.
Annunci online

 
Orpheus 
CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE E' PADRONE DEL MONDO
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Dallapartedeltorto
Alessandro/Orcinus
Miralanza-Roberto
Angelo D'Amore
Alman's page
Maralai
Press
Blog.it
300705
Il Berretto a sonagli
Il Fazioso Liberale
Fort
Gabbiano urlante
Invisigoth-Bounty Hunter
Mara Carfagna
A DESTRA-L'italia agli italiani
Luigi Turci
Il lupo di Gubbio
MILLEEUNA DONNA
Simpaticissima Clio-Endor
Caffé nero-Cap e Pike
Alef
L'angolo di Bolina-un punto di vista di sinistra
il blog di Barbara
Il cielo sopra Kabul
CONTROCORRENTE
Countrygirl
Cavmi-La grande forza delle idee
C'é Walter
Deborah Fait
Esperimento
Fanny
Germanynews
Il Giulivo
Hoka Hey
imitidicthulhu-satira intelligente
Italian blog4Darfour
Informazione corretta
L'importanza delle parole
Lisistrata
Liberali per Israele
Legno storto
Luca-Liberodipensare
Lontana
Max-Altrimenti
Magdi Allam Forum
Manu
Maedhros
Max-Altrimenti
PA
Pseudosauro
La pulce
Periclitor
PARBLEU! di Jeanne ed Emile de la Penne
Il Reazionario
Sauraplesio
Sarcastycon
Tocqueville
Una voce che urla nel deserto
Zanzara
  cerca

Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

una testata giornalistica in quanto

viene aggiornato senza alcuna
periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto ed
itoriale ai sensi della legge
n. 62
del 7.03.2001.Questo blog è un sito
no-profit.
Le mie fonti sono sempre indicate da un
link,
quando il materiale pubblicato non è
stato
creato da me, e non vi è alcuna
intenzione
di infrangere copyrights
esistenti.
Se il titolare di testi o immagini da me
postate
desiderasse la rimozione
del materiale
di sua proprietà,
basta contattarmi.

directory blog italia



Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

Diario | l'Asinistra | Diritti Umani | Islam | PDL | Vittime del terrorismo | Sprechi rossi e tasse | Etica e religione | EVIDENZA: immigrazione | cronaca | Nessuno tocchi i bambini | crimini e censura rossa | Amici a quattro zampe | Appelli e petizioni | Giustizia indecente | Sinistra indegna | Eurabia | Israele nel cuore | Elezioni | America | Satira | EVIDENZA: emergenza stupri | INFORMAZIONE SCORRETTA | Lotta alla mafia e all'evasione | PILLOLE di buon senso | Berlusconi persecuzioni sinistre | Zingaropoli |
 
Diario
1visite.

1 giugno 2010

Se "pacifismo" fa rima con terrorismo


Cominciamo a dire che l'organizzazione turca Ihh, protagonista della vicenda, è sempre stata filo terrorista, attivamente amica degli jihadisti e di hamas, collegata ai Fratelli Musulmani e che i suoi membri sono stati ricercati e arrestati e la sua sede é stata chiusa dai turchi stessi per possesso di armi automatiche, esplosivo, azioni violente.
Quindi il titolo di "pacifista " è ignobilmente usurpato, o meglio, è il "fumo" che copre ben altri obiettivi. Non c'è "pacifismo" che possa coniugarsi ad hamas, al terrorismo e alla volontà di cancellare un Paese dalle carte geografiche.
Non c'è pacifismo, quando si va ad aiutare, chi nasconde e appoggia terroristi, il cui passatempo preferito, è lanciare missili su Israele, il quale è nel pieno diritto di difendersi. Quando si parte con l'idea di ottenere "o il martirio o Gaza", quando si cantano musiche dell'intifada palestinese e s'inneggia al suddetto martirio non ci si può nascondere dietro la bandiera della pace.
Detto questo, si  sta assistendo alla solita canea, contro Israele. Nulla di nuovo sotto il sole.
Certo le morti avvrebbero dovuto essere evitate, ed è giusto fare chiarezza, anche perchè i civili sono "usati" spesso e volentieri da hamas per ottenere, la solidarietà del mondo. Vengono piazzati sugli obiettivi sensibili, e se ne muore uno, i "kattivi" sono i soldati israeliani e non chi usa i civili come carne da macello.
Quanto all'Onu, che credibilità può avere dopo aver nominato l'Iran, membro della commissione sui diritti delle donne? Definirlo ipocrita è un eufemismo, in Iran di civili (senza collegamento alcuno con organizzazioni terroristiche) ne muoiono centinaia, eppure non mi risulta, che si sollevino mai ondate di sdegno, di questa portata. Nessuno entra in "fibrillazione" e chiede un'inchiesta e il rilascio immediato dei giovani iraniani torturati e ammazzati in carcere. Come al solito ci sono vittime di seria a e vittime di serie zeta, la cui morte, la cui morte scivola sulle coscienze occidentali, come come l'acqua piovana nei tombini.
Orpheus




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele hamas pacifismo

permalink | inviato da Orpheus il 1/6/2010 alle 14:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa

4 novembre 2009

Raduno jihadista a Gaza: "A morte Israele"






Lo scorso 30 ottobre decine di migliaia di fedelissimi Jihad si sono riuniti a Gaza per ricordare il fondatore del gruppo ucciso. Hanno sfilato nel corteo con missili e giubbotti per attentatori suicidi, al grido “A morte Israele”. Qui il reportage dei poveri palestinesi "affamati e assetati"  dai cattivoni israeliani.

Mi piacerebbe sapere dove stavano guardando il 30 ottobre tutte le organizzazioni che denunciano i crimini di guerra a Gaza o la sete di Gaza...
Si, perchè mi sembra che gli unici veri criminali siano questi e che l'unica sete che abbiano sia quella del sangue degli israeliani.
Hanno soldi per missili, mitragliette, bombe e quant'altro e non per il cibo?
Ma all'Onu e dintorni cosa credono  che tutti sono ciechi come loro?
Io vedo un popolo che non vuole la Pace, ma la distruzione d'Israele e questo é un problema e un pericolo per tutto il mondo, oltre che una terribile ingiustizia.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele onu gaza

permalink | inviato da Orpheus il 4/11/2009 alle 21:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

20 aprile 2009

Che si aspettava l'Onu? Ahmadinejad é Ahamadinejad e non Albert Schweitzer

 
Era già tutto previsto, eppure si è voluto dare corso ugualmente a quella pagliacciata iniqua che é la conferenza sul razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia promossa dall’Onu, nota come "Durban 2".
Solo una massa di beoti può organizzare una simile conferenza e chiamare a parlare Ahmadinejad, è come invitare il Dottor Mengele ad un convegno sui diritti dei malati o affidare la direzione di un asilo ad un pedofilo recidivo.
Cosa pensavano dicesse, le teste d’uovo dell’Onu, un matto fondamentalista, che da anni auspica la cancellazione d’Israele dalle carte geografiche?
Veramente hanno creduto per un solo secondo che Ahmadinejad sarebbe stato sobrio e moderato?
Bene ha fatto L’Italia a disertare l’iniqua pagliacciata, anche perché tutta questa manfrina delle “discriminazione razziali” imbastita dall’Onu, ha un solo obiettivo, imporre al mondo l’Islam e le sue usanze più esecrabili come la poligamia, già accettata dalla Ue.
Lo ha detto CHIARAMENTE il segretario generale Ban Ki moon stamattina invitando tutti ad accettare l'islam, a non averne paura, farneticando anche dell "islamofobia" come nuova forma di razzismo. 
E la presenza
di paesi islamici RAZZISTI che praticano orribili discriminazioni verso donne, gay e “infedeli”, ad un simile convegno, ne é la conferma più eclatante.
Forse non sapevano i capoccioni dell’Onu, che in Iran s’impiccano i gay, si lapidano le adultere e amenità simili? E invitano AHAMADINEJAD a parlare? Che avrebbe mai potuto dire? Che tipo di corda usare per le forche?
Pagliacci e pericolosi.
Quanto ad Obama, è ancora dell’idea di tendere la mano aperta? Anche a Ginevra Ahmadinejad non si è lasciato sfuggire l’occasione di attaccare gli Usa. E fin’ora alla mano aperta ha replicato con sonori sganassoni diplomatici.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele onu ahmadinejad durban 2

permalink | inviato da Orpheus il 20/4/2009 alle 18:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

