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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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5 maggio 2010

Scajola perde la poltrona...D'Alema la faccia



Pacatamente e serenamente il ministro Scajola si è dimesso, e  ha fatto il suo dovere. La vicenda che lo vede implicato, puzza lontano un miglio, e anche se non è indagato, era suo dovere andaresene. Avrà così, modo e luogo di dimostrare la sua innocenza, se è innocente, come dice.
Ovviamente tutte le anime belle ci hanno inzuppato il biscottino, salendo in cattedra con il ditino alzato, e siccome non  credo ci sia politico che non abbia qualche magagna nascosta, farebbero tutti bene, soprattutto a sinistra, a stare giù dalla cattedra.
Pericoloso fare in TV,  l'indignato speciale, ti può capitare come a D'Alema, di vederti rinfacciare comportamenti poco puliti e di perdere il lume della ragione e la faccia, in un sol botto.
Il baffo d'acciaio, così soprannominato, per il suo "aplomb" very enghish, si è tramutato, sotto gli occhi esterrefatti, degli spettatori in studio e dei telespettatori a casa, in un "camallo de' Zena" (portuale di Genova), quando Sallusti a Ballarò gli ha ricordato "affittopoli". Una vera jena e per niente ridens, ha mandato il povero Sallusti a "farsi fottere", lo ha chiamato "mascalzone e bugiardo", più una sequela di insulti, francamente fuori luogo, visto il tono tranquillo ed educato del giornalista, che si è permesso, appunto, di rinfrescare la memoria labile del lìder maximo....parafrasando il Vangelo "chi è senza peccato, scagli il primo mattone".
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 5/5/2010 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

4 febbraio 2010

Fatti&misfatti di una sinistra allo sbando fra il caso D’Addario e il caso Contrada



1)   Fatto: D’Alema preannuncia una “forte scossa” che travolgerà Berlusconi, manco avesse avuto la sfera di cristallo, o fatto una premonitrice seduta spiritica come il compagno Prodi,  poco dopo, con puntualità da orologio svizzero, scoppia lo scandalo D’Addario.

2)   Fatto: sempre pochi giorni prima del D’Addario-gate, quattro personaggi legati alla vicenda s’incontrano “per caso” in centro Bari. Il magistrato Giuseppe Scelsi, titolare dell'inchiesta su Tarantini. Il senatore del Pd Alberto Maritati (uomo di D’Alema, manco a dirlo ex-magistrato, che nel ‘95, come PM a Bari, chiese e ottenne il proscioglimento di D’Alema accusato di aver percepito un finanziamento illecito al Pci…quando si dice la coincidenza, dal ‘99 in poi milita nel partito di  colui che aveva  prosciolto). L’avvocato della escort Maria Pia Vigilante e amica di vecchia data di Maritati. La giornalista  Maddalena Tulanti, capo redazione del Corriere del Mezzogiorno, inserto regionale del CdS, nonchè la penna che ha trasformato in un libro – Gradisca, presidente – la biografia della D’Addario.  Ovviamente queste sono “coincidenze”, considerarle prove di un complotto  è “demenziale”, dichiara Maritati. Solo per Berlusconi vale la regola di colpevolezza a prescindere, solo lui, se partecipa al compleanno di una giovane, insieme a 100 persone è un “pedofilo” che deve dimostrare la sua innocenza e le "iene dattilografate" ci banchettano per mesi, sputtandolo e sputtandoci persino all'estero. Gli altri tutti “santi” vittime di circostanze avverse. A D’Alema e alla sua “cricca” bisogna credere per “fede” come si crede nella SS. Trinità, altrimenti si è “dementi”. Sono gli “unti” dal Signore, loro.

 Ma non è finita, Il Fatto ( giornale velenosamente anti-berlusconiano) si unisce a Panorama, nello svelare il complotto D’Addario e qui la vicenda si fa interessante, contemporaneamente, sempre per “caso” escono ora dopo 17 anni, sul Corriere, le foto (anche queste innocenti per “grazia ricevuta”) di Di Pietro e Contrada, con tutta una serie di veleni e Di Pietro che grida volgarità al Tg1 (il che la dice lunga su quanto sia “nervoso”). Ergo c’è una guerra intestina all’ultimo sangue, fra “Baffino” e il “Molisano incolto”?  Stanno volando stracci e botte da orbi, fra le due fazioni e qualcosa vorrà pur dire…. Con un Bersani, che sembra un pugile suonato, intento a salvare il salvabile, Di Pietro: un polverone, come no,  sempre pronti a scusare gli amici, i compagni e ad applicare rigorosamente la legge dei due pesi e delle due misure.  Che pena!

Intanto, finalmente qualcuno si chiede da dove spunti la laurea di uno che manco conosce la grammatica italiana.

Orpheus

18 novembre 2009

D'Alema é "unfit" per il Financial Times


Il Financial Times è la Bibbia dei quotidiani italiani 'liberi'  di sinistra.
Qualunque cosa ci sia scritta viene riportata come 'oro colato' e al massimo dell'evidenza.
Perchè la definizione di D'Alema non trovato spazio sui nostri giornali?
Se fosse stato scritto di Berlusconi avrebbe riempito paginate intere.
Un articolo in prima pagina, uno all’interno del giornale e l’intervento a firma Tony Barber sul suo Brussels Blog . Tre pezzi del Financial Times per fotografare un’Ue impantanata sulle nomine e i dubbi sulla candidatura a ministro degli Esteri di Massimo D’Alema, definito  "familiare con le oscure arti dell’intrigo politico italiano". Sorbole l'hanno inquadrato anche gli inglesi...(altro che statista!)
Alcuni Paesi vedono il suo passato comunista come un problema" aggiunge il quotidiano. Se per questo lo vedono anche i moderati italiani,
Il FT riporta anche le perplessità sull’inglese poco fluente dell’ex premier e sul suo atteggiamento verso Stati Uniti e Israele leggermente filo-hamas...
insomma, in una parola il leader Maximo é "unfit".
E naturalmente la stampa in mano a Berlusconi, grazie alla quale ha ottenebrato la mente degli italiani, su una simile stroncatura tace....
Orpheus





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permalink | inviato da Orpheus il 18/11/2009 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

25 giugno 2009

Chi di escort ferisce di escort perisce parte 2

I fatti di cui ho parlato nel pezzo precedente, meritano alcune considerazioni a parte, per l’iniquità di quello che rappresentano se rapportate alla campagna politico mediatica che  ha preso di  mira  Silvio Berlusconi.
La sinistra con poco o nulla tenta la via del “sexi-gate”  per eliminare dalla scena politica Berlusconi, visto che non ci è riuscita in nessun’altro modo, e non si può negare che le abbia tentate tutte.
L’inchiesta di carta stampata, portata avanti dalle gazzette rosse, è solo fumo, di arrosto non c’è quasi nulla. Sono tutte “chiacchiere” di una escort  MATURA (con espliciti intenti RICCATTATORI, o che è stata PAGATA per il suo lavoro sporco, sennò non si spiega il registratore).
Berlusconi non risulta al momento indagato, né qualcuno ha ancora chiesto l’utilizzo di sue eventuali intercettazioni. Patrizia D’Addario avrebbe concordato con Gianpaolo Tarantini un compenso. Berlusconi sapeva o addirittura sarebbe stato lui a pagarla?
NON RISULTA DA NESSUNA PARTE: Tarantini lo ha, anche detto: “Avendo ricevuto inviti" da parte del presidente Silvio Berlusconi "ho ritenuto di farmi accompagnare da alcune mie amiche per fare bella figura e mettermi in evidenza. Non ho mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava se non per rifondere le spese di viaggio e di soggiorno”.
"Non c'è nessuna verità nelle ricostruzioni dei fatti accreditate da certi giornali con il palese ed esclusivo intento di denigrare il presidente del Consiglio al quale voglio chiedere pubblicamente scusa per averlo involontariamente danneggiato”.

