.
Annunci online

 
Orpheus 
CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE E' PADRONE DEL MONDO
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Dallapartedeltorto
Alessandro/Orcinus
Miralanza-Roberto
Angelo D'Amore
Alman's page
Maralai
Press
Blog.it
300705
Il Berretto a sonagli
Il Fazioso Liberale
Fort
Gabbiano urlante
Invisigoth-Bounty Hunter
Mara Carfagna
A DESTRA-L'italia agli italiani
Luigi Turci
Il lupo di Gubbio
MILLEEUNA DONNA
Simpaticissima Clio-Endor
Caffé nero-Cap e Pike
Alef
L'angolo di Bolina-un punto di vista di sinistra
il blog di Barbara
Il cielo sopra Kabul
CONTROCORRENTE
Countrygirl
Cavmi-La grande forza delle idee
C'é Walter
Deborah Fait
Esperimento
Fanny
Germanynews
Il Giulivo
Hoka Hey
imitidicthulhu-satira intelligente
Italian blog4Darfour
Informazione corretta
L'importanza delle parole
Lisistrata
Liberali per Israele
Legno storto
Luca-Liberodipensare
Lontana
Max-Altrimenti
Magdi Allam Forum
Manu
Maedhros
Max-Altrimenti
PA
Pseudosauro
La pulce
Periclitor
PARBLEU! di Jeanne ed Emile de la Penne
Il Reazionario
Sauraplesio
Sarcastycon
Tocqueville
Una voce che urla nel deserto
Zanzara
  cerca

Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

una testata giornalistica in quanto

viene aggiornato senza alcuna
periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto ed
itoriale ai sensi della legge
n. 62
del 7.03.2001.Questo blog è un sito
no-profit.
Le mie fonti sono sempre indicate da un
link,
quando il materiale pubblicato non è
stato
creato da me, e non vi è alcuna
intenzione
di infrangere copyrights
esistenti.
Se il titolare di testi o immagini da me
postate
desiderasse la rimozione
del materiale
di sua proprietà,
basta contattarmi.

directory blog italia



Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

Diario | l'Asinistra | Diritti Umani | Islam | PDL | Vittime del terrorismo | Sprechi rossi e tasse | Etica e religione | EVIDENZA: immigrazione | cronaca | Nessuno tocchi i bambini | crimini e censura rossa | Amici a quattro zampe | Appelli e petizioni | Giustizia indecente | Sinistra indegna | Eurabia | Israele nel cuore | Elezioni | America | Satira | EVIDENZA: emergenza stupri | INFORMAZIONE SCORRETTA | Lotta alla mafia e all'evasione | PILLOLE di buon senso | Berlusconi persecuzioni sinistre | Zingaropoli |
 
Diario
1visite.

20 maggio 2008

Superstiti di Nargis: non ci serve il lutto nazionale, ma gli aiuti esteri

 
La giunta militare della Birmania ha un "sense of humor"  veramente macabro.
Il popolo birmano ha bisogno di cibo, medicine e aiuto, é allo stremo,
trentamila bambini rischiano di morire di fame, e i militari, dopo aver imposto un referendum burla, adesso proclamano tre giorni di lutto nazionale.