18 gennaio 2009

D'Alema ci risparmi le "lenzioncine" sulla pace



Dopo le sortite dei giorni scorsi, dopo il battibecco con l’ambasciatore israeliano, ieri D’Alema ci ha regalato un'ulteriore performance della sua inossidabile faccia di bronzo , parlando ad Assisi alla manifestazione contro la guerra a Gaza promossa dal Tavolo della "pace" (pace é virgolettato e minuscolo perchè sappiamo come intendano la pace questi signori).
Infatti il neo-pacifista D'Alema deve essersi scordato che nei cinque mesi in cui sedeva a Palazzo Chigi, i bombardieri italiani, partivano dalle basi italiane e andavano a scaricare bombe sulla testa dei serbi. L'hanno fatto per ben 78 giorni.
Sì, il 24 marzo 1999 il líder Maximo era salito al soglio solo da 150 giorni, dopo aver fatto cadere Prodi, ma gli furono sufficienti per dichiarare guerra a Belgrado.
Guerra? Be’, forse dovremmo correggere il termine per rispettare il noto dizionario D’Alema-Hamas, come ha rilevato, primo fra tutti, Andrea Marcenaro sul Foglio.
"È un uso sproporzionato della forza, una spedizione punitiva contro Hamas - ha affermato l’ex premier-. Difficilmente si può definire “guerra” un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra".
La fata smemorina è passata in casa D’Alema, tutto a un tratto s’è scordato di aver ordinato assieme alla Nato di bombardare un Paese vicino, nel cuore dell’Europa: 600 raid aerei al giorno, per 78 giorni. Oltre 500 vittime civili, ospedali, tv, fabbriche, ambasciate, appartamenti, treni, autobus distrutti, un’economia al tappeto. Eh già. Sì può definire guerra un conflitto in cui muoiono oltre 500 civili da un parte e nessuno dall’altra
Ma sì, che diamine, in questo caso sì.
Che importa se anche Amnesty international accusò la Nato di violazione dei diritti umani per "l’impatto sproporzionato sui civili" degli attacchi aerei contro la Serbia.
Ad Assisi oltre che smemorato deve aver fatto anche un po' di confusione:"Non siamo noi isolati - ha attaccato -, ma lo è questa Italia cinica, reazionaria e ignorante.(...)"
L'Italia cinica é quella che rapprenta così bene con la sua persona  e quella ignorante é quella che ancora dà credito alle parole di chi predica bene e razzola male, l'Italia degli ipocriti senza una stilla di onestà intellettuale.
Quelli che sentono, vedono e si mobilitano  solo per la sofferenza di un popolo e girano la testa dall'altra parte, davanti a qualsiasi altra bruttura insanguini il pianeta (per non parlare delle giustificazione a iosa, per gli amichetti di ideologia).
(alcune parti riassunte dal Giornale)
Orpheus 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. d'alema israele gaza assisi

permalink | inviato da Orpheus il 18/1/2009 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

17 gennaio 2009

I Mengele del giornalismo: quei bambini usati come Hamas



Lo sanno tutti cosa fa Hamas ai bambini palestinesi.

Lo sanno tutti come li indottrina al martirio, come li usa a mò di giubbetto antiproiettile, come ne calpesta l’infanzia e l’innocenza e come li immola sull’altare dell’odio contro Israele. Ci sono decine e decine di fotografie e filmati in internet: PROVE indiscutibili delle gravissime violazioni dei diritti umani di Hamas, nei confronti di chi non si può difendere: bambini in primis, ma anche donne, anziani e malati.

Eppure il “giornalismo” ignobile di Anno zero ha presentato i bambini palestinesi come vittime unicamente dei “criminali” e “sanguinari” israeliani, in una puntata che definire d’informazione è offendere l’intera categoria dei giornalisti, come lo sarebbe paragonare la categoria dei medici al Dottor Morte.
Una puntata su un tema così importante, che non dico avrebbe dovuto essere obiettiva, ma almeno rispettosa dei diritti dei bambini palestinesi (perché è noto i bambini israeliani per la sinistra non hanno MAI avuto diritti). Invece come Hamas, Anno zero li ha usati per strappare lacrime, per fomentare odio contro gli ebrei di tutto il mondo e Iddio sa se c’è ne bisogno…

Li ha usati per fare clamore (una puntata del genere, era scritto avrebbe provocato polemiche), per far riempire i giornali di titoloni e per far protestare le istituzioni, in modo d’aver l’alibi per poter gridare alla censura.
Anche se in questo caso non esiste censura nel togliere di mezzo questo figuro e la sua corte di leccapiedi, che in ogni puntata mette in piedi un teatrino di marionette, dove la menzogna è d’obbligo, dove non esiste un contraddittorio e dove figuranti pagati dal contribuente fanno la claque a qualsiasi ignobile falsità.
Un giochetto tanto subdolo, quanto spregevole, con conseguenze nefaste per i bambini israeliani che saranno odiati e dovranno sentire e leggere slogan come: “Hamas gli ebrei al gas”, oltre a fare da tiro al bersaglio ai razzi di Hamas da ANNI e per i bambini palestinesi, che questi turpi mercanti dell’ informazione condannano ad un destino atroce: Hamas continuerà a farne carne da macello perché il loro sacrificio è di notevole impatto mediatico e giova alla causa dei terroristi palestinesi.
Tutto questo è ininfluente per i mercanti dell’informazione, quello che importa è l’audience: una bella litigata in tv lo fa schizzare e poi, il giorno dopo, pubblicità a gratis su tutti i giornali…

In questo momento, ci scommetterei la testa, si stanno sfregando le mani anche se lorde del sangue innocente dei bambini palestinesi ed israeliani.

Una trasmissione obiettiva, rispettosa dei diritti dei bambini, degli israeliani e dei palestinesi non estremisti, si sarebbe persa nel panorama televisivo…

Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele anno zero

permalink | inviato da Orpheus il 17/1/2009 alle 12:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

11 gennaio 2009

Le stragi di Hamas e la taglia iraniana sulla testa di Mubarak


 
Sui TG non girano altro che immagini delle vittime dell'offensiva israeliana, ma su quelle dei terroristi di Hamas vige il silenzio assoluto.
E non sto parlando dei morti israeliani, ma di quelli palestinesi. Si, perchè usare i bambini come scudi umani, equivale a piantargli una pallottola in testa.
Basta
ascoltare le parole di questo leader di Hamas che esalta lo scudo umano di bambini, donne e anziani e urla da vero seguace di Hitler "che loro amano la morte, come noi la vita", per rendersi conto di quale abisso di disumanità e odio feroce anima questi terrotisti. Assassini a sangue freddo dei loro stessi figli...
Non solo, ma  sono decine i collaborazionisti veri o presunti
giustiziati, si stima fra i 40 e gli 80, eppure di questa strage a nessuno importa. Gli occhi e le maledizioni sono solo per Israele, che si difende da questa follia omicida.

In Iran intanto,  il regime iraniano ha organizzato una serie di manifestazioni di protesta di fronte alle varie rappresentanze diplomatiche straniere chiedendo il loro intervento a favore del popolo palestinese e dando fuoco addirittura a molti sedi diplomatiche tra cui l'ambasciata Giordana, i giardini dell'ambasciata britannica ecc..
Nei giorni scorsi addirittura, dirigenti di Teheran durante una manifestazione di protesta davanti all'ambasciata egiziana hanno addirittura chiesto l'eliminazione fisica di Mubarak offrendo anche una bella cifra per chi ucciderà il presidente. Il governo egiziano ha protestato duramente con Teheran sottolinenando la responsablità iraniana per qualsiasi atto terroristico contro Mubarak. Anche in questo caso la comunità internazionale ha fatto orecchie di mercante.
Tutto questo é vergognoso.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele conflitto iran hamas scudi umani mubarak

permalink | inviato da Orpheus il 11/1/2009 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

8 gennaio 2009

Hamas usa la gente come giubetti anti proiettili.




















