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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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1 giugno 2010

Se "pacifismo" fa rima con terrorismo


Cominciamo a dire che l'organizzazione turca Ihh, protagonista della vicenda, è sempre stata filo terrorista, attivamente amica degli jihadisti e di hamas, collegata ai Fratelli Musulmani e che i suoi membri sono stati ricercati e arrestati e la sua sede é stata chiusa dai turchi stessi per possesso di armi automatiche, esplosivo, azioni violente.
Quindi il titolo di "pacifista " è ignobilmente usurpato, o meglio, è il "fumo" che copre ben altri obiettivi. Non c'è "pacifismo" che possa coniugarsi ad hamas, al terrorismo e alla volontà di cancellare un Paese dalle carte geografiche.
Non c'è pacifismo, quando si va ad aiutare, chi nasconde e appoggia terroristi, il cui passatempo preferito, è lanciare missili su Israele, il quale è nel pieno diritto di difendersi. Quando si parte con l'idea di ottenere "o il martirio o Gaza", quando si cantano musiche dell'intifada palestinese e s'inneggia al suddetto martirio non ci si può nascondere dietro la bandiera della pace.
Detto questo, si  sta assistendo alla solita canea, contro Israele. Nulla di nuovo sotto il sole.
Certo le morti avvrebbero dovuto essere evitate, ed è giusto fare chiarezza, anche perchè i civili sono "usati" spesso e volentieri da hamas per ottenere, la solidarietà del mondo. Vengono piazzati sugli obiettivi sensibili, e se ne muore uno, i "kattivi" sono i soldati israeliani e non chi usa i civili come carne da macello.
Quanto all'Onu, che credibilità può avere dopo aver nominato l'Iran, membro della commissione sui diritti delle donne? Definirlo ipocrita è un eufemismo, in Iran di civili (senza collegamento alcuno con organizzazioni terroristiche) ne muoiono centinaia, eppure non mi risulta, che si sollevino mai ondate di sdegno, di questa portata. Nessuno entra in "fibrillazione" e chiede un'inchiesta e il rilascio immediato dei giovani iraniani torturati e ammazzati in carcere. Come al solito ci sono vittime di seria a e vittime di serie zeta, la cui morte, la cui morte scivola sulle coscienze occidentali, come come l'acqua piovana nei tombini.
Orpheus




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permalink | inviato da Orpheus il 1/6/2010 alle 14:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa

28 febbraio 2009

La follia di Hamas corre sul web: where is Unicef, Mr. Ban Ki-moon?

Hamas, il partito armato palestinese armato e finanziato dall’Iran, ci riprova con internet: dopo che i provider francesi e russi s’erano rifiutati di continuare a ospitare il precedente AqsaTube, ora Hamas ha lanciato Palutube, il suo nuovo sito di file sharing, mentre AqsaTube ha cambiato nome e grafica ed è diventato TubeZik. Palutube e TubeZik sono siti web di file sharing, come Youtube, in cui gli utenti possono caricare video clip. Ovviamente le clip ospitate nel sito web contengono incitamenti alla distruzione d’Israele, inneggiano alla guerra, propugnano il terrorismo, glorificano Hamas, e soprattutto diffondono notizie contraffatte. Sul sito web ci sono anche numerosi manifesti e filmati riguardo l’operazione Piombo Fuso, che viene definita come olocausto. Come nel caso di altri siti web di Hamas, le informazioni pubblicate seguono l’ideologia radicale e la politica guerrafondaia del movimento.

Solitamente la pubblica denuncia di fornitori di servizi web internet per società con scopi terroristici ottiene l’effetto di mettere offline tali siti, ma occorre vigilare continuamente per rendere difficile alle organizzazioni terroristiche fare la loro propaganda mediatica. Ovviamente non si può fare nulla per il lavaggio del cervello operato da queste strutture all’interno dei propri paesi, e se ne vedono gli effetti sulla gioventù iraniana, palestinese, libanese, siriana, ma non solo, visto che su YouTube girano per tutto il mondo le stesse immagini di Hamas d’indottrinamento all’odio, come questa in cui bambole e pupazzi incitano a uccidere gli israeliani (clicca qui); oppure quest’altra intitolata Bombs are more precious than children (Le bombe sono più preziose dei bambini); il tutto sempre condito dalle prediche religiose contro gli Occidentali cui si augura la peggior morte.

Ma se la guerra di disinformazione appartiene alla strategia politica degli islamisti, quel che invece sconcerta è la sua accettazione supina da parte delle organizzazioni internazionali e di taluni media occidentali. L’Onu è caduto nella trappola della falsa informazione, fornendo cifre fasulle e denunciando episodi inventati nel corso del recente conflitto di Gaza, salvo poi ritrattare tutto e chiedere ufficialmente scusa al governo israeliano. Ma a quel punto solo pochi giornali hanno riportato la notizia.

La propaganda di Hamas e del fondamentalismo islamico è talmente ben strutturata che tra i media occidentali nessuno si è preso la briga di informare l’opinione pubblica di come sotto la facciata degli aiuti umanitari targati Onu arrivino ad Hamas interi carichi di armi nelle scatole di medicinali, e di come buona parte dei finanziamenti europei (miliardi di euro) per la popolazione civile vengono regolarmente incamerati dalle bande armate palestinesi dei signori della guerra.

I maestri della falsificazione e della propaganda mediatica sono unanimemente considerati Hamas, Hezbollah, e Teheran che ne è il deus ex machina.
Quattro sono i pilastri su cui si basano: strategia della verità, scudo umano, drammatizzazione, demonizzazione. E gli effetti sui media europei si vedono eccome. Ne è un esempio il quotidiano italiano Il Manifesto, che il 12 febbraio scorso ha presentato ai suoi lettori la vittoria di Tzipi Livni nelle ultime elezioni politiche israeliane con una vignetta di Vauro Senesi nel segno del peggior conformismo antiebraico e antioccidentale: la Livni, secondo Vauro, è un avvoltoio che proclama vittoria sulle macerie di Gaza. Disumanizzazione dei politici israeliani, condanna morale degli elettori descritti come assetati di morte e distruzione, deformazione degli eventi della guerra tra Israele e Hamas trasformata in una spedizione punitiva israeliana contro i civili di Gaza: questi sono i messaggi di una vignetta criminale che poteva benissimo essere pubblicata su uno dei tanti giornali arabi falsificatori di verità.
Riassunto dall'Occidentale
Anche in questo caso viene alla ribalta l'immensa ipocrisia e disonestà morale di certa sinistra, pronta a strapparsi i capelli, se un bambino palestinese perde la vita durante uno scontro a fuoco,  ma che ignora VOLUTAMENTE, i terribili abusi che subiscono gli stessi bambini palestinesi da parte di Hamas.
Una cecità ideologica che legittima questi abusi e condanna migliaia di bambini ad un'infanzia negata, ad una morte precoce, oltre a formare i futuri terroristi che impediranno qualsiasi processo di pace per il M.O.
Consiglio vivamente la visione del video per rendersi conto, di quale immane follia siano artefici i terroristi di Hamas e i loro finacheggiatori italiani e occidentali.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 28/2/2009 alle 17:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 gennaio 2009

Le bombe sono "più preziose" dei bambini: l'educazione dei bambini di Hamas

 
L’ayatolmullah D'Alema, grande estimatore, da ministro degli esteri dei capi terroristi Hezbollah, oggi in un’intervista  ha ricordato i 300 bambini palestinesi uccisi durante il conflitto in atto, definendo lo stesso “un'espressione partigiana dell'esercito israeliano”.
 Anzi “una vera e propria spedizione punitiva” nei confronti di Hamas.
Secondo il suo illuminato parere “Con il massacro di bambini il fondamentalismo si rafforza”.
E qui casca il "mullah" perché per Hamas le bombe sono più preziose dei bambini.
Basta guardare questo video musicale dove appunto vengono impartite lezioni di jihad destinate all’infanzia, si può “ammirare” una bambina che scopre che la madre indossa una cintura esplosiva per fare un attacco suicida, e canta giuliva: "Ora so cos'è più prezioso di noi".
Le bombe appunto.
Dopo giura di seguire i passi di sua madre, come attentatrice suicida.
Questo è solo un esempio della vasta gamma dei messaggi di odio della TV di Hamas, studiati a tavolino per indottrinare i bambini ai valori di Hamas. Si insegna loro ad apprezzare la violenza, l'odio e la supremazia islamica, e che il martirio in nome di Allah è il più alto dei valori, che porta "onore e gloria". Un odioso lavaggio del cervello che ha come unico intento di piegare le giovani menti in formazione alla logica dell’odio e della distruzione del nemico, a qualsiasi prezzo anche della propria vita.

