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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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24 gennaio 2011

L'Onda verde si è trasformata in un mare di sangue


L'Onda Verde si è trasformata in una mare rosso di sangue.
Un mare di sangue innocente versato da un popolo che chiede libertà e democrazia. Le impiccaggioni a Teheran si susseguono a decine e con cadenza quotidiana, ogni giorno giovani come i nostri figli, i nostri fidanzati, i nostri fratelli vengono impiccati alle gru, nelle carceri. La loro vita si spegne nel dolore e nella delusione e con loro si spengono le speranze di un paese.
L'Onda Verde che l'Occidente ha dimenticato, abbandonando quei giovani ad una fine orribile.
L'Onda Verde che è servita a noi, stupidi e tronfi occidentali, per sentirci migliori e più fortunati.
L'Onda Verde, fatta di uomini e donne, che noi abbiamo "indossato" come l'ultimo abito alla moda e poi relegato nell'armadio della nostra suprema superficialità.
L'Onda Verde che per noi é stato solo uno slogan e per i nostri governanti un'ipocrita ed effimera presa di posizione, per non sfigurare, davanti ai riflettori mondiali dei media.
Novantanove é il numero totale di coloro che sono stati uccisi dal regime soltanto in quest’ultimo mese. Secondo dati ufficiali, tra il 19 dicembre e il 24 gennaio l’autorità giudiziaria iraniana ha mandato al patibolo presunti terroristi, trafficanti di droga e “leader sediziosi”. Con 22 esecuzioni in un giorno singolo, il 20 dicembre 2010 è stato il giorno più sanguinoso nella storia moderna del Paese.
Ma, sono  molti di più, perchè si verificano "quasi quotidianamente esecuzioni extra-giudiziarie. I giudici iraniani, spiega una fonte ad AsiaNews, “trovano molto difficile produrre elementi legali per condannare a morte i leader della protesta studentesca non coinvolti in atti di violenza. Per questo si affidano a guardie carcerarie senza scrupoli, che li uccidono mentre si trovano in galera”.
Come li uccidono???
Fate uno sforzo di fantasia, tenendo conto che quegli assassini, godono nel veder soffrire, sono psicopatici sadici, violentano e sodomizzano donne e uomini anche con oggetti, torturano, e alla fine la MORTE E' UNA LIBERAZIONE.
Ecco cosa ha passato JASHMID AMINI un dissidente.
“I primi 18 giorni li ho passati nella cosiddetta sala parto, dove si trovano gli strumenti di tortura e si svolgono gli interrogatori. Avevo gli occhi bendati, ero legato mani e piedi a una sedia.
La mia giornata iniziava con i pugni e i calci dei miei torturatori fino allo svenimento.
Mi buttavano addosso acqua gelata e poi bollente per farmi risvegliare.
Venivo frustato con cavi elettrici di 2-3 cm di diametro; ad ogni colpo avvertivo le lacerazioni della pelle e si riaprivano le ferite che mi erano già state inferte.
Ho anche avuto varie fratture alle mani, ai piedi e alla mandibola causate da un bastone d’acciaio e dai calci”.
“Mi prendevano per i capelli e mi battevano la testa sul pavimento, così per gli ematomi che avevo sulla fronte erano costretti a cambiare ogni giorno il bendaggio con cui mi coprivano gli occhi.
Per qualche giorno sono stato lasciato senza cibo e acqua; quando ho chiesto da bere mi hanno dato acqua con dei girini. Mi hanno costretto a mangiare cibo con scarafaggi, ma ho anche mangiato le loro feci e bevuto la loro urina.
Il ricordo più umiliante è quando mi hanno spalmato la faccia di feci con una spazzola, e non hanno lasciato che mi pulissi perché le feci dovevano prima seccarsi; oltre all’odore, sul mio viso era terribile la sensazione di prurito. E non c’erano solo torture fisiche, mi torturavano anche psicologicamente: mi davano false notizie sulla mia famiglia, dicevano che mia figlia era scomparsa, che mia moglie aveva chiesto la separazione, che un incidente era capitato a mio figlio. Mi facevano sentire false grida e falsi pianti di mia figlia e di mia moglie, dicendomi che erano sotto tortura”.
E sopravvissuto all'inferno, ma lui non era stato "condannato a morte",
Oggi Jamshid vive con la sua famiglia in Italia. Ha riconquistato la libertà dopo anni di torture e sofferenze, ma il suo popolo è ancora prigioniero del regime khomeinista. “L’opposizione in Iran è forte e sta crescendo. Gli iraniani possono riuscire a rovesciare i mullah e ad instaurare un governo laico, democratico e liberale. Il problema è che dobbiamo riuscirci da soli, non possiamo contare sull’aiuto esterno. I paesi occidentali ci hanno già abbandonato una volta, lasciandoci nelle mani di Khomeini. Non ci possiamo fidare di loro e ciò rende tutto più difficile”.

Condivido la stampa occidentale e italiana in particolare, è troppo "impegnata"  a razzolare nella melma degli scandali sessuali, per occuparsi ANCHE dei diritti umani, per i Governi si sa "pecunia non olet" e noi siamo troppo occupati a difendere o attaccare il "berlusconi" di turno, infondo i nostri ragazzi, dormono nei loro letti, non vengono massacrati sul pavimento di un carcere...
Abbiamo già dato "indignandoci" per Neda e l'Onda Verde...cambiamo canale...va, che magari c'è una bella fiction strappalacrime.
Orpheus




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permalink | inviato da Orpheus il 24/1/2011 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

7 settembre 2010

la sinistra che tifa Islam, non si ferma nemmeno davanti alla lapidazione di Sakineh


