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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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3 dicembre 2010

Ipse Dixit: “Terrorizzare è dovere religioso, assassinare è tradizione": ecco il candidato sindaco del partito islamico milanese


Si chiama Abdel Hamid Shaari, 63 anni, tra i fondatori dell’Istituto Islamico di Viale Jenner, centro di preghiera tra i più discussi e con più inquisiti per terrorismo al suo interno.

Sarà lui il candidato sindaco della lista islamica “Milano Nuova” alle comunali 2011, con il beneplacito e il plauso del candidato della sinistra, Giuliano Pisapia:"La lista è utile alla costruzione di una Milano più accogliente e più democratica, sicuramente meno discriminatoria. Proporre una lista interetnica significa voler partecipare attivamente alla vita cittadina senza discriminazioni, ma creando invece più coesione sociale e politica".
Vediamo come questo signore può rendere più "accogliente e democratica" la città di Milano. Ecco un breve sunto del suo "curriculum":
Pur non essendo stato mai indagato, Shaari è stato spesso lambito da episodi poco limpidi. Di origine libica giunge in Italia nel '67, quando si iscrive al Politecnico di Milano, poi si laurea in ingegneria. Risale agli anni dell'università anche la riscoperta dell'Islam.
Nel '89 insieme a Ahmed Nassreddin e Sa'ad Abu Zeid fonda l'ormai celebre Istituto culturale islamico di viale Jenner. Celebre in senso negativo, ovviamente, visto le indagini per terrorismo che lo hanno interessato.
Un imam di tale istituto, solo pochi anni dopo, viene ucciso in uno scontro a fuoco al confine della Bosnia, secondo Digos e Nocs  alcuni membri dell'istituto di viale Jenner collaborano con la resistenza arabo-bosniaca, e anzi l'istituto è una delle più importanti basi di Gama' a al-Islamiyya, un gruppo politico con tendenze terroristiche: e il 26 giugno '95 scatta per questo l'Operazione Sfinge, con 72 indagati (dopo cinque anni tutti assolti).
 Nel 2005, dopo le dichiarazioni di un “pentito” della rete di Al Qaeda, i carabinieri arrestano 12 persone: la moschea è di nuovo indicata come la base del gruppo, che pianificava attentati contro questura, comando dei carabinieri, aeroporto di Linate e ambasciata tunisina. Ispiratore (con un vero e proprio “lavaggio di cervello” sui fedeli) e coordinatore del gruppo è l'imam della moschea, Abu Imad. Ad aprile 2010, Imad viene condannato a 3 anni e 8 mesi per associazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo in cassazione, ma viene allontanato dalla moschea, di cui è guida spirituale, solo lo scorso febbraio. Ed è, ancora, un fedelissimo del centro di viale Jenner Mohammed Game, il kamikaze libico che si fece esplodere davanti la caserma Santa Barbara nel 2009.
 Un “infiltrato” nel centro islamico racconta che "già nel 2001, a ridosso dell'11 settembre, nel centro islamico venivano vendute videocassette dal contenuto “forte”. C'era un'intervista a Bin Laden di Al Jazeera, così come libri; c'erano le registrazioni di esecuzioni operate dai terroristi ceceni.
C'era anche la registrazione, soprattutto, di un incontro tenuto nello stesso centro. Il titolo era “Terrorizzare è dovere religioso, assassinare è tradizione". Il contenuto di quest'ultimo video è inequivocabile: "Si parlava di Islam come religione della forza, del dovere del musulmano di essere terrorista, dei “nostri ignoranti imam, non appena si sentono accusare che l'Islam si era diffuso con la spada, si affrettano a negarlo per affermare che la nostra è una religione di pace”.
E questo è quanto, aggiungo un'intervista molto illuminante
rilasciata da un rappresentante della comunità musulmana di Roubaix (Francia) Mohamed Salaui, al giornalista franco-algerino Philippe Aziz che l'ha inserita nel suo recente libro "Le Paradoxe de Roubaix". Roubaix è una citta per oltre il 60% mussulmana.
Questo é il futuro che stiamo costruendo per i nostri figli?
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 3/12/2010 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

29 marzo 2010

Che legnata...



Ancora una volta la "gioiosa macchina da guera" ha prodotto "picche", non sono bastate le "spintarelle" di certa magistratura, la relativa gran cassa mediatica nazionale, che ha dipinto il PdL come una manica di sprovveduti prima, e di disonesti dopo. Non sono bastati Santoro, Travaglio, Vauro, Benigni e tutto l'allegro caravanserraglio antiberlusconiano,  che infischiandosene delle regole e della legge (voluta dalla sinistra) ha messo in onda, a due giorni dalle elezioni, uno spettacolo osceno e per i contenuti e per la faziosità.
Una caccia allo "stregone", degna di Torquemada, che ha visto sulla graticola mediatica, il solito Berlusconi, senza contraddittorio, perchè la loro democrazia contempla che possono insultare, calunniare, denigrare nel più atroce dei modi, senza che ci possa DIFENDERE.
Non sono bastati i proclami di Bersani, gli insulti giornalieri di Di Pietro, le manifestazioni varie e assortite, il popolo viola, quello delle carriole, quello dell'acqua. Le prese in giro.
Il centro-destra ancora una volta vince.
Non solo ci teniamo le nostre regioni con percentuali bulgare in Veneto e in Lombardia.
Ma ci prendiamo Calabria e Campania. Testa a testa in Lazio e Piemonte (Cota é in vantaggio).
Naturalmente per la sinistra stanno vincendo loro: gli auguro di cuore di continuare a "vincere" così.
La Lega va avanti, e spero che Fini e la nuova destra radical-chic, si chieda perchè.
Orpheus
Update
Due vittorie fulminanti:
Il Lazio alla Polverini malgrado non avesse una lista. Dove ha vinto la democrazia.
Chapeau! E sono felice per gli abitanti del Lazio.
L'Aquila la città simbolo della efficienza di questo Governo boccia la sinistra, e premia il centro destra e questa la dice lunga, su come il governo abbia gestito l'emergenza terremoto.
Il Pd? Adesso c'è anche Grillo a portargli via voti. Ma chi semina vento raccoglie tempesta...



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permalink | inviato da Orpheus il 29/3/2010 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa

28 marzo 2010

PERCHE' BISOGNA ANDARE A VOTARE...


Le ragioni sono tante,  ma due meritano la massima attenzione.

La prima é che la sinistra italiana è fucina e fomentatrice di terroristi. Gli ultimi due gravissimi fatti ne sono l'ennesima prova.
Una lettera esplosiva inviata alla sede milanese della Lega Nord, in via Bellerio, è stata trovata in ufficio postale, dov'è esplosa ferendo un impiegato, se fosse stata più potente, avremmo l'ennesima vittima del terrorismo rosso, per giunta un povero lavoratore (che sarebbe morto in nome della "lotta" contro i centri di espulsione e ditemi se non è una FOLLIA questa)
Nello stesso giorno è stata trovata una busta, contenente un bossolo e delle minacce, indirizzata a villa San Martino, residenza del premier ad Arcore, accompagnata dalla frase "FARAI LA FINE DEL TOPO" (venerdì idem).
Non  esistono e non sono mai esisti terroristi "blu" o "verdi", riconducibili a FI o alla Lega. Prodi e soci non hanno MAI ricevuto minacce, proiettili o statuette in faccia. E questa la dice lunga in che parte politica militino i VIOLENTI e gli intolleranti. Coloro che odiano la libertà altrui e la democrazia.