Pur ritenendo l’offensiva israeliana legittima, quando ho letto della scuola Onu bombardata, ho pensato che i soldati israeliani avrebbero potuto stare più attenti nei loro attacchi.
In effetti una scuola non dovrebbe essere un obiettivo militare, se Hamas non usasse criminalmente i civili e le loro sedi, per le proprie postazioni di miliziani.
L’esercito israeliano, infatti sostiene di avere risposto al fuoco dei mortai dei miliziani di Hamas asserragliatisi all’interno dell’istituto.
L’Onu smentisce tramite l’Unrwa, l’agenzia specificamente creata per occuparsi dei rifugiati palestinesi, balzata agli onori delle cronache nel 2004 per avere utilizzato ambulanze per trasportare razzi Qassam.
E infatti il comando di Tsahal ha recuperato, documentando fotograficamente le operazioni, diversi mortai all’interno della scuola.
Ha fornito le generalità di due capoccia di Hamas rimasti uccisi nell’operazione: Imad Abu Askhar e Hassan Abu Askhar.
Ha dimostrato come nella scuola ci sia stata una serie di esplosioni dopo l’assalto dell’esercito, il che significa che all’interno della scuola non poteva non esserci materiale esplosivo che si è innescato a seguito dell’intervento dell’artiglieria israeliana.
Ha dimostrato che quella scuola era da tempo una base occulta per i miliziani di HamasGià nell’ottobre del 2007 i guerriglieri avevano usato i locali dell’istituto come trincea (c’è anche il video su youtube). “Dobbiamo fare i conti con una situazione parecchio difficile”, ha dichiarato alla radio il generale Avi Benayahu, “dal momento che Hamas usa la gente di Gaza come fossero dei giubbetti antiproiettile”.
Possibile e ripeto possibile che nessuno si scandalizzi per l’uso efferato di scudi umani da parte di Hamas?
Si blatera ai tg nazionali “che Israele non avrebbe dovuto sparare nemmeno se i terroristi ci fossero stati, là dentro”, e non una parola di CONDANNA sul fatto che i suddetti terroristi hanno fatto della scuola stessa una postazione militare, mettendo mortai e bombe fra banchi di scuola, maestre e bambini innocenti.
Se i soldati israeliani dovessero evitare tutti gli obiettivi posti in mezzo ai civili, non avrebbero sparato nemmeno un colpo, DOPO che Hamas aveva rotto la tregua.
La maggior parte delle vittime civili sono causate proprio da Hamas, che usa le persone come “giubbetti antiproiettili” e più le nostre televisioni mandano in onda corpicini martoriati, attribuendone la colpa unicamente a Israele, più si legittima e incentiva questo uso criminale dei civili, perché fin’ora né la Ue, né l’Onu, né il Vaticano hanno condannato senza mezzi termini questa barbarie senza precedenti.
Hanno dichiarato a GRAN VOCE quello che fa Hamas con i civili.
Anzi quei corpicini fanno buon gioco sugli ipocriti antisemiti, che li usano per demonizzare Israele, tutti in prima fila a gridare addosso agli israeliani e bruciare bandiere, ma nessuno che INCHIODI Hamas alle sue effettive responsabilità.
E’ tutto documentato in questo rapporto che traccia un quadro esaustivo dei luoghi dove Hamas e gli altri gruppi islamici palestinesi hanno i loro centri operativi, indica le loro strutture militari in otto campi profughi densamente popolati ed anche i siti dove i miliziani si esercitano (provocando feriti), sempre in mezzo alle abitazioni civili o a ridosso di moschee, scuole e ospedali.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele hamas scudi umani scuola onu

permalink | inviato da Orpheus il 8/1/2009 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

6 gennaio 2009

Il sagrato del Duomo ostaggio della rabbia islamica

[340x.jpg]
Sabato 3 gennaio i musulmani residenti a Milano hanno protestato contro Israele per l’offensiva lanciata in questi giorni.
L’hanno fatto non invocando una tregua e la pace, ma spargendo odio a piene mani contro il popolo israeliano, come fanno i militanti di Hamas, primi responsabili dei gravi fatti di questi giorni.
Uno striscione con la stella di Davide e la svastica nazista a Milano (Salmoirago)
L’hanno fatto bruciando bandiere israeliane, incitati e guidati da un condannato per terrorismo, l’imam di viale Jenner, che a quanto pare è libero come un fringuello di continuare a predicare il jihad islamico nelle nostre strade.
Un momento della manifestazione a Milano (Salmoirago)


Non si capisce però perché tale manifestazione sia culminata e terminata, non davanti all’ambasciata israeliana ma in piazza Duomo, occupata senza permesso, dopo aver sfondato i cordoni di polizia e trasformata in una mosche a cielo aperto.
Il Duomo ha dovuto essere chiuso “per precauzione” alla faccia del dialogo, anche se era l’ora della Messa vespertina.
Un fatto analogo è successo anche a Bologna dinanzi alla cattedrale di San Petronio, che qualche anno fa fu bersaglio dell'integralismo islamico a causa di un affresco di Giovanni da Modena raffigurante Maometto tra i dannati, ripreso dal canto XXVIII dell' ''Inferno'' dantesco.
Ora, affermare che tutto questo sia stato “casuale” come ha dichiarato il suddetto imam, mi sembra una solenne presa per i fondelli.
E’ stata una provocazione che dimostra quanto illusorio sia il “dialogo” fra musulmani e cattolici e quanto reale sia la resa del cattolicesimo (e in generale dell’Occidente) che per ''non offendere i musulmani cancella i presepi, i riferimenti a Gesù nelle canzoni di Natale e il prosciutto dalla mensa dell'asilo, ma che non ha nulla da eccepire se il Duomo è costretto a chiudere''.
Sarà contento Tettamanzi che il mese scorso chiedeva a gran voce la moschea di quartiere. “I musulmani l’hanno preso in parola e senza aspettare le autorizzazioni comunali con una bella preghiera collettiva si sono presi piazza del Duomo, perché se bisogna cambiare l’anima di una città bisogna cominciare dal cuore. Di fronte alla chiusura forzata della sua cattedrale, al fatto che ai fedeli cristiani durante la manifestazione è stato impedito di pregare davanti al Crocefisso, Tettamanzi ha taciuto”.
Ed è un silenzio che ha il sapore amaro del tradimento. Bisognerebbe scrivere in Vaticano e chiedere la rimozione di chi NON è capace di difendere i valori e i diritti del cattolici. Mandiamo Tettamanzi a professare il “dialogo” in luoghi dove portare una croce al collo, fa rischiare la vita, chissà che non perda un po' del suo "entusiasmo"...
virgolettato da il Giornale
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele milano islam duomo. manifestazione

permalink | inviato da Orpheus il 6/1/2009 alle 20:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa

11 novembre 2008

Les liaisons dangereuses di Obama

 
La
notizia  é inquietante e francamente getta una grave ombra sulla sfolgorante vittoria di Obama.
Ahmad Yousuf, consigliere politico di Ismail Haniyeh, ha dichiarato che membri di Hamas avrebbero incontrato gli assistenti del neo presidente Barak Obama nella Striscia di Gaza dopo una corrispondenza via mail e prima della sua elezione.  Ha precisato inoltre che gli Usa avevano chiesto di non diffondere alcun comunicato per non danneggiare la campagna presidenziale di Obama.
"Siamo stati in contatto con diversi assistenti di Obama via Internet e più tardi abbiamo incontrato alcuni di loro a Gaza, ma ci hanno chiesto di non diramare alcun comunicato perché questo avrebbe potuto avere effetti negativi sulla sua campagna elettorale e poteva essere usato dal candidato repubblicano John McCain per danneggiare i democratici", ha dichiaratoYousuf al quotidiano al-Hayat. Ha quindi precisato che i contatti tra Hamas e gli uomini di Obama continuano e sono sempre buoni.
Hamas é un'organizzazione terroristica di matrice religiosa che non contempla altra soluzione che la "guerra santa", nel suo istruttivo statuto  definisce l’intera Palestina, dal Giordano al mare, “terra islamica affidata alle generazioni dell’Islam fino al giorno del giudizio” e bolla ogni trattativa come “un mezzo per imporre il potere dei miscredenti sul territorio dei musulmani”. Il concetto stesso di pace con Israele è estraneo a una simile mentalità, che per Hamas ha un solo destino: essere annientato.
Quale sia il margine di dialogo con una simile posizione estremista mi risulta molto difficile da decifrare.
Il fatto poi che questi colloqui siano stati  tenuti segreti, per non danneggiare l'elezione di Obama, aggiunge timore alla perplessità.
E' inutile sottolienare le gravi conseguenze per Israele (e per il mondo) di una polica estera sbilanciata nella causa del MO.
C'é solo da sperare che il "miracolo Obama" non si trasformi nel nostro peggior incubo.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Obama Hamas MO Israele

permalink | inviato da Orpheus il 11/11/2008 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

17 luglio 2008

Israele, mi spiace: hai proprio sbagliato

 