Sono orgogliosa di essere di destra, lo sono veramente malgrado al suo interno si annidino politici politicanti e “arraffoni”, come in tutte le categorie. Sono orgogliosa perchè i nostri valori sono quelli della difesa della vita e dei più deboli.
E li portiamo avanti con coerenza e non a senso unico, senza se e senza ma.
La destra si sta’ spendendo per la vita di Sakineh, come giusto che sia, perchè solo un barbaro ignorante o uno psicopatico può trovare “giusta” la pena imposta a questa povera donna, le torture a cui è sottoposta in carcere.
Ma che fa la sinistra? Quella che s’indigna per una frase del Premier e inscena proteste con tanto di maglietta “Siamo tutte Rosy Bindi” o di calzini azzurri, o Burkini...quella che berciava contro gli USA (uso il passato perchè grazie ad Obama, improvvisamente la pena di morte è diventata una “pinzillavìcchera” su cui soprassedere).
Ecco la sinistra, non solo tace ma scrive pezzi di “colore” rosso, come il sangue di Sakineh, e di tutte le altre, pezzi, che pesano più delle pietre usate, per lapidare donne innocenti.
Leggete che abiezione l’articolo di Massimo Fini sul  Fatto-quotidiano, che difende la condanna di Sakinek, con queste argomentazioni:
“La pena di morte è in vigore anche in Paesi considerati campioni della civiltà, come gli Stati Uniti, e nessuno Stato lascerebbe a piede libero un assassino (ma da qui a lapidarlo, ce ne passa, o no?)
Quanto all'adulterio è considerato un reato meritevole della pena capitale non solo in Iran ma in molti altri Paesi islamici che hanno una cultura e una morale diversissime dalle nostre soprattutto per quel che riguarda la famiglia (ah beh allora lasciamo fare, notare che parla di “cultura e morale)
La domanda è questa: le sentenze di un Tribunale iraniano su fatti che quel Paese considera reati gravi sono ancora sentenze di uno Stato sovrano o devono essere sottoposte ai Tribunali popolari dell'Occidente? (i diritti umani sono un optional da usare per la Bindi)
E può Sarkozy dichiarare che Sakineh è sotto la protezione della Francia?
Allora sia coerente e dichiari formalmente guerra all'Iran in nome dei principi in cui dice di credere [...] L'Iran non ha alcun obbligo giuridico di fornire all'occidente le prove che la sentenza del suo Tribunale è giusta; anche perché qui non ci troviamo (di fronte a un oppositore politico ma a una persona accusata di reati comuni e non si vede quale interesse avrebbe mai la giustizia iraniana ad accanirsi arbitrariamente su di essa.
Ma l'Iran è per un grande, colto e civile Paese, molto più civile di quanto lo facciano gli occidentali, e dovrebbe avere la sensibilità, anche politica, di capire che su un caso che è comunque sotto gli occhi di tutto il mondo ha l'obbligo morale di dare sulla reale colpevolezza di Sakineh informazioni maggiori e più trasparenti di quante ne abbia date finora, senza per questo sentirsi diminuito nella propria sovranità (in tal caso ben venga la lapidazione, magari può andare a dare una mano, il sig. Fini..)
anche se sappiamo benissimo che questa vicenda viene strumentalizzata in funzione della tambureggiante campagna contro Teheran di Stati Uniti e Israele. Perché, a questo punto, un'esecuzione al buio sarebbe altrettanto inaccettabile di quella liberazione al buio che vorrebbero il ministro Frattini e Bernard-Henri Lévy." (questo è uno che vaneggia per giustificare l'ingiustificabile, ma che la sinistra sia filo-islamica è un dato di fatto notorio)

Non ho altro da aggiungere, solo che vorrei espellere, il Sig. Fini  "forse" omosessuale, che definisce le donne una razza nemica, in Iran, perchè possa apprezzare personalmente la giustizia iraniana e la  sua  grande Cultura e la Civiltà, pendendo e scalciando  da una gru, mentre i polmoni bruciano e la corda sega la carne delicata del collo, ergo quello che succede agli omosessuali, condannati perchè tali, all'impiccagione.
Che Dio maledica, coloro la cui ideologia, passa sopra la vita e la sofferenza di altri esseri umani!!!
Orpheus

1 maggio 2010

BuffONU


I membri dell'Onu sono dei buffoni e per giunta in malafede, altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che l'Iran, mercoledì  sia stato ammesso per acclamazione  come membro per un mandato di 4 anni con inizio nel 2011 alla "Commission on status of women dell’Onu", ovvero l’organismo dedicato alle donne del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
Devono avere molto senso dell'humor da quelle parti, sarebbe come dare il Nobel della Pace alla memoria di Hitler, che ha scatenato la seconda guerra mondiale, con annessi e connessi.
Quali siano i parametri che hanno portato a questa decisione sono inspiegabili, al pari dei tre misteri di Fatima.
In Iran i diritti umani non sono nemmeno al minimo e quelli della donna, se possibile, sono messi ancora peggio.
 Il suo ordinamento giuridico, prevede la LAPIDAZIONE dopo il seppellimento dalla vita in giù;  violentare la moglie non è illegale, e in generale la questione della violenza è messa in modo tale che la donna è quasi sempre violentabile e anche colpevole se denuncia l’accaduto.
Infatti sono richiesti quattro testimoni maschi e due femmine per istruire un processo; una donna (o un uomo, bontà loro!) che sostengono di essere stati violentati senza le prove richieste, subiscono la pena di 80 frustate. La conseguenza è che le donne violentate preferiscono tacere, il fenomeno è di massa e praticamente impunito. Le donne in Iran sono soggette per strada a punizioni e arresti immediati se non sono velate e non si comportano secondo le regole del regime degli Ayatollah; un uomo che uccide la moglie scoperta in flagrante adulterio non viene condannato, nel 2008 in sette mesi sono stati riportati 70 casi di delitti d’onore. E' permassa la poligamia.
In generale, la testimonianza di due donne vale quella di un uomo,  le leggi che regolano il reclutamento al lavoro favoriscono i maschi e e le leggi che regolano il diritto all’eredità danno alle donne la metà dei diritti di un maschio. In generale, l’Iran è per le donne un abisso di proibizioni e le ribelli pagano il doppio.
 Le donne sono eversive in potenza proprio in quanto hanno un corpo e un volto negato: il National iranian american council ha presentato all’Onu un suo disperato rapporto che testimonia come «nell’anno passato l’Iran ha accusato le donne alla ricerca di conferme nella sfera sociale di minacciare la sicurezza nazionale.. e in carcere le guardie hanno picchiato, torturato, assalito sessualmente e violentato dissidenti donne e uomini. Nelle università il governo bandisce le donne dai corsi chiave, i centri che si prendono cura dei bambini vengono chiusi per bloccare il lavoro femminile
Questo è il quadro terribile, che a quanto pare non ha impedito all'Iran di entrare a far parte del CSW, si vede che all'Onu hanno un visione singolare dei diritti umani, che non ha nulla da invidiare a quella di Pol Pot o Stalin o Pinochet.
D'altronde non ha adottato una sola risoluzione in cui si accusasse per nome un Paese violatore dei diritti delle donne, non l’Iran, non la Cina, non i Paesi in cui le donne vengono vendute come schiave... fuorché Israele quando si è parlato delle donne palestinesi, che non soffrono, no,per i delitti d’onore, per una posizione di enorme inferiorità sociale e culturale, ma per la solita cattiveria degli israeliani. Il Csw è "molto preoccupato" per le vessazioni israeliane a quelle povere donne.
Anche Ahmadinejad, com’è noto.
In parte riassunto da qui
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 1/5/2010 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