Oltre al video della bambina aspirante suicida, questa compilation comprende il passaggio di un ragazzo dall'infanzia all'età adulta, dove viene mostrato il suo eroico martirio; un pupazzo che promette la supremazia del mondo islamico, la morte degli infedeli e la trasformazione della Casa Bianca in Moschea, infine un talk-show che mostra bambini dell'asilo che marciano in maniera militare, brandendo armi e auspicando jihad e martirio.
In apertura ci sono le dichiarazioni di Hillary Clinton nella conferenza stampa del PMW(Palestinian Media Watch)tenuta nel Senato degli Stati Uniti d'America, dove ha criticato i libri scolastici e la televisione palestinesi dicendo che "avvelenano profondamente le menti di questi bambini".
Bambini che crescono nell’odio verso il popolo israeliano, ma anche verso gli infedeli e garantiscono ad Hamas, la sopravvivenza in futuro.
Non avrà mai fine questo conflitto, fino a quando non sarà impedito ai fondamentalisti e ai terroristi di avvelenare e uccidere l’infanzia dei loro figli per trasformali in bombe umane e in massacratori del proprio popolo.

Ho un’unica domanda per l’ayatolmullah D'Alema, riguardo alle sue esternazioni: “Ma i bambini palestinesi vittime di Hamas e del suo immondo indottrinamento non sono degni dellaconvenzione ONU sui diritti dell’infanzia?
Contano solo da cadaveri quando si può fare la conta dei morti da imputare all’esercito israeliano?

Sotto alcune foto di bambini usati per  manifestare a favore della Palestina a Beirut e di bambini palestinesi con una bambola insanguinata  mentre cantano slogan contro Israele 
 Bimbi libanesi con finti razzi manifestano a favore della Palestina a Beirut (foto Bilal Hussein - Ap)

Bimbi palestinesi con una bambola insanguinata cantano slogan contro Israele (foto Muhammed Muheisen - Ap)
Orpheus

11 gennaio 2009

Le stragi di Hamas e la taglia iraniana sulla testa di Mubarak


 
Sui TG non girano altro che immagini delle vittime dell'offensiva israeliana, ma su quelle dei terroristi di Hamas vige il silenzio assoluto.
E non sto parlando dei morti israeliani, ma di quelli palestinesi. Si, perchè usare i bambini come scudi umani, equivale a piantargli una pallottola in testa.
Basta
ascoltare le parole di questo leader di Hamas che esalta lo scudo umano di bambini, donne e anziani e urla da vero seguace di Hitler "che loro amano la morte, come noi la vita", per rendersi conto di quale abisso di disumanità e odio feroce anima questi terrotisti. Assassini a sangue freddo dei loro stessi figli...
Non solo, ma  sono decine i collaborazionisti veri o presunti
giustiziati, si stima fra i 40 e gli 80, eppure di questa strage a nessuno importa. Gli occhi e le maledizioni sono solo per Israele, che si difende da questa follia omicida.

In Iran intanto,  il regime iraniano ha organizzato una serie di manifestazioni di protesta di fronte alle varie rappresentanze diplomatiche straniere chiedendo il loro intervento a favore del popolo palestinese e dando fuoco addirittura a molti sedi diplomatiche tra cui l'ambasciata Giordana, i giardini dell'ambasciata britannica ecc..
Nei giorni scorsi addirittura, dirigenti di Teheran durante una manifestazione di protesta davanti all'ambasciata egiziana hanno addirittura chiesto l'eliminazione fisica di Mubarak offrendo anche una bella cifra per chi ucciderà il presidente. Il governo egiziano ha protestato duramente con Teheran sottolinenando la responsablità iraniana per qualsiasi atto terroristico contro Mubarak. Anche in questo caso la comunità internazionale ha fatto orecchie di mercante.
Tutto questo é vergognoso.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 11/1/2009 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

8 gennaio 2009

Hamas usa la gente come giubetti anti proiettili.




















Pur ritenendo l’offensiva israeliana legittima, quando ho letto della scuola Onu bombardata, ho pensato che i soldati israeliani avrebbero potuto stare più attenti nei loro attacchi.
In effetti una scuola non dovrebbe essere un obiettivo militare, se Hamas non usasse criminalmente i civili e le loro sedi, per le proprie postazioni di miliziani.
L’esercito israeliano, infatti sostiene di avere risposto al fuoco dei mortai dei miliziani di Hamas asserragliatisi all’interno dell’istituto.
L’Onu smentisce tramite l’Unrwa, l’agenzia specificamente creata per occuparsi dei rifugiati palestinesi, balzata agli onori delle cronache nel 2004 per avere utilizzato ambulanze per trasportare razzi Qassam.
E infatti il comando di Tsahal ha recuperato, documentando fotograficamente le operazioni, diversi mortai all’interno della scuola.
Ha fornito le generalità di due capoccia di Hamas rimasti uccisi nell’operazione: Imad Abu Askhar e Hassan Abu Askhar.
Ha dimostrato come nella scuola ci sia stata una serie di esplosioni dopo l’assalto dell’esercito, il che significa che all’interno della scuola non poteva non esserci materiale esplosivo che si è innescato a seguito dell’intervento dell’artiglieria israeliana.
Ha dimostrato che quella scuola era da tempo una base occulta per i miliziani di HamasGià nell’ottobre del 2007 i guerriglieri avevano usato i locali dell’istituto come trincea (c’è anche il video su youtube). “Dobbiamo fare i conti con una situazione parecchio difficile”, ha dichiarato alla radio il generale Avi Benayahu, “dal momento che Hamas usa la gente di Gaza come fossero dei giubbetti antiproiettile”.
Possibile e ripeto possibile che nessuno si scandalizzi per l’uso efferato di scudi umani da parte di Hamas?
Si blatera ai tg nazionali “che Israele non avrebbe dovuto sparare nemmeno se i terroristi ci fossero stati, là dentro”, e non una parola di CONDANNA sul fatto che i suddetti terroristi hanno fatto della scuola stessa una postazione militare, mettendo mortai e bombe fra banchi di scuola, maestre e bambini innocenti.
Se i soldati israeliani dovessero evitare tutti gli obiettivi posti in mezzo ai civili, non avrebbero sparato nemmeno un colpo, DOPO che Hamas aveva rotto la tregua.
La maggior parte delle vittime civili sono causate proprio da Hamas, che usa le persone come “giubbetti antiproiettili” e più le nostre televisioni mandano in onda corpicini martoriati, attribuendone la colpa unicamente a Israele, più si legittima e incentiva questo uso criminale dei civili, perché fin’ora né la Ue, né l’Onu, né il Vaticano hanno condannato senza mezzi termini questa barbarie senza precedenti.
Hanno dichiarato a GRAN VOCE quello che fa Hamas con i civili.
Anzi quei corpicini fanno buon gioco sugli ipocriti antisemiti, che li usano per demonizzare Israele, tutti in prima fila a gridare addosso agli israeliani e bruciare bandiere, ma nessuno che INCHIODI Hamas alle sue effettive responsabilità.
E’ tutto documentato in questo rapporto che traccia un quadro esaustivo dei luoghi dove Hamas e gli altri gruppi islamici palestinesi hanno i loro centri operativi, indica le loro strutture militari in otto campi profughi densamente popolati ed anche i siti dove i miliziani si esercitano (provocando feriti), sempre in mezzo alle abitazioni civili o a ridosso di moschee, scuole e ospedali.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 8/1/2009 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