Non basta dissociarsi e condannare a parole, quando nei fatti si FOMENTA tali comportamenti, con campagne d'odio, disprezzo e criminalizzazione dell'avversario politico, che vanno avanti da 15 anni.Questo fa la sinistra, e bisogna azzerare tutta la loro nomenklatura, per sperare di avere in futuro una classe politica che basi il suo consenso e la sua coesione, non sull'odio per Berlusconi, ma sui programmi. le idee e la comunità d'intenti. Altrimenti si avrà un "caravanserraglio" impossibilitato a governare e quindi a produrre "risultati" che inducano gli elettori a votarla.
Via i sepolcri imbiancati come Bersani, ex-comunista che ha solo cambiato casacca, ma la mentalità è quella del PCI, illiberale, antidemocratica e mistificatrice.  Via gli urlatori di piazza, quelli che insultano Berlusconi due volte al giorno e seminano odio, perchè altro non hanno da proporre.
Cacciare Berlusconi e poi? Che fanno? Nuovamente l'ammucchiata dell'ultimo Governo Prodi?
Questa è il loro PROGRAMMA?
Una nuova sinistra la si potrà avere, quando questa vecchia sarà totalmente demolita e saranno mandati all'ammasso i lestofanti che armano la mano, di facinorosi e psicolabili, salvo, poi scrollarsene di dosso la RESPONSABILITA'.
Basta mistificazioni, la lettera esplosiva era per "lottare" contro quelle, che la sinistra cialtrona ha definito "leggi razziali", paragonando Berlusconi a Hitler!
Basta insulti.
Basta odio.
La seconda ragione è semplicissima, la sinistra vuole rifarsi l'orticello elettorale, perchè non raccoglie voti a sufficienza con la politica dell'odio, quindi li cerca negli immigrati. Ergo é disposta a svendere la nostra cultura e il nostro territorio, poi condisce il tutto con la melassa del buonismo, e il piatto avvelenato, per noi italiani è pronto.
Se noi non andremo a votare, permettendo a questa sinistra di sopravvivere, torneremo agli anni di piombo. E che Dio ci aiuti.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 28/3/2010 alle 12:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

17 marzo 2010

I furbetti dell'elezioni: Assessore di Vendola assegna borse di studio e chiede il voto


Non so cosa altro tireranno fuori per vincere queste elezioni...forse i carrarmati. Sono così "democratici" e "onesti".

“Gentile amica, gentile amico, ho il piacere di comunicarti che la tua domanda di accesso ai finanziamenti regionali per il dottorato di ricerca è stata accolta”.
Comincia così la lettera che l’assessore regionale pugliese al Lavoro, Michele Losappio, ha inviato agli “assegnatari di borse di studio” della Regione e di cui il Velino è venuto in possesso.
“L’Assessorato alla formazione professionale e chi lo dirige – prosegue la nota di Losappio – mantiene così il suo impegno verso i dottori di ricerca della Puglia e le loro famiglie” di “farsi carico del costo del dottorato nelle modalità indicate dal bando e portando a compimento una scelta, voluta dal presidente Vendola e dal sottoscritto, che vuole dedicare attenzione e investimenti finanziari verso le nuove generazioni e la loro qualificazione professionale post laurea”. Una “attenzione” che – annuncia l’assessore, candidato al consiglio regionale nella lista Sinistra ecologia e libertà – sarà estesa “anche ai dottorati del XXV ciclo”.
La nota, inviata dall’indirizzo “segreteria.lavoro@regione.puglia.it”, si conclude così: “Spero che l’apprezzerai insieme alla nostra determinazione a portarla a termine e che ci consentirai di continuare in questa azione dandoci fiducia e consenso nell’ormai prossimo appuntamento di fine marzo che chiama tutti i pugliesi alle proprie responsabilità”.
Un chiaro appello al voto, insomma. È per questo che i parlamentari pugliesi del Popolo della libertà, Francesco Amoruso, Luigi d’Ambrosio Lettieri, Antonio Distaso, Simeone di Cagno Abbrescia, Salvatore Mazzaracchio, Francesco Paolo Sisto, si recheranno domani negli uffici della Procura di Bari per depositare “una denuncia in cui si ipotizzano i reati di peculato, abuso d’ufficio e voto di scambio nei confronti dei firmatari” della lettera. “Vista la gravità dell’episodio – dicono – chiederemo al procuratore della Repubblica interventi urgenti tesi al ripristino della legalità nella campagna elettorale”.

Una nota personale su Vendola agli inizi della sua "gloriosa" carriera in una discussa intervista rilasciata a Repubblica, nel 1985,  l'allora 26enne neoeletto membro della Federazione giovanile comunista (Fgci) propugnò "il diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro e con gli adulti".  I rapporti sessuali di bambini con adulti, a casa mia si chiamano IMMONDI atti pedofili.
Secondo l'assioma che vede Berlusconi mafioso per quello che ha detto di Mangano, Vendola che cos'é, per aver propugnato il sesso fra bambini e adulti?
Orpheus
PS E l'inchiesta che ha azzerato la sua giunta? Come poteva lui NON sapere....ah, già solo Berlusconi "non può non sapere"...

11 febbraio 2010

La manovra a tenaglia della giustizia ad orologeria


Le regionali sono alle porte e la “gioiosa macchina da guerra” togata e mediatica, solertemente, assesta colpi bassi al Governo e al centro-destra, come da tradizione

Lo scenario di illazioni, falsità non suffragate da uno straccio di prova e azioni giudiziarie a orologeria di queste ore, ha un carattere sovversivo non solo rispetto al governo, ma anche rispetto alle istituzioni democratiche, perchè corrompe la funzione giurisdizionale, l’obbligo all’imparzialità dei giudici e l’informazione, come spiega chiaramente Sgarbi in questo articolo.

Sono due i fronti: Ciancimino che tiene banco in un processo in cui la sua testimonianza non è pertinente, come dichiara lo stesso generale Mori che si è visto “scippare” il suo processo, con argomenti e temi che non toccano l’inchiesta che lo riguarda. Un’iniziativa abnorme che denota l’assoluta mancanza di rispetto delle regole nel processo.

E, in seconda battuta la bufera allestita attorno alla “punta di diamante” di questo Governo: Guido Bertolaso, cui va tutta la mi stima e solidarietà.  Solo nel nostro povero paese,  si riesce a far diventare la feccia oro e viceversa, ergo Ciancimino un eroe e Bertoloso un criminale.

Vale la pena ricordare quello che ha fatto Guido Bertolaso e che spiega l’accanimento della gioiosa macchina da guerra togata:

Primo: emergenza rifiuti in Campania risolta grazie a Super Guido e alla regia di Silvio Berlusconi . Guarda caso proprio la Campania è un terreno di scontro duro tra Pdl e Pd, con un’Italia dei “disvalori” che, all’ultimo momento, si è buttata tra le braccia di De Luca, candidato del centrosinistra, uomo con non poche macchie giudiziarie addosso.?

Secondo: il G8 preparato alla Maddalena e trasferito in tutta fretta all’Aquila dopo il terremoto, sempre grazie al supereroe dalla maglietta blu, ha avuto un successo senza precedenti. Le opere realizzate alla Maddalena, nonostante il “dirottamento” dell’evento, saranno un volano di sviluppo per la Regione Sardegna, senza considerare la rapida ed efficace bonifica del territorio da amianto e quant’altro, effettuata in poco tempo. In più, grazie al miracolo compiuto all’Aquila sul piano organizzativo,  le foto di Obama e degli altri Capi di Stato tra la gente dell’Abruzzo, dilaniato dalla tragedia, rimarranno nella storia. ?

Terzo:la frana di Messina e, a seguire, Haiti ed ancora una volta Bertolaso in prima linea e l’immagine dell’Italia che schizza ai vertici delle classifiche come le pop star internazionali.? Con un Bertolaso che le canta all'antipatica Clinton.

