispetto per le professioni di fede e l’applicazione, grazie a “pasticci” degni di un azzecarbugli, di sentenze che legittimano usanze contrarie alla nostra Costituzione ed al patrimonio di valori, sui quali si regge la nostra civiltà..
Maschi dell’italico suolo se vi siete, invaghiti di una giovane ucraina e la vostra vecchia consorte non la sopportate più, appellatevi alla legge islamica potrete ripudiarla e magari maltrattarla, sequestrarla e picchiarla. Troverete sicuramente delle toghe creative, che, in nome del relativismo giuridico, vi daranno ragione.
Il precedente c’è già e proviene dalla Corte d’Appello di Cagliari che ha riconosciuto “efficace nell’ordinamento italiano il provvedimento di divorzio, ordinando la trascrizione del provvedimento egiziano nel Registro di Stato civile del Comune di Cagliari”.
Efficace?
Eppure, si tratta di un divorzio incivile. Un egiziano si toglie dai piedi la vecchia consorte, limitandosi a recitare la formula rituale di ripudio (Talaq) davanti a un delegato canonico del tribunale civile egiziano. Da notare che la moglie, trattata come un randagio, prima adottato e poi abbandonato, si ritrova divorziata probabilmente senza essere stata informata.
La nostra giustizia, insomma, ha convalidato una sentenza di divorzio fondata sul rituale, arcaico e inaccettabile, del ripudio, in uso anche in Italia, certo, ma nella Roma del IV secolo a.C.

Ovviamente, le ddonne con due “d”, le compagne femministe, gli esibizionisti dei diritti civili del terzo e quarto sesso hanno girato la testa dall’altra parte, (come fanno sempre quando i “compagni” migranti “sbagliano”) evitando di sdegnarsi per i vulnerati artt. 2, 3, 29, 111 della Costituzione. Del fatto che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione...” tranne le donne islamiche.

Se n’è ricordata e fatta carico solo Souad Sbai, che ha proposto un’interrogazione al Guardasigilli, mettendo in guardia contro tali ignobili sentenze, che avranno come diretta conseguenza il legalizzare due società affiancate: quella delle donne con parità di diritti e quella delle schiave islamiche.
E, ora, si attende la sentenza del Tribunale di Genova sul marocchino colpevole di lesioni e sequestro ai danni della moglie, dopo che i giudici marocchini, seguendo il codice del maschilismo più impudente, hanno dato ragione al bruto, ordinando alla povera vittima di tornare dal marito e di pagare pure le spese processuali.
Farà testo anche a Genova la giustizia islamica, estendendo, per analogia, anche al maschio italico il diritto-dovere di sequestrare, massacrare di botte e ripudiare la propria consorte? Riassunto da Libero
Orpheus

12 giugno 2008

Ma che "simpaticone" Ahmadinejad

 
A Shahrekord, nell’Ovest dell’Iran, ieri, il presidente Mahomoud Ahmadinejad si è fatto da solo i complimenti per la sua partecipazione al Vertice Fao a Roma: “Un viaggio coronato da un grande successo (...) erano giunti a Roma 800 giornalisti da ogni angolo della terra per ascoltare le mie proposte”.
I giornalisti, secondo quanto ha detto Ahmadinejad, avrebbero manifestato “tutti il loro pieno sostegno alla Repubblica Islamica”. Ahmadinejad ha definito l’Italia come “un paese controllato dalla lobby sionista”. Secondo il presidente islamista, “gli industriali che ho incontrato a Roma mi hanno supplicato di aiutarli a poter esprimere liberamente le loro opinioni sull’Iran, visto che in Italia domina un clima di forte repressione e una totale carenza di libertà di espressione”. Contrariamente all’Iran che è, notoriamente, un Paese in cui la libertà di stampa è garantita dalla legge: ieri il quotidiano Etemad ha dovuto riscrivere un editoriale considerato troppo “critico”.
Da Opinione.it
Non é che, visto che siamo un paese controllato dalla lobby sionista, il "simpaticone" di Teharan decide di cancellare anche noi dalle carte geografiche???
Orpheus