Ragion per cui a tutt’ora questa gogna è stata allestita UNICAMENTE sulle dichiarazioni di una prostituta ricattatrice e su una frase di Berlusconi in cui parla del “letto grande”  e che dimostra solo, che lui ha avuto una relazione a casa sua, con una donna, della quale NON conosceva il mestiere.
Nell’ inchiesta riguardante il giro di escort sotto il Governo D’Alema, la polizia riferiva che R.F., la maitresse CONDANNATA, ha assoldato una certa Marina “per un incontro a sfondo sessuale con un personaggio molto importante” retribuito con 800mila lire.
“Dopo essersi accordate sulla cifra - prosegue la relazione - uscivano entrambe raggiungendo da una via laterale l’entrata della Camera dei deputati. Dopo aver varcato il portone d’ingresso, si fermavano davanti a un commesso preposto alla consegna dei “pass” che consegnava a R. F. due pass senza ricevere in cambio alcun documento. Dopo aver passato il varco d’ingresso si dirigevano nell’ufficio di un personaggio, a dire della ragazza molto importante, che le faceva accomodare entrambe”.
«Lo stesso, dopo aver visionato la ragazza e averci dialogato, durante la conversazione chiedeva alla stessa se era disponibile a viaggiare in qualità di “accompagnatrice” di personaggi molto influenti, prospettandole in cambio la possibilità di guadagnare molto denaro (...). R. F. diceva alla ragazza che dopo poco sarebbe entrato un uomo e con lui doveva congiungersi carnalmente. Infatti dopo poco giungeva un uomo e all’interno dell’ufficio la ragazza aveva un rapporto sessuale. Al termine quest’ultimo riferiva di essere rimasto molto soddisfatto e che tramite il suo segretario, se lei era disponibile, si sarebbero nuovamente incontrati per seguirlo in uno dei suoi spostamenti all’estero (...). Si rappresenta inoltre che la ragazza, anche se raccontava nei particolari alla fonte l’incontro avuto all’interno della Camera dei deputati, evitava di dire le generalità del personaggio molto influente» per paura di ritorsioni.
In questa vicenda c’è una maîtresse, ci sono escort, ci sono incontri che si consumano non in case private (come è e resta Palazzo Grazioli) ma addirittura dentro i palazzi dell’istituzione, Montecitorio. C’è, insomma, un’emergenza morale a luci rosse, in tutti i SENSI, con fatti certi e assai più gravi delle accuse scagliate finora contro Berlusconi.
Eppure nel primo caso la escort è diventata una  star pluri-intervistata  alla quale, secondo alcuni moralisti senza morale, bisognava dare ribalta addirittura al Tg uno, nel secondo caso la escort ha mantenuto l’anonimato per paura di “ritorsioni”.
E tutta questa gentaglia non contenta di mentire al popolo italiano, diffamare il presidente del consiglio, recare danni immani all’immagine del Paese all’estero, violare la privacy in modo indecente, non contenta di tutto, e reclamando per sé, il diritto alla diffamazione, NEGA AGLI ALTRI il diritto ad informare, ricorrendo alla querela.
Questa gentaglia è il marcio che mina alle basi la nostra DEMOCRAZIA,  se rimaniamo in silenzio e non denunciamo la loro protervia antidemocratica, la loro politica fatta tramite intrighi e diffamazione su mezzi d’informazione di loro “proprietà” , rischiamo di ritrovarci in un regime che va al potere contro il volere del POPOLO SOVRANO. E non si parla di fanta-politica perchè é già SUCCESSO.
Orpheus
Up date D'Alema se n'é guardato bene dal fornire spiegazioni su quanto scritto dal Giornale e ha già presentato querela.

14 giugno 2009

D’Alema in campagna elettorale parla di “scosse” per invogliare il suo elettorato ad andare a votare

 

Tutti preoccupati per le parole di D’Alema, a Otto e mezzo dell’Annunziata.
Tutti a chiedersi cosa avrà mai voluto dire il leader Maximo con quel sibillino prospettare “scosse nella vicenda italiana” per le quali “l’opposizione deve tenersi pronta”.
Di quali scosse si tratta non è dato di sapere, il leader Maximo ha sorvolato sull’argomento.
Qunidi c
he scosse sono?  Sismiche? Muscolari? Magiche? Elettriche? Berlusconi ha deciso, per caso di mettere due dita nella presa del televisore?
Poi facendo sfoggio di grande erudizione, D’Alema ci fa sapere che le scosse: "Del resto sono così… imprevedibili."
Davvero questo gli italiani lo ignoravano. Di solito le scosse arrivano previo avviso scritto.
Quindi l’opposizione si deve tener pronta per l’evenienza.
Ma prima ancora di tenersi pronta, a meno che non abbia intenzione di salire al potere con i carri armati, deve convincere il suo elettorato a votarla.
Non credo che possa considerarsi pronta per un bel niente con quel misero 26% raccolto alle ultime europee, con sette punti in meno e la debacle delle amministrative.
Quindi non essendo servito il bastone dell’ultima campagna elettorale, sulla testa del povero Berlusca la sinistra ci prova con la carota come ai tempi che furono, i contadini incitavano i somari (ghiotti di carote) a camminare con la speranza del premio ambito.
E quale “premio” migliore che prospettare una “scossa” nelle vicende italiane che possa portare la sinistra al governoe sconfiggere lo il turpe tiranno Sivio Berlusconi? Ovvio se l’opposizione è pronta.

Di vero non ci sono le scosse misteriose e ipotetiche previste da D’Alema, ma la paura di perdere anche quelle ultime roccaforti rosse in ballottaggio, perdita che seppellirebbe non solo il povero Franceschini, ma anche e definitivamente il Pd.
Non dimentichiamo che siamo ancora in campagna elettorale e che la sinistra è disperata per la batosta alle amministrative e il ballottaggio incombe. Annichilita dal misero risultato prodotto dall'offensiva mediatico giudiziaria Noemi-Mills-voli di statto.

Ricorronoa tutto anche alle bugie più eclatanti e facilmente smascherabili, come quella di Padellaro ad Anno Zero sull’Abbruzzo, dove a dir suo, sarebbe in corso una rivoluzione permanente di migliaia di sfollati del terremoto contro Berlusconi e il PdL.
Peccato (per lui e la sinistra) che in Abruzzo alle elezioni europee il PdL ha raggiunto con il 44,5 risultato record fra tutte le regioni italiane, e il Pd si è fermato al 22,3 per cento. E alle amministrative, i cinque grandi appuntamenti, le provinciali di Pescara, Teramo e Chieti e le comunali di Pescara e Teramo, sono stati centrati tutti al primo turno, con risultati ben al di sopra della soglia necessaria per evitare il ballottaggio.

Sul leader dimezzato non commento nemmeno.
Se Berlusconi è un leader dimezzato Veltroni e Franceschini (che hanno affossato il Pd), ma anche lo stesso sprezzante D’Alema che cosa sono?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 14/6/2009 alle 21:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