Il buon Guido è l’immagine dell’efficienza, del governo del fare, delle risposte immediate alle emergenze. Troppo facile dedurre che un colpo ben assestato a Bertolaso significa creare disillusione, vuol dire infangare anche ciò che a tutti appare immacolato, sperando di allontanare gli elettori dalle urne. E questo, forse, è il vero obiettivo di qualcuno.  Il che guarda caso ridà una flebile speranza al Caravanserraglio Bersani e Company, sul punto di perdere le elezioni nonostante l’abbraccio mortale con il giustizialista Di Pietro.

Quindi basta con questa giustizia ad orologeria! E' vergognosa e indegna di un paese che si dichiara democratico.

A proposito, sarà sempre per un altro straordinario caso che l’inchiesta è partita proprio dalla magistratura fiorentina ? Mah! Quella terra di Toscana, in cui certi magistrati tengono arringhe e convegni nelle sedi dei Circoli Arci…..

Come ha detto Andreotti “a pensar male si fa peccato…ma difficilmente si sbaglia”.

Sull'argomento leggete anche l'ottimo post dell'amica Lontana e dell'amica Nessie

Orpheus

21 settembre 2009

Farefuturo o Fareislam-la “nuova Milano” o la “nuova Medina”


Tutti abbiamo visto in televisione quanto accaduto a Daniela Santache’, alla quale rendo atto di essere l’UNICA, fra le politiche di casa nostra, ad avere le palle di opporsi a muso duro contro l’islam integralista. Era presente alla cerimonia anche l’imam di Viale Jenner, Abu Imad, condannato in appello per associazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo( accompagnato da una donna col burqa nero, senza nemmeno le fessure per gli occhi e una in niqab, con fessure).
Daniela è stata insultata pesantemente, minacciata di morte e malmenata, riportando lesioni guaribili in 20 giorni, il tutto per essersi ‘permessa’ di contestare l’uso del burqa a norma della legge 152 del 1975 che vieta di coprire il capo.  Non solo a quanto pare sarà anche denunciata da Abdel Shaari direttore della moschea per “turbativa di funzione religiosa e violenza privata”.
Quello che è successo è grave visto che ancora “ci troviamo in Italia e non in un califfato” e visto che esiste ancora la libertà d’espressione, checché ne dicano le solite prefiche dell'allarmismo rosso.

Fa specie, inoltre che un attacco  come quello subito dalla Santanche’, abbia riscosso così poca solidarietà  dal mondo politico: la sinistra in toto ha taciuto (come da consuetudine) e nel cdx c’è stato chi ha fatto anche peggio. Si tratta della professoressa Sonia Ventura, finiana già nota alle cronache per le sue prese di posizione sul quotidiano online FareFuturo, che ha parlato di ‘azione sbagliata’ e di ‘inutile provocazione’ della Santanchè.  
Molto probabilmente la linea finiana è quella di svendere la nostra libertà all’islam integralista con la speranza un giorno, se passa il disegno di legge messo a punto dal deputato finiano Fabio Granata (sul dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza italiana e diritto di voto alle amministrative) di raccoglierne i frutti.
I centri islamici, infatti stanno preparando le liste, il primo esperimento sarà quello di Milano. Lo ha annunciato ieri Abdel Hamid Shaari, leader del centro islamico di viale Jenner: “La lista si presenterà alle Comunali del 2011”. «Si chiamerà “La Nuova Milano”.
“La nuova Milano” nasce con l’obiettivo di decidere le sorti della prossima corsa a Palazzo Marino: “I voti validi a Milano sono stati circa 680mila - sono i conti, esatti, di Shaari - e il sindaco Moratti contro l’ex prefetto Ferrante ha vinto di 33mila e 500 voti. Gli immigrati sono 180mila all’Anagrafe, tolti i minori 120mila. Tutti potenziali elettori. Tutti elettori se va avanti il progetto di Fini per il voto amministrativo agli immigrati. Ma già adesso siamo tantissimi ad avere la cittadinanza, non so quanti ma tantissimi, e possiamo cambiare l’esito del voto. Stiamo arrivando”. Shaari è scettico su possibili alleanze, col centrodestra come a sinistra, ma una predilezione la ammette: “Siamo tutti con Gianfranco Fini. Lo aspettiamo, quando farà un partito stiamo tutti con lui. Quel che dice adesso è meraviglioso, se lo porta avanti e non torna alla Bossi-Fini siamo tutti con lui”
Ecco perché il "mullah" Fini vuole passare dalla “Bossi-Fini”, alla “Mohamed-Fini” e ci sommerge quotidianamente di “melassa buonista”, non c’è nessuno “spirito caritatevole” ma l’intenzione di strappare “cadreghe” alla Lega. Il Nord è leghista, quindi i voti dei  musulmani sono un bocconcino molto appetitoso (diciamo che ha "rubato" l'idea al compagno Ferrero, che ci voleva provare con la "Amato-Ferrero").

Vogliamo stare a guardare e per la fame di potere di qualche politico, ritrovarci con una giunta filo-islamica anche se di centro-destra? NO, MILLE VOLTE NO.
Spero che la Lega lo stoppi, a questo punto anche a costo di far cadere il Governo e tornare a nuove elezioni.
Orpheus
 
 


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22 giugno 2009

E’ iniziato il declino del centro-destra: parola di Franceschini


Archiviata la batosta di due settimane fa, di cui faccio un breve sunto: di cinquanta province, la sinistra ne aveva mantenute solo quattordici; il centrodestra è salito da 9 a quota 26 (alle quali vanno aggiunte quelle del ballottaggio). In Abruzzo, Campania e Lombardia la maggior parte dei ribaltoni sono stati a favore dei partiti del centrodestra. Il centrosinistra ha retto abbastanza bene nelle roccheforti di Emilia e Toscana. A Napoli una è stata una sconfitta largamente annunciata”.  A  questi dati bisogna aggiungere 9 capoluoghi di Comune contro 5 rimasti al centrosinistra.  
Franceschini si dice felice d’aver “tenuto” in due regioni su 20 e che per il centro-destra è iniziato il declino (avercene di questi declini), lo dice con l’aria di uno a cui hanno appena schiacciato i gioielli di famiglia fra due mattoni.
Ma è felice ugualmente,  in un paese di ciechi anche un orbo è un re.
Provincia Belluno passato dal Pd al Pdl con Gian Paolo Bottacin 51,10
Provincia di Milano Guido Podestà 2788 / 2905 sezioni scrutinate
Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto  52,12  730/862 sezioni scrutinate
Provincia Ascoli Piceno Piero Celani  192/216 sezioni scrutinate
Provincia di Savona  Angelo Vaccarezza 52,12
Provincia di Frosinone 51,66  367/496 sezioni scrutinate
Provincia di Crotone Stanislao Francesco Zurlo 52,62 171/206 sezioni scrutinate
Per i comuni gli spogli sono ancora un po’ indietro ma è avanti il cdx a Cremona,  Prato, Ascoli Piceno, Brindisi
C’è solo da aggiungere che questi dati devono essere valutati ricordando che rispetto al primo turno c’è stato  quasi ovunque un calo del 20/30% di affluenza alle urne e che Franceschini racconta sempre frottole al suo elettorato, anche se smentite da puri, semplici inequivocabili numeri, reperibili ovunque, anche sulla Repubblica delle Banane.
Orpheus


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8 giugno 2009

Mazzata amministrative in arrivo. Che "ramponi" userà stavolta Francheschi per arrampicarsi sul vetro?