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29 maggio 2008

Coraggio compagni fate vedere che siete uomini e non caporali

 
Cari “pacifisti”, no-global, girotondini, arci-gay, verdi e disobbedienti, Agnoletti, Grillini, Ferrandi e Pecorari, No-Tav, No-Molin, Si-Monnezza, avete una buona occasione per DIMOSTRARE che non siete solo contro l’America e Israele, che non strumentalizzate la Pace per propagandare odio contro americani e israeliani.
Che non siete solo schifosamente razzisti e antisemiti e ignobilmente ipocriti.
Avete l’occasione per dimostrare che vi stanno a cuore i diritti umani, che siete contro la guerra e il proliferare del nucleare per uso militare, infinitamente più pericoloso di quello per uso civile.
Ahmadinejad è forse il più spietato e folle dittatore in circolazione, i suoi boia impiccano 200 esseri umani l’anno uomini, donne e persino minorenni. Le adultere vengono lapidate i gay impiccati,
E poi ci sono le torture, quelle vere, arti amputati, occhi accecati, frustate e percosse fino alla morte. La macchina del terrore in patria va di pari passo con la macchina del terrorismo internazionale. L’islam professato da Ahmadinejad vuole la cancellazione di Israele e la conquista dell’Occidente. E c’è poco da scherzare a dare un’occhiata al suo arsenale missilistico.
Quindi cari pacifisti, voi che siete sempre in piazza, contro la guerra, contro il razzismo, contro la xenofobia, contro le discariche, contro la Tav, contro le basi americane, contro il fascismo, voi che siete i paladini della pace e dei diritti umani, avete il diritto e il dovere, di organizzare una bella manifestazione contro Ahmadinejad in visita nel nostro paese, come avete fatto per Bush l’anno scorso che, a confronto del tiranno iraniano, è un frate trappista.
Il governo non incontrerà Ahmadinejad, al popolo della pace arcobaleno l'onere e l'onore di gridare il proprio dissenso contro un dittatore sanguinario. 
Una buona occasione anche per l'arci-gay di protestare contro l'esecuzioni di omosessuali in Iran, invece che strepitare per il diniego "inaccettabile" di concludere il gay-pride a P.zza san Giovanni. 
Su, Coraggio compagni fate vedere che siete uomini e non caporali...
Orpheus 


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29 maggio 2008

Testamento biologico: una norma lo permette, una donna sceglie di morire

 

In questo paese il più delle volte le “battaglie civili” si fanno contro la Chiesa e non per ottenere veramente qualcosa. Sono battaglie strumentali con il solo obiettivo di criminalizzare i cattolici.
Una di queste “battaglie civili” è il testamento biologico, invocato come se fosse impossibile, in questo paese, rifiutare l’accanimento terapeutico. Non è così.
Una donna di 70 anni di Modena, Vincenza Santoro Galani era affetta da Sla (sclerosi laterale amiotrofica). Speranze di sopravvivenza: zero. Dopo tre mesi di ricovero all'ospedale la donna ha chiesto ed ottenuto il permesso di morire secondo le sue volontà, rifacendosi ad una norma del 2004, applicata in Italia per la prima volta. Questa legge consente di designare un amministratore di sostegno in previsione della perdita delle proprie facoltà intellettive (inevitabili in chiunque soffra di malattie degenerative).
Vincenza non voleva interventi che le avrebbero prolungato la sofferenza, compresa la respirazione artificiale. Pertanto, la donna ha lasciato al proprio coniuge il compito di far rispettare le sue ultime volontà.
Il 9 maggio scorso il giudice tutelare del tribunale di Modena ha concesso alla donna il permesso di morire, accogliendo la richiesta fatta dal marito di impedire un intervento di trachetomia a cui i medici avrebbero dovuto sottoporre Vincenza, che avrebbe prolungato solo le sue sofferenze. Non posso fare a meno di confrontare il caso di Vincenza con quello di Welby, le cui sofferenze avrebbero potuto essere alleviate da una morte veloce, ma ciò non è stato fatto, e mi duole dirlo, perché il suo caso serviva a demonizzare la Chiesa cattolica, visto che le norme contro l’accanimento terapeutico ci sono già.
Persino le sue spoglie terrene sono state usate per gettare discredito, quando è stato richiesto un funerale religioso, ben sapendo che la Chiesa non avrebbe mai potuto concederlo, se non derogando al proprio dogma, sulla sacralità della vita. Dogma che non impone ad un laico visto che ci sono gli strumenti giuridici per rifiutare l’accanimento terapeutico e quindi morire.
Ma una società civile deve impedire che questo “diritto” diventi un’arma a doppio taglio com’è successo in Belgio o in Olanda dove il kit per la dolce morte, viene venduto a 60 euro dalla Multipharma. Tutti ne possono far uso e com’era prevedibile in Belgio nel 2006i casi di eutanasia sono aumentati del 10%. Le due sostanze nel Kit (Norcurone e Penthotal) dopo 24 ore vengono ossidate per cui nelle salme sottoposte a esami autoptici non sono più reperibili.
Si può immaginate come potrebbe essere utilizzato un simile kit da individui senza scrupoli, per liberarsi di anziani ingombranti o di malati cronici. E non mi si venga a dire che è “fantascienza”…
Orpheus