 “A cosa servono questi tre giorni di lutto nazionale dopo tre settimane dal disastro? L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è che entrino più aiuti dall’estero! Preghiamo il mondo di intervenire il più presto possibile, anche senza il consenso del nostro governo che ci vuole uccidere lentamente”.
È un appello giunto oggi ad AsiaNews da un cittadino birmano che ha visitato le zone del delta dell’Irrawaddy, l’area più colpita dal ciclone Nargis. Il grido di dolore, anonimo per ovvi motivi di sicurezza, condanna l’inutilità dei gesti di facciata dalla giunta, che mentre fa sventolare bandiere a mezz’asta per tre giorni in tutto il Paese, continua ad ostacolare l’ingresso dei soccorsi dall’estero, indispensabili per arrivare ai 2,5 milioni di persone – secondo l’Onu – bisognosi di assistenza.
niziati oggi, i tre giorni di lutto nazionale rientrano nelle flebili aperture che di recente la giunta sta mostrando alla comunità internazionale, ma che non sono sufficienti a scongiurare una seconda catastrofe: quella che si sta consumando tra i superstiti di Nargis, lasciati a se stessi senza cibo e assistenza sanitaria. Il bilancio ufficiale delle vittime è fermo a 78mila morti e 56mila dispersi.
“Nei campi per gli sfollati – racconta l’uomo – si vive da giorni sotto miseri pezzi di plastica in decine e decine di persone; ognuno di noi ha perso almeno 4 familiari al passaggio del ciclone. I sopravvissuti non hanno vestiti, così si vede gente togliere gli abiti ai cadaveri che ancora si incontrano per strada; ci sono numerosissimi bambini feriti gravemente e che hanno bisogno di essere curati con urgenza. Siamo disperati!”.
E che fa comunità internazionale?
Che fa la Ue?
Rincorrono "farfalle", si sono mobilitati in pompa magna per delle baracche bruciate, e non una sillaba di condanna  contro chi sta uccidendo lentamente 30.000 bambini.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Birmania Nargis Ue

permalink | inviato da Orpheus il 20/5/2008 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 maggio 2008

Il mondo alzi la voce contro il referendum truffa dei militari


I membri dell’Unione parlamentare del Myanmar, il Parlamento birmano regolarmente eletto nel 1990, chiedono ai loro “colleghi” deputati e senatori nel mondo di “condannare con forza” il referendum costituzionale in programma del 10 maggio. In un appello diffuso in inglese il MPU spiega l’urgenza di denunciare, da parte di tutti i governi mondiali, quello che è un “voto manipolato”. E aggiungono: la nuova Costituzione non solo servirà a consolidare lo status quo, ma anche ad invalidare definitivamente le elezioni del 1990.

Quell’anno, la giunta militare –  ha organizzato, per la prima volta in tre decenni, elezioni libere e multipartitiche con la promessa di cedere il potere al nuovo governo eletto dal popolo. La Lega nazionale per la democrazia (Lnd), partito del Nobel Aung San Suu Kyi, stravince, ma i generali rifiutano di lasciare la guida del Paese.
L’appello del MPU chiede al mondo di “denunciare apertamente” l’atteggiamento della giunta, che continua ad ignorare i risultati della consultazione del ’90, da lei stessa definita “libera e trasparente”.
I parlamentari della MPU avvertono, inoltre, che la bozza di Costituzione stabilisce “la cancellazione di tutti i partiti politici esistenti in forma legale, i quali dovranno registrarsi di nuovo in vista delle promesse elezioni generali del 2010”. “In questo modo – aggiungono – ai parlamentari eletti nel 1990, membri di diversi partiti, non sarà permesso entrare in carica”.
 Il MPU  infine, si rivolge direttamente ai governi del mondo: “La vostra voce sarà un enorme sostegno morale per i nostri concittadini, risoluti a sfidare l’oppressivo regime militare e i quali meritano di godere dei propri diritti sotto la guida del Parlamento da loro eletto”.
Riassunto da Asia News
Quello che sta succedendo in Birmania é spaventoso, non solo la giunta ha tenuto un referendum in un paese distrutto, ma SOSPESO gli aiuti a un mione e mezzo di persone  per dislocare l’esercito sui seggi.
Tutto ciò secondo gli esperti può causare un “secondo disastro” tra i sopravvissuti, senza ripari né viveri e vulnerabili a malaria e dissenteria. Decine di migliaia di corpi giacciono insepolti e le strade sono bloccate da alberi e terra.
Inoltre il regime continua a centellinare i permessi di ingresso alle organizzazioni umanitarie internazionali e sta imponendo a tutti i cittadini  di ”contribuire con offerte” agli aiuti per le vittime di Nargis. In realtà si tratta di una vera e propria ruberia, rivelano le fonti di AsiaNews nel sud del Paese: i militari confiscano materiale da negozi, fabbriche e imprese senza che nessuno possa opporsi.
L’ennesima violazione commessa ai danni di una società già ridotta in ginocchio da decenni di ottusa politica di regime.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Birmania regime Nargis referendum

permalink | inviato da Orpheus il 11/5/2008 alle 12:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 novembre 2007