11 novembre 2008

Les liaisons dangereuses di Obama

 
La
notizia  é inquietante e francamente getta una grave ombra sulla sfolgorante vittoria di Obama.
Ahmad Yousuf, consigliere politico di Ismail Haniyeh, ha dichiarato che membri di Hamas avrebbero incontrato gli assistenti del neo presidente Barak Obama nella Striscia di Gaza dopo una corrispondenza via mail e prima della sua elezione.  Ha precisato inoltre che gli Usa avevano chiesto di non diffondere alcun comunicato per non danneggiare la campagna presidenziale di Obama.
"Siamo stati in contatto con diversi assistenti di Obama via Internet e più tardi abbiamo incontrato alcuni di loro a Gaza, ma ci hanno chiesto di non diramare alcun comunicato perché questo avrebbe potuto avere effetti negativi sulla sua campagna elettorale e poteva essere usato dal candidato repubblicano John McCain per danneggiare i democratici", ha dichiaratoYousuf al quotidiano al-Hayat. Ha quindi precisato che i contatti tra Hamas e gli uomini di Obama continuano e sono sempre buoni.
Hamas é un'organizzazione terroristica di matrice religiosa che non contempla altra soluzione che la "guerra santa", nel suo istruttivo statuto  definisce l’intera Palestina, dal Giordano al mare, “terra islamica affidata alle generazioni dell’Islam fino al giorno del giudizio” e bolla ogni trattativa come “un mezzo per imporre il potere dei miscredenti sul territorio dei musulmani”. Il concetto stesso di pace con Israele è estraneo a una simile mentalità, che per Hamas ha un solo destino: essere annientato.
Quale sia il margine di dialogo con una simile posizione estremista mi risulta molto difficile da decifrare.
Il fatto poi che questi colloqui siano stati  tenuti segreti, per non danneggiare l'elezione di Obama, aggiunge timore alla perplessità.
E' inutile sottolienare le gravi conseguenze per Israele (e per il mondo) di una polica estera sbilanciata nella causa del MO.
C'é solo da sperare che il "miracolo Obama" non si trasformi nel nostro peggior incubo.
Orpheus


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29 aprile 2008

Hamas e non Israele è responsabile per la strage a Gaza

 

La notizia della morte di una madre e dei suoi bambini a Gaza, completa di filmati che danno la misura della tragicità dei fatti, da ieri mattina sta facendo giustamente il giro del mondo, ma non viene riportata in maniera completa. Infatti anche diversi terroristi della Jihad Islamica hanno perso la vita nell’esplosione, e questo non è un particolare di poco conto. Anche se colpiti e addolorati, abbiamo il dovere di capire come e perché tutto ciò è potuto accadere, approfondendo sia la dinamica dei fatti di ieri, sia di quelli dei giorni scorsi che, anche essendo correlati, non hanno purtroppo avuto il giusto rilievo. Sderot il 26 ed il 27 Aprile è stata colpita da una pioggia di Qassam, quattro razzi due giorni fa e otto ieri, che hanno causato dei feriti e danni alle abitazioni. Anche il cimitero è stato colpito e nell’esplosione diverse tombe sono state seriamente danneggiate e lapidi divelte. Il ministro della Difesa israeliano, sotto la spinta degli esasperati abitanti della cittadina del Neghev, aveva avvertito che se i lanci di ordigni verso Israele non fossero stati immediatamente sospesi ci sarebbe stata risposta militare al fine di neutralizzare i gruppi terroristi responsabili; c’erano dunque tutti i presupposti per nuovi conflitti a fuoco che puntualmente si sono verificati.
Ieri mattina il lancio di Qassam è ripreso ed anche una scuola ed un’abitazione privata sono state colpite e seriamente danneggiate. Alcuni militari israeliani, nella zona di Beit Hanun, hanno individuato dei terroristi della Jihad Islamica pronti a lanciare una salva di sei razzi verso il territorio israeliano ed hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con i componenti del gruppo terroristico al fine di impedire loro di portare a termine la missione. Il portavoce dell’esercito ha spiegato che durante lo scontro a fuoco i terroristi hanno trovato rifugio all’interno di un edificio e da lì hanno continuato a sparare dalle finestre delle abitazioni. A quel punto è stata centrata una delle finestre dalla quale i Jihadisti sparavano contro i militari israeliani. L’esplosione ha investito tutto il piano del palazzo colpendo, purtroppo, anche le vittime civili. È inutile dire quanto sia doloroso che i bambini paghino così cara la stoltezza dei grandi, ma il punto è e rimane sempre quello: non si possono evitare danni ai civili se usati come scudi umani. I terroristi sapevano benissimo che il loro rifugiarsi all’interno di un palazzo abitato da famiglie avrebbe messo in pericolo anche chi con loro non aveva nulla a che fare.
Sapevano benissimo che qualche civile sarebbe potuto rimanere ucciso, ma lo hanno fatto lo stesso, e questo solo per poter poi usare la carta della propaganda a spese di poveri innocenti. Se vogliamo davvero rendere giustizia a chi ha perso la vita in questa come in altre situazioni, dove la popolazione ha pagato la viltà del terrorismo islamico che la strumentalizza fino al massimo sacrificio, dobbiamo dire ciò che pensiamo a chi crede che bombardando civili da una parte e usandone altri come scudi umani dall’altra si possa presto arrivare ad una vittoria militare, e cioè che non ci facciamo più incantare dalla loro propaganda. Dobbiamo dire a Hamas e a chi riporta notizie monche o modificate ad uso e consumo di chi vuole addossare sempre la colpa ad Israele, di smetterla con il gioco delle tre carte che ha come unico fine la confusione totale perché ormai è chiaro, a chi vuole capire, di chi è la responsabilità delle sofferenze della popolazione palestinese ed israeliana.
LìOpinione.it
Quando ho sentito la notizia della tragica morte dei bambini e della loro madre morti, ho subito pensato che la colpa era di Hamas, che usa i civili come scudi umani.
Ma chi si limita a leggere Repubblica o il CdS, se la prende con Israele, e fa il gioco di Hamas, che vedendo i risultati continua ad usare ignobilmente i civili come scudi umani. Un serpente che si morde la coda, che solo la corretta informazione e l'isolamento di Hamas, può interrompere. Quanti civili devono ancora pagare con la vita, prima che l'Europa, si renda conto chi sono i veri carnefici del popolo palestinese?
Orpheus


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16 aprile 2008

Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda

<b>Beirut, D'Alema con un deputato Hezbollah</b> 

Basta passeggiate con i ministri Hezbollah e dichiarazioni di assurde equivicinanze. Con la vittoria nettissima alle elezioni politiche da parte di Silvio Berlusconi gli israeliani in particolare e tutti gli ebrei del mondo in generale ritrovano un loro sicuro e fedele amico. E la stampa dello Stato ebraico, pur mantenendo un certo understatement, di certo non si fa pregare nel sottolineare la felice novità. Su Yedioth Aronoth si parla della vittoria del “miliardario amico di Israele”, sul sinistrorso Haaretz è contenuto un commento di un giornalista di “Repubblica”, Vincenzo Nigro, che sostiene che “Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato una grande amicizia verso Gerusalemme...” e che afferma che “per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro alleato”. Infine sul Jerusalem Post la notizia della vittoria di Berlusconi è al primo posto nella sezione esteri della versione online e si ricordano le sue continue attestazioni di amicizia verso lo Stato ebraico. Da Roma l’entusiasmo israeliano viene commentato anche dai candidati di religione ebraica eletti nel Partito delle libertà come Fiamma Nirenstein e Alessandro Ruben.
La prima non ha peli sulla lingua nel ricordare come a Gerusalemme nessuno abbia dimenticato i segretari di partito come Oliviero Diliberto che marciavano insieme a chi bruciava la bandiera con la stella di Davide e tantomeno i ministri degli esteri come Massimo D’Alema che si facevano fotografare a braccetto con gli esponenti del “partito di Dio” finanziato dall’Iran. La Nirenstein fa anche notare come in pratica gli elettori abbiano di fatto bocciato ogni partito, a destra e a sinistra, che nel proprio bagaglio avesse messo le lotte anti occidentali: che si trattasse della Destra di Storace e della Santanchè o dei verdi di Pecoraro Scanio.
L’avvocato Ruben invece ha evitato di mettere il dito nella piaga dicendo che “la riflessione sull’atteggiamento di una certa parte della sinistra verso Israele riguarda soprattutto chi è stato sconfitto”.
E la stampa araba?
I principali quotidiani noti e venduti anche in Italia, nelle edicole di via Veneto a Roma (ad esempio), come Al Ayat e Al Sharq al Awsat, non prendevano posizioni nette. Ahmed Yussef, consigliere politico del leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh ha invece avvertito: “Spero che Berlusconi abbia imparato che la politica regionale degli Stati Uniti è solo fomentatrice di odio. Ci auguriamo che, per quanto concerne la questione palestinese, Berlusconi adotti una politica moderata”.