 
Immagine gentilmente fornita dall'amico Berretto a Sonagli

L'ennesima batosta elettorale deve aver fatto saltare anche gli ultimi circuiti neuronici a Franceschini, il quale ormai crede che l'Italia sia un condominio (forse é anche per questo che ha fatto una campagna elettorale "spiando nei letti altrui") e le elezioni un'assemblea di condominio, dove per contare é richiesta la maggioranza assoluta.
Si, il poverino ridotto ad un San Sebastiano, é trafitto da ogni parte: elettori di sinistra che disertano le urne,punti su punti persi ad ogni tornata, Di Pietro che ha cannibalizzato il suo partito, maggioranze in regioni e comuni che si squagliano come un gelato sotto il sole, quindi straparla di "Governo in minoranza nel paese".
Insomma, per lui ci vuole il 51% per essere legittimati a governare, altrimenti parlasi di sconfitta.
 Berlusconi deve lavorare ancora un po' per acchiappare un restante 6%, ma non dovrà sforzarsi nemmeno troppo perché l’opposizione lo aiuta con leader sempre più di “peso” e carismatici (il prossimo chi sarà? Paperoga? Archimede Pitagorico? O Pippo?)
Franceschini dimentica che quando faceva parte del Caravanserraglio Prodi, che ha si-fa-per-dire-vinto con 24.000 voti in più alla camera e 250.000 mila in MENO al Senato, per due anni, non ha fatto che ripetere, con i suoi colleghi di partito al Governo, che Prodi aveva la maggioranza. Con 24.000 mila voti in più. Non era in minoranza, macchè. Figuriamoci.
Ho solo una curiosità ma perchè questa sinistra non fa MAI un po' di SANA autocritica e non si chiede perchè continua a perdere, malgrado Berlusconi sia in carica da più di un anno e imperversa una crisi mondiale che ha messo in ginocchio l'economia?
Come mai operai, disoccupati e quant'altro
NON votano sinistra?
Non c’è pace per il povero Davide-Franceschini dopo aver gloriosamente dato un calcetto negli stinchi a Golia, sta per abbattersi sul suo capoccione l’uragano delle regionali e provinciali. E mo’? Che dirà ai suoi elettori? Sono proprio curiosa di scoprirlo.
Orpheus

Ps. In questo post commenterò anche le amministrative e regionali via via che il centro sinistra perderà una regione o un comune. E credetemi rischia di essere un post molto lungo;-)

Prima bandierina per il cdx:-)
 Verbania Massimo Nobili (centro-destra)
57,52%
Cremona Salini Massimiliano (centrodestra) con il 51,06%
 Lecco Nava Daniele (centrodestra) con il 54,31% 
 Lodi Foroni Pietro (centrodestra) con il 54,18%
Novara Sozzani Diego (centrodestra) con il 53,01%
Piacenza Trespidi Massimo (centodestra) con il
52,74%
Sondrio Sertori Massimo con il
61,07%
Savona
Vaccarezza Angelo con il 50,43% (non definitivo)
Macerata Capponi Franco con il
 51,31%
Avellino
l'amico Berretto a Sonagli  ha contribuito con la sua lista - Merito è Libertà - 9500 voti - alla rovinosa caduta .
Un ringraziamento sentito:-) e un complimento per la brillante vittoria.


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28 novembre 2008

Chi l’avrebbe mai detto La Sapienza è di centro-destra


L’onda studentesca anti-Gelmini doveva essere foriera di un nuovo ’68, da uno tsunami s’è trasformato in “bagnasciuga” e l’unico effetto che ha avuto è stato rendere lampante l’italiano zoppicante di tanti fieri scrittori di cartelli di protesta.
A parlare della sconfitta della sinistra sono i dati, quelli venuti fuori dalle urne per le elezioni delle rappresentanze studentesche della Sapienza per il triennio 2008-2011.
Regno incontrastato (così sembrava) degli studenti di sinistra, ma in effetti sono quattro gatti che fanno casino per tutti, una minoranza sgrammaticata, caciarona e prepotente.
Nell’ ateneo più grande d’Europa il 25 e il 26 novembre scorsi, infatti hanno votato 13.348 studenti, il 10,6% degli aventi diritto (il quorum era al 10%) per eleggere sei rappresentanti in Consiglio di amministrazione, cinque in Senato Accademico, due nel Comitato per lo sviluppo dello sport universitario e la componente studentesca nei Consigli di facoltà scaduti.
I risultati hanno premiato la maggioranza silenziosa, proprio quegli studenti che hanno preferito studiare mentre l’Onda scendeva in piazza per cavalcare la protesta contro la legge 133. Delle otto liste in lizza, solo le prime tre si sono aggiudicate circa la metà delle preferenze.
Al primo posto, con 3.081 voti, si è posizionata Vento di Cambiamento, una lista apartitica in cui correvano anche gli studenti vicini a Forza Italia.
A seguire Mondo Sapienza – Lista Aperta, dei centristi cattolici, che ha raccolto 2.015 voti, mentre al terzo posto, con 1.713 preferenze, si attesta Azione Universitaria, il movimento dei giovani di An.

Gli studenti del centrosinistra, Sapienza in Movimento, totalizzano 1.629 preferenze, mentre quelli dell’Onda, Collettivi in Movimento, sono riusciti a farsi votare solo da 1.323 compagni, giusto quei quattro gatti che, nell’ultimo mese, hanno manifestato con cortei e hanno cercato gli scontri con la polizia. Studenti democratici, vicini al Pd, hanno collezionato 1.134 voti, Unione degli Universitari 1.046 e I corvi solo 169. Queste ultime tre liste sono rimaste senza rappresentanti.

Un risultato importante, che lascia fuori i collettivi dal Senato, l’organo politico che prende le decisioni all’interno dell’Ateneo.
Chiaramente i collettivi non ci stanno e già gridano a “brogli baronal-clientelari contro il movimento e la sua autorappresentazione” (quando perde  per la sinistra infatti i brogli sono assicurati).
Soddisfatti gli esponenti del governo, che vedono nelle elezioni della Sapienza il consenso della maggioranza che fino a ieri ha studiato in silenzio.

E se per la vittoria di Luxuria si son date fiato alle trombe, per questa vittoria ben più significativa, le trombe han taciuto…ma d’altronde si sa, l’informazione è “in mano” a Berlusconi.
Orpheus


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12 novembre 2008

In Abbruzzo, ritorno al passato: l'Unione riveduta e (s)corretta

 

A metà strada tra i trionfi dell'Ohio e la riconferma trentina, è sulle pendici d'Abruzzo che rischia seriamente di schiantarsi la speranza dell'Obama de' noantri di risalire la china. Non solo perché nella patria di Publio Ovidio Nasone e Gabriele D'annunzio, di Franco Marini e Costantini Carlo da Pescara, per scongiurare la sua personale Caporetto Walter Veltroni ha già dovuto tributare la resa incondizionata ad Antonio Di Pietro.
Ma anche, e soprattutto, perché i fuochi della guerra-lampo che si concluderà il 30 novembre con l'apertura dei seggi elettorali mostrano ogni giorno di più quale fragile e contraddittoria compagine si sia riunita attorno all'uomo di punta dell'Idv per tentare la missione impossibile: dopo il collasso della giunta di centrosinistra, in spregio alla logica e alla cronologia conquistare l'Abruzzo nel nome del "rinnovamento"!

Osservando le prime battute di questa campagna elettorale sembrava di stare in Senato nei due anni del governo Prodi.
Archiviata in zona Cesarini la trattativa tra Veltroni e Di Pietro - a favore del secondo, naturalmente -, il primo assaggio di quel che sarebbe l'Abruzzo nelle mani di Costantini e compagni lo si è avuto in occasione della presentazione delle liste.
Mentre infatti il Partito dei Comunisti italiani al grido di "rinnovamento! rinnovamento!" schierava in campo l'ultranovantenne medico di Togliatti Mario Spallone, Di Pietro si precipitava all'Aquila per sciacallare sull'eccesso di zelo della Commissione elettorale della Corte d'Appello, che al PdL e al suo candidato Gianni Chiodi ha regalato un fine settimana da brivido, e all'ex pm l'ebbrezza di uno show in stile amarcord fra le mura di un Palazzo di Giustizia (l'unico luogo dove Di Pietro pare trovarsi a suo agio).
Nelle stesse ore Franco Marini, il "lupo marsicano" con ben altro senso delle istituzioni, si rallegrava per il felice esito della vicenda, nel tentativo di arginare le intemperanze degli scomodi compagni d'avventura. Tentativo vano, manco a dirlo: ancora qualche ora e Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara, segretario regionale del Pd nonché acerrimo nemico di Costantini, pur non essendo candidato alle regionali si presentava a una conferenza stampa del suo partito brandendo un suo "santino" elettorale: "Tanto dopo le elezioni un qualunque cittadino farà ricorso e tra un anno si torna a votare..." (da qui l'annuncio di un esposto per turbativa elettorale da parte del coordinatore del PdL abruzzese, il senatore Filippo Piccone).