Il dramma dei piccoli profughi birmani in India

 
In un momento in cui le sofferenze del popolo birmano sono tornate sotto i riflettori dei media internazionali, non dimentichiamoci anche delle enormi difficoltà che affrontano i profughi dal Myanmar in India. A ricordarlo ad AsiaNews è Montu Ahanthem attivista del gruppo per i diritti dell’infanzia, Manipur Alliance for Child Rights (MACR).

 A Moreh, una piccola città al confine tra India ed ex Birmania, vicino Manipur, vivono centinaia di bambini che necessitano di tutto. Questa zona, da cui entra in India ogni genere di consumo, compresa l’eroina, ha visto negli ultimi anni anche un grande flusso di rifugiati da tutto il Myanmar.
 In tutto – racconta Ahnthem – sono circa 200 i piccoli birmani che vivono a Moreh e nei villaggi più interni di Zoldam, Zangoulen, Changtung e T. Nampao. La zona è popolata da tribù Kukis Chin. Questi minori necessitano di cure particolari e non dispongono di nessun sostegno economico: i genitori come unico mezzo di sostentamento entrano nel giro della prostituzione. Il risultato è che molti di loro finiscono su una strada, costretti a lavorare come “schiavi del sesso per mantenere la loro stessa famiglia”. Le bambine diventano prostitute e molti altri vengono abusati o sfruttati. L’attivista continua raccontando di “denutrizione, malaria, dissenteria e scabbia”. Senza contare traumi psicologici e “l’alto rischio di contagio da Hiv/Aids a cui sono esposti”.
 La necessità di procurarsi ogni giorno da vivere, inoltre, rende impossibile per i bambini andare a scuola. Le comunità cristiane presenti nella zona stanno aiutando i rifugiati birmani, offrendo un minimo di cure mediche. Ma anche la stessa MACR “non può fare molto”.
 L’attivista lancia infine un appello al governo indiano, perché metta in agenda, tra le “sue priorità”, l’assistenza ai giovani rifugiati birmani. La situazione politica locale, però, è molto tesa e non incoraggia alcun intervento di sostegno. L’area di Moreh è sotto il controllo dell’esercito indiano, che vigila sui confini per bloccare il narcotraffico, il contrabbando e le infiltrazioni di gruppi ribelli.
Da Asianews
Orpheus 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Birmania rifugiati

permalink | inviato da Orpheus il 26/11/2007 alle 23:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