Non è solo un fallimento di Israele lo scambio di ieri mattina a Rosh HaNikra, dove i corpi dei due soldati rapiti Ehud Goldwasser ed Eldad Regev sono stati barattati con cinque terroristi vivi. Tra loro Samir Kuntar, che assassinò a colpi di calcio di fucile una bambina di quattro anni e suo padre. La madre ancora oggi ricorda le sue urla di gioia nell’uccidere l’infante. Si tratta di un grande fallimento strategico per la nostra civiltà intera, di una dichiarazione d’impotenza di fronte al grande fenomeno del terrorismo senza pietà che abolisce quello che abbiamo costruito sull’esperienza della crudeltà delle guerre tradizionali: la Convenzione di Ginevra, la Croce Rossa, i meccanismi di protezione dei prigionieri di guerra. È il meccanismo intero della protezione morale dalla crudeltà insita nell’uomo che è cancellato nello scambio di ieri, più ancora che dai precedenti scambi che avevano coinvolto migliaia di prigionieri, perché le condizioni della guerra al terrorismo sono cambiate. Israele è una prova, in questo caso, dell’incapacità della civiltà giudaico-cristiana, che ha posto i mattoni dei diritti umani, di difendere se stessa e i propri figli, di fronteggiare il sadismo e il desiderio di predominio tramite la violenza, come se essi fossero stati magicamente cancellati dalla natura umana. Con questo scambio il terrorismo islamico prende in giro i principi morali e le buone intenzioni del nostro mondo. Ieri, in Medio Oriente si è visto infatti uno scoraggiante spettacolo: il Libano, certo sospinto da Hezbollah, festeggiava con enorme pompa un terrorista, Samir Kuntar, che ha sfasciato la testa di una bambina di quattro anni; dall’altra parte, una società democratica piangeva i suoi morti e alla pietas della sepoltura e alla pressione dell’amore familiare sacrificava un bene fondamentale: il rispetto del nemico e la sicurezza che a uno sgarro seguirà una punizione.
Fouad Siniora, presidente libanese, di cui non si sa dove finisca l’acquiescenza nei confronti del suo peggior nemico, Hezbollah, si è dichiarato partecipe ai festeggiamenti, mentre il leader israeliano Shimon Peres firmava la grazia per Kuntar con volto di pietra, stabilendo tuttavia l’eccellenza morale del fatto che Israele sia l’unico Stato al mondo che liberi terroristi dalla cella in cambio di corpi e pezzi. Con lui, la portavoce dell’esercito Miri Eisen si è vantata della scelta morale senza paragoni di riportare i ragazzi a casa comunque, permettendo così loro di andare in guerra con un sostegno senza limiti.
Qualcuno potrebbe compiacersi della tanta grandiosità morale dell’unica democrazia del Medio Oriente (nell’85, 1150 prigionieri furono scambiati per tre soldati), se i risultati non contenessero i germi di terribili danni per il futuro d’Israele, e in generale per l’Occidente. Eccone le ragioni. Lo scambio toglie valore alle regole internazionali. I nemici d’Israele non seguono nessuna delle norme stabilite dalla Terza e dalla Quarta convenzione di Ginevra, per cui i prigionieri hanno determinati diritti per quanto riguarda le loro condizioni di vita e le comunicazioni con il mondo esterno. Israele tratta, anche con l’aiuto di Stati stranieri, con gruppi terroristici che compiono continui crimini di guerra (attacchi deliberati contro civili, travestimenti da civili per compiere crimini, torture e mancanza di qualsiasi informazione sui prigionieri, smembramento di corpi per scambi) e ha a che fare con Hezbollah. Uno scambio come quello di ieri promuove il movimento libanese agli occhi dell’opinione pubblica araba e islamica, rendendolo vittorioso e potente oltre la misura, insomma ne fa un interlocutore alla pari e anche superiore. Agli occhi del suo mondo, il segretario generale del Partito di Dio, Hassan Nasrallah, è l’Osama Bin Laden sciita: un leader guerriero che mette in ginocchio l’Occidente, che distruggerà Israele, che oltre ad avere ormai diritto di veto presso il suo stesso governo ottiene anche il plauso attivo del presidente Siniora
In secondo luogo, dato lo scambio così diseguale avvenuto ieri, è naturale che i nemici d’Israele vedano il rapimento sempre più come un investimento fruttuoso, tramite il quale non si perde quasi niente, persino se i rapitori sono catturati, dato che in Israele non c’è la pena di morte. Neppure uccidere gli ostaggi di fatto cambia qualcosa, dato che gli israeliani sono pronti anche a cedere terroristi in cambio di cadaveri o pezzi di cadavere. Lo scambio intenso in questi termini dunque prepara altri rapimenti e fa crescere la possibilità che i soldati o i civili rapiti siano maltrattati e persino uccisi con facilità. Come ha detto Yoram Shahar, fratello del poliziotto vittima, fra gli altri, di Kuntar: «Il rilascio di oggi è il rapimento di domani». I genitori del soldato di leva Gilad Shalit, nelle mani di Hamas da due anni, hanno fatto di tutto per evitare che durante la cattività del figlio ventenne fosse liberato Kuntar in cambio dei due soldati morti: è evidente quale sia la natura della loro terribile preoccupazione. È anche evidente un altro successo dell’organizzazione filo iraniana: ha potuto nei mesi passati riarmarsi grazie al passaggio di 40mila missili iraniani tramite la Siria.
Anche l’Autorità nazionale palestinese si è lasciata andare a lodare lo scambio di Hezbollah e Kuntar personalmente. L’Iran festeggia. In generale, quando le organizzazioni terroristiche appaiono forti e vittoriose, i loro sponsor aumentano i finanziamenti e programmano nuove azioni. Non a caso, si sostiene che Hezbollah progetti una nuova guerra nei prossimi giorni. Infine, il sistema giudiziario di qualsiasi Stato democratico può andare in pezzi di fronte all’ingiustizia di rimettere in libertà criminali prima che abbiano servito la loro condanna. Inoltre, secondo tutte le statistiche, i terroristi liberati tornano nella maggior parte dei casi a compiere attentati letali. Dall’anno 2000, 180 israeliani sono stati assassinati da terroristi che erano stati rilasciati dalle carceri. È inutile frugare qui nei problemi che hanno condotto il premier Ehud Olmert ad accettare le impossibili condizioni degli Hezbollah. Lo faremo altrove. In ogni caso, la base del disastro è nell’incredibile fraintendimento che crea un’eguaglianza fittizia nel dialogo, che tale non è, fra il diritto e il torto.
Fiamma Nirenstein
Non posso che condividere il giudizio della Nirenstein e soprattutto le sue preoccupazioni sugli effetti deleteri che questo scambio avrà sul popolo israeliano (e sull'Occidente).
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Israele scambio

permalink | inviato da Orpheus il 17/7/2008 alle 18:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

16 luglio 2008

Non hanno nemmeno rispetto dei morti

 Ehud Goldwasser (a destra) e Eldad Regev, i due soldati morti restititui a Israele (Reuters)
Sono tornati a casa Ehud ed Eldad.
Ci sono tornati in due bare nere e lucide.
In cambio 5 assassini, fra cui un mostro, Samir Kuntar.
E mentre Israele piange, in Libano si festeggia, "Hezbollah ha trasformato la consegna dei cadaveri in uno show televisivo" .
E Hamas si "congratula".
Hanno vinto é vero ma sono dalla parte dei carnefici, di chi NON ha rispetto nemmeno dei morti e del dolore dei loro familiari.
Sono bestie senza coscienza, nate e pasciute nell'odio.
Quando il mondo lo capirà sarà sempre troppo tardi.
Che il sonno della morte sia lieve per Ehud ed Eldad, il mio cuore piange per loro.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Israele scambio

permalink | inviato da Orpheus il 16/7/2008 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa

2 luglio 2008

Chi è Samir Kuntar, l'uomo dello scambio

 
Il 22 aprile 1979 Kuntar guidò un gruppo di quattro terroristi che, partiti da Tiro a bordo di un gommone, sbarcarono verso mezzanotte sulla spiaggia di Nahariya, città israeliana una decina di km a sud del confine israelo-libanese, con lo scopo di compiervi un attentato. I quattro si imbatterono in un agente di polizia israeliano, Eliyahu Shahar, che uccisero all’istante. Dopodiché entrarono in un edificio al numero 61 di via Jabotinski e fecero irruzione nell’appartamento della famiglia Haran prima che potessero sopraggiungere rinforzi di polizia.
I terroristi presero in ostaggio Danny Haran, 28 anni, insieme alla figlia Einat di quattro anni.
La madre, Smadar Haran, fece in tempo a nascondersi in un soppalco sopra la stanza da letto insieme alla figlia Yael, di due anni, e a una vicina. “Non dimenticherò mai – ha successivamente raccontato Smadar –l’allegria e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate Sapevo che se avessero sentito Yael piangere avrebbero gettato una granata nel nostro nascondiglio uccidendoci tutte.
Così tenni la mano sulla sua bocca per non farla gridare.
Acquattata là dentro, mi tornavano alla mente i racconti di mia madre su quando si nascondeva dai nazisti durante la Shoà”. Tragicamente in quei frangenti Smadar provocò la morte per soffocamento della figlia Yael, accorgendosene solo troppo tardi.
Nel frattempo Kuntar e i suoi uomini tentavano una sortita e uscivano dall’edificio trascinando Danny e la piccola Einat sulla spiaggia, dove ingaggiavano una sparatoria con agenti e soldati israeliani.
Fu in quel momento che Samir Kuntar sparò a bruciapelo alla schiena di Danny Haran davanti agli occhi della figlioletta, immergendolo poi in mare per assicurarsi che fosse morto. Subito dopo venne visto uccidere la piccola sfondandole il cranio contro le rocce della spiaggia. Intanto nella sparatoria rimanevano uccisi un secondo agente israeliano e due uomini di Kuntar (Abdel Majeed Asslan e Mhanna Salim Al-Muayed).
Da L'Occidentale
Capisco la pietas umana e religiosa che induce a voler le spoglie mortali dei propri cari, per poter pregare sulle loro tombe, ma rilasciare un simile mostro, patteggiando con chi vuole la nostra distruzione, per tale scopo, é pazzesco.
La sicurezza dei vivi, deve avere la priorità sulla pietà per i morti.
E Israele dovrebbe aver ormai compreso che ogni cedimento, non porta alla tanto agognata pace, ma al contrario rafforza le intenzioni di distruzione del nemico. Per anni ha dato terra, ottenendo solo di avvicinare sempre più alle città israeliane, il fronte della guerriglia.