Ma è sul controverso rapporto con l'amministrazione uscente, con lo scandalo della sanità e con i guai giudiziari di Ottaviano del Turco che questa sorta di Unione prodiana riveduta e (s)corretta sta dando il meglio di sé.
Da una parte, infatti, sfidando il ridicolo, il Pd continua a fingere che la gestione disastrosa che ha messo in ginocchio l'Abruzzo non sia affar suo.
Dall'altra, l'Italia dei Valori riserva parole di fuoco nei confronti dell'ormai ex maggioranza regionale, salvo accettare di buon grado il sostegno dei partiti che fino a poco tempo fa ne facevano parte. Di più: mentre dalle colonne del Riformista Carlo Costantini emetteva nei confronti di Del Turco una sentenza inappellabile di colpevolezza, Rutelli arringava le folle a Teramo esprimendo la sincera convinzione che l'ex governatore non potesse aver preso tangenti. "Su un punto - chiosa il "supervisor" forzista per le elezioni abruzzesi, Gaetano Quagliariello - Costantini e Rutelli sono d'accordo: in Abruzzo c'è bisogno di cambiare aria. Gianni Chiodi sarà ben lieto di accontentarli". E per farlo, aggiungiamo noi, Chiodi non avrebbe neanche bisogno di fare campagna elettorale: gli basterebbe lasciare la scena agli avversari e alle loro evidenti contraddizioni.

C'è poco da stupirsi, quindi, se in un recente sondaggio effettuato dalla Digis e diffuso da Sky il candidato del Popolo della Libertà stacca il dipietrista di ben otto punti percentuali, e addirittura nei pronostici di voto si aggiudica il 66,2%, a dimostrazione che nella vittoria di Costantini neppure i suoi elettori sarebbero disposti a scommettere. Più sorprendente, e assai significativo, è il fatto che il 69,1% degli intervistati non siano stati in grado di indicare il nome del candidato del centrosinistra, e un altro 2,8% l'abbiano sbagliato. "E' la dimostrazione - commenta Riccardo Chiavaroli, responsabile comunicazione di Forza Italia e 'regista' mediatico della campagna del PdL - che demagogia e sciacallaggio non pagano. Anzi, come tutte le cattive azioni, prima o poi si ritorcono contro chi le mette in pratica...".
Da L'Occidentale
Sono quasi immorali la superficialità e la confusione che regnano nell'oppposizione, non hanno uno straccio di progetto politico (tranne quello di accaparrarsi poltrone), procedono a tentoni e menzogne, sia a livello regionale che nazionale. Ma pensano veramente che tutti gli italiani siano beoti?
Orpheus


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10 novembre 2008

Il Trentino non è l’Ohio

 

In Trentino è stato riconfermato per la terza volta consecutiva Lorenzo Dellai (centro-sinistra) per la carica di presidente della Giunta Provinciale di Trento.
E vai con la gran cassa: per Uoltér "il clima sta cambiando" e i risultati “sono un importante segnale di valore nazionale”, perchè gli “italiani mostrano di considerare l’esecutivo sempre più inadeguato e blablablablablablablablablabla….”.

Purtroppo per lui le sezioni sono 527, e gli italiani che considerano inadeguato l’esecutivo sono 60.544 (165.046 csx, 105.692 cdx), e l’unico “clima” che possono cambiare è quello atmosferico, se fanno la danza della pioggia.
Senza contare che il Centro-sinistra non ha strappato il Trentino al PDL, ma se l’è tenuto con l’appoggio dell’ UDC (chi conosce un po’ la zona sa il perché).
L’unico ad avere il senso del ridicolo (ormai irrimediabilmente smarrito da Veltroni) è Parisi che fa notare: “Ci vorrebbe che pure la vittoria di Dellai venisse letta sull'onda di quella di Obama. Il Trentino è il Trentino e l'Ohio l'Ohio”.
Il 30 novembre si terranno l’ elezioni in Abruzzo, a seguito delle dimissioni di Ottaviano Del Turco del PD, arrestato per tangenti di sei milioni di euro, il PdL è dato nei sondaggi,vincente con 8,5 punti di vantaggio, che dirà allora Veltroni, che il clima è cambiato nuovamente?
Gli italiani mica sono banderuole come lui.
Usare le elezioni regionali a mo’ di cartina di tornasole delle tendenze degli italiani, a solo uso propagandistico, é poco avveduto, ma soprattutto é indice di disperazione.
Orpheus


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5 novembre 2008

Good Luck America



A questo punto gli americani ne hanno veramente bisogno.
Non ho le credenziali, ma soprattutto Obama non ha fatto ancora nulla, perchè si possa parlare bene o male di lui, credo però che sia stato troppo mitizzato dalla stampa di tutto il mondo.
C'é da sperare che non sia il classico "colosso dai piedi d'argilla", perchè l'America ha intrapreso una parabola discendente, e un cambiamento così radicale, se non sarà basato su fatti concreti, dubito che risolleverà le sue sorti.
Evito di lanciarmi in analisi politiche noiose anche perchè sono mesi che non si parla d'altro, e sono tutte analisi basate sulle PAROLE di Obama.
Aspetto i fatti.
Solo una cosa dico: il personaggio Obama mi ricorda molto il nostro Walter Veltroni (ovviamente con le dovute proporzioni),spero di sbagliarmi e che lui si riveli un grande Presidente, l'America ne ha bisogno, il mondo ne ha bisogno.
Good Luck America.
Orpheus


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26 giugno 2008

Zimbabwe: ancora una volta gli Usa agiscono, Ue ed Onu inerti

 

La notizia di queste ore è che il vicesegretario di Stato americano Jeandayi Frazer (titolare della delega sull’Africa) ha annunciato alla Bbc che gli Usa non riconosceranno il voto in Zimbabwe.

È infatti previsto per venerdì un ballottaggio-farsa, con il candidato dell’opposizione (favorito) che è stato costretto a ritirarsi per le violenze (86 morti, più decine di migliaia di persone cacciate dalle loro case) scatenate contro i suoi sostenitori dal regime di Mugabe.
Dinanzi a questo stato di cose, gli Stati Uniti hanno scelto di dare un segnale forte, inequivocabile, di non accettazione. Ue e Onu invece, si limitano a stucchevoli e inconsistenti richieste di rinvio del ballottaggio, come se il decorrere del tempo potesse in qualche modo cambiare le cose.
È un’ennesima prova di quanto gli Usa siano comunque reattivi sul fronte della “freedom agenda”, mentre Unione Europea e Nazioni Unite, purtroppo, non sembrano capaci di scuotersi da un atteggiamento regolarmente passivo e remissivo rispetto alle tirannie.
C’è da augurarsi che, dopo questa scossa provocata dal Governo Usa, qualcosa cambi, nelle prossime ore.
Se così non fosse, anche gli uomini e le donne di quello sfortunato lembo di terra africana sapranno che Europa e Onu avranno un’altra volta dato una mano a chi li ha oppressi, e si ripropone di farlo per molto tempo ancora.
Da il Velino
Incredibile quanto siano imbelli Onu e Ue davanti alle più infami dittature.