Le parole pesanti sono giunte ieri dai vari siti della jihad online che più o meno fanno riferimento ad Al Qaeda e dintorni. Su uno di essi si legge anche la prima maledizione islamica contro il Cavaliere: “Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo”. A inserire queste invettive sul sito “al-Hesbah”, è stato un internauta che si firma al-Wahabi. A propagare la presunta parola d’ordine di Osama bin Laden un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira, cioè il “cecchino della penisola”. Il frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento ai telegiornali italiani e già in passato è intervenuto su vicende che hanno riguardato il nostro paese. Il post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr, che scrive: “Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele”. Ecco insomma chi sono i compagni di odio anti berlusconiano della sinistra antagonista che per fortuna è diventata extraparlamentare.
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
Ricordo che quando s'insediò il Governo Prodi, successe il contrario i siti vicini ad AlQaida si rallegrarono per il cambio della guardia.
Come si può constatare anche Prodi e Co. qualche ammiratore l'hanno avuto...;-)
Orpheus


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13 marzo 2008

Hamas fa la naja in Iran


Che Hamas sia armato, addestrato e pagato dall’Iran è cosa stranota da tempo. Ma si trattava pur sempre di bisbigli da intelligence, giochi di ombre, prove indiziarie da secret service in cui sguazzano soltanto gli addetti ai lavori. Ora, grazie al fenomenale articolo di Marie Colvin sul Sunday Times, è lo stesso capo delle brigate guerriere di Hamas, le Ezzedin al Qassam, a dire con orgoglio che è tutto vero.
Anzi, Israele e il mondo sottostimano la questione: il gruppo armato spedisce i suoi ad addestrarsi alla guerra in Iran con un programma simile a quello che vige nei paesi Nato. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno già preparato sette classi di Hamas con corsi che durano fino a sei mesi. Centocinquanta volontari. I migliori di ogni classe restano all’estero più a lungo per diventare istruttori e quando tornano a Gaza passano le conoscenze agli altri. Altri seicentocinquanta volontari stanno facendo scuola di guerra nella vicina Siria.
Il tono del comandante di Hamas è da allegro ricordo di naja: un giorno alla settimana ai palestinesi è permesso andare in città a fare shopping, “tornano sempre con ottimi scarponi”. Ma quella iraniana è una scuola per crimini di guerra: “Una delle cose più utili che ci hanno insegnato è come fabbricare esplosivo con gli ingredienti più ordinari che abbiamo qui”, come fare bombe più potenti, come fare razzi più precisi da lanciare contro i civili, come diventare cecchini più efficienti, come imparare a combattere come i primi della classe, i veri cocchi dei pasdaran: i libanesi di Hezbollah. Da quando è stata aperta la scuola di bombe? “Dal 2005, da quando si sono ritirati da Gaza”.
La verità del grande confronto in medio oriente sta tutta qui, in questa intervista, da leggere e da credere. Israele apre al processo di pace con i palestinesi e si ritira da Gaza con decisione unilaterale. Il regime di Teheran apre una specie di programma Erasmus canaglia, fomenta le frange più dure e trasforma Gaza nel campo di tiro per i volenterosi studenti di terrorismo. di Daniele Raineri-Il Foglio
Si attende sempre un commento dell'attuale ministro degli esteri, ma forse non legge i giornali stranieri.
Orpheus


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11 marzo 2008

Bambole insaguinate e cartoni animati Kamikaze

 Una ragazzina turca tiene in mano una bambola insanguinata durante una manifestazione a Istanbul contro le operazioni israeliane nella striscia di Gaza (Epa)
Una ragazzina turca tiene in mano una bambola insanguinata durante una manifestazione a Istanbul contro le operazioni israeliane nella striscia di Gaza.
 Cartoni animati e bambole, i passatempi preferiti dei bambini, trasformati in "lezioni" di morte.
Poi ci si domanda com'è possibile che un giovane arrivi ad imbottirsi di esplosivo per andare a farsi saltare in aria, in mezzo a civili innocenti.
Bisognerebbe domandarsi come può essere possibile il contrario, come può un giovane, che fin dall'infanzia subisce un simile lavaggio del cervello, scampare al suo destino di "martire" in nome di Allah, contro "l'oppressore".
I bambini per me sono tutti uguali e tutti hanno diritto a vivere, questi bambini ricevono abusi gravissimi, non si può rubare l'infanzia a degli innocenti, non si può infondere odio nelle loro menti un giorno dopo l'altro e non si può "programmarli" per uccidersi e uccidere il nemico.
E' immorale, é bestiale, é da barbari.
Fermare questa "strage" di innocenti é anche un modo per stoppare definitivamente il terrorismo suicida, che tanti morti ha causato in tutto il mondo
Orpheus


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4 marzo 2008

"Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti". Così parla Hamas (e lo dice perfino in ebraico)

 
I missili palestinesi cadono sui centri commerciali, sugli ospedali, sulle scuole e sugli obiettivi civili in Israele, e Hamas si rivolge direttamente agli ebrei. Lo fa in inglese e persino in ebraico: “Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti”. Lo si legge nel sito web ufficiale di Hamas. In uno degli ultimi poster on line sui siti di Hamas, con didascalie che non lasciano spazio al dubbio, sono raffigurati bambini di Sderot rannicchiati in un rifugio durante un attacco di Qassam palestinesi: “I sionisti si nascondono bene”.
Nel frattempo il ministero della Difesa d'Israele ha diffuso i dati sul fatto che sono sempre più numerosi i giovani israeliani, i cui genitori vivono all'estero, che scelgono di tornare in Israele all'età di 18 anni per servire nelle Forze di difesa. Fra loro, il 90 per cento si arruola nelle unità combattenti e il 70 per cento si stabilisce in Israele una volta completato il servizio militare. E’ la forza del sionismo, ricostruire dopo la distruzione, accorrere per la difesa della propria gente nel momento del pericolo esistenziale. Una splendida risposta proporzionata.
Da Il Foglio
Sono anni che i terroristi di Hamas sparano razzi sulle città israeliane, ciò nonostante se Israele reagisce, la sua reazione é sempre considerata sproporzionata dalla comunità internazionale e da certa stampa asservita agli odiatori di professione di Israele.
Mi si dovrebbe spiegare cosa intendono per "reazione adeguata", se non lo é un’azione militare mirata alla distruzione dei missili e dei terroristi che li lanciano. Forse starsene inermi a ricevere centinaia di razzi in testa?
A parti ribaltate, con i palestinesi costretti a vivere nel terrore di continui lanci di razzi, che direbbero se i medesimi, reagissero tentando di impedire tali lanci?
Che direbbero se gli israeliani si rivolgessero direttamente ai palestinesi con frasi come "Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti"?
Che direbbe l'Onu?
Immagino...le grida di disapprovazione, le parole di biasimo e d'odio contro gli israeliani, arriverebbero in cielo.
Orpheus




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18 febbraio 2008

L’ultimo regalo del Governo Prodi:1mln di euro ai palestinesi

 

Una delle ultime malefatte del governo Prodi e’ stata l’approvazione di una legge che stanzia poco meno di 310.000 euro a favore della Delegazione Palestinese in Italia. Sono denari degli Italiani che vengono regalati a chi fa del terrorismo la propria legge, il proprio stile di vita. Una somma che si ripete annualmente per tre anni.
Uno stanziamento, recita la legge, SENZA OBBLIGO DI RENDICONTO, ovvero i signori delegati palestinesi potranno spenderli come vorranno senza giustificare le spese allo Stato italiano che, nella peggiore delle ipotesi, si rende complice di attività terroristiche palestinesi.

Ma era davvero necessario buttare quel milione di euro quando i pensionati muoiono letteralmente di fame, gli ospedali non funzionano, gli stipendi sono da fame e via dicendo?