24 novembre 2007

Birmania: L’indignazione passa presto, per ora vincono le pietre preziose

 
H
anno sperato che per il loro Paese si aprisse una nuova pagina.
Erano convinti che le drammatiche notizie che, per alcuni giorni, hanno tenuto banco sulle prime pagine dei giornali avrebbero aperto uno squarcio nel velo di omertà e silenzio steso negli anni dal regime birmano.
Contavano sull’impatto delle terribili immagini che documentavano la brutale repressione in atto in Myanmar.
Hanno creduto che la comunità internazionale, scossa da tutto ciò, si sollevasse finalmente da un torpore colpevole.
Invece... A distanza di poche settimane dalla 'rivoluzione color porpora' siamo qui a constatare che i cambiamenti sono solo di facciata. Che tutto è rimasto dov’era e com’era. Che le mobilitazioni di piazza in Occidente e le manifestazioni di solidarietà – assai più effimere e molto meno convinte che in altre occasioni – non hanno prodotto effetti di rilievo.
  Come dar torto, a questo punto, agli esuli birmani, alla loro delusione?
I fatti parlano da soli. Lo scandaloso traffico di pietre preziose, una delle principali fonti cui ricorrono i militari per rimpinguare le dissestate casse statali, continua. Come se nulla fosse.
 Nonostante il boicottaggio sui preziosi importati o lavorati dal Myanmar, proclamato da alcune delle più note case di gioielli del mondo e da alcuni governi, nell’ex capitale Yangon è iniziata – e sta proseguendo col vento in poppa – un’asta di pietre preziose che vede in prima fila compratori dalla Cina. Quella Cina che, con ogni probabilità, utilizzerà la giada per realizzare souvenir per i turisti che affolleranno Pechino alle prossime Olimpiadi. Quella Cina che ha in mano, più di tutti, le chiavi per la soluzione del rebus-Myanmar. Ieri, poi, la commissione diritti umani dell’Assemblea generale dell’Onu ha sì approvato una risoluzione di
condanna contro la giunta birmana.
  Ma il documento non è vincolante. Ed è passato con 88 voti a favore, ben 66 astensioni e persino 24 contrari, tra cui – guarda caso – la Cina. Nello stesso giro di ore, l’Asean (Associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico), pressata dalle proteste birmane, cancellava l’intervento dell’inviato speciale Onu in Myanmar, Ibrahim Gambari considerandolo una 'distrazione' nel programma dei lavori. Gambari ha comunque avuto alcuni incontri bilaterali con singoli rappresentanti dei Paesi membri. Col risultato, però, di sentirsi rinfacciare, dai rappresentanti di Malaysia e Indonesia, l’accusa di «ingerenza in affari interni», la stessa – coincidenza eloquente – avanzata dal ministro birmano Thein Sein. Difficile, a questo punto, non condividere il pessimismo e il senso di frustrazione della popolazione birmana. Sul fronte interno tutto sembra come prima. «I gesti di buona volontà del governo come la scarcerazione dei detenuti protagonisti delle proteste di settembre – denunciano fonti locali – sono falsi»; non di rado chi viene rilasciato ha subito violenze talmente gravi da pagarle con la vita. E Aung San Suu Kyi, leader degli oppositori democratici, di fatto non è libera di parlare con i generali, come invece essi vanno raccontando al mondo. Ma è soprattutto sul versante internazionale che la situazione è pericolosamente (e scandalosamente) stagnante. Il neo­inviato Ue per il Myanmar, Piero Fassino, si sta muovendo animato da buona volontà . Tuttavia, attorno, il quadro appare abbastanza desolante.
 La comunità internazionale, nei fatti, si sta dimenticando del Myanmar. Siamo a un momento cruciale. Non possiamo concedere alla giunta militare il lusso di pensare che l’indignazione del mondo sia stata un’emozione passeggera. Che contano più gli affari dei diritti, che il cinismo sia la prima regola della politica... Il popolo birmano non ce lo perdonerebbe mai.
Fonte: La Rosabiancapersempre 
C' é veramente poco d'aggiungere tranne che é sconfortante vedere sempre riconfermata l'inettitudine di organismi nati per difendere la libertà dei popoli e per combattere i genocidi.
Ci sarebbe un modo per far ragionare Pechino: boicottare le olimpiadi.
Non é degno che siano ospitate in una nazione che non ha alcun rispetto dei diritti umani né al suo interno, nè nei paesi ad essa legati.
Orpheus 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cina diritti umani birmania violazione

permalink | inviato da Orpheus il 24/11/2007 alle 15:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 ottobre 2007

In Birmania la Bonino è a corto di miracoli

 