31 gennaio 2010

In Iran é iniziata la carneficina dei dissidenti politici


Arash Rahmani Pour e Mohammad Ali Zamni  sono stati impiccati a Teheran , dopo un processo iniquo con l’accusa di essere “mohareb”, “nemici di Dio”.
Né assassini, né stupratori e nemmeno adulteri, ma "nemici di Dio",  perchè  agognare la libertà, aspirare  alla democrazia, equivale ad un "comportamento ostile a Dio" in Iran e porta alla forca. Un'accusa
orrenda, intollerabile, come può esserlo un reato d'opinione di tale portata e conseguenze, ma anche uno strumento repressivo letale: non necessita infatti di prove materiali, basta anche una "confessione" come quella di Arash costretto a dichiarasi colpevole "per salvare la propria famiglia dalle gravi ritorsioni che erano state minacciate dagli inquirenti” come ha dichiarato la sua avvocatessa. E se non sono le minacce, é la tortura a procurare "confessioni spontanee" agli aguzzini.
Altri nove giovani si trovano in attesa di esecuzione dopo essere stati condannati in processi-farsa, mentre numerosi imam, tra cui i mullah Khatami e Jannati incitano pubblicamente il governo a "impiccare in pubblico i ragazzi e le ragazze MOHAREB che scendono in piazza e scandiscono slogan contro la santa repubblica islamica".

Questi ragazzi lanciano il loro grido di allarme contro la nuova ondata di esecuzioni e sollecitano un intervento tempestivo di tutti coloro che hanno la facoltà di agire contro tali crimini, chiedono all'Occidente di non voltare la testa dall'altra parte, di non lasciare che si consumi l'ennesimo bagno di sangue innocente, chiedono a noi di non rimanere in silenzio, perchè mai come in questo caso il silenzio uccide.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 31/1/2010 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

30 dicembre 2009

Una preghiera per Neda e gli altri...


“Giustizieremo tutti i nemici di Dio” una condanna a morte per tutti i giovani arrestati.
Dopo il bagno di sangue arriva la repressione, che sarà ancora più feroce. Almeno 1.500 gli iraniani arrestati, compreso, ieri la sorella di Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003, fermata a Teheran.
L’Onu si dice “sconvolta” ed esorta “le autorità a moderare le proprie reazioni contro l’opposizione”. evidentemente Neda e i suoi bellissimi occhi spenti con violenza, non hanno insegnato nulla all’Occidente. Neda è morta, ricordarla è un dovere, ma centinaia di ragazzi sono morti e stanno morendo, nell’inferno iraniano.
Muoiono mentre noi guardiamo le strade in fiamme di Teheran sui nostri costosi televisori.
Muoiono mentre prepariamo i nostri pranzi natalizi e apriamo i nostri doni.
Muoiono per un diritto sacro e inviolabile che dovrebbe appartenere a tutti i popoli del mondo: la LIBERTA’. Una libertà che loro non hanno e se gli anziani hanno rinunciato a lottare.
I giovani, no. Loro si ribellano, soffrono e muoiono.
Muoiono nelle piazze come Neda. Muoiono nelle carceri come Valiollah Feyz Mahdavi e queste storie non arrivano nemmeno ai media. Sono storie terribili di torture che si concludono con una forca e la vita di un giovane cancellata per sempre.

A questo nuovo anno che sta per arrivare chiederò solo, che il sangue dei ragazzi di Teheran non insanguini più il suolo iraniano. Chiederò che l’Onu non si limiti a dirsi “sconvolta”. Chiederò che i mullah e i loro boia marciscano all’inferno, che l’Iran possa tornare ad essere un paese normale, dove le ragazze come Neda, si innamorano, si sposano e hanno figli, invece di morire, in una piazza mentre manifestano per un anelito di libertà…
E’ una preghiera che nasce dal cuore e che spero in tanti condividerete.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 30/12/2009 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

23 ottobre 2009

Iran: 19 esecuzioni e una sospesa, ma per quanto?


Behnoud Shoja'i, un giovane di 21 anni arrestato quando aveva 17 anni, é stato impiccato all'alba del 10 Ottobre 2009, nel carcere di Evin, nella giornata mondiale contro la pena di morte. Un atto di sfida del regime iraniano all'Occidente, doppiamente significativo, in quanto Behnoud é stato giustiziato malgrado la Convenzione Onu dei diritti dell’infanzia, di cui l'Iran è firmatario, proibisca di infliggere la pena di morte per crimini commessi prima dei 18 anni, ma anche in questo caso, il regime si fa beffe, dei pavidi paesi occidentali  e impicca i bambini a partire dai 15 anni e le bambine dai 9 anni.
IN IRAN SI POSSONO IMPICCARE BAMBINE DI NOVE ANNI.
Non mi sembra che l'Onu o chi per esso, si impegni più di tanto nel condannare questo abominio. Non mi sembra che l'impiccagione di Behnoud abbia fatto provocato vibranti proteste cariche di indignazione.
In due settimane dal 27 settembre all'11 ottobre, sono state mandati a morte 14 prigionieri, fra cui tre donne.
E ieri 22 settembre altri cinque prigionieri sono stati impiccati, fra cui una donna. Un totale di 19 esecuzioni in nemmeno un mese.
È stata invece rimandata di un mese l'esecuzione di Safar Angooti, 20 anni, condannato a morte per un crimine commesso quando era minorenne, ma la sua sorte é già segnata, visto l'interessamento generale su ciò che accade in Iran.

Questo é quanto. In Iran s'impiccano, giovani, minori, donne e uomini e il mondo guarda da tutt'altra parte.
Orpheus


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27 giugno 2009

Cronaca di un massacro annunciato: il regime affila la scure


“Chiunque prende le armi per combattere contro il nostro popolo si merita l’esecuzione - avverte Khatami - per questo chiediamo al potere giudiziario di fronteggiare i capi dell’opposizione e i responsabili di tutte le violazioni, di infliggere una spietata lezione a tutti coloro che sono appoggiati da Stati Uniti e Israele”.