Infine si vergogni la comunità internazionale europea che si ostina a non mettere gli Hezbollah nella lista nera dei terroristi, ma in compenso continua a tenervi gli iraniani ribelli del Pmoi. Orrori dettati dal morbo del politicamente corretto.
Orpheus 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele hezbollah samir kuntar

permalink | inviato da Orpheus il 2/7/2008 alle 10:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

29 aprile 2008

Hamas e non Israele è responsabile per la strage a Gaza

 

La notizia della morte di una madre e dei suoi bambini a Gaza, completa di filmati che danno la misura della tragicità dei fatti, da ieri mattina sta facendo giustamente il giro del mondo, ma non viene riportata in maniera completa. Infatti anche diversi terroristi della Jihad Islamica hanno perso la vita nell’esplosione, e questo non è un particolare di poco conto. Anche se colpiti e addolorati, abbiamo il dovere di capire come e perché tutto ciò è potuto accadere, approfondendo sia la dinamica dei fatti di ieri, sia di quelli dei giorni scorsi che, anche essendo correlati, non hanno purtroppo avuto il giusto rilievo. Sderot il 26 ed il 27 Aprile è stata colpita da una pioggia di Qassam, quattro razzi due giorni fa e otto ieri, che hanno causato dei feriti e danni alle abitazioni. Anche il cimitero è stato colpito e nell’esplosione diverse tombe sono state seriamente danneggiate e lapidi divelte. Il ministro della Difesa israeliano, sotto la spinta degli esasperati abitanti della cittadina del Neghev, aveva avvertito che se i lanci di ordigni verso Israele non fossero stati immediatamente sospesi ci sarebbe stata risposta militare al fine di neutralizzare i gruppi terroristi responsabili; c’erano dunque tutti i presupposti per nuovi conflitti a fuoco che puntualmente si sono verificati.
Ieri mattina il lancio di Qassam è ripreso ed anche una scuola ed un’abitazione privata sono state colpite e seriamente danneggiate. Alcuni militari israeliani, nella zona di Beit Hanun, hanno individuato dei terroristi della Jihad Islamica pronti a lanciare una salva di sei razzi verso il territorio israeliano ed hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con i componenti del gruppo terroristico al fine di impedire loro di portare a termine la missione. Il portavoce dell’esercito ha spiegato che durante lo scontro a fuoco i terroristi hanno trovato rifugio all’interno di un edificio e da lì hanno continuato a sparare dalle finestre delle abitazioni. A quel punto è stata centrata una delle finestre dalla quale i Jihadisti sparavano contro i militari israeliani. L’esplosione ha investito tutto il piano del palazzo colpendo, purtroppo, anche le vittime civili. È inutile dire quanto sia doloroso che i bambini paghino così cara la stoltezza dei grandi, ma il punto è e rimane sempre quello: non si possono evitare danni ai civili se usati come scudi umani. I terroristi sapevano benissimo che il loro rifugiarsi all’interno di un palazzo abitato da famiglie avrebbe messo in pericolo anche chi con loro non aveva nulla a che fare.
Sapevano benissimo che qualche civile sarebbe potuto rimanere ucciso, ma lo hanno fatto lo stesso, e questo solo per poter poi usare la carta della propaganda a spese di poveri innocenti. Se vogliamo davvero rendere giustizia a chi ha perso la vita in questa come in altre situazioni, dove la popolazione ha pagato la viltà del terrorismo islamico che la strumentalizza fino al massimo sacrificio, dobbiamo dire ciò che pensiamo a chi crede che bombardando civili da una parte e usandone altri come scudi umani dall’altra si possa presto arrivare ad una vittoria militare, e cioè che non ci facciamo più incantare dalla loro propaganda. Dobbiamo dire a Hamas e a chi riporta notizie monche o modificate ad uso e consumo di chi vuole addossare sempre la colpa ad Israele, di smetterla con il gioco delle tre carte che ha come unico fine la confusione totale perché ormai è chiaro, a chi vuole capire, di chi è la responsabilità delle sofferenze della popolazione palestinese ed israeliana.
LìOpinione.it
Quando ho sentito la notizia della tragica morte dei bambini e della loro madre morti, ho subito pensato che la colpa era di Hamas, che usa i civili come scudi umani.
Ma chi si limita a leggere Repubblica o il CdS, se la prende con Israele, e fa il gioco di Hamas, che vedendo i risultati continua ad usare ignobilmente i civili come scudi umani. Un serpente che si morde la coda, che solo la corretta informazione e l'isolamento di Hamas, può interrompere. Quanti civili devono ancora pagare con la vita, prima che l'Europa, si renda conto chi sono i veri carnefici del popolo palestinese?
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele hamas gaza

permalink | inviato da Orpheus il 29/4/2008 alle 22:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

16 aprile 2008

Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda

<b>Beirut, D'Alema con un deputato Hezbollah</b> 

Basta passeggiate con i ministri Hezbollah e dichiarazioni di assurde equivicinanze. Con la vittoria nettissima alle elezioni politiche da parte di Silvio Berlusconi gli israeliani in particolare e tutti gli ebrei del mondo in generale ritrovano un loro sicuro e fedele amico. E la stampa dello Stato ebraico, pur mantenendo un certo understatement, di certo non si fa pregare nel sottolineare la felice novità. Su Yedioth Aronoth si parla della vittoria del “miliardario amico di Israele”, sul sinistrorso Haaretz è contenuto un commento di un giornalista di “Repubblica”, Vincenzo Nigro, che sostiene che “Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato una grande amicizia verso Gerusalemme...” e che afferma che “per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro alleato”. Infine sul Jerusalem Post la notizia della vittoria di Berlusconi è al primo posto nella sezione esteri della versione online e si ricordano le sue continue attestazioni di amicizia verso lo Stato ebraico. Da Roma l’entusiasmo israeliano viene commentato anche dai candidati di religione ebraica eletti nel Partito delle libertà come Fiamma Nirenstein e Alessandro Ruben.
La prima non ha peli sulla lingua nel ricordare come a Gerusalemme nessuno abbia dimenticato i segretari di partito come Oliviero Diliberto che marciavano insieme a chi bruciava la bandiera con la stella di Davide e tantomeno i ministri degli esteri come Massimo D’Alema che si facevano fotografare a braccetto con gli esponenti del “partito di Dio” finanziato dall’Iran. La Nirenstein fa anche notare come in pratica gli elettori abbiano di fatto bocciato ogni partito, a destra e a sinistra, che nel proprio bagaglio avesse messo le lotte anti occidentali: che si trattasse della Destra di Storace e della Santanchè o dei verdi di Pecoraro Scanio.
L’avvocato Ruben invece ha evitato di mettere il dito nella piaga dicendo che “la riflessione sull’atteggiamento di una certa parte della sinistra verso Israele riguarda soprattutto chi è stato sconfitto”.
E la stampa araba?
I principali quotidiani noti e venduti anche in Italia, nelle edicole di via Veneto a Roma (ad esempio), come Al Ayat e Al Sharq al Awsat, non prendevano posizioni nette. Ahmed Yussef, consigliere politico del leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh ha invece avvertito: “Spero che Berlusconi abbia imparato che la politica regionale degli Stati Uniti è solo fomentatrice di odio. Ci auguriamo che, per quanto concerne la questione palestinese, Berlusconi adotti una politica moderata”.

Le parole pesanti sono giunte ieri dai vari siti della jihad online che più o meno fanno riferimento ad Al Qaeda e dintorni. Su uno di essi si legge anche la prima maledizione islamica contro il Cavaliere: “Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo”. A inserire queste invettive sul sito “al-Hesbah”, è stato un internauta che si firma al-Wahabi. A propagare la presunta parola d’ordine di Osama bin Laden un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira, cioè il “cecchino della penisola”. Il frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento ai telegiornali italiani e già in passato è intervenuto su vicende che hanno riguardato il nostro paese. Il post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr, che scrive: “Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele”. Ecco insomma chi sono i compagni di odio anti berlusconiano della sinistra antagonista che per fortuna è diventata extraparlamentare.
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
Ricordo che quando s'insediò il Governo Prodi, successe il contrario i siti vicini ad AlQaida si rallegrarono per il cambio della guardia.
Come si può constatare anche Prodi e Co. qualche ammiratore l'hanno avuto...;-)
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Israele Hamas Alqaida Prodi Berlusconi

permalink | inviato da Orpheus il 16/4/2008 alle 22:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

1 aprile 2008

Perché l'Occidente non protesta per le vignette antisemite?

 

Le vignette su Maometto hanno incendiato le piazze arabe. I governi musulmani accusano la stampa occidentale di propagandare una visione distorta dell’Islam.
Ma qual è la situazione nei media arabi? Antisemitismo e razzismo a go-go.
Quella che segue è una selezione di vignette apparse sui giornali arabi e di altre nazioni occidentali dopo l’11 Settembre. L’antisemitismo viene declinato in tutte le sue coniugazioni: la teoria della cospirazione, il negazionismo, la trivializzazione dell’Olocausto, l’antisionismo, le nuove forme di antisemitismo diffuse dai media indipendenti e governativi.