18 gennaio 2009

D'Alema ci risparmi le "lenzioncine" sulla pace



Dopo le sortite dei giorni scorsi, dopo il battibecco con l’ambasciatore israeliano, ieri D’Alema ci ha regalato un'ulteriore performance della sua inossidabile faccia di bronzo , parlando ad Assisi alla manifestazione contro la guerra a Gaza promossa dal Tavolo della "pace" (pace é virgolettato e minuscolo perchè sappiamo come intendano la pace questi signori).
Infatti il neo-pacifista D'Alema deve essersi scordato che nei cinque mesi in cui sedeva a Palazzo Chigi, i bombardieri italiani, partivano dalle basi italiane e andavano a scaricare bombe sulla testa dei serbi. L'hanno fatto per ben 78 giorni.
Sì, il 24 marzo 1999 il líder Maximo era salito al soglio solo da 150 giorni, dopo aver fatto cadere Prodi, ma gli furono sufficienti per dichiarare guerra a Belgrado.
Guerra? Be’, forse dovremmo correggere il termine per rispettare il noto dizionario D’Alema-Hamas, come ha rilevato, primo fra tutti, Andrea Marcenaro sul Foglio.
"È un uso sproporzionato della forza, una spedizione punitiva contro Hamas - ha affermato l’ex premier-. Difficilmente si può definire “guerra” un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra".
La fata smemorina è passata in casa D’Alema, tutto a un tratto s’è scordato di aver ordinato assieme alla Nato di bombardare un Paese vicino, nel cuore dell’Europa: 600 raid aerei al giorno, per 78 giorni. Oltre 500 vittime civili, ospedali, tv, fabbriche, ambasciate, appartamenti, treni, autobus distrutti, un’economia al tappeto. Eh già. Sì può definire guerra un conflitto in cui muoiono oltre 500 civili da un parte e nessuno dall’altra
Ma sì, che diamine, in questo caso sì.
Che importa se anche Amnesty international accusò la Nato di violazione dei diritti umani per "l’impatto sproporzionato sui civili" degli attacchi aerei contro la Serbia.
Ad Assisi oltre che smemorato deve aver fatto anche un po' di confusione:"Non siamo noi isolati - ha attaccato -, ma lo è questa Italia cinica, reazionaria e ignorante.(...)"
L'Italia cinica é quella che rapprenta così bene con la sua persona  e quella ignorante é quella che ancora dà credito alle parole di chi predica bene e razzola male, l'Italia degli ipocriti senza una stilla di onestà intellettuale.
Quelli che sentono, vedono e si mobilitano  solo per la sofferenza di un popolo e girano la testa dall'altra parte, davanti a qualsiasi altra bruttura insanguini il pianeta (per non parlare delle giustificazione a iosa, per gli amichetti di ideologia).
(alcune parti riassunte dal Giornale)
Orpheus 


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12 gennaio 2009

Le bombe sono "più preziose" dei bambini: l'educazione dei bambini di Hamas

 
L’ayatolmullah D'Alema, grande estimatore, da ministro degli esteri dei capi terroristi Hezbollah, oggi in un’intervista  ha ricordato i 300 bambini palestinesi uccisi durante il conflitto in atto, definendo lo stesso “un'espressione partigiana dell'esercito israeliano”.
 Anzi “una vera e propria spedizione punitiva” nei confronti di Hamas.
Secondo il suo illuminato parere “Con il massacro di bambini il fondamentalismo si rafforza”.
E qui casca il "mullah" perché per Hamas le bombe sono più preziose dei bambini.
Basta guardare questo video musicale dove appunto vengono impartite lezioni di jihad destinate all’infanzia, si può “ammirare” una bambina che scopre che la madre indossa una cintura esplosiva per fare un attacco suicida, e canta giuliva: "Ora so cos'è più prezioso di noi".
Le bombe appunto.
Dopo giura di seguire i passi di sua madre, come attentatrice suicida.
Questo è solo un esempio della vasta gamma dei messaggi di odio della TV di Hamas, studiati a tavolino per indottrinare i bambini ai valori di Hamas. Si insegna loro ad apprezzare la violenza, l'odio e la supremazia islamica, e che il martirio in nome di Allah è il più alto dei valori, che porta "onore e gloria". Un odioso lavaggio del cervello che ha come unico intento di piegare le giovani menti in formazione alla logica dell’odio e della distruzione del nemico, a qualsiasi prezzo anche della propria vita.

Oltre al video della bambina aspirante suicida, questa compilation comprende il passaggio di un ragazzo dall'infanzia all'età adulta, dove viene mostrato il suo eroico martirio; un pupazzo che promette la supremazia del mondo islamico, la morte degli infedeli e la trasformazione della Casa Bianca in Moschea, infine un talk-show che mostra bambini dell'asilo che marciano in maniera militare, brandendo armi e auspicando jihad e martirio.
In apertura ci sono le dichiarazioni di Hillary Clinton nella conferenza stampa del PMW(Palestinian Media Watch)tenuta nel Senato degli Stati Uniti d'America, dove ha criticato i libri scolastici e la televisione palestinesi dicendo che "avvelenano profondamente le menti di questi bambini".
Bambini che crescono nell’odio verso il popolo israeliano, ma anche verso gli infedeli e garantiscono ad Hamas, la sopravvivenza in futuro.
Non avrà mai fine questo conflitto, fino a quando non sarà impedito ai fondamentalisti e ai terroristi di avvelenare e uccidere l’infanzia dei loro figli per trasformali in bombe umane e in massacratori del proprio popolo.

Ho un’unica domanda per l’ayatolmullah D'Alema, riguardo alle sue esternazioni: “Ma i bambini palestinesi vittime di Hamas e del suo immondo indottrinamento non sono degni dellaconvenzione ONU sui diritti dell’infanzia?
Contano solo da cadaveri quando si può fare la conta dei morti da imputare all’esercito israeliano?

Sotto alcune foto di bambini usati per  manifestare a favore della Palestina a Beirut e di bambini palestinesi con una bambola insanguinata  mentre cantano slogan contro Israele 
 Bimbi libanesi con finti razzi manifestano a favore della Palestina a Beirut (foto Bilal Hussein - Ap)

Bimbi palestinesi con una bambola insanguinata cantano slogan contro Israele (foto Muhammed Muheisen - Ap)
Orpheus

22 ottobre 2008

Energumeno comunista

 La battuta di Massimo d'Alema sul ministro Brunetta secondo Bobo Artefatti (da Risodegliangeli)                                                              
Un esempio eclatante della “superiorità” morale che vige a sinistra.
Un esempio della coerenza di chi si straccia le vesti fino alle mutande se si usa la parola “negro”, invece di “nero” indicando un uomo di colore, ma che non perde occasione di esternare il proprio disprezzo nei confronti dell’avversario politico, disprezzo che si tinge dell’ infame razzismo di chi “celia” un difetto fisico.
Ieri Massimo D’Alema ha insultato il ministro Brunetta definendolo “energumeno tascabile”. E se “energumeno” ci può anche stare, l’aggiunta “tascabile” in riferimento alla bassa statura del Ministro Brunetta, è un atto da vigliacchi e razzisti.
Discriminare non è mai bello, ma farlo per invidia è ancor peggio. Brunetta è uno dei ministri più amati del Governo Berlusconi. Ha un gradimento che Baffetto manco se l’è mai sognato, nei suoi sogni più arditi, per un vanesio che sale e scende da barche milionarie scandendo “Bye, Bye Condy” la frustrazione davanti al successo del “minuscolo” Brunetta, dev’essere intollerabile.
E quindi ecco l’insulto gratuito per sminuirne il successo, le capacità, i risultati del suo lavoro.
C’è chi cerca spiegazioni ben più profonde al comportamento di Baffetto e soci, nella loro storia politica, nei loro mentori, che pace all’anima loro erano pessimi quanto i loro odierni discepoli, per me è un sentimento più terra-terra, molto umano: c’è da mangiarsi il fegato vedendo che i “forzaitalioti” e i beceri di destra fanno governi che durano e funzionano, e i colti, superiori, la créme de la créme della politica chic, producono aborti di governi, odiati, che vanno avanti solo grazie alla respirazione artificiale, dopo essere stati eletti per il rotto della cuffia.
C'é da farsi venire una cirrosi epatica vedendo che malgrado gli insulti, le menzogne, la "satira" offensiva, le campagne mediatiche, le trasmissioni faziose, la magistratura militante, Berlusconi ha un gradimento personale stupefacente e miete da 15 anni la fiducia del popolo italiano.
Che smacco per questi energumeni comunisti, gli italiani NON li vogliono e scelgono gli “pisconani” e i ministri tascabili.
(Imparassero una buona volta perchè...)
Orpheus


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2 aprile 2008

Qualcuno avverta la stampa estera che la monnezza di Napoli è «una montatura»