Parole che pesano come macigni e che hanno un solo significato la persecuzione, la tortura e l’impiccagione di migliaia di ragazzi iraniani pronti a morire pur di non perdere la speranza di un Iran libero.
Fin dove si spingerà il regime e cosa succederà a chi ha osato ribellarsi è sintetizzato dalle foto che ho messo.  Sono scioccanti lo so. Si fa fatica a guardarle, ma è l’inferno in cui saranno catapultati i ragazzi insorti.
Bisogna mostrare senza reticenze di cosa sono capaci i boia iraniani, perché nessuno possa illudersi sulla sorte di coloro che sono scesi in piazza.
Le torture di Abu Graib che hanno fatto inorridire il mondo sono nulla a confronto, perché al mondo non é mai stato mostrato cos’è la tortura nei paesi islamici.
E L’Iran è  fra i peggiori da questo punto di vista.
Ci saranno rastrellamenti a tappeto e torture inimmaginabili, gli arrestati crolleranno perché nessuno può resistere a quel dolore inflitto con inumana ferocia, e denunceranno altri, in una catena che non finirà fino a quando l’ira degli ayatollah non l’avrà vinta sulla volontà dei giovani.
Vi pare impossibile? Non lo è, perché la paura di atroci sofferenze e della morte fiaccherà anche i più forti. E’ con il terrore che gli ayatollah da trenta anni, tengono in ginocchio il popolo iraniano.
Il ragazzo della foto si chiamava Shovan Seyed Ghader e apparteneva a un gruppo politico-etnico è stato arrestato dalla milizia iraniana nel luglio del 2005, torturato in modo orrendo ed infine è morto sotto tortura.
Neda a confronto è stata “fortunata”, se non altro perché non è morta invano, è diventata un simbolo, il simbolo della lotta dei giovani iraniani contro la tirannia.
Del povero Shovan nessuno, tranne pochi, ha mai saputo niente.
Dal canto suo la comunità internazionale non sembra intenzionata a prendere serie misure contro l’Iran e continua nell’imbelle politica delle proteste  proforma il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha detto che gli Stati Uniti "hanno visto gli inizi del cambiamento" in Iran, ma non danno l'appoggio alle richieste di uno sciopero generale. "Penso - ha spiegato Gibbs - che i manifestanti abbiano ottenuto qualcosa, hanno attirato l'attenzione su quel che sta succedendo in Iran".
Cioè hanno ottenuto di farsi ammazzare? E gli USA continuano a proporre un dialogo? Al quale Ahmadinejad, come da copione risponde in modo arrogante e villano.
E sul versante europeo la musica cambia di poco, niente documento unitario di condanna dopo il "niet" di Mosca.
Cosa si possa fare per aiutare il popolo iraniano proprio non lo so.
Possiamo solo impedire che sulle sue sofferenze cada l’oblio.
Orpheus


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14 giugno 2009

I tiranni come Ahmadinejad non vincono mai le elezioni

 

I tiranni come Ahmadinejad non vincono mai le elezioni. Alle precedenti elezioni ci furono le stesse accuse e le stesse proteste.
Ahmadinejad non ha vinto né ora, né allora.
Perché i tiranni non vincono mai elezioni libere, in quanto tali non possono essere, perché invalidate da gravi brogli elettorali, intimidazioni e false manifestazioni di consenso. Una recita di cui si conosce già il finale.
Le elezioni dei tiranni sono “fumo negli occhi” delle democrazie occidentali (con le quali fanno affari) che gli occhi non vogliono aprire sulla realtà di paesi come l’Iran, una realtà fatta di oppressione, morti inique e tortura. Una realtà fatta di forche dove pendono appesi fino a 29 detenuti alla volta  e di lapidazioni in rispetto della Sharia.
Sono le “maschere” che indossano i regimi e dietro alle quali celano il vero volto di totalitarismi ideologici o religiosi..
L’Iran brucia perché la rinomina di Ahmadinejad è un colpo di stato, ma se fosse stato eletto l’ex premier Mussavi, che nell'estate del 1988 massacrò 33000 prigionieri politici, poco sarebbe cambiato.

“Da oggi in poi non sarà più tollerata nessun dissenso interno nei confronti del capo supremo Ali Khamenei. Il regime andrà verso la monopolarizzazione totale e allontanerà qualsiasi prospettiva di riformismo auspicata dalla politica di OBAMISMO e di accondiscendenza. Una politica che mezzo secolo fa ha portato il mondo intero verso una catastrofica guerra mondiale.
Da oggi in poi anche i sostenitori internazionali del regime fondamentalista e golpista non potranno più ballare coi mullah in pubblico e sui cadaveri dei giovani iraniani impiccati alle gru oppure uccisi nelle strade di Teheran. Da oggi in poi siamo noi, il popolo iraniano, ad lazare la voce per denunciare coloro che si affrettano a recarsi a Teheran a stringere le mani gondolanti di sangue di Ahmadinejad. Le stesse mani che hanno fatto saltare le bombe in Iraq e in Afghanistan dove oltre ai numerosi soldati italiani sono stati uccisi anche migliaia di cittadini americani, inglesi, spagnoli, olandesi ecc...
Da oggi in poi il popolo iraniano saprà far valere la sua autorevole voce”.

Spero che fra i politici pronti ad accorrere a stringere mani grondanti sangue non ci siano anche quelle di qualche ministro italiano e che il fiero e sfortunato popolo iraniano alzi così tanto la voce d’assordare e ricacciare all’inferno gli aguzzini che lo opprimono.

Per Delara Darabi, che tutti conoscono e per Valiollah Feiz Mandavi  e i giovani martiri per la libertà immolati da questo regime, di cui non si è avuta notizia.
Orpheus


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1 maggio 2009

Addio Delara

 
...Dopo questo purgatorio che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore dai rancori
se la figlia della luna si innamora, donerà sorrisi
se il cuore della montagna si intenerisce,
nascerà verde erba...