1.png
Questa vignetta è apparsa il 23 giugno del 2002 su Al-Watan, il quotidiano del Qatar. Raffigura il defunto presidente Ariel Sharon che osserva un aereo israeliano in procinto di conficcarsi nel World Trade Center. La parola che appare sotto il disegno significa “Pace”. La vignetta fa riferimento alla nota manipolazione cospirativa, e persecutoria, per cui gli ebrei furono avvisati di non recarsi a lavoro nelle Torri Gemelle il giorno dell’attacco.

2.png 
Queste due vignette sono apparse nella serie coreana Distant Countries and Neighboring Countries del disegnatore Lee Won Bok. La serie è stata pubblicata nel 2007 da Gimm-Young, una casa editrice per l’infanzia. Nella prima vignetta vediamo un giornale, una rivista, una televisione e una radio, gli emblemi del controllo giudaico sui media. Nella didascalia si può leggere che “il dibattito pubblico negli Stati Uniti si concentra sugli ebrei e non è esagerato dire che i media americani sono la voce degli ebrei”. La vignetta accanto mostra un uomo che sta risalendo una collina fino a quando si trova di fronte un muro con la Stella di Davide e la scritta “Stop”. Il commento nella didascalia è “l’ostacolo finale al successo è sempre una fortezza chiamata Giudei”. La serie ha venduto oltre dieci milioni di copie.

3.png
Ancora più chiaro il quotidiano Al-Bayan, uno dei più diffusi giornali dei paesi arabi. Nel dicembre del 2005 pubblica questa vignetta in cui si vede un rabbino che gioca con il mondo come se fosse uno yo-yo. L’anno dopo lo stesso quotidiano offre un editoriale intitolato “Sionismo e arabismo” in cui ci si chiede se “i sionisti fanno parte dell’umanità”.

4.png
La fonte di tutte queste teorie sono i tristemente noti “Protocolli dei Savi di Sion”. Qui sopra riportiamo la copertina dell’edizione apparsa a Damasco nel 2005, autorizzata dal ministro dell’informazione siriano. Nel libro si dice che gli attacchi dell’11 Settembre furono un congiura sionista e viene predetta la fine dello Stato di Israele. I Protocolli sono un bestseller in Siria, Turchia e Libano. Sono stati presentati dal governo iraniano al Salone del libro di Francoforte nel 2005 e hanno ispirato popolari serie televisive in Egitto e negli altri stati arabi. Dal 2003, nuove edizioni sono apparse in Gran Bretagna, Ucraina, Indonesia, Giappone, Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Russia e Serbia.   

 5.png
Questa vignetta è apparsa sul quotidiano saudita Al-Ittihad nel 2006. Mostra un ebreo che sventola un pistolone chiamato “Olocausto” sotto il naso di un uomo che rappresenta il resto del mondo. Il senso è chiaro: gli ebrei hanno ricattato la comunità internazionale con la scusa dell’Olocausto per ottenere i territori palestinesi. Il negazionismo nei paesi arabi è un fenomeno abbastanza recente, risale al 1990, quando Balsam, un giornale legato all’OLP, pubblicò un articolo sulle “bugie delle camere a gas”. Iran, Siria e il movimento di Hamas, hanno sistematicamente proseguito in questa campagna di denigrazione della più grande tragedia del Novecento.

6.png
Collegato al negazionismo è l’assioma per cui lo Stato di Israele sarebbe una reincarnazione del Reich nazista, come dimostra questa vignetta di Stathis Stavropoulos, apparsa sulla rivista greca Eleftherotypia nel 2006. La didascalia recita “Paura e miseria nel Quarto Reich”.

8.png
Il concetto è espresso più limpidamente in questa vignetta di Yassin Khalil, disegnatore di Teshreen, quotidiano filo-governativo siriano (il secondo per numero di lettori). Sullo sfondo di un mare di teschi, si vede un soldato israeliano in divisa da SS che fa il saluto nazista ad Hitler, dicendogli “Noi siamo uguali”. La vignetta è apparsa nell’aprile del 2007.

9.png
Il negazionismo e la teoria della cospirazione sono legate all’antisionismo, la lotta contro il movimento che diede vita allo Stato d’Israele. Il termine antisionismo, con il passare del tempo, ha assunto molteplici significati tutti più o meno collegati all’antisemitismo. Oggi le parole ‘sionisti’ ed ‘ebrei’ sono intercambiabili, non si fa più differenza tra gli ebrei di Israele e quelli che vivono in altri paesi, tra quelli che appoggiano la politica di Tel Aviv e chi la critica da posizioni pacifiste. Nella vignetta precedente, firmata dal disegnatore Ahmed Tohgan nel 2007, la pettorina del soldato porta la scritta “Sionismo”, mentre nella bandiera vediamo la Stella di Davide equiparata alla svastica nazista. L’editore è il quotidiano egiziano Al-Gomhouriyya.

10.png
In questa vignetta di Al-Wasat, edita dal quotidiano del Bahrain nel 2002, c’è un ebreo che corre stringendo una lancia dove tiene impalato un bambino innocente. Il disegno allude a un altro antico stereotipo della fantasia antisemita: gli ebrei uccidono i bambini per fare sacrifici con il loro sangue. Secondo il mito, gli ebrei vanno in cerca di sangue cristiano (e arabo) per produrre il matzoh, il pane sacro consumato durante la festività del Pesah, la Pasqua ebraica.     
Le nuove forme di antisemitismo sono rifiorite anche nei paesi occidentali. Buona parte dei maggiori incidenti antisemiti degli ultimi anni sono avvenuti in Europa occidentale e negli Stati Uniti. L’antisemitismo è un fenomeno mainstream, che sentiamo in tante conversazioni di ogni giorno, ripetuto da persone che non si considerano razziste. Il nuovo antisemitismo è quasi sempre un riflesso dell’antisionismo e della opposizione all’esistenza o alla politica dello stato di Israele.

11.png
In questa vignetta del disegnatore inglese Martin Rowson, pubblicata dal Guardian nel 2006, un guanto chiodato con le stelle di Davide colpisce con inaudita violenza un ragazzino palestinese. Stretto nel pugno israeliano s’intravede il profilo del presidente George W. Bush.

12.png
Anche il presidente israeliano Olmert è diventato il protagonista di numerose vignette a sfondo antisemita. Qui lo vediamo mentre si fa la barba. Lo specchio rimanda l’immagine di Hassan Nasrallah, il leader del movimento di Hezbollah. Notiamo che i piedi di Olmert hanno sembianze mostruose e vagamente rettili (un altro cliché antisemita, rappresentare gli ebrei come dei subumani). La caricatura è apparsa sul quotidiano norvegese Verdens Cang nel 2006. Negli ultimi anni, in Norvegia, molti articoli hanno ridimensionato l’Olocausto e criticato aspramente la politica israeliana, soprattutto durante il conflitto libanese tra Israele e gli Hezbollah.

12_1.png
In quest’altra vignetta del giornale norvegese Dagbladet, Olmert appare come il capo di un campo di sterminio che imbraccia un fucile di precisione per colpire qualche vittima a caso. Lo fa per divertimento.  

13.png
L’antisemitismo è anche sponsorizzato dagli stati e dai movimenti che si oppongono all’esistenza di Israele. In Arabia Saudita molte di queste forze operano sotto l’egida ufficiosa della monarchia Saud. La vignetta precedente è stata pubblicata dal quotidiano saudita Al-Yawm il primo dicembre del 2005. Il disegno è di Imad Hajaj.  

14.png
In quest’altra, pubblicata da Teshreen nel marzo del 2007, un soldato israeliano legge i Protocolli di Sion mentre pugnala a morte un povero arabo. Il disegno è di Yassin Khalil.

15.png
In questa lo Zio Sam viene stritolato dal serpente sionista. La vignetta è apparsa sul quotidiano governativo egiziano Al-Gumhuriyya nel 2007. Nell’immaginario storico europeo dell’antisemitismo, il serpente è stato usato spesso per rappresentare il ‘tradimento’ degli ebrei.

16.png
Il Venezuela del presidente Chavez è un altro nido di antisemiti. Il caudillo latinoamericano ha accusato Israele, il Mossad e la comunità ebraica del suo paese di essere responsabili del colpo di stato del 2002. La vignetta è tratta dal quotidiano di regime Diario Vea che vende fino a 85.000 copie al giorno. Il disegno non ha bisogno di commenti.    

17.png
Che ci fa Topolino sugli schermi di Al-Aqsa, la televisione di Hamas? Semplice, nel programma Farfour, andato in onda in West Bank e a Gaza nel 2007, Topolino spiega ai più piccoli come si diventa bombe umane. Come si organizza un attentato kamikaze contro Israele, come si prega per la vittoria finale dell’Islam. Nell’episodio finale della serie, “I pionieri di domani”, agenti del Mossad inseguono Topolino per farlo fuori.  