 Massimo D'Alema foto
Massimo D'Alema é fatto così, proprio non gli riesce di rinunciare ai panni di "primo della classe" anche quando oltrepassa la barriera del ridicolo.
Lo slogan di Veltroni gli pare «moscio». Non si doveva dire “si può fare”, ma “sì, possiamo”.
Deve sempre mettere cappello su tutto. E infatti racconta che se vince il Berlusca "avremo gli stranieri al governo".
D’Alema dimentica i tempi in cui a Napoli governava la "straniera" Dc e lui era uno dei predicatori del "perverso intreccio tra politica e camorra". Adesso che la camorra non è mai stata così spavaldamente a cavallo, secondo lui l’intreccio non esiste più. E il malaffare non ha più rilevanza politica.
Ora da capolista in Campania, sta cercando di convincere l'elettorato che la monnezza campana é una montatura razzista  "alimentata da foto di repertorio". Sul CdS é apparso il resoconto della sua cena in compagnia di illustri commensali, armatori e intellettuali al resort Campania 5 stelle. E ancora lo statista di Gallipoli dal sarto Luigi Cimmino. Un bell’ambientino anglosassone.
E la mozzarella di bufala che non si esporta più? E l’economia in ginocchio? Pinzillacchere.
D’Alema non si fa ingannare dalla realtà. Il caso Napoli è una "gigantesca montatura strumentale e razzista, alimentata da foto di repertorio per fare della Campania il simbolo del fallimento del centrosinistra".
E dire che, come resoconta Aldo Cazzullo, anche D’Alema deve aver notato che la sua campagna elettorale è "agevolata dalle tre auto della polizia che gli aprono il varco sulle strade ridotte dalla spazzatura a un’unica corsia".
Pinzillacchere. Tredici anni di centrosinistra segnalano soltanto "insufficienze", "limiti", "errori". 
Intantola prima pagina  di El País del 31 marzo, titolava  "In settimana partiranno da Napoli i primi treni di spazzatura con destinazione Germania. L’Italia pagherà 30 milioni di euro per esportare 160 mila tonnellate di immondizia napoletana".
Mannaggia ai giornali esteri che alimentano la "gigantesca montatura strumentale e razzista". Riassunto da Tempi
Evidentemente nel suo delirio di onnipotenza, si sente "uno e trino", quindi esentato dal dovere di spiegare per opera di CHI, si sono accumulate le centinaia di migliaia di tonnellate di monnezza sparse per il territorio campano.
Oppure crede che tutti gli elettori siano cretini.
Orpheus 

19 marzo 2008

Massimo D’Alema anti-israeliano per ragioni di poltrona

 Massimo D'Alema foto

Più delle convinzioni contano le poltrone che si ambisce ottenere.
Per questo Massimo D’Alema insiste nelle proprie posizioni anti-americane e soprattutto anti-israeliane anche da ministro degli Esteri in carica a tempo scaduto.
Baffino infatti punta a occupare il posto che è attualmente di Xavier Solana e, dicono, a diventare in seguito vicesegretario dell’Onu. Così il cerchio della nemesi si chiuderà. Per ottenere la prima carica servono i voti di tanti paesi la cui classe politica e i governi sono tradizionalmente anti-Israele: Cipro, Malta, Norvegia, Lettonia, Finlandia, Grecia. Per ottenere la seconda occorre anche l’assenso dei paesi arabi, dell’Iran, della Cina e della Russia.
Ergo? Israele dovrà farsene una ragione: ogni qual volta sarà ucciso un civile israeliano da un razzo Qassam sparato da Gaza o dal sud del Libano tenga ben presente che se verranno uccisi per rappresaglia terroristi senza divisa costoro si trasformeranno immediatamente in “poveri palestinesi innocenti”.
Il tutto a maggior gloria della futura carriera del leader Maximo del Pd. E la reazione sarà giudicata “sproporzionata”. Di default. Recentemente D’Alema ha creato un incidente diplomatico con il pur compassatissimo ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir. Il quale, a proposito di trattative con Hamas, ha fatto il seguente paragone: “Chi ci invita a negoziare con Hamas ci invita semplicemente a negoziare sulla misura della bara e sul numero dei fiori da mettere sulla corona...”. Aggiungendo che “Hamas vuole soltanto la distruzione di Israele”. Fin qui è tutto noto. Quasi scontato. Pochi sanno però che la gaffe di D’Alema è stata ben più grande e nelle sedi internazionali: infatti autorevoli fonti dicono che sia stato pressoché zittito dalla sua collega agli Esteri nello stato ebraico, Tzipi Livni, che, durante un incontro a Lisbona, lo ha interrotto bruscamente mentre si avventurava nelle sue solite, avventurose, analisi geopolitiche, e scoprendo il polso nonché indicando l’orologio con voce gelida gli avrebbe sibilato in faccia: “Ho solo 15 minuti per lei, ne tenga conto”. Giorni addietro era scoppiato un altro caso soffocato sul nascere: Nabih Berri, lo sciita ex leader di Amal, che appoggia Hezbollah dallo scranno che occupa come presidente del parlamento libanese, avrebbe immediatamente cercato al telefono il titolare della Farnesina dopo le dichiarazioni dell’ex ministro della difesa Antonio Martino, possibiliste su una riduzione del contingente italiano per Unifil 2, visti gli scarsi successi e l’evidente riarmo di Hezbollah grazie a armi che vengono dall’Iran tramite la Siria.
Immediatamente D’Alema ha fatto una dichiarazione allarmata secondo cui “simili affermazioni danneggiano il Paese”, cioè l’Italia. In realtà anche quella imprudente affermazione va letta nell’ottica della scalata al posto attualmente di Xavier Solana: oramai è chiaro a tutti, infatti, che Unifil 2 più che proteggere Israele dagli Hezbollah ha fatto esattamente viceversa. Evitando incursioni aeree e terrestri di Tzahal a caccia di quelle armi ai terroristi di Nasrallah che Unifil 2 si è guardata bene dall’intercettare. Quindi D’Alema garantisce gli Hezbollah, non Israele. E vedrete che presto la tanto ambita poltrona di prestigio internazionale la otterrà. Sulla pelle degli israeliani che cadono per via dei missili o degli attentati terroristici di Hamas e di Hezbollah. Attacchi che partono, rispettivamente, da Gaza o dal sud del Libano.
Dimitri Buffa-L'opinione.it
In effetti queste posizione apertamente anti-israeliane e anti-Usa, da parte di D'Alema, lasciano perplessi (visto anche il passato) e non potrebbero spiegarsi altrimenti.
E mentre D'Alema si schiera dalla parte dei terroristi Hamas e Hezbollah, Angela Merkel, 
si impegna per impedire un Olocausto nucleare. La Germania ha una responsabilità speciale nei confronti del popolo di Israele, dopo che il precedente regime nazista aveva cercato di annientarlo completamente. Ora la Germania, sessantatre anni dopo, si impegna perché l’Olocausto non si ripeta ad opera di un Iran dotato di armi atomiche. Questo il succo dello storico discorso del cancelliere tedesco Angela Merkel, primo capo di governo straniero a parlare di fronte alla Knesset, il parlamento israeliano. Per quanto riguarda la minaccia di Teheran, la Merkel ha dichiarato che: “Il mondo non deve provare all’Iran che non sta costruendo la bomba atomica; è l’Iran che deve convincere il mondo di non volerla”.
Orpheus



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16 marzo 2008

A 30 anni dal suo barbaro assassinio Aldo Moro reclutato nella campagna elettorale del PD

  
"Non c'è dubbio che il Pd eredita anche la visione democratica di Moro" e Berlusconi "è il contrario di Moro", l'idea cioè che "la politica debba rispecchiare una somma di istanze particolaristiche agitate in modo confuso"
Massimo D'Alema 16 Marzo 2008- (Trent'anni dopo il rapimento e il massacro di Via Fani, dove persero la vita cinque tutori dell'ordine ad opera delle Brigate Rosse)

Certe esternazioni del ministro degli esteri, Massimo D'Alema hanno dell'incredibile, perchè totalmente prive di pudore.
Dice cose che noi "umani non  possiamo immaginare" con una faccia tosta da premio oscar e le dice ad "uso e consumo" di chi vede in questo signore dall'ego imbarazzante e da un altrettanto imbarazzante eloquio, un "grande statista".
Forse D'Alema farebbe meglio a rileggersi la storia degli anni di piombo, delle stragi ad opera dei terroristi rossi, che lui e la sua congrega di comunisti chiamavano "compagni che sbagliano". Molti dei quali inseriti nelle stesse istituzioni che hanno combattuto con le armi, grazie appunto al "soccorso rosso" mai negato ad una compagno che ha "sbagliato".
Forse D'Alema farebbe meglio a ricordare, le campagne velenose contro le forze dell'ordine, contro i servi dello stato, contro i biechi capitalisti, lanciate dalla stampa di regime, prona all'intellighenzia di sinistra e ai suoi diktat.
Già forse D'Alema farebbe meglio a ricordare e a tacere.
E a rispettare i morti, invece di usarli per fare campagna elettorale.
Orpheus