Un paio di giorni fa i quotidiani hanno pubblicato le foto di monaci birmani adagiati sui tavoli di un obitorio con i segni di orribili mutilazioni e violenze. Tra i commenti riportati negli articoli era messo in evidenza quello di Emma Bonino. La sua lapidaria constatazione era la seguente: "non esistono soluzioni miracolistiche".
Forse è davvero così, anche se i miracoli ogni tanto continuano qua e là ad accadere. Ma viene da chiedersi se serviva una vita di militanza spesa in nome dei diritti civili e in difesa dei più deboli, per lasciarsi andare ad una così laconica e vuota constatazione.  Anche perchè nessuno si aspetta miracoli dalla Bonino: i digiuni non s'addicono ai ministri e, che so, incatenarsi ai cancelli dell'ambasciata è roba un po' demodè. Ma magari una dichiarazione forte sulle sanzioni contro il regime non ci sarebe stata male.
Viene da chiederesi se dalla Bonino non ci si dovrebbe aspettare un briciolo in più di passione e un poco di meno di quel realismo che affligge e domina le relazioni internazionali.
Che ci va a fare una Bonino al governo se poi arriva in Cina e ci racconta che anche in Italia nell'ottocento i bambini lavoravano; e se parlando della rivolta democratica in Birmani e delle sue vittime "non-violente" ci viene a dire che non esistono soluzioni miracolistiche.
Non sarebbe stato meglio lasciare questa incombenza a un D'Alema qualsiasi? Non sarebbe stato meglio, in mancanza di un'idea purchessia, tacere del tutto? O anche i radicali stanno lì a ricordarci che quando si va al governo si smette di credere (e far credere) ai miracoli?
Da l'Occidentale
Giova ricordare che per Saddam Hussein i radicali si sono mobilitati eccome, lanciando l'appello "Nessuno tocchi Saddam" e il grande vecchio (e rinco...) Pannella ha fatto l'ennesimo sciopero della fame e della sete.
Giova ricordare anche sono scesi in piazza per i DICO. E per mille altre battaglie, alcune importanti, altre strumentali.
Ma per i monaci birmani "non si possono fare miracoli". Quindi lasciamoli crepare nel silenzio della politica e dei media.
Si é vero, i miracoli forse non si possono fare, ma un po' di umana compassione, quella si può mostrare, o no?
Oppure i diritti umani non sono più fra le priorità di colei che ci ha fatto la propria fortuna personale ed é arrivata a sedere su una poltrona ministeriale,? 
Grazie al voto di tanta gente che ha creduto in Emma Bonino e nella sua militanza a favore dei più deboli.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Emma Bonino Birmania

permalink | inviato da Orpheus il 29/10/2007 alle 21:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

26 ottobre 2007

Birmania le foto orribili della vergogna

 



“Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio.
Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino.
Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che a semplice condanna di questi bastardi [della giunta]”.
 
Sono le foto della vergogna:

Vergogna della giunta, che proprio oggi diffonde alle telecamere di tutto il mondo il suo goffo tentativo di “riconciliarsi” con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione. La giunta cerca di far “comprendere” alle autorità buddiste la “necessità” della repressione. Ma queste foto accusano ogni buona intenzione ed esigono domanda di perdono e un cambiamento radicale nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, questa nuova repressione del governo militare del Myanmar – che si definisce socialista e laico, ma cerca l’appoggio dei monaci per continuare il suo dominio – è costata a vita a centinaia di persone e l’arresto di oltre 6 mila.

Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si tratta solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che uccide, ammazza, schiavizza una popolazione di quasi 50 milioni di persone.
   
Vergogna per l’Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l’ha scelta da tempo. Il problema è che si tratta con la giunta solo con il minuetto diplomatico, mentre occorre dare voce alla società civile mondiale per affrontare quella che è un’emergenza umanitaria. Occorre che la Croce Rossa internazionale possa andare in Myanmar a visitare le prigioni; che l’Ufficio Onu del lavoro visiti gli schiavi dei lavori forzati; che le Ong possano svolgere un lavoro a favore della popolazione impoverita dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia.
Da Asianews
Non ho messo il link, ma direttamente le foto del monaco ucciso in modo così brutale, perchè chi le guarda riceva un pugno allo stomaco, ancor prima di leggere la vergogna che esse rappresentano.
Un pugno che vuole essere una sveglia.
In questo mondo dove ormai nulla é più reale, dove si parla di sofferenze inumane, come dell'ultima partita della squadra del cuore, giustificandole o sottovalutandole a seconda dell'ideologia politica, un mondo che dimentica che una dittatura di qualsiasi natura vive e prospera grazie al sangue di milioni d'innocenti.
Chi appoggia la giunta birmana ha 'armato' la mano del boia che ha massacrato quel povero monaco.  
Orpheus