C’è tempo per un ultima considerazione. Nei paesi occidentali nessuno si sognerebbe mai di vietare le vignette che abbiamo scelto come esempi del vecchio e del nuovo antisemitismo. La libertà di espressione è uno dei pilastri della nostra democrazia. Il punto è ancora una volta la mancanza di reciprocità. Se i vignettisti danesi vivono sottoscorta non si capisce perché ai disegnatori arabi debba essere concessa tutta questa libertà di satira.   

Le vignette apparse in questo articolo sono tratte dal Report sull’Antisemitismo pubblicato dal Dipartimento di Stato americano nel 2008.
Da l'Occidentale
L'Europa non protesta contro le vignette antisemite perchè gli antisemiti abbondano anche fra i politici di sinistra e relativo "retroterra" intellettual-chic europeo.
Come non protesta per le vignette offensive contro i cristiani e i simboli del cristianesimo.
Noi permettiamo che nei nostri paesi, i musulmani offendano i nostri simboli e arriviamo all'assurdità di toglierli per non offendere la sensibilità islamica.
Superfluo sottolineare a cosa porterà tutto questo.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Israele antisemitismo stampa araba

permalink | inviato da Orpheus il 1/4/2008 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

19 marzo 2008

Massimo D’Alema anti-israeliano per ragioni di poltrona

 Massimo D'Alema foto

Più delle convinzioni contano le poltrone che si ambisce ottenere.
Per questo Massimo D’Alema insiste nelle proprie posizioni anti-americane e soprattutto anti-israeliane anche da ministro degli Esteri in carica a tempo scaduto.
Baffino infatti punta a occupare il posto che è attualmente di Xavier Solana e, dicono, a diventare in seguito vicesegretario dell’Onu. Così il cerchio della nemesi si chiuderà. Per ottenere la prima carica servono i voti di tanti paesi la cui classe politica e i governi sono tradizionalmente anti-Israele: Cipro, Malta, Norvegia, Lettonia, Finlandia, Grecia. Per ottenere la seconda occorre anche l’assenso dei paesi arabi, dell’Iran, della Cina e della Russia.
Ergo? Israele dovrà farsene una ragione: ogni qual volta sarà ucciso un civile israeliano da un razzo Qassam sparato da Gaza o dal sud del Libano tenga ben presente che se verranno uccisi per rappresaglia terroristi senza divisa costoro si trasformeranno immediatamente in “poveri palestinesi innocenti”.
Il tutto a maggior gloria della futura carriera del leader Maximo del Pd. E la reazione sarà giudicata “sproporzionata”. Di default. Recentemente D’Alema ha creato un incidente diplomatico con il pur compassatissimo ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir. Il quale, a proposito di trattative con Hamas, ha fatto il seguente paragone: “Chi ci invita a negoziare con Hamas ci invita semplicemente a negoziare sulla misura della bara e sul numero dei fiori da mettere sulla corona...”. Aggiungendo che “Hamas vuole soltanto la distruzione di Israele”. Fin qui è tutto noto. Quasi scontato. Pochi sanno però che la gaffe di D’Alema è stata ben più grande e nelle sedi internazionali: infatti autorevoli fonti dicono che sia stato pressoché zittito dalla sua collega agli Esteri nello stato ebraico, Tzipi Livni, che, durante un incontro a Lisbona, lo ha interrotto bruscamente mentre si avventurava nelle sue solite, avventurose, analisi geopolitiche, e scoprendo il polso nonché indicando l’orologio con voce gelida gli avrebbe sibilato in faccia: “Ho solo 15 minuti per lei, ne tenga conto”. Giorni addietro era scoppiato un altro caso soffocato sul nascere: Nabih Berri, lo sciita ex leader di Amal, che appoggia Hezbollah dallo scranno che occupa come presidente del parlamento libanese, avrebbe immediatamente cercato al telefono il titolare della Farnesina dopo le dichiarazioni dell’ex ministro della difesa Antonio Martino, possibiliste su una riduzione del contingente italiano per Unifil 2, visti gli scarsi successi e l’evidente riarmo di Hezbollah grazie a armi che vengono dall’Iran tramite la Siria.
Immediatamente D’Alema ha fatto una dichiarazione allarmata secondo cui “simili affermazioni danneggiano il Paese”, cioè l’Italia. In realtà anche quella imprudente affermazione va letta nell’ottica della scalata al posto attualmente di Xavier Solana: oramai è chiaro a tutti, infatti, che Unifil 2 più che proteggere Israele dagli Hezbollah ha fatto esattamente viceversa. Evitando incursioni aeree e terrestri di Tzahal a caccia di quelle armi ai terroristi di Nasrallah che Unifil 2 si è guardata bene dall’intercettare. Quindi D’Alema garantisce gli Hezbollah, non Israele. E vedrete che presto la tanto ambita poltrona di prestigio internazionale la otterrà. Sulla pelle degli israeliani che cadono per via dei missili o degli attentati terroristici di Hamas e di Hezbollah. Attacchi che partono, rispettivamente, da Gaza o dal sud del Libano.
Dimitri Buffa-L'opinione.it
In effetti queste posizione apertamente anti-israeliane e anti-Usa, da parte di D'Alema, lasciano perplessi (visto anche il passato) e non potrebbero spiegarsi altrimenti.
E mentre D'Alema si schiera dalla parte dei terroristi Hamas e Hezbollah, Angela Merkel, 
si impegna per impedire un Olocausto nucleare. La Germania ha una responsabilità speciale nei confronti del popolo di Israele, dopo che il precedente regime nazista aveva cercato di annientarlo completamente. Ora la Germania, sessantatre anni dopo, si impegna perché l’Olocausto non si ripeta ad opera di un Iran dotato di armi atomiche. Questo il succo dello storico discorso del cancelliere tedesco Angela Merkel, primo capo di governo straniero a parlare di fronte alla Knesset, il parlamento israeliano. Per quanto riguarda la minaccia di Teheran, la Merkel ha dichiarato che: “Il mondo non deve provare all’Iran che non sta costruendo la bomba atomica; è l’Iran che deve convincere il mondo di non volerla”.
Orpheus



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Israele D'Alema Onu Angela Merkel

permalink | inviato da Orpheus il 19/3/2008 alle 20:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

4 marzo 2008

"Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti". Così parla Hamas (e lo dice perfino in ebraico)

 
I missili palestinesi cadono sui centri commerciali, sugli ospedali, sulle scuole e sugli obiettivi civili in Israele, e Hamas si rivolge direttamente agli ebrei. Lo fa in inglese e persino in ebraico: “Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti”. Lo si legge nel sito web ufficiale di Hamas. In uno degli ultimi poster on line sui siti di Hamas, con didascalie che non lasciano spazio al dubbio, sono raffigurati bambini di Sderot rannicchiati in un rifugio durante un attacco di Qassam palestinesi: “I sionisti si nascondono bene”.
Nel frattempo il ministero della Difesa d'Israele ha diffuso i dati sul fatto che sono sempre più numerosi i giovani israeliani, i cui genitori vivono all'estero, che scelgono di tornare in Israele all'età di 18 anni per servire nelle Forze di difesa. Fra loro, il 90 per cento si arruola nelle unità combattenti e il 70 per cento si stabilisce in Israele una volta completato il servizio militare. E’ la forza del sionismo, ricostruire dopo la distruzione, accorrere per la difesa della propria gente nel momento del pericolo esistenziale. Una splendida risposta proporzionata.
Da Il Foglio
Sono anni che i terroristi di Hamas sparano razzi sulle città israeliane, ciò nonostante se Israele reagisce, la sua reazione é sempre considerata sproporzionata dalla comunità internazionale e da certa stampa asservita agli odiatori di professione di Israele.
Mi si dovrebbe spiegare cosa intendono per "reazione adeguata", se non lo é un’azione militare mirata alla distruzione dei missili e dei terroristi che li lanciano. Forse starsene inermi a ricevere centinaia di razzi in testa?
A parti ribaltate, con i palestinesi costretti a vivere nel terrore di continui lanci di razzi, che direbbero se i medesimi, reagissero tentando di impedire tali lanci?
Che direbbero se gli israeliani si rivolgessero direttamente ai palestinesi con frasi come "Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti"?
Che direbbe l'Onu?
Immagino...le grida di disapprovazione, le parole di biasimo e d'odio contro gli israeliani, arriverebbero in cielo.
Orpheus




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Israele hamas missili Onu

permalink | inviato da Orpheus il 4/3/2008 alle 22:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