20 novembre 2007

Il primo Hezbollah non si scorda mai

 

Il Libano è di nuovo sull’orlo di una guerra civile e in più la conferenza di pace israelo-palestinese che si dovrebbe svolgere ad Annapolis dal prossimo lunedì sembra già nascere morta. E in tutto questo il nostro ministro degli esteri Massimo D’Alema che fa?
Si reca a Beirut e incontra per la seconda volta in due anni ministri ed esponenti politici del movimento terrorista armato Hezbollah. Il messaggio è chiaro: se il primo Hezbollah, quello preso a braccetto, non si scorda mai, il secondo può essere anche meglio. Come un amore maturo rispetto a una cotta a prima vista. Così mentre tutto il mondo pende dalle labbra del Quartetto e dell’America e di questa benedetta Annapolis, ma già ieri sera Condoleeza Rice aveva rilanciato la palla lontano promettendo un nuovo meeting per la primavera inoltrata del 2008, il nostro rappresentante diplomatico per eccellenza all’estero si è preoccupato di cementare l’amicizia italiana con il movimento islamofascista di Hassan Nasrallah.
E d’altronde non si tratta di imprudenza o di idiozia, ma di mosse calcolate. Altrimenti sarebbe veramente difficile capire con quale faccia lo stesso D’Alema nel settembre 2006, poco dopo la fine dell’ultima guerra tra Israele ed Hezbollah nel sud del Libano, avesse dichiarato al quotidiano israeliano Yedioth Aronoth che gli Hezbollah erano un partito politico e non solo un movimento armato. Per giunta facendo paragoni blasfemi con i movimenti armati della resistenza ebraica a ridosso della fondazione dello stato di Israele. Tanto che l’intervistatore all’epoca, gentilmente ma fermamente, gli fece notare che “se lei paragona veramente Hezbollah a Lechi e Etzel” (organizzazioni clandestine di resistenza al Mandato britannico che operarono prima della fondazione dello Stato di Israele, ndr) deve avere l’onestà intellettuale di ricordare “che le due organizzazioni non professavano la distruzione della Gran Bretagna e neppure colpivano civili...”.
Ma tant’è: Annapolis nasce morta e D’Alema si candida a diventare uno dei solerti becchini di questa inutile conferenza. Anche se Olmert, ormai al minimo storico della popolarità che un politico può avere in Israele, continua a fare sforzi per tenere in vita un dialogo appeso a un filo. Ieri altri 441 terroristi palestinesi liberati dalle carceri dello stato ebraico, per fare bella figura con la Rice. Mentre uno dei leader della destra nazionalista, Baruch Marzel del National Jewish Front, ammonisce: “Si tratta di nuove bombe ad orologeria umane, inutile poi lamentarsi quando esploderanno”. In genere Israele sembra disposto a concedere tutto e subito, compreso il congelamento di nuovi insediamenti nella Cisgiordania e il progressivo smantellamento di gran parte di quelli esistenti, mentre i mediatori palestinesi come il famigerato Saeb Erekat, non sono disposti a riconoscere neanche la natura ebraica dello stato che dovrebbe essere il loro vicino.
Per non parlare di Hamas che già fa sapere, per bocca del capo in testa esule in Siria, Khaled Meshaal, di avere intenzione di ripetere nella Cisgiordania ciò che ha compiuto a Gaza, ossia un golpe e un bagno di sangue, non appena l’odiato nemico sionista gli lascerà il campo libero anche in Cisgiordania. Invece che “terra in cambio di pace” a molti la situazione sembra degenerata nello slogan “terra in cambio di terrorismo”. La Siria, per bocca di Bashir Al Asad, da parte sua vuole, anzi pretende, che ad Annapolis si parli all’apertura e alla chiusura dei lavori delle alture del Golan, ma intanto manda i propri emissari a Teheran a chiedere ordini e consegne ad Ahmadinejad. In questo quadro in cui la malafede, l’incompetenza e l’ambiguità poltica sono le tre principali protagoniste, ci mancava solo la ciliegina sulla torta e ce l’ha messa D’Alema ri-prendendosi metaforicamente a braccetto per la seconda volta un bel ministro di Hezbollah. E trasformando la storia che si ripete in vera e propria farsa.
Dimistri Buffa-L'Opinione.it
Ormai D'Alema non riesce più a stupirmi, tutte le "follie" che compie come ministro degli esteri sono diventate una deprimente abitudine...d'altronde che si può dire  di uno che sostiene che Hamas e Hezbollah sono "decisivi contro Al Qaeda" ...che é "cotto", che é cieco...o semplicemente che è in malafede.
Orpheus


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18 novembre 2007

D’Alema, Belgrado, il grande fiasco e il silenzio dei media italiani

 
Abbiamo aspettato a lungo, ma nessun media italiano ha parlato del grande fiasco del viaggio di Massimo D'Alema a Belgrado. Alle parole "aprite le vostre menti" di D'Alema risponde in Sunday Time, che afferma che " adesso i serbi del kosovo si stanno riarmando". Durante il suo discorso al popolo serbo è stato deriso e fischiato, le sue parole sono state coperte dalle proteste dei presenti, che ancora ricordavano quando, nel 1998, il governo italiano, diretto proprio da Massimo D'Alema, diede il suo appoggio al bombardamento della Nato sulla Serbia. Com'è venuto, così è andato via il Signor d'Alema che ha intascato una tangente "da Cavallari" e l'ha scampata con la prescrizione .
« Aprite le vostre menti , ha dichiarato il Ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema a Belgrado, con un puro inglese con la cadenza del dialetto romano. "Dimenticate la Terra kosovara, cercate di collaborare e pensate alla vita", ha affermato il Ministro, ex giornalista, nell'anima sicuramente un filosofo, un dichiarato marxista e di ideologia filo-comunista sino agli anni '90. » Queste le parole dell'opinionista serbo Milan Grujic per commentare la deludente comparsa del Ministro D'Alema nella città di Belgrado. Era Premier del Governo italiano quando la Nato ha bombardato la Serbia, sostenendo la missione che avrebbe sganciato sulla ex Jugoslavia migliaia di bombe all'uranio impoverito, come un vero uomo di sinistra e un umanista. "Una personalità così contorta che ricorda un po' la canzone del compositore macedone Vlatko Stefanovski ' questo e quello, quello e questo, questo e questo e quello sei tu…' ." , afferma Milan Grujic , giornalista serbo.
Il Signor D'Alema, comunista e umanista, ha così detto al popolo serbo, in un periodo molto delicato ai fini della risoluzione della questione del Kosovo, di mettere da parte i propri sentimenti nazionalisti e di prendere una decisione che faccia il bene della Serbia. Parole inaccettabili per i Serbi e per tale motivo contestate dalla folla presente, con fischi e proteste che hanno così decretato l'umiliazione del Governo italiano in una terra da sempre amica. Rappresenta questa la dimostrazione che un intero popolo ha perso il rispetto della comunità internazionale, che dimentica così che il Kosovo e Metohija fanno parte della Serbia e nessuna condizione o compromesso può cambiare una cosa del genere. Il Governo serbo da sempre contesta legittimamente che venga rispettata la risoluzione dell'ONU con la quale si è conclusa la guerra del 1999, e il Trattato di Helsinki. " I cittadini della Serbia da sempre difendono la proprio sovranità dinanzi alle pretese dei cd. "uomini di pace" , non in nome di una supremazia territoriale sugli albanesi del kosovo, ma per evitare che per coprire gli interessi delle lobbies centinaia di bambini continuino a morire" - dichiara Milan Grujic . Ma c'è ancora altro che i serbi vorrebbero che venisse rispettato. " Possono per esempio accettare che i rispettabili rappresentanti della " open-your-mind generation" cercano di cancellare le frontiere tra gli Stati Europei, in modo che dopo Belgrado, Pristina, Parigi, Minsk saranno parte dello stesso Stato : in quest'ottica non vi è alcun problema che il Kosovo non sia più parte della Serbia. Quello Stato si potrebbe chiamare Unione Europea o "grande Albania", ma non cambierà nulla nei fatti." Infatti, fa notare Milan Grujic che almeno il 10 % della popolazione della Serbia sono profughi, per un totale di più di 500.000 persone ". Quindi, caro Signor D'Alema, solo i Serbi in Europa non possono far ritorno alle proprie case e alle proprie terre? Attraversa tutta la costa balcanica, da Pristina a Zagabria, prendi carta e penna, e chiedi a Seidiu, Checku, Mesic e Sanader quando precisamente lasceranno che tutti i Serbi cacciati brutalmente dalle loro proprietà possono ritornare nel proprio Paese e riprendere possesso di tutto ciò che apparteneva loro ed è stato strappato con la violenza. Dopodichè, sarà possibile sedersi ad una tavola rotonda e ridiscutere insieme la questione del Kosovo. Potremo così parlare liberamente, in italiano, o con il il tuo "tarzan inglese", con le mani, o con le gambe, come piace a te." - conclude Milan Grujic .
Dinanzi a tutta la comunità serba Massimo D'Alema è stato umiliato e fischiato, dando così uno spettacolo penoso e deludente che tuttavia non è trapelato nè in Italia, nè attraverso i Media Occidentali. E' chiaro, dunque, che questo è il fallimento della politica estera, della diplomazia, in quanto i nostri ambasciatori e i nostri politici sono dei fantocci che fanno la volontà degli Stati Uniti, delle lobbies. D'Alema ha venduto il buon nome della italianità, offendendo un popolo sovrano e subendo fischi e proteste, per proteggere gli interessi delle multinazionali : in pratica non è più un Ministro, ma un agente di commercio.  
Da Rinascita Balcanica
Evidentemente non gli bastano i fischi in patria....:-D
L'articolo é datato 26 ottobre 2007, dopo la 
recente visita del Ministro degli esteri Massimo D'Alema a Belgrado.
A parte la figuraccia di D'Alema e quindi dell'Italia che rappresenta, da rimarcare é il GRADO DI CENSURA di cui siamo vittime tutti i giorni.
Censura che questo governo mette in pratica sistematicamente TACENDO TUTTI I FATTI  che lo mettono in imbarazzo.
Solo in Italia si sono "dimenticati" di quello che ha fatto la sinistra nella precedente legislatura, tutti gli altri paesi no, soprattutto quelli che hanno ricevuto le bombe in testa, da questi novelli "pacifisti" dell'ultima ora.