Ecco di seguito il testo.
LEGGE 7 gennaio 2008, n.14
Concessione di un contributo finanziario alla Delegazione generale palestinese per il funzionamento della sede in Italia. (GU n. 30 del 5-2-2008)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
E’ autorizzata la concessione alla Delegazione generale palestinese, per il triennio 2007 2009, di un contributo annuo pari a 309.875 euro destinato alle spese di funzionamento della sua sede in Italia. Tale contributo ha carattere forfetario e non e’ soggetto a rendicontazione.
 Per consultare il testo originale della legge clicca qui

Da Legnostorto
A parte il discorso dello spreco che é vergognoso, considerando come vivono tanti poveri pensionati e la mancanza di edilizia popolare per le giovani coppie, il tragico é che quei soldi andranno sicuramente a finanziare il terrorismo, a causa della mancanza dell'obbligo di rendiconto.
Se il governo Prodi avesse voluto destinare quei soldi ad opere per aiutare la popolazione povera, avrebbe chiesto, giustamente, un rendiconto. Non averlo fatto puzza di bruciato, considerato il potere di Hamas in quelle zone...quanto esplosivo si compra con um milione di euro?
Orpheus



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12 febbraio 2008

«Sono felice, mio figlio andrà al martirio»


Quasi un adolescente, ha gli occhi come quelli di un gatto, dorati e vaghi, la barbetta lanuginosa; il fucile imbracciato, il cappellino di Hamas con la striscia verde e la divisa mimetica, guarda affettuoso l’anziana madre che parla e parla, col velo nero, il mitra in mano e il vestito a fiori bianchi. Il ragazzo fa quel sorriso imbarazzato dei figli quando i genitori li lodano in loro presenza. Ma il lungo discorso di lode non descrive le doti di bontà o di bravura del figlio: la madre legge di fronte alla telecamera con orgoglio l’annuncio della prossima morte del figlio come terrorista suicida. Esploderà con quanti più innocenti possibile. Lei dice: «Sono felice come non sono mai stata».
Con questo video ha aperto cinque giorni fa il suo «prime time» Al Aqsa, la tv di Hamas. I nomi di mamma e figlio non sono noti, ma il video proviene da Gaza. Negli ultimi giorni l’escalation è evidente, la guerra bussa alla porta. La pioggia di kassam su Sderot porta ora il nome di Osher Twitto, 8 anni, che colpito con il fratellino Rami, ha perso una gamba e ora rischia la seconda.
Ma nel frattempo, come dimostra il video dopo l’attentato di Sderot, oltre ai missili i terroristi suicidi sono di nuovo l’arma strategica di Hamas. La «shahada», il cosiddetto martirio, non aveva da anni una simile parossistica esaltazione, anche se molte volte le mamme si sono dichiarate felici di un figlio shahid già morto. Ora, si arriva in vita a negare perversamente proprio il rapporto più vitale, quello fra madre e figlio.
L’importanza data al video nelle notizie, il contenuto di quello che dice la madre, segnalano il ritorno della cultura del terrorismo suicida, quello della seconda Intifada. La madre, dunque, dopo aver annunciato di «non essere mai stata così felice», prosegue nella descrizione del suo amore materno spiegando: «Ho mandato a nozze 4 figli, e non ho provato tanta felicità come ora che grazie a Dio mando un figlio fino in Paradiso, grande come cielo e terra; spero che Dio eleverà mio figlio per cento scalini e lo sposerà con 72 vergini. Dico ai sionisti: noi abbiamo giovani determinati a morire! E dico alle madri musulmane: educate i vostri figli ad amare la morte dei santi». Questo invito non mancherà di fare il suo effetto a Jenin come a Ramallah o a Betlemme, oltre che a Gaza.
La tv saudita Al Arabja, a seguito dell’attentato di Dimona, riceve queste risposte da Khaled al Batash, leader religioso di Hamas: «Non si tratta di terrore, ma di azioni di guerra, terrorizzare i sionisti e in generale gli occidentali è indispensabile alla nostra battaglia». Ancora più chiaro il leader di Hamas Yunes al Asfel in un comizio ai giovani: «Così liberiamo non solo i palestinesi ma tutto l’Oriente dai tiranni, dai governi fantoccio e dai collaborazionisti... non resterà casa o tenda in cui non entrerà l’Islam, saremo presto i padroni del mondo. Chiediamo a Dio di uccidere i nostri nemici sia ebrei che arabi».
Riassunto da Fiamma Nirenstein-Il Giornale
Queste donne, queste "madri" mi hanno sempre provocato un sentimento di repulsione profondissimo, quanto grande può essere il loro odio verso Israele, se supera l'amore che lega una mamma a suo figlio?
Un figlio portato in grembo, partorito, allattato e cresciuto per farlo diventare una bomba umana.
Orpheus


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29 novembre 2007

Per Lewis, accettare lo stato ebraico è la condizione per la pace

 
Ci sono da fare alcune considerazioni sulla conferenza di pace di Annapolis e, soprattutto, sull’approccio da tenere nei confronti del conflitto arabo israeliano. Prima domanda: qual è la ragione del conflitto? Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una domanda ovvia, in realtà non è così. Due, fondamentalmente, sono le possibilità: nel primo caso, la ragione è da cercare nelle dimensioni di Israele; nel secondo, riguarda l’esistenza stessa dello stato ebraico. In un caso abbiamo a che fare con un problema strettamente legato ai confini, come in Alsazia– Lorena e in Texas: so che non è facile da dire, ma si potrebbe convivere con il problema nell’attesa di una soluzione a lungo termine. Se, invece, il motivo del conflitto fosse l’esistenza stessa di Israele, allora la soluzione non potrà certo arrivare con i negoziati. Non c’è un compromesso possibile tra l’esistenza e la non esistenza dello stato ebraico, e nessun governo israeliano accetterà di negoziare sul fatto che Israele debba o non debba esistere. Di tanto in tanto, nei loro discorsi diplomatici pronunciati in inglese, l’Olp e altri rappresentanti palestinesi forniscono indicazioni ufficiali sul riconoscimento dello stato di Israele. Ma quel messaggio non è lo stesso che arriva nelle case arabe o sui libri di testo delle scuole elementari, nei dibattiti politici o nei sermoni religiosi. Perché i termini utilizzati in lingua araba non rimandano certamente alla fine delle ostilità, bensì a un armistizio o a una tregua destinata a terminare quando la prospettiva di una guerra contro Israele avrà maggiori possibilità di successo. Non ci sarà un negoziato di pace senza una genuina accettazione del diritto di Israele a esistere in quanto stato ebraico nello stesso modo in cui i paesi membri della Lega araba sono riconosciuti come stati arabi o quelli della Conferenza islamica come paesi islamici. Un buon esempio di quanto questo problema influenzi i negoziati è la questione dei profughi. Durante la guerra del 1947-48, 750mila arabi volarono o furono trasportati fuori da Israele trovando rifugio nei paesi confinanti. Nello stesso periodo, un numero crescente di ebrei subì la stessa sorte: furono costretti a lasciare prima la parte della Palestina controllata dagli arabi (a nessuno di loro fu permesso di rimanere), poi i paesi confinanti dove i loro antenati avevano vissuto per generazioni. La maggior parte di questi profughi trovò riparo in Israele. Quel che accadde fu, in effetti, uno scambio di popolazione non diverso da quello che aveva preso corpo un anno prima nel subcontinente indiano, dove l’India britannica fu divisa in due parti, India e Pakistan. Milioni di profughi lasciarono le terre di origine, gli hindu furono trasportati in India, gli islamici in Pakistan. E’ possibile rintracciare un altro buon esempio in quel che accadde nell’Europa orientale alla fine della Seconda guerra mondiale, quando l’Unione sovietica decise di annettere una larga parte di Polonia orientale e compensò Varsavia con una fetta di Germania. Questo portò ad un grande movimento di profughi. I polacchi furono trasferiti dall’Unione sovietica alla Polonia, i tedeschi dalla Polonia alla Germania. I polacchi e i tedeschi, gli hindu e i musulmani, gli ebrei costretti a fuggire dagli stati arabi: tutti trovarono una sistemazione nei nuovi paesi senza l’aiuto della comunità internazionale. L’unica eccezione riguarda gli arabi palestinesi e i paesi confinanti. Il governo giordano ha garantito una forma di cittadinanza agli arabi palestinesi, ma di fatto li ha lasciati nei campi profughi. In altri paesi arabi, i palestinesi sono rimasti senza uno status giuridico, senza diritti e opportunità, mantenuti soltanto grazie ai fondi delle Nazioni Unite. Paradossalmente, se un palestinese fosse andato in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, avrebbe potuto ottenere la nazionalità nel giro di cinque anni, mentre i figli venuti al mondo in quei paesi sarebbero stati cittadini per diritto di nascita. Se, invece, la stessa persona avesse trovato rifugio in Siria, Libano o Iraq, sarebbe rimasta senza uno status per generazioni. La ragione di questo fenomeno è stata analizzata da diversi politici arabi: è il bisogno di preservare questo popolo come un’entità separata sino al momento in cui sarà possibile rivendicare l’intera Palestina, dalla Striscia di Gaza sino allo stesso Israele. La richiesta di un ritorno dei profughi significa, in altre parole, la distruzione dello stato ebraico. Ed è altamente improbabile che il governo israeliano prenda in considerazione una richiesta del genere. Ci sono segnali di cambiamento nei circoli arabi. C’è la possibilità che Israele venga accettato e che lo stato ebraico fornisca un contributo positivo alla vita pubblica della regione. Ma opinioni come queste sono espresse solo furtivamente. Qualche volta, chi le esprime viene quantomeno incarcerato. Sono opinioni che incidono ancora poco o niente sulla leadership. Il che ci porta indietro al summit di Annapolis. Se la questione non riguarda le dimensioni di Israele bensì la sua esistenza, i negoziati saranno inutili. Alla luce di quanto avvenuto in passato, è chiaro che questa rimarrà la questione cardine sino a quando i paesi arabi raggiungeranno o rinunceranno al loro obiettivo: la distruzione di Israele. Ma nessuna delle due ipotesi, al momento, sembra potersi verificare.
Da Il Foglio
La ragione del conflitto ormai é da cercare nell'esistenza stessa di Israele.
Hamas ha già
commentato negativamente la dichiarazione congiunta israelo-palestinese di Annapolis definendola "solo parole, e una perdita di tempo". E Ahamadinejad ha giudicato, la stessa "un fallimento" che a suo parere è stata soltanto un esercizio di "propaganda politica". "Non è possibile che il regime sionista duri", ha ribadito Ahmadinejad, citato dall'agenzia Isna. "E' nella sua stessa natura l'impossibilità di continuare a esistere - ha aggiunto il presidente iraniano - perché basato sul male, l'aggressione, la menzogna, la tirannia e il crimine, e tutto questo finirà". 
Queste parole seppelliscono ogni accordo, a mio parere, perchè il terrorismo ai danni d'Israele continuerà, provocando la sua reazione, che innescherà la solita rappresaglia...
Orpheus