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27 maggio 2008

L'Italia é il "Paese dei Balocchi" dei terroristi islamici

 
A Clementina Forleo saranno fischiate di nuovo le orecchie.
Una di quelle brave persone che aveva assolto dall’accusa di terrorismo internazionale, perché "guerrigliero", è di nuovo nei guai.
Bouyahia Maher Ben Abdelaziz, il 20 maggio è stato raggiunto da un’ennesima ordinanza di custodia cautelare. In carcere. Dove lui e suo fratello Hammadi stanno già scontando sei anni di reclusione per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e immigrazione illegale aggravata dalla finalità di terrorismo. Tra il 2006 e il 2007, avevano entrambi approfittato delle maglie larghe della giustizia italiana. E per una ragione o per l’altra erano riusciti a sottrarsi al carcere. Poi, agli inizi di quest’anno, erano finiti dietro le sbarre per associazione terroristica. Ora sono anche accusati di traffico e spaccio di stupefacenti eroina, cocaina ecc.
Oltre a loro sono state arrestate diciannove persone (altre quattro sono ricercate), per la maggior parte tunisini
.
Se questi criminali sono stati incastarti bisogna ringraziare la Digos che ha tenuto sotto sorveglianza Bouyahia e soci.
Per il momento i magistrati hanno raccolto riscontri schiaccianti per il reato di traffico di droga.
Ma non la pistola fumante dello spaccio finalizzato al jihad, la prova definitiva che le ingenti somme servissero per finanziare le cellule internazionali del terrore islamico.
Sono senza scrupoli e scaltri questi tunisini. Fanno proselitismo e si abbeverano dei sermoni di imam come Yusuf al Qaradawi. Sono informati di come vanno le cose ai “fratelli” in Iraq e propagandano ai compagni di prigionia che «tutti i nostri fratelli che hanno abbracciato il jihad stanno vincendo».
Conoscono molto bene le leggi italiane e sanno sfruttare “per il bene della causa” tanto i rapporti di Amnesty International sul nostro paese quanto le procedure europee che consentono di bloccare le espulsioni dai paesi dell’Unione. 
Si muovono con estrema facilità in Europa.
Oggi in Italia, domani in Belgio, dopodomani a Parigi e poi di nuovo in Italia, tra Milano, Brescia, Pisa, come nel caso di questa banda, dimostrando un’ottima conoscenza del territorio e, soprattutto, essendo molto informati non solo rispetto alle forze dell’ordine, ma anche sulle leggi, le abitudini e la mentalità degli italiani».
A proposito, cos’è l’Italia agli occhi dei tunisini della banda Bouyahia? Lo dicono loro stessi in una delle conversazioni intercettate: «L’Italia è il paese dei balocchi».
Riassunto da QUI
E chi dobbiamo rimgraziare per aver trasformato l'Italia nel "paese dei Balocchi" dei terroristi islamici?
Quelle anime belle della sinistra, che tanto si spendono per i  poveri "migranti", i quali ringraziano spacciando droga ai nostri ragazzi e se la ridono alle nostre spalle. Ci manca solo un bell'attentato in qualche stazione, come ulteriore "ringraziamento" e prova della "stima" che nutrono per i compagni allocchi.
Ben venga il pacchetto sicurezza che forse indurrà i "poveri migranti" dediti alla jihad e allo spaccio di droga, a cercarsi un altro "Paese dei Balocchi"....magari la Spagna così preoccupata dalla "deriva razzista" del nostro paese, può prenderseli tutti.
Orpheus
 