Ho ricevuto da Francesca, una petizione per salvare lo Zimbawe da Mugabe, firmarla costa pochi secondi, e per lo meno serve a far vedere che l’opinione pubblica europea non è sorda e cieca di fronte alle più terribili ingiustizie.
Orpheus



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3 maggio 2008

Il crollo dei Laburisti

 Dal Corriere della Sera di sabato 3 maggio 2008

Erano solo elezioni locali in Inghilterra e Galles, ma il tonfo dei laburisti è così pesante da lasciare presagire la fine del ciclo politico avviato da Tony Blair in Gran Bretagna nel 1997. E questo a cinque giorni dal trionfo di Alemanno in un’altra città simbolo: Roma, che come Londra ieri, è passata a destra. E a una ventina di giorni dall’affermazione del Popolo della libertà e della Lega Nord.
Certo sarebbe improprio paragonare la situazione inglese a quella italiana: loro hanno avuto la Thatcher noi no. Noi abbiamo scelto l’euro, loro si sono tenuti la sterlina. Noi siamo toccati solo marginalmente dalla crisi dei mutui subprime, loro ne sono travolti. Ma se esaminiamo il quadro politico negli altri grandi Paesi europei, ci accorgiamo che la tendenza è analoga, con una sola eccezione: la Spagna di Zapatero. In Germania la Merkel sta trasformando la coabitazione con l’Spd in un trionfo personale e l’ultimo sondaggio la dà in vantaggio di 54 punti sul leader socialdemocratico Beck. La Francia un anno fa ha scelto Sarkozy e sebbene la luna di miele sia già finita - come dimostra il risultato delle comunali di marzo - la sua leadership non è in discussione: governerà solidamente per quattro anni.
Non è la prima volta che l’Europa si muove in sintonia: negli anni ’96-’97 era quasi tutta a sinistra. Oggi è quasi tutta a destra per una ragione, in fondo, semplice: i ruoli si sono invertiti. In società dove le classi sociali non sono più definite con chiarezza, i partiti socialisti si dimostrano incapaci di ascoltare il popolo e di dare risposta al suo malessere. Sono o troppo teorici, liberisti, elitari o massimalisti, estremi, confusamente postcomunisti; gli uni e gli altri staccati dalla realtà. Oggi si assiste a un riflusso che non è populista, ma identitario: scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall’immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici: il centrodestra va loro incontro e vince, la sinistra vaga in un mondo astratto, autoreferenziale e perde.
Da Il giornale
C'é da sperare che sia finalmente finito l'incubo "multiculty" che ha ammorbato l'aria in questi anni.
La parola chiave è RADICI, ognuno deve essere orgoglioso delle proprie e non DEVE svenderle per nessun motivo.
Accettare gli immigrati non vuol dire "mettersi a 90° aspettanto di prenderlo in quel posto, ma convivenza e rispetto RECIPROCO, sulle basi però del sistema legale, culturale e religioso del paese ospitante.
Ovvero chi getta i crocefissi dalle finestre o pretende di mandare in giuro la moglie, vestita come uno "spettro" nero, deve rispedito a casa propria, senza se e senza ma....
Orpheus


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3 aprile 2008

Non é il PdL che vincerà l'elezioni, e il PD che le perderà

 
Fra pochi giorni si voterà e vincerà il cdx, e il governo Prodi ha pensato bene di salutare gli italiani con un’ultima performance da dilettanti allo sbaraglio, che ricadrà sulle spalle del PD, visto che l'80% dei suoi ministri vi militano. Quasi, quasi Veltroni mi fa pena. Ha il suo bel daffare a tentare di mitigare gli effetti dele azioni disastrose del peggior governo della storia italiana.
L'enorme pasticcio (e relativa figura da repubblica delle banane) causato dalla riammissione alla gara elettorale della Dc di Giuseppe Pizza ha un UNICO responsabile: Giuliano Amato è stato lui un mese fa a sostenere che il simbolo della Dc di Pizza era troppo simile a quello dell’Udc, e di conseguenza ad escluderlo dalla competizione elettorale, NONOSTANTE il parere contrario di diversi giudici amministrativi.
Poi, dopo che ha fatto quel che ha fatto per motivi non propriamente limpidi, ha incasinato talmente la situazione da rischiare di far annullare la nuova legislatura poche ore dopo la nascita.

Detto questo il prossimo che arriva in questo blog, a spandere “superiorità” intellettuale e ad irridere Berlusconi e il suo governo, si prenderà dalla sottoscritta un lapidario “Vaffa”.
Non si può votare per una simile schiera di politici incapaci e poi, fare “le pulci” alle battute del candidato premier avversario.
"
Verba volant, simile cazzate manent"
S
pediamoli a casa, e lasciamoceli per i prossimi 20 anni. Sperando che nel frattempo il ricambio generazionale ci liberi da simili jatture.
Orpheus


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2 marzo 2008

Chiacchiere sparse sul mio rientro e sulla sinistra sbruffona


Dal mio "esilio" montanaro ho seguito ben poco la politica, non potendo usare il Pc per problemi tecnici, ne ho approfittato per disintossicarmi.
Mi spiace di avervi abbandonato per così tanto tempo, e ringrazio tutti dei saluti che mi avete lasciato…
Adesso che sono tornata riprenderò con più sprint la campagna elettorale.
In montagna ho guardato raramente la tv, qualche telegiornale e poco più, nessun dibattito politico…però un’ideuzza me la sono fatta, così a naso, leggendo un titolo o ascoltando qualche commento.
Veltroni ha promesso in caso di vincita del suo Pd, di riportare l’Italia ai ruggenti anni ’60, quasi quasi, vorrei che vincesse per vedere COME, pensa di riuscirci (mi riservo di approfondire il suo programma, ma se il buon giorno si vede dal mattino...).
Forse Uoltér non si è accorto che in questi ultimi 48 anni  il mondo è cambiato totalmente, forse non ha percepito che la globalizzazione ha ribaltato l’intero pianeta, forse non ha ancora captato cosa significhi per il Vecchio Continente e per l’Italietta nostrana, lo sviluppo di due colossi come Cina e India…forse le spara grosse, perché non ha nulla di pratico e reale da proporre.
Questi comunisti sono incredibili, si dicono progressisti e vivono nel passato. Ripropongono modelli di società ormai superati da decenni e da cambiamenti storico-economici di grande rilievo.
Bertinotti da parte sua oltre a ventilare un possibile accordo con il Pd, in caso di vittoria della sinistra arcobaleno, si spaccia come “Zapatero d’Italia”, dimenticando che Zapatero ha portato avanti la politica economica di Aznar, notoriamente uomo di destra. O no?
Ma lui forse non lo sa.
Comunque sia, ci sono alcuni punti “interessanti”:
-fissare per legge la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari.
-superare la legge 30 ossia affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro
-fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1.000 euro.
Meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale;
portare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti a 1,200 euro;
-introdurre un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi.