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. foto vergogna birmania

permalink | inviato da Orpheus il 26/10/2007 alle 22:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

16 ottobre 2007

Non dimentichiamo la Birmania: Boicottare le Olimpiadi di Pechino per la sua liberazione

 
Alcuni amici dalla Birmania mi scrivono: “Aiutateci! Per noi è problema di vita o di morte!”. Da Yangon uno molto ben informato scrive: “Le sanzioni economiche alla Birmania contano nulla, poiché il regime può schiacciare il popolo come vuole e quanto vuole. Ha azzerato l’unica forza di opposizione, i monaci buddisti, e può importare ed esportare tutto quanto gli occorre della Cina: i capitali gli vengono soprattutto dal commercio di oppio e dalla vendita di gas e di petrolio. Se non succede qualcosa in campo internazionale che possa liberarci da questa schiavitù interminabile, fra alcuni mesi tutto ritornerà come prima! A noi, schiavi del nostro tempo, pare che l’unica cosa da fare sia di boicottare le Olimpiadi cinesi. Crediamo sia la sola minaccia che può portare la Cina e poi il regime birmano ad ascoltare il popolo e concedergli la libertà di cui ha diritto”.

 Ancora oggi, dal Myanmar riferiscono della massiccia presenza di militari intorno alle due pagode più famose di Yangon, la Shwedagon e la Sule. Forte è anche la presenza dei soldati intorno alla pagoda Kyaikkasan a Thingangyun, nella quale numerosi monaci sono stati rastrellati e si dice che alcuni siano stati uccisi: 15 camionette sono vicine alla pagoda e l’hanno chiusa, lasciando aperto un solo ingresso.
Già si è parlato di boicottare le Olimpiadi dell’estate 2008 in Cina, ma finora la proposta non decolla. Anzi, due mesi dopo l’inizio della rivolta contro la dittatura militar-socialista della Birmania, la situazione è nettamente peggiorata e non si vedono segni di miglioramento. L’ONU è bloccata da Cina e Russia e sta tramontando l’interesse dell’Occidente per i monaci buddhisti e il popolo birmano, mentre la pesante repressione dei militari è giunta fin dove non erano arrivati né gli spietati imperatori di un tempo (nel 1878 il ventenne Thibaw fece strangolare 86 parenti: arrestato a Mandalay dagli inglesi nel 1886 e mandato in esilio in India) né i colonizzatori inglesi e nemmeno i giapponesi che avevano invaso la Birmania negli anni 1942-1945. Per millenaria tradizione, i luoghi sacri del buddismo erano sempre rispettati. Oggi si hanno notizie di assalti ai conventi e alle pagode, antichi Budda decapitati per ricuperare le pietre preziose incastonate, monaci uccisi, migliaia di loro arrestati: li vedremo nelle regioni remote (non le poche frequentate dai turisti) al lavoro lungo le strade, legati in coppia con una catena (come ho visto personalmente pochi anni fa). Questa la sorte dei monaci buddisti. Facile immaginare la fine delle decine di migliaia di laici che sono scesi in piazza a protestare, in maggioranza giovani!
Anche a noi di AsiaNews il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe l’unica proposta che potrebbe portare a qualche risultato concreto per la liberazione del popolo birmano. Non importa molto che poi possa avere più o meno successo. Da anni la Cina ha investito miliardi e miliardi di dollari nel preparare le Olimpiadi e ci gioca la sua “faccia” a livello mondiale. Vuole apparire un paese moderno, ricco, evoluto, organizzato, affidabile. La minaccia condivisa da molti popoli di un boicottaggio di quell’evento storico per i dirigenti cinesi è peggio di qualsiasi altro insuccesso o bancarotta. Fra due-tre mesi il popolo birmano sarà di nuovo stabilmente sotto il tallone di ferro delle armi birmane e cinesi, chissà per quanti decenni ancora. E noi saremo qui a consolarci facendo marce e fiaccolate e tentando il “dialogo” con  i satrapi birmani e i loro protettori cinesi. Ma è possibile che la Cina continui ad opprimere (o aiuti chi opprime) i diritti umani in Tibet, in Birmania, in Darfur e altrove e sia considerata intoccabile per motivi economici? Sono autentici i nostri pacifismi e le nostre proteste per le violazioni dei diritti dell’uomo?
Da Asianews
Un altro motivo per boicottare le Olimpiadi, oltre che per le violazioni dei diritti umani perpetrate nella stessa Cina. Non dimentichiamo anche i Falun Gong da sempre perseguitati e uccisi in Cina.
Orpheus
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Birmania represione boicottare olimpiadi Cina