Molti ormai conoscevano il bel viso di Delara Darabi, per anni la comunità internazionale ha lottato per salvarle la vita. Anch'io ho tenuto fin'ora in homepage, una petizione a suo favore. A nulla é servito l'impegno di tutti, Delara é stata giustiziata oggi in Iran.
La giovane pittrice era stata condannata a morte per un omicidio commesso a 17 anni.
Non sono mai state chiare le dinamiche del crimine di cui era stata incolpata, insieme al suo fidanzato, sta di fatto che l'uomo é stato condannato a dieci anni, lei l'hanno appesa ad una forca. Così funziona la giustizia in Iran e nei paesi islamici, una donna paga sempre un tributo altissimo, addirittura se viene stuprata, rischia pene più severe degli stupratori.
Con l'esecuzione di Delara sale a 140 il numero delle vittime nel 2009 del bestiale regime iraniano, una media di 35 esecuzioni al mese.
Ho una domanda che mi riempe di una frustrazione amara e incontenibile, a che servono le petizioni e la mobilitazione, se il principale responsabile di queste orrende esecuzioni,
viene invitato a parlare ad una conferenza dell'Onu sul razzismo?
Orpheus
P.S. i versi sotto la foto di Delara, sono di Nadia Anjuman Herawi, la giovane poetessa afgana picchiata a morte dal marito perchè aveva scritto un libro di poesie, che parla d'amore, Gul-e-dodi' (Fiore rosso scuro).
Nadia era madre di una bimba di sei mesi

18 aprile 2009

L'Iran usa Roxanna Saberi per sfidare Obama


 Roxanna Saberi giornalista irano-americana, in carcere dal 31 gennaio scorso a Teheran, è stata condannata dalla Corte rivoluzionaria a otto anni di carcere per spionaggio a favore degli Usa. Un'accusa ridicola,  basata su una confessione, molto probabilmente estorta con la tortura (nelle carceri iraniane torture e morti a dir poco sospette, sono una prassi normale).
Roxanna è nata negli Stati Uniti ed è cittadina americana, da sei anni risiede in Iran con un passaporto iraniano, Teheran la considera iraniana e non le riconosce la cittadinanza americana.  Inoltre la Saberi, una giornalista piuttosto affermata, fino a pochi mesi fa era gradita perfino ai mullah, la sua carcerazione e condanna, quindi hanno un significato fin troppo lampante, se si considera che coincindono con le offerte di dialogo avanzate da Barack Obama al regime iraniano.
Hillary Clinton é intervenuta a favore di Roxanna, ma i suoi appelli sono caduti nel vuoto, si é detta "delusa" ma per adesso l'amministrazione Usa non ha reagito con il dovuto vigore a questo pesante "schiaffo"  diplomatico.
Non occorre essere "Einstein" per capire che l'intera vicenda é una sfida all'amministrazione Usa,  perchè Roxanna é cittadina americana, accusata di spionaggio  favore degli Usa.
Obama continua a porgere la mano, e dall'altra parte gli arrivano sonori sganassoni, forse la politica "tarallucci e vino" con i peggiori stati canaglia del pianeta, non é poi quella genialata che sembra pensare sia, il novello "San Francesco" da Washington.
Davvero Obama pensa che sia positivo "calare le  braghe" con dittatori sanguinari, mullah fondamentalisti, e crudeli fanatici d'ogni risma?
Per ora i risultati non mi sembrano incoraggianti, visti i propositi  tutt'altro che pacifici di alti esponenti del mondo musulmano.
E presto dovra decidere se stare dalla parte d'Israele o da quella dei fondamentalisti che ne predicano la distruzione, perchè su questo tema non ci potrà mai essere un punto d'incontro.
Che farà Obama getterà Israele in bocca ai lupi, per ingraziarsi i nuovi amichetti "tagliagole" che progettano stragi di massa di cittadini USA?
Orpheus


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20 marzo 2009

Iran si muore per un blog

 
Omid reza Mirsayafi 29 anni, era un blogger.
Come me, come te che stai leggendo.
Con un'unica basilare differenza, Omid Reza viveva nella repubblica islamica dell'Iran e le autorità iraniane hanno deciso di dare un giro di vite contro i siti internet definiti “osceni” e “anti-islamici”.
Molti blogger sono finiti in carcere, tra cui Omid Reza condannato a 30 mesi, ma morto il 18 marzo perchè "suicida".
 La sorella e l’avvocato non credono alla versione ufficiale, perché il giovane riceveva le medicine dalle guardie carcerarie e “non poteva disporre di un numero sufficiente” di pillole per potersi uccidere.
E va aggiunto che i decessi sospetti in carcere sono all'ordine del giorno in Iran, i
l 6 marzo scorso era morto un altro prigionieri politico, Amir Hossein Heshmat-Saran. Il dissidente, in prigione da cinque anni per la sua attività politica, sarebbe stato assassinato con agenti chimici tossici. Associazioni per i diritti umani hanno chiesto al governo iraniano di aprire un’inchiesta per chiarire la vicenda.

Sembra quasi impossibile che a poche ore di aereo dalle nostre città, ci siano luogni in cui regna il più barbaro oscurantismo e la vita umana, non valga nulla. Assolutamente nulla.
Orpheus


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9 marzo 2009

Le femministe rosse elogiano il regime 'fallocratico' e teocratico di Khomeini

 

Basta con il pensiero diabolico di certe femministe italiane che appoggiano l’estremismo islamico che sta schiacciando la libertà della donna.
Se fossi al loro posto rifletterei su certe posizioni e andrei di persona a vedere com’è la situazione. Basta andare a Bergamo e Brescia e vedere le immigrate che vivono in uno stato di segregazione e sottomissione. Loro che vengono qui in Italia per trovare la libertà e sperano nell’aiuto delle donne che hanno lottato in nome del femminismo, si ritrovano abbandonate. L’8 marzo deve essere un monito perché l’emergenza riguarda la liberazione della donna islamica.
Sono sdegnata per le parole dette a Udine in occasione del convegno Calendidonna09, in cui si è elogiata la rivoluzione di Khomeini che avrebbe “fatto entrare le donne nel mondo della scuola e del lavoro”.
Si dovrebbero vergognare per aver citato un regime che ha annullato la figura femminile e i diritti umani.
Chi dice così non conosce la storia. La donna iraniana prima del 1979 guidava gli aerei, occupava posizioni amministrative! Oggi gli studenti non possono neanche manifestare, esprimersi. Sono rinchiusi in un chador. Io lo vorrei far provare a certe donne per qualche giorno, farle vivere un po’ in quelle condizioni. Forse si renderebbero conto del relativismo miope che ha coperto con il velo il libero pensiero.
Sto parlando di alcune donne della sinistra, che hanno combattuto per i loro diritti e ora appoggiano atteggiamenti oscurantisti. Per questo invito a una riflessione sulle donne: quelle morte l’8 marzo, ma anche quelle di cui continuiamo a leggere sulle pagine delle cronache negli ultimi tempi. L’appello va anche a Nojud Ali, la ragazza yemenita di 8 anni, che ha avuto il coraggio di chiedere il divorzio dal marito di 30 anni. Purtroppo le è stato impedito di andare in Austria, dove era stata invitata a raccontare il suo dramma.
In nome di questi drammi chiedo a certe donne di fare un passo indietro: l’appoggio all’estremismo ha fatto tornare Paesi come l’Iran al Medioevo.
La lapidazione delle donne iraniane continua.
Io ringrazio quelle donne arabe che ogni giorno lottano per fermare l’avanzata del fondamentalismo. Quando sono arrivata in Italia non mi sarei mai immaginata di occuparmi di donne maltrattate e per questo sentirmi criticata da altre donne.
Negli ultimi dieci anni con il loro silenzio assordante ci hanno fatto arretrare.
Difendere le tradizioni non vuol dire difendere l’oscurantismo. In nome del politically correct si sono rinchiuse in un’ideologia altrettanto estremista, che non è per niente a favore della donna, del bambino o di quegli uomini che muoiono per difendere le donne.
Va ricordato che in Algeria sono stati sgozzati 350mila moderati a causa dell’estremismo.
Però nessuno fa un convegno per ricordare questo genocidio. Se non corriamo ai ripari tra qualche anno ci troveremo tanti piccoli kamikaze in casa nostra.
Con il nuovo governo stiamo cercando di dare spazio, insieme alla sicurezza, al tema dell’integrazione. L’86% delle donne immigrate sono analfabete. Urge un piano Marshal per l’istruzione, e bisogna smettere di applaudire a una politica come quella di Khomeini.
Riassunto da Souad Sbai-Libero