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10 novembre 2007

C'é satira e satira. Chi tocca la sinistra paga...condannato Forattini

 

La satira non può trasformarsi in un «insulto gratuito», in quanto, «al pari di ogni altra manifestazione del pensiero, non può infrangere il rispetto dei valori fondamentali della persona». Lo ha sottolineato la Corte di Cassazione confermando una sentenza della Corte d'appello di Milano che, nel 2002, aveva condannato il vignettista Giorgio Forattini, Roberto Briglia (direttore di Panaroma nel 2002) e la Mondatori al risarcimento danni pari a circa 30mila euro, nei confronti di Gian Carlo Caselli, all'epoca procuratore capo a Palermo.
Corpo del reato una vignetta, firmata da Forattini, in cui era raffigurato uno scheletro, con un ciuffo di capelli bianchi a forma di falce e una sciarpa rossa, avente in una mano una pistola e nell'altra una bilancia a simboleggiare la giustizia. Un'allusione evidente, per Caselli e per i giudici di primo e secondo grado, proprio al magistrato piemontese e alla sua responsabilità nel suicidio del collega Luigi Bombardini. E quindi, per la Suprema Corte un messaggio «strettamente connesso con l'attribuzione di un fatto determinato (l'avere in qualche modo condotto a morte il collega)» e tale da avere «una gravissima efficacia lesiva del patrimonio morale del Caselli». Insomma, un insulto gratuito e ridicolizzante il ruolo della magistratura, cioè un'istituzione, «attraverso l'allusione a condotte lesive del dovere funzionale di imparzialità». Cosa che non si deve assolutamente fare, perché la satira pur «incompatibile con il parametro della verità, è però soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni adoperate rispetto alla scopo di denuncia sociale perseguito». Epperò un limite che viene stabilito dai magistrati, di solito assai sensibili alle punzecchiature e non sempre politicamente neutri...
Riassunto da Libero 
Non è la prima volta che la satira di Forattini viene condannata. Massimo D’Alema aveva chiesto e ottenuto tre miliardi di risarcimento, in una causa, che incredibilmente, era SOLO a carico di Giorgio Forattini, "dimenticando" sia il direttore che l'editore di Repubblica,  per la celebre vignetta dello "sbianchettamento" della lista Mitrokhin, poi ritirata dopo le dimissioni di Forattini,
Questo “EDITTO D’ALEMIANO” non solo é passato in silenzio, ma nessuno mai, ci fatto su una bella trasmissione di santificazione di Giorgio Forattini...D'altronde, immagino che Forattini, non sarebbe felice di essere soprannominato "Il partigiano Giorgio".
Detto questo la satira di Vauro, "può infrangere, tranquillamente il rispetto dei valori fondamentali della persona" anche quando questa é appena morta per mano di un terrorista islamico (ops...resistente).

Orpheus


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10 ottobre 2007

La commozione vietnamita di D’Alema

 

Giap, Giap, Ho Chi Minh! In visita ad Hanoi il ministro degli Esteri Massimo D’Alema si è commosso al ricordo di quando, lui, Fabio Mussi e Nando Adornato marciavano con eskimo e pantaloni corti ogni sabato che aveva fatto Dio per solidarizzare con i valorosi compagni vietnamiti. Così, un po’ per nostalgia, un po’ perché i lavoratori vietnamiti costano meno di quelli cinesi e gli industriali italiani amici vogliono delocalizzare dove più conviene, il responsabile della Farnesina si è fatto prendere la mano e, come si dice nei quartieri alti, l’ha fatta fuori dal vaso: “Per la mia generazione la solidarietà verso il Vietnam è stata una esperienza formativa di grandissimo valore”, “fin da quando eravamo ragazzi il nome del vostro paese ha fatto parte della nostra vita e della nostra esperienza politica”, “siete stati il faro della mia generazione”, “un mito”.
Non contento di tanto entusiasmo per i begli anni che furono, il nostro ha promesso che l’Italia si batterà per far ottenere al governo di Hanoi un seggio temporaneo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e si è lasciato fotografare con un cappellone da risiera che lo ha riportato ancora di più ai bei tempi del “yankee go home!”. Con i lucciconi agli occhi ed in questo clima da come eravamo, a D’Alema non è venuto neppure in testa di ricordare che dalla caduta di Saigon ad oggi i valorosi compagni, dopo aver sterminato o costretto alla fuga centinaia di migliaia di avversari politici, hanno ingabbiato il paese in una rigida dittatura ultra-trentennale. Ma è lecito immaginare che se anche avesse avuto il ciglio asciutto e la memoria pronta non lo avrebbe fatto ugualmente. Sia per ragioni commerciali. Pecunia non olet. Sia per non ammettere che per quella parte della sua generazione cresciuta al mito di Ho Chi Minh vale la regola del “coglioni da giovani, coglioni per una vita”.
Arturo Diaconale-Opinione.it
D'Alema ormai é impossibile da commentare. Ogni volta che apre bocca fa sprofondare la credibilità dell'Italia a livelli infimi...
Orpheus