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12 gennaio 2008

L'Italia "generosa". Nel 2008 regalerà alla Cina 250 milioni di euro

 
Nella classifica delle sovvenzioni elargite da Roma, dopo Iraq e Nigeria che occupano i primi due posti, viene Pechino.
La differenza è però evidente: nel caso di Iraq e Nigeria si tratta di interventi a sostegno di economie distrutte o in gravissima sofferenza, nel caso della Cina si parla della seconda economia al mondo in termini di prodotto interno lordo. E allora la domanda è d'obbligo: ha senso finanziare attraverso la cooperazione progetti in un Paese che ha nel suo portafoglio 1500 miliardi di dollari di riserve valutarie, che ha segnato nel 2007 un surplus commerciale record di 262,2 miliardi di dollari (il 47,7 per cento in più che nel 2006, dato di ieri), che è oggi il motore più potente della globalizzazione?
Tema spinoso che si presta a mille interpretazioni e a frettolose conclusioni ma il dubbio è legittimo. I governi europei si sono interrogati sulla opportunità di attingere alla cassa per sostenere la risalita della Cina e si sono chiesti se ciò sia ancora al passo con la realtà evidenziata dai numeri e dalle statistiche. E pure la Farnesina non è rimasta insensibile alla questione. Il ministro D'Alema (lo rivela la Newsletter dell'ufficio di cooperazione allo sviluppo dell' ambasciata italiana a Pechino) parlando col direttore Giorgio Sparaci, l'uomo che in Cina segue le sorti dei fondi pubblici destinati alle nazioni in via di sviluppo, ha messo sul piatto il problema: dobbiamo andare avanti?
Buoni propositi. Era il novembre 2006, la cifra stanziata dall'Italia era di 179 milioni di euro. E pareva che la storia potesse concludersi lì. Allineandoci, così, alla scelta che stavano compiendo, già allora, altri «donatori » europei (Germania, Francia, Inghilterra, Olanda): una strategia di uscita dalla politica di aiuto «cieco» e l'adozione di una «equal partnership» con il Dragone.
Nel dicembre 2006 il governo italiano è venuto in missione ufficiale a Pechino e dal cilindro degli accordi bilaterali è spuntato un rifinanziamento della cooperazione per 70 milioni di euro. Risultato: nel 2008 l'Italia, come da intese, porterà da 179 a 250 milioni di euro il suo «aiuto» pubblico alla crescita cinese.
Parigi o Berlino o Londra — considerando i sorpassi effettuati da Pechino — adottano proprio dal 2008 e per 5 anni una strategia di «phase out», di riduzione per gradi delle sovvenzioni, Roma tarda a indirizzarsi sulla medesima strada.
Dicono le istituzioni finanziarie internazionali che Pechino in questi anni, con la sua poderosa crescita, abbia contribuito a ridurre del 75 per cento la povertà sul globo. La scalata lascia segni profondi, le disuguaglianze si acuiscono ma l'accumulazione di fondi e di patrimoni è inarrestabile.
Fra qualche settimana vi sarà l'annuncio che il Pil della Germania è nel mirino o addirittura superato. Con il suo fondo sovrano che ha in tasca 200 miliardi di dollari la Cina si compera il 10 per cento di Morgan Stanley e va a fare spesa a Wall Street. Ha davvero bisogno di una «mancia» da 250 milioni di euro?
Riassunto dal Corriere.it-Fabio Cavalera
No, che non ne ha bisogno. Mi piacerebbe sapere cosa c'è dietro. Perchè questi fondi elargiti e se per caso non c'è una qualche contropartita a favore di qualche calibro da 90 dell'industria italiana.
A parte questo trovo indecente "passare fondi" ad un paese che viola i diritti umani in ogni modo possibile e immaginabile, che opera discriminazioni razziali, religiose e sessuali, che mette in atto una politica demografica da lager nazista (quella del figlio unico che ha prodotto un genocidio femminile, e che obbliga le donne ad "abortire" fino allo ottavo mese di gravidanza), che detiene il record di condanne a morte, sia come quantità sia come varietà di motivi per i quali viene comminata. Un paese dove non c'è libertà di stampa, né di parola. Dove si pratica lo schiavismo. Dove esistono campi di concentramento, in cui i detenuti sono sottoposti ad un regime di lavori forzati che causa la morte della maggior parte di essi. Un paese tracotante che ha schiacciato il Tibet, e fa sentire la sua longa manus anche nell'ex-Brimania. Sodale dell'Iran e alle peggiori dittature mondiale.
E con i soldi delle nostre tasse, gli regaliamo 250ml di euro per "solidarietà"????
Orpheus