Dopo il trionfo della Rivoluzione Iraniana, nel 1979, il regime dei mullah ha introdotto oltre cento reati punibili con la pena di morte, tra cui l'omicidio, il traffico di droga, lo spionaggio, ma anche l'omosessualità, l'adulterio e la blasfemia contro l'Islam.
Le galline rosse che plaudono al regime di Khomeini, sono le stesse che scendono in piazza contro la Chiesa cattolica perchè 'discrimina i gay' o denunciano Berlusconi perchè con le sue battute 'lede' la dignità femminile.
Sono le stesse che ad ogni esecuzione Usa, si stracciano le piume, contro la pena di morte, quando in Iran ce ne sono 16 a settimana
Non so se sono più stupide o moralmente e intellettualmente disoneste.
Orpheus

22 gennaio 2009

Iran: uomo impiccato ma "solo" per alcuni minuti

 Iran impiccagione


Iran impiccagione

Troppo impegnata a difendere i diritti dei costruttori abusivi di ecomostri, la Corte europea per i diritti dell’Uomo non ha tempo per i diritti umani in Iran. Per non parlare dell'Onu anche questa in "tutt'altre faccende affacendata".
In virtù di ciò le forche iraniane sono in piena attività al punto che i boia “poverini” per smaltire il super lavoro, ricorrono alle esecuzioni di massa.

Dieci uomini tra i 21 e i 42 anni condannati a morte per omicidio sono stati impiccati nel penitenziario di Evin. Lo ha riferito un quotidiano filo-governativo iraniano, secondo cui le esecuzioni sono avvenute mercoledì mattina. Altre 12 condanne a morte sono state eseguite in altre città della repubblica islamica da martedì scorso, portando a 26 il totale dall'inizio dell'anno.
Nel 2008 sono state 246, al cui numero vanno aggiunte, l’ultima trovata dei seviziatori iraniani: l’impiccagione per “pochi minuti”.
Che consiste nel lasciar pendere il condannato dalla forca solo per "alcuni minuti" per deporlo a terra ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale. I familiari della vittima, infatti avevano accettato denaro per salvarlo solo in extremis.
In un analogo episodio avvenuto lo scorso anno a Bandar Abbas, il condannato aveva riportato danni irreversibili al cervello, appunto grazie a questo “atto di clemenza”.
Non aggiungo commenti, ma l’Onu e le varie corti dei diritti dell’uomo fanno veramente pena.
Orpheus


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11 gennaio 2009

Le stragi di Hamas e la taglia iraniana sulla testa di Mubarak


 
Sui TG non girano altro che immagini delle vittime dell'offensiva israeliana, ma su quelle dei terroristi di Hamas vige il silenzio assoluto.
E non sto parlando dei morti israeliani, ma di quelli palestinesi. Si, perchè usare i bambini come scudi umani, equivale a piantargli una pallottola in testa.
Basta
ascoltare le parole di questo leader di Hamas che esalta lo scudo umano di bambini, donne e anziani e urla da vero seguace di Hitler "che loro amano la morte, come noi la vita", per rendersi conto di quale abisso di disumanità e odio feroce anima questi terrotisti. Assassini a sangue freddo dei loro stessi figli...
Non solo, ma  sono decine i collaborazionisti veri o presunti
giustiziati, si stima fra i 40 e gli 80, eppure di questa strage a nessuno importa. Gli occhi e le maledizioni sono solo per Israele, che si difende da questa follia omicida.

In Iran intanto,  il regime iraniano ha organizzato una serie di manifestazioni di protesta di fronte alle varie rappresentanze diplomatiche straniere chiedendo il loro intervento a favore del popolo palestinese e dando fuoco addirittura a molti sedi diplomatiche tra cui l'ambasciata Giordana, i giardini dell'ambasciata britannica ecc..
Nei giorni scorsi addirittura, dirigenti di Teheran durante una manifestazione di protesta davanti all'ambasciata egiziana hanno addirittura chiesto l'eliminazione fisica di Mubarak offrendo anche una bella cifra per chi ucciderà il presidente. Il governo egiziano ha protestato duramente con Teheran sottolinenando la responsablità iraniana per qualsiasi atto terroristico contro Mubarak. Anche in questo caso la comunità internazionale ha fatto orecchie di mercante.
Tutto questo é vergognoso.
Orpheus


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18 ottobre 2008

Pesante più del previsto il no dell'Onu alla candidatura di Teheran

 
E’ stato più netto del previsto il no espresso ieri dall’assemblea dell’Onu alla candidatura iraniana ad un seggio non permanente nel Consiglio permanente. Teheran, che era in competizioone con Tokyo, ha avuto appena 32 voti, contro i 158 andati al Giappone.