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19 settembre 2007

Una leggina "ad dalenam" per salvare Max


Ricordate quando Massimo D’Alema si ergeva a censore di Silvio Berlusconi? Ricordate quando nella passata legislatura non lesinava critiche e sosteneva che egli, come Cesare Previti, si difendesse dal processo e non nel processo? E ricordate come, in modo acritico e supponente, metteva su un bel piedistallo quei magistrati "che facevano il loro dovere" e che il centrodestra stava cercando di bloccare in modo illegittimo? Beh, scordatevelo. Coinvolto, e pesantemente, nel caso Unipol D’Alema sta facendo peggio di ciò che contestava al centrodestra, con la copertura complice del Corriere della Sera e di editorialisti filo-sinistra quali Vittorio Grevi. Perché se da una parte il ministro degli Esteri attacca a testa bassa il Gip milanese Clementina Forleo, dall’altra in Senato la sua maggioranza ha messo a punto un emendamento che cerca di bloccarla e di insabbiare il coinvolgimento dei Ds nel caso Unipol.
Alla Festa dell’Unità di Modena D’Alema ha accusato la Forleo di aver commesso "una abnorme invasione di campo", "un atto palesemente illegittimo".
Secondo il presidente diessino la richiesta del Gip al Parlamento di utilizzare le intercettazioni dei parlamentari è "una cosa che non le compete". Perché alla fine "ci preoccupiamo tanto della crisi di credibilità della politica, ma un altro problema è il ridursi della credibilità della giustizia".
In pratica, per l’integerrimo Massimo D’Alema, se la magistratura indaga sui Ds perde di credibilità e quindi sono legittime anche le critiche più feroci, quando invece nel mirino c’è Berlusconi, allora i giudici fanno fino in fondo il loro dovere e le critiche sono solo un attacco all’autonomia e all’indipendenza delle toghe.
Quel che è peggio, tuttavia, è il sotterfugio che sta mettendo in atto la sinistra per tagliare le unghie alla Forleo. Con la bocca ancora piena delle accuse alla CdL di aver varato leggi ad personam, la maggioranza - lei sì - ha preparato un emendamento che è ritagliato alla perfezione per il caso Unipol. L’emendamento prevede che un Gip per avere l’autorizzazione della Camere all’utilizzo delle intercettazioni dovrà indicare i reati per cui sono perseguiti quei parlamentari.
Se non saranno indicati (e non è possibile poiché le intercettazioni sono inutilizzabili fino all’autorizzazione delle Camere) il via libera non può essere concesso, se non per procedere contro terzi.
Un circolo vizioso che di fatto impedirebbe la pubblicazione delle intercettazioni e salverebbe D’Alema e compagni. Davvero una plastica rappresentazione di come al Botteghino usino con grande disinvoltura due pesi e due misure.

Da Potere Sinistro
Non c'é che dire sono proprio "moralmente" superiori.
Orpheus


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13 settembre 2007

Antonveneta, Forleo: "Scalata illecita, complicità istituzionali"

 Milano - Depositate oggi le motivazioni da parte del gip Clementina Forleo con cui ha concesso alla Bpi di patteggiare la pena nell’ambito della mancata scalata ad Antonveneta. Decisiva per il giudice la somma di 94 milioni di euro ai quali si aggiungono 1,26 milioni di sanzione pecuniaria e 330mila euro messi a disposizione da Bpl Suisse. Il versamento di denaro in un conto vincolato a favore del procedimento ha consentito a Bpi di patteggiare e dunque di portarsi fuori dal caso giudiziario.
Complicità istituzionali "C’è una evidente ammissione da parte di Bpi dell’illiceità dell’operazione che si stava conducendo per scalare altri istituti bancari in totale spregio delle regole poste a presidio del mercato - e con esso dei medi e soprattutto piccoli risparmiatori - con la complicità di esponenti del mondo istituzionale, alcuni dei quali pervicacemente riluttanti ad ammettere le proprie debolezze e ad accettare dignitosamente che in uno Stato di diritto debba valere il principio di cui all’art. 3 della Costituzione". Lo scrive il gip milanese Clementina Forleo, nel ricostruire la vicenda della scalata della Banca popolare italiana, ex Bpl, ad Antonveneta e a spiegare i motivi della decisione di convalidare il patteggiamento da parte della banca che fu di Fiorani attraverso la messa a disposizione di 94 milioni di euro.
Ritorno alla legalità "La disponibilità della Bpi ad ammettere l’illiceità di tale operazione si inserisce sicuramente nello spirito di rinnovamento dell’istituto", scirve il gip Forleo. Il giudice ha sottolineato che le ammissioni dell’istituto di credito lodigiano si inquadrano "nello sforzo di recuperare in pieno, a tutti i livelli e in ogni comportamento una 'cultura della legalità'" prendendo così le distanze da chi tale cultura continua a rifiutare". Il giudice ha anche ricordato che dopo il settembre del 2005 i vertici della banca "sia direttivi che amministrativi sono stati completamente sostituiti e rinnovati e sono state attuate rilevanti modifiche all’ organizzazione e alla governance dell’ istituto". Il giudice Forleo ha anche evidenziato che Popolare Italiana "ha eliminato le carenze organizzative mediante l’ adozione e l’attuazione di un nuovo modello di organizzazione e di gestione, idoneo a prevenire i reati della specie di quelli in questione".
da ilgiornale
Questa vicenda è estremamente ingarbugliata, non so se la Forleo ha ragione ed ha elementi importanti in mano per affermare certe cose.Quello che invece non capisco è l'arroganza di Fassino e D'Alema che mi danno tanto l'impressione delle vergini cuccia della situazione.Ma l'affaire Unipol non è affatto la Secchia rapita e certo malcostuime , se è dimostrato, va sanzionato.Mi spiace (si fa per dire)  che  stavolta siano nel mirino i puri e duri , indignati cronici sanculotti della sinistra, ma essi sono in braghe di tela e non lo vogliono capire.In ogni caso sto sulla riva del fiume e aspetto, mica faccio come certuni sinistri  che  fanno processi in piazza ed emettono condanne sul nulla
Verbena



7 settembre 2007

I soliti ignobili

 
Prodi e D’Alema, entrambi politicamente in qualche difficoltà, si sono lanciati in una grande operazione di disinformazione, utilizzando l’argomento del debito pubblico. Prodi ha detto: “Bisogna capire, ed è sempre oggetto delle conversazioni internazionali, che l'Italia parte da -70 miliardi all'anno di interessi sul debito che ci hanno messo sulle spalle e che dobbiamo pagare”.
Dunque, alcuni, presumibilmente ignoti “ci hanno messo sulle spalle” 70 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico, da pagare ogni anno. Quel “ci” è un concentrato di ipocrisia e di menzogna. Poiché gli avversari di questo governo sono i partiti di centrodestra, qualsiasi sprovveduto potrebbe essere indotto, da queste parole, ad addebitare al governo della passata legislatura l’accumulazione di questo debito.
In realtà il debito pubblico, pari a circa il 60% del Pil all’inizio degli anni ’70, raggiunse il vertice del 124% nel 1992. Quindi fu accumulato dai governi di centrosinistra, di solidarietà nazionale, di concertazione. Poi, con varie finanziarie di sangue e con massicce vendite di imprese dello Stato, cominciò a ridursi per attestarsi intorno al 105%: a questo livello lo trovò il governo Berlusconi nel 2001 e, attraversando quattro anni di sfavorevole congiuntura, lo lasciò di appena un punto superiore, ma senza avere aumentato le tasse.
Prodi lo sa bene, e quindi resta nel vago: “ci hanno messo sulle spalle…”.
Ma D’Alema, che nulla ha perduto della protervia con cui i comunisti mentono, contraffanno la storia e accusano gli altri, è andato oltre e ha trovato il modo di aggiungere veleno. Ha detto: “Lavoriamo sotto un duplice condizionamento, il debito pubblico che il centrodestra ha fatto ripartire durante il suo governo, e l'evasione fiscale”.
Ecco il veleno: il centrodestra ha fatto ripartire il debito pubblico. Sì, ma dal 105 al 106%. E a quel 105% chi c’era arrivato se non la pletora dei governi dei vent’anni precedenti?
Se qualcuno pensa che si possa dialogare con questi personaggi, si sbaglia di grosso.
Quando i leader più importanti di uno schieramento si abbassano a questi livelli, bisogna metterli da parte, spedirli nell’oblio, perché non meritano nessuna considerazione.
Da Punto Quotidiano
Mentire, mentire, mentire: Questo é il governo delle balle più eclatanti, proclamate con sussiego nel tentativo di nascondere un operato a dir poco disastroso.
Come si possa votare per questi GUITTI, per me é un mistero.
Orpheus