Già che c’era poteva promettere anche una casetta in città e una al mare…

Il tutto senza nucleare e Tav e con una spesa pubblica alle stelle.
Dove pensa di trovare il “vil denaro” per cotanto programma non lo dice. Lui promette.
Forse spera di addossare l’onere delle sue fantasticherie economiche alle industrie, le quali con la sola concorrenza cinese (dove un operaio lavora 18ore al giorno per una tazza di riso), rischiano di chiudere in blocco e/o spostarsi in luoghi dove i comunisti (che erano al potere) sono stati spediti via a calcioni nel didietro, il perché lo intuiscono anche i bambini di terza elementare. Questi vogliono riuscire a coniugare un’economia statalista e rigida in un epoca come quella che stiamo attraversando, nemmeno con la bacchetta magica di Mago Merlino, avrebbero la ben che minima possibilità di successo. Tempo un paio di anni, se questi pazzi vanno al potere e finiremo come l’Argentina.
Insomma la sinistra perde la falce e il martello, ma non il vizio, di trattare gli italiani come beoti, promettendogli mare monti e anche laghi. C’è da sperare veramente che dopo l’esilarante Governo Prodi, non ci caschino più…
Molto più serio il PdL , che per bocca di Fini, non ha promesso miracoli. D’Altronde per attuare le sbruffonate della sinistra, solo un miracolo può essere d’uopo.
Orpheus


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17 febbraio 2008

Casini e la strategia del cuculo

 
E' facile prevedere il disastro a cui sta andando incontro Casini, non soltanto guardando alle tante defezioni cruciali, di leader locali con proprio patrimonio di voti personale, che sta subendo in queste ore: dopo Baccini e Giovanardi, ora Bonsignore e Zanoletti in Piemonte, un assessore e due deputati regionali in Sicilia e soprattutto la Mpa di Lombardo, che lo molla e si allea a Berlusconi. Casini perderà perché ha sbagliato strategia e quindi si prepara a seguire le orme di Martinazzoli. Casini vuole un grande Centro (come il Ppi nel 1994), come Pezzotta e altri. Aspirazione legittima, anche se fuori tempo e già più volte irrisa dalle urne. Se però vuole e voleva un grande centro, non deve e non doveva allearsi con Berlusconi, di cui sin dall'inizio è antagonista ''per principio'', proprio perché lo schema introdotto da Berlusconi in Italia è il bipolarismo spinto.
Casini, invece, si è alleato con Berlusconi, ma solo per insidiargli voti e premiership, sempre alla ricerca di una discontinuità -rivendicata- che ovviamente Berlusconi non poteva e non può dargli.
Era ed è una strategia velleitaria, che ha avuto l'unico risultato di fare irritare gli alleati, che non ha portato nulla a casa e che ha fatto dissipare il potenziale patrimonio politico personale di una presidenza della Camera, letteralmente regalatagli dopo che aveva appena perso le elezioni con un misero 3,8% di voti nel 2001.
Casini ha dunque seguito il metodo del cuculo, che mette le sue uova nel nido di altri uccelli e così fa allevare la sua prole da altri che faticano per lui.
Tattica legittima, che però funziona sono con uccelli scemotti.
Il cuculo sta attento a non cercare di fregare il falco.
Proprio qui ha sbagliato Casini.
E saranno guai
Da
Legnostorto
Forse senza Casini c'è qualche rischio in più, i voti dell'Udc, come quelli dell'Udeur sono voti clientalari, quindi verranno a mancare alla resa dei conti.
Inoltre c'è chi già
ci marcia e tenta di far passare una decisione giusta, come quella di Berlusconi di non cedere al ricatto di Casini, come un demerito.
Ma al di là dei voti di clientela, tutti gli elettori del PdL son ben felici di non aver imbarcato Casini.
Se vinceremo avremo le mani libere e ci saremo liberarti di un alleato infido e ingordo. Non é poco
Orpheus 


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14 febbraio 2008

Tonino, l’incandidabile


Beppe Grillo e Antonio Di Pietro, se fossero due personaggi coerenti, non dovrebbero mai entrare nel Parlamento italiano.
Nel caso di Di Pietro, che è il politico preferito da Grillo, entrare mai più. Di Grillo già lo rivelammo: il comicante, in ossequio alla sua proposta di scacciare i parlamentari condannati, non potrebbe candidarsi perché negli anni Ottanta fu condannato a un anno e 3 mesi per omicidio colposo.
E uno può dire: infatti Grillo mica è candidato, sta solo armeggiando con delle liste.
Ma Di Pietro? Nel suo programma, appena pubblicato sul suo sito, non c’è solo un generale «inasprimento delle pene» sparpagliato da tutte le parti, nonché l’interdizione dei parlamentari condannati anche solo in primo grado: come ha notato Sandro Gilioli sul sul blog, al punto 7, seconda riga, si legge della «Limitazione dell’elezione a parlamentare per massimo due legislature».
E questa è una notizia, perché significherebbe che Di Pietro è fuori.
Se anche obiettasse che per legislature intende mandati pieni, insomma dieci anni in Parlamento, beh, sono appena scaduti: Di Pietro, due volte ministro, fu eletto per la prima volta nel 1997, candidato da D’Alema, senza contare che frattanto è stato anche Europarlamentare. Oltretutto, pur scagliandosi ogni giorno contro la famosa casta, prenderà tre pensioni.

Da Il Giornale
Tanto la gente mica lo sa...e prospettare una "limitazione dell'elezione di un parlamentare per massimo due legislature" fa il suo bell' effetto.
Tanto chi MAI NEL PARLAMENTO ITALIANO,  che é il più vecchio d'Europa, voterà per questa legge suicida?
Il sig. Di Pietro corre con Veltroni, ergo abbiamo il fondato pericolo di ritrovarcelo come ministro per la terza volta...a meno che non sia coerente con i suoi alti principi.
Orpheus


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7 febbraio 2008

"Si se po' fa"...

 