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6 gennaio 2008

Prodi ci risparmi la visita di Gheddafi in Italia

 

Di primo acchito dovremmo sentirci offesi e umiliati per il boicottaggio dell'Italia da parte del leader libico Gheddafi nel suo recente tour europeo. Ma considerando l'esito avvilente delle sue visite in Spagna e in Francia, ci auguriamo che Romano Prodi risparmierà agli italiani l'indecoroso spettacolo di cui si sono resi responsabili Zapatero e Sarkozy immaginando che i diritti dell'uomo e i valori fondanti della civiltà occidentale possano essere svenduti sull'altare del dio denaro.
La lezione che si trae dall'ondata di polemiche, che in due paesi europei retti da governi schierati su opposte sponde hanno visto destra e sinistra unite nella denuncia di un dittatore e di un reo-confesso burattinaio del terrorismo internazionale, è che se non possiamo fare a meno del petrolio, del gas e del mercato libico, che si mantenga il rapporto in un ambito strettamente economico. Ovvero affari in cambio di affari.
Nessuno al mondo meglio dell'Italia conosce l'inaffidabilità di Gheddafi e l'arbitrio assoluto del suo comportamento. Non è stata forse l'Italia di D'Alema e poi di Berlusconi a sdoganarlo dopo la quarantena impostagli dall'Onu per aver ordinato gli attentati terroristici che hanno portato all'abbattimento di due aerei nei cieli di Lockerbie nel 1988 e del Niger nel 1989? Non è stato l'allora commissario dell'Unione Europea Prodi a riaccreditarlo sulla scena internazionale accogliendolo a Bruxelles nel 2004? Non è forse l'Italia il paese che più di altri subisce impassibile i suoi soprusi fino al punto da far allontanare il 18 febbraio 2006 dal governo un proprio ministro, Roberto Calderoli, di cui il figlio di Gheddafi, Seif Al-islam, aveva chiesto le dimissioni nove giorni prima?
Ebbene qual è stato il risultato? Che Gheddafi ha deciso di non includere l'Italia tra i paesi europei visitati, nonostante l'impegno ufficiale — annunciato dal ministro degli Esteri D'Alema — ad accondiscendere alla di per sé iniqua pretesa di sborsare 3,5 miliardi di euro per costruire un'autostrada lungo il litorale libico dalla Tunisia all'Egitto, quale indennizzo per i danni coloniali. Perché quel risarcimento è stato già saldato nel 1951, versando 5 milioni di sterline e cedendo tutte le strutture pubbliche coloniali alla monarchia di re Idriss. Ma Gheddafi, come è sua consuetudine, ha imposto la sua legge sconfessando quell'accordo internazionale. Nel 2002 Berlusconi gli offrì 63 milioni di euro per la costruzione di un ospedale o di un'autostrada tra Tripoli e Bengasi. Ma dopo l'attacco, il saccheggio e la distruzione del nostro consolato a Bengasi il 17 febbraio 2006, di cui incredibilmente l'Italia si è ufficialmente scusata benché fossimo parte lesa e si trattasse di un attentato ordinato da Gheddafi, quest'ultimo ha alzato la posta: l'autostrada la vuole lunga circa 1700 chilometri e la tangente da pagare è 50 volte superiore a quella da noi proposta.
E non è tutto. Il 29 dicembre, dopo il boicottaggio dell'Italia nel suo tour europeo, Gheddafi ha acconsentito al pattugliamento misto delle coste libiche per bloccare i clandestini solo dopo che l'Italia gli ha regalato unità navali e terrestri, apparecchiature sofisticate di controllo e un sistema informatico di registrazione dei dati anagrafici. È incredibile: tutti sappiamo che Gheddafi strumentalizza le centinaia di migliaia di clandestini che ha accolto in Libia come arma per condizionare i suoi rapporti con l'Italia, e noi lo premiamo con mezzi e denaro. Come se la Libia fosse un paese povero e non ricco con il petrolio a 100 dollari a barile.