 Iran e Giappone correvano per il posto spettante ad un Paese asiatico, lasciato libero dall’Indonesia. L’Iran aveva presentato la sua candidatura nel 2007 e l’ha manenuta nonostante sia sottoposto a sanzioni decise proprio dal Consiglio di sicurezza, a causa del rifiuto di Teheran di fermare il programma di arricchimento di combustibile nucleare.
 Nei giorni scorsi l’Iran aveva presentato la sua candidatura come espressione della resistenza a “certe potenze”. E’ quanto aveva sostenuto proprio l’ambasciatore iraniano in Giappone, le frasi del quale erano state evidenziate dalla ufficiosa Fars: “Se la comunità internazionale vuole provare che non è sotto l’influenza di certe potenze e perseguire una logica politica, deve spianare la strada alla presenza di altri Paesi, come la Repubblica islamica dell’Iran, nel Consiglio di sicurezza”
 La delusione di Teheran per il risultato del voto è evidenziata da come l’ufficiale Irna ha dato la notizia delle decisioni dell’assemblea dell’Onu. Riferita l’elezione di Giappone, Turchia, Austria, Messico e Uganda, l’Irna aggiunge che “l’Iran era in competizione col Giapone che è già stato nel Consiglio nove volte. Il presidente delll’Assemblea, il nivaraguegno Miguel d’Escoto ha annunciato che il Giappone ha avuto 158 voti ed ha vinto il seggio”. Manca la notizia dei 32 voti avuti da Teheran.
Da Asia News
Questa volta giocare la carta dell'antiamerianismo al satrapo iraniano, non é servito a nulla.
Che l'Iran, dove si impiccano anche ragazzini e donne incinte, faccia parte dell'Onu é una vera e propria ignominia.
Orpheus


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16 ottobre 2008

Ma non doveva fare il nonno?

 
E invece ce lo ritroviamo giulivo e gaudente a stringere le mani grondanti sangue innocente del boia di Teheran.
Un' ignomia per l'Italia che rappresenta.
Uno schiaffo atroce per chi soffre e muore sotto un regime inumano.
Un'ipocrisia senza limiti per un cattolico degno di questo nome.

Atefe 16 anni, impiccata in piazza durante la presiedenza Khatami

Behnam Zare, impiccato il 28 Agosto 2008

Sono due dei tanti minorenni impiccati o condannati all'impiccagione in Iran, nel totale menefreghismo del mondo e della anime belle, vestite con le tute arancioni un giorno si e l'altro anche, per protestare contro gli "orrori" di Guantanamo (ma mettersi un caftano o una galabeya, una volta tanto?!...)
Non lo si dice ma ormai gli unici ad impiccare minorenni (dal 2005 a oggi) sono cinque paesi musulmani:Iran, Saudi Arabia, Sudan, Pakistan, e Yemen (l'ha certificato la Human Rights Watch, il 10 settembre scorso, presentando una relazione di 20 pagine).
Questi Stati islamici, che hanno il Corano come fonte primaria di diritto, hanno giustiziato ben 32 minori per crimini commessi prima della loro maggiore età. Il primato è dell’Iran (26), seguito da Arabia Saudita (2), Sudan (2), Pakistan (1) e Yemen (1).  
Di contralto, con un incredibile faccia tosta,  gli Stati arabi hanno editato una “Carta araba dei diritti dell’uomo”, come se un diritto fosse legato all’etnia (aspettiamo frementi quelle dei Rom, dei Sinti, degli Indios e, magari, dei Celti)  
Ed i razzisti saremmo noi occidentali.
La verità è che i precetti coranici, piuttosto distanti dai diritti essenziali dell’individuo, hanno suggerito quest’ipocrita artifizio. Ma dirlo è politicamente scorretto.

In Iran i giudici possono condannare l’imputato alla pena di morte se quest’ultimo ha raggiunto “la maggiore età”, fissata dalla legislazione iraniana a 9 anni per le ragazze e 15 anni per i ragazzi.
In Arabia Saudita, i giudici possono condannare una persona alla pena capitale verificando l’avvenuta pubertà o il quindicesimo compleanno.
In Sudan, la legge sull’infanzia del 2004 lascia prevedere la possibilità che un bambino possa essere condannato a morte in applicazione del codice penale del 1991.
In Pakistan, l’ordinanza relativa al sistema giudiziario per i minori datata del 2000 abolisce la condanna a morte nel caso di crimini commessi da persone minori di 18 anni al momento dei fatti. Quest’ordinanza deve, tuttavia, ancora essere applicata su tutto il territorio. 
Lo stesso dove il 2 settembre sono state seppellite vive cinque donne (2 madri e tre figlie, perché rifiutavano un matrimonio combinato). 
Nello Yemen, infine il codice penale prevederebbe una pena massima di 10 anni per gli omicidi commessi da minori di 18 anni. Ma in un paese in cui soltanto 22% delle nascite sono registrate è quasi impossibile, per i minori provare l’età che avevano al momento del crimine.
A queste esecuzion' "legali" vanno aggiunte le sevizie alle donne, le esecuzioni arbitrarie nei paesini ecc. ecc. francamente, dubito che noi Occidentali abbiamo un pallida idea, di quanto i diritti umani siano calpestati in quei posti.
Orpheus

29 giugno 2008

Le attrici in Iran? Fantasmi dal viso e dal corpo totalmente coperti

 


Questi “fantasmi” irriconoscibili sono attrici, ma non sono così “bardate” per esigenze di copione, lo sono per non offendere la vista dei “sensibili” maschi iraniani.

Non credo che esista a memoria d’uomo un regine più misogino di quello di Ahmadinejad, che, recentemente ha portato sul palcoscenico di un teatro di Teheran questo spettacolo terrificante, le cui attrici “recitano” coperte dalla testa a i piedi, volto compreso, in modo che nemmeno un centimetro di pelle, possa profanare la “moralità” di un paese, dove le adultere vengono lapidate e gli omosessuali impiccati.

Guardate bene queste foto e provate ad immaginare lo stato d’animo in cui vivono le donne iraniane. Un’infernale prigionia che inizia nell’istante in cui aprono gli occhi la mattina.

Tutte le mattine.

Così per ogni giorno dell’anno.

Orpheus


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13 giugno 2008

Fermate Solana: l'Europa non c'è più

 

L'Alto Rappresentate per la Politica Estera e la Sicurezza dell'Unione europea, Javier Solana (strano come le cariche più sono altisonanti più sono vuote di senso) arriva oggi a Teheran per presentare le nuove proposte e incentivi europei al regime di Ahmadinejad nella trattativa sul nucleare.