Il doppio tenore della campagna elettorale veltroniana è ormai delineato. Sul primo spartito ci sarà il timbro mesto della “occasione perduta”, del Berlusconi che ha chiuso le porte in faccia alle riforme e ha precipitato il paese nell’avventura elettorale con l’impresentabile abito del “porcellum”.
Sul secondo ci  sarà invece il timbro eroico del “solo contro tutti”, della corsa ardita e pura col vento dei valori in poppa, contro le ammucchiate e i compromessi elettoralistici degli altri.
Si tratta di due portentosi artifici retorici che Veltroni saprà alternare con sapienza e con l’attivo sostegno della stampa amica e della sua personale capacità mitopoietica.
Sulle variazioni meste e vittimistiche Veltroni è stato ben spalleggiato dal duo istituzionale Napolitano-Marini e dalle loro multiformi consultazioni, chiuse, con il “rammarico” del Colle, dal no di Berlusconi.
Il cuore simbolico del tema eroico sarà invece incentrato sulla figura mitica di Barak Obama, l’uomo nuovo che corre da solo contro l’apparato democratico clintoniano, che parla di poesia e di sogni al cuore indurito dell’America bushiana, e ha un piede piantato nel nuovo mondo e l’altro nel continente dimenticato. Africa e America insieme, perfetta e vivente rappresentazione dell’immaginario veltroniano.
Ieri  il segretario del Pd  si è impossessato dello stesso slogan obamiano: “Yes we can”,  che qualcuno ha prontamente tradotto in “sì, se po’ fa”. Presto probabilmente farà suo anche il video con lo stesso titolo che un supporter della campagna ha realizzato con cantanti e attori che trasformano un discorso del loro beniamino in un toccante inno a più voci. (lo potete vedere qui).
Tina Brown, l’ex direttrice di Vanity Fair e di New Yorker, intervistata qualche giorno fa da un giornale italiano così definiva Obama: “Lui è l’eroe giovane, attraente e superficiale dell’era tv, funziona grazie all’alto quoziente di glamour che gli ha tirato dietro Hollywood e la televisione”.
A parte qualche dettaglio sembra il ritratto di Walter.
Su questo apparato mitico Veltroni sovrappone la sua potente macchina comunicativa e il sostegno dei giornali e giornalisti amici. La Repubblica di martedì scorso, giorno in cui Marini ha rinunciato all’incarico, sembrava già un perfetto volantino elettorale, studiato con la massima cura sia nella grafica che nei contenuti. A Concita De Gregorio Veltroni confida con toni ispirati la chiave della sua campagna d’attacco. Prima il timbro vittimistico: “Avevamo la possibilità di fare una legge che desse a questo paese governi stabili. Qualcuno, non noi, l’ha respinta”. Subito seguito dal tema eroico del cavaliere solitario, il lone ranger senza macchia e senza paura: “Noi andiamo da soli a queste elezioni: noi cambiamo ritmo e cambiamo rotta. Gli altri sono oggetti desueti, il centro-destra è costretto a ripetere lo stesso schema di sempre. Non è una scelta tattica la nostra ma l’unico modo possibile per indicare una direzione nuova”.
Nel mezzo c’era tutto l’armamentario mitico necessario alla bisogna: “Anche a Obama nessuno credeva” e poi: “Ha visto il superbowl? Hanno vinto i Giants contro i Patriots che dire favoriti era poco”. E ancora un po’ di Kennedy, l’ultimo comizio di Berlinguer, Ambrosoli l’”eroe borghese”, Sacco e Vanzetti e Ingrid Betancourt.
La pagina di Repubblica era la perfetta quinta grafica di questa rappresentazione: in alto a sinistra, in un riquadro grigio spiccava in splendida solitudine il simbolo del Pd e sotto la breve dicitura: “Il Pd correrà da solo. L’intenzione è di realizzare eventuali alleanze unicamente con forze che sottoscrivano il suo programma". Subito a lato, l’orrida ammucchiata della destra: 14 simboli allineati alla rinfusa, dal partito dei pensionati al movimento per l’autonomia. La scritta sotto ammonisce:  “La coalizione di centrodestra sarà in campo per la quinta volta dopo ’94,’96, 2001, 2006. Candidato premier ancora Berlusconi. Ai quattro alleati storici si aggiungerà una lista di formazioni minori che al momento porta a 14 il totale dei membri dell’alleanza”.  Vecchi (“desueti” come appena più sotto diceva Vetroni), eterogenei e col solito Berlusconi a farla da padrone: così l’apparentemente neutra didascalia parla del centro-destra al voto.
Questa narrazione ossessiva della campagna elettorale che Veltroni e il suo staff cercheranno in ogni modo di  far prevalere è ovviamente farsesca.
Non c’è infatti un Partito Democratico che “corre da solo” contro ogni  convenienza ma per il “bene del paese” e un centro-destra che si ammucchia per la voglia si stravincere e mettere le mani sul paese.
I sondaggi sulle intenzioni di voto, i calcoli di Mannheimer, tutto mostra che il Pd ha assoluta convenienza nel presentarsi da solo: è l’unico modo per dispiegare tutte le potenzialità della lunga e faticosa fusione tra Ds e Margherita. Se non per vincere è certamente un modo per ridurre i danni di un appuntamento elettorale che si svolge all’indomani della catastrofe del centro-sinistra e del governo Prodi, e per riselezionare un partito che ora risponde al segretario solo obtorto collo. Nella realtà infatti Veltroni non è Obama, che regala sogni e speranze agli americani depressi dell’era Bush. Nella corsa veltroniana non c’è rottura ma continuità con la sostanza dell’esperienza prodiana e certo non basta non ricandidare il professore per farlo dimenticare.
Così come il breve lasso di tempo in cui si è svolto il tentativo fallito di Marini per trovare un accordo sulla legge elettorale non può far dimenticare i due mesi precedenti, quando Berlusconi  - anche nella diffidenza degli alleati – ha cercato seriamente una soluzione condivisa. E i “no”, durante quei due mesi, sono arrivati da ogni parte: da D’Alema a Mastella, passando per Bertinotti e compagnia sinistra.
Quanto all’ammucchiata dei simboli a destra contro il solitario Pd a sinistra, le cose si giudicheranno al momento della presentazione delle liste. Serve però notare che Berlusconi questa volta non ha bisogno di imbarcare chiunque per conquistare un premio di maggioranza in bilico. Con la legge attuale basta vincere con un voto in più per ottenere il 55 per cento dei seggi alla Camera. E  oggi ci sono sondaggi che danno il centro-destra anche al di là di quella soglia. Per lo stesso motivo Veltroni sa che, solo o in comitiva, questa volta e con ogni probabilità il premio di maggioranza è destinato a sfuggire alla sua parte. Per questo tanto vale rafforzare il Pd, piuttosto che diluire il marchio in una sfida persa.
Tutto questo non serve a dire che il doppio spartito veltroniano non avrà presa sull’elettorato. Tutt’altro: Walter ha tutti i numeri e tutti i sostegni per rendere credibile la sua interpretazione. Sta al centro-destra, ai modi e ai contenuti con cui si presenterà questa volta agli elettori, buttare giù le quinte in cartapesta di questo spettacolo.
L'Occidentale
Ho visto ieri sera un pezzo di Matrix, con Walter unico ospite e la sua strategia elettorale é esattamente come quella descritta nell'articolo.
Buona, per chi non segue la politica.
Non so come finirà in Italia, di sicuro Obama non diventerà presidente d'America...quindi Walter farà meglio a cambiare cavallo di battaglia...
Detto questo, meglio lui che il ciarpame comuniosta, buono solo a seminare odio.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 7/2/2008 alle 18:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

5 febbraio 2008

Il PD va da solo...ma non troppo

 Veltroni: corsa elettorale © Alfio Krancic Veltroni: corsa elettorale © Alfio Krancic
In principio Walter aveva deciso di ballare da solo, ma sparito all'orizzonte il governo di "scopo", si prepara ad aprire le porte del PD.
Per i
primi i radicali, un tempo un gruppo di donne e di uomini molto tosti che non guardavano in faccia a nessuno. Oggi, finiti nel vicolo cieco della rosa nel pugno, vedono come unica via d’uscita l’intesa col pupone del Campidoglio. Lui tace, ma lascia fiorire le indiscrezioni. Un accordo è impossibile, ma forse uno strapuntino, un diritto di tribuna si può concedere. Alla Bonino, naturalmente, non a Pannella. Al loft è tutto un elencare: questo sì, questo no, questo nì. Non c’è dubbio insomma che i fieri leoni radicali vengono scelti con bettiniano rigore sperando di non urtare troppo la sensibilità dei teodem del partito.
Fra i teodem l’alleato più pericoloso di Walter Veltroni rischia di diventare Giuliano Ferrara. La sua campagna potrebbe portare ad una lista integralista che darebbe un terribile fastidio al Pd. Probabilmente creerebbe qualche problema anche al centrodestra, ma sicuramente sarebbe una spina nel fianco per il partito che dovrebbe tenere al suo interno radicali e cattolici a denominazione d’origine controllata come l’onorevole Binetti.
Ma andiamo oltre
Come un sol uomo Lusetti del Pd e Giordano del Prc hanno invocato un ''accordo tecnico'' al Senato tra il ''solitario'' Pd e la ''Cosa Rossa''. Siccome nel Pd confluiranno Boselli, Di Pietro, Sbarbati, D'Amico, Cusumano, Follini, Bonino e altri cespuglini, il risultato al Senato -Camera più difficile per il vincitore- sarà esarttamente quello di sempre: l'ammucchiata degli anti berlusconiani. E' esattamente, peraltro, quanto previsto e prennunciato giorni fa da Casini in televisione.
Il bello è che l'unica cosa che Veltroni dice e denuncia in questo giorni è l'ammucchiata del centrodestra (che non farà accordi ''tecnici'', ma incamererà molti partitini in Fi, si articolerà al solito su 4 partiti e non farà nessun accordo ''tecnico''), a cui contrappone la propria purezza. Invece non sarà affatto puro: sommerà semplicemente la gioiosa macchina di guerra del '94, con la sua evoluzione del '96, la desistenza, con il pastrocchio del 2006, ''l'accordo di programma'', nell'ingloriosa sintesi dell''accordo tecnico'' con la sinistra radicale. Stessa baracca.
Se tutto ciò sarà confermato, c'è solo da sperare che questa volta gli italiani, non ci caschino, altrimenti avremo un "Prodi" ter, con Veltroni al posto di Prodi, alla guida del solito caravanserraglio con la Binetti e la Bonino, Di Pietro e Pecoraro...
Orpheus



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