Per tutte queste ragioni credo che gli italiani non debbano subire oltre l'arbitrio e l'arroganza di Gheddafi. Se è proprio necessario firmare degli accordi economici e commerciali, che vada Prodi a incontrarlo sotto la sua tenda nel deserto libico. Ma risparmiateci la visita di Gheddafi in Italia. Non confondiamo il sacro con il profano, non barattiamo la nostra anima con i petrodollari.
Magdi Allam
Certo che anche il governo Berlusconi poteva risparmiarsi certe "sviolinate" con questo "bel" personaggio...ma evidentemente vale sempre il detto pecunia non olet.
Orpheus


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18 novembre 2007

Gli spettacolari successi della politica estera e militare di George W. Bush


Una delle grandi favole raccontate in questi anni è che George W. Bush abbia compromesso i rapporti di alleanza, rispetto e solidarietà tra l’America e il resto del mondo. Abbiamo controllato e, a ieri, la situazione è un’altra: in medio oriente e nel mondo islamico ci sono due regimi terroristici in meno. La Libia ha smantellato i suoi programmi nucleari e il Pakistan si è trasformato, con le difficoltà evidenti in questi giorni, da principale sostenitore dei talebani in alleato nella guerra al terrorismo. Per restare in zona, l’India un tempo era un paese non allineato e sotto l’influenza sovietica. Oggi è partner affidabile degli Stati Uniti, al punto che Bush ha stipulato con la più popolosa democrazia del mondo un’alleanza nucleare. La Corea del nord, grazie alle pressioni di Washington sulla Cina, si è impegnato ad abbandonare i toni da apocalisse atomica. I rapporti con il Giappone non sono mai stati così solidi. Restano aperti i conflitti mediorientali – dai territori palestinesi, al Libano, all’Iraq, all’Iran – ma sono questioni che risalgono ai decenni precedenti a Bush e perlomeno adesso è in cantiere una strategia diversa da quella fallimentare che ha sedimentato l’odio antioccidentale e causato gli attacchi dell’11 settembre.
L’aspetto più interessante, però, è quello europeo. Si è scritto molto a proposito dell’arroganza bushiana che avrebbe diviso l’Europa. In realtà, fin dal primo momento, la maggioranza dei paesi europei si è schierata con Bush. Le eccezioni sono state Francia e Germania. Gli altri, compresi Italia e Spagna, hanno addirittura firmato un documento di sostegno alla politica di Bush, la famosa Lettera degli otto, seguito poi da un’analoga presa di posizione dei paesi dell’est europeo.
In questi anni di Bush alla Casa Bianca, la Nato si è allargata a est, fino a dialogare istituzionalmente con la Russia. Rivoluzioni pacifiche e filoamericane si sono svolte in un paio di ex Repubbliche sovietiche e la Turchia in occidente può contare principalmente sul sostegno della Casa Bianca. L’ostilità di Francia e Germania è sparita alla prima occasione in cui gli elettori sono stati chiamati alle urne. Jacques Chirac è in pensione e Gerhard Schröder fa il consulente petrolifero di Vladimir Putin. All’Eliseo c’è il politico francese più filoamericano dai tempi del marchese Lafayette, uno capace di nominare come ministro degli Esteri un radical-socialista che sulla guerra contro Saddam si oppose al semplice pacifismo e di ripetere che l’America è “la più grande nazione del mondo”. Il cancelliere tedesco Angela Merkel idem. A Downing Street, al posto del “cagnolino di Bush” Tony Blair, c’è un altro premier socialista che ricorda ogni cinque minuti di essere più filoamericano del suo predecessore. In controtendenza ci sono soltanto Spagna e Italia, ma solo a causa di una strage islamista e di uno scarto di voti dello 0,06 per cento. E malgrado ciò non si contano i bye-bye Condi e le suppliche di essere ricevuti alla Casa Bianca. In fondo siamo quasi tutti americani.
Da Il Foglio
Il problema italiano é legato unicamente all'anomalia in cui opera l'attuale maggioranza. Nella precedente legislatura della sinistra, Massimo D'Alema era dalla parte delle "sporche guerre" americane, al punto da inviare aerei italiani a bombardare Belgrado.
Adesso si é riscoperto, pacifista, antiamericano ecc. tutto per compiacere l'ala massimal/comunista della coalizione di governo e in definitiva per non mettere a rischio la "poltrona".
Questi sono gli unici criteri che condizionano la politica estera italiana.
Leggermente direi..."terra, terra"....
A voglia Napolitano a elogiare in pompa magna semplici  "operazioni di restyling" di facciata come chissà quali  prodigi di questo sgangherato governo. La Cina se ne frega bellamente delle moratorie ONU sulla pena di morte, e l'Italia é sempre più la "solita italietta" repubblica delle banane e dei ciarlatani.
Orpheus
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permalink | inviato da Orpheus il 18/11/2007 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 ottobre 2007