 


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9 ottobre 2007

Vivere e morire sotto Hamas

 

Un missionario protestante palestinese è stato ucciso e il suo corpo è stato ritrovato ieri in una strada della città di Gaza con segni di tortura e due colpi alla testa. Le autorità dell’ospedale di Shifa  hanno affermato che il corpo era stato accoltellato diverse volte.
Rami Khader Ayyad, 32 anni, era direttore dell’unica libreria cristiana di Gaza, lo scorso aprile la sua libreria era stata bruciata durante una campagna contro “il vizio” lanciata da un gruppo “la Spada dell’Islam”.
Non c'è da stupirsi questo é il trattamento che riservano i fondamentalisti ai Cristiani ed é fuori di dubbio che Hamas oltre ad essere un'associazione terrorista é anche fondamentalista.
“Mi aspetto che i vicini cristiani capiscano che il governo di Hamas comporta un cambiamento reale. I cristiani devono prepararsi a vivere sotto la legge islamica, se vogliono continuare a vivere in pace a Gaza”. Così ha parlato il leader della fazione islamica, Islamiya Salafiya, dopo la presa del potere di Hamas a Gaza,  gruppo che si adopera per imporre la legge coranica nella città palestinese,  saccheggiando un convento e una scuola cattolica e attaccando negozi di musica e Internet café.
Sono 3200 i cristiani a Gaza a fronte di un milione e mezzo di musulmani e sono
oggetto di pesanti discrimazioni : devono pagare una tassa di "protezione" la jeziya.  Le famiglie cristiane sono ostacolate nella scelta della professione. Si trovano ben pochi avvocati e giornalisti cristiani, le loro attività commerciali sono ostacolate. In alcuni casi i negozi non possono vendere intere categorie di articoli e vengono fatti chiudere d’autorità nel nome di leggi che non esistono nemmeno. La vita dei cristiani diventa difficile anche dal punto di vista economico. ma ancor peggio è il controllo della pratica del culto. Le messe sono controllate, le spie riferiscono quel che si dice nelle chiese. Per un cristiano che vive a Gaza è impossibile pregare per la pace di Gerusalemme o per Israele. Se lo fa rischia di essere condannato per collaborazionismo Questa è una forma di persecuzione relativamente ‘leggera’. C’è poi una seconda forma di discriminazione, molto più pesante, per i musulmani che si convertono al cristianesimo. Un convertito rischia la vita tutti i giorni. C’è gente che muore e noi non ne sappiamo nulla, perché su quei casi viene imposta una censura completa.
Mi domando ma se il governo d'Israele si comportasse in egual modo con i musulmani che vivono fianco a fianco degli israeliani, cosa succederebbe?
Orpheus