Il problema di Solana è che nelle stesse ore in cui lui volava verso Teheran, l'Europa di cui lui è l'Alto Rappresentate ha chiuso bottega. Lo hanno decretato - giusto o sbagliato che sia - i cittadini irlandesi chiamati a ratificare, tramite referendum, il trattato sulla Costituzione europea.
Non solo dunque non c'è più una politica estera e di sicurezza europee - e forse non c'è mai stata - ma da oggi non c'è più formalmente neppure l'Unione Europea. Con il voto irlandese tramonta l'idea di Europa a 27 nata Nizza nel 2000 e già bocciata nel 2005 da Francia e Olanda.
Solana è quindi solo nella tana del lupo, pieno di doni da portare a un regime che non vuole sapere si trattare sui suoi programmi nucleari e rifiuta qualsiasi tipo di offerta e di incentivo.
Si era addirittura sparsa la voce che Solana, nel suo slancio verso il dialogo, avesse addirittura previsto di prendere solennemente la parola nel Parlamento di Teheran. Non sappiamo se sia vero, ma certo se una simile idea era inopportuna ieri, oggi è velleitaria se non risibile.
Non c'è un'Europa da rappresentare, le sue regole sono saltate, la sua guida messa in discussione, il suo futuro incerto. Solana non ha colpe, se non forse quella di una certa "grandeur" ispanica che lo accompagna. Ma forse farebbe bene a tornare indietro; a togliere ad Ahmadinejad il gusto di poter alzare le spalle alle sue profferte senza pagare pegno a nessuno.

Ci sono i nomi e i cognomi di coloro che sono responsabili di questa crisi senza precedenti e sono in primo luogo Jacques Chirac, Gerard Schroeder, Giuliano Amato e Romano Prodi, allora presidente della Commissione. Furono questi paesi e questi leader ad avventurarsi nell’allargamento dell’Europa da 15 a 27 senza un’idea di fondo, senza tenere in conto l’identità del vecchio continente, senza comunicare ai cittadini la posta in gioco.
Oggi si paga il conto di quell’improvvisazione ideologica e retorica. Solana dovrebbe dirottare il suo aereo e fare una visita a coloro che lo hanno messo nella penosa condizione di essere l’Alto rappresentante di un fallimento.
Da L'Occidentale
Mi domando solo perchè non c'è stato un referendum anche qui. C'é  troppo in ballo e il popolo deve poter decidere il suo futuro.
Inoltre dietro alla Ue ci sono
inquietanti retroscena, che i media dovrebbero svelare.
Chissà Solana che pensa della "sola" che gli ha rifilato il fiero popolo irlandese? Andare a "genuflettersi" davanti al tiranno iraniano...ci vuole tutta.
Orpheus


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26 maggio 2008

Iran: l'Italia non é più tanto un paese amico...

 
Meno di due anni fa, l'Iran considerava l'Italia un paese amico, Prodi s'incontrava con Ahmadinejad e stringeva la sua mano senza che nessun comunista arcobaleno, al governo avesse nulla da obiettare, anche se il  despota iraniano predica un altro Olocausto, in patria impicca i dissidenti a tre per volta, e ha imposto un regime teocratico sanguinario che si accanisce contro donne e gay.
Il cambio di Governo e la dichiarazione di Frattini  che
''tutta l'Europa, Italia compresa, dovrebbe essere unita sulla linea delle sanzioni all'Iran'', ha provocato, quindi aspre critiche da parte della diplomazia iraniana.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Mohammad Ali Hosseini s
i tratta di ''reazioni negative e illogiche'' e l'Iran si aspetta ''reazioni logiche dai Paesi europei, e specialmente da Paesi amici come l'Italia''.
Evidentemente, grazie a Frattini l'Italia ha smesso di essere un paese amico, perchè chiunque tenti di bloccare i progetti nucleari dell'Iran, é "illogico" e "negativo", bisogna lasciare che il buon Ahmadinejad arrivi a cancellare dalle mappe Israele, allora si che si é "logici e positivi".
 C'é da sperare solo, che questa linea sia portata avanti e non si ceda ai ricatti più o meno velati.
Il regime di Ahmadinejad non é solo una tragedia per il popolo iraniano, ma quando arriverà ad avere armi nucleari, sarà un tremendo pericolo per il mondo intero e non solo per Israele.
Orpheus


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13 marzo 2008

Hamas fa la naja in Iran


Che Hamas sia armato, addestrato e pagato dall’Iran è cosa stranota da tempo. Ma si trattava pur sempre di bisbigli da intelligence, giochi di ombre, prove indiziarie da secret service in cui sguazzano soltanto gli addetti ai lavori. Ora, grazie al fenomenale articolo di Marie Colvin sul Sunday Times, è lo stesso capo delle brigate guerriere di Hamas, le Ezzedin al Qassam, a dire con orgoglio che è tutto vero.
Anzi, Israele e il mondo sottostimano la questione: il gruppo armato spedisce i suoi ad addestrarsi alla guerra in Iran con un programma simile a quello che vige nei paesi Nato. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno già preparato sette classi di Hamas con corsi che durano fino a sei mesi. Centocinquanta volontari. I migliori di ogni classe restano all’estero più a lungo per diventare istruttori e quando tornano a Gaza passano le conoscenze agli altri. Altri seicentocinquanta volontari stanno facendo scuola di guerra nella vicina Siria.
Il tono del comandante di Hamas è da allegro ricordo di naja: un giorno alla settimana ai palestinesi è permesso andare in città a fare shopping, “tornano sempre con ottimi scarponi”. Ma quella iraniana è una scuola per crimini di guerra: “Una delle cose più utili che ci hanno insegnato è come fabbricare esplosivo con gli ingredienti più ordinari che abbiamo qui”, come fare bombe più potenti, come fare razzi più precisi da lanciare contro i civili, come diventare cecchini più efficienti, come imparare a combattere come i primi della classe, i veri cocchi dei pasdaran: i libanesi di Hezbollah. Da quando è stata aperta la scuola di bombe? “Dal 2005, da quando si sono ritirati da Gaza”.
La verità del grande confronto in medio oriente sta tutta qui, in questa intervista, da leggere e da credere. Israele apre al processo di pace con i palestinesi e si ritira da Gaza con decisione unilaterale. Il regime di Teheran apre una specie di programma Erasmus canaglia, fomenta le frange più dure e trasforma Gaza nel campo di tiro per i volenterosi studenti di terrorismo. di Daniele Raineri-Il Foglio
Si attende sempre un commento dell'attuale ministro degli esteri, ma forse non legge i giornali stranieri.
Orpheus


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