permalink | inviato da Orpheus il 16/10/2007 alle 23:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

10 ottobre 2007

Le parole a volte non bastano...

 

Cellulari, telefoni e internet ancora sotto controllo, militari nelle città, arresti indiscriminati per le strade e nei monasteri. La repressione del movimento pacifico che chiede la fine della dittatura continua in Myanmar, mentre la popolazione non cede e porta avanti con piccoli gesti il suo dissenso. Da Yangon e Mandalay fonti di AsiaNews fanno sapere che dopo la chiusura delle università, due settimane fa, le scuole superiori sono diventate uno dei luoghi dove si esprime la contestazione al regime. Qui gli studenti, nonostante il divieto degli insegnanti, ogni mattina recitano la preghiera che i monaci buddisti intonavano durante i cortei di fine settembre, repressi nel sangue dalla giunta. La preghiera chiede “pace per il Paese, giustizia e che tutti siano liberi da tortura e violenze”. Questa la situazione, ancora ben lontana dall'essersi risolta, anche se i media hanno già messo nel dimenticatoio la crisi birmana.
Questo terribile bagno di sangue un "aspetto positivo" ce l'ha: l'aver distolto la Ventiduesima divisione dell'esercito dall'opera di sterminio dei Karen, una delle 136 minoranze etniche che abitano la Birmania.
 Da sessant'anni combattono la più lunga guerra civile del mondo. Da una parte l'Unione nazionale Karen (Knu) con i suoi soldati, ventimila ribelli armati alla meno peggio, dall'altra i dittatori di turno in Birmania, con a disposizione cinquecento mila soldati ben equipaggiati. Nonostante i numeri li diano per sconfitti, i Karen sono da sempre una spina nel fianco per il regime. Ogni Karen - non importa se uomo, donna o bambino - che si trovi nelle zone controllate dalla Knu può essere ucciso, rapito o torturato impunemente. Basta essere visto per essere considerato un sovversivo.
Quando ne prendono uno, indipendentemente dal sesso e dall'età, lo costringono a fare il "potatore". Deve marciare nudo e scalzo davanti alle truppe. Sulle spalle porta venti o trenta chili di munizioni. Sta davanti perché con il suo corpo deve ripulire il terreno dalle mine antiuomo. Se i sentieri sono minati é lui a saltare per aria e i soldati sono salvi. I racconti dei profughi sono una fila interminabile di tragedie. Non vedi lacrime mentre ascolti di stupri subiti, di mariti e figli catturati e uccisi. Non c'è tempo per piangere. Bisogna sopravvivere.
Quello dei Karen é uno dei tanti genocidi che insanguinano il pianeta, e di cui l'opinione pubblica non sa nulla, ed per questo che "rido" amaro davanti ai "fuochi di paglia" della solidarietà lanciati dai media e che durano al massimo una settimana.
Orpheus



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. birmania repressione genocidio karen

permalink | inviato da Orpheus il 10/10/2007 alle 21:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

28 settembre 2007

Ancora scontri e morti in Birmania.I dissidenti: "Divisioni tra i generali"

Rangoon- Truppe dell’esercito birmano stanno marciando verso Rangoon, dove anche oggi migliaia di persone sono scese in piazza contro la giunta militare. I militari dispiegati nella principale città del paese asiatico hanno caricato e disperso i dimostranti, dopo aver occupato i principali monasteri buddisti e tagliato l’accesso a internet.