Cannabis pericolosa. Gli inglesi continuano a dirlo. Noi facciamo corsi all'Università per coltivarla

Domanda: come si fa a coltivare e far crescere rigogliose le piantine di canapa di cui si è venuti in possesso? Qual è il modo più sicuro per ottenere l'erba migliore? Risposta: c'è canapalive.org, che non è il sito di un rave party, ma più scientificamente, un progetto finanziato dalla Regione Lazio con l'Università della Tuscia. Peccato che il manifesto in questione sia esposto fuori dagli smart-shop, non proprio in erboristeria. Scoperto dai ragazzi di Azione Giovani, è oggetto di un'interrogazione del senatore Augello al ministro della Salute, Livia Turco. La domanda è: «L'iniziativa della Regione Lazio è culturale, sanitaria o ricreativa?».
Questa la notizia riportata da Libero di oggi.

E questa le INFORMAZIONI vitali per i nostri ragazzi che nel nostro paese vengono NASCOSTE dai media alle famiglie:

Qualche informazione dal vostro inviato nell'inferno della cannabis, visto che i politici e i giornalisti dell'"alcool e fumo fanno molto più male" continuano a non darvele (e a non leggerle, anche perché spesso sono scritte in altre lingue, non ben masticate nel paese dei balocchi e delle mortadelle). Le organizzazioni inglesi che seguono la delinquenza minorile hanno scoperto che dal 2004 (quando il governo Blair degradò la cannabis a droga leggera, classe C) ad oggi i giovani seguiti dai servizi sociali hanno aumentato il loro uso di cannabis dal 25 al 75 per cento. In molte zone l'uso di questa droga è abituale nel 90 per cento dei giovani che hanno guai con la giustizia. E i guai sono spesso provocati proprio dal bisogno di procurarsi denaro per finanziare l'abitudine di spinelli e chillum (pipe) di cannabis.
A Sheffield, per esempio, ha stabilito una ricerca del King's College, il 25 per cento dei giovani delinquenti lo è diventato per finanziarsi il fumo. Queste ricerche demoliscono completamente la precedente convinzione del governo inglese (tuttora indiscussa in quello italiano) che "l'uso della cannabis non ispira comportamenti criminali". La polizia di Sheffield, ma non solo, ha dichiarato al contrario che l'incremento dell'uso di cannabis «minaccia l'esistenza della società». È sulla base di queste evidenze statistiche e giudiziarie che 50 dei 51 Tribunali per minorenni dell'Inghilterra e del Galles hanno scritto al governo chiedendo di revocare la decisone di derubricare la pericolosità della cannabis. Il ministro della Famiglia sembra dar peso alla richiesta, cui ha unito l'enorme materiale sulla relazione tra cannabis e disturbi psichiatrici (il cui rischio aumenta del 40 per cento con il suo uso), e i dati sui cannabinoidi "rafforzati", e la loro capacità di precipitare direttamente nella psicosi, e spesso nel crimine. Le serate cominciate davanti alla tv e finite nel sangue dopo un paio di spinelli al "new skunk" sono state nel frattempo raccontate dai giornali inglesi, e taciute dai nostri. Il successo della cannabis rafforzata, prodotta in loco selezionando piante non impollinate ed aiutandone la crescita con aggiunta di sostanze e lampade, sta tra l'altro trasformando l'Inghilterra da paese esclusivamente importatore, in esportatore di cannabis-skunk.
Il fenomeno c'è anche in Italia, dove vengono realizzati, con la benedizione delle amministrazioni comunali, specie se di sinistra, mega festival-feste mercato dell'"erba", reclamizzati con manifesti liberamente affissi per le strade delle città, con contorno di sparate ecologiche e pseudo-mediche, dove per diversi migliaia di euro i neo produttori si portano a casa i semi di piante "vergini", da nutrire e rafforzare per far andare fuori di testa gli appassionati.
Una nuova criminalità, trendy, che cresce protetta dai miti della cannabis innocua, e del bravo e innocente consumatore che ha il diritto di coltivarsela. Intanto però, finora, nel 2007, polizia, carabinieri e finanza hanno sequestrato il 160 per cento di cannabis in più che nel 2006, confermandola, assieme alla cocaina (+536 per cento!), come le nuove droghe sulle quali punta il narcotraffico internazionale. Tanto i nostri politici sono fermi alla slogan: "Cannabis = morti 0". Non sapere le lingue, a volte, aiuta a star contenti.
Da Tempi
A questo punto chiederi al cervellone che abbiamo come ministro alla (d)istruzione, se si è mai chiesto se il bullismo che ammorba le nostre scuole, non é dovuto soprattutto all'uso di cannabis? Tanto reclamizzata dai professori sinistri e sinistrati.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 2/10/2007 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