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1 ottobre 2007

Un appello in favore di Hamas dagli intellettuali con licenza di sciocchezza


Ma cosa avranno mai da imparare gli allievi italiani da cattivi maestri come quelli che da quasi tutte le università e i licei della repubblica stanno facendo affluire in questi giorni le proprie adesioni all’incredibile appello perché Prodi tratti con Hamas? Appello in cui si definisce Israele uno stato genocida? Altro che l’Ucoii e i terroristi islamici e i loro fiancheggiatori, il nemico adesso lo coviamo nelle nostre scuole, sotto forma di indottrinamento all’odio anti sionista e perciò antisemita. E i protagonisti, parte di loro, i nomi più significativi, da Cardini a Vattimo, passando per alcuni orientalisti che scambiano la passione per l’islam con quella per la guerriglia, sono gli stessi che hanno indicato Magdi Allam come un possibile bersaglio agli estremisti con il loro appello contro il libro “Viva Israele”. Cose che capitano a chi scrive parole chiare contro questo odio, così come contro chi lo coltiva e chi lo insegna. E’ capitato a Souad Sbai, a Dounia Ettayb, alla Santanchè, al nostro collaboratore Palazzi e anche a chi scrive. Calunniato nei blog dell’estrema sinistra come in quelli dell’estrema destra. 
Questi cattivi maestri contano sul fatto che su internet accade di tutto e spesso la gente se ne accorge a distanza di mesi o di anni. E comunque è in atto una vera e propria campagna di calunnie contro chi difende le ragioni di Israele.
 Ma il vero problema con questi cattivi maestri non è l’attacco ad personam che portano dalle rispettive cattedre. Quanto la distorsione pedagogica che operano su tanti incolpevoli giovani. Si sente spesso chiedere più fondi per la ricerca, la scuola e l’università. Sarebbe ora di monitorare come questi soldi vengono spesi. E soprattutto a chi vengono dati.
L’appello della vergogna di cui abbiamo dato conto anche ieri finora ha avuto 546 adesioni tra cattedratici, chiamiamoli così, di umanità varia. Il pericolo è quello di ricalcare lo stereotipo delle tristi università inglesi dove si invita a boicottare Israele.
Esiste ormai una lobby anti israeliana fine a sé stessa, visto che non ha alcuna giustificazione neanche più nella causa palestinese. Fascisti e comunisti vi si trovano spesso a braccetto e le persone perbene farebbero bene a guardare in che liceo o in che università iscrivono i rispettivi figli. Oramai infatti non insegnano più solo l’odio contro Israele ma falsificano la storia e anche la geografia. E aggiungono sempre nuovi bersagli all’odio rivoluzionario: dopo lo stato ebraico e l’America, ora c’è anche Abu Mazen, “il traditore” del proprio stesso popolo”. Popolo che ovviamente tifa, come loro da giovani e da vecchi, per la fantomatica rivoluzione permanente. Per questi cattivi maestri la realtà è un optional, e l’insegnamento ai giovani una scuola di partito come nell’ex Urss.
Leggete questo passo dell’appello per rendervene conto: "Coloro che avevano perso le elezioni, con lo sfacciato appoggio di Israele e dei suoi alleati occidentali, hanno rovesciato il governo democraticamente eletto per rimpiazzarlo con un altro abusivo. Hanno poi scatenato, in combutta con le autorità sioniste, la caccia ai loro avversari, annunciando l’illegalizzazione di Hamas col pretesto di una nuova legge per cui solo chi riconosce Israele potrà presentarsi alle elezioni. USA ed UE, una volta giustificato il golpe, sono giunte in soccorso di questo governo illegittimo abolendo le sanzioni verso le zone da esso controllate, e mantenendole invece per Gaza".
Peccato che il pronunciamento ci sia stato invece proprio a Gaza con relativo bagno di sangue e caccia a donne non velate e consumatori di alcolici e poi anche ai cristiani non dhimmizzati.
Quindi l’appello firmato dall’astrofisica Margherita Hack (ma perché non si occupa dei pianeti invece che dei terroristi islamici?) e dal filosofo del pensiero debole Gianni Vattimo (provi un po’ ad andare a fare il gay di tendenza a Gaza) ormai etichetta Abu Mazen praticamente come un servo dei sionisti. I firmatari dell’appello, vergognoso almeno come quello che altri cattivi maestri hanno firmato a suo tempo contro Magdi Allam e prima ancora contro il commissario Luigi Calabresi, non vogliono la pace in Medio Oriente ma il riconoscimento politico di un’organizzazione di terroristi assassini come Hamas. Abbiano almeno il coraggio di dirlo esplicitamente e non si nascondano dietro tortuosi ragionamenti politici che rappresentano più che altro la foglia di fico dietro cui nascondere il loro fottutissimo odio contro Israele e gli ebrei.
Riassunto da Dimitri Buffa-Opinione.it
Come dice Diaconale queste pompose cariatidi (sia di anni che di mentalità) sono ormai una casta che affianca quella dei politici. Una casta devastante perchè a contatto con i giovani a cui instillano il loro odio e i loro pregiudizi.
Una casta "chiusa a difesa dei propri privilegi che ha responsabilità uguali se non addirittura superiori a quelle delle altre. Si tratta della casta degli intellettuali. Siano essi professori universitari, scrittori, artisti, architetti e chi più ne ha più ne metta che, pur avendo sulle spalle anni ed anni di predicazioni stolte e di esempi pessimi, continuano imperterriti nel salire sui pulpiti ed a propinare all’opinione pubblica del paese, forti di un prestigio assolutamente immeritato, una serie di insegnamenti sbagliati dalle conseguenze devastanti".
Orpheus



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19 luglio 2007

Masochisti con Hamas

Cinismo: pensiamo che alla base delle recenti dichiarazioni di D’Alema e di Fassino su Hamas ci sia principalmente questo. Tuttavia, prima di cercare ancora di far ragionare il ministro degli Esteri e quella brava persona che è sempre stata in politica mediorientale Piero Fassino, segretario dei Ds, ci sono due novità che la cronista ha il dovere di raccontare.
La prima è che D’Alema, nello stesso discorso di San Miniato in cui lunedì ha ribadito l’idea che si debba parlare con Hamas in quanto «forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», si è anche espresso in un modo che rende chi come me si occupa da tanti anni di Medio Oriente un povero reietto. Infatti il ministro ha bollato i giornalisti che hanno scritto della sua passeggiata a braccetto con gli Hezbollah, montando, a suo dire «una campagna», chiamandoli, né più né meno che «dei deficienti». Finalmente sappiamo ciò che siamo. Ma siamo contenti almeno che il titolo abbia valore mondiale, dato che sia la foto della passeggiata che lo stupore che ne è derivato hanno costellato parecchi giornali, in molte lingue, in tutto il mondo. Ma il disprezzo di D’Alema per chi non ammira la sua politica è una sua antica abitudine. «So let it be with Caesar».
La seconda storia, ed entriamo in argomento, è che un’indagine recentissima della Near East Consulting, compiuta a Gaza in questi giorni, dimostra che il consenso di Hamas è in discesa, mentre quello di Fatah cresce: gli schiaffi della messa in mora internazionale cominciano a fare effetto. Hamas ha ora il 23 per cento dei consensi a fronte del 29 del mese scorso, Fatah è salito dal 31 al 43. Il 66 per cento di quelli che hanno votato per Hamas oggi voterebbe per Fatah. Il margine di errore è valutato al 3 e mezzo per cento. Ismail Haniyeh con il 37 per cento è oggi nettamente sotto Abu Mazen che ha il 63 per cento. Questo significa che le stragi compiute da Hamas dopo le elezioni, la percezione (secondo Jamil Rabah, capo del Near East Consulting) del boicottaggio internazionale di Gaza, i disagi della popolazione, la disapprovazione per il comportamento criminale di Hamas hanno ottenuto quei risultati che D’Alema e anche Fassino, quando ripetono che Hamas è una forza «democraticamente eletta» e quindi indispensabile alla pace, ritengono evidentemente impossibili. La sviolinata su Hamas come forza maggioritaria eletta in libere elezioni, anche evitando ovvi paragoni, per esempio quello con Hitler, è del tutto irrilevante: elezioni e democrazia non sono sinonimi, soprattutto quando la forza eletta dichiara ripetutamente che disprezza il sistema democratico come espressione della cultura blasfema dell’Occidente, e che quindi usa le elezioni come puro veicolo di affermazione. La democrazia è un pacchetto complessivo, che prosegue anche il giorno dopo le elezioni: se una forza «democraticamente» eletta si avvale del consenso elettorale per imporre un regime teocratico e sanguinario, qualcuno mi deve spiegare dove è rintracciabile la sacralità del patto con le forze di minoranza. Inoltre, non è affatto vero, come sostiene D’Alema, che Hamas venga consegnata ad Al Qaida se non ci si parla. Hamas nasce nel ventre di Al Qaida e viceversa, i loro legami sono molteplici e intrinseci, come ha detto anche Abu Mazen, e nel passato ne abbiamo dato conto parecchie volte nei particolari, con le date e i nomi. Infatti, queste due organizzazioni non hanno nessun’altra ragione sociale se non quella religiosa messianica antioccidentale, ovvero la jihad. Non esisterebbero senza. Basta leggere la Carta di Hamas e, se poi non convince perché si pensa che siano tutte chiacchiere, basta dare un’occhiata alle gesta del Movimento, sia sul fronte del terrorismo sia su quello della guerra interna. La mostruosa (ripeto, mostruosa) crudeltà dell’organizzazione descrive pienamente le sue potenzialità politiche. Esiste già, con Hamas, un dialogo che riguarda le questioni indispensabili, quelle degli aiuti umanitari e quelle dello scambio dei prigionieri. Per il resto è semplicemente masochista e persino un po’ folle immaginare come strumento di pace la promozione degli estremisti nel momento in cui tutta l’idea della ricostruzione di un processo di pace mediorientale è basata sulla nuova costruzione della rilevanza dei moderati. Per questo Bush ha proposto la nuova conferenza di pace, per questo vuole conferire all’Autorità di Abu Mazen 190 milioni di dollari, per questo intende fare di questa conferenza un appuntamento che contesti e anzi spinga fuori l’egemonia iraniana, che (ma D’Alema non lo sa?) da Hamas è auspicata e utilizzata, uomini, danaro, armi. Tony Blair non accetterà, nel suo nuovo ruolo, la strategia italiana, George Bush riterrà un attacco diretto alla sua strategia la posizione del nostro ministro degli Esteri. Inoltre, non la accetteranno i nostri figli, cui insegniamo che non uccidere è il primo comandamento, e che poi invitiamo a sedersi con degli assassini patentati.
di Fiamma Nirenstein da
ilGiornale
Ecco. credo che questo articolo sia la risposta adeguata a chi ancora considera D'Alema un grande ministro degli esteri, grande e illuminato.Il lupo si è travestito di agnello , ma le simpatie sinistra per certi terroristi restano e sono difficili da scardinare.Pur con tutta la cautela che un vero diplomatico deve possedere nell'esprimere certi giudizi, resta il fatto che certa gente vuole solo violenza e morte e di questo non si può non tenere conto.e poi un diplomatico vero, opera con perizia, non fa certe passerelle...
Verbena