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19 luglio 2007

Masochisti con Hamas

Cinismo: pensiamo che alla base delle recenti dichiarazioni di D’Alema e di Fassino su Hamas ci sia principalmente questo. Tuttavia, prima di cercare ancora di far ragionare il ministro degli Esteri e quella brava persona che è sempre stata in politica mediorientale Piero Fassino, segretario dei Ds, ci sono due novità che la cronista ha il dovere di raccontare.
La prima è che D’Alema, nello stesso discorso di San Miniato in cui lunedì ha ribadito l’idea che si debba parlare con Hamas in quanto «forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», si è anche espresso in un modo che rende chi come me si occupa da tanti anni di Medio Oriente un povero reietto. Infatti il ministro ha bollato i giornalisti che hanno scritto della sua passeggiata a braccetto con gli Hezbollah, montando, a suo dire «una campagna», chiamandoli, né più né meno che «dei deficienti». Finalmente sappiamo ciò che siamo. Ma siamo contenti almeno che il titolo abbia valore mondiale, dato che sia la foto della passeggiata che lo stupore che ne è derivato hanno costellato parecchi giornali, in molte lingue, in tutto il mondo. Ma il disprezzo di D’Alema per chi non ammira la sua politica è una sua antica abitudine. «So let it be with Caesar».
La seconda storia, ed entriamo in argomento, è che un’indagine recentissima della Near East Consulting, compiuta a Gaza in questi giorni, dimostra che il consenso di Hamas è in discesa, mentre quello di Fatah cresce: gli schiaffi della messa in mora internazionale cominciano a fare effetto. Hamas ha ora il 23 per cento dei consensi a fronte del 29 del mese scorso, Fatah è salito dal 31 al 43. Il 66 per cento di quelli che hanno votato per Hamas oggi voterebbe per Fatah. Il margine di errore è valutato al 3 e mezzo per cento. Ismail Haniyeh con il 37 per cento è oggi nettamente sotto Abu Mazen che ha il 63 per cento. Questo significa che le stragi compiute da Hamas dopo le elezioni, la percezione (secondo Jamil Rabah, capo del Near East Consulting) del boicottaggio internazionale di Gaza, i disagi della popolazione, la disapprovazione per il comportamento criminale di Hamas hanno ottenuto quei risultati che D’Alema e anche Fassino, quando ripetono che Hamas è una forza «democraticamente eletta» e quindi indispensabile alla pace, ritengono evidentemente impossibili. La sviolinata su Hamas come forza maggioritaria eletta in libere elezioni, anche evitando ovvi paragoni, per esempio quello con Hitler, è del tutto irrilevante: elezioni e democrazia non sono sinonimi, soprattutto quando la forza eletta dichiara ripetutamente che disprezza il sistema democratico come espressione della cultura blasfema dell’Occidente, e che quindi usa le elezioni come puro veicolo di affermazione. La democrazia è un pacchetto complessivo, che prosegue anche il giorno dopo le elezioni: se una forza «democraticamente» eletta si avvale del consenso elettorale per imporre un regime teocratico e sanguinario, qualcuno mi deve spiegare dove è rintracciabile la sacralità del patto con le forze di minoranza. Inoltre, non è affatto vero, come sostiene D’Alema, che Hamas venga consegnata ad Al Qaida se non ci si parla. Hamas nasce nel ventre di Al Qaida e viceversa, i loro legami sono molteplici e intrinseci, come ha detto anche Abu Mazen, e nel passato ne abbiamo dato conto parecchie volte nei particolari, con le date e i nomi. Infatti, queste due organizzazioni non hanno nessun’altra ragione sociale se non quella religiosa messianica antioccidentale, ovvero la jihad. Non esisterebbero senza. Basta leggere la Carta di Hamas e, se poi non convince perché si pensa che siano tutte chiacchiere, basta dare un’occhiata alle gesta del Movimento, sia sul fronte del terrorismo sia su quello della guerra interna. La mostruosa (ripeto, mostruosa) crudeltà dell’organizzazione descrive pienamente le sue potenzialità politiche. Esiste già, con Hamas, un dialogo che riguarda le questioni indispensabili, quelle degli aiuti umanitari e quelle dello scambio dei prigionieri. Per il resto è semplicemente masochista e persino un po’ folle immaginare come strumento di pace la promozione degli estremisti nel momento in cui tutta l’idea della ricostruzione di un processo di pace mediorientale è basata sulla nuova costruzione della rilevanza dei moderati. Per questo Bush ha proposto la nuova conferenza di pace, per questo vuole conferire all’Autorità di Abu Mazen 190 milioni di dollari, per questo intende fare di questa conferenza un appuntamento che contesti e anzi spinga fuori l’egemonia iraniana, che (ma D’Alema non lo sa?) da Hamas è auspicata e utilizzata, uomini, danaro, armi. Tony Blair non accetterà, nel suo nuovo ruolo, la strategia italiana, George Bush riterrà un attacco diretto alla sua strategia la posizione del nostro ministro degli Esteri. Inoltre, non la accetteranno i nostri figli, cui insegniamo che non uccidere è il primo comandamento, e che poi invitiamo a sedersi con degli assassini patentati.
di Fiamma Nirenstein da
ilGiornale
Ecco. credo che questo articolo sia la risposta adeguata a chi ancora considera D'Alema un grande ministro degli esteri, grande e illuminato.Il lupo si è travestito di agnello , ma le simpatie sinistra per certi terroristi restano e sono difficili da scardinare.Pur con tutta la cautela che un vero diplomatico deve possedere nell'esprimere certi giudizi, resta il fatto che certa gente vuole solo violenza e morte e di questo non si può non tenere conto.e poi un diplomatico vero, opera con perizia, non fa certe passerelle...
Verbena




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17 luglio 2007

Hamas, Fini attacca D'Alema:"Le sue parole sono gravissime"

ROMA:«Le parole di D’Alema sono gravissime e irresponsabili. È evidente che Hamas è una organizzazione politica che come tale raccoglie vasto consenso popolare, ma è incontestabile che non ha mai ripudiato il terrorismo come strumento di lotta». Lo afferma il leader di An ed ex ministro degli Esteri Gianfranco Fini. «Lo ha praticato e lo pratica tuttora e si rifiuta di riconoscere lo Stato di Israele. Ed è per queste ragioni che l’Unione europea ha inserito Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Prodi ha il dovere di dire con chiarezza se le affermazioni di D’Alema sono condivise e sono la linea del Governo», conclude.
Le parole di D'Alema

Il ministro degli Esteri ieri ha parlato alla festa dell'Unità di San Miniato, in provincia di Pisa: «È sbagliato regalare ad Al Qaida movimenti come Hamas e Hezbollah - ha spiegato - Hamas si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare: per l’occidente democratico non riconoscere un governo eletto democraticamente, magari mentre andiamo a braccetto con qualche dittatore, non è una straordinaria lezione di democrazia». Secondo D’Alema invece «Hamas è una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», e per questo motivo «è interesse della comunità internazionale - ha concluso - evitare di spingere questi movimenti nelle braccia di Al Qaida».da lastampa.it
Siamo in estate e fa caldo e il caldo da alla testa, specie se si mastica amaro, si cerca visibilità e si vogliono pronunciare frasi "storiche".Povero D'HAlemahSalam, gli sono rimaste solo queste comparsate e queste dichiarazioni ad effetto dato che è stato tagliato fuori da tutto e non ha il coraggio di dare l'alto là a Prodi e amichetti sinistri..Era ora in ogni caso che Fini uscisse dal coma, spero che con lui, ne esca tutta la CdL.Ora non è il momento di giocare a rimpiattino
Verbena


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