6 febbraio 2008

Chi boicotta il Salone del Libro di Torino fa il verso ad Ahmadinejad

 _2
È micidiale ma anche molto salutare la polemica sul prossimo Salone del Libro di Torino che, viene confermato dalla direzione insieme a Elazar Cohen dell’ambasciata, onorerà l’impegno preso con lo Stato d’Israele nel sessantesimo anniversario della sua nascita di avere lo Stato Ebraico come ospite.
Micidiale per vari motivi: gli oppositori duri della scelta di invitare lo Stato Ebraico come ospite nel suo sessantesimo anniversario si sono scoperti usando argomenti belluini e miserabili, minacciando e mentendo, ridicolmente indicando nello Stato di Israele una banda di persecutori, di assassini; si sono dimostrati ciechi di fronte alla resurrezione del popolo ebraico dopo la Shoah e dopo tanti anni di diaspora; ignorano l’aggressione che Israele, sempre pronta a condividere il territorio spartito dall’Onu, subisce dal 1948, e della colpevole stupidità con cui i palestinesi hanno sempre rifiutato ogni proposta di pace. Dicono un sacco di sciocchezze con tono di sicumera, e ci danno così la misura di quanto sia stato a forza di urla inconsulte e di disinformazione che in Italia si è diffuso il discorso politico che ieri si collegava al rifiuto arabo filosovietico, oggi prende le mosse da Ahmadinejad, Hamas, Hezbollah, Al Qaida; di fatto è in nome di una serie di bugie (come quella ripetuta ad nauseam che Israele, che di fatto l’ha sgomberata, “assedi” Gaza che invece in realtà assedia la popolazione civile israeliana con missili e attentati come quello di ieri) che lo schieramento anti Salone indica Israele come spazzatura della storia. L’Occidente deve prepararsi alla prossima scomparsa di Israele, dice Ahmadinejad; qui da noi, chi indica come lebbrosi i suoi intellettuali, ne segue le tracce.
L’odio emerge, quel che è peggio, travestito da amore per i diritti umani, e nessuno degli indignati pensa di opporsi alla prossima scelta del Salone per Egitto, o, che so, alle Olimpiadi in Cina. Oltre alla scia dell’odio, ce n’è anche un’altra che, come una bava di lumaca ha segnato questo dibattito: è la posizione di chi dice, dopo qualche ovvietà sull’importanza dello scambio culturale, che gli scrittori israeliani non sono Olmert, che sono artisti, anzi, artisti di sinistra, e che quindi non sono responsabili delle scelte di Israele. Intanto, questo mette automaticamente al bando gli intellettuali israeliani non di sinistra, scelta quanto meno bizzarra quando si parla del ruolo universale della cultura. Ci sono ottimi intellettuali israeliani su ambedue i versanti politici, come in America, o in Italia, e là, come in ogni altro Paese con una storia profondamente legata a quella del loro Paese. Chi ha letto i libri di Oz, Yeoshua, Grossman, sa quanto anche questi autori siano alla fine dei patrioti, cosa indispensabile in uno stato assediato. E poi, che ha fatto di male il povero Olmert, che cerca disperatamente come tutti i suoi predecessori quell’accordo di pace che è invece il mondo arabo a non voler concedere? Qualcuno si ricorda quante ne sono state dette su Begin, su Rabin, su Barak, su Sharon, tutta gente che alla fine altro non ha fatto che tentare invano il sogno di Israele, quello di cedere territori in cambio di pace? La mentalità per cui da noi si legittima soltanto “l’altra Israele” è proprio la menzogna che consente all’odio di riempire la propria faretra di frecce infuocate, e al mondo arabo di comportarsi irresponsabilmente.
Ma dicevamo, c’è stato anche un aspetto assai positivo nella vicenda: si è finalmente mostrato un universo che alle cene o nei dibattiti è sempre molto timido, e che invece esiste, sembra, anche a sinistra: quello di chi ritiene ridicolo, comunque, criminalizzare Israele in toto. In parecchi, compreso il sindaco di Torino Sergio Chiamparino o l’on. Piero Fassino, hanno mostrato il petto nello scontro, coraggiosi islamici come Magdi Allam e Khaled Fouad Allam hanno fatto sentire la loro voce dicendo una cosa che deve entrare nella coscienza comune urgentemente: Israele è oggi un punto centrale nel dibattito internazionale, non è permesso ripetere formule cretine, nessuno può dirsi civile se non parte dalla piena cittadinanza intellettuale e civile a quel piccolo Paese che fondò prima la Filarmonica e l’Università e poi lo Stato, e che celebra quest’anno solo 60 anni tormentati da guerre indesiderate.

Fiamma Nirenstein-L'Occidentale
Il solito modo sinistro di tappare la bocca ai "nemici".
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Israele fiera del libro

permalink | inviato da Orpheus il 6/2/2008 alle 22:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 gennaio 2008

Oggi “tutti sono ebrei” ma domani lo saranno ancora?

 
Oggi è la giornata della memoria.
Convegni, manifestazioni, cerimonie, tavole rotonde, programmi, articoli e parole, tante, tante parole, talmente usurate da suonare a vuoto… sembra di assistere ad un concorso sul “più bravo a commemorare la Shoah”.
Oggi “tutti sono ebrei” ma domani lo saranno ancora?
Mi riferisco in particolar modo, ai rutelli, ai bertinotti e ai prodi. Domani lo sarete ancora?
A giudicare la politica estera di questo governo, non mi sembra proprio. A guardare i cortei “pacifisti” dove si bruciano le bandiere israeliane, nemmeno.
A vedere le passeggiate a braccetto del ministro D’Alema con i terroristi hezbollah, manco per niente.
Eppure oggi fiato alle trombe e all’eloquio più forbito, per l’ennesima messa in scena del finto mea-culpa di chi a suo tempo non ha voluto accorgersi del progetto genocida di Hitler: l'Europa inetta.
Anche ora, sessant’anni dopo l’Olocausto, chiude gli occhi sui piani di sterminio dell’Hitler iraniano, e fa affari con chi predica la cancellazione dello Stato israeliano dalle carte geografiche.
La storia si ripete, e ciò succede perché l’uomo non impara dai propri errori.
E’ stato una tragedia immane aver sottovaluto ciò che si proponeva di fare la Germania nazista, potrebbe esserla altrettanto, sottovalutare l’Iran nucleare di Ahmadinejad.
Eppure…
Per commemorare la Shoah non servono tante parole, basta guardare con gli occhi e con il cuore una vecchia foto in bianco e nero, basta saper leggere in quei volti cristallizzati nel tempo lo sgomento, la paura, la disperazione di un popolo, razionalmente, metodicamente e “scientificamente” massacrato.
Oggi come allora, Israele teme per la sua gente, per il suo futuro, per la sua stessa esistenza.
Oggi come allora ha bisogno che l’Europa si schieri al suo fianco.
Questo dovrebbero ricordare i politici che si accalcano in piazza oggi.
L’unico modo per commemorare degnamente la Shoah è far si che non sia accaduta invano.

Aggiungo qui sotto una petizione a favore di Israele: NIENTE AFFARI CON I MULLAH IRANIANI
Destinare una manciata di secondi per sottoscriverla é un bel modo per ricordare la Shoah...(grazie Fra per la segnalazione)
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele europa olocausto

permalink | inviato da Orpheus il 27/1/2008 alle 19:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

10 gennaio 2008

Israele e l'amore per la vita

 
Sarà perchè gli israeliani si alzano tutte le mattine, senza sapere se vedranno il sole tramontare, se riabbracceranno i loro cari, se la loro casa, la loro scuola, il loro negozio non finirà in pezzi e calcinacci, sarà perchè hanno visto sangue e brandelli di corpo umano, per la strada, fra i rottami di un bus, fra le macerie di una discoteca, di un mercato, di un ristorante...sarà perchè conoscono molto da vicino la morte e ci convivono ogni istante della loro vita, con coraggio, speranza e fede. Sarà per tutto questo che amano e rispettano profondamente la vita. 
Da Gerusalemme arriva quindi il si alla moratoria per l'aborto dall'associazione pro-life "Efrat" del medico chirurgo Eli Schussheim, un eroe in Israele. Sedicilima bambini sono nati grazie a lui, e nessuna delle madri si é MAI pentita di aver fatto nascere il proprio bambino.
Il pentimento, il rimpianto e i rimorsi sono appannaggio solo di quelle donne che hanno deciso di spegnere il "soffio della vita" che portavano in grembo.
Il dottor Schussheim dirige da vent’anni la più grande organizzazione antiabortista. 
Quando il faraone ordinò l’uccisione di tutti i nuovi nati ebrei, disse alle levatrici: "se è un maschio, lo farete morire; se è una femmina, potrà vivere”. Le levatrici disubbidirono e lasciarono vivere i bambini. Una di loro, Miriam, sorella di Mosè, acquisì così il nome di Efrat, che risale all’espressione ebraica “pru u’revu”, il precetto “siate fecondi e moltiplicatevi”.
“Efrat svolge lo stesso ruolo in Israele che ebbe Miriam in Egitto” dice Schussheim, arrivato in Israele nel 1964, anno in cui iniziò la sua battaglia contro l'aborto tramite un' organizzazione che aiutasse le donne a tenere i loro figli.
"Molte madri sono state convinte dalla nostra organizzazione a non abortire -afferma il dottor Schussheim-  nessuna di loro oggi si pente di averli salvati da un aborto che sembrava inevitabile. Abbiamo aiutato a far nascere 16 mila bambini”.
Sedicimila bambini che sono stati un "grumo di cellule"...
Orpheus

sfoglia
maggio        luglio