Scontri tra i generali della giunta
Intanto tra le file della dittatura emergono le prime crepe tra i generali: il numero due del regime, generale «Maung Aye e i suoi fedelissimi sono contrari a sparare sulla folla». Lo ha rivelato una fonte vicina ai vertici militari al sito di informazione degli esuli birmani, Mizzima News. Il generale Maung Aye, braccio destro del capo della giunta militare golpista, Than Shwe, ha una posizione ben diversa dal suo «superiore» sul come affrontare le proteste degli ultimi giorni nel paese, secondo il sito. Il sito Mizzima News è stato creato nell’agosto 1998 da un gruppo di giornalisti birmani in esilio.

La protesta non si placa
L’uso della forza non ha comunque fermato i manifestanti, che oggi sono tornati nei pressi della pagoda Sule, nel centro di Rangoon. I militari hanno esploso colpi di arma da fuoco in aria, dopo aver prima intimato ai dimostranti di disperdersi e averli poi caricati con i manganelli. Prima della nuova manifestazione, i soldati avevano chiuso gli ingressi e bloccato le strade che conducono ai monasteri di Rangoon e di Mandalay, la seconda città della Birmania, mettendo di fatto sotto controllo i monaci. «Ora che i monaci sono fuorigioco, i soldati possono adottare misure più dure», ha detto un diplomatico asiatico sotto anonimato, alimentando il timore di rappresaglie contro i civili.


Si temono decine di morti
Tre giorni fa, la giunta ha deciso di vietare gli assembramenti pubblici, ma senza riuscire a fermare i manifestanti, che hanno continuato a sfilare per le strade di Rangoon scontrandosi con le forze di sicurezza. Incerto il bilancio delle vittime: secondo le autorità locali ci sono stati 10 morti e diversi feriti, ma altre fonti riferiscono di un numero più elevato di morti. Secondo l’ambasciatore australiano in Birmania, Bob Davis, il bilancio sarebbe di «diversi multipli dei 10 ammessi dalle autorità». Dopo le proteste mosse dalla comunità internazionale contro il ricorso alla forza, la giunta ha deciso di interrompere la principale connessione internet che nei giorni scorsi ha consentito la diffusione di immagini e testimonianze di quanto sta avvenendo nel Paese.

La repressione sul web
L’azienda di stato ha ufficialmente dichiarato che l’interruzione del servizio sarebbe dovuta a un problema tecnico a «un cavo subacqueo». Fonti della Bbc in Birmania hanno denunciato anche problemi alle comunicazioni telefoniche e hanno dichiarato che i militari stanno dando la caccia alle persone che possiedono telecamere e telefoni cellulari. Sul fronte diplomatico è previsto per domani l’arrivo nel paese dell’inviato Onu per la Birmania, Ibrahim Gambari. Cina e Giappone hanno fatto sapere oggi che intendono collaborare per arrivare a una soluzione della crisi, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni economiche contro 14 alti dirigenti governativi birmani.da
lastampa.it
Siamo tutti con gli eroici monaci Birmani e la povera  gente per cui essi si battono con coraggio e dedizione senza fine.La protesta non violenta,ma caparbia dei monaci è commovente, il mondo non dovrebbe lasciarli soli, noi siamo con loro, in maglietta rossa oggi e sempre alla faccia di chi indossa la maglietta del Che Guevara ,che è solo un assassino a confronto di questi uomini indomiti in rosso amaranto e arancione, e cioè  i soliti pacifinti pronti a battersi e sfilare  solo per gente violenta,ambigua, prevaricatrice.I soliti professionisti dei cortei   tacciono , come sempre , di fronte ai veri oppressi nel mondo
Verbena
 



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. rivolta birmania monaci maglietta rossa

permalink | inviato da Orpheus il 28/9/2007 alle 19:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
aprile        giugno