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17 luglio 2007

Hamas, Fini attacca D'Alema:"Le sue parole sono gravissime"

ROMA:«Le parole di D’Alema sono gravissime e irresponsabili. È evidente che Hamas è una organizzazione politica che come tale raccoglie vasto consenso popolare, ma è incontestabile che non ha mai ripudiato il terrorismo come strumento di lotta». Lo afferma il leader di An ed ex ministro degli Esteri Gianfranco Fini. «Lo ha praticato e lo pratica tuttora e si rifiuta di riconoscere lo Stato di Israele. Ed è per queste ragioni che l’Unione europea ha inserito Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Prodi ha il dovere di dire con chiarezza se le affermazioni di D’Alema sono condivise e sono la linea del Governo», conclude.
Le parole di D'Alema

Il ministro degli Esteri ieri ha parlato alla festa dell'Unità di San Miniato, in provincia di Pisa: «È sbagliato regalare ad Al Qaida movimenti come Hamas e Hezbollah - ha spiegato - Hamas si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare: per l’occidente democratico non riconoscere un governo eletto democraticamente, magari mentre andiamo a braccetto con qualche dittatore, non è una straordinaria lezione di democrazia». Secondo D’Alema invece «Hamas è una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», e per questo motivo «è interesse della comunità internazionale - ha concluso - evitare di spingere questi movimenti nelle braccia di Al Qaida».da lastampa.it
Siamo in estate e fa caldo e il caldo da alla testa, specie se si mastica amaro, si cerca visibilità e si vogliono pronunciare frasi "storiche".Povero D'HAlemahSalam, gli sono rimaste solo queste comparsate e queste dichiarazioni ad effetto dato che è stato tagliato fuori da tutto e non ha il coraggio di dare l'alto là a Prodi e amichetti sinistri..Era ora in ogni caso che Fini uscisse dal coma, spero che con lui, ne esca tutta la CdL.Ora non è il momento di giocare a rimpiattino
Verbena


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5 luglio 2007

L'Onu bacchetta il regime di Assad Solo l'Italia lo elogia

 

La scorsa settimana, venerdì per la precisione, il Segretario Onu Ban Ki-moon ha ammonito Siria e Iran a rispettare l'embargo di armi verso le milizie che operano in Libano, richiamando altresì Damasco a controllare meglio i confini con gli Stati vicini. Tradotto in parole povere, significa che: 1) Siria e Iran devono finirla con l'invio di armi a Hezbollah nel sud del Libano, 2) che Assad deve ubbidire agli impegni presi ma non rispettati, cioè deve anche lui finirla di servire da lasciapassare per tutti i terroristi della zona. Ban Ki-moon ha fatto un preciso riferimento ad un rapporto del Consiglio di Sicurezza, nel quale veniva detto che Hezbollah viene regolarmente rifornito di armi anticarro e antiaereo attraverso il confine con la Siria. I nostri "esperti " di Medio Oriente in funzione anti-israeliana, sempre così attenti a quanto dall'Onu esce sotto forma di risoluzioni contro lo Stato ebraico, anche questa volta hanno fatto finta di niente, neanche una riga, come se Siria e Iran non fossero nemmeno stati nominati. Ma e' anche vero che Assad gode di ottima considerazione nel nostro governo, viste le alte considerazioni di stima espresse da Lamberto Dini nell' intervista rilasciata al Corriere giorni fa, nella quale presentava la politica siriana come il massimo della buona volontà, pronta a fare la pace con Israele se soltanto Olmert, il cattivo, lo volesse. Dini non si è recato a Damasco per diporto, ma quale inviato ufficiale del nostro governo, quindi non ci stupiamo del livello delle sue dichiarazioni. Si è ben guardato, infatti, dal ricordare ad Assad la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, quella che stabilì l'accordo del cessate il fuoco alla fine della seconda guerra del Libano, imponendo a tutte le milizie operanti nei territori vicino al confine con Israele, il disarmo totale. Ciò nonostante, il confine con la Siria è tutto un via vai di armi sofisticate con destinazione Hezbollah, cosa peraltro confermata anche dal governo di Beirut, che ha riportato come la quantità di armi possedute da Hezbollah sia ritornata al livello precedente la guerra della scorsa estate. Dini sarà piuttosto rimasto preoccupato dai rapporti delle forze Unifil, che per mandato Onu dovrebbero svolgere la funzione di guardiani della pace, ma che invece notano esclusivamente la violazione dello spazio aereo libanese da parte degli aerei di ricognizione israeliani, perchè, si sa, Hezbollah è libero di riarmarsi davanti agli occhi indifferenti delle forze Onu, ma guai a Israele se si azzarda a monitorarlo. Intanto ad Hamas si può rimproverare tutto tranne la franchezza. Mentre in Europa si discute se inviare un'altra razione di Unifil a Gaza per fermare la violenza interpalestinese, Hamas, tramite la sua forza armata Izz a-Din al-Kassam, ha dichiarato che la presenza a Gaza di qualsiasi forza straniera verrà considerata quale forza di occupazione e combattuta come tale. " Non la riceveremo con mazzi di rose ", ha dichiarato Hamas, " ma con razzi e bombe". Dini e D'Alema ne tengano conto, e ne ricordino la provenienza, quando lodano Siria e Iran. Ma Hamas, oltre a non usare mezze parole, ne ha fatta un'altra di operazione furba. Dopo che le immagini di Arafat, simbolo della corruzione di Fatah, erano state staccate dai muri a Gaza e calpestate a furor di popolo, è arrivato il "contrordine compagni" di Ismail Haniyeh. Condannare la sua politica, così simile a quella di Hamas, sarebbe un autogol. E il faccione di Arafat è tornato nei negozi di Gaza. Intanto l'occidente tratta con Abu Mazen, che il quadro con la foto del rais dalla parete del suo ufficio a Ramallah, non l'ha mai tolto.
Angelo Pezzana-Libero
Se la politica interna di questo esecutivo fa pena, quella estera fa indignare. Ormai siamo i migliori amici di stati canaglia e terroristi. Un bel record non c'é che dire...
Orpheus


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18 giugno 2007

La Lega araba condanna i crimini di Gaza e sostiene Abbas:il nostro governo TACE

 

E’ veramente singolare che i ministri degli Esteri delle nazioni arabe abbiano condannato , ormai già da alcuni giorni, i recenti scontri della Striscia di Gaza ed abbiano chiesto un sostegno per il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas, mentre sia il nostro ministro degli esteri Massimo D’Alema che lo stesso Romano Prodi non hanno né condannato il sanguinoso golpe militare di Hamas a Gaza (che ha provocato un centinaio di vittime) né dato il loro appoggio al nuovo governo costituito da Abu Mazen.
Singolare e alquanto vergognoso perché ancora una volta mette in luce il comportamento ambiguo dell’Italia in politica estera. Il “grande statista” D’Alema, infati, si è appiattito sulle posizioni della sinistra estrema che da sempre flirta con i terroristi. Diliberto è un fan di Hamas ed Hezbollah a cui ha dato la legittimazione di combattenti, quindi il “nostro” ministro degli esteri non può prendersi il lusso di condannare l’operato di Hamas di questi ultimi giorni, pena l’inasprimento dei rapporti con la solita sinistra radicale ed eventuali ricadute sul traballante e indecoroso esecutivo.
Quello che non capisco è perché non hanno nominato direttamente Diliberto ministro degli esteri, visto che lui a dettare le regole del gioco. Tanto peggio di così non potrebbe essere…(Ah, già dovevano dare una poltrona a Baffino e da come se la tiene stretta, si capisce quanto ne sia entusiasta).
Orpheus


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