28 settembre 2007

Nella rossa Emilia le moschee nascono come funghi


L'Emilia Romagna ha due primati: il più alto numero di musulmani sul territorio, in rapporto agli abitanti (secondo la Caritas ce ne sarebbero oltre 130mila) e il più alto numero di moschee: 84 in tutto. Ma anche il resto dell'Italia non é immune al proliferare di moschee, nei primi sei mesi  del 2007 ne sono state aperte 39.
Siamo arrivati a 735 moschee sul nostro (ancora non per molto) territorio nazionale.
I problemi sono due: il primo é che comunque questi numeri, forniti dai servizi segreti, non sono definitivi, perché non esiste un vero e proprio inventario dei luoghi di culto e i centri culturali islamici in Italia. Una mappatura seria, che ne permetta il monitoraggio.
Il secondo, ancor più grave, è che la maggior parte di questi "luoghi di culto" sono in mano all'Ucoii, la quale é dietro anche alla richiesta di costruzione di tutte le nuove grandi moschee a Bologna, Firenze, Genova, Colle Val d'Elsa, Modena, Verona, Vicenza, Napoli. 
A fronte di questa invasione programmata delle nostre città e paesi, che comporterà, in futuro una radicazione ed espansione dell'islamismo estremista, si assiste ad una mistificazione della realtà a livello nazionale.
Da una parte l'Ucoii ricorre all'espediente giuridico e amministrativo della costituzione di "centri culturali" con annessi luoghi di preghiera, registrati come Onlus, sia per aggirare gli ostacoli concernenti la costruzione di moschee vere e proprie, sia per poter beneficiare dei finanziamenti previsti per le organizzazioni culturali senza scopo di lucro (finanziamenti che le amministrazioni rosse, in particolare, elargiscono a piene mani).
Dall'altra esiste un fronte filo-islamico, composto da politici, magistrati, imprenditori, universitari, giornalisti e purtroppo anche prelati, che annovera l'Ucoii nel gruppo dei musulmani moderati.
Quanto sia moderata lo si può dedurre dal fatto che Youssef Qaradawi, ideologo dei Fratelli Musulmani in Europa, nel 2002 ha promulgato una fatwa relativa alla "conquista islamica di Roma" che, "avverrà con la predicazione, non con la spada". Ovvero con le moschee dell'Ucoii che continuiamo irresponsabilmente a costruire.
Salam
Orpheus



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